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Circolo Miani » News Correnti » Page 178

Ferriera: nella vecchia fattoria, iiah, iiah, oohh …

» Inviato da valmaura il 27 September, 2008 alle 3:25 pm

Notizia dell'ultima ora: differentemente da quanto ipotizzato e da noi più sotto riportato, la data di convocazione della Conferenza dei Servizi per la revisione dell'AIA Ferriera slitta a fine ottobre, pare il 27, per ritardi dovuti alla ricezione da parte della Regione delle memorie del Comune e della Provincia (ma il termine non scadeva per legge e per tutti al 28 agosto scorso?). Ovviamente, e confidando che non ci siano ulteriori ritardi che la gente costretta ogni giorno sulla propria pelle a fare i conti con l'inquinamento della Ferriera non sopporterebbe, ve ne daremo notizia aggiornata appena certi.

Prima le cose serie ed i fatti.

Lunedì 6 ottobre, alle ore 18, al Circolo Miani in via Valmaura 77 (nono piano), incontro dibattito con il Procuratore Aggiunto del Tribunale di Udine, Giancarlo Buonocore, che ha firmato la richiesta di sequestro, accolta in ogni sua parte che la fabbrica è ancora chiusa, dello stabilimento chimico di Torviscosa Caffaro, ex SNIA. Ovviamente per il pericoloso inquinamento prodotto e per i danni alla salute dei residenti di una vasta area che arriva fino a Grado e Marano, e dei lavoratori.

La vicenda della Caffaro è assolutamente identica, nella storia e nei comportamenti degli attori coinvolti (dal sindacato alla proprietà, dalle amministrazioni locali all’ARPA fino agli organi d’informazione), a quella della Ferriera. La logica è la stessa: il profitto sulla pelle della gente senza rispettare alcuna norma di legge e quando la magistratura fa il suo dovere, per l’informazione la colpa è dei giudici che mettono a repentaglio i posti di lavoro e non di chi per anni ha commesso dei reati.

Nei primi giorni di ottobre dovrebbe riunirsi la Conferenza dei Servizi (Regione, Provincia, Comune, ARPA, e ASS) per il riesame dell’AIA alla Ferriera. Mercoledì scorso in un lungo incontro con l’Assessore regionale all’Ambiente Vanni Lenna ed i dirigenti del suo ufficio, Maurizio Fogar e Romano Pezzetta in rappresentanza del Circolo Miani, di Servola Respira e dei Comitati di Quartiere, hanno insistito sulla necessità del ritiro dell’AIA come unica soluzione possibile al problema Ferriera, scartando l’ipotesi palesata dalla Regione di una nuova AIA più restrittiva che dopo tutti i mancati controlli di questi anni e la scarsissima credibilità di ARPA e ASS locale nell’opinione pubblica, verrebbe vissuta come l’ennesimo favore alla Lucchini sulla pelle della gente senza risolvere nulla. La riunione si è chiusa con l’annuncio che per il giorno della riunione della Conferenza dei Servizi, come deciso nell’assemblea della scorsa settimana, ci sarà fuori dal luogo del suo svolgimento una grande manifestazione cittadina per attenderne il risultato. Da ultimi colloqui intercorsi pare che la Regione si sia orientata ad accettare le valutazioni della memoria da noi presentata contenente le osservazioni sulla revisione AIA che prevedono l’annullamento e il ritiro della stessa.

Ed ora i fatti sulla Ferriera:

Il merito della risoluzione del Parlamento che impegna Governo e Regione a predisporre entro sessanta giorni a partire dal 25 settembre un piano per la dismissione e riconversione della Ferriera è tutto ed esclusivo del Circolo Miani, di Servola Respira, degli onorevoli Massimiliano Fedriga ed Angelo Alessandri, Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, primi e secondi firmatari dell’atto parlamentare, e della Lega Nord, partito di cui sono deputati e dirigenti.

L’impegno è stato preso infatti nel corso della loro conferenza stampa-assemblea, tenutasi nella sede del Circolo Miani, domenica 20 luglio, alla presenza di centocinquanta persone oltre che dei giornalisti e costruito assieme in queste settimane, ed i tempi non solo sono stati rispettati appieno ma addirittura anticipati (la scadenza che ci eravamo dati era per i primi di ottobre).

Tutti quelli che ora riempiono pagine e pagine di quotidiani e telegiornali a commentare i fatti e si assumono meriti per supposti suggerimenti, sono dei mentitori dalla faccia di bronzo: hanno appreso della notizia leggendo i giornali il giorno dopo la votazione. Dalla Regione, alla Provincia per finire al Comune. A cominciare dal Sottosegretario triestino all’Ambiente, quello che non si accorge che mentre siede al Ministero gli sfilano i cinquanta milioni di euro destinati alle bonifiche a Trieste sotto il naso, naso che per altro non fiuta per tempo neppure le discariche tossiche abusive dello Scalo Legnami create, come commenta lui scandalizzato, sotto gli occhi di tutti e viste appunto da tutti i cittadini che in questi anni ne denunciavano inascoltati la presenza, meno che dai suoi che doveva controllare. Sottosegretario che come il suo collega parlamentare Rosato ha appreso della decisione un minuto prima del voto, giusto in tempo per apporvi la firmetta.

La scomposta reazione dell’azienda, molti buchi neri per altro nella biografia del magnate russo pubblicata sul piccolo giornale di oggi e sarebbe interessante portarli alla luce, così giusto per completezza d’informazione, dimostra che per la prima volta essa sa di non poter contare sulle complicità politiche di cui ha finora goduto, a destra come a sinistra. Per altro dimostra pure grossolana incompetenza perché scrive senza nemmeno conoscere il testo della risoluzione, che tecnicamente si basa sulle relazioni della Direzione centrale del Ministero dell’Ambiente e sulle decisioni delle Conferenze dei Servizi, inerenti l’inquinamento dei suoli e delle acque, e non come stolidamente replica la proprietà, sulle emissioni nell’aria.

Spiace solo rilevare una volta di più il fallimento dell’informazione a Trieste ed in Regione. Invece di dare notizie utili sulla risoluzione votata e su quello che succederà, molto più interessanti per i cittadini che l’apertura di denti e l’espulsione di fiato dei tromboni politici, facendo parlare i protagonisti della vicenda e finalmente informando la gente, dedica paginate a chi non sa e non ha fatto in questi anni un beatissimo nulla.

Non merita quasi citare un triplice sindacato che come sempre ha fatto in tutti questi anni è più sensibile al deretano aziendale che agli interessi dei lavoratori, per altro felici e giulivi di vivere e morire in Ferriera, come attesta il recente questionario padronale.

Meno spazio ancora va dedicato ai comitatini antifumo, che hanno il merito d’aver fatto rinunciare l’avvocato Giuliano Spazzali dal patrocinio legale dei residenti, che oggi invece sarebbe stato utilissimo per i giusti risarcimenti e di aver regalato alla banda Rotelli ed alla Lucchini la propaganda sanitaria. E che predicano l’apoliticità sempre in rigorosa compagnia di politici impotenti di ogni foggia e colore, e che oggi vedono la soluzione Ferriera avvicinarsi proprio grazie a quella politica vera e alta da cui per fortuna sono lontani mille miglia.

Nella vecchia fattoria, iiah, iiah, oohh:

C’è una renna di Babbo Natale che dichiara che il parlamento sbaglia i numeri perché i servolani candidati a morte per tumori e broncopatie sono solo 12.000 e non 50.000, e scusateci se sono pochi. E comunque spiace che le corna non siano pallottolieri e che la tundra lappone sia deserta, ma tra Campi Elisi, Chiarbola, Valmaura, San Sabba, Aquilinia e Muggia sono oltre 70.000 le persone a rischio. Lo ricordi al vecchio signore dalla barba bianca che si porta in groppa il prossimo 25 dicembre.

C’è un maiale ganasa che presiede gli industriali locali che rivendica un tavolo istituzionale per studiare bene il problema e salvare il businnes russo-bresciano, che i sessanta giorni pochi sono, non si riesce a mangiar bene ed il ruttino non sale. I maiali hanno memoria corta, in parte non hanno colpa finiscono in tavola, tra mortadelle e costine, nell’arco di un anno di vita ma questo che un po’ stagionato pare, lo speck gli tocca in sorte, dovrebbe aver l’età per ricordare i tanti tavoli a cui in sei e passa anni per questo si son seduti: per mangiare, ruttare o che altro.

C’è un cinghialone ridens (rida meno e dimagrisca di più, un consiglio d’amico) che ha guidato da assessore regionale per quasi cinque anni questo tavolo istituzionale della Regione per la riconversione del sito e la ricollocazione dei lavoratori della Ferriera. Un tavolo che non ha prodotto assolutamente nulla ed ora ha la faccia come il c… di far la morale ad altri. Ma pensi alle cotiche sue che bastano ed avanzano.

C’è una iena, sempre ridens, con una natica in Comune e l'altra in Regione, al Senato c'è il sedere fraterno, che grida con stridula voce “Bingo” per regalare altri soldini, nostri, alla Lucchini, il lupo perde il pelo (anche se iena) ma non il vizio, spolpa oggi, spolpa domani….

C’è un bassotto comunale che si lamenta che sessanta giorni sono pochini, tra una scodinzolata al capobranco ed una pisciatina sul nuovo lampione passano in un baleno, e che ci vogliono idee chiare. Quelle appunto che lui da ex assessore comunale all’ambiente così come i suoi successori non hanno mai posseduto in questi anni. Per favore abbai per se e non coinvolga altri, che le idee le hanno e chiarissime fino dal 1998, nei suoi latrati.

E c’è il capobranco che in otto anni ha chiacchierato, chiacchierato tanto che la gente non ne può più, ma lui continua imperterrito: per favore qualcuno lo avvisi e lo faccia tacere, offrendogli amorevolmente una ciotolona di fresca acqua ed una cuccia europea.

E c’è un onorevole pollo che non sapeva volare su Palazzo Cheba e gli hanno offerto non uno ma ben due paracaduti in seta, da sottosegretario prima e deputato poi, che si vanta di aver modificato la risoluzione cancellando il limite dell’anno 2009 per la chiusura. Finirà in pentola per questo errore perché invece di dar ulteriore tempo ha affrettato la dismissione della Ferriera, ci giocherei le penne, sue.

Ecco son due giorni che molti politici, sindacalisti, imprenditori, assessori ex ed in carica al lavoro, parlano senza nulla conoscere o capire, loro che sono la causa prima, assieme alla Lucchini, di questo sfacelo e del tempo colpevolmente sprecato: sei e passa anni persi e scanditi dalle malattie e dalle morti di centinaia e centinaia di triestini e muggesani. Su questi giornali che hanno sempre cancellato ed ignorato chi dava voce alle migliaia e migliaia di persone drammaticamente coinvolte per dar spazio a questa banda di tromboni sfiatati capaci solo di farsi vivi in campagna elettorale.

Hanno censurato tutto anche le ripetute venute di Ballaman, Alessandri, Fedriga, e l’ultima della scorsa settimana del Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Reina, al Circolo Miani che sono servite proprio a preparare questa risoluzione, ove si scrive in due passaggi e non a caso che i circoli che danno voce agli abitanti dovranno essere coinvolti nel processo di dismissione e riconversione che dovrà avvenire con il consenso di chi vive nei tanti quartieri dove la Ferriera colpisce.

Post Scriptum:

Ecco ora che è arrivato anche l’ultimo protagonista lo spettacolo può iniziare, il Circo Zavata è al completo!

Mancava infatti solo lui l’eclettico Roberto Morelli, specialista in tuffi con avvitamenti carpiati, dalla famiglia Hauser alla Illycaffè con intermezzo alla fondazione camberiana, oggi opinionista al piccolo giornale. Ogni domenica o quasi interviene sul nulla ripetendo sempre la stessa summa di banalità, sul sistema Trieste e amenità varie, un tuttologo del vuoto, una Treccani dell’ovvietà e ovviamente non poteva mancare un suo autorevole rimbrotto, una propostina no?, sulla risoluzione parlamentare della Ferriera. Ecco oggi dormiremo sonni tranquilli, sognando il Morelli a spalar carbone in cokeria per 850 euro al mese tra i nuovissimi impianti ad alta tecnologia, che dalla Nasa e dal MIT vengono qui ad invidiarceli, installati in questi anni da paron Lucchini.

Un suggerimento alla società editoriale del piccolo giornale: liberi di buttare i soldi fuori dalla finestra ma fateci un favore, togliete dalla testata la scritta “Giornale di Trieste”, perché da lungo tempo non lo siete più, e magari sostituitela con quella di organo delle famiglie Illy-Camber e del padronato che ha rovinato la nostra città. Magari qualcuno ritornerà a comprare qualche copia del quotidiano che ha raggiunto il limite più basso di copie vendute mai toccato in città.

 




Ferriera: venerdì 26 settembre, ore 15 al Circolo Miani, Conferenza Stampa.

» Inviato da valmaura il 25 September, 2008 alle 1:10 pm

Si ha il piacere di invitare la Redazione del Vs giornale alla Conferenza Stampa che si terrà venerdì 26 settembre alle ore 15, presso la sede del Circolo Miani in via Valmaura 77 a Trieste (nono piano, ascensore di destra nel portone).

Nell’incontro con i giornalisti, l’on Massimiliano Fedriga, parlamentare triestino della Lega Nord e secondo firmatario della risoluzione che impegna il Governo e la Regione alla dismissione della Ferriera, Maurizio Fogar, Presidente del Circolo Miani, e Romano Pezzetta, Portavoce di Servola Respira illustreranno tempi, modi e contenuti del documento approvato dalla Camera dei Deputati.

Risoluzione che porta quale prima firma quella dell’on. Angelo Alessandri, Presidente della Commissione Ambiente della Camera, nonché Presidente nazionale della Lega Nord, nata e predisposta, non dopo la visita turistica a Servola come erroneamente scritto dalla stampa locale, ma nell’affollatissima assemblea al Circolo Miani e poi nella seguente conferenza stampa organizzate da Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere domenica 20 luglio, senza ahimè alcun suggerimento proveniente da Palazzo Cheba.




Un Piccolo piccolo, piccolo, ma proprio piccolo.

» Inviato da valmaura il 19 September, 2008 alle 1:44 pm

In ventisette anni di giornalista non ho mai visto ma nemmeno sentito di comportamenti simili.

All’unico organo che chiamarlo d’informazione fa ridere i polli a non aver dato notizia dell’assemblea, piena di gente, tenutasi giovedì al Circolo Miani sulla revisione dell’AIA alla Ferriera. All’unico a non aver annunciato il prossimo incontro-dibattito di lunedì 6 ottobre, alle ore 18, al Circolo Miani in via Valmaura 77, con il Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Udine, Giancarlo Buonocore, firmatario della richiesta di sequestro, vero, della inquinante fabbrica chimica Caffaro di Torviscosa. All’unico non presente alla conferenza stampa di venerdì mattina del Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti, ospite del Circolo Miani a Trieste, on. Giuseppe Reina, che invece ha rilasciato tre lunghe e significative interviste alle redazioni della Rai, di Telequattro ed AntennaTre-TeleNordEst, confermando la volontà del Governo a far rispettare il protocollo d’intesa firmato dalla Lucchini con il Governo che fissa per il 2009 la dismissione della Ferriera e nel contempo l’interesse governativo a dare il via il prima possibile, nell’area ora occupata dalla fabbrica, al polo logistico portuale, che dipende appunto dal Ministero di cui l’on. Reina è Sottosegretario.

E cosa unica nella pur lunga storia di censure e disinformazioni oramai pratica prevalente in uso al quotidiano locale, il cosiddetto giornalista spedito a seguire la conferenza stampa annunciata per le ore 12.15, Ugo Salvini, ha atteso nove piani più sotto, nell’amena via Valmaura che l’on. Reina scendesse in strada alle ore 13 per intervistarlo pur di oscurare il Circolo Miani.

Che la gente sappia che interessi rappresenta e difende questo chiamiamolo giornale, al cui confronto la Pravda, era un modello di pluralismo e di professionalità. Che la gente sappia perché alcuni trovano sempre e comunque spazio anche quando non hanno nulla da dire ma da utili idioti sono funzionali a difendere quegli inconfessabili interessi che questo giornale e la sua parte politica rappresentano sempre e contro la pelle, la vita, i diritti dei triestini. Vergogna per il giornalismo italiano, per la libertà d’informazione, per la città di Trieste.




Insopportabile.

» Inviato da valmaura il 10 September, 2008 alle 12:59 pm

Umanamente insopportabile e profondamente ingiusto. Non ci sono altre parole per definire la situazione venutasi a creare nelle ultime settimane dai Campi Elisi a Muggia, con epicentro a Servola, Valmaura, Chiarbola e Monte San Pantaleone per l’inquinamento e le schifezze di ogni tipo in uscita notte e giorno, senza soluzione di continuità, dalla Ferriera, dall’Italcementi e dalla Sertubi, dalla merda del depuratore fognario.

Credo che a memoria d’uomo non si sia mai verificato in tutti questi anni quello che è accaduto nell’ultimo mese. Una cosa insopportabile, inaccettabile che costerà danni incalcolabili alla salute di migliaia e migliaia di triestini e muggesani, ai nostri bambini, alle nostre donne, ai nostri vecchi. Oltre a rendere la vita di ogni giorno impossibile.

Una vera e propria emergenza annunciata e cronica, che grazie all’AIA, alle prescrizioni, sequestri e diffide, se possibile è vieppiù peggiorata nel silenzio, nel palleggio di responsabilità di politici, amministratori e presunti controllori.

Siamo stufi, stanchi ed incazzati. E non so cosa ma qualcosa dobbiamo fare e subito per mettere fine a questo calvario. E chiedo se non dobbiamo lottare per questo allora per cosa merita spendere il nostro tempo, la nostra dignità di esseri umani, la nostra responsabilità per la salute di chi ci è vicino.

I tempi dell’azione amministrativa sono lunghi, troppo lunghi, e di promesse non mantenute sono lastricati i vialetti di Sant’Anna, mentre dalla Ferriera ogni minuto esce quel veleno che ci uccide. Vanno fermati e subito.

Per organizzare la nostra risposta troviamoci giovedì 18 settembre, alle ore 19, nella sede del Circolo Miani, in via Valmaura 77 a Trieste.




Regione nulla l'AIA-Ferriera: la memoria del Circolo Miani e Servola Respira

» Inviato da valmaura il 28 August, 2008 alle 3:39 pm

Primo aggiornamento:

Su tutti i TiGì di venerdì 29 è apparsa la risposta della Lucchini alla memoria del Circolo Miani-Servola Respira, chiamati direttamente in causa dal Rosato della Ferriera.

Sul Piccolo di oggi 30 in un illeggibile pastone viene virgolettata una frase estrapolata dal punto 3 della nostra memoria ed attribuita in parte ad altra realtà che nulla ha a vedere con noi, oltre a ripresentare per la quarta volta una notizia stranota.

Per questo il presidente del Circolo Miani ha inviato la seguente dichiarazione alla stampa che alleghiamo di seguito.

 

Dichiarazione del Presidente del Circolo Miani, Maurizio Fogar.

 

“La cosiddetta risposta dei vertici aziendali della Lucchini spa alla presentazione delle osservazioni di Circolo Miani e Servola Respira in Regione per il processo di revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Ferriera è solo pura propaganda a cui riteniamo non possano e vogliano credere i cittadini che sono costretti a subire ogni giorno sulla loro pelle e salute gli splendidi risultati delle migliorie tecniche che sarebbero state apportate agli impianti e che hanno incredibilmente ottenuto il risultato, davvero difficile da immaginare e raggiungere, di fare aumentare il livello delle pericolose emissioni inquinanti. Come d’altronde conferma la recente notizia dell’apertura di una nuova indagine da parte della Procura che vede tra gli indagati proprio lo stesso Rosato in veste di AD e direttore della fabbrica, e come riportato pochi giorni fa dagli organi d’informazione che pure dovrebbero ricordarsi di quanto da loro pubblicato.

Ma se come recitava un vecchio slogan pubblicitario di Carosello: “Con quella bocca può dire ciò che vuole”, siamo sinceramente stanchi e stufi di vedere gli organi d’informazione riportare acriticamente fantasie e menzogne di questo tipo. Ma siccome forse qualcuno ritiene, nonostante gli anni di frescacce raccontate,  più credibile il direttore Ferriera che il Circolo Miani e Servola Respira allora si rimanda l’attenzione degli organi d’informazione alla raccomandata di data 30 luglio inviata dal Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, dott. Mascazzini, alla Lucchini ma anche a tutte le autorità regionali e locali, ove si denuncia la proprietà della Ferriera per non aver dato esecuzione ad una che è una delle prescrizioni trasmesse dalle varie Conferenze di Servizi decisorie a partire dall’anno 2003 sul sito inquinato di Servola. Oppure a quanto relazionato dall’ARPA alla Regione sulla mancata esecuzione dei lavori ordinati.”

 

Mercoledì 27 agosto è stata consegnata dal Presidente del Circolo Miani, Maurizio Fogar, alla Direzione regionale all'Ambiente, la memoria contenente le osservazioni per la procedura di revisione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale che la Regione ha avviato, accogliendo anche il nostro invito, nei confronti della Ferriera, proprietà della Lucchini spa.

La memoria, curata assieme a Romano Pezzetta, portavoce di Servola Respira, sostiene la nullità della delibera della Giunta Illy che ha concesso l'AIA od in subordine il ritiro della stessa, ben sapendo che questo non significherà automaticamente la chiusura dell'impianto ma certo un importante passo in avanti verso la dismissione dello stabilimento entro il 2009. E certo sarà un primo decisivo banco di prova per vedere se dopo anni di chiacchiere e promesse la politica sarà capace di passare ai fatti.

Da notare, e lo capirà subito chi leggerà la memoria allegata, che proprio oggi (giovedì 28 agosto) i carabinieri del NOE su incarico della Procura hanno posto sequestro decine di migliaia di tonnellate di materiali ferrosi accatastati su quell'area abusiva che da tempo era oggetto della segnalazione del Circolo Miani e di Servola Respira, e che viene appunto riportata nelle osservazioni consegnate in Regione, un interramento fatto con materiale di scarto delle lavorazioni e rifiuti di ogni tipo che poggia pericolosamente su di un tratto melmoso e fangoso.

Buona lettura a tutti.

 

Regione Friuli Venezia Giulia

Direzione Centrale Ambiente e Lavori Pubblici

 

Oggetto: osservazioni per il procedimento di revisione dell’AIA inerente lo stabilimento Ferriera di Servola proprietà della Lucchini spa: annullamento o ritiro della stessa Autorizzazione.

 

In premessa: dalla lettura della documentazione esistente e consultabile appare chiaro come la scelta di rilasciare l’Autorizzazione Integrata Ambientale allo stabilimento della Lucchini risponda più ad una logica decisoria politica che tecnica. Va qui sottolineata l’originale secretazione della metà della documentazione fornita dalla Lucchini per la pratica AIA/Ferriera posta sotto il vincolo di segretezza industriale, accettato dalla Regione, per un’impiantistica risalente agli anni 1960 e ad un vetusto ciclo produttivo di cocke e ghisa. Impianti per gran parte sottoposti a ripetuti sequestri giudiziari e di conseguenza stranoti e citati negli atti legali.

Tra i vari motivi per cui gli scriventi ritengono nulla la delibera giuntale del 28.12.2007 e ne chiedono il ritiro, ve ne sono diversi che confermano appieno quanto sopra appena affermato.

1)      La scadenza dei termini imposti dalla direttiva UE per l’esame dell’AIA era fissata improrogabilmente al 31 ottobre 2007, e che il Governo italiano con un Decreto Legge poi convertito, arbitrariamente spostava di sei mesi nonostante il preventivo parere negativo sulla legittimità dell’atto espresso dall’Ufficio studi legislativi della Camera dei Deputati e trasmesso all’allora Presidente on. Fausto Bertinotti, e la conseguente immediata apertura della procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia (il cui esito appare scontatissimo a meno di considerare morta e disciolta una Unione Europea dove uno stato membro possa tranquillamente disattendere e modificare unilateralmente quanto delibato in fase comunitaria e dunque vincolante per tutti gli stati aderenti).

2)      La voluta sostanziale ignoranza del contenuto della Legge istitutiva dell’AIA che parla espressamente di una autorizzazione per cui la valutazione va data sulla situazione esistente (art.3 comma B: “non si devono verificare fenomeni d’inquinamento significativi.”) al momento del rilascio e con prescrizioni che devono essere attuate entro e non oltre il 31 marzo 2008 (art.5 comma 18: “L’autorizzazione integrata ambientale concessa agli impianti esistenti prevede la data, comunque non successiva al 31 marzo 2008, entro la quale tali prescrizioni debbono essere attuate.”).

3)      L’irricevibilità di una domanda contenente nella parte descrittiva obbligatoria una serie di  omissioni tali da configurare l’ipotesi di falso in atto pubblico quando nella parte iniziale inerente la caratterizzazione del territorio con la prescritta indicazione di “attività e strutture presenti entro 1000 metri dal perimetro dello stabilimento” così si illustra la situazione:

A)    Case di civile abitazione: “Abitato del rione di Servola ed altri complessi abitativi” , dove sotto questa gentile perifrasi si intendono descrivere i rioni di Chiarbola, Valmaura e Monte San Pantaleone compresi pressoché integralmente nel perimetro di cui sopra e comprendenti circa ventimila residenti.

B)     Scuole, ospedali, ecc.: “Scuola elementare-media Svevo” . Dimenticando altre tredici strutture analoghe tra scuole (De Marchi, Biagio Marin), Asili Nido (Scarabocchio, Filastrocca, Mongolfiera), Materne (Don Chialvien, Mille Colori, Borgo Felice), Ricreatori comunali e oratori parrocchiali (Gentilli, Coboldi, Don Dario), Case di riposo e RSA (Emmaus, Casa Verde) e il completo Ambulatorio, Consultorio e Direzione del Terzo Distretto Sanitario.

C)    Impianti sportivi e ricreativi: “Circolo sportivo Ferriera, palazzetto dello sport di Chiarbola, Stadio comunale”. Omessi il Palasport Trieste, cinque palestre ed altrettanti circoli dopolavoristici e gli impianti sportivi minori.

D)    Riserve naturali, parchi, zone agricole: “Nessuna”. Come se tutta l’area di Monte San Pantaleone non fosse coltivata ad ortofrutta.

E qui si apre forte l’interrogativo sui mancati controlli effettuati dai funzionari della Direzione regionale all’ambiente incaricati della ricezione e del controllo della veridicità di quanto dichiarato nella domanda dalla Lucchini (Decreto Legge 3 aprile 2006 n.152: art.30 (Istruttoria tecnica), comma a) accertare la completezza della documentazione presentata; e comma b) verificare la rispondenza della descrizione dei luoghi e delle loro caratteristiche ambientali a quelle documentate dal proponente). Che se possibile  per l’analoga richiesta AIA avanzata dalla Sanitas, azienda del Gruppo Lucchini, per conto dell’indotto Sertubi la situazione appare ancora più devastante.

4)      La delibera della Giunta regionale e poi il conseguente Decreto attuativo stravolgono completamente i ripetuti pareri espressi da ARPA e ASS triestina interpretandoli nel senso esattamente opposto al contenuto di tutte, ma proprio tutte, le decine di comunicazioni inviate nel 2007 alla Regione (quelle del 14/12 e del 17/12/2007 risultano protocollate ma stranamente non prese in esame dalla Giunta) contenenti i dati dei sistematici e massicci sforamenti delle emissioni inquinanti in uscita dalla Ferriera, con annessa analisi del particolato che ne attribuisce inequivocabilmente la provenienza, ed i gravi rischi per la salute connessi. Insomma una ripetizione della vicenda istruttoria sul progettato Cementificio della Bassa Friulana che per altro in quel caso ha avuto un finale diverso.

5)      L’assoluta inattendibilità del richiedente, come emerso nel corso di tutti questi anni e che rende assolutamente grossolana l’ipotesi del rispetto degli assai scarsi impegni assunti con il rilascio dell’AIA, come per altro confermano le due diffide inviate dalla Regione in data 23/05 e 19/06/2008 e la richiesta di proroga dei termini già avanzata dalla Lucchini spa. Inattendibilità di cui qui per brevità ci si limita ad elencare solo alcuni esempi: dal Piccolo del 22.12.98 “Ferriera pulita con 400 miliardi” e passando poi dal titolo all’incipit: Sono 480 i miliardi (ma nel 1999 e 2000 sempre sulla stampa locale saliranno fino a 600-700) che la Lucchini ha investito per migliorare gli impianti della Ferriera di Servola e ridurre così i problemi di inquinamento. Così come dagli atti giudiziari al primo processo contro i vertici di società e stabilimento (conclusosi con una condanna) quando il consulente della Ferriera, amministratore della Sanitas, dopo aver illustrato tutti i lavori di miglioria in progetto ed effettuati, si vide chiedere dal Giudice le fatture dei lavori eseguiti, allargò sconsolato le braccia e non le produsse. Oppure quanto scritto nella raccomandata dd. 07/12/2007 dal Direttore generale del Ministero dell’Ambiente, Mascazzini, inviata alla Lucchini ma anche tra gli altri all’ora Presidente della Regione Riccardo Illy, dove si denuncia l’assoluta inaffidabilità della proprietà della Ferriera a rispettare gli impegni e le decisioni assunte da ripetute Conferenze di Servizi decisorie a partire dal 10 dicembre 2003 e si chiede all’Avvocatura Distrettuale dello Stato di intervenire a tutela del danno ambientale. Per finire alla recente vicenda del sequestro da parte della magistratura della discarica abusiva Ferriera a latere di quella dello Scalo Legnami, ove sulla stampa l’AD Francesco Rosato ebbe contro ogni più lampante evidenza a dichiarare che non veniva usata dal lontano 1995, cioè prima dell’acquisto da parte della Lucchini, quando fino a qualche giorno prima le telecamere della Procura avevano filmato le decine di camion che giornalmente scaricavano, anche in mare, il materiale molte volte incandescente e causa di incendi: vedere le chiamate ai Vigili del Fuoco, proveniente dalle lavorazioni a caldo degli impianti Ferriera.

Finita qui la conferma di quanto in realtà sia stata tutta una scelta politica quella che ha portato al rilascio dell’AIA da parte della Regione, nel merito tecnico c’è in realtà assai poco da argomentare, perché poco e nulla che lo meriti è contenuto nella domanda e nel decreto che poi la ricalca con assoluta e fedele copiatura. Domanda che a sua volta copia la cosiddetta consulenza Boscolo, uno studio teorico, non basato sulla conoscenza reale degli impianti che, nelle conclusioni, e nella migliore delle ipotesi, preconizza per la fine del 2009 a tutti i lavori ultimati, una riduzione di circa il 40-45% delle emissioni inquinanti, e sempre su di un astratto calcolo matematico. Basta una considerazione: emissioni BenzoApirene (l’Ipa più cancerogeno) rilevate dal Cigra, e validate dall’APAT, e confermate non si sa quanto volentieri dall’ARPA che fino al 2006 titolava sul Piccolo “ARPA: la qualità dell’aria a Trieste è ottima”, con punte giornaliere di 93 nanogrammi contro il limite di 1: se ridotte del massimo sperato da Boscolo scendono a 52, che sempre 51 volte superiore al limite di 1 è.

Ma comunque anche qui e da parte di tecnici d’area che hanno gestito gli impianti Ferriera fino a qualche anno fa, vengono avanzate alcune schede tecniche che riportiamo di seguito:

 

Cokeria

 

1.     Torre di spegnimento coke

2.     Gasometro gas ricco

3.     Fughe gas batteria

4.     Cumuli di fossile a parco

5.     Aspirazione polvere sfornamento

6.    Smaltimento catrame         

 

 

1.  Il trasporto volatile delle polveri sottili per opera del vapore durante la fase  di spegnimento del coke, potrebbe essere ovviato se l’impianto fosse dotato di sistema d’abbattimento del vapore, basandosi sullo stesso principio dell’impianto di granulazione loppa (AIO) il quale da ottimi risultati.

 

2. Il gasometro del gas coke è da tempo fuori servizio, il che comporta difficoltà a mantenere una pressione costante sulla rete distributiva, creando soglie di attenzione molto pericolose.

 

3. Tutto il sistema di caricamento della batteria presenta dei trafilamenti, anche importanti, di fughe di gas. Parti interessate maggiormente sono: il caricamento, le colonne di sviluppo, i coperchi, le porte di tenuta dei forni, ecc.

 

4. I cumuli di fossile a parco sono male irrorati e sono quindi soggetti ad una consistente erosione eolica.

 

5. Le aspirazioni delle polveri in fase di spegnimento del coke sono insufficienti, ad ogni sfornata si alza una nube nera.

 

6. Il problema dello smaltimento del catrame, sottoprodotto della distillazione del fossile, che oggi in parte viene bruciato iniettandolo attraverso le tubiere dell’AFO2 ed in parte viene mischiato al fossile prima di essere cockificato. Queta risulta essere una procedura che va indubbiamente ad appesantire gli inquinanti dei due gas (AFO e Cocke). Questi inquinanti si ritrovano anche nei fumi emessi dalla Centrale di Cogenerazione.

 

Agglomerato

 

1.     Camino E 5 sinterizzazione

2.     Rumorosità aspirazione KKK.

 

1.  Il camino E5 è troppo basso, non supera le abitazioni vicine che si trovano a circa 150 m dallo stesso. Tutta la sua portata di circa 250000 Nm cubi/h, va ad invadere l’abitato. Andrebbe alzato almeno di una ventina di metri.

 

2.  La rumorosità del sistema KKK  è molto elevata, bisognerebbe provvedere ad insonorizzarlo.

 

 

Altiforni

 

1.     Sistema di aspirazione DANECO

2.     Perdita di tenuta alla bocca di carica dell’AFO2

3.     Ripristino sistema VAMPA

4.     Ripristino aspirazione impianto TORIT

5.     Analisi sullo scarico a mare dell’acqua servita alla granulazione della loppa

6.     Pulizie costanti alle linee nastri di caricamento, dotandole di impianti d’abbattimento e raschiatori.

7.     Controllo del sistema Venturi all’impianto ITG

 

1.  Si cercano di far passare per migliorie alcuni lavori eseguiti al sistema di aspirazione fumi sul campo di colata denominato DANECO. In realtà si è ben lontani dal  ripristino dell’impianto originale che per il campo colata aveva dato buoni risultati. Si collocavano cappe di aspirazione su tutti i canali di colata, pozzini sopra i carri siluro, e griglie di aspirazione lateralmente al foro di colata mantenute sempre efficienti. Tutto era automatizzato ed i ventilatori avevano tre step di marcia a seconda del numero delle utenze collegate all’impianto. Durante la produzione di ghise Ematiti, dove si ha una maggiore saturazione di grafite, sulle cappe di aspirazione erano previsti dei portelli, per permettere al colatore di regolare il colaggio al pozzino di colata senza esporsi alle polveri.

 

2.  I trafilamenti di gas  all’AFO2, ad ora quantizzabili in circa 3000 Nm cubi/h,

e le enormi quantità di polveri che fuoriescono avvengono per la mancata tenuta del sistema di caricamento. Tutto questo se ne va all’atmosfera e sta a significare che la bocca di carica è molto usurata e che richiederebbe manutenzione.

 

3.  Alla ricostruzione degli altiforni,  al piano della bocca di carica furono installati per ciascuno, un impianto denominato VAMPA che serviva a bruciare il gas  fuoriuscente da una caminella posta alla bocca di carica, ed un altro impianto denominato TORIT che doveva servire ad aspirare le polveri nella fase di preparazione della carica nella tramoggia rotante. Ambedue gli impianti con l’aumentare delle perdite alla bocca di carica (vedi punto 2) furono dimessi poiché non proporzionati al nuovo volume di perdite. Gas e polveri che attualmente si formano in continuazione alla bocca degli altiforni  scaricano all’atmosfera.

 

4. L’acqua di mare che viene usata per la granulazione della loppa viene direttamente scaricata a mare. Dato l’impiego è naturale che l’acqua in uscita sia più calda, ed è pure certo che in essa vi siano dei trascinamenti di materiale. Di importanza rilevante è che l’acqua entra in combinazione con la scoria incandescente (circa 1400°), carica di inquinanti quale Zolfo e Fosforo tra i principali, ed è logico chiedersi cosa si stia scaricando a mare per circa 12 colate giornaliere.  

 

5. Le pulizie delle linee nastri di caricamento degli altiforni sono sommarie ed in tempo di ventosità dalle gallerie nastri si alzano grosse nuvole di polveri che vanno a sparpagliarsi nell’atmosfera. Nel passato, furono sperimentati per lunghi periodi sistemi di abbattimento polveri alle bocche di estrazione silos, che abbinati alla raschiatura sul ritorno dei nastri davano se accompagnati da una seria manutenzione, dei buoni risultati.

 

6. All’impianto trattamento ghisa, la ghisa già colata nel carro siluro, viene corretta analiticamente fuori forno tramite insufflazione. I fumi e le polveri che si innalzano durante tale operazione di rimescolamento, vengono aspirate tramite una cappa e filtro denominato VENTURI. La manutenzione di tale filtro è indubbiamente carente, basti notare le colonne di fumo che esce dal suo camino.

 

 

Logistica

 

1.     Cumulo rifiuti ex SIDEMAR

2.     Stoccaggio cumuli portualità conto terzi

3.     Asfaltatura delle strade

4.     Irrorazione dei cumuli a parco minerali

 

1.  Cumulo rifiuti ora sotto sequestro, situato nell’area ex SIDEMAR, con l’azione eolica si alzano delle forti quantità di pulviscolo dal materiale ivi stoccato.

 

2.  La messa a parco di materiali ferrosi vicino il pontile e parliamo di migliaia di tonnellate, sono su un piazzale ricavato da un riempimento anomalo, fatto con materiale di scarto buttato su un fondo di melma e più sotto ancora il profilo roccioso che degrada repentinamente sul fondo marino. L’enorme peso in superficie ora grava tutto su un lato del pontile sopra un materiale di riporto adagiato ad un fondo melmoso. In queste condizioni è lecito supporre che una scossa di terremoto può far scivolare il tutto verso il fondo compromettendo la stabilità del pontile. Non va dimenticato che sopra lo stesso operano due pesanti gru.

 

3.  Urge l’asfaltatura di tutte le strade, sempre programmata ma mai fatta.

 

4.  I cumuli di materiale a parco vanno irrorati, non come ora, ma bensì con prodotti filmanti. Ora l’erosione eolica è molto significativa.

 

Resta da chiedersi come mai non abbia trovato posto nella documentazione inerente all’AIA Ferriera a disposizione del pubblico anche il carteggio con le raccomandate inviate nel corso del 2007 dal Sostituto Procuratore Federico Frezza al dirigente del servizio ambientale della Regione in cui si chiedeva, sulla base delle ripetute e periodiche analisi curate dal Cigra per conto della Procura, le misure preventive e le prescrizioni che la Direzione Regionale all’Ambiente aveva dato alla Lucchini. Lettere di fatto rimaste senza risposta ma che confermano, smentendo così l’impropria giustificazione dell’AIA fatta ripetutamente dalla precedente amministrazione regionale, che in realtà la Regione aveva, a partire dalla legge 51/99, la possibilità ed il dovere di ordinare tutti gli interventi necessari per il contenimento dell’inquinamento entro i limiti di legge o in alternativa, sentito il Sindaco di Trieste, Ufficiale Sanitario competente, disporre il fermo dell’attività produttiva dello stabilimento.

Si ritiene utile chiudere queste osservazioni che hanno l’obiettivo di ottenere l’annullamento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale o il suo ritiro nell’ambito del processo di revisione della stessa, con quanto scritto proprio dal PM Frezza in una sua ordinanza del 26 giugno 2007: “L’ultimo inciso suona alquanto singolare, qualora si tenga a mente che la misurazione del BenzoApirene a Servola è avvenuta su esclusiva iniziativa ed a esclusive spese della Procura, mentre nessuno degli Enti istituzionalmente preposti in via amministrativa al controllo della qualità dell’aria ha fatto alcunché del genere; dunque è corretto che l’ASS reputi necessario un approfondimento della campagna di rilevazione, ma ci si chiede: se tale campagna è così utile, se essa consente di fare emergere “dati preoccupanti”, perché nessuno – Regione, Provincia, Comune, ARPA, ASS – l’ha posta in essere? Perché l’unico soggetto ad avere assunto l’iniziativa è il PM? Solo molto di recente  l’ARPA, e solo l’ARPA, si è accodata all’iniziativa della Procura sul monitoraggio del BenzoApirene a Servola, mentre fino ad un mese fa nessuno aveva stanziato i circa 15/20.000 euro necessari all’ARPA per acquistare un campionatore finalizzato ad eseguire questo tipo di controlli.”

 

Il Presidente del Circolo Miani                                    Il Portavoce di Servola Respira

         Maurizio Fogar                                                             Romano Pezzetta

 

                                       

 

 

 





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