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Circolo Miani » News Correnti » Page 209

Trieste politica: la supercazzola con scappellamento a destra.

» Inviato da valmaura il 28 October, 2011 alle 1:00 pm

Mercoledì scorso all’incontro promosso dal Circolo Miani tra i portavoce dei Comitati di Quartiere che vanno da San Vito-Campi Elisi a Muggia hanno risposto all’invito, e li ringraziamo, il Presidente della Settima Circoscrizione, Francesco Bettio, i Capigruppo del Centrosinistra, Coloni e Decarli, il Capogruppo della lista Cinque Stelle, Menis e la consigliera comunale Mozzi, del PD.

Tra gli assenti, hanno in qualche modo ritenuto di avvertirci della loro non presenza solo Andolina e Lobianco.

Degli altri desaparecidos nisba! Hanno toppato la riunione, snobbando anche va detto con poca educazione il cortese invito, tutto il centrodestra nelle sue svariate diramazioni (Pdl, Lista Dipiazza, Lega Nord, Futuro e Libertà, Un’altra Trieste), al quale si sono uniti l’Italia dei Valori, persi per istrada nell’occasione, la federazione della Sinistra e Sinistra Ecologia e Libertà, di cui fa parte l’assessore all’Ambiente, Laureni.

Che dire di meno? Difficile e questi continuano a parlare di “partecipazione, territorio, legalità” ed amenità oscene consimili.

Dall’incontro con la quarantina di persone, piacevolmente il doppio di quante invitate, ed i consiglieri presenti sono state riaffermate le questioni nodali che da tredici anni hanno visto a Trieste sorgere il più importante movimento d’opinione e di lotta di questo ultimo ventennio, nonostante ed anche grazie all’indecoroso comportamento degli organi di disinformazione locale che anche in questa occasione non hanno mancato di far sentire il loro censorio silenzio collaborativo.

Ma va bene così, a noi, forse anzi sicuramente meno bene al piccolo giornale che si avvia a tagliare il mai pensato traguardo di scendere sotto le 37.000 copie stampate (per tutte le edizioni: Trieste, Gorizia ed isontino, Istria). Attenzione stampate non vuol dire vendute, vedere i bancali pieni delle rese che ogni giorno fanno mucchio fuori dalla Litoranea distribuzioni a Monfalcone per capire.

Tre le questioni affrontate, bisogna dire abbastanza poco conosciute nei dettagli dai consiglieri presenti: il mancato ritiro dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alla russa Severstal (quasi fallita proprietaria della Ferriera, sommersa da 800 milioni in euro di debiti con le banche) a suo tempo illegittimamente concessa dalla Regione (Illy-Cosolini) e mantenuta ed insabbiata da Tondo, Bucci and company, con l’esplicito appoggio della “sinistra” Bassa Poropat (Provincia) e del “destro” Dipiazza (Comune).

La pervicace volontà di rimanere nell’illegalità da parte del Comune che continua a rifiutarsi di varare quel Piano d’Azione Comunale contro l’inquinamento industriale, pur previsto dalle leggi (Europea ed Italiana, non Padana) del 2005. “Non prioritario” lo ha più volte definito l’assessore Laureni, e per la qual cosa abbiamo annunciato una denuncia in Procura verso l’amministrazione comunale, ovvero Sindaci e Giunte che dal 2005 ad oggi si sono succeduti nello sgoverno della città.

La proposta ribadita a partire dal 15 luglio dal Circolo Miani, di istituire anche presso il Comune di Trieste un albo pubblico contenente i nominativi di tutte quelle ditte ed imprese che in passato abbiano avuto problemi di irregolarità nei lavori o peggio di illegalità, sì da escluderle dalla partecipazione ad ogni gara pubblica, appalto o subappalto con l’amministrazione comunale.

Ultima ma non meno importante, la latitanza di un assessore al decentramento e sport, Edera dell’IDV, che in quasi due mesi non trova tempo e modo di rispondere alla richiesta formale, nata su proposta della consigliera circoscrizionale de La Tua Trieste, tra l’altro determinante nel proporre pure il voto contrario a questo nuovo piano regolatore del Comune, poi l’hanno seguita in dieci, di promuovere una assemblea pubblica al palasport di Chiarbola sulle emergenze del territorio, e sottoscritta e votata da tutti i venti consiglieri della  Settima Circoscrizione.

A ulteriore lampante dimostrazione che la partecipazione reale dei cittadini, il significato di mantenere in vita strumenti altrimenti inutili e costosi come le Circoscrizioni, ai partiti nei fatti interessa zero.




Ferriera - Comune di Trieste

» Inviato da valmaura il 24 October, 2011 alle 1:26 pm

Mercoledì 26 ottobre alle ore 18, a Trieste in via Valmaura 77, il Circolo Miani ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere hanno invitato i Capi Gruppo delle forze politiche presenti in Consiglio Comunale ed il Presidente della Settima Circoscrizione ad un incontro con i portavoce dei Comitati di cittadini presenti da anni sul territorio nell’area della città compresa tra San Vito- Campi Elisi e Muggia.

Il tema: la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alla Severstal, proprietaria della Ferriera, che prolunga l’attuale fino alla fine del 2017, dalla Conferenza dei Servizi regionale di cui il Comune di Trieste è uno dei cinque componenti.

La mancata realizzazione, in violazione della legge che ne prevedeva l’adozione entro il 2005, del Piano d’Azione Comunale contro l’inquinamento da fonte industriale da parte del Municipio di Trieste, nonostante una votazione all’unanimità del Consiglio il primo febbraio 2010 che impegnava la Giunta ad adottarlo entro sessanta giorni.

L’istituzione anche a Trieste di quell’albo pubblico delle imprese che, avendo commesso in passato irregolarità o peggio illegalità, non possono concorrere ad alcuna gara di appalto, o di subappalto, con l’amministrazione comunale.

A questo incontro sono invitati pure gli organi di informazione, Piccolo e Primorski ovviamente esclusi.




Ferriera: si torna in piazza!

» Inviato da valmaura il 18 October, 2011 alle 2:02 pm

Hanno pervicacemente cercato la rottura.

Nonostante quattro tentativi fatti, accettando pure di subire oltre ogni ragionevole limite le ironie e l’arroganza della controparte, abbiamo cercato fino a ieri di mantenere in vita un confronto che permettesse di arrivare a qualche soluzione.

Tutto inutile. La nostra disponibilità è stata scambiata per arrendevolezza cui tutto si poteva far digerire.

Ebbene che rottura sia.

Tra la nuova amministrazione comunale, qui rappresentata da un irascibile e nervoso assessore Laureni che arriva a dire, ripetendolo più volte, che in queste riunione della “consulta sull’ambiente” lui ha il solo dovere di informare e non è tenuto ad accettare i pareri dei partecipanti. Per la verità le sue parole sono state molto più drastiche e sprezzanti.

A questo punto pare ovvia la conclusione a cui il Circolo Miani ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere, che dal 15 luglio ad oggi hanno cercato di tenere aperto ogni spiraglio possibile, sono giunti.

Non parteciperanno più: tanto presenziare a delle riunioni una volta al mese per trascorrere due-tre ore in questo modo è puro tempo perso. E se proprio l’assessore o il Comune devono informarci di qualcosa utilizzino tranquillamente la posta, elettronica o tradizionale che sia.

Vi anticipiamo subito che il 19 ottobre, cioè domani, la Conferenza dei Servizi fantasma, quella cioè che si era persa sotto la sabbia dal 28 agosto 2008, senza che nessuno si preoccupasse di denunciare questa banale quanto ovvia illegalità (né alcuno dei suoi componenti: Regione, Provincia, Comune, ARPA e ASS di nomina regionale, tantomeno il variopinto e variegato mondo dei partiti vecchi e nuovi) concederà una nuova Autorizzazione Integrata Ambientale alla russa Severstal proprietaria della Ferriera che durerà fino alle fine del 2017.

Ovviamente con le solite “draconiane e rigorose” nuove prescrizioni che la proprietà giurerà da par suo di rispettare in attesa delle semestrali letterine di diffida che toglieranno sicuramente il sonno al russo Mordashov nel suo lettone a San Pietroburgo.

Che la legge istitutiva dell’AIA escluda categoricamente il suo rilascio a “babbo morto”, ovvero alla realizzazione di risultati legati a prescrizioni, ma vincoli la stessa alla fotografia dell’esistente questa è cosa che pare non riguardare i concedenti di oggi così come non ha interessato quelli del 2007 (Illy-Cosolini).

I controllori? Sempre gli stessi funzionari a partire da quell’ingegner Gubertini che così bene hanno operato e vigilato finora.

Sulla credibilità della proprietà credo non abbisogni qui spendere parola alcuna che due soldi di cacio valgono di più, e non perché lo diciamo noi ma perché in almeno sette verbali, dal 2003 al 2010, lo scrivono i documenti ufficiali della Direzione nazionale del Ministero dell’Ambiente, tra gli altri.

Che questo vada nel segno della linea fin qui perseguita da una proprietà, sull’orlo del fallimento con 800 e passa milioni di scopertura con le banche di mezza Europa, che è sempre stata quella di guadagnare tempo contando su disattenzioni, collusioni e complicità di chi doveva fare i controlli, politica in primis, è lampante.

Che la nuova AIA, non dimentichiamolo di durata quinquennale, regali dunque altro tempo alla Severstal è altrettanto indubitabile (la vecchia scadeva nel dicembre 2012).

Che il Comune poi, ritenga di continuare a violare la legge non approvando l’entrata in vigore di quel Piano d’Azione Comunale sull’inquinamento da fonte industriale che doveva essere varato entro l’anno 2005, è stato di nuovo confermato ieri dall’assessore Laureni che lo ha definito “non prioritario”. Un esempio perfetto da suggerire a tutti i violatori di legge di questo stato a partire, che ne sappiamo, dagli evasori fiscali che sono dunque legittimati a non pagare le tasse perché lo ritengono appunto “non prioritario”.

Su questo ieri abbiamo annunciato la presentazione la prossima settimana di un dettagliato esposto-denuncia alla Procura della Repubblica del Tribunale di Trieste nei confronti della Amministrazione comunale di Trieste.

Ma sappiano questi signori che il Circolo Miani ed i Comitati di Quartiere non si limiteranno a “stare a vedere”, anche perché rappresentano da tredici anni la parte più significativa e partecipata dai cittadini su queste questioni, e da trenta su altre. Perché la difesa della legalità per noi è pratica quotidiana e non parole vuote, perché la tutela della salute, anche la nostra, e l’impegno per un lavoro sicuro e dignitoso per noi sono fatti e non chiacchiere.

Perché, in ultima analisi, come lo si è visto ed ammesso nell’audizione in Regione sulla leggina spot elettorale da parte degli stessi consiglieri regionali presenti, la nostra preparazione, informazione e puntuale precisione non è seconda a nessuno.

Se quanto sopra in Comune è il segnale del “nuovo”, dove pure un altro assessore, quello al decentramento e sport, è praticamente sempre irreperibile, in ufficio ed al telefono da un mese a questa parte, e dà segni di esistenza in vita solo con una foto ogni tanto sul giornale amico, allora c’è proprio da rimpiangere il vecchio, e qui ci riferiamo, a scanso di equivoci, alle amministrazioni pubbliche degli anni settanta.




Desolante.

» Inviato da valmaura il 15 October, 2011 alle 1:03 pm

Questo è in sintesi il giudizio che una persona normale trae dopo la due giorni (lunedì 10 in Comune e mercoledì 12 in Regione) di riunioni ed audizioni tra Palazzo Cheba e la Regione.

Partendo da quest’ultima, ovvero l’audizione di associazioni, comitati, sindacati, enti locali, Azienda Sanitaria e ARPA  e chi più ne ha più ne metta, con una dozzina di consiglieri regionali della Terza Commissione, Ambiente, del Consiglio regionale, il quadro che ne esce è, proprio a voler essere generosi, appunto desolante.

Si discute di una leggina di una manciata di articoletti che vorrebbe ripristinare nel Friuli Venezia Giulia il limite di legge di 1 nanogrammo al metro cubo per le emissioni di BenzoApirene, sospeso con apposito decreto firmato da un Berlusconi in fulminea trasferta dalla sarda e gaudente Villa Certosa a Palazzo Chigi il 13 agosto del 2010, per tutelate due sole realtà: ovvero Riva, proprietario dell’ILVA di Taranto i cui impianti stavano per essere sequestrati a giorni proprio per gli sforamenti del più cancerogeno degli inquinanti, il BenzoApirene, e Mordashov-Severstal-Lucchini, uno e trino proprietario della Ferriera di Trieste.

Il decreto berlusconiano convertito poi in legge senza protesta alcuna della cosiddetta opposizione parlamentare, ha una durata biennale, la legge sospesa torna cioè in vigore il 13 agosto del 2012, e riguarda solo le città con più di 150.000 abitanti dove abbiano sede delle fabbriche siderurgiche. Insomma una legge vestita e calzata per due uniche realtà: Taranto e Trieste, non dunque il Friuli Venezia Giulia.

Pertanto disattento assai il direttore tecnico dell’ARPA, quel tal Giorgio Mattassi, che ieri centrava il suo intervento “tecnico” sull’emergenza benzene-benzoApirene prodotta dalla combustione dei boschi di larici, abeti e betulle dell’Alto Friuli, dove il limite di legge europeo non è stato affatto sospeso dal decreto presidenziale.

Ma d’altronde appare evidente che per l’ARPA l’unica soluzione seria oggi è lo scioglimento ed il prepensionamento del personale addetto. La sua credibilità infatti agli occhi della gente ha raggiunto picchi abissali da far sembrare la Fossa delle Marianne una dolce dolina carsica.

E certamente i numeri non sono il forte del Mattassi - a proposito quanto gli passiamo al mese di stipendio noi cittadini? - quando dichiara che è interessante l’esperimento che in Regione si sta facendo con l’esperienza dell’AIA rilasciata alla Ferriera da due anni.

Due? Dal dicembre 2007 ad oggi mi pare che gli anni passati siano quasi quattro. Povera ARPA questa ulteriore pubblicità negativa poteva risparmiarsela.

Per il resto la “audizione” su questa leggina a “babbo morto” che ieri ha disvelato le intenzioni dei suoi proponenti: nulla altro che uno spot elettorale e per di più scritto male, incompleto e pieno di strafalcioni, è stata appunto di una desolazione totale nella quale comunque non ha mancato di distinguersi il triestino Codega ricordando, con il suo comportamento, quanto inutilmente e lautamente siano pagati questi consiglieri dai cittadini.

Merita una menzione quel Valentino Patussi, delle cui gesta sono pieni gli articoli del sito giornale online www.circolomiani.it, che è ahimè intervenuto per conto di quell’Azienda Sanitaria triestina che pervicacemente si rifiuta dal dicembre 1988 di fare quell’indagine epidemiologica a Trieste e Muggia, città che in Italia detengono il record per mortalità da malattie respiratorie e patologie tumorali. A proposito Patussi come è finita la visita dei “Super Ispettori”, il termine è suo, che per conto dell’ASS dovevano sezionare la Ferriera e che lei aveva pomposamente annunciato sulla stampa come evento dell’anno (2009)?

Desolante come il solito è stato il comportamento della “informazione” locale con la vistosa zonta della Rai: tanto per restare in tema di dignità, pluralismo e bene pubblico. Ma va!

Passando alla riunione in Comune, una consulta in cui molto si parla e poco assai poco si quaglia, tra una trentina di sigle più o meno ambientaliste, e certamente il Circolo Miani non è fra queste, tenutasi due giorni addietro sono finalmente emerse con chiarezza tre questioni.

Che il 19 ottobre, sempre che la Lucchini-Severstal non fallisca prima, Regione di centrodestra, Provincia e Comune di Centrosinistra, ASS e ARPA di centrodestra e misto mare, rinnoveranno per altri cinque anni, cioè fino al 2017, l’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Ferriera ma con “rigorose e drastiche” prescrizioni. Alla faccia di una Conferenza dei Servizi illegalmente, ma appunto la legge per lor signori è un optional, insabbiata dal 28 agosto 2008 e che era stata convocata per ritirare l’AIA alla Severstal.

Che il neo assessore comunale all’Ambiente si oppone con pervicacia alla richiesta formalmente riavanzata per ben tre riunioni a partire dal 15 luglio scorso,  dal Circolo Miani, Servola Respira e Coordinamento dei Comitati di Quartiere, di sanare la palese violazione di legge che il Comune vive da ben sei anni, realizzando subito il Piano d’Azione Comunale contro l’inquinamento industriale, con sanzioni annesse. Unico strumento che darebbe al sindaco ed al Comune la possibilità di intervenire concretamente per bloccare le devastanti emissioni di Ferriere, Sertubi, Italcementi e consimili.

Tutto il resto sono chiacchiere che i cittadini hanno sentito da tredici anni a questa parte ripetersi come un mantra mentre loro si ammalavano, vivevano nella merda (volgare ma reale) e crepavano (lavoratori compresi).

Anche qui tra le molte parole è spiccata una battuta di un personaggio che più o meno da sempre rappresenta una lega ambientalista, che voleva essere ironica ma invece era offensiva assai, che ha sbeffeggiato gli undici cittadini che sono stati rinviati a processo per aver “liberato”, civilmente e per diciotto ore, una aula sorda ed inutilizzata del Consiglio Comunale in nome del rispetto della legge e della tutela della salute nel 2010.

E questo apre e chiude subito la terza questione. Ci sarà pure una ragione se questa città è stata devastata negli ultimi venti anni dai piani regolatori del centrosinistra targati Illy-Cervesi e mai cambiati dal centrodestra, dai piani del traffico mai attuati (quello in vigore è stato realizzato dagli ingegneri giapponesi chiamati dal Sindaco Spaccini quaranta anni orsono) e se Ferriere, Sertubi, Depuratori fognari a cielo aperto, inceneritori, Italcementi, Eternit portuale e non solo, la hanno fatta da padroni. Nonostante appunto la presenza di una serie innumerevole di associazioni ambientaliste. E su questo capitolo ci ritorneremo perché il loro fallimento, il loro sostanziale isolamento e distacco dai cittadini, ma in contempo una preoccupante vicinanza a certe parti politiche e giornalistiche, è sotto gli occhi di tutti.




Patti chiari e amicizia lunga.

» Inviato da valmaura il 23 September, 2011 alle 3:28 pm

Una premessa, perché mi pare chiaro che dalle parole dell’assessore Umberto Laureni dette ieri nell’incontro con i Comitati di Quartiere tenutosi al Circolo Miani ciò non sia chiaro affatto.

Il Circolo Miani ed i Comitati, pure attraverso l’espressione elettorale della Lista civica LA TUA TRIESTE COMITATI DI QUARTIERE, non si occupa solo di Ferriera e non è una associazione ambientalista comunemente intesa.

Il Miani dalla sua fondazione, ed il 31 agosto 2011 fanno trenta anni, ha sempre messo al centro delle sua iniziative la crescita di una cultura diffusa, di una società dei diritti, della partecipazione cosciente dei cittadini alla vita della propria comunità, locale come regionale o statuale.

Per questo ha invitato a Trieste oltre 120 tra i testimoni più significativi della società italiana (dalla cultura alla magistratura, dalla politica al giornalismo) nei più affollati dibattiti che Trieste ricordi. Per questo ha promosso dal 1998 una campagna per il “rinascimento delle periferie” dove in realtà vive la stragrande maggioranza dei triestini. Per questo ha sollevato da tredici anni il problema dell’inquinamento prodotto da Ferriere, Sertubi, Inceneritori, Italcementi, Depuratori fognari a cielo aperto nel cuore della città, decine di migliaia di metri quadrati di Eternit che coprono tutti i capannoni del porto da Servola alla Torre del Lloyd, un traffico pesante continuo nelle zone che vanno da San Vito-Campi Elisi ad Aquilinia, la scelta scellerata, e non solo commercialmente parlando, di aprire l’ipermercato Torri nel cuore di Chiarbola. Per questo ha sollevato per primo l’attenzione dell’opinione pubblica locale sui rischi di Rigassificatori e TAV ed ha contrastato con forza un Piano regolatore che favoriva la cementificazione, voluto e votato nel 1997/8 dal centrosinistra che allora guidava il Comune con il sindaco Illy. Per questo ha discusso il drammatico crollo della sanità a Trieste, a partire dal Burlo per finire male, molto male all’attuale situazione di Cattinara.

Per questo ha sempre chiesto il rispetto, null’altro che il rispetto della legalità e della legge da parte delle istituzioni pubbliche di ogni ordine e grado che invece a Trieste è stata cosa assai rara in questi anni. Per questo ieri si è ritenuto di promuovere a breve una manifestazione cittadina in piazza Unità davanti a Regione, Comune e Prefettura.

Pertanto quando si interviene ad un incontro del Circolo Miani, come ieri dove partecipavano 46 cittadini in rappresentanza dei Comitati di Quartiere che dai Campi Elisi arrivano fino a Muggia, è opportuno conoscere e capire questa situazione.

Per questo ieri poi si è discusso semplicemente sull’opportunità di continuare a partecipare a quelle riunioni plenarie a scadenza mensile, la terza dovrebbe essere attorno al 10 ottobre in Municipio, che nelle prime due edizioni si sono rivelate una miscellanea di parole che, almeno sulla questione Ferriera, urgentissima emergenza, si sono ripetute paro paro nelle due sedute mensili.

Per questo è stato ribadito l’orientamento che se la nuova Amministrazione non sanerà quella situazione di illegalità che persiste dal giugno 2005 e che fa si che il Comune di Trieste, in dispregio delle leggi europee e nazionali non abbia ancora un Piano d’Azione Comunale (PAC) contro l’inquinamento da fonte industriale e che permetterebbe, anche giuridicamente parlando, al Sindaco di esercitare il suo compito di Ufficiale Sanitario di Trieste e conseguentemente adottare tutti quei provvedimenti che si rendessero necessari a tutela della salute di cittadini e lavoratori (vedi ad esempio le ordinanze sindacali di fermo del traffico cittadino quando vengono sorpassati i limiti di legge sulle polveri sottili PM10 come appunto il PAC sulla viabilità prescrive), il Circolo Miani ed i Comitati si asterranno dal partecipare a questi incontri fino ad ora abbastanza inconcludenti.

La redazione di questo PAC da parte della amministrazione comunale di Trieste è stata da noi formalmente chiesta nella prima riunione del 15 luglio, poi ribadita in quella del 5 settembre, e riconfermata pure ieri alla presenza dell’assessore Laureni, semplicemente avvertendo che se così non avverrà la riunione del 10 ottobre o giù di lì sarà l’ultima che vedrà, ferme restando così le cose, la nostra partecipazione. Faremo cioè un passo indietro in attesa che il Comune di Trieste faccia un passo avanti a tutela dei cittadini, a rispetto di una legge violata da sei anni, e pure di una sua delibera votata all’unanimità dal Consiglio comunale su proposta dell’allora presidente della Commissione Trasparenza del Comune, il consigliere Alfredo Racovelli, il primo febbraio del 2010, che impegnava la giunta comunale a presentare il PAC sull’inquinamento industriale entro sessanta giorni da quella data.

Si badi bene questa nostra richiesta non è affatto un puntiglio formale. E’ chiaro, crediamo a tutti, che oltre al rispetto della legge determina una situazione di assunzione di responsabilità ed operatività da parte del Sindaco e della Giunta. Richiamarsi come è stato ripetuto ieri da Laureni alle disposizioni date alla proprietà della Ferriera (la russa Severstal) dall’AIA regionale, che per altro scade ad inizio 2013, e la cui revisione è stata volutamente quanto illegalmente insabbiata dal 28 AGOSTO 2008 (!) con la piena complicità dei cinque componenti della Conferenza dei Servizi: la Regione di Tondo, Bucci e Camber, ma neppure la cosiddetta opposizione ha speso parola; la Provincia della Bassa Poropat e di quel tale Zollia; il Comune di Trieste del Dipiazza prima e da quattro mesi dal Cosolini ora; per finire ad ARPA (Regione) ed ASS triestina (sempre di nomina regionale). Richiamarsi a tutto ciò dunque non è la soluzione del problema ma è IL PROBLEMA.

Affermare, poi che “stiamo lavorando per voi”, e su Laureni non lo mettiamo in dubbio, è esattamente ribadire le stesse parole che tanta gente si è sentita ripetere in questi tredici anni con il risultato che è sotto gli occhi di tutti.

Riportiamo qui ad esempio i titoli di tre articoli del piccolo censore: 9 novembre 1999, Illy: “Nel 2000 una Ferriera pulita” di cui merita citare alcune frasi dello stesso Sindaco “Va dato atto alla Lucchini di aver puntualmente accolto le mie sollecitazioni per ridurre il problema delle polveri”. Ed ancora: “prima l’Azienda Sanitaria e ora l’Arpa hanno effettuato periodici rilevamenti senza mai riscontrare superamenti dei limiti previsti”. E poi: “Voglio quindi rassicurare gli abitanti di Servola (quelli di Valmaura, Chiarbola, Monte San Pantaleone, Muggia e Campi Elisi no?) su quanto di positivo l’amministrazione sta facendo …. La situazione sarà risolta entro la metà del prossimo anno (2000)”.

Continuiamo che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Titolo della prima pagina di cronaca: 28 aprile 2001, il Ministro dell’Ambiente Willer Bordon ha visitato l’impianto di Servola dopo l’invio dei super-ispettori (Mandrake, Batman e Nembo Kid). “Se in Ferriera ci sono violazioni sarò asburgico”. Sottotitolo: “La gente gli porge polvere nera, è questo che respiriamo. Bordon: valuterò i dati e non ci saranno sconti”. Un solo commento: povera Austria e la stagione dei saldi era iniziata in anticipo, pare. Eppoi sempre il Ministro dell’Ambiente (non ridete per favore) Bordon sul piccolo giornale di venerdì 11 maggio 2001: “La Ferriera verrà risanata, è già disponibile una tranche di 23 miliardi solo per Trieste”. Buona questa!

Potremmo continuare a lungo: dai titoli sui “cancri da chiudere subito” di Dipiazza o su quel Tondo che prometteva “se sarò eletto presidente la settimana dopo verrò a Servola ( e dai!) a chiedere alla gente come chiuderla (la Ferriera)”.

Ecco solo un pallido esempio di perché la gente quando sente parlare di “avere pazienza” e del “lavoriamo per voi” sente salire, oramai ad altezza gola, qualcosa di fastidiosamente pesante e grosso che entra da dove, come scriveva il sommo poeta “del cul fece trombetta”.

Nessuno qui mette in dubbio la buona fede dell’ingegnere Laureni, ed è per questo che per la prima volta in tanti anni abbiamo ritenuto di concedergli la nostra fiducia responsabile ma specificando che era riservata alla sua persona e che non era illimitata temporalmente. Quando ribadisce pubblicamente che è lui il solo a rappresentare la posizione della nuova Amministrazione sulle questioni ambientali, forse forse farebbe meglio a ricordarlo anche a qualche suo collega di giunta: un nome a caso, Fabio Omero.

Ecco perché ribadiamo in anticipo quanto ci aspettiamo di concreto esca dalla riunione del 10 ottobre, assieme a quella delibera sull’istituzione, in rispetto della legge nazionale anche qui troppo spesso disattesa, nata su un’idea di Falcone e Borsellino, dell’albo comunale nel quale vanno inserite tutte quelle ditte ed imprese (costruttori, trasportatori, manutentori, ecc.) che avendo avuto situazioni di irregolarità o peggio di illegalità, vengano escluse dal partecipare e concorrere agli appalti pubblici dell’amministrazione comunale.

Anche questo è “tutela ambientale” nel senso più vero del termine.

Ps: per redarre un PAC basta utilizzare il facsimile pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale o copiarlo ad esempio da quello fatto dal Comune di Piombino. Insomma una decina di minuti o giù di lì.





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