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Circolo Miani » News Correnti » Page 185

Moratoria 5G Comune Trieste. La NON risposta di Dipiazza.

» Inviato da valmaura il 29 April, 2020 alle 3:02 pm

Ora va precisato che le cinque paginette di risposta alla richiesta di emissione di una ordinanza di Moratoria ai lavori di installo del 5G per il territorio del nostro Comune, inviata dall'avvocato Devetag per conto del Circolo Miani, è firmata sì digitalmente dal sindaco ma è materialmente stesa dai seguenti funzionari, ricordarsi bene questi nomi, del Servizio Ambiente ed Energia, Impianti: dott. ing Gianfranco Caputi; per.ind. Francesco Demarch e dott. ing. Ettore Durante.
Conoscendo da una vita Roberto Dipiazza presumiamo che non l'abbia nemmeno letta e se letta poco compresa.
Partiamo dalla fine. Alla nostra motivata richiesta di Moratoria, il sindaco non risponde nè Si né No.
L'abituale suo atteggiamento per non prendersi alcuna responsabilità.
Si inizia dando conto della asserita premura ed “attenzione” del Comune che si è “fatto parte attiva” per promuovere un incontro con ARPA FVG in Palmanova il 26 giugno dello scorso anno “per chiedere chiarimenti in merito a tale tecnologia in considerazione delle preoccupazioni che tale sviluppo tecnologico desta nell'opinione pubblica.”. Bontà sua.
E adesso arriva il bello. Alla riunione sono stati invitati, ed erano presenti, i rappresentanti di tutte le società “che gestiscono le Stazioni Radio Base di Telefonia Mobile a livello regionale”.
Dunque si chiede all'oste di garantire che “il suo vino è buono”. Ma, si sono dimenticati, visto che l'incontro era “allargato”, di invitare pure i “portatori di interesse”, come li definisce la legge, ovvero cittadini ed associazioni.
E da subito emerge che per ora questi operatori della telefonia si avvarranno degli impianti già esistenti in Regione, o di quelli in costruzione per le attuali tecnologie, per piazzarci sopra pure le antenne 5G nel biennio 2020-21. L'omerico Cavallo di Troia.
Poi la lettera cita alcune dichiarazioni ministeriali e indicazioni scientifiche che escludono correlazioni tra l'insorgenza del tumore al cervello e l'utilizzo di questa nuova tecnologia.
Peccato che due recentissime sentenze del Tribunale di Torino vadano in senso opposto e nelle motivazioni scrivano sulla parzialità ed inattendibilità delle consulenze “scientifiche” presentate dalla parte soccombente (l'operatore di telefonia mobile).
Fermo restando che ARPA e Comune curiosamente non citano tutte le più importanti altre patologie, a partire dal quelle cardiache, linfonodali, dermatologiche, neurologiche, e sulla fertilità, per citarne alcune, sensibili ai campi elettromagnetici, che nel caso 5G saranno costantemente attivi.
Altrimenti il gioco non vale la candela, né tecnicamente ma soprattutto economicamente.
Poi una chicca sui controlli effettuati dall'Arpa FVG su di un impianto 5G esistente, a testimonianza della loro “vigilanza”.
“I valori misurati, scrive ARPA FVG, evidenziano pertanto che l’impatto del 5G è attualmente molto basso rispetto alle altre tecnologie, o addirittura nullo, VISTO anche il POCO TRAFFICO su tale tecnologia.” Insomma ad impianto praticamente non operante non si rileva che assai poco. GENIALE !
Peccato che il 5G per essere operativamente efficace Arpa ometta di ricordare che bisognerà installare migliaia (orientativamente 800 a chilometro quadrato) di piccole antenne, ogni cento metri, che rilanceranno il segnale proveniente da un’antenna base più grande.
La NON risposta finisce appunto con l'impegno del Comune a “vigilare” ed il riconoscimento del ruolo fondamentale dell'ARPA FVG a cui l'amministrazione Dipiazza si rimanda.
E questo è curioso assai. Nell'agosto 2016 tutta la stampa e le televisioni regionali riportarono con grande evidenza il brutale attacco del sindaco di allora, lo stesso di oggi, contro la credibilità e l'affidabilità dell'ARPA FVG, tanto da deliberare l'assunzione di un proprio tecnico come consulente a 35.000 euro annuali, il Barbieri fantasma, ed annunciare l'acquisto di proprie centraline di monitoraggio (i famosi quanto fumosi dieci punti scritti col sangue in campagna elettorale e firmati in diretta TiVù).
Ma era la Ferriera non il 5G, dunque tutta un'altra storia anche se i tumori restano uguali.
Orpo che Arpa !



Covid-19 a Trieste. Le responsabilità.

» Inviato da valmaura il 28 April, 2020 alle 3:21 pm

Premesso che la Regione FVG, le Aziende Sanitarie ed il Comune di Trieste hanno avuto relativamente più tempo, e cosa importante più informazioni, per prepararsi all’impatto del CoronaVirus con la nostra realtà, emerge lampante ad ogni giorno che passa, a due mesi dall’inizio della pandemia, le responsabilità per gli errori commessi.
In particolare a Trieste negli ospedali la situazione è molto più grave di quella paventata dai sindacati, con numeri negativi più che doppi rispetto a quelli delle ASS di Udine e Pordenone: 150 i contagiati e 1300 tra medici, infermieri e personale in “sorveglianza attiva”: a rischio contagio ma NON ancora (INCREDIBILE!) sottoposti a tampone. E se i 50 medici positivi al Covid-19, di cui 31 già guariti, sono quasi tutti a Trieste questo vorrà pure significare qualcosa.
Ed è appena di queste ore, a sessanta giorni dalla diffusione dell’epidemia, la decisione dei vertici dell’Ass triestina di far usare i dispositivi di protezione a tutto il personale che viene in contatto con i ricoverati.
Ulteriori critiche di medici e personale ha suscitato la decisione di sdoppiare il reparto infettivi tra Cattinara ed il Maggiore.
E proprio a Cattinara dove la sventurata scelta di far sventrare cinque piani di una Torre per un Cantiere fallito in partenza ha comportato l’ulteriore spesa di 2,5 milioni di euro a cui andranno sommate le spese per l’arredamento e le apparecchiature per rimettere in funzione un secondo reparto.
Neppure Penelope era riuscita a fare meglio.
E mentre Trieste continua a detenere il primato di infezioni in Regione e da sola conta la metà dei deceduti in FVG spunta dal giardiniere Roberto Dipiazza una lettera che invita Conte a far “ripartire” la città anche prima del 4 maggio. Servono giardinieri?
Disastroso poi il bilancio nelle “residenze protette”, che nome ironico, triestine, pubbliche e private.
Da un primo parziale test un terzo degli “anziani” risulta contagiato ed oltre cento tra il personale sono i positivi.
Ora a due mesi dall’esplodere dell’infezione, e visto che la quasi totalità degli “ospiti” non aveva la possibilità di uscire dalle “case”, il contagio è stato di “importazione”.
Un elemento gravissimo che mette sul banco degli imputati, ora metaforico un domani chissà, i vertici regionali, comunali e sanitari per le mancate adeguate misure preventive, la cui assenza tante tragedie ha causato.
Era la Regione a dover controllare affidabilità e sicurezza delle residenze private ed il Comune di Trieste di quelle pubbliche. All’ASS spettava il compito di verificare le condizioni sanitarie.
E se il modello è stato quello comportamentale tenuto con il fallimento COOP allora è stato detto tutto.
Sarebbe anche ora di aprire la pagina delle condizioni di lavoro di chi opera in queste strutture, sia per il privato ma soprattutto nel pubblico.
Menzione a parte merita quella figura assolutamente inutile del presidente della Camera di Commercio che invoca “Liquidità, liquidità, liquidità” da parte dello Stato. Ed intanto tiene ben serrata la decina di milioni subito disponibili che ha raccolto tra gli associati, gli stessi oggi in crisi di “liquidità”, per il fallito “Parco del Mare”.



Trieste. “Chi si loda si imbroda”.

» Inviato da valmaura il 27 April, 2020 alle 12:04 pm

Agegas più tante sigle sul Depuratore si “sbrodola”.
Nuovo spot sulla stampa di Agegas sul Depuratore fognario cittadino. Stavolta sui lavori di insonorizzazione a “tutela dei residenti”. Della serie: meglio tardi che mai.
Parte definendo l’impianto “uno dei più innovativi al mondo”, mondo che deve essere messo assai male, allora.

Continua sulle “particolarità” dell’impianto a partire “dalla vicinanza alla città”.
Vicinanza? Veramente è nel cuore stesso di Trieste, confinato da un lato da Servola, a cui non si fa mancare proprio nulla, e dall’altro da Chiarbola, forse il quartiere più popolato della città.
Entra poi nell’elegia poetica quando lo decanta “Un depuratore che dialoga con il mare, rimanendo muto come un pesce”.
Si, ma marcio. Con buona pace della statua del “Sardon” barcolano confinato infaustamente proprio lì. "Povera stela".
Ora che non ci sono più scusanti (Ferriera) a tutti i triestini sarà finalmente chiaro da dove proviene quella “misteriosa puzza”, come eufemisticamente la descrive periodicamente il piccolo giornale per non turbare un inserzionista pubblicitario di peso, che frequentemente invade la città e trasforma superstrada (sic.) e galleria di Servola in una camera di guanogas.
Siot e Acegas sono avvertiti: e uomo avvertito è mezzo fregato.



5228 Mi Piace. FacebooK.

» Inviato da valmaura il 25 April, 2020 alle 12:49 pm

E 105 in più seguono le nostre pagine.
La principale, Circolo Miani, nel momento in cui scriviamo totalizza 4539 “Mi Piace” alla Pagina che è seguita da 4596 persone. Con una media di “persone raggiunte”, lettori, di quasi 39.000 a settimana, in realtà Facebook li conteggia su 5 giorni ma fa niente, di cui “interagiscono”, che brutto termine, quasi 15.000 (tra i “mi piace”, le condivisioni ed i commenti ai singoli articoli).
Per essere un'informazione gratuita,
aggiornata con non poca fatica ed impegno di diverse ore quotidianamente, non è male come risultati. Considerate che il piccolo giornale vendicchia a Trieste in media sotto le settemila copie, qualche migliaio di più il sabato e domenica.
Non male ma si può e si deve fare di meglio!
Nell'intento di offrire a Triestini, e non, quel giornalismo che a Trieste manca da decenni. E che qui, nelle televisioni pubbliche e private, oltre che nella carta stampata, è legato a filo doppio agli interessi di questa politica e degli affari.
Non ci stancheremo dunque di invitarVi, siete in gran parte a casa e non vi costa fatica né molto tempo, a coinvolgere i vostri contatti, “amicizie” e quant'altro, a destinarli di un messaggio personale con l'invito a visitare le nostre pagine, e, se lo ritengono, a mettere il loro “mi piace” a partire da quella Circolo Miani.
E' l'unico modo che Facebook prevede per aumentare la diffusione, insomma la “tiratura”, dei nostri articoli e delle nostre iniziative. Almeno fin quando permane questo stato di Limbo causato dal Covid-19.
Come Voi forse già saprete, da anni: ovvero dal 2007, il Circolo Miani ha scelto di rinunciare ad ogni finanziamento “pubblico” per non essere soggetto alle indebite pressioni, che in passato dal 1981 anno di nostra fondazione, non sono mai mancate da parte di partiti, potentati economici, e peggio. Lo abbiamo fatto, sapendo di andare incontro a sacrifici quasi insuperabili (mantenere le sedi costa, pagare le bollette idem, oltre a recuperare i quattrini necessari per finanziare le attività), con l'autofinanziamento e l'impegno volontario. Che ci hanno permesso tralaltro di mettere a disposizione gratuitamente sedi e strutture ai cittadini che lo richiedevano, in una città particolarmente priva di spazi pubblici senza costo, a partire dai Comitati di Quartiere di tutta Trieste e Muggia.
Oltre all'autofinanziamento abbiamo due soli modi per sorreggerci: le donazioni sul Conto Corrente intestato all'Associazione presso il Banco Monte dei Paschi Siena (ex Antonveneta) filiale di Corso U. Saba 18/20 in Trieste.
Codice IBAN: IT 45 W 01030 02205 000061231568.
Oppure destinando il vostro 5 X 1000 al momento della compilazione annuale della dichiarazione dei redditi, qualunque essa sia, al Circolo Miani tra le Associazioni di Volontariato scrivendo nell'apposito riquadro il nostro Codice Fiscale 90012740321, al “costo” di una firma.
Non siate timidi e Buon lavoro !



5G Perché la moratoria. Facciamo chiarezza !

» Inviato da valmaura il 24 April, 2020 alle 12:31 pm

Noi, come Circolo Miani, non siamo a prescindere contrari, o acriticamente favorevoli, alle nuove tecnologie e tantomeno a quelle che servono a migliorare la diffusione informatica. Ora il 5G, domani il 6-7-17G, in una ricerca in rapidissima evoluzione di mercato dove i tempi di attuazione e realizzo sono componente determinante nel business.
Noi, come Circolo Miani, vogliamo semplicemente che le amministrazioni pubbliche, nel rispetto della Costituzione che pone la tutela della salute e del territorio come fine prioritario della Repubblica, prima di dare il via libera, in questo come in altri casi, si prendano tutto il tempo necessario, prima e non dopo che piangere, e spendere, a posteriori serve poco o nulla, per avere la scientifica certezza di assenza di pericoli per le persone e l’ambiente.
Si chiama “precauzione” a cui la stessa Unione Europea ha invitato gli Stati membri sulla questione 5G.
Detto questo, ecco perché la nostra richiesta di “moratoria” avanzata al Comune di Trieste, invitato ad agire come già fatto da altre centinaia di comuni in Italia.
Tanto più in presenza di reazioni e notizie contraddittorie provenienti, e non è una novità, dall’Arpa FVG.
Dalla stampa di ieri: “Arpa conferma che non vi siano impianti 5G attivi a Trieste, precisando che però sono arrivate delle richieste di parere per 19 impianti da installare su strutture già esistenti”.
Della serie, come ti aggiro le norme.
E prosegue l’articolo di ieri: “Il Comune preferisce non ribattere (ovvero mai silenzio è peggiore) ed evita di entrare nel caso specifico essendoci un procedimento in corso”.
Quale? Vista che l’azione del Circolo Miani svolta attraverso un legale è, per ora, una richiesta formale di moratoria rivolta solo al Comune.
Dunque di quale procedimento in corso si vaneggia? Il Comune di Trieste deve decidersi nell’assumere una semplice responsabilità, lo rispieghiamo a chi non lo ha ancora capito dalle parti di Palazzo Cheba e cerca fantozzianamente di svicolare per prendere tempo: ovvero dire Si o No alla richiesta di moratoria avanzata dal Circolo Miani (come ad esempio fatto recentemente dal Comune di Sacile con una semplice Ordinanza di moratoria che ha ottenuto il consenso unanime di tutte le forze politiche e che noi oltre due mesi orsono abbiamo inviato al Sindaco con il semplice invito a copiarla e farla propria, che non ci vuole poi molto ci pare) per Trieste.
Ma diremo di più, basterebbe, ad ulteriore tutela e soprattutto precauzione della salute dei Triestini e del nostro ambiente, che oltre a decidere la moratoria il Comune di Trieste aggiungesse una semplice postilla di due righe nelle richieste delle multinazionali che costruiscono gli impianti per il 5G.
La riportiamo noi così risparmiamo la fatica ai “dubbiosi ed incerti” amministratori triestini di maggioranza ed opposizione.
Quando vengono presentate al Comune le domande per le licenze costruttive si aggiunga la frase: “Che la società richiedente si assume in via esclusiva la responsabilità di garantire che la tecnologia in installo non provochi nel futuro alcun pregiudizio alla salute di persone e cose, rendendosi disponibile al pieno risarcimento di eventuali danni”.
Una frase che dove scritta ha provocato l’immediata rinuncia delle ditte alle richieste di costruzione.
Sarà un caso?




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