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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Lazzaro è ri-risorto !
Oggi compare dopo anni di silenzi il “consulente del Comune e del podestà Dipiazza” tale prof. Barbieri, ricercatore universitario, dalle pluriconsulenze (Regione, Arpa, di cui è uno dei cinque direttori scientifici, e Comune, prima con Cosolini e poi..
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Notizie Flash

48: Morto che parla.
Veramente qui i morti sarebbero tre, ma sintetizziamo! Sul Fatto Quotidiano online compare, absit iniuria verbis, un articolo (?) dall'oltretomba della politica velinara dedicato alla Ferriera di Trieste, dei cui reali problemi non si fa cenno alcuno.E..
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Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 22

Foibe ed esodo. I quattro, più uno, della Giornata del Ricordo.

» Inviato da valmaura il 2 March, 2019 alle 12:04 pm

Francamente troviamo difficile rendere un servizio peggiore alla memoria degli scomparsi e delle vittime di allora di quanto siano riusciti a fare in mezzo pomeriggio i quattro relatori, più uno materializzatosi via cavo, sulla “memoria” dell'Esodo.
Non ne hanno azzeccata una che è una e qualunque insegnante di Storia li avrebbe bocciati su due piedi.
Inizia il Massimiliano Fedriga “c’è stata omertà verso i fatti del confine orientale”.
Ma quando mai? C'è stata invece grassa ed interessata ignoranza di politici e giornalisti a non studiare, a non voler faticare per conoscere e leggere le centinaia di pubblicazioni, saggi, ricerche e libri pubblicati, a partire già dalla seconda metà degli anni Quaranta e poi specialmente nel ventennio successivo dagli storici locali, a cominciare da quelli operanti presso l'Istituto di Storia del Movimento di Liberazione nel FVG. Studi e ricerche da cui anche il “primo tra i primi” Pupo ha preso spunto e fonti per i suoi lavori successivi.
Poi è la volta di Vittorio Feltri: “ha affermato che le foibe non hanno paragoni nella storia dell’umanità. Quanto avvenuto ad Auschwitz è stato orribile ma le foibe sono state peggio.”
Ecco se si voleva buttarla in carnevalata, ed offendere i morti e la loro memoria la frase di Feltri ci è riuscita appieno. E deve essere una mania visto che non molto tempo fa un esponente dell’associazionismo istriano definì sul piccolo silente giornale il Magazzino 18 che ospita parte delle masserizie degli esuli “la Auschwitz degli Istriani”.
Prosegue poi il “tema” non Enrico Maria Papes dei Giganti bensì Marcello Veneziani “la genesi di foibe ed esodo e da ricercare in un triplice odio: etnico, verso gli italiani, di classe, verso i benestanti, e ideologico, verso l’Italia fascista.” Accettare la verità storica accertata appunto dagli storici pare impossibile anche a lui, ovvero che le persone scomparse sul “Confine Orientale”: italiani, serbi, croati, sloveni e montenegrini (questi ultimi quattro in proporzioni dieci e più volte superiori ai primi), siano state eliminate in grandissima parte perchè ritenute o collaborazioniste dei nazifascisti o più tragicamente oppositori politici futuri alla nascente Repubblica socialista yugoslava.
Che poi l'Italia fosse sinonimo di Fascismo, e da oltre venti anni, questo altro non era che il risultato caparbiamente cercato e voluto dalla politica del Regime mussoliniano. Nel 1935 dal balcone di Palazzo Venezia il “Duce” annunciando l’invasione dell’Etiopia aveva proclamato “L’identità tra Italia e fascismo è perfetta, assoluta, inalterabile”, tanto per fare un esempio. Allora aveva anche telegrafato a Badoglio e Graziani l’ordine di usare i gas per sterminare gli Etiopi: “Ipritate”! Noi “brava gente” ma non sempre.
Poi Biloslavo e Menia hanno fatto il resto, ripetendo il refrain delle “verità nascoste” e la “scientifica rimozione della memoria”.
Nessuna rilettura critica sul comportamento dei partiti nello strumentalizzare elettoralmente la drammatica vicenda; sulla responsabilità di un mondo dell’informazione che allora come oggi, salvo lodevoli eccezioni, segue se non addirittura anticipa i desiderata dei loro editori di riferimento politico.
Ma soprattutto nessuna ammissione sull’infimo livello di preparazione e conoscenza di una classe politica, tutta, ed anche intellettuale, che ignora la storia recente di una comunità che ha la pretesa di rappresentare e governare.
Nella foto una cartolina propagandista delle “prodezze” militari in Etiopia.

https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2406764269594527/?type=3&theater





Ferriera. Un fumo di parole.

» Inviato da valmaura il 28 February, 2019 alle 12:01 pm

Purtroppo inquina più la politica che la fabbrica.

Un fumoso fiume di parole per non dire nulla ma solo per “apparire” sulla stampa e dare dall'oltretomba un segnale di esistenza in vita.

Così si possono sintetizzare le uscite su stampa e TiVù, sempre ossequiose, di questi giorni.

Ovviamente battono sui soliti temi, perchè non conoscendo nulla o quasi del ciclo produttivo dello stabilimento e degli impianti riesumano sempre e solo la questione della “copertura dei parchi minerali” e l'inquinamento acustico.

Abbiamo scritto e motivato tante di quelle volte che la copertura dei cumuli a parco, per essere esatti, è del tutto inutile ai fini della riduzione dell'inquinamento (l'unico pericoloso è quello del Coke dove in barba alla diffida regionale Serracchiani l'Arpa non si è accorta della sua eccedenza produttiva). E posto che i sili per collocare il Coke già ci sono, e basterebbe utilizzarli, per gli altri è sufficiente e più efficace un'adeguata manutenzione e pulizia onde evitare i fenomeni di “spolveramento” imbrattanti ma non inquinanti. Cosa che è appunto avvenuta dal momento in cui è iniziata la collaborazione tra Servola Respira, Circolo Miani e la Direzione Ferriera.

In quanto alla “produzione di rumore” essa è ampiamente calata proprio in virtù della collaborazione di cui sopra, ed eseguiti i prossimi lavori sull'impianto di agglomerazione, essa si ridurrà ai minimi termini di gran lunga inferiori ai limiti di legge.

Rimane invece il problema della fuoriuscita di copiose polveri, a partire dalla Cokeria, ed è su questo che ora si concentreranno i prossimi interventi, sui filtri, sui captatori e sugli aspiratori.

La parte più importante per il disagio che crea sul territorio ma che i “nostri” in missione romana e non, ignorano perchè appunto non conoscono.

Tanto rumore per nulla visto che non risulta essere stata presa in esame l'unica richiesta concreta da noi rivolta pubblicamente quanto ripetutamente ai Cinque Stelle nostrani: ovvero di un controllo ispettivo ministeriale alle strumentazioni in uso dalle centraline di monitoraggio ARPA, ovviamente senza preavviso.

Ma tant'è, questo passa il convento della politica triestina e regionale: da Dipiazza a Cosolini, da Scoccimarro a Ussai uno vale l'altro.

Post scriptum. Siamo ancora in attesa di conoscere cosa si siano detti il Presidente della Regione, Fedriga, ed il cavalier Arvedi nel lungo incontro avuto otto e passa mesi orsono. Non si trattava di due amici al bar, o ci sbagliamo?

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Incredibile ma vero! FVG. La Regione del Comma 22.

» Inviato da valmaura il 27 February, 2019 alle 12:32 pm

«Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo.»
Tradotto nel burocratese regionale. Per stanziare la misura regionale integrativa al REI (attuale sostegno al reddito nazionale) debbono aspettare la procedura di comunicazione dell' INPS con tempi di attesa-ritardo compresi tra le due settimane e i due mesi, perchè la Regione FVG che eroga “L'integrazione REI FVG” non ha accesso ai sistemi informatici INPS.
Accesso diretto che invece hanno i Comuni della Regione che scaricano i tabulati INPS-Rei in tempo reale, addirittura con le date di pagamento.
Ma la Regione, udite udite, si rifiuta di richiedere i tabulati INPS ai Comuni e sceglie di attendere da uno a due mesi prima di erogare il contributo integrativo REI Friuli Venezia Giulia (addirittura dopo 6-8 mesi per il 2018). Come se le procedure in vigore con l'INPS, che la Regione rifiuta di cambiare, siano l'undicesimo Comandamento inciso sulle Tavole che Mosè portò giù dal Monte Sinai.
Ciò in pratica continua ad accrescere immotivatamente i disagi e le sofferenze di decine di migliaia di persone a Trieste ed in Regione.
Una considerazione ed un esempio pratico.
La Regione FVG ha da sempre affidato ai Comuni (Servizi Sociali) la compilazione, la presentazione e l'inoltro di tutte le pratiche. Dalla vecchia MIA Regionale, al REI Nazionale (INPS), all'Integrazione regionale REI FVG, alla nuova misura regionale di sostegno al reddito in vigore dal gennaio 2019.
Per un arcano disegno del destino di cui chiederemo conto all'Oracolo di Delfi oppure al Mago Otelma i Comuni possono accedere direttamente ai programmi informatici dell'INPS, cosa preclusa invece alla Regione vittima della maledizione di Tutankhamon.
Ora in attesa che la Maga Magò tolga la fattura, anche un bambino di cinque anni capisce che basterebbe, ad evitare ritardi ed ulteriori pene, che la Regione si facesse inviare dai Comuni in tempo reale copia dei tabulati INPS in loro possesso, onde avviare tempestivamente l'erogazione dell'integrazione regionale.
Troppo facile, troppo logico, troppo di buon senso, ed infatti la Regione si rifiuta semplicemente di farlo.
L'esempio. Mario Rossi (nucleo familiare single) con un ISEE (reddito annuale) inferiore a 1000 euro, riceveva con la MIA "ben" 400 euro mensili in contanti (che salgono fino a 550 per una famiglia con due bambini). Insomma “roba da sciuri”.
Da giugno 2018 (scaduta la MIA) non riceve NULLA. Con fine febbraio 2019 si vede finalmente riconosciuto il REI nazionale dall'INPS che gli eroga ben 187,50 Euro su di una Card delle Poste con un limite di contante pari al 60%. La Regione stanzia pertanto ulteriori 185 euro, sempre sulla Card e sempre con quel limite di prelievo, per un totale di 372,50 euro di cui 240 prelevabili ai Bancomat. Dunque lo sfortunato già ci rimette quasi 30 euro rispetto alla vecchia MIA. Ma non solo, riceverà i 185 regionali con uno o due mesi di ritardo per il “Comma 22” della Regione FVG.
Facile campare al mese con 187,50 euro, più difficile camparci con i 10.000 euro più benefit di Riccardi o con le due/tre migliaia e passa di euro per 14 mensilità dei funzionari regionali.
Come li compatiamo: presto apriamo una colletta per offrir loro almeno un caffè, che alla brioche non ci arriviamo.

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Pronto (???) Soccorso di Cattinara.

» Inviato da valmaura il 26 February, 2019 alle 2:35 pm

Te ne devi annà” o se preferite: “questo me lo cacci via subito”.

Dalla stampa di oggi.
“Per quanto riguarda inoltre le criticità del Pronto soccorso e del personale, Antonio Poggiana, attuale commissario straordinario AsuiTs, ha disposto l’assunzione di sei nuovi medici e di un’ulteriore unità al fine di svolgere l’importante funzione di filtro al Pronto soccorso stesso.”
Lo stesso Poggiana che al suo arrivo a Trieste pochi mesi orsono aveva dichiarato che “Il Pronto Soccorso di Cattinara va bene così com’è”.
Più semplicemente è lui che non va bene per Cattinara e per Trieste, o forse Riccardi che l’ha indicato e Fedriga che l’ha nominato.
La nostra vita vale più di una lottizzazione politica.
“Ve ne dovete annà”!!!




Il Carnevale degli ospedali.

» Inviato da valmaura il 25 February, 2019 alle 2:12 pm

Francamente non capiamo, e non perchè Dipiazza sia di centrodestra, che non ce ne può fregar di meno, ma perchè semplicemente è il Sindaco di Trieste.

Oramai la triste vicenda dell'ospedale di Cattinara, con i lavori di rifacimento fermi da mesi, è esplosa in tutta la sua virulenza (ad essa è collegata, come non bastasse, la sorte del Burlo Garofalo e del “Pronto” Soccorso) ovviamente sulla pelle, è proprio la parola giusta, dei triestini in senso lato.

Taglio di posti letto, decine di spostamenti fuori reparto dei degenti, un “Pronto” Soccorso che oggi sulla stampa un medico del sindacato, che lì ci lavora, lo definisce “collassato”.

E ci fermiamo qui per non ripeterci sulle drammatiche condizioni in cui cerca di operare la sanità territoriale e l'aumento esponenziale delle liste d'attesa per esami e visite specialistiche.

Orbene con questa situazione che imporrebbe a qualunque sindaco di impegnarsi 24 ore su 24 per la tutela della salute dei propri cittadini, e dunque anche della sua che la sindacatura non garantisce l'immortalità, questo appare ridente in piazza Unità all'inaugurazione del Carnevale di Trieste.

Con la speranza che nessuna “maschera” abbia la sventura di dover ricorrere alle cure del “Pronto” Soccorso.

Si, questa è Trieste oramai da decenni.

Oggi siamo tutti più poveri!

Mentre scrivevamo queste righe ci è giunta notizia della scomparsa di Fulvio Camerini, un medico a cui la città deve moltissimo. Per noi un amico personale e di famiglia da sempre.





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