Circolo Miani - News Correnti




Home | Notizie | Articoli | Notizie flash | Foto | Video | Collegamenti | Scarica | Sondaggi | Contattaci

'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Lazzaro è ri-risorto !
Oggi compare dopo anni di silenzi il “consulente del Comune e del podestà Dipiazza” tale prof. Barbieri, ricercatore universitario, dalle pluriconsulenze (Regione, Arpa, di cui è uno dei cinque direttori scientifici, e Comune, prima con Cosolini e poi..
(Leggi tutta la notizia)


Notizie Flash

48: Morto che parla.
Veramente qui i morti sarebbero tre, ma sintetizziamo! Sul Fatto Quotidiano online compare, absit iniuria verbis, un articolo (?) dall'oltretomba della politica velinara dedicato alla Ferriera di Trieste, dei cui reali problemi non si fa cenno alcuno.E..
(Leggi tutta la news)


Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

Dati Accesso
Accesso Richiesto

Nome:
Pass :

Memorizza Dati

RegistratiPassword Persa?




Circolo Miani » News Correnti » Page 173

“Il re è nudo”.

» Inviato da valmaura il 30 June, 2010 alle 2:29 pm

E’ molto triste prendere costantemente atto di come o per complicità di interessi o per semplice incapacità professionale venga manipolata l’informazione a Trieste.

Cominciamo dalla semplice cronaca dei fatti.

Lunedì 28 giugno un centinaio di persone si sono radunate in piazza Unità davanti al Municipio, la “casa comune dei cittadini” per formale definizione, per manifestare contro la decennale inerzia delle istituzioni: Regione, Provincia e Comune in primis, che dovrebbero difendere e rappresentare gli interessi della comunità e non di un ristretto gruppo di affaristi che fa i soldi sulla pelle della gente.

In contemporanea con la seduta del consiglio comunale (le minuscole sono di rigore per l’indecorosa lezione di diseducazione civica che la riunione ha rappresentato per oltre quattro ore) quaranta persone sono salite a riempire il settore riservato al pubblico nella sala consiliare.

Hanno atteso quasi l’una di notte che il consiglio finisse i suoi lavori, un puro eufemismo la parola lavori, ed hanno chiesto di incontrare i capigruppo consiliari a fine seduta. Il presidente del consiglio, e qui mettiamo pure le iniziali del cognome minuscole, pacor, non ha promesso nulla perché nulla le persone gli avevano richiesto.

L’incontro si è tenuto con una decina di consiglieri comunali tra cui cinque dei tredici capigruppo (infatti in comune per quaranta consiglieri i gruppi sono “solo” tredici) ed alla fine dello stesso è stato annunciato che vista l’assoluta insoddisfazione per il comportamento di una amministrazione comunale che non è in grado nemmeno di rispettare gli impegni e le mozioni votate sulla drammatica emergenza dell’inquinamento Ferriera-Sertubi, da quel momento i cittadini avrebbero trasformato l’aula del consiglio comunale in sede di Assemblea permanente aperta a tutti: cittadini, politici, sindacalisti, imprenditori, istituzioni e stampa. Questo per arrivare finalmente ad un confronto sempre rifuggito che dopo dieci anni di chiacchiere, promesse non mantenute, palesi violazioni di legge (come la voluta mancanza di un Piano d’Azione Comunale – PAC sull’inquinamento industriale pur obbligatorio per legge dal 2005) dove tutti si assumessero finalmente le proprie responsabilità anche a fronte di una Conferenza dei Servizi aperta dopo due anni di complici insabbiamenti regionali e che si sta rivelando una farsa ad ennesimo favore della russa Severstal.

Dopo un’ora, in cui è stato steso sulla facciata del Municipio il grande striscione “Chiudere subito la Ferriera per aprire Trieste al futuro” si è deciso che sopra a trascorrere la notte nell’aula consiliare rimanessero dodici persone, che alle 11 e 30 di martedì si tenesse nell’aula una Conferenza Stampa aperta a tutti e che alle 15 e 30 sempre nella sede del consiglio comunale si promuovesse una assemblea pubblica, per poi chiudere con la manifestazione programmata per le 18 e 30 in piazza Unità. Per inciso in quasi venti ore di esposizione sono state migliaia e migliaia le persone che hanno letto lo striscione e centinaia lo hanno fotografato.

Alle 8 e 20 della mattina un tenente della polizia municipale, marino casali (sempre in minuscolo e ci mancherebbe), si è presentato nell’aula del consiglio ed ha comunicato che era stato emesso “l’ordine” che nessuno potesse salire, che chi fosse uscito, dei dodici presenti, anche solo per recarsi al vicino bagno per un bisogno fisiologico sarebbe stato impedito dal rientrare ed ha ordinato a quattro vigili urbani di presidiare le due uscite dell’aula. Alla richiesta, ai sensi dei quattro decreti Bassanini, la legge sulla totale trasparenza degli atti della pubblica amministrazione, e poi a quella legge che disciplina “l’immediato accesso agli atti”, di ricevere comunicazione scritta del medesimo “ordine”, l’ufficiale in questione si rifiutava anche solo di riferire tale legittima istanza ai superiori e se ne andava commentando “che figurarsi non eravamo nemmeno dipendenti comunali”. Ed in questo aveva perfettamente ragione perché in quanto cittadini eravamo i proprietari del Comune ed i datori di lavoro che contribuivano a pagare anche il suo stipendio.

Dopo due ore la porta riservata all’ingresso del pubblico veniva inchiodata e tre vigili venivano piantonati sotto le finestre del consiglio comunale per impedire che dalla piazza venisse fornita anche della semplice acqua ai dodici cittadini presenti in consiglio.

Decine di persone che, in normale orario d’ufficio, volevano salire per parlare anche con i parenti che erano nell’aula venivano respinti ed impediti nel farlo.

Alle ore 11 e 30 stesso divieto scattava nei confronti dei giornalisti, cameramen e fotografi, intervenuti per la Conferenza Stampa. Che si è svolta poi in modo del tutto originale con Maurizio Fogar che colloquiava attraverso un megafono dal balcone del Municipio con la stampa e il centinaio di persone che stazionavano in piazza venti metri più sotto.

Da segnalare che la polizia invitata a presentarsi nell’aula del consiglio per raccogliere la denuncia sulla flagranza di reato della legge sulla trasparenza degli atti, persistendo il rifiuto dell’amministrazione comunale di fornire copia sull’ordine di blocco di una struttura pubblica in orario d’apertura, dopo una fugace apparizione di due suoi agenti, si è rifiutata di risalire invitando chi volesse firmarla a scendere in strada per farlo, ben sapendo pertanto che così gli sarebbe stato impedito il riaccesso. Questo è fatto grave ed a nostro avviso omissorio dell’obbligo di accertare se in corso esisteva il compimento di un reato.

E getta una ulteriore pesante ombra sul comportamento delle forze dell’ordine ed anche della magistratura inquirente a Trieste negli ultimi dieci anni su tutta la vicenda Ferriera.

Finita questa impedita conferenza stampa, e fino ad ora non abbiamo sentito voce alcuna levarsi dai giornalisti tramite l’ordine o dai direttori delle testate coinvolte, a difesa del diritto all’informazione, al “bavaglio” imposto in sede locale, è avvenuto una cosa che se non fosse ben rappresentativa di una concezione fascista da repubblichetta sudamericana apparirebbe di una comicità irresistibile.

Il rastrellamento dei cestini.

Sette vigili guidati sempre dal tenente di cui sopra sono entrati nell’aula del consiglio accompagnati dal “fotografo comunale”, complimenti che non sapevamo ne esistesse uno e se si non ne capiamo il senso ed il costo. Ed è cominciata la ricerca dei vigili, a carponi sotto i banchi del consiglio, e la raccolta dei trenta cestini delle immondizie presenti in sala. Questi venivano posti, ironia quanto mai azzeccata sulla poltrona del presidente del consiglio comunale, ed i sacchetti neri estratti, illuminati con una torcia dal solerte tenente e fotografati all’interno appunto dal “fotografo comunale”. Le immondizie dei consiglieri fotografate una ad una venivano poi sequestrate assieme ai cestini e portate fuori dall’aula, lasciata per la verità in condizioni assai sporche dai politici eletti dal popolo, mozziconi di sigarette e di sigari, cartacce et similia sparsi abbondantemente per terra e sui balconi.

Una cosa umiliante per i sette vigili costretti a trasformarsi in “mondezzari”, chissà cosa ne penseranno i solerti sindacati di categoria, per una operazione durata una quindicina di minuti e da noi ripresa integralmente con le videocamere. Il filmato sarà visibile su internet e per rispetto dei sette vigili le cui espressioni nell’eseguire questo importante compito di tutela della legalità municipale per cui hanno ricevuto in dotazione pure le pistole, erano oltremodo eloquenti, oscureremo i loro visi, di tutti s’intende meno del tenente e del “fotografo comunale” che alle immagini riteniamo sia abituato.

L’operazione cestino abbiamo intuito sia scattata per prevenire l’eventuale uso dei neri sacchetti per ospitare la pipì umana vista l’inibizione ed il divieto a ricorrere al cesso istituzionale. Che forse forse in questo si ravvisi un’ipotesi di reato, con l’aggravante pubblica, tipo la violenza privata?

Il quarto errore commesso in quattro ore dal solerte direttore-segretario generale del comune che si è così guadagnato la possibilità di ritornare ad occuparsi di cose legali, dopo il processo in corso sulle mense comunali nel quale compare nelle vesti di imputato, assieme all’amato da lui sindaco, ed auguri sinceri dall’uscirne assolto, è stato quello di inviare un “ispettore giudiziario” della polizia municipale per richiedere le generalità e nominativi di eventuali avvocati di fiducia ai cittadini presenti nell’aula consiliare, così giusto per metterli di buon umore e tenerli su di morale. Atto del tutto inutilmente improprio perché il comune era in possesso delle carte d’identità di tutti i cittadini saliti la sera prima per assistere alla seduta consiliare, come prevede infatti il regolamento comunale, depositate nella portineria all’ingresso principale.

Impedita così anche l’assemblea aperta delle 15 e 30 per negato accesso dei partecipanti, alle 18 e 45, come preventivato e scritto, ma i rappresentanti politici leggono solo le cose che parlano di loro, i cittadini sono scesi in piazza Unità per partecipare alla manifestazione conclusiva con circa altre duecento persone intervenute.

Questa nei fatti la cronaca.

Ora alcune brevi considerazioni a partire dalla constatazione che questa iniziativa ha segnato la fine, come accadde in quella stessa aula in occasione della pubblica e plateale ma sempre civile contestazione dei falliti “Venerdì per l’Ambiente” per l’amministrazione Illy, di questa sgangherata, rissosa da asilo, prepotente ed arrogante amministrazione Dipiazza-Camber.

Come si usa dire l’iniziativa promossa dal Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia e dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere ha messo “a nudo il re”, ha cioè dimostrato come tutte le promesse, gli impegni assunti a piene chiacchiere in questi quasi dieci anni, fossero solo “balle spaziali” e che quando dalle parole si doveva passare ai fatti l’unica risposta che questa classe politica sapeva dare era l’odioso ricatto imposto alle persone di dover coercitivamente scegliere tra il farsi del male fisicamente, impedendosi persino di pisciare in un cesso, o il dover rinunciare ai propri ideali, alla coscienza di cittadini che si battono a tutela della salute e della vita di questa nostra comunità.

Ha clamorosamente fallito anche una opposizione che fatta salva la generosa presenza di due consiglieri, e siamo orgogliosi di scriverne qui i nomi: Alfredo Racovelli e Roberto Decarli, ha dimostrato la sua totale inconsistenza ed incapacità politica e financo umana. Il cosiddetto capogruppo del PD omero (iniziale rigorosamente minuscola) è perfino giunto la sera prima ad avvertire pubblicamente il pacor dell’intenzione dei cittadini di “occupare” di lì a poco il consiglio comunale. Insomma come si diceva all’asilo: ha fatto la spia.

Quei quaranta cittadini che hanno assistito la sera e notte di lunedì al consiglio comunale sono ampiamente rappresentativi di una estesa parte della nostra popolazione, che come i politici ben sanno condivide appieno ideali, obbiettivi e battaglie che essi rappresentano. In questi due giorni questa classe politica ha dimostrato per sempre agli occhi della gente di che pasta è fatta e che per garantire qualche speranza alla sopravvivenza futura di Trieste deve essere mandata a casa da subito, ovvero a partire dalle prossime elezioni amministrative del maggio 2011.

Ai cittadini che chiedevano partecipazione, confronto, in una parola sola: esercizio della democrazia, hanno risposto con la violenza, psicologica e fisica, con il diniego e l’indifferenza.

Questi cittadini rappresentavano problemi rilevanti, anzi i più importanti ora per Trieste, la tutela della salute, una dignitosa qualità della vita, la difesa di un lavoro sicuro non sfruttato dagli affari di pochi padroni, la prospettiva di un futuro accettabile per le nostre terre. Insomma rappresentavano la vita, al contrario invece di quei consiglieri comunali, quasi tutti, di questi partiti che oggi a Trieste rappresentano solo i loro interessi di bottega e sono i becchini di ogni speranza.

Anche l’informazione, quasi tutta, a Trieste ha perso l’ennesima occasione per essere al servizio dei cittadini e non dei padroni partitici e di esercitare con un minimo di professionalità quel mestiere che si chiama giornalismo.




NOI NON CI STIAMO! Ferriera-Sertubi: lunedì 28 e martedì 29 giugno, ore 18.30, in piazza Unità a gridarlo davanti al Municipio.

» Inviato da valmaura il 24 June, 2010 alle 2:42 pm

Lunedì 28 e Martedì 29 giugno alle ore 18.30 troviamoci in piazza Unità, davanti al Municipio, per dire basta a dieci anni di chiacchiere inconcludenti di una politica che ha garantito solo il businnes di pochissimi affaristi, oggi i russi della Severstal e domani gli spagnoli di Gas Natural, contro gli interessi di Trieste e Muggia,  insomma contro di noi tutti.

Lunedì 28 giugno alle ore 18,30 è convocato pure il Consiglio Comunale di Trieste, ebbene noi ci saremo in piazza Unità per ricordare tutti gli impegni presi e mai onorati e le promesse mai mantenute in oltre dieci anni da questa classe politica che ha chiesto il nostro voto e viene pagata con i nostri soldi.

Tra pochi giorni questi signori, come da noi ampiamente preannunciato, basta leggersi sul sito www.circolomiani.it la notizia “Una storiaccia esemplare”, riconsegneranno al gruppo russo Severstal una nuova Autorizzazione Integrata Ambientale che, come avvenuto fino ad ora, permetterà alla Ferriera-Sertubi di continuare ad inquinare come e più di prima per i prossimi cinque anni.

Hanno perso quasi dodici anni senza trovare una nuova destinazione per l’area dove inquina la Ferriera e che per oltre il sessanta per cento è di proprietà dello Stato, e non sono stati capaci di garantire una nuova occupazione ai dipendenti dello stabilimento.

Ci hanno rubato la nostra vita, la nostra salute e quella dei nostri figli e nipoti.

Hanno sempre permesso alla Lucchini, poi Lucchini-Severstal ed ora Sevesrtal di spadroneggiare, di inquinare aria, mare e terra.

NOI NON CI STIAMO!

Questa volta per due giorni di fila, il lunedì in cui si riunisce il Consiglio Comunale ed il martedì successivo invitiamo triestini e muggesani a venire in piazza Unità alle 18.30 per gridare la nostra rabbia e la nostra volontà di cambiare e da subito rotta ad una classe politica che lavora sotto dettatura dei “padroni delle Ferriere”, per garantire la sopravvivenza ed il futuro di Trieste.




Conferenza Servizi AIA Ferriera. GUARDIAMOLI IN FACCIA: martedì 15 giugno ore 9 ingresso del Giulia.

» Inviato da valmaura il 9 June, 2010 alle 4:13 pm

Martedì 15 giugno, alle ore 9 di mattina troviamoci davanti all'ingresso del centro commerciale "Il Giulia", nello spiazzo dove fermano gli autobus.

Per guardarli in faccia, i Renzo Tondo, i De Anna, la Bassa Poropat e Dipiazza, quando alle 9,30 entreranno nel brutto palazzone dell'Assessorato regionale all'Ambiente, in via Giulia 75/1, sopra Il Giulia per l'appunto, per riunirsi in quella Conferenza dei Servizi che hanno insabbiato da due anni, per la precisione dal 28 agosto 2008, e che dovrebbe decidere la revisione oppure il ritiro di quella illegittima Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla stessa Regione alla Lucchini-Severstal tra Natale e Capodanno del 2007.

Hanno scelto loro il posto, l’orario e la data. Vogliono ancora una volta decidere della nostra vita, della nostra salute e del nostro futuro. Facile prevedere quello che decideranno o meglio NON decideranno. Quasi sicuramente non revocheranno l’AIA alla proprietà oggi esclusivamente russa, ma usciranno con nuove rigorosissime prescrizioni che ovviamente sanno perfettamente di non avere voglia e capacità di far rispettare. Figurarsi la proprietà poi, che ha disatteso fin qui le blande prescrizioni precedenti, senza per altro che la Regione si muovesse salvo quando costretta dalla Procura dopo un nostro esposto (l’Altoforno).

Ebbene noi cercheremo di esserci, se non dentro come sarebbe nostro diritto e dovere, almeno fuori da quel portone dove sfileranno queste quattro persone che ancora una volta decideranno a favore degli affari di pochi, pochissimi, contro gli interessi di molti, moltissimi, lavoratori compresi.

Certo il poco preavviso, la scelta dell’ora, del luogo e del giorno lavorativo certamente non aiutano a stimolare una partecipazione di massa. Ma noi ci saremo per ricordare a questi signori le loro promesse mai mantenute da dieci anni a questa parte. Per gridargli il nostro diritto, quello di decine di migliaia di triestini e muggesani, a vedere tutelata una qualità della vita resa oramai insopportabile e per garantire la nostra salute, per fermare questo gioco al massacro delle irresponsabilità, delle complicità che in questi anni hanno devastato la vita a tante persone, dentro e fuori la fabbrica. O meglio fabbriche perchè di due stiamo parlando: Ferriera e Sertubi.

Poi toccherà a noi, sentite le decisioni prese, ad organizzare una risposta cittadina all’eventuale ennesimo misfatto, al tradimento di una politica incapace e totalmente asservita agli interessi di questi magnati da terzo mondo. In questo periodo di crisi li hanno aiutati, loro, non i lavoratori, in tutti i modi e hanno creato le condizioni, dopo aver fatto su iniziativa di quel ministro che ignorava che anonimi amici gli avevano pagato due terzi della sua casa, una legge ad  personae, trenta per l’esattezza, perché il russo Mordashov potesse incassare anticipatamente ed in un’unica soluzione qualche centinaio di milioni di euro nostri, pagati cioè dai cittadini, grazie proprio all’insabbiamento per due anni di questa Conferenza delle beffe. Leggetevi poco sotto la notizia “Una storiaccia esemplare” e ne capirete le vere ragioni.

Bisogna fermarli, anche martedì 15 giugno, anche alle 9 di mattina!

 




Grazie ai tanti ed appuntamento venerdì 28 maggio, ore 18 al Circolo Miani.

» Inviato da valmaura il 19 May, 2010 alle 12:34 pm

Venerdì 28 maggio alle ore 18 al Circolo Miani, in via Valmaura 77 a Trieste, si terrà una Assemblea pubblica alla quale sono stati invitati i responsabili di tutte le amministrazioni pubbliche, i capigruppo consiliari ed i segretari delle forze politiche. Non per ascoltare, che quello che avevamo da dir loro sono dieci anni che lo conoscono, ma per raccontare, loro, quello che hanno fatto di concreto per risolvere l’emergenza Ferriera-Sertubi, che poi è l’emergenza di Trieste e Muggia.

Per relazionare sul loro operato al di fuori delle comparsate delle campagne elettorali con annesse promesse.

Da Tondo a Ballaman, a De Anna e ai tre assessori regionali triestini, ai Capigruppo regionali, alla Presidente della Provincia di Trieste ed ai capigruppo provinciali con annessi segretari provinciali dei partiti, per finire con i Sindaci Dipiazza e Nesladek con annessi capigruppo.

Potranno liberamente scegliere di non venire, di non rispondere nemmeno all’invito.

E’ nelle loro facoltà ma dovranno assumersi per intero la responsabilità di questo gesto e ricordarlo quando penseranno di venire a chiedere il voto ai cittadini.

E passiamo ad altro. E cioè alla bella manifestazione di ieri pomeriggio in piazza Unità.

Erano centinaia e centinaia le persone che hanno partecipato ed hanno ascoltato in un numero che cresceva di minuto in minuto, si sono toccate e superate abbondantemente le quattrocento presenze, e solo tra quelle in piedi che facevano ala a Maurizio Fogar. Senza contare le altre centinaia che hanno seguito sedute ai bar o ferme in piazza i discorsi.

Per le televisioni una non notizia, ma si sa il Circolo Miani ed i Comitati di Quartiere non pagano fior di centinaia di migliaia di euro all’anno, soldi di noi cittadini, per sponsorizzare tribunette elettorali perenni dei soliti amministratori di partito.

Televisioni che poi ricevono pure sovvenzioni pubbliche, sempre soldi nostri, in nome del “pluralismo” della libertà d’informazione. Che garantiscono nel modo che abbiamo ancora una volta veduto ieri.

Per la stampa locale una brutta, sgradevole e masochista caduta di stile. Bastavano le foto, non formato tessera però, a smentire in un baleno i conti fatti.

Bastava fermarsi una ventina di minuti per verificare presenze e consensi crescenti. Bastava riportare una volta sola in tanti anni quanto detto e parlato in quell’ora e non ripetere all’infinito tre righette sempre uguali e oramai prive di ogni significato.

Forse se invece della salute dei triestini e muggesani, del rapporto oramai morto tra politica e cittadini e del futuro della nostra comunità, ci fossimo occupati degli amici a quattro zampe, cani e gatti, ma soprattutto gatti, forse solo allora la stampa ci avrebbe dedicato il paginone che oggi, per altro meritatamente, dedica all’amico Giorgio Cociani.

Ma se è così continuino a non preoccuparsi, cosa contano poche decine di persone? Niente e pertanto dormano sogni tranquilli i vari Camber, Cosolini, ed i loro sponsor editoriali.

Niente avranno da temere alle prossime elezioni amministrative perché appunto ieri niente è successo in piazza Unità.

Ah sì una notizia sfuggita tra le tante ieri alla stampa presente. Tra un mese inizierà la distribuzione, casa per casa, cassetta per cassetta delle lettere, di un primo numero di un giornale tirato in quindicimila copie e destinato a tutte le famiglie residenti tra San Vito e Muggia, poi ne faremo una specifica per i nuclei familiari muggesani, dove si parlerà di questo e altro, partendo dai problemi reali che la gente nei quartieri si trova ad affrontare quotidianamente e del fallimento della politica e dell’informazione ufficiale nel conoscerli, affrontarli e risolverli.

Ma nulla di preoccupante, non contiamo niente e niente dunque possiamo rappresentare.




Martedì 18 maggio alle ore 18 in piazza Unità – Municipio. Una storiaccia esemplare.

» Inviato da valmaura il 5 May, 2010 alle 2:21 pm

Martedì 18 maggio alle ore 18 in piazza Unità – Municipio

Circolo Miani – Servola Respira – La Tua Muggia – Coordinamento dei Comitati di Quartiere

TRE  X UNO

I nostri medici: chi vive tra Muggia e San Vito-Campi Elisi a causa dell’inquinamento industriale ha tre possibilità in più di ammalarsi (tumori, leucemie, broncopatie, allergie, malattie della pelle, ecc.).

Martedì 18 maggio ore 18 Piazza Unità-Comune

Per NON morire di Ferriera-Sertubi

Atto IV

Da Regione, Provincia e Comune solo chiacchiere

www.circolomiani.it

Questo il testo della locandina che vi invitiamo ad impaginare e diffondere per invitare i cittadini a partecipare alla quarta manifestazione in programma per martedì 18 maggio, con ritrovo alle ore 18, davanti al Municipio di Trieste in piazza Unità.

Regione e Governo, nel totale silenzio, stanno per regalare centinaia di milioni di euro, ovviamente pagati dai cittadini nelle bollette della luce sotto la voce A3, alla russa Severstal proprietaria della Ferriera di Trieste. Intendono saldare in via anticipata ed in una unica soluzione le agevolazioni Cip 6 da qui al 2015 per la Centrale di cogenerazione dello stabilimento triestino.

Il decreto ministeriale è entrato in vigore il 2 dicembre del 2009 e ovviamente la Severstal ha subito sottoscritto l’accordo. Per ottenere questa ricca prebenda la legge stabiliva che la Ferriera doveva godere della convenzione almeno fino alla data del 1 gennaio 2010. Doveva cioè utilizzare nella produzione di energia elettrica almeno per il 51% i gas di risulta e lavorazione di Altoforno e Cokeria.

Appare del tutto evidente e chiaro perché la Regione guidata dalla giunta Tondo di centrodestra (PDL, UDC e Lega Nord), nel silenzio assenso del PD ed opposizioni varie, con l’unica lodevole eccezione del consigliere regionale Igor Kocijancic, ha insabbiato, per di più in aperta violazione della legge, dal 28 agosto 2008 la convocazione di quella Conferenza dei Servizi che doveva ritirare l’Autorizzazione Integrata Ambientale, illegittimamente concessa nel dicembre 2007 in una riunione di Giunta convocata tra Natale e Capodanno dall’allora amministrazione Illy alla proprietà della Ferriera, la Severstal.

Se avessero rispettato leggi ed impegni solennemente quanto pubblicamente presi in campagna elettorale, il Presidente Tondo, il Sindaco Dipiazza e la Presidente della Provincia Bassa Poropat, avrebbero impedito questo ulteriore regalo alla multinazionale russa, revocando per tempo l’AIA ed impedendo con il conseguente fermo degli impianti inquinanti questo sperpero di denaro pubblico. Denaro che oggi avrebbe potuto risolvere il problema della ricollocazione dei lavoratori, del finanziamento della piattaforma logistica fantasma che rischia di far fare al porto la fine del defunto Parco del Mare, dei costi delle bonifiche per i siti inquinati e per la realizzazione di infrastrutture viarie e ferroviarie. Oltre a risolvere pure alcuni problemi finanziari alla sanità triestina.

Se questi amministratori pubblici, che in dieci anni non sono riusciti a mantenere gli impegni assunti con i cittadini, che non sono stati capaci di tutelare la salute e la qualità della vita in una città che ha il triste primato per mortalità da tumori e broncopatie in Italia, né a costruire uno straccio di piano per il reimpiego della mano d’opera oggi dipendente da Ferriera e Sertubi, avessero fatto onestamente e seriamente il lavoro per cui hanno chiesto il voto dei cittadini. Oggi Trieste non si vedrebbe beffata una volta di più e non si troverebbe a dover regalare ad una multinazionale russa  centinaia di milioni di euro, nostri.

E per capirne di più leggete questa storia.

Una storiaccia esemplare.

Per sommi capi. E si prega di tenere bene a mente le date.

La direttiva dell’Unione Europea del 13 ottobre 2003 vieta espressamente i cosiddetti “aiuti di stato” ed in particolare mette in mora l’Italia per le agevolazioni dette Cip 6 che fanno sì che l’energia elettrica prodotta da alcune importanti imprese private, tra cui i proprietari degli inceneritori e la Lucchini-Severstal, venga pagata dallo Stato italiano, ovvero da noi cittadini, anche tre volte il prezzo di mercato.

Il 23 luglio 2009 il Ministro, ora ex, allo Sviluppo economico Claudio Scajola, emana una legge la n. 99 che nell’articolo 30, comma 20, stabilisce tempi e modi per la risoluzione anticipata delle convenzioni Cip 6 del 1992.

Il 02 dicembre 2009 lo stesso ex Ministro emana il Decreto attuativo della legge in questione che stabilisce nell’articolo 2 “Il presente decreto si applica agli impianti di produzione di energia elettrica oggetto delle convenzioni Cip 6 IN ESSERE ( tra cui appunto la centrale di cogenerazione della Lucchini-Severstal alla Ferriera di Trieste ) ALLA DATA del 01 GENNAIO 2010”.

E nell’articolo 3 dello stesso decreto si fissa nel 21 dicembre 2009 il termine in cui le proprietà degli impianti in questione devono esprimere formalmente il loro interesse a partecipare alla risoluzione anticipata della convenzione Cip 6. Ovviamente la Severstal aderisce immediatamente.

Il decreto negli articoli seguenti stabilisce l’indennizzo che lo Stato, cioè noi cittadini, pagherà come rimborso-buona uscita a chi rinuncia alle agevolazioni Cip 6 che scadevano nel 2015.

Assolutamente strabiliante il calcolo grosso modo fissa che per i cinque anni rimanenti lo Stato anticiperà in UNA UNICA SOLUZIONE il totale dal 2009 al 2015, aumentato del 2% annuo di rivalutazione ISTAT (calcolato annualmente per i rimanenti cinque anni), con a parte un rimborso agli aventi diritto per ammortizzare i costi degli investimenti fatti per la costruzione degli impianti, scontato di un 6%. E gli importi saranno addebitati a tutti gli utenti italiani nella bolletta della luce sotto la voce A3.

Il decreto chiude stabilendo che entro il 31 dicembre 2009 il GSE, ovvero l’ente governativo gestore della rete nazionale dell’energia elettrica, dovrà trasmettere al Ministro l’elenco completo degli aderenti alla proposta di risoluzione anticipata delle agevolazioni Cip 6.

Breve promemoria.

La bresciana Lucchini comperò nel 1995 a prezzo di svendita, e per di più pagabile in rate annuali, la Ferriera di Servola SOLO DOPO che lo Stato, attraverso l’ENEL, firmò l’autorizzazione a costruire la Centrale di cogenerazione per la produzione di energia elettrica nello stabilimento triestino con la piena e totale concessione delle agevolazioni Cip 6, che allora duravano 8 anni dal momento dell’inizio della produzione. Tra le altre cose che oggi tutti, a partire dal sindacato confederale, dimenticano è che allora la Lucchini firmò un protocollo d’intesa in cui si impegnava a mantenere i livelli occupazionali in essere, quasi 1300 dipendenti. Infatti oggi i lavoratori sono 484, qualcuno in questi anni si è accorto, tra le altre cose di spicciola importanza quale l’inquinamento e le percentuali record di infortuni sul lavoro, dell’evaporazione dei posti di lavoro?

La Centrale triestina entrò in funzione nel 2001, aumentando in via esponenziale negli anni il totale di energia elettrica prodotta, e la prima durata delle agevolazioni Cip 6 ( i famosi 8 anni ) scadeva  nel 2009.

Ecco spiegato dunque perché la proprietà della Lucchini, arrivata sull’orlo del fallimento (l’unica voce attiva nel gruppo era la “cassaforte” garantita dalle agevolazioni Cip 6 della centrale di Trieste), poi rilevata di fatto dalle banche creditrici che ne affidarono la gestione al commissario straordinario della Parmalat Enrico Bondi, con l’incarico di vendere tutto il vendibile per recuperare i crediti, chiese al Governo Berlusconi tramite il Ministro Matteoli di firmare un protocollo d’intesa, era il 20 gennaio del 2003, per chiudere la Ferriera di Trieste nel 2009.

Infatti 2001 più 8 fa appunto 2009, a conferma dell’unico grande utile che derivasse alla Lucchini semifallita dalle agevolazioni Cip 6 su Trieste.

Poi Bondi, a ulteriore dimostrazione della sua bravura e del mandato ricevuto dalle banche, riuscì a vendere tutto il Gruppo Lucchini alla russa Severstal che ne assunse in controllo acquistando l’ ottanta per cento delle azioni.

Nel frattempo uno dei tanti Decreti Milleproroghe sfornati dai Governi prolungò le agevolazioni Cip 6, facendo incazzare l’Europa che aprì una procedura d’infrazione contro l’Italia, fino al 2015.

E prontamente la Severstal-Lucchini chiese di spostare la data di chiusura della Ferriera a quell’anno.

C’era un ultimo ostacolo da superare: la concessione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte della Regione, vincolante per poter proseguire l’attività siderurgica, a sua volta vincolante per poter conservare le agevolazioni del Cip 6.

Perché le agevolazioni venivano concesse, così recita la legge istitutiva del Cip 6, a chi produce energia elettrica utilizzando, nel caso di Ferriere, almeno per il 51 per cento del “carburante” necessario a produrla, i gas di risulta e di lavorazione degli impianti, Altoforni, Cokerie, ecc.

Infatti la Centrale di cogenerazione di Trieste funziona per il rimanente 49 per cento con il gas metano ed è stata comunque costruita per poter continuare a produrre energia elettrica anche utilizzando solo il metano, a Cip 6 finito.

Dunque lo scoglio AIA viene superato con una delibera della Giunta regionale (fine dicembre 2007) guidata da Riccardo Illy, giudicata per molti motivi illegittima. Nella forma in quanto rilasciata tre mesi dopo il termine ultimo fissato dalla Direttiva UE, e che scadeva nell’ottobre 2007, e perché questa non poteva essere comunque assegnata senza l’esistenza di un piano regionale per la qualità dell’aria, come inderogabilmente fissato dalle norme comunitarie e dalla legge italiana. Piano che la Regione Friuli Venezia Giulia doveva predisporre dal 1999 ed il cui termine ultimo di approvazione scadeva nel 2003, e che incredibile a dirsi non è tuttora pronto e tanto meno approvato.

Una Regione che sotto le due presidenze Tondo inframezzate dai cinque anni di Illy, non ha rispettato la legge come duramente ricordato nella delibera della Commissione Europea che il 28 agosto 2009 respingeva l’incredibile richiesta della Regione e del Governo di far slittare di diciotto mesi i nuovi e più restrittivi limiti di legge giornalieri ed annuali per le emissioni degli inquinanti più cancerogeni. Con una motivazione, quella dedicata dal Governo Europeo alla Regione Friuli Venezia Giulia, dai toni particolarmente duri e dove le parole “inadempiente” ed “inaffidabile” si sprecavano.

E nel merito perché l’Autorizzazione venne rilasciata con beneficio d’inventario, ovvero con prescrizioni che avrebbero dovuto riportare le emissioni inquinanti emesse e ben sopra i parametri di legge dalla Ferriera, a posto dopo un anno. Esattamente il contrario di quanto invece prescritto dalla legge istitutiva dell’AIA che ne vincola il rilascio alla “fotografia dell’esistente” al momento della concessione. Ma c’è di più, nelle dichiarazioni a corredo della domanda per la Ferriera, la Sanitas azienda di famiglia del Gruppo Lucchini che ne cura la stesura, così come succederà per la partecipata Sertubi, nasconde ed omette alcune informazioni essenziali quanto pregiudiziali previste a corredo. Presenza di “obbiettivi sensibili nel raggio di mille metri in linea d’aria dal perimetro dello stabilimento”. Ovvero scuole, asili, ospedali, impianti sportivi, ecc. Negandone contro ogni evidenza l’esistenza, e sono un centinaio le “sviste”, tra cui il prestigioso ospedale pediatrico Burlo Garofalo e decine tra istituti scolastici ed affini. Senza che il funzionario regionale proposto per legge al controllo della “veridicità delle dichiarazioni” obiettasse alcunché.

Nel giugno 2008 sotto la spinta delle tante manifestazioni cittadine promosse dal Circolo Miani, Servola Respira e dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere, il Comune di Trieste chiede la riapertura e la Revisione dell’AIA, alla nuova Giunta regionale guidata da Renzo Tondo.

In giugno 2008 dunque parte ufficialmente l’iter per la revisione dell’AIA che chiude, a termini di legge, la parte istruttoria il 28 agosto dello stesso anno, con la presentazione pure di una corposa quanto completa memoria tecnica  da parte del Circolo Miani, e che a quel punto la Regione insabbia. Ovvero nonostante la legge fissi dei perentori termini, la Giunta Tondo non convocherà mai quella Conferenza dei Servizi che dovrebbe, in questo certo caso, ritirare l’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Ferriera di Trieste.

Perché ritirare? Ma per le motivazioni di cui sopra e perché la stessa ARPA, oltre al CIGRA dell’Università di Trieste, consulente della Procura, hanno ampiamente relazionato che le prescrizioni non erano state rispettate dalla Severstal-Lucchini e che comunque l’inquinamento in uscita dallo stabilimento superava ampiamente i limiti consentiti per legge.

Dopo diverse dimostrazioni pubbliche la Regione fornisce una prima spiegazione per chiarire la “scomparsa” della Conferenza dei Servizi. Sostiene che la proprietà ha fatto ricorso al Tar, senza per altro avanzare richieste di sospensiva o procedure d’urgenza, e che dunque bisogna attenderne la pronuncia, e magari anche quella del Consiglio di Stato.

Nel preclaro rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana che prescrive appunto la netta separazione tra i tre poteri: quello giudiziario, che comprende anche i tribunali amministrativi, quello legislativo e quello esecutivo. Un po’ come se il Parlamento italiano avesse sospeso la promulgazione del 41Bis, il carcere duro per i mafiosi, perché Totò Riina e Salvo Provenzano dalla beata latitanza avessero presentato ricorso al Tar di Palermo.

 Il Sindaco di Trieste si rifiuta per oltre un anno, pure anche dopo un voto unanime del Consiglio comunale il 1 febbraio 2010, di sollecitare la Regione alla convocazione della Conferenza.

Poi dal luglio 2009 la Regione, assieme a Comune di Trieste e Provincia, con scadenza semestrale per bocca del suo presidente Tondo, dell’assessore all’Ambiente De Anna e del Direttore regionale, comunicano che la Conferenza può, anzi deve, essere convocata immediatamente per fermare l’allarmante inquinamento, che come scrive, ancora nel maggio 2007, il direttore dell’ASS triestina è “fonte di insorgenza di neoplasie e leucemie”. A parte l’osservazione del Renzo Tondo che in un comunicato stampa chiede al Presidente della Regione Renzo Tondo “l’immediata convocazione della Conferenza dei Servizi”, parlando di se in terza persona come e meglio di Giulio Cesare, sul quotidiano di Trieste “Il Piccolo” del 23 gennaio 2010. Di colpo la questione Tar scompare senza apparente ragione.

Importante questa data, perché abbiamo superato di 22 giorni quel 1 gennaio 2010 che per decreto è il termine temporale dirimente per ottenere il rimborso quinquennale anticipato del Cip 6.

Siamo nel frattempo arrivati al 5 maggio e dopo un’altra salva di dichiarazioni di assessori e politici regionali della Conferenza dei Servizi non è stata ancora fissata la data di convocazione, nel frattempo i vertici della Ferriera e della Lucchini spa, sono stati arrestati su ordine delle Procure di Grosseto e Perugia per l’indagine sullo smaltimento illegale di rifiuti tossici. A Trieste le indagini dei Carabinieri del NOE di Udine hanno portato alla scoperta di oltre 350.000 tonnellate di rifiuti tossici nell’area, pari ad otto campi di calcio, interrata abusivamente nel Vallone di Muggia.

Ma il Comitato Portuale ha tranquillamente rinnovato fino al 2015 alla Severstal-Lucchini la concessione dell’area di proprietà demaniale dove opera la Ferriera, per oltre il 60% appunto pubblica, e senza alcun limite prescrittivo, ovviamente con il voto favorevole di Regione e Provincia, il Comune si è scordato di presenziare. Così come il Sindaco Dipiazza si rifiuterà di rilasciare dichiarazioni alla stampa dopo lo scandalo nazionale dei rifiuti perché “Nella vita non bisogna essere carogne. Quando l’altro giorno ho saputo quello che era accaduto al mio amico Francesco Rosato (l’Amministratore delegato della Lucchini spa arrestato per le indagini sugli smaltimenti rifiuti tossici della Ferriera) mi sono rifiutato di parlare per non partecipare a questo sciacallaggio”.

Ma a questo punto i giochi sono chiaramente fatti.

La non convocazione, in aperta violazione per altro delle legge che regolamenta l’AIA, della Conferenza dei Servizi ha permesso di sorpassare la data del 1 gennaio 2010 ed ha così concesso alla Severstal, anzi direttamente al suo proprietario il rampante magnate russo Alexei Mordashov, uno dei tanti Putin Boys, che dopo aver liquidato il rimanente 20 per cento alla famiglia Lucchini con cento milioni di euro, si è rivenduto a se stesso, ovvero dalla sua Severstal a Mordashov persona il cento per cento dell’ex Gruppo Lucchini, di incassare il cospicuo gruzzoletto, si parla di alcune centinaia di milioni di euro, da parte dello Stato italiano.

Pronta cassa, in contanti ed in una unica soluzione anticipata, non male in un periodo di crisi e mancanza di liquidità, particolarmente sentita nel Gruppo Lucchini-Severstal che ha chiuso l’ultimo bilancio “ufficiale” con la perdita di un miliardo di euro, del sessanta per cento degli ordinativi e licenziando nel mondo 5000 dipendenti.

Ecco ora che il 1 gennaio 2010 è passato la Conferenza può cominciare, i lavoratori possono concretamente attendersi di trovarsi in strada entro l’anno, gli abitanti di continuare ad ammalarsi e crepare, nella città con il più alto tasso di mortalità da tumori e malattie all’apparato respiratorio in Italia, ed i costi delle bonifiche del sito strainquinato, come inutilmente segnalato dal 2003 ad oggi in decine di verbali delle Conferenze dei Servizi decisorie nazionali, rimanere scoperti e da addebitarsi al pubblico denaro.

Che Tondo e compagnia bella non ne sapessero nulla? E che magari Putin, tra un lettone ed un Suv non ne avesse parlato all’amico Silvio, che appunto per fortuna di Mordashov in questo caso c’è, e che il comune amico ex Ministro non ne avesse parlato al buon Renzo?

Agatha Christie: una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze sono un indizio, tre coincidenze rassomigliano ad una prova.

 





« PrecedentePagina 1Pagina 2Pagina 3Pagina 4Pagina 5Pagina 6Pagina 7Pagina 8Pagina 9Pagina 10Pagina 11Pagina 12Pagina 13Pagina 14Pagina 15Pagina 16Pagina 17Pagina 18Pagina 19Pagina 20Pagina 21Pagina 22Pagina 23Pagina 24Pagina 25Pagina 26Pagina 27Pagina 28Pagina 29Pagina 30Pagina 31Pagina 32Pagina 33Pagina 34Pagina 35Pagina 36Pagina 37Pagina 38Pagina 39Pagina 40Pagina 41Pagina 42Pagina 43Pagina 44Pagina 45Pagina 46Pagina 47Pagina 48Pagina 49Pagina 50Pagina 51Pagina 52Pagina 53Pagina 54Pagina 55Pagina 56Pagina 57Pagina 58Pagina 59Pagina 60Pagina 61Pagina 62Pagina 63Pagina 64Pagina 65Pagina 66Pagina 67Pagina 68Pagina 69Pagina 70Pagina 71Pagina 72Pagina 73Pagina 74Pagina 75Pagina 76Pagina 77Pagina 78Pagina 79Pagina 80Pagina 81Pagina 82Pagina 83Pagina 84Pagina 85Pagina 86Pagina 87Pagina 88Pagina 89Pagina 90Pagina 91Pagina 92Pagina 93Pagina 94Pagina 95Pagina 96Pagina 97Pagina 98Pagina 99Pagina 100Pagina 101Pagina 102Pagina 103Pagina 104Pagina 105Pagina 106Pagina 107Pagina 108Pagina 109Pagina 110Pagina 111Pagina 112Pagina 113Pagina 114Pagina 115Pagina 116Pagina 117Pagina 118Pagina 119Pagina 120Pagina 121Pagina 122Pagina 123Pagina 124Pagina 125Pagina 126Pagina 127Pagina 128Pagina 129Pagina 130Pagina 131Pagina 132Pagina 133Pagina 134Pagina 135Pagina 136Pagina 137Pagina 138Pagina 139Pagina 140Pagina 141Pagina 142Pagina 143Pagina 144Pagina 145Pagina 146Pagina 147Pagina 148Pagina 149Pagina 150Pagina 151Pagina 152Pagina 153Pagina 154Pagina 155Pagina 156Pagina 157Pagina 158Pagina 159Pagina 160Pagina 161Pagina 162Pagina 163Pagina 164Pagina 165Pagina 166Pagina 167Pagina 168Pagina 169Pagina 170Pagina 171Pagina 172 • Pagina 173 • Pagina 174Pagina 175Pagina 176Pagina 177Pagina 178Pagina 179Pagina 180Pagina 181Pagina 182Pagina 183Pagina 184Pagina 185Pagina 186Pagina 187Pagina 188Pagina 189Pagina 190Pagina 191Pagina 192Pagina 193Pagina 194Pagina 195Prossima »


MeteoSat
Previsioni Oggi Previsioni Domani Previsioni DopoDomani
Copyright © 2005 by Circolo Miani.
Powered by: Kreativamente.3go.it - 15 September, 2019 - 10:17 pm - Visitatori Totali Nr.