Circolo Miani - News Correnti




Home | Notizie | Articoli | Notizie flash | Foto | Video | Collegamenti | Scarica | Sondaggi | Contattaci

'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Laminatoio a caldo e “giornalismo” a freddo.
Le sorprese della censura talvolta sono anche divertenti. ..
(Leggi tutta la notizia)


Notizie Flash

Trieste Verde. A cosa diciamo no!
Dicemmo no alla progettata Centrale a Carbone nel Vallone di Muggia, battaglia vinta..
(Leggi tutta la news)


Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

Dati Accesso
Accesso Richiesto

Nome:
Pass :

Memorizza Dati

Registrati • Password Persa?




Circolo Miani » News Correnti » Page 257

“Italiani brava gente?” Non sempre e dappertutto.

» Inviato da valmaura il 17 February, 2019 alle 2:51 pm

Nel settembre 1992, o giù di lì, il Governo italiano aveva donato alla neonata Repubblica di Croazia un contributo di Quattro Miliardi delle vecchie lire quale aiuto per la costruzione di scuole ed asili.
Neppure un mese dopo in una conferenza stampa internazionale il Vice di Franjo Tudman, Presidente della Croazia indipendente dall'otto ottobre 1991, aveva rivolto un pressante invito ai capitali stranieri, in particolare tedeschi, austriaci, francesi ed americani, perchè venissero ad investire nella gracile e traballante economia balcanica.
Alle domande di alcuni giornalisti sul perchè avesse omesso dall'invito l'Italia, forse per una svista, il leader Croato rispose che non di dimenticanza si trattava ma di scelta voluta: il suo Governo meno sentiva parlare italiano e meglio era.
Incalzato dalle domande della stampa internazionale se il veto fosse legato alle vicende della Seconda Guerra mondiale (formalmente la Croazia divenuta monarchia dopo lo smembramento del Regno di Yugoslavia sotto l'incalzare dell'invasione tedesca e italiana, soprattutto tedesca, era stata assegnata alla casa Savoia: Aimone Roberto Margherita Maria Giuseppe Torino appartenente al ramo Savoia-Aosta. Fu re di Croazia con il nome di Tomislavo II, senza però mai prendere possesso del trono e ben si guardò dal mettere mai piede a Zagabria, e lo Stato fu retto da un Reggente: Ante Pavelic capo degli Ustascia, movimento ultranazionalista coltivato per anni dal Fascismo. Mentre una fascia costiera fu assegnata direttamente all'Italia), il Vicepremier Croato annuì ma, con gran stupore dei giornalisti ne diede motivazioni sorprendenti.
Ovvero l'Italia era sgradita non come paese invasore ed occupante – ed allora i tedeschi ed austriaci? - ma per l'anomalo comportamento delle sue truppe d'occupazione. Ossia l'esercito italiano aveva, a suo dire, colpevolmente protetto gli ebrei, gli antiustascia e le minoranze etniche, a partire da quelle serbe e bosniache, rifiutandosi di consegnarli ai campi di concentramento e sterminio Ustascia e nazisti, e facendoli espatriare nascostamente nel Regno (italiano) d'Albania.
Gran scalpore sulla stampa europea ed americana suscitarono queste affermazioni e tutti si aspettarono l'immediata espulsione dell'ambasciatore croato a Roma, meglio se in un vagone piombato in ricordo dei “tempi andati” di nazista nostalgica memoria, il ritiro di quello italiano a Zagabria e la richiesta del Governo italiano di totale isolamento da parte dell'Europa fino alle dimissioni del Governo croato. Oltre naturalmente l'immediata revoca del “dono” di quattro miliardi incautamente stanziato.
Nulla di tutto ciò avvenne. Ma questo va ricordato per chiarire come l'esercito italiano ebbe facce e comportamenti diversi.
Durissimo, feroce e criminale in Slovenia (“si fucilava troppo poco” i civili come telegrafò l'allora comandante del corpo d'occupazione del regio esercito). Di segno talvolta opposto in Montenegro dove molti militari italiani dopo l'otto settembre 1943 si unirono alle formazioni partigiane yugoslave.
Ecco un “ricordo” degno di questo nome pone a noi tutti giustamente molte domande e impone riflessioni complessive sul ruolo svolto dall'Italia in quel contesto, e non la rimozione che purtroppo è avvenuta delegando il tutto al ricordo di una sola giornata.

https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2397788363825451/?type=3&theater




Cosa insegna la “giornata del ricordo”.

» Inviato da valmaura il 15 February, 2019 alle 12:24 pm

Premessa: essendo oramai quasi scomparse le persone che vissero quelle tragiche esperienze colpisce la durezza e l’acredine di certi commenti da parte dei loro attuali discendenti, quasi tutti nati e comunque vissuti nell’odierna Italia ed in Europa. Lasciamo perdere gli insulti e le trivialità che sui “social” a partire da Facebook trionfano oltre ogni limite (ma stranamente qui le “regole” di Zuckerberg non valgono).
Appare desolantemente chiara la grassa ignoranza dei politici, tutti: nuovi e vecchi, che si misurano con la questione in forma pubblica.
Altrettanto triste, e non scusabile, è la non conoscenza nel merito da parte degli organi di stampa (scritta e televisiva) tanto che chiamarli di “informazione” sarebbe parola grossamente impropria, che si limitano al ruolo di megafono del sciocchezzaio politico ed istituzionale.
In questo quadro da cerimonia staraciana spicca tristemente il silenzio, o la timidezza degli storici e degli studiosi che avrebbero invece tutti gli strumenti per fare chiarezza e seria ricostruzione con la dovuta onestà intellettuale.
Si, un ben triste ricordo che fa torto alle vittime.




Vietato vietare.

» Inviato da valmaura il 12 February, 2019 alle 4:23 pm

Francamente basta. Non se ne può più di queste intromissioni nella nostra vita privata.
Ora, oltre a permettere ai ciclisti di andare “contromano” nelle vie cittadine e di avere la precedenza ai semafori, oltre che a percorrere in un senso e nell'altro le corsie riservate ai mezzi pubblici, si inventano il divieto di fumare in macchina anche quando sei solo. Tra poco lo vieteranno anche nel cesso di casa, dopo le panchine nei parchi.
Ma non è la questione del fumo sì, fumo nò: ben altra è la posta in gioco.
Quella della compressione progressiva dei diritti e delle libertà individuali.
Tra poco la polizia municipale girerà con il metro e le forbicione al seguito per misurare la lunghezza dei capelli, e zac!
Invece del “Grande fratello”, che ci spia e controlla anche quando ci scappa un ruttino, invece di spendere barcate di milioni in telecamere e sistemi di sicurezza, e trasformare le città in caserme, destinino tutti questi soldi per sanare la nostra sanità, gli ospedali ed i pronti soccorsi che cadono a pezzi.
Invece di rifare una piazza Libertà (Stazione) che va benissimo com'è in una città che tra l'altro perde duemila abitanti all'anno, e buttare cinque milioni di euro ed una ventina di rigogliosi alberi, li usino per l'assunzione di personale ospedaliero o piazzino su ogni ambulanza il medico come c'era una volta.
Mi sono sbagliato su di un verbo. Questi politicanti non “buttano” via niente, anzi, i quattrini nostri li fanno girare tra amici che poi si comportano, appunto, da amici.




In nome del padre.

» Inviato da valmaura il 11 February, 2019 alle 2:47 pm

Ho atteso la fine di queste commemorazioni legate alla “giornata del ricordo” e ne ho tratto una prima immediata conclusione: se mio padre, Galliano Fogar non fosse deceduto nel 2011 oggi sarebbe sicuramente morto per infarto a leggere, e sentire, tante corbellerie su quel tragico episodio.
La prima cosa che salta agli occhi è il pressapochismo e l'ignoranza trionfante tra chi ne parla e scrive, dunque a partire dai politici di ogni colore e dalla stampa.
In quest'ultima spiace sinceramente annotare il ripetuto infortunio occorso al pur bravo Paolo Mieli, complice il silenzio compiaciuto di Raul Pupo, nell'avvalorare la tesi delle “verità nascoste” di cui nessuno aveva parlato fino all'arrivo di Pupo “primo tra i primi”. In realtà ultimo tra gli ultimi perchè a parlarne e scriverne in centinaia di ricerche, saggi e libri furono a partire dagli anni, e addirittura mesi, dalla fine della guerra in poi alcuni ricercatori e storici, ben noti a Trieste ed in Italia tra cui figurano Galliano Fogar, per l'appunto, Guido Miglia e Teodoro Sala per citarne solo alcuni, dai cui studi e ricerche trae spunto decine di anni più tardi il Pupo per le sue pubblicazioni.
Pertanto assai grave il suo compiaciuto e furbesco silenzio di fronte alle affermazioni dell'incolpevole Mieli non tanto per non fare torto a coloro che nulla “nascosero” e subito pubblicarono: sono trapassati da anni e si sa che “la morte è una livella” come scrisse il grandissimo poeta Totò, ma per il tacito e falso avvallo dato alle tesi appunto delle “verità nascoste” che invece “nascoste” non erano, ma semplicemente quanto in parte volutamente ignorate e non lette, e diffuse, da una politica ed una stampa interessate non ad informare e ricercare “verità e giustizia” quanto piuttosto a strumentalizzare la storia.
Detto questo pubblichiamo alcuni di questi strafalcioni, con una premessa riservata ad alcuni ricercatori che sostengono come nel Pozzo della miniera di Basovizza non furono gettati corpi alcuni.
Proprio una delle prime indagini di Galliano Fogar, di cui si servì poi l'ente per le onoranze ai caduti della Germania Federale per traslare le loro salme in patria, riguardò i corpi di una ottantina di soldati germanici caduti nella battaglia di Opicina, violentissimo scontro per rallentare la discesa su Trieste del IX Corpus Yugoslavo, e sepolti frettolosamente, come si usava sul terreno carsico, nella “fossa” di Basovizza e poi traslati in parte al cimitero di Sant'Anna, come risulta dai registri consultati allora dal Fogar.
Detto questo partiamo dall'odierno sciocchezzaio pubblicato un tanto al chilo.
“Ricordare le Foibe, che sono parte integrante della storia del nostro Paese, significa rendere giustizia a chi morì solo perché italiano”, ha sottolineato, sempre cinguettando l’esponente del Partito democratico, Nicola Zingaretti.”
“Mattarella “ Foibe: fu odio etnico contro gli italiani” titolo apertura Piccolo 10 febbraio.”
“E prima di partire per Basovizza anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha lanciato un messaggio sui social. “Trieste, spettacolo unico. Oggi qui per onorare il sacrificio di migliaia di connazionali torturati, massacrati e gettati nelle foibe, spesso ancora vivi, dai comunisti. La colpa? Essere Italiani. I BIMBI (?) morti nelle foibe e i bimbi di Auschwitz sono uguali”
Come il principale storico dell'Università di Lubiana, Tone Ferenc, che per primo ebbe accesso agli archivi di Stato dopo la dissoluzione della Yugoslavia, e che accettò l'invito del Circolo Miani a venirne a discutere a Trieste nel ciclo “Trieste in Guerra” organizzato proprio dall'Associazione e solo perchè vi partecipava Galliano Fogar. E come confermò la Commissione mista intragovernativa degli storici, non ci fu “pulizia etnica” ma pulizia ideologica tesa ad eliminare, deportare ed imprigionare, tutti coloro che erano ritenuti, a torto o ragione, oppositori della futura Repubblica socialista yugoslava. A partire ovviamente dai criminali di guerra e dai collaborazionisti di nazisti e fascisti.
I fatti vanno inseriti nel contesto storico di quel periodo (maggio, giugno 1945), mesi che furono contrassegnati da sommarie esecuzioni in tutta l'Europa occupata dal terzo Reich. Basti pensare alle migliaia di esecuzioni in Belgio, tra Fiamminghi e soprattutto Valloni, in Francia, a partire dai collaborazionisti di Vichy, in Austria con la consegna di tutta l'armata Cosacca, rifugiatasi con famiglie al seguito nella piana di Lienz (Ost Tirol), ai Sovietici in vagoni piombati a cura dell'esercito inglese.
E sempre a cura degli Inglesi lo sbarramento delle vie di fuga al confine austriaco di oltre un centinaio di migliaia di Croati, Sloveni, Serbi con famiglie al seguito che poi in gran parte vennero sommariamente uccise da parte dei partigiani yugoslavi.
A dimostrazione, se ce ne fosse ulteriore bisogno, che la “pulizia etnica” non ci entrava per nulla.
I numeri. Ricavabili dagli archivi dell'ISTAT e del Ministero della Guerra danno questi dati.
“Gli arrestati nelle province di Trieste e Gorizia furono circa 10.000, ma la maggior parte di essi fu liberata nel corso di alcuni anni. Secondo una ricerca condotta a fine anni '50 dall'Istituto centrale di statistica, le vittime civili (infoibati e scomparsi) nel 1945 dalle province di Trieste, Gorizia ed Udine furono 2.627. Probabilmente la cifra pare leggermente sovrastimata, perché qualche prigioniero può essere rientrato senza darne notizia. D'altra parte, a tale stima vanno aggiunte le circa 500 vittime accertate per Fiume e qualche centinaio dalla provincia di Pola. Inoltre, mancano dal computo i militari della RSI, per i quali il calcolo è difficilissimo, in quanto le fonti non li distinguono dagli altri prigionieri di guerra. Una stima complessiva delle vittime fra le 3.000 e le 4.000 sembra perciò abbastanza ragionevole.”
Ora veder scrivere sul Fatto quotidiano online di ieri che alla manifestazione di Basovizza“hanno rivolto un pensiero ai “martiri del tragico eccidio”, in cui si stima abbiano perso la vita oltre 300mila persone” non è tollerabile né giustificabile, e proprio per rispetto ai morti prima che alla verità storica.
Certamente l'essere “italiani” non ha giovato in un paese invaso ed occupato dalle truppe italiane, accanto a quelle tedesche. Truppe, italiane, che si sono macchiate di stragi e feroci uccisioni, bruciando villaggi.
In una realtà dunque dove l'Italiano era sinonimo di fascista. Anche per il ventennio di precedente brutale snazionalizzazione delle minoranze slovene e croate presenti nella Venezia Giulia, contro cui si battè inutilmente il Vescovo ed Arcivescovo di Trieste e Capodistria Luigi Fogar, fino alla sua rimozione voluta dal Mussolini nel 1936.
E proprio nel 1936 il PrefettoTiengo proibì la liturgia slovena in certe chiese, al che Fogar rispose con una circolare ai parroci in cui si ribadiva di seguitare a rispettare "le consuetudini diocesane per ciò che riguarda il culto", ovvero a continuare ad usare la madrelingua slovena.
Quanto la vicenda più che “etnica” fosse politica, il che ovviamente non è una scusante, anzi, lo dimostra il fatto che durante i quaranta giorni di occupazione yugoslava di Trieste i maggiori ricercati, vedere i manifesti affissi allora sui muri della città, erano proprio i vertici del CLN triestino, in particolare Ercole Miani e Galliano Fogar.
Un tanto lo dovevo a mio padre.
Maurizio Fogar

https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2393467860924168/?type=3&theater




FERRIERA. Il bue che da del cornuto all'asino.

» Inviato da valmaura il 10 February, 2019 alle 3:56 pm

Dopo un lungo periodo di silenzio oggi sulla solita stampa fiancheggiatrice si riparla di Ferriera.
In realtà lo stabilimento è solo un pretesto per una polemica politica di basso, infimo lignaggio tra i Cinque Stelle e l'assessore all'ambiente della Regione (iniziali in rigoroso minuscolo che altrimenti ci scappa da ridere).
Insomma un rinfacciarsi di responsabilità sul nulla, tipo quelle che si fanno all'asilo sulla lunghezza delle “serpentine”. Ma visto la caratura dei protagonisti non poteva essere diversamente.
E parlando di cose serie, dopo la drastica riduzione dell'inquinamento acustico e l'intervento sui piazzali dei cumuli minerali, Servola Respira e Circolo Miani assieme alla direzione della Ferriera hanno iniziato ad affrontare il problema dei filtri e degli abbattitori di polveri e fumi, a partire dall'impianto di Agglomerazione, dove sono in corso i lavori.
Nel frattempo nella sede del Circolo Miani verranno ospitati i quadri ed i vertici tecnici dello stabilimento per “vedere” a 360 gradi (ovvero da Muggia a San Vito) quale è l'effetto della Ferriera e del suo ciclo produttivo nei confronti del territorio della nostra provincia.
Il tutto teso a rendere consapevole chi opera nella fabbrica degli effetti che questa provoca nella realtà circostante e dunque a migliorare misure e precauzioni, a partire da una attenzione massima, nell'espletamento delle mansioni lavorative.
Ora noi non possiamo ipotizzare quando e come cesserà la produzione dell'Area a caldo dello stabilimento, le voci che si rincorrono sono tante e contraddittorie da non meritare ulteriori approfondimenti, ma certamente possiamo operare concretamente per ricondurre a limiti accettabili, anche inferiori a quelli di legge, i disagi causati dagli impianti sulla nostra popolazione.
Tra le vuote chiacchiere della politica che nulla fa, ed invece intervenire per migliorare nei fatti la situazione a tutela della qualità della vita e della salute dei cittadini, Circolo Miani e Servola Respira hanno scelto questa seconda strada in collaborazione, caso unico in Italia e non solo, con i vertici della Ferriera. Ed i risultati si sono visti, stampa e TiVù, politica ed istituzioni escluse. Ma fa nulla che forse è meglio così.





« Precedente • Pagina 1 • Pagina 2 • Pagina 3 • Pagina 4 • Pagina 5 • Pagina 6 • Pagina 7 • Pagina 8 • Pagina 9 • Pagina 10 • Pagina 11 • Pagina 12 • Pagina 13 • Pagina 14 • Pagina 15 • Pagina 16 • Pagina 17 • Pagina 18 • Pagina 19 • Pagina 20 • Pagina 21 • Pagina 22 • Pagina 23 • Pagina 24 • Pagina 25 • Pagina 26 • Pagina 27 • Pagina 28 • Pagina 29 • Pagina 30 • Pagina 31 • Pagina 32 • Pagina 33 • Pagina 34 • Pagina 35 • Pagina 36 • Pagina 37 • Pagina 38 • Pagina 39 • Pagina 40 • Pagina 41 • Pagina 42 • Pagina 43 • Pagina 44 • Pagina 45 • Pagina 46 • Pagina 47 • Pagina 48 • Pagina 49 • Pagina 50 • Pagina 51 • Pagina 52 • Pagina 53 • Pagina 54 • Pagina 55 • Pagina 56 • Pagina 57 • Pagina 58 • Pagina 59 • Pagina 60 • Pagina 61 • Pagina 62 • Pagina 63 • Pagina 64 • Pagina 65 • Pagina 66 • Pagina 67 • Pagina 68 • Pagina 69 • Pagina 70 • Pagina 71 • Pagina 72 • Pagina 73 • Pagina 74 • Pagina 75 • Pagina 76 • Pagina 77 • Pagina 78 • Pagina 79 • Pagina 80 • Pagina 81 • Pagina 82 • Pagina 83 • Pagina 84 • Pagina 85 • Pagina 86 • Pagina 87 • Pagina 88 • Pagina 89 • Pagina 90 • Pagina 91 • Pagina 92 • Pagina 93 • Pagina 94 • Pagina 95 • Pagina 96 • Pagina 97 • Pagina 98 • Pagina 99 • Pagina 100 • Pagina 101 • Pagina 102 • Pagina 103 • Pagina 104 • Pagina 105 • Pagina 106 • Pagina 107 • Pagina 108 • Pagina 109 • Pagina 110 • Pagina 111 • Pagina 112 • Pagina 113 • Pagina 114 • Pagina 115 • Pagina 116 • Pagina 117 • Pagina 118 • Pagina 119 • Pagina 120 • Pagina 121 • Pagina 122 • Pagina 123 • Pagina 124 • Pagina 125 • Pagina 126 • Pagina 127 • Pagina 128 • Pagina 129 • Pagina 130 • Pagina 131 • Pagina 132 • Pagina 133 • Pagina 134 • Pagina 135 • Pagina 136 • Pagina 137 • Pagina 138 • Pagina 139 • Pagina 140 • Pagina 141 • Pagina 142 • Pagina 143 • Pagina 144 • Pagina 145 • Pagina 146 • Pagina 147 • Pagina 148 • Pagina 149 • Pagina 150 • Pagina 151 • Pagina 152 • Pagina 153 • Pagina 154 • Pagina 155 • Pagina 156 • Pagina 157 • Pagina 158 • Pagina 159 • Pagina 160 • Pagina 161 • Pagina 162 • Pagina 163 • Pagina 164 • Pagina 165 • Pagina 166 • Pagina 167 • Pagina 168 • Pagina 169 • Pagina 170 • Pagina 171 • Pagina 172 • Pagina 173 • Pagina 174 • Pagina 175 • Pagina 176 • Pagina 177 • Pagina 178 • Pagina 179 • Pagina 180 • Pagina 181 • Pagina 182 • Pagina 183 • Pagina 184 • Pagina 185 • Pagina 186 • Pagina 187 • Pagina 188 • Pagina 189 • Pagina 190 • Pagina 191 • Pagina 192 • Pagina 193 • Pagina 194 • Pagina 195 • Pagina 196 • Pagina 197 • Pagina 198 • Pagina 199 • Pagina 200 • Pagina 201 • Pagina 202 • Pagina 203 • Pagina 204 • Pagina 205 • Pagina 206 • Pagina 207 • Pagina 208 • Pagina 209 • Pagina 210 • Pagina 211 • Pagina 212 • Pagina 213 • Pagina 214 • Pagina 215 • Pagina 216 • Pagina 217 • Pagina 218 • Pagina 219 • Pagina 220 • Pagina 221 • Pagina 222 • Pagina 223 • Pagina 224 • Pagina 225 • Pagina 226 • Pagina 227 • Pagina 228 • Pagina 229 • Pagina 230 • Pagina 231 • Pagina 232 • Pagina 233 • Pagina 234 • Pagina 235 • Pagina 236 • Pagina 237 • Pagina 238 • Pagina 239 • Pagina 240 • Pagina 241 • Pagina 242 • Pagina 243 • Pagina 244 • Pagina 245 • Pagina 246 • Pagina 247 • Pagina 248 • Pagina 249 • Pagina 250 • Pagina 251 • Pagina 252 • Pagina 253 • Pagina 254 • Pagina 255 • Pagina 256 • Pagina 257 • Pagina 258 • Pagina 259 • Pagina 260 • Pagina 261 • Pagina 262 • Pagina 263 • Pagina 264 • Pagina 265 • Pagina 266 • Pagina 267 • Pagina 268 • Pagina 269 • Pagina 270 • Pagina 271 • Pagina 272 • Pagina 273 • Pagina 274 • Pagina 275 • Pagina 276 • Pagina 277 • Pagina 278 • Pagina 279 • Pagina 280 • Pagina 281 • Pagina 282 • Pagina 283 • Pagina 284 • Pagina 285 • Pagina 286 • Pagina 287 • Pagina 288 • Pagina 289 • Pagina 290 • Pagina 291 • Pagina 292 • Pagina 293 • Pagina 294 • Pagina 295 • Pagina 296 • Pagina 297 • Pagina 298 • Pagina 299 • Pagina 300 • Pagina 301 • Pagina 302 • Pagina 303 • Pagina 304 • Pagina 305 • Pagina 306 • Pagina 307 • Pagina 308 • Pagina 309 • Pagina 310 • Pagina 311 • Pagina 312 • Pagina 313 • Pagina 314 • Pagina 315 • Pagina 316 • Pagina 317 • Pagina 318 • Pagina 319 • Pagina 320 • Pagina 321 • Pagina 322 • Pagina 323 • Pagina 324 • Pagina 325 • Pagina 326 • Pagina 327 • Pagina 328 • Pagina 329 • Pagina 330 • Pagina 331 • Pagina 332 • Pagina 333 • Pagina 334 • Pagina 335 • Pagina 336 • Pagina 337 • Pagina 338 • Pagina 339 • Pagina 340 • Pagina 341 • Pagina 342 • Pagina 343 • Pagina 344 • Pagina 345 • Pagina 346 • Pagina 347 • Pagina 348 • Pagina 349 • Pagina 350 • Pagina 351 • Pagina 352 • Pagina 353 • Pagina 354 • Pagina 355 • Pagina 356 • Pagina 357 • Pagina 358 • Pagina 359 • Pagina 360 • Pagina 361 • Pagina 362 • Pagina 363 • Pagina 364 • Pagina 365 • Pagina 366 • Pagina 367 • Pagina 368 • Pagina 369 • Pagina 370 • Pagina 371 • Pagina 372 • Pagina 373 • Pagina 374 • Pagina 375 • Pagina 376 • Pagina 377 • Pagina 378 • Pagina 379 • Pagina 380 • Pagina 381 • Pagina 382 • Pagina 383 • Pagina 384 • Pagina 385 • Pagina 386 • Pagina 387 • Pagina 388 • Pagina 389 • Pagina 390 • Pagina 391 • Pagina 392 • Pagina 393 • Pagina 394 • Pagina 395 • Pagina 396 • Pagina 397 • Pagina 398 • Pagina 399 • Pagina 400 • Pagina 401 • Pagina 402 • Pagina 403 • Pagina 404 • Pagina 405 • Pagina 406 • Pagina 407 • Pagina 408 • Pagina 409 • Pagina 410 • Pagina 411 • Pagina 412 • Pagina 413 • Pagina 414 • Pagina 415 • Pagina 416 • Pagina 417 • Pagina 418 • Pagina 419 • Pagina 420 • Pagina 421 • Pagina 422 • Pagina 423 • Pagina 424 • Pagina 425 • Pagina 426 • Pagina 427 • Pagina 428 • Pagina 429 • Prossima »


MeteoSat
Previsioni Oggi Previsioni Domani Previsioni DopoDomani
Copyright © 2005 by Circolo Miani.
Powered by: Kreativamente.3go.it - 3 October, 2026 - 1:25 pm - Visitatori Totali Nr.