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Circolo Miani » News Correnti » Page 20

Trieste. Come fermarli?

» Inviato da valmaura il 7 October, 2020 alle 12:20 pm

Allora, partiamo dalla mattanza degli alberi, simbolo del degrado del verde in città.
Ci sono tre strade, e le abbiamo percorse tutte. Andiamo per ordine.
Accesso agli atti dell'amministrazione comunale e diffide legali.
Lo abbiamo fatto senza sortire effetti né ricevere risposta entro i 30 giorni canonici (nei quali nel frattempo si rade al suolo anche la Foresta Nera). Dovremmo per ogni mancata risposta fare ricorso al TAR FVG, con i tempi e soprattutto i costi ben noti e per noi insostenibili.
Denuncia in Procura della Repubblica.
Fatta ma anche qui, confidando che con l'insediamento del nuovo Procuratore Capo qualcosa cambi, i tempi sono lunghissimi: un annetto se va bene.
Intervenire fisicamente sul territorio per impedire gli abbattimenti.
Fatto ma con scarsi esiti poiché quasi sempre le notizie ci pervengono in ritardo da segnalazioni di cittadini, ed il più delle volte si arriva a “babbo morto”, ovvero albero abbattuto, e questo vale per il verde pubblico come per quello privato: ambedue in teoria, assai in teoria, tutelati dal Regolamento sul Verde adottato dal Comune anni fa.
Comportamento, attivazione anche solo per avere informazioni, e reazioni dei 41 consiglieri più 10 assessori presenti in Consiglio comunale e Giunta: ZERO!
Tutto quanto sopra vale in fotocopia anche per l'installazione selvaggia di nuovi ripetitori ed antenne di telefonia mobile e questione 5G, per l'abbandono dei giardini e delle aree verdi, per la crisi della sanità pubblica, per l'emergenza povertà, per il degrado dei quartieri e la lista, per chi ci frequenta, è lunga assai.
Ergo che fare?
Riporre ancora fiducia in questa politica, dove le opposizioni sono silenti come la maggioranza, e magari fare finta di credere alle promesse che questi, assieme alle quattro siglette ambientaliste a loro ammanicate, faranno in campagna elettorale?
Il sergente Lorusso nel premiato dall'Oscar film di Salvatores “Mediterraneo” recitava: “Chi vive sperando muore cagando”, e questo francamente non potete chiedercelo.
L'unica via d'uscita per fermare questo andazzo ed invertire cambiando le cose e provando a risolvere i problemi è quello di assumere la guida, o perlomeno avere i numeri sufficienti per condizionarla, dello strumento che decide e determina tutto ciò, ovvero del Comune di Trieste.
L'occasione si presenta nella prima decade di maggio del prossimo anno, quando ci saranno le elezioni per i rinnovi del Consiglio comunale di Trieste, più Circoscrizioni, e di quello di Muggia.
Noi ci proviamo con Trieste Verde, voi avete altre idee?
Teodor



Un ministro fermo ai tempi della “guerra fredda”.

» Inviato da valmaura il 6 October, 2020 alle 2:02 pm

Non aiuta certo il Porto né Trieste.
Giura il suo “atlantismo” e fedeltà agli Usa nel discorso inaugurale della nuova proprietà tedesca della Piattaforma Logistica, e sbarra la porta ai “cinesi” sulle orme del pregiudicato Giulio Camber.
Poi rimane spiazzato già il giorno stesso dalla dichiarazione alla stampa della altera signora amburghese titolare della proprietà tedesca che dice l'ovvio, ovvero che “loro fanno affari”, e dunque i “cinesi” sono i benvenuti, e “non politica”. Per altro dimostrando, la nostra eccellenza ministro, di conoscere la politica estera europea come noi le prediche in aramaico o sanscrito: da quattro anni il più duro avversario di Trump in Europa, e dunque della politica estera americana, è proprio un'altra donna tedesca. Si chiama Angela Merkel e di professione fa la Cancelliera della Grande Germania.
Due giorni dopo viene irriso, il nostro ministro, metaforicamente perfino dalla diplomazia vaticana che educatamente e paternalmente mette alla porta il Segretario di Stato Usa Pompeo, che nessuno dei due Pontefici si sogna di incontrare, ricordandogli che la Chiesa non accetta imposizioni contro i “cinesi” da chicchessia.
Ieri dal no modello Muro di Berlino il ministro passa ad un “ni” nel corso di un altro convegno.
Certo che se tacesse per il nostro Porto sarebbe meglio e tanto.
Il nome di sua eccellenza ministro seguace della politica Trumpiana? Stefano Patuanelli.



Piove sempre sui poveri.

» Inviato da valmaura il 5 October, 2020 alle 2:02 pm

Si a Trieste ci sono i poveri, e non quelli che arrivano da oltre confine, a piedi o per mare, ci sono migliaia e migliaia di concittadini poveri, poverissimi. Ma chissà perchè non interessa a nessuno, o quasi, a partire dalla politica locale e regionale.
Partiamo dai diecimila o giù di lì che sopravvivono con il reddito di cittadinanza (in media 390 euro al mese di cui in contanti 100) e che ora resteranno, in attesa del rinnovo, un mese, e sempre che la burocrazia dei patronati, del Comune e soprattutto dell'Inps funzionino come un orologio svizzero, quello che i poveri non hanno, senza nemmeno quelli.
Poi ci sono le pensioni di invalidità, quelle che la Corte Costituzionale ha definito inammissibili per l'infimo assegno mensile (297,14 euro), stabilendone un tetto minimo di 520 euro, sentenza che il Governo ha dovuto immediatamente recepire e rendere esecutiva con decreto. Orbene l'adeguamento doveva scattare da agosto, poi settembre ed ora ottobre e gli invalidi continuano a percepire 297,14 euro, perchè a sentire il callcenter nazionale Inps, che la sede locale è sbarrata ed inaccessibile anche se la perdita è poca assai vista la notoria sua incapacità, non è “ancora arrivata la circolare interna”.
Se la stampa e la politica fancazziste invece di fare le pulci all'indennità del presidente Tridico, tra le più basse rispetto ai “colleghi”, avesse sollevato e seguito il problema che riguarda non uno ma un milione e seicentomila italiani forse sarebbe stato un tantino più utile!
Poi ci sono a Trieste migliaia di pensionati con la “sociale” (458 euro al mese) e le minime che non arrivano ai 600/700 euro quando il grasso cola.
Allora all'approssimarsi del Natale, dei Mercatini, delle “luminarie” comunali da 600.000 euro guai disturbare il/i manovratore/i, tanto i triestini dei poveri se ne fregano, l'importante è “viva là e po' bon”, e chi non può? E chissenefrega!



Il “buon giornalismo” si premia a Trieste: un ossimoro.

» Inviato da valmaura il 3 October, 2020 alle 3:14 pm

Si, lo sappiamo che gli articoli che parlano di informazione sono i meno letti, soprattutto a Trieste, ma è un errore, e molto grave, perchè attraverso la non informazione si priva l'opinione pubblica, cioè noi cittadini, del diritto ad essere informati, a prendere scelte ponderate sui fatti, a decidere motivatamente chi votare o non votare.
A Trieste ed in Friuli Venezia Giulia la situazione è particolarmente grave, forse la peggiore in Italia. Qui esiste un monopolio cartaceo che porta il nome di piccolo giornale, ed uno televisivo gestito nel pubblico dalla Rai regionale, servizio privato dei partiti ma pagato con il denaro pubblico, ed una televisione locale TeleCamberquattro che nel nome dice tutto.
Anche nel Web gran parte delle agenzie di cosiddetta informazione locale da Triesteprimaladestra ad altre consimili sono ammanigliate a famiglie partitiche o puri megafoni di veline politiche.
L'Ordine dei Giornalisti? Buona questa, a parte il fatto che siamo uno degli ultimi paesi democratici al mondo ad avere ancora questa corporazione creata da Mussolini nel Ventennio per controllare la stampa. E non a caso noi fummo tra i promotori del Referendum per abolirlo, che nonostante una valanga di voti a favore della sua cancellazione per poco non raggiunse il quorum.
Dovrebbe esercitare il controllo sulla “deontologia, l'etica e la professionalità” dei giornalisti, ma il verbo al condizionale qui in Regione FVG è perfetto, appunto “dovrebbe”. I suoi vertici sono infarciti da persone provenienti dalla politica che è l'editore di riferimento della “informazione” regionale. E come suol dirsi cane non mangia cane. Da anni rinnova i suoi vertici con elezioni al cui confronto quelle in Albania ai tempi di Enver Oxà, o nella Bulgaria del compagno Popov erano modelli di democrazia e partecipazione.
Dunque quale posto migliore per assegnare il premio annuale sul “buon giornalismo” se non a Trieste?
Si preparino,i sempre meno lettori e telespettatori, ad una settimana di autoincensazioni e premiazioni autoreferenziali.
E poi si stupiscono se i giornalisti in Italia sono la categoria più screditata, peggio dei politici il che è tutto dire.
E come risponde Jack Lemmon a Walter Matthau nell'imperdibile film “Prima Pagina” quando gli chiede se “hai detto a tua madre che fai il giornalista? Scherzi? Le ho detto che suono il piano in un bordello altrimenti mi cacciava da casa”.



Domani.

» Inviato da valmaura il 2 October, 2020 alle 12:03 pm

Sabato 3 ottobre, alle ore 11, il Circolo Miani, in via Valmaura 77 a Trieste, ospita un incontro pubblico di Trieste Verde al quale interverrà Maurizio Fogar.
Chi ritiene di aver qualcosa da dire e da fare per risolvere i nostri problemi, che riempiono le nostre pagine di articoli e commenti, è il benvenuto.
Chi invece è impegnato a fantasticare di congiure e complotti si risparmi la fatica che avrà tutto il tempo che vuole nei prossimi anni per divertirsi.
E questo vale pure per tutti quelli che mugugnano da mane a sera nei bar, sui social e quando fanno la fila su: la sanità che non funziona, sul 5G, sulla mattanza degli alberi, sul degrado fuori della porta di casa, sul fatto che non riescono ad arrivare alla fine del mese, su questa politica che fa schifo ed amenità varie. Ma che inesorabilmente al momento di scegliere o non vanno ai seggi, perchè tanto non serve a niente: sbagliato! Serve a lasciare il quadro inalterato dunque “serve” eccome a lorsignori, o tornano a votare sempre gli stessi. Perchè, come ci disse nel lontano 2001 un abitante di Monte San Pantaleone: “Voi sé bravi, competenti e gavè ragion, ma mi preferiso morir nel mar grando”. Ovvero continuare a votare i “grandi”, numericamente parlando.
Noi abbiamo invece una più modesta opinione: preferiamo continuare a vivere ma con dignità.
In fin dei conti è solo una questione di gusti.
 




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