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Circolo Miani » News Correnti » Page 20

Non cambiano mai.

» Inviato da valmaura il 15 July, 2020 alle 2:09 pm

Confindustria, la soluzione del presidente lombardo Bonometti per l’occupazione?
“Cancellare il decreto Dignità e reinserire contratti a termine”
E a marzo firmò un documento, con l’attuale presidente nazionale degli industriali, contro la zona rossa ad Alzano e Nembro, trasformandola nell’epicentro europeo per i contagi e decessi provocati dal Covid-19.

Pubblichiamo un intervento dell’amico Pierluigi Sabatti, che sottoscriviamo parola per parola.

La politica dei divieti
Nel colloquio pubblicato a pagina 13 del Piccolo del 29 maggio leggo che il presidente degli Industriali italiani Carlo Bonomi parla di una classe politica "ripiegata su se stessa e sui suoi dividendi elettorali". Ha ragione, ma io vedo anche una classe imprenditoriale che da ben prima della pandemia era ripiegata sui suoi dividendi economici.
Francamente sono stufo di sentir accusare i politici di ogni nefandezza da una classe imprenditoriale che non si è certamente distinta per investimenti e visioni del futuro.
Io ricordo la fuga degli imprenditori italiani dagli anni '80 dall'Est più vicino a quello estremo per delocalizzare le loro aziende dovunque si potesse risparmiare; ricordo le continue sovvenzioni richieste sotto forma di incentivi o di pagamento della cassa integrazione ad ogni crisi con il ricatto della chiusura delle aziende e la perdita dei posti di lavoro, attività in cui la Fiat era maestra; ricordo le fughe all'estero di altri grandi aziende come Ferrero con la sede fiscale in Lussemburgo, e della stessa Fiat, una volta diventata Fca con sede fiscale in Olanda dopo aver munto dalla vacca statale italiana tutto il possibile; ricordo che recentemente pure la Fininvest di Silvio Berlusconi, che si atteggia a padre nobile della Patria pur essendo stato condannato per evasione fiscale, ha cercato un confortevole rifugio nella compiacente Olanda. Per tacer del resto.
Il Paese rifugio Olanda per i nostri imprenditori è quel Paese virtuoso o frugale, chiamatelo come volete, che però attua un dumping fiscale nei confronti nostri, per diversi miliardi di euro con la complicità dei nostri imprenditori che corrono a cambiare sede fiscale; e nei confronti di altri Paesi Ue per altri miliardi e che si permette di ricattarci sugli aiuti in questo tragico momento.
Caro presidente Bonomi, con meno protervia e con più realismo, potrebbe chiedere allo Stato di impegnarsi a reperire i fondi europei, che però voi imprenditori potreste utilizzare per investimenti reali, ricerca, innovazione, magari seguendo le linee indicate dalla Commissione riguardo all'ambente. E potreste anche sollecitare l'attuazione di quelle riforme della giustizia (processi civili più brevi e agili e processi penali liberati dalle leggi ad personam e da una comoda prescrizione). Abbandonando finalmente la ricerca spasmodica del tutto subito e guardando anche voi alle prossime generazioni e non al prossimo dividendo.
Pierluigi Sabatti




Alcune novità.

» Inviato da valmaura il 14 July, 2020 alle 2:23 pm

Non buone e buone.
Cominciamo dalle prime.
Aumenta, oltre alla sporcizia, la tassa sulle “scovazze”, ma “solo” per le famiglie, che i triestini dovranno pagare. Tutti anche gli incapienti (elegante neologismo per definire i poveri).

“Ho visto il perito”, non la Madonna. Stamane un ragazzone si aggirava per viale Gessi e Sant'Andrea, si soffermava davanti agli alberi (sanissimi. frondosi e dritti come un fuso), giocherellava con il suo Tablet e spariva. Insomma una perizia a vista lampo.
Servizi sanitari nel caos: ritardi paurosi per visite e prestazioni specialistiche (dall'oculistica alla diabetologia) ed incapacità addirittura di fissare appuntamenti a paziente morto. Ma il boss Poggiana querela la senatrice Laura Stabile, già primario ospedaliero, per “diffamazione”. Che intenda costituirsi?
Ed ora passiamo alle buone, che poi sono due.
La prossima settimana ci sarà l'incontro tra l'Autorità Portuale ed il Circolo Miani sul progetto di Porto “green”. Vedremo.
Sabato 25 luglio alle ore 11 ci si ritrova al Circolo Miani, in via Valmaura 77, per dare corpo e contenuti ad un nuovo soggetto che si candida per risolvere i tanti troppi problemi della nostra comunità e che su queste pagine descriviamo da anni. E' nata una nuova Stella?



Storia e memoria.

» Inviato da valmaura il 13 July, 2020 alle 12:09 pm

Anzi meglio sarebbe scrivere memorie al plurale, poiché le memorie sono personali.
Certo la memorialistica aiuta a ricostruire la storia ma va esaminata e sottoposta a costante verifica (fonti, contesto, ecc.).
Le memorie sono soggettive e giustamente, e guai il contrario, risentono fortemente delle esperienze personali, familiari e soprattutto delle emozioni di chi le ha vissute pure per interposto racconto.

Esse sono degne del massimo rispetto perché spesso sono ricordo di indicibili sofferenze, ma ciò non toglie che sono testimonianze parziali anche se per chi le ha vissute sono spesso “tutto”.
Alla ricerca storica il compito di contestualizzare i fatti nel panorama e nel tempo in cui si svolgono, individuarne cause ed effetti.
Mentre le memorie non possono mai essere “condivise”, contrariamente a quanto scrivono gli sprovveduti ed i politici, proprio perché sono quanto di più personale esista negli individui, la storia invece si.
Deve essere accettata, ragionata e studiata. Cosa che nel nostro Paese non è praticamente avvenuto. L’Italia infatti, e la Francia in misura minore, non ha ancora “fatto i conti” fino in fondo con il proprio passato, accontentandosi troppo spesso di facili stereotipi del tipo “Italiani brava gente”.
In questo quadro poi una pessima quanto incolta politica ha fatto il resto, strumentalizzando i fatti storici a proprio uso, consumo e tornaconto elettorale.



Comune di Trieste. La casa dei Fantasmi.

» Inviato da valmaura il 12 July, 2020 alle 12:34 pm

Dopo dieci anni che fine ha fatto “La casa delle associazioni”?

Questa che vedete nelle foto: la casa dei "fantasmi".
Da Cosolini a Dipiazza una delle tante bufale della politica comunale.

Ex scuola De Amicis in via Combi. Prima occorrevano 50.000 euro per lavori di messa in sicurezza dell’impianto elettrico, poi sono raddoppiati per il restauro degli infissi, ed ora?
La scusa? Il Comune non aveva i soldi.
Fatti due conti bastava un quarto di quanto speso per mostra (andata praticamente deserta) e statua del Vate, od un quinto di quanto si spenderà per gli effimeri addobbi natalizi, oppure un sesto di quanto andrà sprecato per spostare di 100 metri la statua di “Sissi” in piazza Libertà.
E nel cuore di San Vito questo è il quadro odierno.
Le amministrazioni del “fare”: niente!
A proposito del degrado dei quartieri, e ne parliamo Lunedi 13 luglio, insomma domani, alle ore 19 nell'incontro pubblico al Circolo Miani in via Valmaura 77.
Poi certo dipende da quante persone verranno.
Perchè dipende solo da noi, e lo sanno anche "lorsignori".




Trieste. Si al Porto, ma che sia “Green”.

» Inviato da valmaura il 11 July, 2020 alle 2:38 pm

Dopo lo shock della decadenza e la sbornia del reintegro ricordiamo al Presidente dell’Autorità Portuale che attendiamo sempre una risposta alla richiesta di incontro inoltratagli un tre mesi orsono. Se poi Zeno D’Agostino vuole riceverci per farci gli auguri di Natale francamente non ci interessa.
Volevamo parlargli di un improcrastinabile progetto per rendere, ora nella fase di prospettato potenziamento delle attività portuali e di avviamento delle infrastrutture logistiche soprattutto ferroviarie, il Porto di Trieste compatibile, anzi oseremmo dire un modello, con le indicazioni che si stanno consolidando a livello europeo ed internazionale.
Ora è risaputo e comprovato che l’inquinamento prodotto dalle navi, siano esse da crociera o commerciali, all’attracco in banchina è di gran lunga superiore di quello emesso da tutto il traffico veicolare in città, e di conseguenza fonte di gravi patologie nel medio e lungo termine sui residenti. Lo dimostrano indiscutibilmente le indagini sanitarie realizzate nelle città-porto tedesche (a partire da Amburgo), del Nord Europa e negli Stati Uniti.
Ciò è dovuto alla necessità per tutte le tipologie di navi ormeggiate di tenere in funzione l’apparato motore, spesso talvolta vetusto e non dotato di sistemi adeguati di filtraggio ai fumaioli, per alimentare i servizi di bordo.
Ora la comunità internazionale, UE compresa, ha ritenuto indispensabile invertire la rotta, è proprio il caso di dirlo, obbligando in futuro le navi di qualunque tipologia ad allacciarsi, una volta in porto, alle centraline elettriche predisposte in banchina per surrogare al fabbisogno di forza motore. E per incentivare tale orientamento sono stati predisposti appositi finanziamenti.
Il Porto di Trieste, e proprio ora in questa fase di rinnovato rilancio, deve dunque con convinzione intraprendere questa strada, anche per le criticità che ripetutamente si verificano in particolare al Porto Petroli, o quando un grattacielo sul mare attracca sulle Rive in centro città.
C’è poi la questione del traffico su rotaia, in particolare delle nuove grandi infrastrutture ferroviarie previste a breve sul retroporto, a diretto contatto con popolosi quartieri cittadini.
E’ noto che il traffico ferroviario produce un alto volume di polveri sottili (PM10 e PM2.5), micidiali per la salute umana e causa di decine di migliaia di decessi in Italia (50.000 nel 2016 con un danno economico stimato in 20 milioni di euro) ed Europa (300.000 morti), particolarmente poi nel caso di manovre tipiche delle piattaforme logistiche. Oltre ad un rilevante inquinamento acustico (già ora gli ordini di manovra e l’esecuzione delle stesse, provenienti dal traffico ferroviario del Porto Nuovo, si odono distintamente in tutta San Vito soprattutto di notte).
Vanno dunque intraprese tutte quelle azioni preventive, a partire dal barrieramento acustico, per non offrire in un futuro prossimo a Trieste un inquinamento peggiore dei precedenti.
Dunque si convinto al Porto ma che sia “green”.
E parleremo anche di questo Lunedì 13 luglio alle ore 19 al Circolo Miani, in via Valmaura 77 (praticamente di fronte al Brico) all’incontro pubblico ed aperto dove ci troviamo per fare il punto delle iniziative, anche legali, e per organizzare la manifestazione per salvare la Pineta di Cattinara.
E per prendere importanti, molto serie, decisioni.




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