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'L'Eco della Serva'
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Laminatoio a caldo e “giornalismo” a freddo.
Le sorprese della censura talvolta sono anche divertenti. ..
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Trieste Verde. A cosa diciamo no!
Dicemmo no alla progettata Centrale a Carbone nel Vallone di Muggia, battaglia vinta..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 22

Trieste uguale Muggia, come Muggia è uguale a Trieste, purtroppo.

» Inviato da valmaura il 1 August, 2021 alle 3:14 pm

Oggi sul piccolo giornale appare il ricordo:
“1 Agosto 1971. Notizie di 50 anni fa.
Sulla costiera muggesana, fra San Rocco e Punta Stilo, il Comune punta alla derequisizione della zona militare del Lazzaretto, per realizzarvi un grosso complesso turistico, ricco di verde, dove istituire anche un Casinò.”
Notizia che potrebbe andare integrata con la triste ed eterna storia dell'abbandono del grande ex bagno della Polizia di Stato.
Non per nulla tra i punti programmatici da portare a compimento della Lista civica Muggia, è stato inserito l'impegno del Comune a risolvere finalmente le due questioni e recuperare le aree alla fruizione pubblica (tutto ovviamente meno il Casinò di cui non si sente proprio il bisogno).
Insomma né più né meno il fallimento e l'inerzia delle precedenti amministrazioni comunali (vedi passerella pedonale-ciclabile sull'Ospo) di Muggia è identica nei non risultati a quelle che hanno guidato Trieste: trasferimenti mercati Ittico ed Ortofrutticolo, 20 anni ed ancora nulla; recupero Villa Haggiconsta, Villa Cosulich e Villa Stavropulos, idem come sopra, per arrivare ai più recenti casi (cinque e due anni) del ripristino del Tram di Opicina e della Piscina Terapeutica, costruita da poco.
In queste storie tutti i partiti, e le formazioni elettorali vecchie e relativamente nuove sono egualmente responsabili e la domanda da porsi ricorda un vecchio ma sempre attuale slogan che furoreggiò negli Usa dopo lo scandalo politico che costrinse alle dimissioni il Presidente Nixon, ovvero: “Comprereste un'auto usata da quest'uomo?”
Più o meno la domanda a cui dovranno rispondere a breve gli elettori di Muggia e Trieste.
Lista Civica Muggia/Comitato Noghere e Trieste Verde



Giù il cappello! Passa il Sindaco di Monfalcone.

» Inviato da valmaura il 1 August, 2021 alle 3:12 pm

Altro che i Polidori e Fedriga nostrani sponsor del Laminatoio a Caldo.
 
Utile ed istruttivo vedere come si deve comportare una amministrazione locale, Monfalcone, sui problemi della tutela della salute e dell'ambiente. Altro che Marzi and Company.
E qui le etichette partitiche, specialmente quando si tratta di governare il territorio e difendere gli interessi primari dei concittadini, ci entrano picca o nulla. E tanto meno il camaleontismo di taluni fino a ieri “pro” ed ora “anti”, domani chissà.
Leggetevi la notizia, riflettete e fate il confronto. E ricordate che il Sindaco di Monfalcone, andata a sentire personalmente strada per strada i residenti dei quartieri vicini alla Centrale, cosa mai fatta invece per Noghere, Aquilinia, Santa Barbara, si è opposta risolutamente alla farlocca “riconversione” proposta da A2A, e sostenuta dalla politica tutta, dal Carbone al Gas Metano, rilevando giustamente che eruttare tonnellate di metri cubi di Anidride Carbonica, Co2, non è “decarbonizzare” ma solo inquinare. Fischiano le orecchie a qualcuno di Muggia e Trieste, tutti innamorati della nuova Acciaieria che funziona a Gas Metano?
“Centrale a carbone di Monfalcone: ex direttore e A2A davanti al Gup il 24 novembre.
L’udienza preliminare per l’ipotesi di “disastro ambientale”. Il Comune ha deciso di costituirsi parte civile.
MONFALCONE Il procedimento penale in relazione alla centrale di Monfalcone ora approderà davanti al Gup. Il giudice Carlo Isidoro Colombo ha infatti fissato al 24 novembre l’udienza preliminare. Chiamati a rispondere sono l’ex direttore dell’impianto termoelettrico Roberto Scottoni, 47 anni, in ordine al reato di disatro ambientale (articolo 452 quater, comma 1 n. 2 e coma 2 del Codice penale), nonché la società A2A EnergieFuture Spa, quale persona giuridica, ai fini della responsabilità amministrativa (articolo 25 undecies, decreto legislativo 231/01). Parti offese sono Anna Maria Cisint che nel suo ruolo di sindaco rappresenta anche il Comune di Monfalcone, la Lepanto Yachting Service Srl, attraverso il proprio legale rappresentante, l’associazione Rosmann. E il Comune di Monfalcone ha deciso di costituirsi parte civile, attraverso il sindaco Cisint.
Sono molto tecniche e complesse le contestazioni formulate dalla Procura di Gorizia, attraverso il pm Valentina Bossi, prendendo in considerazione il periodo tra il 2015 e il 2020, relativo alle indagini eseguite, partite nel 2014. L’ipotesi di disastro ambientale si basa su articolati capi d’accusa. All’ingegner Scottoni, in qualità allora di responsabile della centrale, viene contestata la presunta responsabilità nell’aver causato una serie di «compromissioni» di tipo ambientale. A partire dai fondali marini nel tratto di mare antistante la banchina dell’impianto termoelettrico, determinando il deflusso nel canale Valentinis di «un’ingente quantità di polvere di carbone», proveniente sia dalle chiatte durante lo scarico della materia prima, sia dal parco di deposito «non adeguatamente coperto e contenuto», afferma la Procura. Il tutto finendo a mare, attraverso le precipitazioni piovose. Ciò, continua l’ipotesi di accusa, «nonostante le previsioni contenute nell’Autorizzazione integrata ambientale» (Aia). La Procura fa riferimento alla «compromissione di sedimenti marini» del tratto antistante la banchina di A2A presentando «un elevato contenuto di carbone».
Viene quindi trattato l’aspetto relativo alla «compromissione dell’aria derivante dalle emissioni prodotte dalla centrale». In questo caso la Procura evidenzia l’«incongruità» dei dati in ordine alle misurazioni eseguite dall’azienda. In pratica, i valori relativi ai campionamenti semestrali (ritenuti «superiori» ai parametri indicati nell’Aia), sarebbero stati difformi rispetto a quelli riportati nel registro di gestione Sme (Sistema di monitoraggio per le emissioni). La Procura parla di una discrepanza «sostanziale» tra quanto misurato in continuo attraverso lo Sme e quanto misurato manualmente (il periodo è indicato fino al 2018). E ancora, l’«alterazione dell’equilibrio dell’ecosistema» con impatto sui licheni. In alcune delle zone sottoposte alla verifica inquirente, sarebbero «risultati accumuli medi annuali di metalli pesanti e metalloidi», tra i quali, sostiene sempre la pubblica accusa, sono stati rilevati traccianti del carbone. Inoltre, i carotaggi eseguiti (fino all’autunno 2016) nel fondo marino antistante la centrale, avrebbero presentato «percentuali di fossile comprese tra il 50 e il 90%».
Dunque, una gestione documentale considerata «molto carente, con registri mai redatti in modo completo» e con «sostituzioni di dati». Da qui, la «complessiva inattendibilità delle rilevazioni dei fumi e del sistema di misura». Un confronto tra valori, per la Procura, «sbilanciati» e con «sistematica sottostima del sistema di monitoraggio». Si fa presente anche il «mancato rispetto delle prescrizioni Aia» per quanto riguarda le tecnologie adottate e le procedure di esercizio, in merito alle operazioni di carico del parco carbone. La Procura si sofferma sull’emissione degli ossidi di azoto (NOx) parlando di «concentrazioni superiori ai livelli previsti dall’applicazione delle Bat 2006 e 2017», pertanto «adottando solo in linea teorica le migliori tecniche disponibili» prescritte dall’Aia.—“
Lista civica Muggia/Comitato Noghere e Trieste Verde.



Muggia e Trieste. La non politica anzi l'antipolitica.

» Inviato da valmaura il 31 July, 2021 alle 2:56 pm

E poi si domandano perchè sempre più persone non votino.
 
Oggi nella pagina di cronaca locale dedicata alla provincia del piccolissimo giornale c'è un pastone politico su Muggia che solo a leggerlo fa salire in gola un senso di nausea e di rigetto verso questa politica e la stampa che la ospita. Una carrellata che va dal Centrodestra al Centrosinistra passando per l'Armata Brancaleone di un cosiddetto Terzo Polo che è la summa perfetta di questo politica malata.
Francamente Muggia, ma anche Trieste, meritano di meglio.
O la politica serve a far vivere meglio le persone, o non è politica: è qualcosa d'altro e di molto meno presentabile.
A scorrere quell'insulso articolo, quella marea di sigle e siglette spesso monocellulari che non raccolgono i voti neppure dei parenti stretti, quei fantasmi dell'epoca di Tangentopoli o inesistenti sul territorio da venti anni: in questo si riassume la cronaca politica del piccolo giornale.
Dei problemi, delle emergenze che a Muggia come a Trieste affliggono i cittadini e della questione prima con cui Muggia e tutta la provincia dovrà fare i conti, nulla.
Sullo stravolgimento annunciato: per l'ambiente, la salute, la qualità della vita ed il danno economico che la nuova Acciaieria a Noghere-Aquilinia verrà a creare nulla, così come nulla sui rischi, per la balneazione, per la pesca e la miticoltura, connessi ai tre grandi dragaggi previsti nel Vallone di Muggia.
Strumentalizzano comitati che appartengono solo ed esclusivamente ai cittadini, come violano la privacy di oltre 120 di questi abusando dei loro numeri di telefono trasferendoli ed utilizzandoli senza preventivo consenso alcuno dei diretti interessati, e di questo si sta occupando la magistratura perchè di grave reato si tratta, e gli autori a breve ne saranno chiamati a risponderne.
Che brutto quadro d'insieme. Ma si tranquillizzino i cittadini di Muggia, a breve sarà presentata la Lista civica voluta e votata da centinaia di persone in piazza, e che libererà la comunità da una farsa politica che ha reso il nostro Comune un umile cameriere degli interessi e degli affari di confindustria e loro lacchè.
Nella foto: il Laminatoio gemello a San Giorgio di Nogaro



Ecco come il Porto spenderà i nostri 409 milioni in arrivo.

» Inviato da valmaura il 31 July, 2021 alle 2:54 pm

Muggia e Trieste (in rosso nella foto le tre zone dei dragaggi).
 
Bello è per i privati fare affari così, nevvero?
Ma prima va ricordato che tutte queste zone marine del Vallone di Muggia, dallo Scalo Legnami fino alla foce del Rio Ospo, interessate dagli ampi dragaggi, pagati da noi, hanno i fondali totalmente composti da metri di fanghi tossici stratificati (gli scarti di lavorazione delle industrie, dalla Ferriera alla ex Raffineria Aquila) con la presenza a Stramare di Noghere di resti romani (porto e ville patrizie) di straordinario valore archeologico. E fanno parte dei 1200 ettari di aree marine classificati come inquinati nel SIN e dal Ministero dell'Ambiente, quando ancora esisteva.
Ma leggiamo quanto pubblicato oggi.
“Gli altri 100 milioni sosterranno i costi della bonifica dell'area a caldo della Ferriera (30 milioni che i privati si vedranno restituire attraverso lo sconto sui canoni di concessione), dei dragaggi davanti alla Piattaforma logistica e della creazione della nuova stazione di Servola e dello svincolo autostradale. Hhla Plt Italy sta intanto progettando lo sviluppo del terminal di terra e i lotti del futuro Molo VIII.”
Che si aggiungono ai 42 milioni già stanziati (2015) ad Invitalia per i lavori di messa in sicurezza della linea di costa ante Ferriera, e di cui beneficeranno Arvedi ed il Gruppo Petrucco..
“L'elenco contiene ancora i 60 milioni per le «opere preparatorie all'insediamento di attività logistiche e industriali in zona Noghere, in vista dell'integrazione con il costruendo terminal portuale Noghere»: si tratta delle risorse con cui il Coselag acquisterà i terreni che sono oggetto dell'interesse della cordata Metinvest-Danieli e che la mano pubblica metterà a disposizione dei privati gratuitamente, sostenendo parte degli oneri necessari a infrastrutturare l'area e collegarla alla rete ferroviaria e stradale.”
Insomma il Comune di Muggia è come non esistesse, e danno per scontata la variante del Piano Regolatore comunale che genuflessamente metterà a disposizione i 480.000 metri quadri per l'annunciato Laminatoio a Caldo. Come entusiasticamente sostenuto da TUTTI, ripetiamo TUTTI i venti attuali consiglieri comunali (verbali seduta comune per l'audizione del Presidente del Porto Zeno D'Agostino).
“Poco distante arriveranno i 45 milioni destinati al «banchinamento parziale del terminal Noghere, comprensivo di dragaggio del canale di servizio e collegamento alla viabilità»: questo è il contributo che darà supporto all'investimento da oltre cento milioni con cui la società ungherese Adria Port realizzerà un nuovo terminal multipuropose all'ex Aquila.”
E poi c'è qualcuno che ancora si domanda a cosa serva votare compattamente la Lista civica Muggia alle prossime elezioni, e Trieste Verde alle comunali di Trieste!



La rumorosa Alder. Giusto per non farci mancare niente.

» Inviato da valmaura il 30 July, 2021 alle 10:53 am

In Riva Alvise Cadamosto, 6, esattamente al confine estremo del comune di Trieste verso Aquilinia, opera da anni un insediamento industriale del gruppo Alder. Da tempo i residenti di Montedoro di Aquilinia, a cavalcone tra i comuni di Muggia e Dolina sono in lotta contro il sordo rombo proveniente 24ore su 24 da questo stabilimento chimico particolarmente invasivo durante le ore notturne.
Domenica scorsa nel corso di una visita sul posto, accompagnati da alcuni residenti, abbiamo trovato piena conferma delle loro segnalazioni, inviate anche all'Arpa ma senza particolari risultati, oltre a respirare un nauseabondo odore simil zolfo-uova marce in uscita dallo stabilimento.
La situazione inoltre è peggiorata notevolmente dopo l'insensato abbattimento degli alberi sanissimi del boschetto che delimitava la via Flavia, facendo così scomparire un utilissimo barrieramento vegetale al rumore ed annullando l'effetto filtro che queste piante fornivano a polveri e gas.
Ma poi spulciando tra le carte abbiamo trovato due perle che ben descrivono la situazione.
Nella prima una relazione del titolare Luciani ad una riunione del Rotary Trieste Nord, come si conviene in certi abbienti ambienti, in cui si spara a zero contro la decisione dei governi di istituire a Trieste un Sito Inquinato di interesse Nazionale (SIN) da bonificare, in gran parte delle aree ex Ezit, insomma dalla Ferriera all'ex Raffineria Aquila. Oltre, cosa da ricordare bene: 1200 ettari di superficie marina, i fondali che dovrebbero essere oggetto dei famosi dragaggi.
Spicca in questa relazione del Luciani, una affermazione che da sola ben ne ricostruisce lo spirito: “Avendo avuto la prima raffineria (Aquila) di petrolio in Italia, pur anche se inattiva da anni, e con TERRENI CHE NON FACEVANO e NON FANNO MALE A NESSUNO.” Insomma un praticello lindo e bucolico. Ma prosegue sempre il Luciani: “In sostanza il nostro terreno si presentava più pulito di quello che si sarebbe potuto analizzare in piazza Unità o in città vecchia, dove la presenza umana per millenni ha sicuramente lasciato maggiori tracce di inquinamento.”
Seconda perla, una decisione della Regione avversa alla Alder.
“BOCCIATO L’AMPLIAMENTO DELLO STABILIMENTO CHIMICO ALDER NEL PORTO DI TRIESTE.
Con delibera del 9 settembre 2011 la giunta regionale ha dato, al termine della procedura di V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale), parere negativo al progetto di ampliamento dello stabilimento chimico ALDER nel canale navigabile di Zaule nel porto di Trieste.
La Alder produce formaldeide che viene stoccata in sei depositi fuori terra (342 tonnellate di capacità), e svolge attività di deposito per altri prodotti chimici altamente infiammabili (metanolo, acetato di etile, aromatici) che vengono immagazzinati in 8 depositi fuori terra (9690 tonnellate di metanolo). I prodotti chimici vengono trasportati allo stabilimento sia via mare (la ALDER sorge sul canale navigabile di Zaule ed ha un proprio pontile attrezzato per l’attracco delle navi cisterna), che via terra (autocisterne). La ALDER è uno dei sette stabilimenti a rischio di incidente rilevante insediati nell’area portuale di Trieste”.
Chissà se le prossime amministrazioni di Muggia e Trieste faranno almeno finta di accorgersene e magari tutelare gli abitanti di una zona che sembra terra di nessuno.
Trieste Verde e Circolo Miani.




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