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Circolo Miani » News Correnti » Page 177

Delusi no, incazzati sì.

» Inviato da valmaura il 31 October, 2008 alle 3:05 pm

No, non siamo delusi perché non ci siamo incontrati con il Presidente della Giunta regionale, Renzo Tondo, se fosse solo per questo, una questione di galateo insomma, potremmo accontentarci di aver incontrato il Presidente del Consiglio regionale, Eduard Ballaman ed una decina di capigruppo e consiglieri regionali, oltre all’Assessore all’Ambiente Vanni Lenna.

Siamo invece più esattamente all’ANNO ZERO, come ha commentato lapidariamente in chiusa della riunione il Presidente del Circolo Miani, Maurizio Fogar.

E’ come se dieci anni fossero trascorsi per niente: siamo rimasti non delusi ma sbigottiti nel sentire le assolute banalità uscite dalle bocche dei consiglieri regionali, la più gettonata era del tipo “bisogna chiedere ad ARPA e ASS di fare i controlli, di monitorare la salute e solo dopo si potrà ragionare seriamente”, oppure "bisogna tutelare i posti di lavoro soprattutto in questo periodo di crisi". Come se la tanta gente che in questi troppo lunghi anni di inerzia della politica, si è ammalata ed è morta, anche tra i lavoratori da "tutelare", lo avesse fatto per scherzo.

Ci siamo sentiti dire che poiché la Lucchini ha fatto ricorso al TAR contro tre ministeri, la regione, la provincia ed il comune per eccesso di ingerenza del potere pubblico contro una impresa privata, si è pensato bene di non convocare la Conferenza dei Servizi per decidere sulla revisione, ritiro diciamo noi, dell’Autorizzazione Integrata Ambientale concessa alla Ferriera, fino alla sentenza del Tribunale Amministrativo e poi, visti i sicuri ricorsi, del Consiglio di Stato. Intanto la Lucchini ringrazia e continua a raggiungere l’obbiettivo di guadagnare tempo lasciando inalterata la situazione e risparmiando pure soldi. Tempo che, come detto nell’incontro da Fogar, per la gente si misura in nuovi ammalati, soprattutto tra i bambini e le persone più deboli, ed in nuovi funerali.

Questa motivazione poi ha dell’incredibile. E tralasciando i discorsi sull’autonomia costituzionale dei poteri legislativi e giudiziari, perché tanto questa gente pare non sia in grado di capirli, facciamo un facile e pesante parallelismo ed attendiamo le sdegnate reazioni di lor signori. E’ come se il parlamento avesse sospeso la promulgazione della legge sul 41/bis, quella che istituisce il carcere duro per i mafiosi, perché dalla latitanza Riina o Provenzano avessero fatto ricorso al TAR della Sicilia, per l’eccessiva ingerenza dello Stato nelle oneste attività di Cosa Nostra.

Non parliamo poi della risoluzione parlamentare proposta dalla Lega Nord e votata da tutti i rappresentanti politici presenti alla Camera. Nessuno, ve lo possiamo assicurare, dei presenti ieri la conosceva, nonostante fossero passati 37 dei 60 giorni previsti dalla stessa non per “chiudere” come tutti i politici ieri sostenevano a riprova che probabilmente avevano letto Topolino o Fantomas, ma per redigere (Governo e Regione) un piano di dismissione della Ferriera entro il 2009 (termine temporale diluito ed addolcito con la cancellazione dell’anno). Anzi tutti a sconfessare sostanzialmente l’iniziativa parlamentare con termini che andavano da “fumo negli occhi” a generica affermazione politica che “sappiamo quel che vale”.

A niente dunque, come niente evidentemente valgono le solenni promesse del candidato presidente Renzo Tondo in campagna elettorale, quando mane e sera giurava dalle colonne dei giornali e telegiornali che, appena eletto, sarebbe passato per le case dei servolani a chiedere come chiudere la Ferriera. Una cosa che allora ritenemmo forzatamente smaccata, insomma una controproducente dipiazzata, perché non era la “siora Maria” di via del Ponticello che doveva spiegare ad un Presidente di Regione quali percorsi tecnici seguire per raggiungere quel risultato. E quando lo facemmo notare ricevemmo pure l’anatema tondo-camberiano. A Servola, sei mesi dopo la sua elezione, infatti, hanno inviato una segnalazione alla trasmissione Rai “Chi l’ha visto” per denunciarne la scomparsa nel nulla, e ci riferiamo all’impegnatissimo Tondo desaparecido su una delle priorità del suo programma elettorale.

Dunque non siamo delusi ma incazzati sì, e tanto, dopo aver visto in che mani è affidata la nostra vita, ma stavolta per le iniziative che i Comitati di Quartiere stanno per organizzare ad essere “delusi” e soprattutto preoccupati dovranno essere questi politici, incapaci di parlare con la gente, di imparare e di conoscere, sempre “impegnatissimi” nei loro affari, a cominciare dal misterioso assessore alla cultura che da maggio ci deve una risposta alla nostra richiesta di incontro, dimostrando forse di essere incolto ma certamente poco educato e rispettoso dei suoi doveri nei confronti di chi gli paga il lauto stipendio.




Ferriera: giovedì 30 ottobre, ore 14, Regione in piazza Oberdan 6, per incontrare Tondo e Ballaman

» Inviato da valmaura il 28 October, 2008 alle 2:49 pm

L’assemblea tenutasi ieri al Circolo Miani ha deciso di inviare una delegazione composta dai rappresentanti dei cinque Comitati di Quartiere (Campi Elisi-SanVito, Chiarbola-Ponziana, Servola, Valmaura e Monte San Pantaleone), di Servola respira, de La Tua Muggia e ovviamente del Circolo Miani, delegazione a cui sono invitati a fare parte tutti i cittadini che vorranno esserci, ad incontrare il Presidente del Consiglio regionale, Ballaman, ed i Capigruppo consiliari, e poi il Presidente della Giunta regionale, Tondo, e gli Assessori regionali Lenna e Molinaro, giovedì 30 ottobre alle ore 14 in piazza Oberdan 6, sede del Consiglio regionale, in concomitanza con la seduta del Consiglio e la parallela riunione della Giunta.

Gli incontri serviranno a valutare i motivi per cui a due mesi esatti dalla conclusione dell’istruttoria sulla revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Ferriera, non è stata ancora fissata la data di convocazione della Conferenza dei Servizi che dovrà pronunciarsi in merito al ritiro dell’AIA allo stabilimento del Gruppo Lucchini, richiesta avanzata nelle osservazioni depositate dal Circolo Miani e Servola Respira. Così come viva preoccupazione fra le migliaia e migliaia di famiglie che vivono nei quartieri e a Muggia e che sono quotidianamente esposte al crescente inquinamento della Ferriera, desta il ritardo, sono infatti già trascorsi 38 dei 60 giorni stabiliti dalla risoluzione parlamentare che impegna Governo e Regione a presentare entro il 23 novembre un piano di dismissione e chiusura dello stabilimento con la partecipazione ed il consenso dei circoli che operano sul territorio e con la popolazione residente, senza che sia giunta alcuna notizia in merito.

Al Presidente del Consiglio ed ai capigruppo consiliari verranno inoltre ricordate le promesse e gli impegni totalmente disattesi di nuove audizioni ed incontri con le associazioni ed i comitati di quartiere (“ci riconvochiamo tra quindici giorni”: era la fine di maggio del 2007) che attendono da oltre quindici mesi che l’Ufficio di Presidenza del Consiglio allargato ai capigruppo e le Commissioni II e IV (Ambiente e Industria) si decidano a concretizzare.

Giovedì 30 ottobre dunque alle ore 14, in piazza Oberdan 6, palazzo della regione, sono invitati ad intervenire tutti i cittadini interessati a far parte della delegazione per gli incontri in oggetto.




Assemblea al Circolo Miani sulla Conferenza dei Servizi per la revisione dell’AIA alla Ferriera, lunedì 27 ottobre alle ore 19, in via Valmaura 77 a Trieste.

» Inviato da valmaura il 24 October, 2008 alle 6:31 pm

Assemblea al Circolo Miani sulla Conferenza dei Servizi per la revisione dell’AIA alla Ferriera, lunedì 27 ottobre alle ore 19, in via Valmaura 77 a Trieste. Una Assemblea importante per fare il punto sulla situazione alla luce delle ultime novità (ricorso al Tar della Lucchini) e per organizzare la presenza dei Comitati di Quartiere all’incontro di giovedì 30 con il Presidente della Regione Renzo Tondo, e gli assessori Vanni Lenna (Ambiente) e Roberto Molinaro. Un momento particolarmente delicato nel processo di dismissione dello stabilimento di Servola dove da un lato la proprietà, Lucchini spa, attraverso le iniziative legali al TAR, e dall’altro i sindacati della Triplice attraverso una quotidiana azione attraverso la stampa ed una campagna intimidatoria nei confronti dei Comitati di Quartiere, cercano di rallentare l’iter che deve portare al ritiro dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Ferriera e creare inutili tensioni in città. Lunedì 27 saranno trascorsi già 34 dei sessanta giorni previsti dalla risoluzione parlamentare che impegna il Governo e la Regione a predisporre entro il 23 novembre il piano di dismissione e chiusura della Ferriera con la partecipazione “dei circoli che operano sul territorio” e la “condivione dei residenti dei quartieri interessati”.


Basta dare i numeri!

» Inviato da valmaura il 15 October, 2008 alle 1:12 pm

Da giorni assistiamo ad una indecente manfrina, ad un lievitare dei numeri dei dipendenti della Ferriera che da 547 passano a mille. Mentre sono, e suona strano che i sindacalisti delle RSU lo ignorino, i 547, così divisi: un centinaio e passa con contratti a termine che percepiscono sugli ottocento euro al mese, un altro centinaio di lavoratori che non hanno la cittadinanza italiana. Un indotto di una cinquantina di persone tra soci di cooperative e ditte che non tutte lavorano esclusivamente per lo stabilimento. Altro teorico indotto sono le poco più di duecento unità impegnate alla Sertubi, sull’orlo di una cassa integrazione a cui per altro ha fatto già ricorso in passato, recente visto che è stata inaugurata nell’ottobre del 2000. La Linde, se per questa si intende dalle parole della Rosolen quella Linge gas, non è assolutamente un indotto della Ferriera e con questa ha in comune solo la contiguità dello stabilimento: la sua produzione è di ossigeno liquido ed idrogeno. Anche la centrale di cogenerazione, che impiega pochissime persone, non è un indotto della Lucchini spa perché purtroppo potrebbe sopravvivere alla chiusura della Ferriera funzionando ad esclusivo gas metano.

Questi e non altri sono i numeri nudi e crudi e le balle ripetute ed ampliate nei titoli dal quotidiano locale ci hanno rotto da tempo le nostre. Tanto per precisare il lavoro “altamente professionale” dei dipendenti non a termine viene di media retribuito con mille, milleduecento euro al mese.

Altro numero che ci continua a preoccupare è quel 2015 che nelle dichiarazioni dei sindacati portavoce dell’azienda e dell’Assessore regionale al Lavoro continua ad apparire sempre più spesso.

Se a questo pensano, ovvero all’ennesima marchetta alla Lucchini, se lo scordino perché stavolta se qualcuno dei politici che tanto si spendono a parole, oggi sul piccolo giornale sono ricomparsi anche Sissi e Biribissi in versione Camber e Marini dopo mesi di letargo in cui l’unica preoccupazione, del Piero Camber, è stata quella di far chiudere il Circolo Miani e non la Ferriera, pensano di ciurlare nel manico la gente per l’ennesima volta in otto e passa anni. Orbene questi signori debbono sapere che stavolta i cittadini, e non solo i servolani, scenderanno in piazza con molta più determinazione che nel recente passato anche alla faccia di chi dice che le manifestazioni non servono a nulla, e parzialmente potrei anche concordare se si potesse in alternativa applicare il sistema Tex Willer, oppure ci fosse una magistratura come quella udinese che per le stesse cause e ragioni ha fatto chiudere la Caffaro di Torviscosa, e mi pare che la legge italiana sia in vigore pure nel distretto giudiziario di Trieste, o no!

Sappiano questi signori, da Tondo a scendere o salire, che questo è l’ultimo appello che la gente che crepa e si ammala è disposta loro a concedere.

Ed in quanto a quel sior palacinka, consulente della Provincia, e meglio noto come il Richard Tiffany  Gere del sindacalismo nostrano, che ha la faccia tosta di dichiarare sul giornale piccolo di nome e di fatto che “lo stabilimento c’è e funziona bene”, che fa da eco ad un’altra sua mitica affermazione del 2000 in cui suggeriva di trasferire le migliaia di famiglie che abitano vicino alla Ferriera, a lui diciamo solo una cosa: mai vai a lavorare in Ferriera testa di baciro.

Ed in quanto ai numeri siamo arcistufi che la voce di chi rappresenta le decine di migliaia di persone che subiscono ogni giorno le conseguenze dell’inquinamento prodotto da Ferriere, Sertubi, Depuratori fognari, Inceneritori e Italcementi, sia costantemente censurata da una stampa che invece da spazio spropositato alle balle di politicanti e sindacalisti ad ogni piè sospinto.




L'incontro con il Procuratore Aggiunto, Giancarlo Buonocore e il solito piccolo giornale.

» Inviato da valmaura il 8 October, 2008 alle 3:31 pm

Il solito piccolo giornale che non si smentisce mai. Lunedì 6 ottobre c’era tanta gente, compresi alcuni amministratori della Bassa Friulana, ad ascoltare il Procuratore Aggiunto del Tribunale di Udine, Giancarlo Buonocore, introdotto da una relazione di Maurizio Fogar, al Circolo Miani, pieno come e più del solito. Ebbene questa stampa, Rai esclusa, da Telequattro al Piccolo passando per il Primorski Dnevnik, il quotidiano della minoranza slovena che vive grazie ai generosi contributi pubblici prelevati dalle nostre tasche, non ha scritto una riga su questa importante ed attuale iniziativa, né per annunciarla né per commentarla. Questa è la macelleria dell’informazione a Trieste. Peccato, perché il magistrato ha illustrato alcune soluzioni che la legge offre per risolvere anche la vicenda Ferriera, vedi il commissariamento dell’azienda ed ha ricordato come il sindaco abbia per legge la potestà, in qualità di ufficiale sanitario del Comune, di fermare la produzione degli stabilimenti inquinanti. Cosa che per altro anche noi abbiamo chiesto per otto anni inutilmente a Dipiazza di fare. Nel corso del dibattito è poi emerso come il comportamento dei controllori, ARPA in testa, nella vicenda Caffaro di Torviscosa e lagune di Grado e Marano sia stato esattamente identico a quello tenuto nei confronti dell’inquinamento prodotto dalla Ferriera.

Ed in calce riproduciamo un pezzo della relazione del Procuratore Generale, costruito con la collaborazione della Procura di Udine allora retta (2005-2006) proprio dal dott. Buonocore, alla inaugurazione dei due anni giudiziari.

Merita solo spendere ancora una parola sulla lunga presa di posizione della triplice sindacale pubblicata in mezza pagina dal piccolo giornale di oggi, che parla di una lettera ultrasegreta, e perché?, inviata al Presidente Tondo da CGIL-CISL-UIL, ove come il solito si tira la volata alla proprietà della Ferriera. E ad una ridicola ricostruzione storica di quello che il giornale chiama “il dibattito sulla Ferriera” che fa risalire il tutto all’azione penale diretta dal PM Frezza nel 1999. Peccato che questa stampa abbia la memoria tendenziosamente e stupidamente corta: basterebbe infatti sfogliare quanto pubblicato sullo stesso quotidiano a partire dalla fine del 1997 e per tutto il 1998/9, quando ancora Il Piccolo era un giornale degno di questo nome, per riscoprire che il Sostituto Procuratore Federico Frezza aveva agito sulla base dell’esposto depositato dal Circolo Miani e Servola Respira e sottoscritto da quasi 2500 cittadini, che formalizzava le denunce emerse in decine di affollatissime assemblee e manifestazioni cittadine organizzate nel biennio 1997-9.

Ma evidentemente al piccolo giornale non ricordano nemmeno quello che loro stessi hanno pubblicato nel recente passato sul “dibattito” storico sulla Ferriera, al quale non possono purtroppo partecipare più le tante persone ammalatesi e morte in questi anni. Che vergogna!

Ed ora il testo di cui sopra, assolutamente devastante per una comunità civile ed utile molto per capire di più anche sulla vicenda Ferriera e sulle discariche abusive dello Scalo Legnami.

 

“…in vista della stesura della relazione annuale del Procuratore Generale di TRIESTE; in particolare per l'anno 2005 ho scritto che:

...o m i s s i s…

In linea generale, deve osservarsi, che i numerosi procedimenti penali aperti, anche grazie alla attività del Comando dei Carabinieri del NOE, denotano una preoccupante emersione di forme di illecito smaltimento di rifiuti, non occasionali ma organizzate, con violazione sistematica delle procedure formali a fronte di una incapacità delle autorità competenti a svolgere efficaci forme di controllo e di verifica, peraltro obbligatorie, soprattutto in riferimento alle procedure semplificate che maggiormente si prestano a favorire forme abusive di smaltimento.

E successivamente nel 2006, quanto segue:

In tema di problematiche ambientali si segnala come le situazioni di maggior degrado siano provocate da condotte illecite collegate al grave stato di inquinamento della laguna di Grado; e Marano Lagunare, che risulta dichiarato “sito inquinato di interesse nazionale”, con nomina di "commissario delegato per la Emergenze nella Laguna di Marano Lagunare e di Grado" con poteri straordinari e alla situazione di inquinamento ambientale causato dalle attività  produttive della società CAFFARO spa (già CHIMICA DEL FRIULI spa) con lo stabilimento di Torviscosa, che costituisce il maggior polo chimico provinciale; in proposito sono pendenti vari procedimenti penali.

Come già riferito nella relazione relativa all'inaugurazione del precedente anno giudiziario, sono state espletate e sono ancora in corso perizie nelle forme dell'incidente probatorio in merito all'accertamento dell'inquinamento ambientale causato dalle attività produttive della CAFFARO spa.

Al riguardo le indagini compiute dal P.M. hanno già accertato una compromissione della falda acquifera sottostante gli stabilimenti con un suo grave inquinamento, la emissione in atmosfera di quantitativi notevoli di mercurio per l'assenza di idonei sistemi di abbattimento, la irregolare gestione di discariche esaurite con pericolo di inquinamento attuale sia della falda che delle aree circostanti, irregolarità nella gestione degli scarichi delle acque reflue; un pesante inquinamento nei canali lagunari (in particolare il c.d. “Canale Banduzzi” sottoposto a sequestro preventivo) utilizzati dalla società per lo scarico dei reflui in forme irregolari ed anche abusive.

La laguna di Marano e Grado risulta altresì compromessa nel suo habitat naturale dall'esercizio della pesca con il c.d. "rampone maranese" che viene favorita, verosimilmente con motivazioni elettoralistiche dagli amministratori comunali: al riguardo pende procedimento penale a carico di un sindaco per avere illecitamente favorito e consentito tale forma di pesca tale da danneggiare le risorse naturali e ambientali; è in corso relativo accertamento nelle forme della perizia in sede di incidente probatorio.

Altro rilevante fenomeno oggetto di interesse di questo ufficio, è stato quello del funzionamento degli impianti di smaltimento e di depurazione del Consorzio Depurazione Acque Bassa Friulana ora Consorzio Depurazione Laguna s.p.a., rilevante opera pubblica che, da quanto emerso dal procedimento penale, e in particolare, da una perizia collegiale svolta nelle forme dell'incidente probatorio, ha in realtà funzionato in maniera insoddisfacente e illegale secondo modalità tali da determinare la compromissione dell'ambiente marino sia per la componente chimica, che per la qualità dei sedimenti che per le componenti biologiche, derivandone dal fatto un pericolo per la pubblica incolumità, ossia il rischio di diffusione, a seguito di probabili fenomeni di biomagnificazione attraverso la catena trofica, di sostanze tossiche ritenute dannose anche per gli organismi marini di interesse alieutico e per l'uomo; puntualmente sono state rilevate delle sostanze pericolose contenute nei sedimenti in prossimità dello scarico a mare, inquinati; in particolare è stata rilevata la presenza di metalli quali Boro, Stagno, Alluminio, Ferro, Bario, Piombo, Cadmio, Cromo, Titanio, Nichel, Rame, Cobalto e Mercurio e da inquinanti organici quali oli minerali, Policlorobifenili (PCB) e Diossine.

Il relativo procedimento è ora approdato alla fase dibattimentale a carico dei responsabili del Consorzio fino al 2003, ipotizzando il delitto di danneggiamento aggravato delle risorse marine, il delitto di cui all'art. 434 c.p. (attività dirette a cagionare un disastro innominato), il delitto di traffico di rifiuti previsto dall'art. 53 bis del D.lvo n. 22 del 1997, oltre a altri reati contravvenzionali.

Le problematiche relative alla gestione delle discariche di rifiuti con i conseguenti pericoli di inquinamento della falda acquifera si ritrovano anche in altri procedimenti penali nei quali è stato rilevato un inquinamento di falda collegato a difetti di gestione di discariche di r.s.u.. Al riguardo sono in corso accertamenti peritali.

In linea generale, deve osservarsi, che i numerosi procedimenti penali aperti, anche grazie alla attività del Comando dei Carabinieri del NOE, denotano una preoccupante emersione di forme di illecito smaltimento di rifiuti, non occasionali ma organizzate, con violazione sistematica delle procedure formali a fronte di una incapacità delle autorità competenti a svolgere efficaci forme di controllo e di verifica, peraltro obbligatorie, soprattutto in riferimento alle procedure semplificate che maggiormente si prestano a favorire forme abusive di smaltimento.

Deve altresì rilevarsi come sia dato riscontrare un comportamento non poco discutibile dei competenti uffici pubblici, istituzionalmente preposti al rilascio delle autorizzazioni in materia di smaltimento di rifiuti e ai successivi controlli, in particolare l' Amministrazione provinciale di Udine.

In vari procedimenti penali sono emerse palesi illegittimità degli atti amministrativi, tanto da imporre la loro disapplicazione e quindi la sussistenza della contravvenzione ambientale, anche con il concorso dei funzionari pubblici.”





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