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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Parco del Mare? Ma BASTA!
Sono 14, quattordici, anni che il presidente a vita della Camera di Commercio ed altre cose, ci frantuma i santissimi con questa telenovela di un Parco, quello del Mare, che ha già cambiato cinque destinazioni, insomma un progetto..
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Notizie Flash

Buona Pasqua dal capo delle brigate proletarie verdi.
Ovvero dal Rosario al Mitra. Ora capiamo che espellere i “600.000 clandestini” come promesso dal “capitano” leghista in campagna elettorale era una bufala, ma si sa gli elettori sono di bocca larga: se hanno creduto..
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*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 19

INACCETTABILE!!!

» Inviato da valmaura il 9 November, 2018 alle 3:05 pm

Stefano Cucchi, carabinieri alla proiezione del film: “Dateci la lista dei partecipanti”. Colonnello: “Lì per questioni di sicurezza” A raccontare la vicenda - avvenuta in una libreria del centro commerciale Le Gru di Siderno - è il quotidiano La Stampa. La titolare della libreria, Roberta Strangio, ha risposto ai due militari che non poteva soddisfare la loro richiesta perché non esisteva un elenco dei partecipanti all’iniziativa. I due hanno dunque assistito alla proiezione ma senza identificare nessuno Si sono presentati in una libreria e hanno chiesto “l’elenco dei partecipanti” alla proiezione del film “Sulla mia pelle”, sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi. È quello che hanno fatto due carabinieri a Siderno, in provincia di Reggio Calabria. “I carabinieri erano lì per attività di routine e hanno interloquito con gli organizzatori per sapere se c’era qualcuno delle istituzioni o autorità, in un’ottica di ordine e sicurezza pubblica”, ha spiegato al quotidiano diretto da Maurizio Molinari il colonnello Gabriele De Pascalis, comandante del Gruppo di Locri dei carabinieri. “A noi – ha aggiunto – non interessa alcun elenco, soprattutto in una manifestazione che non aveva alcun rischio di ordine pubblico. Noi siamo sempre tra la gente e non vogliamo che l’accaduto venga strumentalizzato.” Strumentalizzato? E da chi? Da chi ha depistato, falsificato e nascosto la verità fino a qui? E poi che c’entra il “sapere se c’era qualcuno delle istituzioni o autorità”? Per ridare vita, forse, ai dossier del Generale De Lorenzo, comandante generale dell’Arma, utili per il tentato Golpe del Piano Solo? Male, molto male. Atti consimili non dimostrano alcuna volontà di chiedere scusa, fare luce e pulizia interna alla "Benemerita". https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2327423160861972/?type=3&theater


FERRIERA-Regione. Una colossale Ciofeca!

» Inviato da valmaura il 8 November, 2018 alle 1:01 pm

Mai vista in oltre venti anni in cui il dramma Ferriera è stato alla ribalta di cronaca e politica una simile farsa, una cotanta presa in giro di cittadini e lavoratori da parte della politica, dei venti e passa commensali seduti attorno al tavolone della Quarta Commissione regionale (Ambiente) presieduta (sic!) dal forza italiota Piero Camber. Prima di pubblicare il comunicato ufficiale, emesso dalla Regione, con gli opportuni commenti, ricordiamo che, come la Presidenza della stessa Commissione aveva notificato alla stampa, la riunione era dedicata all’audizione del Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, nella sua esclusiva veste di “Commissario straordinario per il sito inquinato della Ferriera”. Ignorava il tapino, Presidente Commissione, che Fedriga mai è stato, da ben sette mesi, nominato dal Governo a quell’incarico, decaduto con la fine della Presidenza Serracchiani. Né pare avesse fretta alcuna di ricordarlo al suo Governo. Iniziava pertanto sotto pessima stella la riunione. In altri tempi, e sicuramente in altri paesi, un Presidente di Commissione che avesse proceduto ad un sì marchiano errore sarebbe stato dimissionato sull’istante, anche a dimostrazione della sua non conoscenza dei problemi che portava all’ordine del giorno. Tant’è che Fedriga è comparso il tempo necessario per comunicare un tanto agli ansiosi consiglieri e se ne è ito lasciando all’assessore competente (???) Fabio Scoccimarro di sbrigliarsela da solo, e nel peggiore dei modi possibili, come a breve vedremo. Due paroline anche sulla benemerita morte della TAV nel tratto Veneto, Friuli Venezia Giulia e Slovenia. Noi in questi anni poche cose abbiamo approvato della amministrazione regionale precedente (Serracchiani) ma tra queste brillava la scelta fatta di decretare la fine di questo farneticante progetto che oltre a sbudellare la bassa Friulana, devastata già di per se, sventrava il nostro Carso con un percorso a “Pitone innamorato”, che a serpentine e tunnel arrivava fino alla slovena Divaccia con tre volte la lunghezza necessaria, e soprattutto i costi. Peccato che Fedriga oggi non se ne sia ancora accorto e non abbia pensato di chiedere lumi al suo collega e compagno di Lega, Zaia, Presidente del Veneto, che proprio con Debora Serracchiani aveva messo la pietra tombale sull’inutile magna-magna. Ma torniamo al nostro sventurato assessore regionale all’Ambiente. Ecco la nota regionale diramata in rete alle ore 16.30 di martedì 6 novembre. Trieste, 6 nov - "Ho chiesto di intensificare i tavoli tecnici di confronto sulla Ferriera di Servola (Trieste), riducendo così gli intervalli fra una riunione e l'altra a uno, massimo due mesi, affinché si possano accelerare gli iter decisionali e realizzativi". Perché prima a che scadenza erano? Annuale? A dimostrazione di quanto muoiano dalla voglia di risolvere il problema. “È quanto ha affermato oggi a Trieste l'assessore all'Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Fabio Scoccimarro, intervenendo in sede di IV Commissione del Consiglio regionale dove, tra l'altro, ha spiegato l'importanza di operare a livello normativo anche rispetto all'inquinamento olfattivo” Mentre per quella fogna a cielo aperto che ammorba da tempo l’aria di Chiarbola, Servola e Valmaura, trasformando la Galleria della Super(!!!)strada in una camera a gas, e ci riferiamo al NUOVO (da 54 milioncini nostri) Depuratore Fognario cittadino bastano gli osanna della leghista Polli, vero? "La Regione - ha aggiunto l'assessore - sta effettuando i controlli dovuti sulla Ferriera e lo evidenzia il fatto che abbiamo inviato sei diffide a Siderurgica Triestina per intimare il rispetto dei limiti previsti". Comprese le diffide inviate dalla Giunta Serracchiani, e come mai i controlli ARPA non hanno risolto l’inquinamento acustico in via d’estinzione solo ora grazie al lavoro comune della Direzione Ferriera e di Servola Respira e Circolo Miani? Già come mai? “Scoccimarro ha comunque preso atto degli interventi migliorativi apportati dalla proprietà, sottolineando che "non c'è la volontà di penalizzare un complesso industriale ma il primo obiettivo è tutelare la salute dei cittadini e l'ambiente, ponendoci come traguardo anche la salvaguardia dei posti di lavoro con la riconversione di un'attività molto impattante sul territorio". Ecco non abbiamo mai sentito, nevvero, queste frasi tipo “tutelare l’ambiente ed i posti di lavoro”? Proprio una grande Ciofeca, siete i peggiori in venti anni a questa parte, bravi solo a giocare ai soldatini con i vigili urbani https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2326675014270120/?type=3&theater


Controcorrente.

» Inviato da valmaura il 5 November, 2018 alle 2:55 pm

Non possiamo che plaudere alla riuscita della manifestazione del 3 novembre – quella partita da Campo San Giacomo per protestare contro l’iniziativa promossa da Casa Pound Italia in città – ma attenzione si rischia di prendere un serio abbaglio a seguire analisi e commenti apparsi sui giornali (da Gianni Barbacetto a Paolo Rumiz) a conferma che da tempo i cosiddetti intellettuali e le forze politiche di loro riferimento hanno perso ogni contatto con il nostro territorio. Scambiare la partecipazione episodica, ed ampiamente favorita anche dai cosiddetti mezzi di informazione, al corteo per una svolta ed una rinascita, anche elettorale, di una Trieste “progressista” è un errore clamoroso. Se i sondaggi, da prendere sempre con le pinzette soprattutto nei dati sempre sottostimati che riguardano i Cinque Stelle, valgono qualcosa, oggi appare chiaro che in Italia, e dunque anche a Trieste, per invertire una tendenza europea che premia la destra ed in particolare quella estrema, bisogna assolutamente attuare una politica sociale concreta e comprensibile capace di ridurre l’abissale disuguaglianza tra milioni e milioni di concittadini e le sempre più ristrette classi privilegiate. Insomma va riscoperto ed attuato il principio della sicurezza sociale come antidoto alle parole d’ordine semplificate, e per questo chiare e comprensibili a tutti, di quelle forze politiche che sulla guerra tra poveri e sulla paura del diverso impostano le loro attuali fortune. A Trieste per esempio il degrado ultradecennale di tutti i quartieri semi e periferici, l’inerzia ed il disinteresse verso le emergenze povertà e casa, in vertiginoso aumento, l’inefficienza dei servizi sociali ed il costante declino e depauperamento di quelli sanitari, ospedalieri e territoriali, sono del tutto ignorati da tutte le forze politiche e sociali, fatto salve le solite quattro parole di circostanza sul “ripartiamo dalle periferie, sull’ascolto, sempre con umiltà si intende, del territorio” buone tutt’al più per una comparsata su stampa e televisioni addomesticate. Altrimenti alle prossime scadenze elettorali, tra meno di sei mesi quelle Europee, assisteremo ad un ulteriore aumento del non voto, stimabile attorno ad un 60%, e ad un ulteriore balzo in avanti della Lega, che non va comunque demonizzata, alla faccia della piazza piena in occasione del 3 novembre. Un’ultima parola sui volantini affissi dai commercianti sulle porte delle loro botteghe. L’ultima riga non è per nulla corretta, e ci piace assai poco. Ci riferiamo a quella dei cortei “di così avverse fazioni”. Quale fazioni? Perché equiparare chi difende e rappresenta la Costituzione della nostra Repubblica nata dalla Resistenza nelle cui file erano presenti e lottavano proprio il fior fiore dei combattenti e reduci della Grande Guerra celebrata in pompa magna il 4 novembre, con chi invece continua a definirsi “fascista del Terzo Millennio”, ci sembra del tutto inopportuno ed ignorante. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2324609774476644/?type=3&theater


INPS. Il gioco delle tre carte.

» Inviato da valmaura il 3 November, 2018 alle 9:33 am

Carta vince, carta perde. Ma il cittadino perde sempre. La beffa del REI (sostegno al reddito nazionale). Impossibile accedervi per i reduci MIA (sostegno al reddito regionale). Questi fanno la legge del 2016 dove si delibera che il reddito formato dai sussidi antipovertà vada azzerato nell’ISEE rilasciato dall’INPS quando si presenta domanda per il REI oppure per il futuro Reddito di cittadinanza come logica conseguenza. Poi un anno dopo, nel 2017, nasce la nuova legge istitutiva del REI e si inventa, oltre all’ISEE, anche l’indicatore IRSE, un misterioso indicatore situazione reddituale, di cui la legge 2016 non parla e dunque non gode dell’azzeramento del reddito formato dai sussidi antipovertà. Di conseguenza se si superano i 3000 euro annui si è esclusi dal REI: la domanda viene respinta. Per capire meglio facciamo un esempio di richiesta REI. Reddito ISEE 2016: 4800 euro (assegno MIA di 400 euro per 12 mensilità) ISEE ai fini REI: Zero. Reddito IRSE 2016: 4800 euro (MIA per dodici mesi) IRSE ai fini REI: 4800 euro Domanda REI RESPINTA perché il reddito IRSE supera i 3000 euro. Il Servizio sociale del Comune di Trieste ignora l’IRSE e fa fare ed inoltra regolarmente all’INPS di Trieste la domanda REI, che l’INPS altrettanto regolarmente respinge. Neppure nella “Mandrakata” con il gioco delle tre carte https://www.youtube.com/watch?v=pI9ZPkClC98 E complimenti al piccolo giornale che nella cosiddetta inchiesta sui sussidi antipovertà non trova di meglio che presentare il richiedente come un piccolo truffatore che lavora in nero ma non lo dichiara, screditando migliaia di persone perbene che cercano di sopravvivere onestamente in una fase drammaticamente delicata della loro vita.


Incredibile !!! Siamo uomini o caporali?

» Inviato da valmaura il 1 November, 2018 alle 9:56 am

Se c’è un ente pubblico che è da sempre stato lottizzato a tutti i livelli, per decenni dai sindacati della Triplice e poi direttamente dai partiti, questo è l’INPS: acronimo di Istituto Nazionale Previdenza Sociale. Orbene di fronte al macello messo in atto sulla liquidazione della MIA (sostegno al reddito del Friuli Venezia Giulia), ove ad onor del vero la Regione ed il Comune di Trieste hanno contribuito in parti uguali, con ritardi plurisemestrali nella liquidazione dei contributi, con errori per difetto delle somme da erogare, ora l’INPS della provincia di Trieste ci mette il carico da novanta respingendo tutte le domande di accesso al modestissimo REI (sostegno al reddito nazionale) non detraendo il reddito ISEE (rilasciato e compilato dallo stesso INPS) determinato dal contributo regionale MIA, al fine di permetterne l’erogazione rispettando il limite dei 3000 euro annui. Nel fare ciò, decine le testimonianze in nostro possesso con le motivazioni stampate proprio dagli uffici INPS di via Udine che smentiscono platealmente la incomprensibile lettera inviataci dal direttore provinciale, l’INPS di Trieste non rispetta una legge dello Stato : la 89/2016, articolo 2 sexties, comma 2. Legge invece che gli operatori del Call Center nazionale Numero Verde INPS conoscono invece benissimo e comunicano agli interessati da ben due anni! Forse non sono sufficientemente chiare due cose. Che i ritardi di mesi e mesi gettano nella più completa disperazione migliaia di famiglie a Trieste ed in Regione che si vedono private anche di questi modesti contributi che permettono ai loro bambini di mangiare, di curarsi, di non essere sfrattati e di non vedersi tagliare luce e gas per morosità. Oltre ad aumentare in maniera esponenziale il dramma esistenziale di queste persone che rappresentano la fascia più fragile e debole della nostra comunità e che di conseguenza dovrebbero essere al centro dell’attenzione e dell’aiuto di una società che si voglia definire “civile”. Un esempio per tutti. A fine agosto sull’assegno del secondo bimestre MIA, che irresponsabilmente Regione e Comuni ne hanno affidato la liquidazione proprio all’INPS, oltre ad un ritardo di sei mesi figurava una decurtazione di 170 euro frutto, a detta delle verifiche dei funzionari INPS, di “un errore nel ricalcolo da parte del loro programma robotizzato” contro il quale né a livello locale né nazionale si poteva intervenire. Insomma bisognava aspettare sperando che il “robot”, con i suoi comodi ed algoritmi permettendo, si decidesse a rivedere le pratiche sbagliate. “Chi vive sperando muore cagando” recita il sergente Lorusso (Diego Abatantuono) nel film di Salvatores premiato con l’Oscar “Mediterraneo”. Una simile inaudita motivazione, come se i programmi in uso dai robot non fossero battuti da mani umane sulle tastiere dei computer, può andar bene forse per dei lobotomizzati, ma qui diventano l’alibi per motivare un ingiusto taglio dei modesti importi erogati ai cittadini. Persone che usano trincerarsi dietro queste giustificazioni e che ignorano le leggi che pur dovrebbero applicare nello svolgere le mansioni per cui sono pagate dai cittadini dovrebbero essere licenziate e deferite all’autorità giudiziaria da parte dello stesso INPS. Secondo. Il fallimento più completo della politica e del sindacato. Da chi a Roma sbandiera il reddito di cittadinanza ma non ha speso gesto e parola per risolvere concretamente il problema a Trieste ed in Regione. Da chi grida ogni piè sospinto “prima gli Italiani” ma governando Regione e Comune non ha voluto fare nulla se non sospendere anche l’erogazione della MIA in attesa di vedere cosa farà il Governo (tra sei e passa mesi come minimo tanto le persone possono digiunare). Tra chi dichiara di dare voce al popolo ed alle fasce più povere e recita: solidarietà, solidarietà. Appunto recita e basta. Forse è il caso di guardarsi allo specchio e per molti di sputarsi in faccia. https://www.youtube.com/watch?v=PQf4qHPbvYI



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