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Dipiazza e Mattarella.
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I Patrioti.
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Circolo Miani » News Correnti » Page 227

Da che parte sta il piccolo giornale di Trieste.

» Inviato da valmaura il 3 November, 2009 alle 12:11 pm

Lo si capisce una volta di più leggendo l’articolo firmato da Claudio Ernè a pagina 16 di oggi.

Scopriamo grazie a lui per la prima volta che esiste un “Codice dell’ambiente” che a suo dire limiterebbe a “35 gli sforamenti nei dodici mesi” del benzoApirene.

Noi, poveri ignoranti sciocchi, pensavamo che il limite annuo per le leggi europee ed italiane di 35 superamenti si riferisse alle PM10, le polveri sottili. E che per il benzoApirene bastasse superare il limite di 1 nanogrammo al metro cubo.

Ma evidentemente questo nuovo “Codice dell’ambiente” deve essere l’undicesimo comandamento che Mosè si è scordato dal riportare.

Illuminante al fine di capire dove vadano le simpatie del piccolo giornale è poi la definizione che l’unica centralina validata dal Ministero dell’Ambiente, quella posta alla fine di via San Lorenzo in Selva a Servola, non sia utilizzabile per i monitoraggi.

E qui è bene fare un passetto indietro al luglio 2009, quando nella corposa relazione presentata dall’ARPA alla Regione, Provincia, Comune, ASS e Procura, tra gli altri, si dimostrava come i dati sull’inquinamento (soprattutto benzene, benzoApirene, PM10 e PM 2.5, le micropolveri) rilevati da questa centralina fossero in totale controtendenza con i risultati forniti dalle quattro centraline di proprietà della Lucchini – Severstal. Addirittura grottesco appariva il confronto fatto con la contigua centralina di via Pitacco, posta a quaranta passi da quella di via San Lorenzo.

Insomma in buona sostanza l’ARPA non lo diceva ma lo scriveva nei grafici e nelle tabelle che qualcosa, anzi moltissimo, non quadrava nei numeri forniti dalle centraline della Lucchini.

Cosa sia successo è cosa nota. La relazione di 63 pagine dell’ARPA è stata letteralmente fatta sparire, salvo per la conferenza stampa fatta dal Circolo Miani e Servola Respira.

Ed oggi Claudio Ernè sul piccolo giornale non fa altro che illustrare le motivazioni di puro comodo fornite alcuni mesi fa dalla stessa proprietà della Ferriera, per giudicare illegittimi i dati rilevati da questa centralina. Dimenticando che proprio per rispondere a queste inattendibili motivazioni il Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con l’ANPA e l’ARPA, aveva collocato una sua centralina accanto a quella contestata dalla Lucchini in via San Lorenzo, che per sei mesi aveva monitorato in parallelo.

Il risultato? La conferma ministeriale della piena validità sia dei metodi di rilevamento e sia la conferma dei risultati dei monitoraggi della centralina di via San Lorenzo in Selva, come per altro lo stesso giornale su cui scrive Claudio Ernè aveva dato notizia.

Non solo, nell’articolo di oggi si da man forte alla tesi della Lucchini riportando la notizia che “essendo la centralina – in questione – a ridosso della recinzione della Ferriera, non rispetta i parametri di distanza previsti dalla legge e i dati – toh! Guarda un po’ – che fornisce ai tecnici non sono utilizzabili nelle indagini.”

Ci può allora il piccolo giornale fornire i parametri di distanza (cento, duecento, mille metri) contenuti in tale legge? Che a noi risulta disporre solo che le centraline di rilevamento debbano essere poste all’esterno degli stabilimenti industriali.

Difficile ottenere una risposta perché già allora il PM Frezza aveva ribadito, anche dalle pagine del giornale su cui l’Ernè scrive, che la centralina in questione stava fuori dalla Ferriera e vicino ad una casa abitata da umani, la cui salute andava comunque tutelata e pertanto corrispondeva appieno a quanto stabilito per legge.

In buona sostanza il piccolo giornale ben evitando di entrare nel merito, ovvero riferire i devastanti per la salute dati rilevati su benzene, benzoApirene, PM 10 e PM 2.5, dalla centralina, presenta la versione di comodo, già smentita dal Sostituto Procuratore anche sul quotidiano locale, della Lucchini – Severstal come la versione ufficiale dello Stato.

Ma se questi drammatici risultati rileva questa centralina FUORI dalla Ferriera, cosa respirano gli operai DENTRO?

Una risposta da CISL-UIL-CGIL che dovrebbero, e sottolineo il dovrebbero, anche tutelare la salute dei dipendenti, sarebbe opportuna.




Circolo Miani: martedì 27 ottobre alle ore 18, Assemblea pubblica in solidarietà a Maurizio Fogar

» Inviato da valmaura il 26 October, 2009 alle 1:14 pm

Martedì 27 ottobre alle ore 18, nella sede sociale di via Valmaura 77 a Trieste, il Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere, promuovono una assemblea pubblica, aperta a tutta la città, per esprimere una forte solidarietà a Maurizio Fogar che ha scelto, a partire dalla mattinata di domani, di cessare l’assunzione dei farmaci salvavita.

Come dichiarato dallo stesso Fogar “una scelta ragionata per mettere le istituzioni di fronte alle loro responsabilità. Per rispettare finalmente gli impegni presi in questi dieci anni nei confronti dei cittadini e dei lavoratori sulla soluzione del nodo Ferriera e per garantire la sopravvivenza del Circolo Miani, la più significativa realtà socioculturale a Trieste da quasi trenta anni, e lo strumento più partecipato dai cittadini.”

Dal testo dell'invito alla Conferenza Stampa di oggi:

Nell’incontro con i giornalisti, Maurizio Fogar illustrerà i motivi che lo hanno spinto alla lungamente meditata decisione di sospendere, a partire dal giorno seguente, martedì 27 ottobre, l’assunzione dei farmaci salvavita con i quali convive a partire dal 1988.

“Sulla Ferriera di Trieste i politici hanno giocato con la pelle della gente, residenti e lavoratori, per oltre dieci anni. Ora giochino con la mia vita.

In questi lunghi anni le istituzioni, in particolare Regione e Comune, non sono stati capaci di individuare uno straccio di percorso per la dismissione dell’inquinante impianto siderurgico collocato nel cuore di Trieste e a poche centinaia di metri dalla cittadina di Muggia. Si sono sottratti alle loro responsabilità violando quanto prescritto nelle direttive dell’Unione Europea, ed hanno irriso con ripetute promesse mai mantenute i cittadini della nostra provincia. E stiamo parlando di dieci e passa anni di impegni mai rispettati, di promesse da campagna elettorale: un tempo infinito che per le decine e decine di migliaia di persone loro malgrado coinvolte si è misurato nel migliore dei casi in una qualità della vita quotidiana pessima, nella malattia e nella morte. Trieste è la città con il più alto tasso di mortalità da tumori in Italia ed ha il primato europeo per i decessi da “normali” patologie all’apparato respiratorio.

Le amministrazioni pubbliche lavorano oramai sotto dettatura della multinazionale Lucchini-Severstal, proprietaria della Ferriera, e dei multiformi interessi che essa rappresenta. Ma non c’è da stupirsene se anche il Capo dello Stato ha recentemente consegnato al magnate Mordashov il Cavalierato della Repubblica a pochi mesi dell’ultimo infortunio mortale nella vetusta fabbrica di Trieste. Ed anche se la gestione delle aree pubbliche e demaniali, concesse alla Lucchini-Severstal dall’Autorità Portuale di Trieste sono state oggetto recentemente di un sequestro e di un interramento abusivo pari all’estensione di otto campi di calcio, gli Enti pubblici locali si avviano tranquillamente a rinnovare la concessione in scadenza al dicembre di quest’anno.

Parimenti invece di chiudere e riconvertire l’inquinante stabilimento, che in questi anni ha raggiunto record di sforamenti, non solo per le polveri sottili (PM10 e PM 2.5), per i livelli di benzoApirene (di otto volte superiore al limite di legge consentito su base annuale, con picchi giornalieri di ottanta novanta volte superiori), di benzene e diossine, e stiamo parlando dei più cancerogeni tra gli inquinanti che le analisi della Procura hanno dimostrato provocare una mutazione delle cellule umane e del DNA. Alla concessione da parte della Regione di una Autorizzazione Integrata Ambientale illegittima e basata su dichiarazioni palesemente incomplete e mendaci. Orbene la Regione ha ritenuto obbiettivo prioritario far chiudere il Circolo Miani, cancellando ogni contributo pubblico che per legge gli spettava, con il dichiarato intento di privare la cittadinanza della più significativa realtà socioculturale (da trenta anni a questa parte) del capoluogo regionale e del più partecipato strumento che i cittadini hanno per far sentire la loro voce e difendere i loro diritti.”

 

Egregio dott.

Paolo Possamai

Direttore de Il Piccolo

Solo per far capire compiutamente il significato di una scelta personale certamente non facile e quello che il Circolo centro Studi “Ercole Miani”, da me fondato nel 1981 assieme tra gli altri a Leo Valiani, Paolo Ungari, Aurelia Gruber Benco, Arturo Gargano e Raimondo di Torre e Tasso, ha significato per quasi trenta anni per la nostra città e Regione.

Mi conceda dunque di ricordare qui di seguito i nomi, ingenerosamente e sommariamente accorpati per tema, di alcuni, ho volutamente tralasciato per economia di spazio le centinaia di iniziative con i protagonisti della vita locale e regionale, tra i “testimoni” della nostra società invitati a Trieste dal Miani in quelle che, senza tema di smentita alcuna, sono state in assoluto le più partecipate conferenze-dibattito promosse in città, con decine di migliaia di presenze.

Tra parentesi il numero degli incontri a cui hanno partecipato

Giustizia: Nicolò Amato, Franco Castiglione, Giuliano Spazzali (3), Felice Casson, Gherardo Colombo (5), Gianfranco Caselli, Raffaele Tito, Antonio Di Pietro, Pierluigi Vigna, Giovanni Attinà (3), Vittorio Borraccetti, Enzo Tortora (2).

 

Informazione:  Mauro Dutto, Maria De Lourdes Jesus, Oscar Mammì, Clemente Mastella, Gianluigi Melega, Gianni Rocca, Sergio Staino (2), Sergio Turone (4),Gigi Riva, Paolo Rumiz, Marco Ventura, Zlatko Dizdarevjc (2), Gianfranco Funari, Lilli Gruber, Piero Chiambretti, Michele Serra, Giuliano Ferrara (2), Enrico Deaglio (2), Antonio Lubrano, Antonio Carlucci, Paolo Rossi, Fabio Fazio, Giuseppe Turani, Enrico Mentana, Oliviero Beha, Corrado Stajano.

 

Antimafia:  Nando Dalla Chiesa (6), Leoluca Orlando (3), Davide Grassi, Ennio Pintacuda, Etrio Fidora, Pino Arlacchi, Claudio Fava.

 

Società, cultura e storia:  Falco Accame, Adelaide Aglietta, Arduino Agnelli, Gianni Baget Bozzo, Bogdan Ciwinski, Filippo Fiandrotti, Ferruccio Foelkel, Aurelia Gruber Benco, Luciano Lama, Andrea Jonasson Strehler, Susanna Marcomeni, Angelo Meriggi, Vincenzo Muccioli (2), Vittorio Olcese, Giorgio Polacco, Luciano Rapotez, Gianfranco Spadaccia, Gianni Tamino, Nicola Tranfaglia (2), Paolo Ungari (3), Dacia Valent, Leo Valiani, Claudio Magris, Adriano Sofri (5), Silvio Garattini, Tone Ferenc, Galliano Fogar, Franco Rotelli, Fausto Bertinotti, Veit Heinichen.

 

Solo per ricordare un episodio. Enzo Tortora fece la sua prima uscita pubblica dopo l’assoluzione decretata dalla Cassazione e le dimissioni da europarlamentare per tornare agli arresti domiciliari, proprio qui a Trieste, una domenica mattina ospite del Circolo Miani, grazie alla fattiva collaborazione dell’amico Gianluigi Melega, e tutte le televisioni italiane ed europee aprirono i loro TiGì con i servizi da Trieste, mentre l’allora direttore del quotidiano locale ritenne superfluo darne notizia all’opinione pubblica cittadina. E ci tornò nella sua purtroppo ultima uscita pubblica aderendo al nostro invito per una manifestazione di solidarietà con il triestino Luciano Rapotez.

“Il Circolo Miani non ha nessuno che lo appoggi qui in Regione, che garantisca per lui”. Queste frasi ed altre ancora dello stesso tenore furono espresse dal Presidente della Regione Renzo Tondo a due parlamentari triestini della sua maggioranza che erano intervenuti personalmente per sollecitare il rispetto di quanto disposto dalla legge regionale per il sostegno delle attività socioculturali sul territorio del Friuli Venezia Giulia. E questo mi pare dica tutto sulla concezione privatistica e di parte che la nostra classe dirigente ha del bene pubblico, finanziato col denaro dei cittadini. Di quel 35% che non ha votato, e del rimanente 65% che ha deposto un voto valido nell’urna, dividendolo tra chi ha vinto e chi ha perso le ultime elezioni regionali.

Insomma la codificazione, per altro poi pubblicamente affermata con il voto sulla Finanziaria, e rivendicata pure sulle pagine di questo giornale, in occasione delle polemiche sulla ventina di associazioni “beneficiate” all’ultimo momento pur, come rilevato dagli uffici, non avendone titolo o requisito, della spartizione “amicale” dei contributi pubblici.

Che poi ci si fosse accaniti contro una realtà, il Circolo Miani, che da sola aveva svolto da sempre la più intensa attività con una partecipazione di gente mai riscontrata in Regione nel suo campo, bene dichiarò allora il consigliere Igor Kocijancic, altro non poteva definirsi che frutto di una pura discriminazione politica. Insomma il Circolo Miani non “aveva santi in Paradiso” e la legge che la stessa Regione si era data nel 1981, come dichiarato sulle colonne del suo giornale dal peggiore assessore regionale che la Cultura ricordi, mi consenta questa opinione, è un puro optional.

Ma questo accanimento ha in realtà ben più profonde radici. Il Circolo Miani, con la credibilità conquistata tra la gente per il suo impegno, ultimo e decennale quello sul rinascimento del territorio e per la tutela della qualità della vita e della salute, vedi casi Ferriera, Italcementi, Sertubi, Inceneritori, Depuratore fognario, Torri d’Europa e Eternit, turbava interessi economici precisi in una società dove il confine tra il mondo degli affari e quello della politica è oramai indistinguibile. E dal 2001 condizionava ogni momento della vita pubblica costringendo i partiti a fare i conti con questi problemi che la nostra gente è condannata a vivere quotidianamente, anche e soprattutto nell’avvicinarsi di qualsiasi elezione. E non a caso tutti i risultati elettorali di ogni ordine e grado sono stati segnati nei risultati di voto dall’influenza esercitata in almeno un terzo del corpo elettorale, da San Vito-Campi Elisi via via fino a Muggia, da queste problematiche.

Il caso Ferriera, irrisolto da dieci anni, è la cartina di tornasole del fallimento della politica, ma anche di un certo modo di non fare sindacato e impresa.

Fu strumentalizzato dai partiti, prima contrapponendo i lavoratori agli abitanti, poi mentendo spudoratamente ad ambedue. E’ dal 2001 che il Sindaco prometteva la chiusura “domani” della Ferriera, ma mai spiegando come e concretamente quando. Rifuggendo pure dalla responsabilità di Ufficiale Sanitario nell’emettere quell’ordinanza di sospensione produttiva che la legge del 2000 gli impone, come al contrario fatto dai sindaci di Piombino, Genova e Taranto.

E’ dal gennaio 2008 che il candidato Presidente della Regione Tondo, definiva una sua “priorità” chiudere l’impianto. Come è finita è sotto gli occhi di tutti: la proprietà della Ferriera a dettare l’agenda alla politica, con la Regione ad insabbiare dall’agosto 2008 l’iter della riconvocata Conferenza dei Servizi per la revisione dell’AIA rilasciata, a nostro parere per altro suffragato dalla direttiva UE e dalla legge italiana, in modo illegittimo e fuori tempo massimo.

Sono stati persi dieci preziosissimi anni, i lavoratori non hanno alcun percorso certo per il loro futuro ora come allora, almeno di non voler contrabbandare le favole dell’ottantina di assunzioni complessive per nuova centrale (25) ed eventuale rigassificatore (60) a partire dal 2015, se tutto fila liscio. Sì è bloccato di fatto lo sviluppo del porto privandolo di aree logistiche fondamentali, oltre alle immobili discariche abusive sequestrate da quindici mesi allo Scalo Legnami.

Tempo che per moltissimi triestini e muggesani, anche tra i dipendenti della Ferriera, si è misurato in malattie, sofferenze e morti, oltre ad una qualità della vita assolutamente indegna.

Per questo, e non a cuor leggero, ho fatto questa scelta di non assumere più oltre i farmaci salvavita, perché quando un uomo deve rinunciare ai suoi principi è costretto a morire.

E non vedo principi o ideali a guidare una classe politica che non rispetta neppure la parola data il giorno prima.

Ho chiesto, pensi un po’, di barattare la mia vita con la fissazione ora e subito della data di riconvocazione di quella Conferenza dei Servizi insabbiata dalla Regione nell’agosto del 2008, e di garantire il rispetto della legge che la Regione si è data nel ripristinare un adeguato finanziamento al Circolo Miani, che è il principale strumento di crescita civile a Trieste da oltre trenta anni.

Cordialmente

Maurizio Fogar

 

 




Hanno la faccia come il c..o.

» Inviato da valmaura il 25 October, 2009 alle 10:30 am

La Regione è “responsabile dell’inerzia che permette alla Ferriera di continuare a lavorare, con continui sforamenti, nonostante l’importante impegno elettorale assunto da Renzo Tondo (il Presidente della Regione, carnico doc, per chi non lo sapesse) di chiudere lo stabilimento di Servola”.

Ed ancora “nominare De Anna assessore regionale all’ambiente (dal luglio di quest’anno, dopo che il precedente Assessore dal maggio 2008, Vanni Lenna, carnico come Tondo, è stato eletto al senato) è stato un errore, in quanto egli risiede a Pordenone, mentre la situazione di Servola e della città devono essere quotidianamente monitorate di persona”.

Ed avanti ancora “la concessione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, alla proprietà dello stabilimento,  (è) la causa primaria e originale del gravissimo stato di inquinamento nel quale versa Servola in conseguenza della presenza della Ferriera”.

E per finire “ la proroga degli sforamenti (?) concessa su richiesta della Regione (quale e quando?) dalla Comunità Europea sino al giugno 2010 .... tutto questo ci fa parlare di inquinamento legalizzato” ha dichiarato il medico Sergio Lupieri, Vice Presidente della commissione regionale Sanità.

E chiudendo in bellezza su questa proroga concessa su richiesta “regionale”, la ha definita “vergognosa per la salute della collettività”.

Salvo l’incredibile affermazione del consigliere Lupieri del PD, che immagino si riferisse alla richiesta di slittamento al 2010 dei nuovi e più restrittivi parametri di legge sull’inquinamento presentata da alcuni stati alla Comunità Europea e da questa purtroppo accettata. Affermazione che dimostra vieppiù l’assoluta inadeguatezza e impreparazione dei Consiglieri regionali sulle materie di loro pertinenza, ma anche dei giornalisti che riportano papale papale tali errate indicazioni.

Tutto il resto non proviene dalla bocca di un acerrimo oppositore alla maggioranza di centrodestra che dall’aprile 2008 governa il Friuli Venezia Giulia, che ne so, da un esponente di Rifondazione Comunista, ma dal braccio destro e sinistro del condannato con sentenza passata in giudicato senatore e capo indiscusso del PDL triestino.

Dalla bocca del consigliere regionale del PDL Maurizio Bucci per oltre sette anni e mezzo assessore al Comune di Trieste, di cui gli ultimi due e mezzo con la delega all’Ambiente, nella giunta Dipiazza.

Cosa che il “pordenonese” De Anna, assessore all’ambiente della Regione dal luglio di quest’anno, repentinamente gli ricorda “Dispiace che un ex assessore comunale … non sappia che l’ordinanza di chiusura per gli sforamenti è competenza del Sindaco (Dipiazza) e non della Regione.”

E fa piacere leggere che il neo assessore di Pordenone sia venuto sulle posizioni del Circolo Miani e di Servola Respira che dal 2002 chiedono al Sindaco di firmare l’ordinanza, in qualità di Ufficiale Sanitario di Trieste, per la sospensione dell’attività produttiva dello stabilimento. Obbligo di legge a cui il Sindaco si è sempre sottratto e che ha avuto proprio in Bucci uno dei più stretti paladini dell’inerzia di Dipiazza.

E poi De Anna chiude con un commento sulla Ferriera che è meglio si fosse risparmiato.

Che “l’inerzia” della Regione, saldamente guidata da Renzo Tondo, impedisca allo stesso Tondo di mantenere i suoi impegni elettorali, la sua “priorità della nuova amministrazione regionale di chiudere la Ferriera” che “anzi, se eletto, una settimana dopo verrò a Servola a chiedere agli abitanti come chiuderla”, parole di Tondo, è un ossimoro, o se preferite una grossolana sciocchezza che non meriterebbe nemmeno commentare. Ma meriterebbe invece essere ricordata da chi scrive gli articoli.

In merito alla pordenosità forestiera di De Anna, meraviglia che il triestino Bucci non la sollevi, come causa della famosa “inerzia regionale”, nei confronti dei tolmezzini Lenna e Tondo. Ed in quanto al “quotidianamente monitorate di persona” non ci risulta che nella sua lunga esperienza di assessore comunale all’ambiente Bucci sia stato visto mane e sera con il misurino in mano a Servola dalle parti della Ferriera.

Sull’AIA poi non è lo stesso Bucci che tempo addietro, circa dieci mesi, ha dichiarato che l’iter della nuova Conferenza dei Servizi regionale apertosi per la revisione dell’AIA anche su forte richiesta del Circolo Miani e del Coordinamento dei Comitati di Quartiere, “Servola Respira” in testa, andava interrotto e sospeso perché la Lucchini – Severstal aveva presentato un semplice ricorso al Tar, senza neppure chiedere la sospensiva dell’atto.

E non mi risulta che il consigliere regionale della PDL abbia speso la sua autorevolezza politica sul Presidente Tondo, così fremente di far rispettare la priorità elettorale di chiudere la Ferriera, quando ha fatto votare dalla sua Giunta regionale, in aperta violazione delle direttive europee e italiane, il rinvio sine die, una volta si diceva “insabbiamento”, della Conferenza dei Servizi revisoria dell’AIA alla Ferriera. Per chi avesse memoria corta ricordo che la fase istruttoria si è chiusa il 28 agosto del 2008 e da allora più niente (Tondo, ed assessori all’ambiente Lenna e De Anna compresi).

Quella di ieri una sceneggiata penosa, soprattutto per i fortuna pochi servolani presenti, dove il bue dà del cornuto all’asino.




FINO A QUANDO?

» Inviato da valmaura il 10 October, 2009 alle 5:18 pm

Quello che è accaduto oggi è la migliore risposta all’incredibile comunicato della Lucchini – Severstal, pubblicato acriticamente l’altro giorno sulla stampa locale.

Il “tutto va bene – anzi meglio – madama la marchesa” ha trovato puntuale smentita nei fatti.

Oggi per diverse ore dalla Ferriera sono uscite colonne nere e senape di centinaia di migliaia di metri cubi di puro gas composto dai peggiori e più cancerogeni idrocarburi policiclici aromatici, soprattutto dalla Cokeria. Le colonne di gas si sono innalzate per centinaia di metri sopra le case di Trieste e Muggia e la novità, se così si vuol chiamarla, è che la cosa, per altro abituale, sia accaduta di giorno e non, come spessissimo avviene, in piena notte fonda.

Così tutti, anche i “barcolanauti” la hanno potuta ammirare per ore, quale prestigioso “biglietto da visita” che la città offre, oltre che per la salute dei suoi concittadini, anche per quella degli ospiti regatanti e non.

Con quale faccia di bronzo i nostri politici risponderanno a questo ennesimo episodio è facile immaginarlo. Con le solite battute del Sindaco “quel cancro va chiuso subito”: ma otto anni di sindacatura non gli son bastati. O degli assessori regionali, per non dire di Tondo, sulla “priorità di chiudere lo stabilimento”, che in dieci anni non sono stati capaci di predisporre nemmeno un abbozzo di piano per la riconversione della Ferriera.

Quello che è accaduto oggi, non è un incendio od un incidente imprevisto, ma è normale amministrazione (le fiamme altro non sono che le quattro torce che entrano in funzione ad ogni spegnimento della Cokeria per improvvisa interruzione del ciclo produttivo). La centralina interna il cui funzionamento è sotto gli occhi di tutti, meno che di quelli che dovrebbero controllare l’idoneità degli impianti e l’effettiva realizzazione dei lavori prescritti, a partire dagli emeriti consulenti di Procura e Regione, oltre a provocare abitualmente quanto accaduto oggi danneggia sistematicamente la rete cittadina della centralina Acegas alla quale è agganciata. E non a caso anche stamane ha provocato due stacchi nella fornitura della corrente elettrica ai quartieri circostanti. Ma tanto la vita della gente conta meno di nulla anche in termini di elettricità.

E sul comunicato della Servola spa  pubblicato dalla stampa, si raggiunge il paradosso quando si dichiara “dell’evidente miglioramento nella riduzione dell’inquinamento rispetto al 2008” e si porta a conferma i soli “50 sforamenti giornalieri” nel primo semestre dell’anno in corso. Peccato che la legge europea ed italiana ne consenta un massimo di 35 su dodici mesi, che dal 2010 scenderanno a 20. Un bel miglioramento, non c’è che dire, su base annua tre volte tanto quello consentito dalla legge. Ed il nostro Sindaco, Ufficiale Sanitario, che fa? Una domanda interessante da rivolgergli alla prossima intervista sui giornali.

A noi solo una domanda alla gente di Trieste e Muggia. Fino a quando accetteranno di barattare la loro salute e la loro vita con la pigrizia, l’inerzia e la rassegnazione? Fino a quando accetteranno di farsi prendere in giro da questa classe politica?




Eia Eia, Alalà !

» Inviato da valmaura il 25 August, 2009 alle 7:04 pm

Un Paese vicino peraltro, che ha un vetusto impianto di carattere nucleare che punta a raddoppiare”. Parole del Sottosegretario all’Ambiente, Roberto Menia, nell’articolo sul piccolo giornale di oggi, dove compare in foto accanto al Presidente della Regione Renzo Tondo.

Ovviamente il “Paese vicino” sta per la Repubblica di Slovenia, il “vetusto impianto” sta per la centrale nucleare di Krsko, a 130 chilometri da Trieste, e la frase è inserita in una minacciosa replica sulla vicenda del Rigassificatore di Zaule, che lascia trapelare la provenienza nostalgica del parlamentare.

Ma qui non siamo a ricordare che a Trieste il neofascismo ha ancora forti radici, ma semplicemente per notare alcune cosette più attuali.

La prima che balza agli occhi, vista la sua foto con Tondo, è che definire “vetusto impianto che punta a raddoppiare”, proprio la centrale nucleare per cui Tondo e la Regione in diverse occasioni, anche nella recente visita a Lubiana, ha chiesto di partecipare al suo raddoppio attraverso la finanziaria regionale Friulia, è un ossimoro politico di prima grandezza.

Appare evidente che Tondo e Menia quando si incontrano parlano di frico e polenta e non di politica, visto che uno dice esattamente il contrario di quello che l’altro propone. E stiamo parlando di centrali nucleari, di quelle che in barba al Refendum stravotato da milioni di italiani l’attuale governo vuole ripristinare.

E il carnico Tondo che dimentica di chiudere la Ferriera si è subito offerto di raddoppiare con soldi regionali quella, appunto vetusta, di Krsko. E il bellunese Menia è l’unico parlamentare eletto a Trieste a sedere nel Governo Berlusconi, ed è l’unico Sottosegretario proprio all’Ambiente. Non male in quanto a coerenza.

Ma anche un altro punto delle sue dichiarazioni offre interessanti spunti di riflessione.

Quando attacca la Slovenia, che pure ha negato l’Autorizzazione Integrata Ambientale all’acciaieria Livarna, sopra Gorizia, dimenticando che in quasi due anni di Governo lui non ha fatto nulla per la scandalosa vicenda dell’AIA concessa dalla sua Regione alla Ferriera e più in generale per la Ferriera stessa di proprietà dei sovietici comunisti, che sta a casa sua.

E che anzi i suoi compagni o camerati in Giunta regionale hanno votato il rinvio sine die della Conferenza di revisione della stessa, in barba alle leggi italiane ed europee.

Per non parlare della sua colpevole inerzia nel non fare rispettare la risoluzione parlamentare votata il 23 settembre dello scorso anno che impegnava il Governo, e la Regione, a presentare entro il 22 novembre 2008 un piano di dismissione della Ferriera.

C’è da affidarsi al buoncuore del Sindaco di Capodistria che rinunci a chiedere i danni biologici all’Italia per il comprovato, dall’ARPA slovena e dalla similare Azienda Sanitaria, disastro alla salute dei bambini residenti nelle frazioni di quel comune rivolte verso il Vallone di Muggia. Dove tra il 27 ed il 36 per cento del campione tra i dodici ed i zero anni d’età soffre di patologie croniche all’apparato respiratorio, come risulta dall’indagine epidemiologica svolta nel comune istriano. Proprio per l’inquinamento proveniente da Trieste, in particolare dalla Ferriera.

Mentre è dal 1999 che la nostra ASS si rifiuta caparbiamente di fare analoga indagine a Muggia e Trieste.

Che ne dice Menia, meno Bandelli è più fosforo?





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