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Circolo Miani » News Correnti » Page 232

Domande che non amiamo porci.

» Inviato da valmaura il 4 October, 2019 alle 12:35 pm

Da giorni tiene banco sulla cronaca di Trieste la notizia, triste, dell'esplosione in quel condominio mezzo abbandonato a se stesso a San Sabba. Un cinquantenne lotta tra la vita e la morte. Di lui sappiamo solo che è un “abusivo”, ovvero occupava un appartamento lasciato vuoto da tempo come quasi tutti gli altri in una casa di proprietà Ater, non avendo un tetto sotto cui dormire, e che aveva espresso, scrivendolo sui Social Forum, la “volontà di farla finita”. Così raccontano a stampa e TiVù gli abitanti del rione.
Quasi nessuno, “giornalismo” compreso, si pone la domanda più ovvia.
Perchè i Servizi Sociali del Comune, e quelli sanitari territoriali, non lo hanno saputo e comunque non sono intervenuti per tempo per accompagnare questa persona in un percorso di vita e non di morte?
La risposta è altrettanto ovvia, perchè a Trieste da tempo non esiste più un servizio sociale da “strada”, e perchè la professione di assistente sociale si è ridotta ad una funzione essenzialmente burocratica, insomma di passacarte. Carenza di personale e di mezzi? Anche, ma non solo, carenza pure di responsabilità professionale, o se preferite di “missione”, a partire dai dirigenti.
Chi ha scelto questa strada impegnativa dovrebbe sapere che deve confrontarsi quotidianamente con persone che vivono spesso in una solitudine disperata, aggravata da una povertà e conseguente emarginazione crescenti. A Trieste, questi “invisibili”, sono tanti, molti di più di quanto non dica l'elevatissima richiesta di redditi o pensioni di cittadinanza.
Non è facile mettere in strada la propria miseria e disperazione, non lo è per nessuno.
Questo fatto ricorda un episodio accaduto nel 2005 o giù di lì. Allora ne scrivemmo così.
“Il rivoltante degrado delle case Ater di San Giovanni alta, da via Capofonte in giù, grande spazio e scandalo su giornali e TiVù per l'incredibile morte di freddo e stenti di un residente in casa. Nonostante tutte le richieste di aiuto da lui fatte, ed anche di suoi vicini, nei mesi precedenti. Pensate morire così nell'anno di grazia 2005, non nella Mosca dei primi dell'ottocento ma a Trieste la candidata trombata all'Expò, la capitale morale di AlpeAdria, la città della Scienza e belinate simili.
Risultato: ne parlano, anzi ne gridano per alcuni giorni e poi signori si cala il sipario, la notizia è finita e dieci mesi dopo il Presidente Ater è sempre al suo posto, il direttore ASS idem e le case di via Capofonte e San Pelagio pure, nel loro ineguagliabile degrado, in attesa della prossima tragedia con locandina e apertura in prima di cronaca con le interviste dei soliti noti, che poi sono i responsabili di questa situazione, o no.”
Ora cosa possiamo imparare da questa tragedia?
Come istituzioni che a Trieste va immediatamente potenziato da parte di Regione e Comune il servizio sociale sul territorio, fuori e non dentro gli uffici. Fatto di ascolto, comprensione ed intervento. Che i mezzi non devono mancare.
Che i Distretti Sanitari territoriali devono essere potenziati e ramificati e non, come oggi, impegnati a lottare per la loro sopravvivenza.
Che l'Ater, ci rifletta il neopresidente Novacco, deve farsi parte diligente nel recupero di quella ingente parte del suo patrimonio immobiliare oggi lasciata sfitta ed abbandonata. E nel frattempo fatti quattro lavori di messa in sicurezza deve gestire gli spazi attuali, in attesa dei quattrini per ristrutturarli, per ospitare appunto le tante persone oggi senza casa.
Il problema non si risolve con le denunce in Procura, che per altro il Tribunale in passato ha quasi sempre sentenziato a favore degli “occupanti”. Il diritto alla casa sta scritto in Costituzione, non è dunque un “abuso” ma appunto un diritto. Casomai è chi non lo garantisce che commette un “sopruso” e si mette fuori legge.
Ma, come dicevamo nel titolo, tra qualche giorno si apre la Barcolana, ed allora la polvere, anche se composta da esseri umani, è meglio nasconderla sotto il classico tappeto di silenzi e sfoggiare il vestito della festa.
Appunto è meglio, anche purtroppo per molti di noi, non porci certe domande e far finta di non vedere, e soprattutto pensare.



Piove, governo ladro!

» Inviato da valmaura il 3 October, 2019 alle 11:03 am

Sembra impossibile ma invece è vero. Il “governo”, in questo caso comunale ed il colore c'entra poco, importa la responsabilità e la capacità, pare non si sia reso conto che a Trieste il clima è cambiato, e profondamente.

La città, il suo territorio, da anni oramai sono soggetti ad episodi meteorologici di tipo “monsonico”, ovvero a violenti e ripetuti acquazzoni spesso accompagnati da vento, non la classica Bora, che ogni volta inondano mezza città.

Per dirla, in via Valmaura dove ha sede il Circolo Miani, si forma un vero e proprio torrente d'acqua profondo una ventina-trentina di centimetri e largo alcuni metri, e dalla corrente violenta.

Ebbene neppure di fronte al ripetersi, a scadenza ravvicinata, praticamente ad ogni temporale, di tali “eventi” l'amministrazione riesce a metter mano (vedi la vicina Risiera).

E' vero che non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere, ma allora andate al Rittmeyer e non al Comune.




Immaginate che ….

» Inviato da valmaura il 1 October, 2019 alle 11:52 am

Immaginate se i ripetuti atti di vandalismo, di tentata effrazione e devastazione che la sede del Circolo Miani è costretta a patire avessero avuto invece come bersaglio sedi di partiti e forze politiche-sindacali.
Sai le urla, le grida pubbliche, gli articoli ed i servizi televisivi, i commenti e le dichiarazioni di condanna e solidarietà che avrebbero tempestato l'opinione pubblica, e le misure preventive attuate da magistratura e forze dell'ordine.
Siccome capita ai “paria” del Circolo Miani solo silenzi, magari compiaciuti, e censure.
Non una novità almeno per noi, e se pensano di intimidirci con questi atti sbagliano di grosso.
Ci piace pensare che una parte di cittadini, ed almeno per i 4555 che hanno messo il “Mi Piace” alle nostre pagine su Facebook, la pensi come noi.
Resta il fatto che sono dei vili, gli autori di tali atti ed i loro mandanti morali, ovvero tutti quelli che stanno zitti.
Maurizio Fogar



Nuova effrazione alla porta del Circolo Miani, ma “liberata” la Sacra Osteria”.

» Inviato da valmaura il 30 September, 2019 alle 11:21 am

Per 24 ore, speriamo, inibito l’accesso alla sede del Circolo Miani. La porta blindata è stato oggetto di un nuovo tentativo di effrazione a tre mesi e tre giorni esatti dall’ultima devastazione (26 giugno).
Ovviamente forze dell’ordine e vigili del fuoco intervenuti sul posto hanno rispettivamente spiegato che su una porta metallica liscia non si possono rilevare impronte utili (???) e si sono rifiutati di far intervenire la polizia scientifica, ed in quanto all’apertura della porta se volevamo potevamo chiamarci e pagarci un fabbro, hanno dichiarato i Vigili.
Mentre gli utenti di due dei tre ascensori del palazzone che contiene, oltre al Circolo nella cupola sul tetto, altre 52 famiglie, potevano affidarsi alla buona sorte ed al cuore forte casomai un impianto di risalita di guastasse con loro dentro, visto che le cabine di manovra degli impianti erano inaccessibili sul tetto oltre la porta bloccata.
Tra le centinaia di migliaia di euro spesi da Regione, Comune ed enti vari per piazzare telecamere ad ogni angolo di strada, dove anche infilarsi le dita nel naso diverrà un atto di pura temerarietà, dopo venti e passa episodi di scasso e vandalismo le richieste del Circolo, a Prefettura e Questura, di metterne una sul pianerottolo all’ingresso sono rimaste sempre inevase. Tanto paga Pantalone, ovvero l’Ater, ovvero noi cittadini, il lavoro di ripristino.
Questa, nella realtà, è la “sicurezza” che garantisce lo Stato.
In compenso possiamo dormire sonni tranquilli e sicuri. Ieri, dopo anni ed anni di abbandono e sporcizia locali e giardino della Sacra Osteria in Campo Marzio, di proprietà del Comune di Trieste, sempre lui, erano stati aperti da un collettivo di una trentina di giovani e non, per far rivivere quegli spazi in una città che non ne ha. Neanche il tempo di finire di pulire sommariamente gli ambienti ed annunciare per la serata una festa aperta alla città che, come scrive il piccolo giornale “Meno di due ore dopo è già tutto finito. Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia locale, coordinati dalla Digos, hanno fatto sgomberare.”
Ed il Comune denunciato i molestatori.
Mancavano solo Cia, Kgb, e Lagunari, che Superman e Superciuk erano impegnati altrove con il Commissario Basettoni.
Alla fine del tutto la “Profanata Osteria” è stata riconsegnata ai legittimi proprietari: alle pantegane.
Ma c’è nessuno alla Corte dei Conti FVG e in questa Procura che apra un procedimento contro gli amministratori comunali per omissione di atti d’ufficio e danni erariali per la responsabilità di aver lasciato marcire questi spazi da anni e annorum?
Scherzate: siamo a Trieste, ragazzi.



Greta e Trieste.

» Inviato da valmaura il 28 September, 2019 alle 12:25 pm

Bene, molto bene la partecipazione alla terza manifestazione promossa a Trieste per “salvare la Terra”.

Ora alcune modestissime riflessioni, che suggerimenti e sapienza distribuite a piene mani da certi babbioni che ronzavano come loro abitudine attorno a queste iniziative dopo essere stati, ed essere, protagonisti da prefisso telefonico della politica, non riteniamo di dover dare. Per questo vale il nostro “curriculum” sempre se qualcuno ha il piacere di informarsi.

Allora, visto che il nostro palcoscenico è molto più modestamente Trieste e la Regione FVG, e non Strasburgo o l’ONU, vediamo come queste iniziative possano pesare, incidere sulle scelte politiche ed amministrative della nostra terra. Altrimenti corrono il rischio di rimanere delle lodevoli gesta fini a se stesse.

Il nostro Comune ha una enormità di palazzi, stabili, appartamenti vuoti, sfitti ed il più delle volte abbandonati a se stessi da lustri e lustri.

Si calcola che queste case potrebbero ospitare una popolazione pari a quella residente nell’intera cittadina di Muggia (15.000 persone) pur a fronte di un costante calo demografico dei triestini (tra 1500 e le 2000 unità in meno all’anno). Una parte non insignificante è proprietà di enti pubblici ed un’altra di privati.

Ciò nonostante Trieste, pur con la sua piccola estensione territoriale, lo stesso discorso vale per lo striminzito territorio della ex Provincia, e la sua particolare, unica, conformazione morfologica (tra Carso e mare), ha la più alta percentuale in regione per nuove costruzioni edilizie a spese dell’ambiente.

Altro tema è la pessima manutenzione del verde, a partire dagli alberi, esistente da tempo sul nostro territorio, sottoposto ad una costante erosione a partire proprio da immotivati abbattimenti.

Poi ci sarebbe la questione della gestione dei litorali, oggi parcellizzati tra proprietà private che ne limitano l’accesso garantito dalla legge, e del sostanziale abbandono in quelle parti invece libere.

L’impatto industriale, quello del riscaldamento invernale e del condizionamento estivo, l’assenza pressochè totale di una politica biocompatibile nell’edilizia pubblica e privata, di un piano del traffico disincentivante l’uso dei veicoli privati e via discorrendo.

Ecco come Circolo Miani, assieme a diversi Comitati di Quartiere dal 1981 in poi, e più specificamente dal 1998 ad oggi, su molti di questi temi abbiamo operato sul nostro territorio. Ovviamente ignorati dalla vecchia e nuova politica (per arrogante difesa di interessi consolidati e per ignorante incompetenza) e da una stampa (scritta e televisiva) asservita e compiacente.

Su questo, se ne avete voglia, siamo pronti alla discussione, al confronto ed alla collaborazione. Sempre che riteniate opportuno far divenire patrimonio della realtà dove viviamo le parole d’ordine da voi ritmate in corteo.

Nella foto l'italica “gretona”. Maria Giovanna Maglie: “Greta Thunberg? La metterei sotto con l’auto”.

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