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Circolo Miani » News Correnti » Page 18

Elettrificazione banchine: urge passare dalle parole ai fatti!

» Inviato da valmaura il 30 May, 2022 alle 11:47 am

Navi Bianche, e non solo. A noi importa eccome.
(articolo del 14 giugno 2021)
Da tempo immemorabile trattiamo l'argomento che come dimostra la Comunità Europea è grave assai. Abbiamo ripetutamente chiesto a Zeno D'Agostino e all'Autorità Portuale che in attesa della futuribile elettrificazione delle banchine, per cui il porto ha già ricevuto 800mila euro dalla UE, dal Molo Balota in su, si iniziasse SUBITO a collegare all'energia elettrica con provvedimenti tampone almeno le navi da crociera, a partire dalle quattro con i motori accesi 24ore su 24 parcheggiate a Trieste, e le petroliere alla Siot.
Poi abbiamo più volte rilanciato l'idea di Costa crociere, appoggiata e condivisa almeno a parole da D'Agostino, di spostare il Terminal delle Navi Bianche in Porto Vecchio, con tutti i servizi annessi, e l'apertura della linea diretta di collegamento via mare con Venezia, e sempre nell'ottica di valorizzare turisticamente la nostra terra di prolungare il capolinea del Tram di Opicina, quando e se verrà, proprio in Porto Vecchio, magari in sinergia con il ripristino del collegamento su rotaia (il Trenino) fino a Barcola e magari pensarlo fino a Miramare, anche per porre un freno al Luna Park di sciocchezze che questa politica si inventa ogni giorno per riempire l'area, e creare veri posti di lavoro.
Circolo Miani-Trieste Verde.
Ecco quanto ci scrive il lettore Giorgio Iaksetich.
“Immagino che a pochi importi molto in questo periodo e che parlare di inquinamento sia visto come una lussuosa aberrazione di privilegiati con stipendio fisso. Tuttavia è difficile non notare il livello di inquinamento prodotto dalle grandi navi ormeggiate ormai ogni weekend alla Stazione Marittima di Trieste. È un discorso che, nelle città che soffrono di più a causa delle grandi navi, incontra una sensibilità molto maggiore. Ma quando se ne parla a Trieste, purtroppo, si raccattano per lo più insulti, anche se si sa che queste navi portano più disagi che benefici.
Inutile sperare altresì in banchine elettrificate nel prossimo futuro. Al momento ce ne sono solo 12 al mondo ed è altamente improbabile che la prossima venga installata a Trieste: se ne riparlerà forse fra una ventina d'anni, se tutto fila liscio. Nel frattempo questi mostri continueranno ad eruttare veleni sulla città di fronte a migliaia di cittadini e politici in estasi.
Quello che mi preme qui sottolineare è che le navi in questione sembrano produrre, in ogni caso, livelli di inquinamento ben diversi. Nessuna beninteso è 'ecologica', ma alcune sono senz'altro peggio di altre.
Allego qui due foto, una della MSC di ieri, sabato 12 giugno, e una della Costa di oggi.
La differenza è evidente e comunque si sa che le navi MSC sono fra le più inquinanti al mondo. Manca davvero la volontà politica di imporre regole più stringenti agli armatori e si preferisce invece continuare a mostrarsi accaniti ambientalisti multando gli automobilisti che lasciano il motore acceso per cinque minuti per far funzionare l'aria condizionata?
Hanno veramente la faccia come il c..., come diceva Il Male”.



Quello che non vi dicono di Muggia.

» Inviato da valmaura il 30 May, 2022 alle 11:45 am

Nel silenzio assordante di stampa e televisioni vi do un semplice esempio di quello che vi nascondono, poi a voi, soprattutto ai cittadini di Muggia, trarre le valutazioni, anche sul comportamento di questi “organi di informazione”.
Ultimo Consiglio comunale.
Sono dovuto ricorrere ai dettami del Regolamento del Comune per ottenere che la mia mozione, ed unica, sulla crisi Flex fosse calendarizzata per la discussione.
Ho strappato contro molte resistenze diciamo “procedurali” la possibilità di ricordare in apertura dei lavori il trentennale delle stragi mafiose di Capaci e via d'Amelio, dove rimase ucciso un agente della scorta muggesano, e per cui ho chiesto il conferimento della benemerenza civica, ed il quarantennale della strage mafiosa-politica di via Carini a Palermo dove fu assassinato, assieme alla moglie, il Prefetto generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
E stupisce il fatto che a “commemorare” non sia stato il Sindaco come invece avvenuto a Trieste con Dipiazza.
Sono intervenuto a lungo in Commissione e poi in Consiglio per sollecitare una audizione con gli assessori al Bilancio, Mariucci, e quello ai servizi sociali, con la direttrice del Servizio, al fine di arrivare all'esenzione dal pagamento della tassa comunale sui rifiuti per le persone ed ai nuclei familiari in difficoltà economiche: è un eufemismo per non dire povertà, almeno per quelle al di sotto di un Isee annuo di diecimila euro netti.
Un assurdo che il Comune pretenda di incassare soldi da queste famiglie e poi inviti le persone a rivolgersi ai servizi sociali per aiuti economici.
Sulla mozione Flex vi invito ad ascoltare il mio intervento video: https://youtu.be/ksPu1vYnYJM?t=10368
La destra, con in campo l'arbitro che giocava al suo fianco, altrimenti è inspiegabile come sia stato concesso di portare al voto un atto che nulla aveva da spartire con lo strumento Risoluzione, destinato esclusivamente a prese di posizione su cui il Comune non ha potestà primaria, e questo chiarisce vieppiù la non imparzialità tecnica della segreteria generale, come è naturale che avvenga, come in questo caso, quando si assumono valutazioni politiche non supportate dal Regolamento (basta leggersi il testo Carboni).
La destra “padronale” prima pretendeva, votandoselo a maggioranza, con un emendamento di snaturare completamente la mozione a tutela della proprietà della Flex, cancellando la semplice cronaca e la realtà dei fatti, riconosciuta per altro più volte pubblicamente dal Presidente della Regione, Fedriga, e dall'assessora Rosolen con parole e giudizi ben più duri di quelli contenuti nella mozione.
Poi al ritiro della stessa, presentavano, cosa che per Regolamento non si può fare, prima una altra mozione poi rinominata risoluzione, già pronta stampata e fotocopiata da prima della seduta del Consiglio, pur non figurando all'ordine dei lavori.
Francamente quello che spaventa è la pochezza, l'ignoranza letterale delle materie su cui per altro mai , o quasi, intervengono, e soprattutto l'acquiescente silenzio degli undici eletti del centrodestra in Consiglio.
E' per questo che si sono candidati? Per questo hanno chiesto, ed ottenuto, il voto dei sempre meno elettori? Per ridursi a votare a comando in consiglio anche contro ogni evidenza e buonsenso?
Triste e disarmante.
Io ho la grande fortuna di essere forse l'unico a non avere “bandierine da impiantare” come in trance agonistica mi ha accusato la “patriota” Carboni, né una “parte” da difendere e rappresentare.
I miei “editori di riferimento” sono esclusivamente i cittadini, di Muggia e non solo, e sfido chiunque a dimostrare che tutti gli atti fin qui da me presentati, e sono più della metà di quelli totali, non siano ispirati all'unico principio di tutelare e fare il bene della comunità, compresa quella metà che non ha votato o l'altra che ha votato per le sigle partitiche, perchè i problemi sono uguali per tutti.
Il mio solo vizio è quello di dedicare particolare attenzione e premura a quelle migliaia di persone che anche a Muggia vivono, spesso un eufemismo, in maggiore difficoltà, insomma ai “meno garantiti”. E cercare di dare loro voce e se possibile migliorare la loro vita.
Si questa è forse l'unica “bandierina” che mi sento di piantare.
Maurizio Fogar, consigliere Lista civica Muggia.
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I disonesti si perdonano. I poveri no.

» Inviato da valmaura il 30 May, 2022 alle 11:42 am

La propaganda delle destre ha ripreso a cannoneggiare il Reddito di cittadinanza, cavalcando la balla che le imprese non trovano impiegati.
(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Visto che la Giustizia non tira, e a parte Berlusconi e un po’ di gente che non dorme serena vedremo quanti andranno al referendum, la propaganda delle destre ha ripreso a cannoneggiare il Reddito di cittadinanza, cavalcando la balla che le imprese non trovano impiegati in quanto i giovani preferiscono fare la bella vita col sussidio.
Ovviamente si tratta di una fesseria sesquipedale, perché il piccolo accredito mensile fa concorrenza solo al tozzo di pane che si getta pure agli schiavi, ma è fondamentale per oltre tre milioni di italiani senza null’altro per curarsi e mangiare.
Al netto degli abusi, che rientrano in una soglia fisiologica nonostante ci raccontino il contrario, questa misura è la più capillare forma di welfare mai realizzata nel Paese, importantissima quando le politiche liberiste delle destre e di Renzi – cioè la stessa cosa – facevano salire fino a cinque milioni gli italiani in povertà assoluta, e adesso ancora di più per gli effetti economici di guerra e pandemia.
Eppure dalla Meloni a Calenda tutti indicano nel Reddito di cittadinanza un errore, evidentemente supportati dai sondaggi sul gradimento che raccoglie una simile battaglia. Un gradimento che vediamo in quell’area politica ed economica abituata a sfruttare i lavoratori, e per cui è irrilevante persino un dato drammatico come quello appena fornito da Save the Children sull’ignoranza in crescita nelle classi sociali deboli.
Ma in un Paese in cui è più grave essere poveri che disonesti, non va di moda sostenere chi è rimasto indietro. Anzi, per le destre e un pezzo di sinistra non lo è stato mai.



Scandalosa Muggia sulla FLEX. La Mandrakata della destra muggesana.

» Inviato da valmaura il 28 May, 2022 alle 10:08 am

Vi ricordate il mitico film “Febbre da cavallo”, la scena finale quando Gigi Proietti ed Enrico Montesano alla stazione si perdono le ultime diecimila lire al “gioco delle tre carte” del magliaro di turno?
Bene ieri sera in Consiglio comunale sulla mozione per i lavoratori della Flex (550 dipendenti tra interni ed esterni) presentata dal consigliere comunale Maurizio Fogar la scena si è ripetuta.
E vi consigliamo di seguire con attenzione lo spezzone della seduta del Consiglio sotto riportata.
Quando Fogar depositò la mozione al Protocollo comunale, il 14 maggio, pensò di arrivare in coda ad iniziative simili di altri consiglieri o della Giunta, invece si accorse di essere il primo e, cosa ancor più grave, l'unico ad essere intervenuto a Muggia, dove pur vivono tanti lavoratori che vedono la loro vita futura messa a repentaglio, sulla crisi della Flex.
Stranamente, e contro recenti precedenti, la mozione non fu discussa in Commissione e con fatica, a rispetto del Regolamento del Comune appellato dal Fogar, fu calendarizzata per la discussione nella seduta di ieri, 25 maggio, in Consiglio.
Prima di iniziare i lavori, nella abituale conferenza dei Capigruppo, disertata quasi totalmente dagli esponenti di maggioranza, come la volta precedente, e tenuta in vita nel numero legale garantito solo dai capigruppo di minoranza, e per la seconda volta di seguito, terza se si calcolano pure i lavori dell'ultima Commissione, nessuno ebbe alcunchè da proporre su questa Mozione.
A sorpresa in aula spunta invece un emendamento sbianchettante della consigliera capogruppo Viviana Carboni, di Fratelli d'Italia, che praticamente snatura la realtà dei fatti cancellando ogni riferimento allo scandaloso comportamento della proprietà, la multinazionale Flextronics, pur denunciato pubblicamente e con dure parole perfino dal leghista Fedriga e dalla “patriota” assessora regionale Rosolen (“melina inaccettabile”, assenza di qualsivoglia piano industriale, profitti da delocalizzazione in Romania, ecc.).
Purtroppo, usando una terminologia che troviamo estranea alla amministrazione di una comunità, a Muggia ci è capitata in malasorte non la “destra sociale” ma quella padronale.
Al rifiuto del consigliere Fogar di accettare un emendamento che avrebbe trasformato la sua mozione, cancellando la realtà dei fatti, in una sostanziale presa in giro dei lavoratori: insomma una pacca sulle spalle e tante condoglianze, il Sindaco Polidori mette ai voti l'emendamento Carboni e lo fa approvare con 10 voti contro otto. A questo punto al consigliere Fogar, della Lista civica Muggia, non resta altro per bloccare questo raggiro che ritirare la sua mozione per sottrarla alla beffa.
E oplà a questo punto spunta una Risoluzione prestampata che copia le stesse cose scritte nell'emendamento e presentata dalla stessa esponente di Fratelli d'Italia Carboni.
Ovviamente i custodi, le vestali, del Regolamento del Comune tacciono e consentono, omettendo di rilevare che la Risoluzione, unica scappatoia per saltare l'iter riservato a tutti gli altri atti comunali, inerisce solo ed esclusivamente prese di posizione che esulano dalla unica potestà comunale, e qui non se ne capisce il senso: che il Comune di Trieste e la Regione hanno già preceduto il Comune di Muggia con mozioni sulla Flex, a meno che non si voglia chiedere ai comuni di Ladispoli e Canicattì di pronunciarsi sulla Flex di Trieste-Muggia.
Insomma il giochino delle tre carte, la Mandrakata, per tacere sulle responsabilità di una multinazionale e sulla verità acclarata dai fatti.
Ecco i lavoratori in lotta della Flex non si meritano questa presa per i fondelli di questa politica, e pertanto il Consigliere Fogar, ha annunciato di abbandonare l'aula per non avvallare questa farsa, seguito da tutti i componenti della minoranza. Questo il Link per vedersi l'integrale sceneggiata.
La Mozione rifiutata:
Mozione urgente.
Al sindaco di Muggia.
Oggetto: il Comune per i lavoratori Flex.
Premesso che da anni si rincorrono preoccupanti voci sul ridimensionamento delle maestranze Flex, e si fa ricorso costante all'istituto della Cassa Integrazione, pur a fronte di bilanci societari della proprietà in attivo.
Posto che la stessa proprietà ha scelto per incamerare maggiori profitti sui costi del lavoro di intraprendere da anni la cosiddetta delocalizzazione in altri Paesi della Comunità Europea, in questo caso la Romania.
Posto che sarebbe finalmente ora che la UE applicasse, a tutela di simili deprecabili episodi, una politica del salario minimo uguale per tutti i paesi membri e forme contrattuali collettive europee.
Considerato che alla stessa Flex lavorano cittadini di Muggia.
Si impegna questa Amministrazione non solo ad esprimere piena e convinta solidarietà ai lavoratori che vedono messo a grave rischio il loro posto di lavoro e sperperata la professionalità acquisita, ma ad affiancare presso tutte le istituzioni, a partire da Regione e Mise, l'impegno dei lavoratori nella loro lotta contro ingiustificate scelte della proprietà che puntano ad un drastico ridimensionamento dell'occupazione ed alla dequalificazione del ruolo fin qui svolto dallo stabilimento triestino.
Trieste, 14 maggio 2022.
Maurizio Fogar, consigliere Lista civica Muggia.



Tram di Opcina. Neanche la Fiaba de sior Intento.

» Inviato da valmaura il 28 May, 2022 alle 10:05 am

Alè, altri mesi di ritardi ed altri soldi spesi.
Il Tram è oramai fermo da sei anni buoni ed il primo grosso ritardo, due annetti, va addebitato ai controlli, non fatti, sulla incompatibilità per pendenze giudiziarie del titolare della ditta aggiudicatasi i lavori a partecipare a lavori pubblici.
Ma non ci risulta che nessuno dei vertici tecnici del Comune ne sia stato chiamato a risponderne, come per i soldi buttati del cantiere “per finta” del Canale Ponterosso.
Ma che ci stanno a fare i consiglieri di opposizione in Comune?




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