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Circolo Miani » News Correnti » Page 19

Trieste e Muggia, città turistiche?

» Inviato da valmaura il 8 September, 2021 alle 12:24 pm

Ieri nel comizio leghista a Trieste con a fianco la trimurti Fedriga, Dipiazza e Polidori, il Ministro per il Turismo, il leghista Garavaglia, ha decantato la “vocazione turistica” di Trieste e Muggia.
Tutto banalmente giusto, da classico spot elettorale, se non fosse per un particolare di non poco conto: neanche un mesetto fa il più autorevole collega di Governo e partito, il Ministro per lo Sviluppo Economico, Giorgetti, facendo tappa a casa Danieli ed a Trieste, sempre scortato dal trio Fedriga, Dipiazza e Polidori, ha decantato tutto il contrario, ovvero Trieste (Muggia) come nuovo polo della siderurgia, “Un fiore all'occhiello di Trieste (Muggia)” lo ha definito, riferendosi al rilancio della Ferriera ed al progetto della nuova mega Acciaieria di Noghere-Aquilinia.
Difficilmente infatti, e se poi ci aggiungiamo la questione dei Dragaggi (tre nel nostro Golfo), le cose vanno d'accordo, e lo capisce anche un non ministro, anzi sono decisamente incompatibili in una situazione già fortemente compromessa dai miasmi in uscita perenne dalla Siot e dal “nuovo” Depuratore fognario cittadino.
Questa campagna elettorale si dimostra sempre più per quello che è: una becera propaganda che molto conta sulla “triestinità”, rassegnata e fancazzista, dell'opinione pubblica locale. Manca solo che i comizianti parlino con i verbi all'infinito e regalino sveglie da collo agli interlocutori.
E' lapalissiano che un impatto industriale della mole di questo previsto metta una pietra tombale sopra ogni pallida vocazione turistica, ma sembra che gli sparring partner locali di questa politica lo ignorino e non lo capiscano, come i bimbetti all'asilo Mariuccia che si fanno i dispetti a vicenda.
Ma la domanda da porsi per gli elettori qui è un'altra: perchè a denunciare questo siano solo, nel silenzio pneumatico di tutti gli altri, Trieste Verde, Aurora Marconi, Maurizio Fogar e la Lista civica Muggia?
Forse i cittadini elettori dovrebbero darsi una risposta.



La vera emergenza per Trieste, Muggia e Dolina.

» Inviato da valmaura il 8 September, 2021 alle 12:22 pm

Mentre questa politica inconcludente bisticcia attorno al nulla, tanto è priva di proposte e soluzioni concrete, da sembrare tutta uguale, Trieste e Muggia sono alla vigilia di scelte importanti per il loro futuro.
Esse hanno tre nomi: nuova Acciaieria con Laminatoio a Caldo ad Aquilinia, tre dragaggi nel Vallone di Muggia su ampie porzioni dei fondali del nostro Golfo, i lavori di riconversione nell'area Ferriera.
Questioni che determineranno un impatto decisivo sulla nostra vita e sul nostro futuro.
Il perchè è presto detto: questi grandi ed invasivi interventi possono causare un fortissimo impatto ambientale sul nostro territorio.
Lo evidenziamo da tempo e non perchè abbiamo la vocazione dei “gufi” ma semplicemente perchè la nostra vita è una sola e ci teniamo alla salute nostra e dei nostri cari.
Per fare un esempio concreto: dragare dei fondali che negli anni per i dissennati scarichi industriali a mare (dall'ex Aquila alla Ferriera) sono formati da metri e metri di fanghi altamente tossici stratificati in profondità significa diffondere, da Capodistria a Sistiana, una mole di inquinanti capace di mettere a repentaglio la balneazione e stroncare ogni attività lavorativa basata sulla pesca e la miticoltura. E se a “controllarli” saranno le stesse “autorità di vigilanza” (Arpa, Regione, Comune) che per decenni non si sono accorte degli scarichi tossici a mare, degli interramenti abusivi (per un'area pari ad otto campi di calcio allo Scalo Legnami) con gli scarti di lavorazione, e della vistosa modifica della linea di costa, allora capirete bene che il rischio è molto concreto.
La riconversione dell'area Ferriera investe un terreno che come certificato dalle analisi eseguite dai tecnici del Ministero dell'Ambiente è pregno per ogni centimetro in superficie e per metri in profondità degli inquinanti più cancerogeni che esistano al mondo e che superano di due/tremila volte i limiti di legge consentiti. Sollevare polveri, come dissennatamente avvenuto durante i lavori di abbattimento di una parte degli impianti, significa spargere questi inquinanti su mezza Trieste e Muggia per effetto dei venti. Dunque chi si culla nella certezza che la questione Ferriera sia superata si sbaglia e di grosso.
La nuova Acciaieria che andrebbe ad occupare per intero la più vasta area libera della nostra provincia con un inspiegabile sciupio del territorio (1200 metriquadri a lavoratore su di un totale di 480 ettari), per quel poco, anzi pochissimo che è dato di sapere, ma sufficiente per tutta la classe politica di ogni colore e sigla a prostrarsi osannando, avrà un impatto ambientale di grande rilievo.
Copiose emissioni di Anidride Carbonica, Co2, nell'aria per i forni di riscaldamento a Gas Metano, di Ossidi di Zolfo (Acido Solforico a contatto con l'acqua) e di Azoto, depositi di rifiuti “speciali” all'aperto, un inquinamento acustico rilevante per chi abita alle Noghere, ad Aquilinia e Santa Barbara, oltre a provocare una immediata e drastica svalutazione di case ed immobili, frutto dei sacrifici di una vita.
E segnerà per sempre le prospettive di sviluppo del Comune di Muggia.
Su queste pagine abbiamo appena pubblicato, in mancanza inspiegabile di dati progettuali approfonditi per Trieste e Muggia, la fotografia del Laminatoio a Caldo gemello in funzione da anni a San Giorgio di Nogaro, estratta dai documenti ufficiali (scheda tecnica AIA) della Regione, realizzato sempre dall'ucraina Metinvest e dalla Danieli. Il quadro che ne esce è più che preoccupante.
Ed allora vogliamo caratterizzare questa insulsa campagna elettorale mettendoci al cuore il ragionamento su questi tre macroproblemi che rischiano di condizionare la vita del nostro territorio nell'immediato futuro?
Noi come Circolo Miani, ed ora Trieste Verde e Lista civica Muggia, lo facciamo da anni e la ragione è molto semplice, da normali cittadini viviamo qui nel bene e nel male, e vorremmo che fosse nel bene: per noi e per la nostra comunità.
Poi fate voi.
Una delle foto è tratta dal Messaggero Veneto, articolo dal titolo: “Viabilità al collasso a San Giorgio, il Prefetto convoca un tavolo per la crisi. Un problema che è vissuto e lamentato da tempo dalla popolazione di San Giorgio di Nogaro, quello del traffico congestionato lungo la strada statale 14, presa letteralmente d'assalto dai mezzi pesanti (nella foto, camion che trasportano bramme d'acciaio).



Mercato Ortofrutticolo alle Noghere.

» Inviato da valmaura il 7 September, 2021 alle 12:50 pm

Un grande vantaggio per Muggia ed una attrattiva per la vicina Slovenia.
 
Riprendere in mano la richiesta avanzata una dozzina d'anni or sono da Dipiazza, e respinta speciosamente dall'allora sindaco Nesladek (aumento del traffico e del lavoro per la polizia municipale mentre oggi sostiene il progetto della nuova mega Acciaieria che di traffico non ne aumenterebbe per nulla: come dimostra l'intervento straordinario del Prefetto di Udine per fermare le lunghe file di Tir in entrata ed uscita dal Laminatoio gemello di San Giorgio di Nogaro).
Un mercato Ortofrutticolo che andrebbe ad occupare circa 80mila metri quadri dell'area Noghere destinata alle attività commerciali, sarebbe un bel vantaggio non solo per il piccolo commercio muggesano che lo avrebbe “fuoriporta” per gli approvvigionamenti ma anche per i cittadini che dopo le otto di mattina, come avviene ora in Campo Marzio a Trieste, potrebbero accedere all'acquisto al dettaglio a prezzi convenienti. Senza considerare lo stimolo per gli acquirenti d'oltre confine, commercianti e privati, a venire a fare compere alle Noghere con ovvia positiva ricaduta su tutto il comune di Muggia.
Una proposta fattibile che offrirebbe una prima alternativa non impattante alla nuova mega Acciaieria e che sarebbe occasione concreta e stimolo al rilancio dell'area commerciale presente per quasi la metà dell'area che dovrebbe essere destinata all'impianto Danieli-Metinvest.
Ma ecco il programma presentato ieri e che verrà illustrato alle famiglie muggesane in questa campagna elettorale.
A ulteriore dimostrazione che la Lista civica Muggia votata e scelta da centinaia di cittadini nelle assemblee di maggio-giugno e luglio, ha come unico “editore” di riferimento la nostra comunità e rivendica giustamente di essere distinta e distante da questa politica.
Programma Lista civica Muggia.
Vi presentiamo i punti del Manifesto per Muggia della Lista civica Muggia, partendo dal gemellaggio con Trieste nella lotta su Laminatoio e Dragaggi, e sull'obbiettivo pratico di eleggere come Lista Civica il Sindaco ed i 12 consiglieri determinati a votare no alla variante del Piano Regolatore comunale chiudendo così definitivamente quanto rapidamente la questione Noghere.
-Il nuovo logo che comparirà sulla scheda elettorale: Trieste Verde ha adottato lo stesso della Lista civica Muggia, come segno tangibile di solidarietà e condivisione nella comune battaglia contro la nuova Acciaieria-Laminatoio a Caldo proposto alle Noghere, dal forte impatto ambientale e basti vedere quello che è successo al laminatoio “gemello” di San Giorgio di Nogaro sempre Danieli-Metinvest. Una scelta che se attuata ipotecherà il futuro turistico di Muggia, e Trieste, per sempre.
-Questione Dragaggi, ne sono previsti tre: dallo Scalo Legnami ai pontili SIOT passando per la Ferriera, dal Canale navigabile o industriale fino alla fine della ex Raffineria Aquila, e davanti al Rio Ospo.
Dragaggi su fondali altamente inquinati (1200 ettari) come analizzati dal Ministero dell'Ambiente, composti da fanghi tossici scaricati a mare, abusivamente senza controlli, dalle industrie a partire dalla Ferriera fino alla ex Raffineria. Questo significa impestare, per effetto delle correnti marine, tutto il Golfo di Trieste, da Capodistria a Sistiana, mettendo a repentaglio la balneazione, la pesca e la miticoltura.
-Impegno della nuova amministrazione ad incontrare i residenti sul territorio, nei borghi e nelle frazioni, attraverso pubbliche riunioni in cui informare periodicamente (indicativamente almeno ogni tre mesi) i cittadini sulle attività di Giunta e Consiglio comunale, ascoltare segnalazioni e suggerimenti sulle questioni volte a migliorare la qualità della vita degli abitanti.
-Gestione del territorio: ad oggi rimangono inevase molte problematiche, dal Rio Ospo al Lazzaretto, con al centro due problemi che si trascinano da troppo tempo: l'ex bagno della Polizia e la presenza del grande complesso oggi in carico al Ministero della Difesa, la nuova amministrazione dovrà esercitare un ruolo molto più incisivo per avviare a soluzione queste situazioni, e mettere in sicurezza la viabilità pedonale e ciclabile tra Rio Ospo e tutto il lungomare fino al vecchio confine di Stato.
-Cementificazione del territorio, va posto un freno ad uno sviluppo ulteriore ponendo maggiore attenzione alle riqualificazioni ed alla valorizzazione dell'esistente.
-Gestione del verde pubblico e controllo di quello privato: ultimamente si è assistito a numerosi abbattimenti di alberi d'alto fusto ed a potature sconsiderate, il processo va da subito invertito anche per fare nel nostro piccolo qualcosa di concreto per combattere l'emergenza climatica, e per ogni neonato registrato all'anagrafe comunale va applicata la legge statuale che impone la piantumazione di un nuovo albero entro sei mesi.
-Questione del commercio e dei pubblici esercizi, se è vero che si vuole intercettare una parte del flusso turistico e di passaggio per Muggia, vanno estese anche agli operatori della città tutte le agevolazioni oggi riconosciute agli ipermercati.
-La rivendicazione di un ruolo più attivo nella gestione dello sviluppo delle attività portuali, viste le ricadute negative come i miasmi in uscita dalla Siot ed i prossimi interventi sulla linea di costa comunale (terminale logistico portuale ex raffineria, molo nuovo Laminatoio ed annunciata nuova cessione a privati di una vasta area di costa in località Stramare) dove il Comune non può rimanere solo spettatore passivo.
-Lotta alla povertà, aggravata dalla crisi Covid. Adeguare i sussidi pubblici alle persone incapienti all'importo minimo di 780 euro mensili come stabilito nella sentenza della Corte Costituzionale del 20 giugno 2020, come minimo vitale che attualmente ricevono i beneficiari di pensioni di invalidità, pensioni sociali e minime, beneficiari del reddito di cittadinanza ed altri sussidi analoghi. Potenziare i Servizi sociali del Comune in mondo da poter prendere effettivamente in carico le persone in difficoltà, accompagnandole costantemente in tutte le situazioni e nei confronti della pubblica amministrazione.
-Impegnarsi nei confronti della Regione e soprattutto dell'Azienda Sanitaria per potenziare i servizi sanitari sul territorio, invertendo il processo di spoliazione di personale e competenze che sta riducendo le capacità di intervento ed efficacia dei Distretti sanitari territoriali, a tutto vantaggio del privato. Il Sindaco è dal 1934 e leggi seguenti, l'Ufficiale Sanitario del Comune, a cui spetta vigilare sulla salute dei concittadini, che per altro concorrono con le loro tasse a pagare questa sanità, e pertanto deve riassumere un ruolo da protagonista nelle risposte sanitarie ai bisogni della comunità.
-Grazie alla cessazione dei tetti di spesa e del blocco delle assunzioni, il Comune deve riprendersi in carico diretto, ovvero con propri dipendenti, la gestione di tutti quei servizi, oggi “esternalizzati” a cooperative e ditte private, che non hanno portato a grandi risparmi per la pubblica amministrazione e in molti casi offerto una resa qualitativa minore, ponendo così fine al diffuso regime di precariato e di lavoro sottopagato, che coinvolge così tante persone, in particolare giovani, senza dare loro alcuna garanzia per il loro futuro.
Ci aspettiamo ora che i Muggesani facciano la loro parte, perchè le idee camminano sulle gambe delle persone, candidati compresi, altrimenti restano solo delle buone intenzioni.
Consci pure che la battaglia contro il Laminatoio a Caldo e la vigilanza sui dragaggi nel Golfo si vince solo coinvolgendo i cittadini di Trieste e San Dorligo-Dolina, ed il segnale partito dalle partecipatissime assemblee di Muggia ne è un buon inizio.
Maurizio Fogar, candidato Sindaco.



Toio Fior sindaco di Trieste. Trieste Verde per la città.

» Inviato da valmaura il 7 September, 2021 alle 12:46 pm

Secondo i sondaggi che girano su carta di formaggio, a Trieste si annuncia un risultato a sorpresa che sovverte tutti i pronostici, altro che Dipiazza, Russo e compagnia bella: è Toio Fior ad essere indicato come il più gradito ai Triestini per la carica di Sindaco.
C'è solo un piccolo problema: non risulta figurare tra i candidati neppure per le Circoscrizioni.
Ma siccome lo dicono i sondaggi, allora …..
E passiamo alle cose serie e soprattutto concrete, siccome ce lo hanno richiesto in molti ecco una sintesi, una scaletta del programma della lista Trieste Verde, fondata da Maurizio Fogar, e che candida a Sindaco Aurora Marconi.
Come leggerete è il risultato dell'impegno trentennale del Circolo Miani sul territorio e gli approfondimenti li trovate, armandovi di pazienza, scritti più diffusamente su questa nostra pagina.
Sono proposte concrete e soluzioni ad alcune delle tante emergenze che la nostra comunità è costretta a subire da parte di una politica che ha sgovernato Trieste da almeno quattro decenni.
Il nuovo logo che comparirà sulla scheda elettorale: Trieste Verde ha adottato lo stesso della Lista civica Muggia, come segno tangibile di solidarietà e condivisione nella comune battaglia contro la nuova Acciaieria-Laminatoio a Caldo proposto alle Noghere, dal forte impatto ambientale e basta vedere quello che è successo al laminatoio “gemello” di San Giorgio di Nogaro sempre Danieli-Metinvest. Una scelta che ipotecherà il futuro turistico di Muggia e Trieste per sempre.
Questione Dragaggi, ne sono previsti tre: dallo Scalo Legnami ai pontili SIOT passando per la Ferriera, dal Canale navigabile o industriale fino alla fine della ex Raffineria Aquila, e davanti al Rio Ospo.
Dragaggi su fondali altamente inquinati (1200 ettari) come analizzati dal Ministero dell'Ambiente, composti da fanghi tossici scaricati a mare, abusivamente senza controlli, dalle industrie a partire dalla Ferriera fino alla ex Raffineria. Questo significa impestare, per effetto delle correnti marine, tutto il Golfo di Trieste, da Capodistria a Sistiana, mettendo a repentaglio la balneazione, la pesca e la miticoltura.
Allarme Ferriera, chi pensa che il problema è risolto con la chiusura dell'area a caldo si sbaglia.
L'area su cui dovrebbero partire i lavori di riconversione, e l'abbattimento degli edifici, è impregnata in ogni centimetro in superficie e per metri in profondità, falde acquifere comprese, dagli inquinanti più cancerogeni che sforano di due-tremila volte i limiti di legge (risultati analisi Ministero Ambiente). Sollevare polveri, come sconsideratamente avvenuto per gli abbattimenti degli impianti di questi mesi, significa mettere in circolo tonnellate di polveri inquinate e cancerogene.
Impegno di Trieste Verde a far si che la nuova amministrazione incontri i residenti sui territori dove vivono, almeno una volta ogni tre mesi, per discutere e confrontarsi con i cittadinii sulle decisioni da assumere nei quartieri dove questi abitano.
Stop alla mattanza indiscriminata degli alberi e del degrado nel quale sono stati abbandonati da anni i giardini e le aree verdi. Applicare finalmente la legge dello Stato che impone ai Comuni sopra i 15.000 abitanti di impiantare un albero per ogni neonato registrato all'anagrafe comunale entro sei mesi (nel 2019 erano 1200 i neonati ed il Comune ha piantato solo due alberi). L'emergenza climatica che anche Trieste vive si combatte con i boschi urbani e periferici ed incrementando il verde.
Piano regolatore comunale per antenne e ripetitori di telefonia mobile: essi vanno concentrati in aree lontane da strutture scolastiche-ricreative e sociosanitarie e distanti dalle aree densamente abitate. Un anno fa Trieste Verde ed il Circolo Miani sono stati gli unici a chiedere al Sindaco attraverso un noto Studio legale questo e la moratoria per il 5G, come fatto in Italia da centinaia di Comuni (anche Udine e Sacile in Regione) accogliendo l'invito dell'Unione Europea di esercitare il principio della massima precauzione in attesa di un risultato scientifico certo che ne attesti l'innocuità per la salute delle persone e per l'ambiente. Meglio attendere prima che piangere poi.
Lotta alla povertà, una emergenza per Trieste, aggravata dalla crisi Covid, e che coinvolge migliaia di famiglie. Non a parole ma nei fatti, applicando la sentenza della Corte Costituzionale del 20 giugno 2020 che ha fissato in 780 euro netti il sostegno minimale che lo Stato deve erogare alle persone che percepiscono pensioni di invalidità, minime e sociali, sussidi pubblici come il reddito di cittadinanza.
Basta con le esternalizzazioni che dagli anni novanta hanno creato solo sfruttamento e precariato per migliaia di persone, giovani e donne in particolare. Il Comune deve riprendersi in carico con i propri dipendenti tutte quelle mansioni che fino agli anni Ottanta erano svolte direttamente dal Comune (il Verde pubblico impiegava allora 120 persone ora 12, e così via dalle pulizie degli uffici, alla gestione dei servizi sociali, culturali e museali, agli impianti sportivi all'istruzione e ricreazione).
Cantieri e lavori comunali, anche di ordinaria amministrazione, devono avere tempi certi e rapidi di esecuzione e non trascinarsi per anni incompiuti.
Sanità. Indispensabile che il Comune di cui il Sindaco è Ufficiale Sanitario e le spese sono pagate dalle tasse dei Triestini, rimetta mano alla gestione della Sanità ospedaliera e soprattutto territoriale, i cui Distretti sono stati spogliati negli anni di gran parte dei servizi. Azzerare i tempi di attesa per visite specialistiche ed esami.
Degrado dei quartieri e recupero dei grandi spazi anche prestigiosi (villa Haggiconsta, Cosulich, Stavropulos, Scuola elementare De Amicis di via Combi) lasciati vuoti ed abbandonati.
Da oltre tre decenni i quartieri di Trieste, e non solo quelli periferici, sono stati abbandonati a se stessi e spesso ridotti a dormitori. Un Rinascimento delle periferie che sia prima di tutto umano e sociale e di cui le riformate Circoscrizioni, riportate ad identità rionali diventino il cuore pulsante della vita e dei servizi sul territorio.
In una città che conta oltre 15.000 appartamenti e case vuote ed abbandonate bisogna puntare sul recupero e non su nuove cementificazioni in un territorio piccolo come il nostro e già fortemente compromesso.
Porto Vecchio e Porto Green. Stop ai miasmi in uscita perenne dalla Siot che impestano mezza provincia e dal Depuratore fognario cittadino, quello nuovo è peggio del vecchio.
Per Porto Vecchio rilanciare la proposta di Costa armatori di farne il nuovo Terminal crociere, collegandolo via mare con Venezia e via terra con il Carso, prolungando il capolinea del Tram di Opicina e ripristinando il Trenino su rotaia che dal nuovo capolinea del Tram raggiunga Barcola e possibilmente la stazioncina di Miramare. Porto Nuovo: accelerare sulla elettrificazione provvisoria delle banchine per far spegnere i motori delle navi all'attracco (iniziare con le Navi Bianche e le petroliere). L'inquinamento prodotto da queste supera quello causato da un anno dal traffico veicolare in città.
Niente Parco del Mare e recupero rapido della Piscina Terapeutica.



Oè Trieste sveglia !!!

» Inviato da valmaura il 6 September, 2021 alle 2:04 pm

Ventidue anni di lotte per spegnere l'area a caldo della Ferriera ed ora tutti muti e ciechi di fronte alla possibilità che alle porte di casa ci piazzino una nuova mega Acciaieria?
E voi che guai togliervi il bagno a Barcola o al Pedocin tutti zitti di fronte all'ipotesi dei tre mega dragaggi nel Golfo che se fatti come pensano di farli allora addio alla balneazione, alla pesca ed alla miticoltura.
Ma che campagna elettorale è questa dove tutti, salvo noi di Trieste Verde e Lista civica Muggia, tacciono su questo e sprecano fiumi di parole, per altro tutte uguali, sul nulla.
Che i Muggesani ed i Triestini si sveglino perchè qui è in gioco il loro futuro, la loro vita e la salute.
Altro che “futuro sostenibile e sviluppo green” con cui si riempiono la bocca i politicanti.
Datevi una mossa ed esprimete almeno per una volta un voto veramente utile.




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