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'L'Eco della Serva'
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Buona Pasqua dal capo delle brigate proletarie verdi.
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*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 25

A Trieste dunque non c’è democrazia.

» Inviato da valmaura il 16 September, 2018 alle 12:52 pm

Mattarella: "Libertà di stampa fondamento della democrazia.” Dichiara ieri il Presidente della Repubblica a reti unificate. Ergo a Trieste, e magari non solo, non c’è democrazia perché stampa e televisioni locali, Rai regionale in testa: altro che “servizio pubblico”, pubblicano solo quanto aggrada ai loro padroni di riferimento, siano essi economici o politici. No tranquilli, stavolta non parleremo dei 18 (diciotto) anni di sistematiche censure e diffamazioni a cui è sottoposto il Circolo Miani, e senza che nessuna forza politica, Cinque Stelle compresi, o intellettuale abbia avuto da che ridire. Parleremo invece della censura sostanziale a cui è stato sottoposto il corteo organizzato ieri da una parte del Movimento indipendentista triestino. Nella sua organizzazione ma soprattutto nel racconto della manifestazione che ha visto la partecipazione di alcune centinaia di triestini (quattrocento circa). Si può concordare o meno con l’idea che ha spinto in piazza questi concittadini; si può detestare o meno le persone degli organizzatori; ma fare il mestiere del giornalista obbliga ad informare l’opinione pubblica. Altro non c’è da dire. Se non prendere atto che la trimurti della disinformazione attenta ai desiderata di centrodestra e sinistra, con uno spazio garantito ai 5Stelle, tipo riserva indiana, desertifica la democrazia in questa nostra comunità. E rende pertanto assai poco credibili le moralistiche paternali di cui si fa paladina, proprio per la scarsa credibilità che riscuote nell’opinione pubblica triestina. Si, Presidente Mattarella, ha ragione: dove non c’è libertà d’informazione non ci può essere vera democrazia. Ed è forse anche per questo che dal 2001 alle elezioni amministrative vota meno della metà dei triestini. https://www.facebook.com/roberto.urbanaz/videos/10213162764160085/UzpfSTE0MDAyMjEyMDAyODQyNjU6MTkxMDM0MzkxOTI3MTk4OA/?multi_permalinks=1910343919271988¬if_id=1537079170087206¬if_t=group_activity


Leggi razziali. Qualcosa ci sfugge.

» Inviato da valmaura il 15 September, 2018 alle 2:15 pm

“Quel manifesto è esagerato e duro ma lascio lo stesso che venga usato. Ammorbidire i toni”. Non perde occasione il Sindaco Dipiazza per gettare ombre sull’immagine di Trieste. Si lo sappiamo che molto è dovuto alla sua scarsissima conoscenza della storia, anche recente, restando in materia odierna, ma ciò non lo esime dalla responsabilità e dai danni che provoca. Memorabile fu la sua uscita nella campagna elettorale del 2006 ad un dibattito pubblico tra i candidati sindaci al Savoia. Per difendere la sua scelta a favore del Rigassificatore a Trieste, cadendo il quarantennale della costruzione del porto petroli e vedendo in sala l’allora direttore della Siot, se ne sbottò con “Ecco in quarantanni nessun incidente è stato causato a Trieste dalla presenza dei pontili e depositi della Siot”. Fu Maurizio Fogar, tra i presenti che si guardavano basiti, a richiamarlo all’ordine ricordandogli il terribile attentato di Settembre Nero dell’agosto 1972 che distrusse quasi un terzo dei serbatoi della Siot tra Aquilinia e San Dorligo. “Esagerato e duro” ed aggiungiamo noi infame e vergognosa, è stata la scelta del Regime fascista di varare le leggi razziali che Mussolini annunciò proprio da Trieste, in piazza Unità nel 1938 e che il Re Vittorio Emanuele Terzo senza batter ciglio, ad onta imperitura dei Savoia, firmò e promulgò in un Amen. Leggi razziali che colpirono la comunità degli ebrei italiani e triestini, ma non solo. Ora che il Sindaco giudichi, da esteta e critico professionale quindi, “esagerata” la locandina che riproduce una prima pagina del Piccolo di allora, dunque né più né meno la semplice normalità quotidiana per quella testata giornalistica, una delle più asservite al Fascismo, farebbe francamente sorridere se non ci avesse aggiunto due altre affermazioni. “Lascio lo stesso che venga usato”, come fosse un monarca assoluto in vena di concessioni. E l’esortazione ad “ammorbidire i toni”. Ovvero? Qui veramente c’è qualcosa che non va. I “toni” di cosa? Ce lo può spiegare, farci una Lectio magistralis? Come ci è piaciuto assai poco la “prudenza” giustificazionista del Rabbino di Trieste nel suo commento “Dipiazza è molto disponibile, il suo sentimento è quello della partecipazione. Diciamo che spesso sono i meccanismi amministrativi e le divisioni decisionali che subentrano e creano i problemi.” https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/pcb.2291088284495460/2291088027828819/?type=3&theater https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/pcb.2291088284495460/2291088221162133/?type=3&theater


FERRIERA.

» Inviato da valmaura il 14 September, 2018 alle 2:06 pm

Alcune domande secche che sappiamo già rimarranno senza risposta. Alle forze d’opposizione in Comune: Cinque Stelle e PD con annessi. Perché a distanza di mesi non avete mai richiesto al Sindaco Dipiazza che fine hanno fatto i due avvocati veneti, il cui mandato scadeva il 31 maggio, che dovevano entro quella data predisporre un’azione legale contro Ferriera e Regione? Sono stati pagati 51.000 euro dei triestini. Idem dicasi per il lavoro del Consulente del Sindaco sulla Ferriera, Barbieri, consulente pure della Regione e dirigente scientifico dell’Arpa, a tre quarti del suo mandato? Costo sempre per i triestini di 34.000 euro. A Stefano Patuanelli Capogruppo dei 5Stelle al Senato. Perché nonostante le nostre pubbliche richieste non ha chiesto al Ministro dell’Ambiente, Costa, indicato al Governo dai Cinque Stelle, di effettuare controlli senza preavviso alle strumentazioni in uso nelle centraline dell’Arpa FVG, al fine di verificarne la taratura ed il corretto funzionamento? Alla Regione guidata da Fedriga e Scoccimarro. Al Presidente Fedriga. Cosa vi siete detti nel colloquio con Arvedi? E quale ne è stato l’esito? All’assessore all’ambiente Scoccimarro. Lei a giorni alterni dichiara sulla Ferriera una cosa ed il suo contrario. Ci dice perché, come e quando intende chiudere l’area a caldo dello stabilimento? Lei ha più volte elogiato pubblicamente l’operato dell’Arpa che è l’unica per legge abilitata, a parte eventuali azioni della magistratura che non vediamo, a verificare l’osservanza delle prescrizioni AIA ed il rispetto dei limiti delle emissioni della Ferriera. Oltre che a controllare la tenuta degli impianti ed il ciclo produttivo della fabbrica. Lei dovrebbe sapere che la credibilità dell’operato dell’Arpa agli occhi dell’opinione pubblica è sotto zero. Idem dicasi dei risultati prodotti dal lavoro dei consulenti del suo assessorato: Boscolo e Barbieri. Perché li ha confermati in blocco? Alle cosiddette testate di stampa e televisione locali: piccolo giornale, TeleCamberquattro e Rai Regionale. Perché da anni avete steso una cortina di silenzio e censura sulle tante iniziative del Circolo Miani e Servola Respira, i più autorevoli e credibili protagonisti della lotta a tutela della salute e qualità della vita iniziata proprio da loro nel 1998 anche contro la Ferriera? E perché, dando spazio a sigle e comitati vicini ed organici al mondo dei partiti, avete nascosto perfino il confronto in atto con la nuova proprietà della Ferriera per avviare a concreta soluzione, al di là di quanto stabilito dai limiti di legge, le problematiche che più preoccupano decine di migliaia di cittadini? Solo una nota conclusiva. Il fatto che la stampa oggi dia risalto ad una cosa, da noi detta e scritta in tutte le salse da oltre un decennio, e chissà perché mai ripresa dalla trimurti locale dell’informazione, che oggi la intestano agli “amici degli amici”: ovvero che le persone respirano ogni giorno, ogni ora ed ogni minuto e secondo. E di conseguenza inalano contemporaneamente Polveri Sottili e Micro, BenzoApirene, Benzene e Diossine, seppur singolarmente prese al di sotto, di poco, dei limiti di legge, non crediamo vadano nella direzione e nei principi di precauzione e tutela della salute che ispirano le leggi europee ed italiane. Se ne sono accorti? Nella foto. Una delle zone più inquinate d’Italia. Sempre secondo le rilevazioni e gli studi dei tecnici regionali. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2290484214555867/?type=3&theater


Per favore NO!

» Inviato da valmaura il 11 September, 2018 alle 1:04 pm

Che Emanuele Filiberto di Savoia, erede diretto di Re Vittorio Emanuele Terzo, ci risparmi l’ufficialità, motivata dalla presenza di autorità e picchetti militari, della sua venuta al sacrario di Redipuglia, alla Risiera di San Sabba ed alla Foiba di Basovizza. Sono le tappe di una Via Crucis costruita dalle devastanti scelte della Monarchia Sabauda, sulle gravissime colpe e responsabilità del suo bisnonno, Vittorio Emanuele terzo, ed avvallate dal nonno, Umberto secondo. E che questo avvenga a tre giorni dalla ricorrenza di quell’otto settembre 1943 che coprì per sempre la monarchia di viltà per l’abbandono e la fuga precipitosa da Roma della casa reale al gran completo dopo l’armistizio con gli Alleati ed a ottanta anni esatti dalla firma e promulgazione delle infami leggi razziali, annunciate proprio dal Duce in piazza Unità, è quanto di più inopportuno e sgradevole si possa immaginare. Nulla di personale contro il giovane e di gradevole aspetto, e pare simpatico, Emanuele Filiberto, in questo ben diverso dal cecchino mancato suo padre, che una volta riammesso in Italia trovò pure il tempo di visitare le patrie galere. Ma faccia quel che gli riesce meglio. La pubblicità dei cetriolini Saclà, vincere Ballando con le Stelle, l’orfano del reality “La tribù” dopo la cancellazione, naufrago rinunciatario all’Isola dei Famosi nonostante un cachet, dicono, di 500 mila euro, e conduttore del talk di Raidue Manuale d’amore ed ore ci riprova come testimonial. Stavolta, però, per gli orologi, modello Oblò della Brosway: - Ha una ventina di orologi. «Li cambio tutti i giorni. In genere, cerco di abbinarli agli abiti” - e sponsor di sigarette elettroniche. Se vuole venire ad ammettere le colpe della sua famiglia, a cercare il perdono ed a esternare il suo rimorso, lo faccia in forma strettamente privata, senza fanfare al seguito. E come sempre accade anche il sindaco Dipiazza non perde occasione per rimediare l’ennesima figuraccia. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2288513141419641/?type=3&theater


FERRIERA. Come rivolevasi dimostrare.

» Inviato da valmaura il 9 September, 2018 alle 9:48 am

Dalla stampa e TiVù locali solo censura e disinformazione. Dalla politica ed ascari di complemento solo chiacchiere vecchie e stantie. Dunque nulla di nuovo sotto ancora il caldo sole. Ma è bene che i cittadini della nostra Trieste, provincia e Regione si imprimano bene in testa che questi sono i veri responsabili, molto più di quelli che negli anni hanno guidato la Ferriera, di una vicenda che si trascina oramai da un ventennio esatto. I ruoli ed i nomi sono anche loro quasi sempre gli stessi. Cominciamo dall’asfittico e professionalmente assai mediocre panorama giornalistico (si, lo sappiamo: grida vendetta al cielo definirlo così) locale e regionale. Il piccolo giornale, TeleCamberquattro e la Rai regionale, hanno iniziato ridando per l’ennesima volta notizia della petizione anti area a caldo sottoscritta da milleduecento e passa cittadini che il comitato Nosmog ha ripresentato in Regione nelle accoglienti mani di Camber il Minore per distinguerlo dal pregiudicato Maggiore. Madrina Andrea Ussai dei 5Stelle. Facciamo un rapido confronto. Nel 2015 il Circolo Miani aveva raccolto 10.300 (diecimila e trecento) firme per la immediata chiusura della Ferriera e per il vincolo dei cospicui finanziamenti pubblici alla salvaguardia dei 400 posti di lavoro. Tutte le firme erano state raccolte in meno di tre mesi, d’inverno, in centinaia di manifestazioni settimanali in ogni angolo, piazza e via di Trieste, grazie alla collaborazione di decine di volontari del Circolo e presentando una galleria di gigantografie che ben riassumevano la situazione. La più partecipata, con la gente che faceva la fila per sottoscrivere ai tavoli, raccolta di firme “reali” (non virtuali via internet) dai tempi delle 68.000 della nascente Lista per Trieste. Con una unica concreta e non da poco differenza. Che né il piccolo giornale né TeleCamberquattro ne diedero mai notizia. Il Comune di Trieste (Cosolini sindaco), con il voto determinante del capogruppo di Sinistra, Sossi, ne impedì la discussione in Consiglio comunale. Uscimmo sulla stampa solo al momento della consegna della petizione all’allora Presidente del Consiglio regionale, Iacop, grazie al fatto che la nota stampa fu emanata dalla “potente” Regione. Poi solita procedura burocratica: auditi dalla Commissione competente allora guidata dal Consigliere regionale piddino Vittorino Boem, oggi dal minore dei Camber almeno fino a sentenza processuale (spese pazze) contraria, che si concluse con la frase di rito: “La commissione impegna la Giunta regionale ad intervenire nel senso richiesto dai 10.300 firmatari”; e decisione presa all’unanimità. Le stesse identiche parole usate oggi sulla stampa dalla Regione con l’unica differenza che oggi la decisione è stata presa “a maggioranza”. Forse perche poco più di 1200 firme odierne non hanno l’impatto delle 10.300 raccolte dal Circolo Miani. Ovviamente stampa e televisioni, stavolta anche Rai regionale, delle 10.300 sottoscrizioni non ne parlarono più. Si chiama “disinformatja” come la Pravda insegna. Ma almeno la Pravda non impone un canone d’abbonamento obbligatorio. L’altro eri abbiamo diffuso un Comunicato Stampa, come facciamo sempre, ad ANSA regionale, TG regionale, Redazione di Telequattro (i fratelli Camber sono appunto quattro), Redazioni Primorski e Piccolo, oltre alla Redazione delle Iene, che informiamo pressoché giornalmente. Si annunciava un fatto di rilevanza unica, anche a livello nazionale, che ripubblichiamo qui di seguito, e dove ogni parola ha una sua precisa importanza. In un quadro che se procederà, e lo verificheremo a partire dalla prossima settimana, rappresenterà una svolta fondamentale per la nostra comunità e l’avvio di soluzioni concrete sulla Ferriera. Con buona pace di enti di controllo, consulenti ed Arpe varie. Per non parlare dei politici comunali e regionali. Ovviamente nessuno dei "giornalisti" lo ha pubblicato. A proposito. A Stefano Patuanelli , per la terza volta chiediamo pubblicamente al capogruppo pentastellato al Senato perché non contatti il Ministro all’Ambiente Costa, indicato nel Governo dai 5Stelle, affinchè pianifichi, senza preavviso ovviamente, dei ripetuti controlli alle strumentazioni delle centraline Arpa di Trieste, tutte, per verificarne taratura e corretto funzionamento. Non ci pare cosa gravosa ma invece assai opportuna e concretamente utile. Vero è che lo chiedono i reietti del Circolo Miani e Servola Respira e non i pupilli di Ussai e Dipiazza, ma il suo indifferente silenzio inquieta non poco. Ed ora: FERRIERA. Certezze e percorso obbligato. Da leggere con attenzione. Martedì 4 settembre abbiamo avuto un incontro in Ferriera con i vertici aziendali. Per Romano Pezzetta di Servola Respira si trattava del quarto ingresso negli ultimi mesi. Si è concordato di dare il via a partire dalla prossima settimana ad una serie di sopraluoghi con la finalità di individuare una lista di suggerimenti operativi per ridurre l'impatto ambientale della produzione e contribuire in tal senso a migliorare la percezione da parte dei residenti nei quartieri circostanti l'insediamento industriale. Un percorso obbligato questo per risolvere concretamente e rapidamente quello che per decine di migliaia di cittadini, da Muggia a San Vito, a stare stretti, rappresenta la preoccupazione principale a tutela della qualità della vita e della salute. Obbligato anche perché è apparso oramai chiaro che dalla politica nulla ci si può attendere e che anche Massimiliano Fedriga, dopo Dipiazza, ha scelto molto semplicemente di non scegliere, ovvero ha deciso di non decidere. Al di fuori delle piroette del suo Assessore all’ambiente, Scoccimarro, ora anche affiancato dal “tutore” Stelio Vatta, persona per altro rispettabile, alla vicedirezione del suo assessorato con delega appunto “alla Ferriera”. E’ di tutta evidenza che sarà la proprietà a decidere quando e come cesserà la produzione dell’area a caldo. Percorso dunque tanto più obbligato e necessario per rendere tollerabile, con la forte riduzione dell’inquinamento acustico, e delle emissioni di vario tipo, al di là del rispetto formale dei limiti di legge, la presenza dello stabilimento con il territorio triestino e muggesano. Circolo Miani e Servola Respira, che nella persona di Romano Pezzetta, esprimono un patrimonio di conoscenze professionali e tecniche raro in Italia, dopo aver preso atto in oltre venti anni della non volontà di politica (tutta), istituzioni ed enti di controllo di affrontare e risolvere questa situazione. E dopo aver preso atto che la nuova proprietà è stata l’unica a raccogliere le indicazioni solo da noi espresse sulla necessità urgente di intervenire sull’Altoforno (sostituzione della Bocca e consolidamento del Crogiuolo), hanno ritenuto di avviare questo percorso che porti non a chiacchiere ma alla soluzione concreta dei problemi esistenti. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2287255381545417/?type=3&theater Un vostro "Mi Piace" alla Pagina Facebook Circolo Miani ci sarà utile.



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