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Circolo Miani » News Correnti » Page 250

Controcorrente.

» Inviato da valmaura il 5 November, 2018 alle 2:55 pm

Non possiamo che plaudere alla riuscita della manifestazione del 3 novembre – quella partita da Campo San Giacomo per protestare contro l’iniziativa promossa da Casa Pound Italia in città – ma attenzione si rischia di prendere un serio abbaglio a seguire analisi e commenti apparsi sui giornali (da Gianni Barbacetto a Paolo Rumiz) a conferma che da tempo i cosiddetti intellettuali e le forze politiche di loro riferimento hanno perso ogni contatto con il nostro territorio. Scambiare la partecipazione episodica, ed ampiamente favorita anche dai cosiddetti mezzi di informazione, al corteo per una svolta ed una rinascita, anche elettorale, di una Trieste “progressista” è un errore clamoroso. Se i sondaggi, da prendere sempre con le pinzette soprattutto nei dati sempre sottostimati che riguardano i Cinque Stelle, valgono qualcosa, oggi appare chiaro che in Italia, e dunque anche a Trieste, per invertire una tendenza europea che premia la destra ed in particolare quella estrema, bisogna assolutamente attuare una politica sociale concreta e comprensibile capace di ridurre l’abissale disuguaglianza tra milioni e milioni di concittadini e le sempre più ristrette classi privilegiate. Insomma va riscoperto ed attuato il principio della sicurezza sociale come antidoto alle parole d’ordine semplificate, e per questo chiare e comprensibili a tutti, di quelle forze politiche che sulla guerra tra poveri e sulla paura del diverso impostano le loro attuali fortune. A Trieste per esempio il degrado ultradecennale di tutti i quartieri semi e periferici, l’inerzia ed il disinteresse verso le emergenze povertà e casa, in vertiginoso aumento, l’inefficienza dei servizi sociali ed il costante declino e depauperamento di quelli sanitari, ospedalieri e territoriali, sono del tutto ignorati da tutte le forze politiche e sociali, fatto salve le solite quattro parole di circostanza sul “ripartiamo dalle periferie, sull’ascolto, sempre con umiltà si intende, del territorio” buone tutt’al più per una comparsata su stampa e televisioni addomesticate. Altrimenti alle prossime scadenze elettorali, tra meno di sei mesi quelle Europee, assisteremo ad un ulteriore aumento del non voto, stimabile attorno ad un 60%, e ad un ulteriore balzo in avanti della Lega, che non va comunque demonizzata, alla faccia della piazza piena in occasione del 3 novembre. Un’ultima parola sui volantini affissi dai commercianti sulle porte delle loro botteghe. L’ultima riga non è per nulla corretta, e ci piace assai poco. Ci riferiamo a quella dei cortei “di così avverse fazioni”. Quale fazioni? Perché equiparare chi difende e rappresenta la Costituzione della nostra Repubblica nata dalla Resistenza nelle cui file erano presenti e lottavano proprio il fior fiore dei combattenti e reduci della Grande Guerra celebrata in pompa magna il 4 novembre, con chi invece continua a definirsi “fascista del Terzo Millennio”, ci sembra del tutto inopportuno ed ignorante. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2324609774476644/?type=3&theater


INPS. Il gioco delle tre carte.

» Inviato da valmaura il 3 November, 2018 alle 9:33 am

Carta vince, carta perde. Ma il cittadino perde sempre. La beffa del REI (sostegno al reddito nazionale). Impossibile accedervi per i reduci MIA (sostegno al reddito regionale). Questi fanno la legge del 2016 dove si delibera che il reddito formato dai sussidi antipovertà vada azzerato nell’ISEE rilasciato dall’INPS quando si presenta domanda per il REI oppure per il futuro Reddito di cittadinanza come logica conseguenza. Poi un anno dopo, nel 2017, nasce la nuova legge istitutiva del REI e si inventa, oltre all’ISEE, anche l’indicatore IRSE, un misterioso indicatore situazione reddituale, di cui la legge 2016 non parla e dunque non gode dell’azzeramento del reddito formato dai sussidi antipovertà. Di conseguenza se si superano i 3000 euro annui si è esclusi dal REI: la domanda viene respinta. Per capire meglio facciamo un esempio di richiesta REI. Reddito ISEE 2016: 4800 euro (assegno MIA di 400 euro per 12 mensilità) ISEE ai fini REI: Zero. Reddito IRSE 2016: 4800 euro (MIA per dodici mesi) IRSE ai fini REI: 4800 euro Domanda REI RESPINTA perché il reddito IRSE supera i 3000 euro. Il Servizio sociale del Comune di Trieste ignora l’IRSE e fa fare ed inoltra regolarmente all’INPS di Trieste la domanda REI, che l’INPS altrettanto regolarmente respinge. Neppure nella “Mandrakata” con il gioco delle tre carte https://www.youtube.com/watch?v=pI9ZPkClC98 E complimenti al piccolo giornale che nella cosiddetta inchiesta sui sussidi antipovertà non trova di meglio che presentare il richiedente come un piccolo truffatore che lavora in nero ma non lo dichiara, screditando migliaia di persone perbene che cercano di sopravvivere onestamente in una fase drammaticamente delicata della loro vita.


Incredibile !!! Siamo uomini o caporali?

» Inviato da valmaura il 1 November, 2018 alle 9:56 am

Se c’è un ente pubblico che è da sempre stato lottizzato a tutti i livelli, per decenni dai sindacati della Triplice e poi direttamente dai partiti, questo è l’INPS: acronimo di Istituto Nazionale Previdenza Sociale. Orbene di fronte al macello messo in atto sulla liquidazione della MIA (sostegno al reddito del Friuli Venezia Giulia), ove ad onor del vero la Regione ed il Comune di Trieste hanno contribuito in parti uguali, con ritardi plurisemestrali nella liquidazione dei contributi, con errori per difetto delle somme da erogare, ora l’INPS della provincia di Trieste ci mette il carico da novanta respingendo tutte le domande di accesso al modestissimo REI (sostegno al reddito nazionale) non detraendo il reddito ISEE (rilasciato e compilato dallo stesso INPS) determinato dal contributo regionale MIA, al fine di permetterne l’erogazione rispettando il limite dei 3000 euro annui. Nel fare ciò, decine le testimonianze in nostro possesso con le motivazioni stampate proprio dagli uffici INPS di via Udine che smentiscono platealmente la incomprensibile lettera inviataci dal direttore provinciale, l’INPS di Trieste non rispetta una legge dello Stato : la 89/2016, articolo 2 sexties, comma 2. Legge invece che gli operatori del Call Center nazionale Numero Verde INPS conoscono invece benissimo e comunicano agli interessati da ben due anni! Forse non sono sufficientemente chiare due cose. Che i ritardi di mesi e mesi gettano nella più completa disperazione migliaia di famiglie a Trieste ed in Regione che si vedono private anche di questi modesti contributi che permettono ai loro bambini di mangiare, di curarsi, di non essere sfrattati e di non vedersi tagliare luce e gas per morosità. Oltre ad aumentare in maniera esponenziale il dramma esistenziale di queste persone che rappresentano la fascia più fragile e debole della nostra comunità e che di conseguenza dovrebbero essere al centro dell’attenzione e dell’aiuto di una società che si voglia definire “civile”. Un esempio per tutti. A fine agosto sull’assegno del secondo bimestre MIA, che irresponsabilmente Regione e Comuni ne hanno affidato la liquidazione proprio all’INPS, oltre ad un ritardo di sei mesi figurava una decurtazione di 170 euro frutto, a detta delle verifiche dei funzionari INPS, di “un errore nel ricalcolo da parte del loro programma robotizzato” contro il quale né a livello locale né nazionale si poteva intervenire. Insomma bisognava aspettare sperando che il “robot”, con i suoi comodi ed algoritmi permettendo, si decidesse a rivedere le pratiche sbagliate. “Chi vive sperando muore cagando” recita il sergente Lorusso (Diego Abatantuono) nel film di Salvatores premiato con l’Oscar “Mediterraneo”. Una simile inaudita motivazione, come se i programmi in uso dai robot non fossero battuti da mani umane sulle tastiere dei computer, può andar bene forse per dei lobotomizzati, ma qui diventano l’alibi per motivare un ingiusto taglio dei modesti importi erogati ai cittadini. Persone che usano trincerarsi dietro queste giustificazioni e che ignorano le leggi che pur dovrebbero applicare nello svolgere le mansioni per cui sono pagate dai cittadini dovrebbero essere licenziate e deferite all’autorità giudiziaria da parte dello stesso INPS. Secondo. Il fallimento più completo della politica e del sindacato. Da chi a Roma sbandiera il reddito di cittadinanza ma non ha speso gesto e parola per risolvere concretamente il problema a Trieste ed in Regione. Da chi grida ogni piè sospinto “prima gli Italiani” ma governando Regione e Comune non ha voluto fare nulla se non sospendere anche l’erogazione della MIA in attesa di vedere cosa farà il Governo (tra sei e passa mesi come minimo tanto le persone possono digiunare). Tra chi dichiara di dare voce al popolo ed alle fasce più povere e recita: solidarietà, solidarietà. Appunto recita e basta. Forse è il caso di guardarsi allo specchio e per molti di sputarsi in faccia. https://www.youtube.com/watch?v=PQf4qHPbvYI


INPS. Prima si spara e poi si chiede chi va là!

» Inviato da valmaura il 31 October, 2018 alle 2:23 pm

Poiché il nostro articolo “Licenziati ed ai lavori forzati (ma socialmente utili)” è stato inviato pure ai vertici nazionali INPS e da questi trasmesso ai “vertici” provinciali ci ha scritto tale Franco Russo direttore INPS Trieste. La sua lettera si commenta da sola, comunque siccome “repetita iuvant” gli abbiamo risposto con invio pure ai vertici nazionali sempre INPS. Godetevi le due lettere e confrontatele con quanto da noi scritto nell’articolo in questione. Sarà illuminante. “Spettabile Circolo Miani, sorvolo sul tono e sui contenuti gratuitamente offensivi della nota che non rende onore al costante impegno dei miei collaboratori, potendo sin d'ora escludere che i fatti si siano svolti come descritto dall'ignoto estensore della nota che indica come mittente Circolo Miani. Purtroppo, la genericità dei fatti evidenziati non consente una puntuale verifica di eventuali pratiche inevase; aggiungo che, come illustrato a tanti altri utenti che con modi civili ci hanno interpellato, la scrivente sede non possiede alcun potere discrezionale sull'accoglimento delle domande MIA o ReI, trattandosi di procedura interamente robotizzata. In ordine all’unico rilievo sostanziale che traspare dalla Vs. nota, assunte le debite informazioni presso la Direzione Generale dell'Istituto, comunichiamo che gli ISEE ricalcolati al netto dei redditi di natura analoga (rapportati alla scala di equivalenza) ai meri fini ReI, detraggono l’eventuale importo di MIA percepito nel 2016 (se dichiarato in DSU e se presente nel casellario dell’assistenza). La Regione Autonoma nel corrente mese ha chiesto alla Direzione generale INPS di effettuare tale ricalcolo anche per l’ISRE, beninteso ai medesimi fini. Sono in corso le opportune verifiche. Restiamo a disposizione per l'incontro del 2 novembre p.v. a favore esclusivamente dell'utente che ha richiesto l'appuntamento. Cordiali saluti Franco Russo Direttore provinciale” La nostra risposta. “Gentile Direttore, ci dispiace contraddirla ma quanto contenuto nell'articolo, poi inviato per conoscenza ai vertici dell'INPS nazionale, rappresenta l'esatta, ESATTA, cronaca dei fatti che investono Comune Trieste ed INPS per le parti di loro competenza. Notiamo con un certo stupore che lei non cita la legge e le conseguenti norme del 2016 (gliene invieremo copia) che stabiliscono come il reddito ISEE derivante dai sostegni al reddito nazionali e regionali va DETRATTO integralmente al fine dell'ottenimento di analoghi provvedimenti (nazionali e regionali). Qui la Regione non ci azzecca per nulla, come ben sanno e competentemente dichiarano gli operatori telefonici INPS da due anni! Assume pertanto sapore beffardo quel "sono in corso le opportune verifiche". Insomma la direzione INPS prima spara e poi chiede chi va là, visto che sono tante le richieste REI respinte nel frattempo, beninteso "sempre in attesa delle opportune verifiche". Si, siamo certi che la risposta chiarificatrice spetti ora alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste. Forse indagheranno il "robot". Saluti Circolo Miani”


Licenziati ed ai lavori forzati (ma socialmente utili)

» Inviato da valmaura il 28 October, 2018 alle 1:40 pm

La galera non basta, e non lo diciamo a cuor leggero che augurare la prigione non ci piace per nulla. Ma la storia, assolutamente vera e sostituiremo il nome del protagonista con la dicitura di mister X, non merita di meno perché la negligenza, l’ignoranza e la pigrizia dei funzionari INPS, sede di Trieste, si abbatte su di una fascia di persone particolarmente debole e fragile, esposta ed inerme. Quella delle migliaia di famiglie che mandate a peregrinare tra un ufficio e l’altro, che danno versioni contrastanti, sono alla ricerca di ottenere, scaduta la MIA, il sostegno regionale non rinnovato dalla Giunta Fedriga-Riccardi quella del “prima gli italiani”, il sussidio nazionale denominato REI. Una premessa. Quando l’assessore regionale Telesca e la Giunta Serracchiani prorogarono a trenta mesi la durata del MIA per “uniformarla a quella nazionale del REI”, annunciarono che dal calcolo del reddito, il famigerato ISEE rilasciato proprio dall’Inps, ai fini dell’ottenimento dei sussidi (MIA, REI, SIA) verrà sottratto, come è ovvio, l’importo determinato dal sussidio stesso. Altrimenti uno va a pagare la tassa sulla povertà e non può percepire il sussidio, superando la soglia limite di reddito (per il REI è tremila euro annui), per gli anni successivi. Lo stesso Call Center nazionale dell’INPS, interpellato un anno e mezzo fa, confermava la norma. Ora Mister X, scaduta la MIA i cui ultimi sei mesi sono stati pagati con “solo” sette mesi di ritardo e con un errore (dell’INPS) ma che deve rimediare la Regione perché la MIA è appunto regionale e l’INPS si limita a pagarla, oltre che a sbagliarla: errore che ha privato X di 170 euro sul secondo bimestre (versati 630 euro invece di 800). “Ma non sappiamo né quando né come la Regione e l’Inps li pagheranno” si sente rispondere, stavolta all’unisono, dai Servizi sociali del Comune e dai funzionari INPS Trieste, il nostro X a metà agosto. Ma c’è di più i funzionari INPS di via Udine consigliano X di affrettarsi a presentare la domanda per il REI (sostegno al reddito nazionale pagato dallo stesso INPS: 186 euro mensili) al Comune di Trieste per non perdere i ratei di luglio ed agosto 2018. X corre al Comune in via Mazzini, si fa le sue orette di fila nel camerone comune dei servizi sociali imparando a memoria i casi narrati e sentiti da tutti - è la privacy bellezza! - e chiede di presentare la domanda portandosi dietro tutta la documentazione necessaria a partire dall’ISEE. Col piffero! Si sente rispondere che le ore perse sono servite solo a prendere un appuntamento a quaranta giorni di distanza e solo allora potrà presentare la richiesta REI. Intanto tirare la cinghia! A fine settembre finalmente presenta la domanda REI sempre in via Mazzini ma scopre che le mensilità di luglio, agosto e settembre, contrariamente a quanto affermato dai funzionari INPS, sono evaporate perché il sussidio, sempre che la richiesta sia accolta dall’INPS, scatta a partire dal mese successivo dalla presentazione della domanda. In questo caso da ottobre. Arrivato e quasi terminato ottobre X si informa in Comune e si sente rispondere che la sua domanda REI è stata respinta dall’INPS ma che il Comune non può accedere alle motivazioni del diniego. Mister X si reca il giorno dopo in via Udine, alla sede INPS di Trieste, e fatta la sua brava fila, si sente rispondere dallo sportello unitario INPS e Comune, che la causale del rifiuto è proprio e solo il reddito contenuto nel suo ISEE, rilasciato sempre dall’INPS, che supera il limite dei 3000 euro. Per la precisione 4500 frutto esclusivo del precedente contributo MIA che per legge e norma INPS doveva essere sottratto integralmente in caso di nuova domanda di sostegno al reddito nazionale REI. Insomma tolto quello mister X ha un ISEE pari a ZERO. Quando X ricorda un tanto gli impiegati della cooperativa comunale imbarazzati dicono di non saperne nulla, in contrasto con quanto confermato invece dalla funzionaria comunale di via Mazzini che aveva accolto ed inviato la richiesta REI all’INPS con l’ISEE pari a zero ai fini dell’ottenimento del REI. E balbettano che loro, assieme agli impiegati INPS di Trieste avevano deciso di cassare e respingere tutte le richieste analoghe (in totale saranno in Regione una dozzina di migliaia almeno). Insomma “in dubio contra reo” e se trentamila persone perlomeno, bambini compresi, restano per mesi senza alcun sussidio … che mangino brioches! Nell’altra scrivania a fianco l’impiegata INPS con voce esile dice a mister X che si, forse ha ragione, che avevano sentito qualcosa ma che non avevano nessuna disposizione in merito e lo consigliano di chiedere un appuntamento con il direttore INPS Trieste per informarlo!!!!! Appuntamento fissato per il 2 novembre, ma non con il direttore ma con un suo “delegato” (un vice, un impiegato, l’usciere?). Avete capito bene dunque? L’Inps di Trieste ignora quello che qualunque operatore telefonico del Call Center nazionale INPS sa da almeno due anni. E non si informa con una telefonata ma si limita a respingere in blocco le domande REI dei reduci MIA. Che il tempo passi e famiglie intere crepino di fame per il benemerito INPS di Trieste è questione ininfluente, vero compagno Tito Boeri? Ecco perché il titolo ci sembra tutto sommato ancora fin troppo benevolo, a voi no? Un’ultima osservazione. Quando il cittadino sbaglia od omette qualche informazione nella compilazione autocertificata annuale dell’ISEE commette un reato, quando invece l’INPS, la Regione, il Comune di Trieste fanno errori e negligenze simili a cosa vanno incontro? Lo chiederemo in settimana alla Procura della Repubblica. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2319313198339635/?type=3&theater



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