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Laminatoio a caldo e “giornalismo” a freddo.
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Circolo Miani » News Correnti » Page 173

Ripensare il Burlo.

» Inviato da valmaura il 1 July, 2020 alle 12:00 pm

Solo i paracarri non mutano opinione.
E sul trasferimento dell’Ospedale pediatrico Burlo Garofalo la politica una volta di più opera come un paracarro, ma di quelli in pietra grezza.
Spostarlo per ricostruirlo ex novo a Cattinara, oltre a costringere a scomode trasferte “fuori porta” i piccoli utenti, è insensato. Per i costi sostenuti che sono molto ma molto più alti di un adeguamento-rinnovamento tecnologico nell’attuale sede, e per la possibilità di ut
ilizzare gli spazi prospicienti del bucone dell’ex Maddalena, per anni oasi faunistica di zanzare e pappataci.
Ultimo particolare da non trascurare: l’ospedale pediatrico è dotato di un suo autonomo Pronto Soccorso, che autonomo è opportuno che resti per evitare promiscuità soprattutto infettive, visti i tempi, ed allora che senso logico-operativo è toglierlo dal centro città?
Ora che si è riaperto il contratto della gara d’appalto di Cattinara rivedere il progetto non pare però essere nelle corde dei vertici di una Asugi politicamente quanto infaustamente eterodiretta, e lo si è visto con i disastri di questi mesi.
Forse forse bisognerebbe ripensare una seria riforma della sanità regionale che ridia a Trieste, così come alle altre comunità del Friuli Venezia Giulia, la direzione strategica dell’assistenza sanitaria sui rispettivi territori, anche in nome di quella autonomia tanto decantata e mai attuata e, piccolo particolare, al fatto che sono i soldi dei triestini a sostenerne i costi.
Ma ci rendiamo conto che un paracarro tutto sommato è più elastico di questa classe politica e degli interessi che rappresenta.
PS: Sabato 4 luglio alle ore 11, al Circolo Miani in via Valmaura 77 (di fronte al Brico) riunione aperta a tutti.



Noi non molliamo. Dal 27 giugno al 4 luglio.

» Inviato da valmaura il 30 June, 2020 alle 12:48 pm

Non molliamo perché non possiamo permettercelo.
E’ in gioco il nostro futuro, la nostra qualità della vita e la tutela della salute. E scusateci se è poco.

Moratoria 5G, meno Antenne e più Alberi: piano regolatore comunale per i ripetitori (lontani da ospedali, scuole, zone densamente abitate) e immediato arresto della mattanza degli alberi (pubblici e privati) a partire dalla salvaguardia della Pineta di Cattinara.
Risanamento, bonifica (attesa da ben quattro anni) ed aumento di giardini ed aree verdi.
Recupero urbanistico e sociale dei quartieri semiperiferici, e non solo, oggi abbandonati al degrado.
Questi alcuni dei temi su cui si baserà l’incontro pubblico di sabato 4 luglio alle ore 11 al Circolo Miani, in via Valmaura 77 (di fronte al Brico Center a cui chiederemo un obolo per tutta la pubblicità che gli facciamo).
In questa occasione discuteremo e decideremo assieme le prossime iniziative da realizzare sul territorio, inteso da Duino Aurisina a Muggia, a partire dal ventilato Picnic a Cattinara Pineta.
Dopo l’ottimo risultato dell’iniziativa di sabato 27 che ha visto una campagna di informazione attuata in provincia che ha coinvolto decine di migliaia di persone, e qui rinnoviamo ancora il nostro grazie ai tanti volontari che con il loro impegno hanno permesso questo, ora si tratta di andare avanti per risolvere concretamente i tanti problemi che investono la Trieste reale, non quella dell’attuale politica o dipinta da quel grottesco sistema dei mass media locali.
E proprio la sistematica censura ed i silenzi di stampa e politica confermano che siamo nel giusto, e che questi hanno una fifa matta dei cittadini che intendono riappropriarsi della loro vita e del loro futuro.
Vi informiamo anche della nostra decisione di non inviare più alcun comunicato stampa alle testate scritte e televisive locali, con l’unica esclusione di Ansa e per ora Primorski Dnevnik, e di non accettare eventuali interviste da questo teatrino di politici suonati a cui si è ridotto il mondo della cosiddetta informazione pubblica e privata regionale.
Pertanto vi rinnoviamo l’invito a diffondere quanto più ampiamente possibile le notizie che giornalmente scriviamo su questa Pagina (Facebook Circolo Miani), per farlo è sufficiente incrementare il numero dei “Mi Piace” appunto alla Pagina, e questo è un risultato che dipende soprattutto dalla vostra collaborazione.
Lavoriamo dunque per noi, a cominciare dalla partecipazione quanto più ampia possibile all’incontro di sabato prossimo.
Noi non molliamo, e Voi ?

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/a.1497907753813521/2817715618499388/?type=3&theater

 




Tipi da Covid-19.

» Inviato da valmaura il 29 June, 2020 alle 3:31 pm

A Trieste, dopo i trionfalismi di facciata, cominciano a venire al pettine gli errori e le responsabilità che hanno portato a contare tanti contagiati, e soprattutto deceduti, in quelli che per definizione dovrebbero essere luoghi di cura e sicurezza.
Ci riferiamo ovviamente alle strutture ospedaliere ed alla residenze “protette”, mai nome appare ora così infausto, pubbliche e private, sì, ma convenzionate o controllate da ASS e Regione.
E il contagio con le
sue pesanti conseguenze ha colpito estesamente pure gli operatori pubblici e privati ospedalieri e delle RSA e case di riposo.
A Trieste l’infezione è progredita in modo intollerabile nella residenze protette e RSA del Comune, senza per altro che il Podestà (televisivamente impegnato nella “guerra” alla Sala Tripcovich e poi sull’Ovovia) si sia mai recato di persona a portare solidarietà e sostegno a chi era impegnato o vittima di questa pandemia.
Questa situazione avrà nelle settimane a venire probabilmente gravi ricadute anche per i cittadini che, soffrendo di altre gravi patologie, hanno ritenuto, e non del tutto a torto, di evitare precauzionalmente in questi mesi di rivolgersi ad ospedali, ambulatori e pronti soccorsi vissuti non come luoghi di cura ed aiuto ma di pericolo.
I numeri a Trieste sono impietosi e non lasciano dubbio alcuno sulla responsabilità di chi dirige Azienda Sanitaria, Regione e Comune.
Ne abbiamo scritto più volte ed ora confidiamo che le iniziative legali promosse dai dipendenti e dai familiari delle vittime possano fare chiarezza e giustizia, e possano individuare le responsabilità civili e penali di chi mentre tutto questo accadeva si baloccava con la nave Lazzaretto affondata ignominiosamente nel ridicolo se non parlassimo di una tragedia.
Ed ora si aggiunge la triste beffa della scomparsa dei beni personali dei deceduti ricoverati che giustamente i parenti rivendicano a ricordo dei loro cari.
Indegno corollario di come tutta la vicenda, almeno a Trieste, è stata gestita dai vertici sanitari di nomina politica.
Che ne dicono i Totòsindaci?



Un caldo doppio GRAZIE !

» Inviato da valmaura il 28 June, 2020 alle 1:05 pm

Caldo, perchè sotto il Sole lo faceva indubitabilmente.
Primo GRAZIE alle tante persone che hanno scelto di venire, e diversi intervenire al microfono, stamane in Piazza Unità alla Assemblea cittadina durata oltre due ore. Dove c'erano i cittadini appunto ed hanno brillato, ma non è una novità, per assenza i politici con i loro sodali di turno: infatti c'era da ascoltare e non di fare passerella o campagna elettorale.
Secondo grazie, stavolta minusc
olo che di più non si può, a quelli che citando un famoso titolo di Cuore “hanno la faccia come il culo”, con tutto rispetto parlando del deretano. Ovvero ai manovali della “disinformatja” che hanno fatto apparire la Pravda ai tempi di Breznev o la televisione di Stato (albanese) di Enver Hohxa dei modelli di pluralismo e professionalità giornalistica, ovviamente con il plauso di tutta la politica.
E non è una caso che stessero, dopo abbondanti abluzioni per lubrificare la lingua, tutti nella parte vuota della Piazza, nel Palazzo del Governo, a cogliere financo l'ultimo sospiro di sua eccellenza il Ministro, del Podestà e del Presidente regionale: Slurp, doppio e triplo Slurp.
Il loro oscuramento e censura portano fortuna e gente, magari andasse sempre così.
Vorremmo tanto vedere che forza politica oggi a Trieste riuscirebbe in simili condizioni a radunare le tante persone che oggi erano presenti.
A loro auguro solo che l'osso rosicchiato sia stato buono e dunque tornino a cuccia in attesa di ordini.
Il resoconto dell'incontro a domani, da subito invece vi informiamo che alla fine si è deciso, perchè nelle assemblee vere si discute e decide, e capisco che per i partiti dire questo è come bestemmiare in chiesa, di ritrovarsi sabato prossimo, 4 luglio, alle ore 11, nella sede del Circolo Miani in via Valmaura 77 (di fronte al Brico Center) per varare il programma delle prossime iniziative (un picnic nella Pineta di Cattinara?).
Se “lorsignori” si illudevano che fossimo un fuoco di paglia hanno sbagliato di grosso, quella di oggi è stato solo l'antipasto, che noi i problemi vogliamo risolverli, magari come i bassotti incazzosi che quando t'afferrano il polpaccio non lo lasciano più.
A presto
Maurizio Fogar

https://www.facebook.com/assemblyproject/videos/202979870941381/UzpfSTE0OTc5MDc2NjcxNDY4NjM6MjgxNTk5NDQ4NTMzODE2OA/




Questure pret a porter?

» Inviato da valmaura il 27 June, 2020 alle 2:28 pm

C'è qualcosa che oggi mette in discussione la tradizionale funzione svolta dalle Questure, o almeno di alcune in Friuli Venezia Giulia. Ovvero c'è la netta sensazione, e forse qualcosa in più, che fa ritenere che il loro ruolo di soggetto terzo a difesa del mantenimento dell'ordine e della sicurezza per tutti i cittadini, si stia trasfigurando in quello di arbitro giocatore di parte, insomma di dodicesimo uomo in campo.
A Trieste ne abbiamo avuto una prima concreta avvisaglia con gli interventi, che giudichiamo immotivati e controproducenti se la giustificazione era quella di garantire le norme di prevenzione Covid-19, nei confronti delle poche decine di cittadini che, nel pieno rispetto di quelle norme, si erano ritrovati in Campo San Giacomo (una sessantina scarsa) ed in piazza della Borsa (sette), dunque in zone pedonali, il primo di maggio.
Fu anzi l'intervento delle forze di quello che virgolettiamo ordine, a creare assembramenti e a far venir meno la distanza sociale.
Ma anche prima lo zelo, mai va detto riscontrato in passato (bisogna risalire nei decenni ai tempi del dirigente Zappone), eccessivo nel dare corso a sgomberi con inusitato spiegamento di forze (come nei casi della ex Sacra Osteria o dell'area abbandonata a se stessa da anni e trasformata da immondezzaio a giardino in zona Urban), senza provare e trovare soluzioni “bonarie”.
E questo senza ricordare i tentativi di incontro andati a vuoto perfino nell'assenza di risposta che il Circolo Miani aveva sollecitato con la Questura, e Prefettura idem, dopo il susseguirsi di ripetuti episodi di vandalismo ed effrazione messi a segno contro la sede dell'Associazione.
Ma arriviamo al fatto del giorno.
Lunedì 8 giugno abbiamo comunicato formalmente all'Ufficio Ordine Pubblico del Gabinetto del Questore, di Trieste, che il Circolo Miani avrebbe promosso per la mattina di sabato 27 giugno in Piazza Unità una Assemblea cittadina, dunque con largo anticipo rispetto ai TRE giorni previsti per legge. Nella stessa comunicazione e nel successivo colloquio telefonico con i funzionari dell'Ufficio, ricordavamo che non ci sarebbe stata alcuna occupazione statica di suolo pubblico, ma solo l'ingresso e la presenza della vettura di proprietà del Circolo Miani che conteneva e supportava un modesto impianto di amplificazione (insomma un banale microfono e due trombe altoparlanti poste sul tetto, il tutto alimentato dalla batteria dei veicolo) per la stretta durata della manifestazione statica.
In questi anni lo avevamo fatto decine di volte (nelle foto alcuni precedenti a caso) senza inoltrare alcuna richiesta al Comune, in questo caso non necessaria. Lo sapevano in Questura e lo sapeva in particolare la Digos che in un recente passato era intervenuta con il dirigente ed i funzionari in servizio per far allontanare alcuni vigili urbani che con il loro comportamento, questo sì, rischiavano di creare tensioni e turbative all'ordine pubblico in manifestazioni che il Circolo Miani promuove a decine sul territorio da 40 anni senza mai incidenti o tensioni alcune.
Ma stavolta, ad undici giorni e passa, alle 18 e 19.30 di venerdì scorso riceviamo due telefonate dalla Questura che scopre la necessità di comunicare che dobbiamo avanzare richiesta al Comune per l'occupazione di suolo pubblico dell'auto in questione.
Sarà una coincidenza, un banalissimo caso, ma la telefonata dell'arbitro arriva esattamente 24 ore dopo che il podestà di Trieste ha espresso la sua disapprovazione verso una iniziativa che parla di Moratoria 5G, di più alberi e meno antenne, di bonifica ed ampliamento dei giardini ed aree verdi, di impedire l'abbattimento della Pineta di Cattinara: insomma di tutela della salute e qualità della vita dei triestini.
Un fatto eversivo e fonte di violenze e turbative all'ordine pubblico?
Certamente no, anzi l'esercizio elementare di un civile diritto costituzionale.
E siccome non possono inibire lo svolgimento dell'Assemblea il tentativo in atto di renderla muta è lapalissiano. Senza un microfono è difficile parlare e soprattutto ascoltare. E costringe i partecipanti, che vogliamo immaginare in numero considerevole a mandare a gambe all'aria ogni rispetto delle norme di distanziamento sociale, esattamente come avvenuto nelle due iniziative analoghe svoltesi nella giornata di ieri proprio in piazza Unità.
Comunicare come ha fatto la Questura, in contrasto con tutti i nostri precedenti, ad una settimana dallo svolgimento e dopo undici giorni dalla comunicazione, ben sapendo, si spera, che il Regolamento comunale prevede l'inoltro della domanda di “occupazione suolo pubblico”, anche se per un massimo di due ore e con una struttura mobile (un'auto), “trenta giorni prima” e che per l'area cittadina compresa tra la fontana di Piazza della Borsa e l'intera Piazza Unità, tale richiesta deve passare necessariamente per una delibera della Giunta comunale, con i conseguenti tempi, è un modo nemmeno troppo elegante per minare lo svolgimento dell'iniziativa.
In particolare una Assemblea dove si parla, ascolta e discute, sempre che ci si riesca.
I fatti si commentano da soli e non ci sarebbe altro da aggiungere se non una domanda.
Anche per la manifestazione sul Porto di due sabati fa, che ha visto la costruzione e l'occupazione di un palco per concerti con tempi molto ma molto più lunghi tra montaggio e smontaggio, e che è stata decisa 4 (QUATTRO) giorni prima, la Questura, con la Digos, e la Prefettura che ce l'aveva sotto casa, hanno seguito lo stesso iter?
O forse la presenza del podestà la rendeva “supra legem”? Basta che ce lo dicano così organizziamo una rapina per finanziare le esauste casse del Circolo e ci portiamo dietro l'inconsapevole sindaco come garanzia liberatoria.
O forse forse si stanno usando pesi e misure diverse?
Insomma più che a garantire il sereno e tranquillo svolgimento dell'iniziativa, nel rispetto delle norme antiCovid, l'arbitro sta indossando maglietta e calzoncini per fare il dodicesimo uomo in campo?
Basta a saperlo, con buona pace della credibilità della Questura.
La verità è che questa politica che si diletta sugli “house organ” di Totòsindaci ha una fifa matta dei cittadini quando affrontano la realtà dei problemi di Trieste e mettono a nudo le loro impudiche, ed esteticamente sgradevoli, nudità quanto nullità.
E sabato 27 giugno alle ore 10.30 in Piazza Unità lato Municipio (Moratoria 5G Comune Trieste e provincia; più Alberi e meno Antenne; bonifica e crescita Giardini ed aree verdi; salviamo la Pineta di Cattinara) più siamo e meglio stiamo, alla faccia di chi non ama Trieste e di chi tifa per loro.




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