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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Ben svegliato fiorellino. (dal film Sister Act)
Ci riferiscono che il consigliere comunale (da 9 anni) Paolo Menis avrebbe presentato una mozione-richiesta sulla Pineta di Cattinara, ovviamente respinta.Noi gli presentiamo invece solo una semplice domanda: durante i nove anni passati quasi tutti da Capogruppo in..
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Notizie Flash

Ferriera. Tre tromboni e due pifferi.
Ci hanno messo 22 anni per varare una soluzione che dal 2000 il Circolo Miani e Servola Respira avevano indicato, utilizzando allora i Fondi Europei disponibili per la bisogna e senza spendere una lira (si allora quella era la..
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Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 19

FERRIERA. Balle a ciclo continuo.

» Inviato da valmaura il 8 April, 2020 alle 3:09 pm

Francamente sarebbe intollerabile se non fosse totalmente ridicolo.
Fino in fondo i politici, con le siglette sedicenti ambientaliste a traino, ed i tecnici continuano a dire balle ed a dimostrare come il non aver capito, o voluto capire, la questione porti la responsabilità di quanto è successo a partire dal 1998.
Non parliamo poi di stampa e televisioni, pubbliche e private, sempre al servizio, anche loro in turno continuo 24h su 24, di lor
signori.
Un esempio per tutti. Politici, Scoccimarro con Arpa al seguito per finire all’ectoplasma del fu assessore, disgraziatamente per Trieste, all’ambiente della Giunta Cosolini, Umberto Laureni, che dichiarano, con il megafono dei corifei del “giornalismo” nostrano che gli impianti dell’Area a Caldo sono stati “spenti” in data 4 aprile.
Orbene sarebbero stupiti se dicessimo loro che l’Altoforno, con Agglomerato e Macchina colare sono ancora in regolare produzione che cesseranno appena nella nottata di oggi e che poi seguiranno, l’Altoforno, il percorso di messa in sicurezza che si protrarrà per almeno una decina di giorni?
Ecco questo è l’ultimo esempio della colpevole superficialità, dell’ignoranza oltre ogni limite accettabile con cui tutta la politica, dai nuovi ai vecchi partiti, dalle istituzioni da loro occupate, che sia dai banchi della maggioranza o dell’opposizione non ha importanza: che il risultato non cambia, dagli enti di “controllo”, e facciamo fatica a scrivere questa parola, hanno affrontato questa tragedia per i lavoratori ed i cittadini da 22 anni a questa parte.
Piccolo particolare poi che tutti sembrano dimenticare: la Ferriera, sotto le vesti produttive del Laminatoio e della logistica portuale, continuerà ad esistere, con i suoi 200 occupati, per ora in attesa di aumentare i dipendenti appena diverrà operativo l’accordo di implementazione produttiva proprio del Laminatoio e la riapertura della Centrale elettrica, che fa di questo stabilimento una delle prime cinque industrie private presenti a Trieste.
Ma spiegarlo a questi personaggi è puro tempo perso e pertanto lo scriviamo ad uso e consumo esclusivo dei nostri lettori, che non devono neppure pagare un Euro e Quaranta per leggere la verità.



Trieste e Regione. Le pagelle del CoronaVirus.

» Inviato da valmaura il 7 April, 2020 alle 12:36 pm

E’ ora di cominciare una riflessione per prepararci al nostro futuro. Ci sarà poi tempo, ad emergenza finita, di fare i conti.
Sopra la sufficienza Massimiliano Fedriga, al netto di alcuni peccati veniali: a partire dagli strombazzamenti disattesi completamente delle due mascherine ad ogni famiglia “entro la settimana”, ovvero venti giorni orsono. Dalla chiusura domenicale degli alimentari che ha solo contribuito ad aumentare gli
assembramenti negli altri giorni e l’affollamento nei negozi. E scritto da chi, noi, siamo sempre stati contrari alle aperture domenicali, salvo motivate eccezioni. Al ritardo con cui sono state assunte, ed attuate, decisioni operative negli ospedali e nella sanità regionale.
Decisamente insufficiente invece l’operato – ma quale? – di Roberto Dipiazza letteralmente scomparso dal Municipio. Prima o dopo sarà il caso di aprire una severa indagine sullo scandalo delle strutture pubbliche per anziani, che hanno registrato a Trieste il PRIMATO nazionale per le infezioni ed i conseguenti decessi. E non solo tra gli ospiti ma anche tra il personale. E per chi lo avesse dimenticato, il Sindaco è per legge anche l’Ufficiale Sanitario del Comune.
Idem dicasi per il vertice dell’Azienda Sanitaria Giuliana. Che la scelta di Poggiana poggiasse fin dall’inizio su di una logica spartitoria era chiaro a tutti. Ma fin dal suo esordio partì con il piede sbagliato: l’intervista in cui dichiarò che il Pronto Soccorso di Cattinara “sta bene così com’è”. E si è visto come è andata a finire. Poi è tracollato sul cantiere infinito dell’ospedale e sulle ultime sacrosante proteste univoche dei sindacati di medici e personale sui ritardi e le deficienze in piena emergenza.
Idem pure per il Presidente, fa quasi impressione scriverne la qualifica, della Camera di Commercio che nei confronti degli associati è stato solo che una zavorra, incapace di muoversi tempestivamente a tutela dei commercianti e dei pubblici esercenti. Tenendo immobilizzata una decina di milioni, degli associati, sulla ciofeca del morto prima di nascere “Parco del Mare”.
Fortemente negativo il ruolo, anzi il non ruolo, fin qui non svolto dalla politica tutta, senza distinzione di parte, e che preoccupa non poco per il futuro della nostra comunità.
Sotto zero inoltre il comportamento di stampa e televisioni, che si sono limitate ad essere megafono delle istituzioni oppure a testimonianze stile “Cuore”, abdicando, come sempre da venti anni almeno a questa parte, al ruolo di controllo ed inchiesta che in una società civile i cittadini si aspettano dal “Quarto Potere”.



Comune di Trieste e “il buon padre di famiglia”.

» Inviato da valmaura il 6 April, 2020 alle 1:56 pm

Recitano così leggi e sentenze in merito all'obbligo degli amministratori responsabili del pubblico denaro di amministrare secondo i criteri e la diligenza di “un buon padre di famiglia”.
Entriamo ora nel merito, premettendo subito che non ci interessa per nulla il “colore” politico di chi amministra il Comune, perchè anche le opposizioni, di segno e colore opposto, hanno le loro belle colpe. Così come in passato quando a gover
nare, oddio che parola grossa, Regione, Provincia, quando esisteva, e Comune, erano maggioranze di opposto schieramento.
Dunque il Sindaco-Podestà che oramai dai primissimi anni 2000 si balocca, oltre che con il rifacimento della Galleria di Montebello, con il trasferimento dei mercati Ortofrutticolo ed Ittico, taciamo per pietà sulla questione Ferriera e tanto altro, ora ci fa sapere, che dal Coronavirus in qua comunica per terza persona, in questo caso lo sfortunato assessore Giorgi, che la scelta di acquistare il Capannone della ex Duke in Zona Industriale nel 2018, l'inizio dei lavori interni di adattamento, e l'annuncio della sua inaugurazione entro il 2019 come sede del nuovo Ortofrutta all'ingrosso di Trieste, sono stati inutili. Perchè nel frattempo avrebbe cambiato idea e vorrebbe invece piazzarlo alla ex Manifattura Tabacchi, non proprio distantissima, dalle parti di via Caboto.
Rimane solo un problemino irrisolto: il milione e duecentomila euro pagati dai contribuenti, più gli “spiccioli” per i lavori di riatto interno, li mettono di tasca loro Dipiazza, Giorgi e via via tutti gli altri assessori?
Liberissimi loro di cambiare idea e di continuare questa farsa quasi ventennale, ma non a spese dei triestini.
Vorremmo infatti vedere come vivrebbe una “famiglia” con un “buon padre” che prima spende e poi si ricrede.



Importante ! Moratoria 5G Comune di Trieste.

» Inviato da valmaura il 5 April, 2020 alle 12:34 pm

La richiesta formale presentata al Comune da parte di un noto Studio Legale per conto del Circolo Miani.
Leggetela qui perché non ne troverete notizia alcuna su stampa e televisioni.
Notoriamente non abbiamo “santi in Paradiso” né vicinanze partitiche di alcun tipo, e pertanto per costoro, ed i loro Ascari di complemento noi non esistiamo.
Molto meglio così: i nostri unici editori e i nostri “datori di lavoro” sono i cittadini.

Trieste, 2 aprile 2020
Gentile Assessore
LUISA POLLI
marina.gorella@comune.trieste.it
Egregio Sindaco
ROBERTO DIPIAZZA
comune.trieste@certgov.fvg.it
e p.c.
Gentile Assessore
ELISA LODI
elisa.lodi@comune.trieste.it

OGGETTO: INSTALLAZIONE ANTENNE 5G – RICHIESTA URGENTE DI MORATORIA

Gentile Assessore, Egregio Sindaco,
scrivo come legale della Associazione Circolo Miani, il cui rappresentante legale sig. Maurizio Fogar a tutti gli effetti sottoscrive la presente, per rappresentare quanto segue.
L'Associazione Circolo Miani è attivamente impegnata da diversi anni in ambito cittadino sui temi che riguardano la salute collettiva.
In rappresentanza della stessa ho potuto recentemente incontrare l'Assessore Elisa Lodi, il dott. Panepinto e l'arch. Andrea de Walderstein per un confronto sui recenti abbattimenti di alberi eseguiti in città.
In quella occasione ho potuto scambiare alcune impressioni relativamente alla installazione di antenne 5G sul territorio di Trieste e ho chiesto di poter avere un incontro su questo tema con i referenti del Comune.
L'emergenza Coronavirus ci ha costretto a rinviare il tutto, ma alla luce di recenti accadimenti l'Associazione che rappresento ritiene indispensabile esprimere le seguenti riflessioni.

La tecnologia 5G, o cd. “internet delle cose”, prevede l'installazione di un numero abnorme di antenne (si parla addirittura di 800 per km quadrato) alle quali saranno connessi milioni di device (dai cellulari a tutti gli elettrodomestici casalinghi), creando una rete di onde millimetriche alle quali la popolazione sarà esposta 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Tali onde utilizzano frequenze estremamente più elevate di quelle attualmente in uso, per le quali mancano del tutto dati sperimentali che ne confermino l'innocuità.
Al contrario, vi sono numerosi studi che, invece, denunciano la pericolosità di questa nuova tecnologia.
Mi riferisco, tra gli altri:
1. Alla CASSIFICAZIONE DEL 31/05/2011 DELLO IARC come possibili cancerogeni delle reti wireless, accusati di poter determinare un aumento di tumori maligni al cervello
https://itis.swiss/assets/Downloads/Press-Media/IARC102.pdf ;

2. agli esiti dello studio condotto dal Comitato Scientifico sulla Salute della Commissione Europea del 2018 che così conclude:
...” l'espansione della banda larga con radiazioni a radiofrequenza a lunghezza d'onda più breve evidenzia la preoccupazione che i problemi di salute e sicurezza rimangano sconosciuti. Le polemiche continuano in merito ai danni causati dalle attuali tecnologie wireless 2G, 3G e 4G. Le tecnologie 5G sono molto meno studiate per gli effetti sull'uomo o sull'ambiente ”(Russell, 2018);
Le reti 5G saranno presto implementate per gli utenti di telefoni cellulari e dispositivi intelligenti. Il modo in cui l'esposizione ai campi elettromagnetici potrebbe influire sull'uomo rimane un'area controversa e gli studi non hanno fornito prove chiare dell'impatto su mammiferi, uccelli o insetti. La mancanza di prove chiare per informare lo sviluppo delle linee guida sull'esposizione alla tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche indesiderate.”.....(Si veda doc. allegato, pag. 14 di questo atto)

3. allo studio condotto dall'Istituto Ramazzini di Bologna, eccellenza nel campo della ricerca oncologica italiana, che ha evidenziato un aumento statisticamente significativo di alcuni tumori maligni a seguito di esposizione a radiofrequenze (qui lo studio: https://www.ramazzini.org/…/ripetitori-telefonia-mobile-li…/ )

4. alla inattendibilità degli studi che, al contrario, minimizzano il pericolo.
Si veda ad esempio quanto sostenuto dallo scienziato Darius Leszczynski, Membro del Gruppo dello IARC che ha lavorato sul tema delle radiofrequenze e massimo esperto a livello internazionale degli effetti delle radiofrequenze elettromagnetiche sulla salute umana, il quale ha definito le dichiarazioni dell'ICNIRP (Commissione Internazionale per la Protezione dalle radiazioni non ionizzanti) generalmente rassicuranti sul tema del 5G, inattendibili perché tale Istituto non consente revisioni sui propri lavori, non c'è trasparenza nelle nomine, è un club privato e manca di responsabilità.
Qui il riferimento:
https://www.cemlab.it/blog/…

Alle stesse conclusioni è pervenuto Gabriel Doménech Pascual, professore di Diritto Amministrativo all'Università di Valencia, espresse in un articolo apparso sul European Journal of Risk Regulation nr. 1/2013. In base alle conclusioni tratte dal dott. Pascual :
“Le organizzazioni scientifiche private esercitano una grande influenza sulla regolamentazione di alcuni rischi tecnologici. L'alto livello di competenza dei loro membri è probabilmente una buona ragione per loro di partecipare all'elaborazione e al monitoraggio delle normative sui rischi, al fine di adeguarle al progresso scientifico. Tuttavia, ci sono anche valide ragioni per cui i governi non dovrebbero seguire acriticamente le opinioni espresse da tali organizzazioni. (- - -) questo documento dimostra che organizzazioni scientifiche private come queste sono strutturalmente meno adatte delle autorità democratiche quando si tratta di gestire tali rischi.”
Qui il riferimento:
https://www.jstor.org/stable/24323382?seq=1

Questi sono solo alcuni degli studi che si sono occupati di questa nuova tecnologia.
L'attuale emergenza Coronavirus, inoltre, ha acceso un nuovo riflettore sul 5G.
Le zone italiane più drammaticamente colpite dal virus sono anche quelle dove questa tecnologia è in fase di sperimentazione più avanzata, tanto che lo stesso consigliere del presidente Conte, Gunter Pauli, ha dichiarato che vi possa essere correlazione tra il 5G e l'aggravamento della prognosi da coronavirus.
Qui la dichiarazione:
https://twitter.com/MyBlueEconomy/status/1241732814959149067

E' pacifico che tale ipotesi, da alcuni immediatamente (ma anche frettolosamente) smentita, dovrà essere oggetto di attento approfondimento.
Tuttavia non sembra essere così peregrina.
Diversi esponenti del mondo medico-scientifico, infatti, si sono pronunciati sull’ipotesi di correlazione tra l’irradiazione del wireless mobile e il coronavirus. Tra questi Ronald Kostoff, del Georgia Institute of Technology, dichiara come sia ormai comprovato il fatto che il wireless abbassi le difese del sistema immunitario, esponendo le persone all’esposizione di virus e malattie. Il Coronavirus non sarebbe altro che l’ennesima riprova della vulnerabilità di un organismo indebolito, anche e soprattutto dalla pericolosa sommatoria di 5G, 4G, 3G, 2G e Wi-Fi. Uno studio di Seyhan afferma “le radiazioni a radiofrequenza modulate a impulsi a 900 MHz inducono stress ossidativo su cuore, polmone, testicolo e tessuti epatici”. Il dott.re Oliviero, medico psichiatra e pneuomologo, dichiara “il 5G ha influito notevolmente nell’abbassamento delle difese immunitarie in quelle particolari zone d’Italia dove è sorto il problema”. La Dott.ssa Havas, ricercatrice canadese di fama internazionale, afferma “l’esposizione all’elettrosmog danneggia il sistema immunitario. Se il tuo sistema immunitario è compromesso a causa dell’elettrosmog o di determinati farmaci che stai assumendo o perché sei anziano è probabile che tu abbia una risposta a CoVId-19”. E il prof.re Johansson, tra i massimi esperti al mondo di elettrosmog, spiega: “i CEM possono agire attraverso l’inibizione della calcineurina (proteina che attiva le cellule del sistema immunitario) per sopprimere l’immunità, aumentando così il rischio di infezione opportunistica. Meccanismi d’azione plausibili”.
A questo link si trovano tutti i contributi sopra citati:
https://oasisana.com - Alleanza Italiana Stop 5G

Passando ora all'aspetto legale, la stessa normativa, sia italiana che europea, imporrebbe una moratoria nei confronti di questa nuova tecnologia, almeno finché non saranno disponibili studi indipendenti che ne escludano la pericolosità, e ciò in nome del principio di precauzione che ispira il Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea.
Così ad esempio:
1. art. 191 Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea del 25/03/1957, che stabilisce:
- che la politica della UE in materia ambientale contribuisce a perseguire, tra gli altri, i seguenti obiettivi:
- salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell'ambiente;
- protezione della salute umana.
La politica della UE è fondata, su questi temi, sul PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E DELL'AZIONE PREVENTIVA.
Il successivo art. 192 consente peraltro agli Stati membri di adottare misure di precauzione maggiori rispetto a quelle adottate dalla UE, purché siano compatibili con i Trattati.
Fa seguito al Trattato la Comunicazione (atto normativo atipico) adottata dalla Commissione Europea il 02/02/2000 nella quale viene specificato cosa debba intendersi per principio di precauzione, ovver- esso ha un campo di applicazione molto ampio, ogni volta che “una valutazione scientifica obiettiva preliminare indichi che vi sono ragionevoli motivi di preoccupazione che gli effetti potenzialmente pericolosi sull'ambiente, sulla salute umana, animale e vegetale possano essere incompatibili con l'alto livello di protezione scelto per la comunità.”
- esso è principio “chiave della politica dell'Unione”;
- viene utilizzato dai decisori nella gestione del rischio;
- presuppone che siano stati identificati effetti potenzialmente pericolosi derivanti da un fenomeno, prodotto o processo e che la valutazione scientifica non consenta di determinare il rischio con sufficiente certezza;
- un approccio basato sul principio di precauzione dovrebbe iniziare con una valutazione scientifica il più possibile completa;
- giudicare un livello di rischio “accettabile” per la società è una responsabilità eminentemente politica. I decisori che si trovano ad affrontare un rischio inaccettabile, l'incertezza scientifica e le preoccupazioni del pubblico hanno il dovere di trovare risposte. Pertanto tutti questi fattori devono essere tenuti in considerazione;
- La procedura decisionale deve essere trasparente e coinvolgere tutte le parti interessate;
- la protezione della salute deve avere precedenza su considerazioni economiche;
- le misure basate sul principio di precauzione dovrebbero essere mantenute fino a che le informazioni scientifiche siano incomplete o inconcludenti e il rischio è ancora troppo elevato per essere imposto alla società.

Interessante come nel 2011 venne adottata dal Parlamento Europeo una Risoluzione, non solo rimasta lettera morta ma del tutto ignorata dai Governi dei Paesi membri (primo tra tutti l'Italia) nella quale, in vista dell'introduzione della telefonia di terza generazione (3G), a fronte del fatto che “aspettare alti livelli di prove scientifiche prima di agire per prevenire rischi noti può portare a costi sanitari ed economici molto elevati come nel caso dell'amianto, della benzina e del tabacco”, ed in applicazione del principio di precauzione si raccomandava agli Stati membri:
- di adottare tutte le misure per ridurre l'esposizione ai campi elettromagnetici;
- riconsiderare le basi scientifiche dell'attuale esposizione ai campi elettromagnetici, che ha gravi limitazioni;
- mettere in atto campagne di sensibilizzazione e informazione alla popolazione;
- prestare particolare attenzione alle persone “elettrosensibili”;
- incoraggiare la ricerca su altri sistemi di telecomunicazione;
- fissare soglie precauzionali sotto i 0,6 V/m fino a ridurle a 0,2V/m (i limiti attuali per legge sono dieci volte superiori, cioè 6/Vm e per il 5G verranno aumentati a 60V/m);
- sensibilizzare sui potenziali rischi per la salute di telefoni wireless, baby monitor e altri elettrodomestici;
- nelle scuole privilegiare la connessione via cavo e vietare i cellulari;
- determinare i siti di nuove antenne non solo in considerazione delle esigenze dell'operatore ma in consultazione con il locale e coi funzionari del governo regionale ;
- aumentare i finanziamenti a enti di ricerca indipendenti;
- rendere obbligatoria la trasparenza dei gruppi di pressione;
- promuovere dibattiti e confronti pluralistici anche con la partecipazione della società civile.
Per quanto riguarda la normativa nazionale sono certamente applicabili gli artt. 32 e 41 Costituzione che tutelano il diritto fondamentale alla salute e limitano l'iniziativa economica privata, che “non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.”
A tal proposito spiccano le seguenti pronunce:
- TAR Lazio 5221/18 sui rapporti tra art. 32 e 41 Costituzione;
- Corte Cost. 203/2016 sui limiti che l'iniziativa privata incontra nell'art. 41 Cost. che la vincola al perseguimento dell'utilità sociale;
- TAR Trentino Alto Adige 221/2013 che spiega come i diritti riconosciuti dalla Costituzione si trovino in rapporto di reciproca integrazione e non sia possibile far prevalere uno in modo assoluto sull'altro (la salute funge quindi da limite all'iniziativa economica privata);
- Corte Cassazione Penale 7691/95 che nel dichiarare inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata dal ricorrente conferma che “l'ambiente ex art. 2 Cost. Costituisce uno dei diritti fondamentali dell'uomo che la Repubblica è obbligata a riconoscere, così come la società e la cultura li costruisce e li vive, a prescindere dalla natura dell'attività economica espletata, che incontra limiti anche nel paesaggio (art. 9) nella salute (art. 32) e nell'utilità sociale (art. 41):”
- Corte Cost. 365/1993 secondo cui “l'obbligo dell'imprenditore di osservare la disciplina amministrativa e penale che trova fondamento nella tutela di beni costituzionalmente rilevanti, quali appunto quelli dell'ambiente e della salute, non è in contrasto con il principio di libertà di iniziativa economica.”

Sono, infine, numerose le sentenze di merito che hanno collegato l'insorgenza di forme tumorali alla esposizione a campi elettromagnetici (di recente a confermarlo è stata la Corte d'Appello di Torino).

Appare evidente, alla luce di quanto sopra e dei principi che reggono la nostra Costituzione e la stessa Unione europea, che l'attuazione della tecnologia 5G nelle attuali condizioni è illegittima e violativa della Costituzione e dei Trattati Europei. La stessa conclusione, peraltro, deve estendersi alle reti 3G e 4G perché adottate in spregio alle cautele che erano state richieste dallo stesso Parlamento Europeo ed in assenza di dati certi sulla loro tossicità.
A conclusione si evidenzia che molte sono le realtà cittadine e addirittura nazionali che hanno scelto di bloccare lo sviluppo di questa nuova tecnologia.
Qui l'elenco (ad oggi, 01/04/2020 ben 181 comuni italiani e molte nazioni tra cui la Svizzera e la vicina Slovenia):
https://oasisana.com/…/stop-5g-nel-mondo-ecco-la-lista-di-…/
Alla luce di un tanto è evidente che si imponga una moratoria nei confronti di questa nuova tecnologia. Agire diversamente, nonostante gli ormai numerosi moniti, nazionali ed internazionali, esporrebbe le Istituzioni a gravi responsabilità in tema di salute pubblica.
Certa di un Vostro interessamento, l'Associazione Circolo Miani rinnova, mio tramite, la richiesta di immediata sospensione della installazione di antenne sul territorio cittadino e di sviluppo della tecnologia 5G.
Chiede infine di poter avere un incontro sul tema con i referenti comunali.




Dove sfioriscono i Tulipani e inacidiscono i Crauti.

» Inviato da valmaura il 3 April, 2020 alle 2:05 pm

Europa. Certo che tra Olanda, Germania ed Ungheria non siamo messi proprio bene.

Coronavirus, oggi Berlino leva gli scudi contro i coronabond ma 60 anni fa l’Europa decurtò il debito della Germania per farla ripartire
Ci risiamo. L’ipotesi di una condivisione dei debiti all’interno della Comunità europea manda in crisi la Germania che non ne volle sapere ai tempi della crisi del debito sovrano, nei giorni più bui del tracollo greco e neppure oggi che la pandemia del covid-19 scuote il Vecchio Continente e una bella fetta di Paesi membri chiede a gran voce degli eurobond (oggi coronabond) per uscire dalla crisi economica che inevitabilmente verrà.
E così, ancora una volta, chi ha la memoria lunga non può non pensare al lontano 1953, anno in cui l’Europa fu unita nel condonare metà dei debiti della Repubblica Federale Tedesca, la Germania ovest che si vide alleggerire di circa 15 miliardi di marchi di debito delle due guerre su un totale di 30 miliardi. Il resto venne spalmato su trent’anni.
Tra i creditori c’erano anche Roma e Atene, ma pure Parigi, Madrid, Londra, Washington e Ginevra. Oltre a privati e aziende, banche incluse. Fuori dall’accordo, invece, i Russi che controllavano Berlino est e pretesero la restituzione integrale del loro credito.
È stato così che la Germania ovest si è liberata del debito prebellico che rappresentava un quarto del reddito nazionale e ha potuto avviare la ricostruzione.
In pratica il miracolo economico tedesco degli anni cinquanta è basato su un taglio del debito. Non solo. La metà del debito condonata nel '53 avrebbe dovuto essere restituita dopo la riunificazione di Berlino Est e Berlino Ovest, ma all’indomani del crollo del muro Helmut Kohl pretese e ottenne l’oblio anche di quella clausola, con il placet dei creditori, Roma inclusa, che hanno acconsentito in nome dell’Europa Unita.
Tra coloro che hanno cercato di stimolare la memoria di Angela Merkel, c’è Joschka Fischer. L’ex ministro degli esteri tedesco nel 2014 ha pubblicato “Se l’Europa fallisce?”, uscito in Italia con Ledizioni, che attacca duramente le politiche di “euroegoismo” di Berlino.
L’ex leader dei Verdi nel volume si dichiara sorpreso di come il suo Paese abbia dimenticato la conferenza di Londra con cui, dopo ben sei mesi di trattativa, per il benessere dell’Europa venne tirata una riga sopra una bella fetta dei debiti tedeschi. “Senza quel regalo non avremmo riconquistato la credibilità e l’accesso ai mercati. La Germania non si sarebbe ripresa e non avremmo avuto il miracolo economico”, sostiene Fischer che spende più di una pagina per tributare onore all’ex presidente della Bce, Mario Draghi, benefattore dell’Ue per il suo essere riuscito a tenere botta a Berlino, perché a suo parere “il più grande pericolo per l’Europa attualmente è la Germania”.
Ed a conferma la notizia di ieri
COMMERZBANK “VENDETE BTP ITALIANI”!
La perdita dell’investment grade da parte dell’Italia è "quasi inevitabile" in quanto le misure per contrastare gli effetti del Coronavirus "peggioreranno" i conti pubblici. Lo scrivono gli analisti di Commerzbank, secondo quanto riporta Bloomberg , suggerendo ai clienti di chiudere le posizioni lunghe, cioè vendere, i Btp italiani.
Per Commerzbank il rapporto debito-Pil dell'Italia sfiorerà il 150% nel 2020 per scendere al 145% nel 2022 grazie al rimbalzo del Pil "ma questo potrebbe non bastare a prevenire un downgrade a “junk", cioè spazzatura.
A replicare è il viceministro dello Sviluppo economico, Stefano Buffagni. “In piena emergenza Coronavirus, in piena pandemia mondiale, mentre l’Italia piange oltre 10.000 morti, la Germania non solo fa muro da settimane sugli aiuti all’Italia, ma ora secondo l’autorevole agenzia internazionale Bloomberg ci attacca anche direttamente invitando a vendere i titoli di Stato italiani tramite la seconda banca di Germania, la Commerzbank, posseduta al 15% proprio dallo Stato tedesco. Questa notizia può provocare danni economici giganteschi, il governo tedesco intervenga subito per bloccare questa follia. L'Europa e gli stati europei devono essere solidali. Tutti e con tutti. Nessuno si salva da solo. Non è questa l’Europa che ci meritiamo!". Agenzia Ansa.





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