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Circolo Miani » News Correnti » Page 172

Aberrante se vero!

» Inviato da valmaura il 16 July, 2009 alle 1:28 pm

“L’ordinamento… consente lo svolgimento delle attività pericolose, persino mortali, se e in quanto le reputa indispensabili alla vita della complessa società odierna”.

Nel dare atto alla proprietà di aver “realizzato in toto”, “la migliore tecnologia disponibile al limite del costo ragionevole” ,  “la Ferriera può legittimamente e lecitamente emettere una certa quantità di polveri e fumi”. E pertanto il PM chiede che la pena sia trasformata, nei confronti dei vertici e della direzione dello stabilimento, in una oblazione.

Questo quanto riporta la cronaca di Maddalena Rebecca sul quotidiano locale di oggi, 16 luglio.

Una multa insomma. Una multa come se non inferiore a quella comminata al condomino che aveva costruito un deposito di compost  nel giardino comune, sancita recentemente da una sentenza del Tribunale di Trieste.

Questo viene chiesto nel processo in fase terminale contro i 240 sforamenti di materiali inquinanti, soprattutto polveri sottili cancerogene, prodotti dalla Ferriera in poco più di un anno. Contro un limite massimo di 35, consentiti per legge.

L’affermazione che un ordinamento che non sia seguace della teoria dell’eugenetica nazista possa consentire l’esistenza di attività pericolose, persino mortali, per il sostanziale benessere della società, che qui però viene concretamente rappresentata dagli affari e dai guadagni di una spa Russobresciana, Severstal-Lucchini, è qualcosa che sinceramente dopo il Processo di Norimberga nessuno si sarebbe aspettato di veder legittimato. Con questa teoria si potrebbero chiudere pure tutti i procedimenti sugli infortuni sul lavoro. Perché tanto il fine giustifica i mezzi e gli operai morti. Deprecabile e tragica fatalità, ma giustificata in nome del bene supremo.

La seconda affermazione che la Ferriera ha realizzato totalmente le migliorie richieste significa solo due cose. O queste non sono state realizzate, visto la mole d’inquinamento in perenne uscita dallo stabilimento, AIA o non AIA regionale, e questo pone forte una domanda finora sempre elusa anche nelle indagini della magistratura, sulla responsabilità penale e civile di chi doveva fare i controlli. Oppure queste non erano affatto le migliorie sufficienti e chi le ha indicate non aveva evidentemente la compiuta competenza per farlo.

In particolare colpisce la frase “al limite del costo ragionevole”, e sorge spontanea la domanda. “Ragionevole” per chi, e chi stabilisce quando una spesa è “ragionevole”? La risposta è intrinsecamente ovvia. “Ragionevole” per il businnes della proprietà della Ferriera.

L’ultima considerazione che la Ferriera possa emettere “legittimamente e lecitamente” una “certa quantità” di inquinanti, può al limite andare bene, se questa “certa quantità” rimane nei termini tassativi fissati dalle leggi europee ed italiane, che a partire dal prossimo anno oltretutto si dimezzeranno in senso restrittivo. E sinceramente non pare che 240 sia inferiore a 35.

Quando nel dibattito con il Procuratore Aggiunto del Tribunale di Udine, Giancarlo Bonocore, al Circolo Miani nell’ottobre dello scorso anno, uno dei tantissimi cittadini presenti chiese come mai con la stessa legge e nelle medesime situazioni la magistratura udinese avesse sequestrato e fatto chiudere l’inquinante fabbrica chimica Caffaro, ex Snia, di Torviscosa. Sequestro che ha resistito a tutti i ricorsi legali della proprietà anche lei bresciana. Il Procuratore di Udine rispose, non senza imbarazzo alcuno, di domandarlo ai suoi colleghi triestini. Ovvero tutti capirono che se “la legge è uguale per tutti”, o almeno così dovrebbe, certamente uguali non lo sono i magistrati.

E se abbiniamo questo articolo con l’altra principale notizia dell’autorizzazione rilasciata dal Governo a Gas Natural per la costruzione del rigassificatore nel golfo di Zaule, a ridosso del pontile dell’oleodotto, della fabbrica di ossigeno liquido, e della Ferriera, a poche decine di metri delle case di Monte San Pantaleone e Valmaura, e poche centinaia da quelle di Muggia. Allora tutto si tiene, soprattutto se leggiamo le dichiarazioni dei reggitori del potere politico ed economico, Lucchini compresa, che ne fanno contorno.

Strafalcioni tecnici a parte perché costoro giocano con i numeri come con la pelle della gente. Parlano di 400 posti di nuovo lavoro, quando il rigassificatore ne impiegherà, per stessa ammissione della società, non più di 40, ovvero uno zero in meno. Il famoso cordificio 15. La nuova mega centrale elettrica, 30. Per un totale di 85. Che mi pare sia un tantino inferiore ai 400 sbandierati oggi.

Se poi la differenza è contrabbandata con il famoso “indotto”, abbiano la compiacenza di spiegarci quale sia, perché noi non riusciamo per quanti sforzi compiamo ad individuarlo.

E in merito alle “riduzioni tariffarie” di cui si avvantaggerebbero i triestini, per favore non le sparino grosse. Che i triestini e i muggesani stanno ancora aspettando le famose riduzioni ed il “teleriscaldamento” gratuito della centrale di cogenerazione aperta nel 2001, promesse allora sempre dai soliti noti.

La verità è che hanno messo le mani sulla città. Destinata a divenire la scovazzera dell’Adriatico, dove si può mettere tutto quello che viene rifiutato dalle altre parti. E per favore, non parliamo più di porto, piattaforma logistica, bonifiche e sviluppo occupazionale. Sottosegretario una domanda, come va con le due discariche tossiche abusive sequestrate allo Scalo Legnami?

Questo è avvenuto con la politica perfettamente complice di questo omicidio premeditato, e dove le istituzioni, a partire dalla Regione, hanno dato mano libera alla Lucchini-Severstal.

Solo una cosa potrà salvare Trieste e garantire la salute ed il lavoro di chi ci abita.

Una indignazione corale che porti ad una protesta di massa con la gente che decida una volta per tutte di non accettare di vivere male, ammalarsi, crepare, non trovare un lavoro dignitoso e sicuro. Che prenda a calci nel deretano i politici incapaci e conniventi che invece degli interessi della nostra comunità, tutelano gli affari di pochi sulla pelle di tanti.

Se ciò avverrà il Circolo Miani metterà ancora una volta a disposizione dei cittadini le sue scarse risorse prima che questa politica lo cancelli come sta cercando da anni di fare, centrodestra e centrosinistra uniti, perché unica realtà fuori da questo coro di intrallazzi.




Ferriera: siamo alle solite.

» Inviato da valmaura il 14 July, 2009 alle 12:47 pm

Dopo un mese e tre giorni, il famoso “entro una settimana” pronunciato solennemente il 18  giugno dall’assessore all’ambiente, ora ex e neosenatore Lenna ed i capigruppo, viene fissata qualcosa che è esattamente l’opposto di quello per cui si erano impegnati.

Ovvero l’ennesima audizione, ormai un rito annuale, davanti alla IV Commissione per ascoltare gli invitati “in merito alla situazione relativa alla ferriera di Servola”.

L’invito è firmato da quel Segretario generale del Consiglio regionale che sollecitò la chiamata e l’intervento della polizia contro i cittadini che manifestavano “in merito alla situazione relativa alla ferriera di Servola” sotto la Regione nell’inverno 2007.

Non sappiamo se piangere o ridere.

Quale sia la situazione dell’inquinamento loro dovrebbero saperlo benissimo, visto che sono i primi ad avere in casa i dati dell’ARPA, che è della Regione, e speriamo che qualcuno li legga e magari si domandi come questi dati erano per anni così difformi dalla realtà che poi emergerà impietosa dalle rilevazioni della Procura della Repubblica.

E sinceramente non ci interessa andare a sentire per l’ennesima volta i consiglieri alla Lupieri, quello che ogni anno dice che se le cose stanno così bisogna assolutamente fare delle “rigorose analisi”, ma non ha mai speso una parola, neanche da medico, nei confronti di quell’Azienda Sanitaria triestina, guidata dal compagno di partito Rotelli, che dal 1999 si è sempre rifiutata di fare una “rigorosa” analisi epidemiologica in provincia di Trieste. Come invece ha fatto la corrispondente Azienda slovena sugli abitanti del Comune di Capodistria, con i risultati che tutti sappiamo, si spera anche il medico Lupieri. 

Oppure i vari Camber, Bucci, Tononi che da otto anni dicono sempre in questi incontri, per poi tacere fino al successivo, che “la Ferriera va chiusa subito”. Senza mai specificare il valore di quel subito, che otto anni non lo sono, e ben guardandosi dal dire “come”.

Quello che i cittadini scesi per due giovedì consecutivi sotto la Regione volevano era molto semplice. Chiedevano al presidente Tondo quando intendeva rispettare la “solenne” promessa da lui fatta ad una settimana esatta dal voto regionale, cioè 16 mesi orsono, di “venire a Servola appena eletto per chiedere ai cittadini come chiudere subito la Ferriera”, uno degli “obbiettivi prioritari” della sua amministrazione regionale. Ma Tondo, troppo impegnato in agenda, ha preferito non farsi vedere neppure in piazza Unità, filandosene dall’uscita secondaria. Ci ha pensato invece la gentildonna assessora Rosolen a mandare a quel paese con gesto triviale le donne dei Comitati di Quartiere.

E quello che il Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere, il giovedì seguente in Consiglio regionale, incontrando l’assessore all’Ambiente Vanni Lenna ed i capigruppo, avevano sentito promettere era esattamente l’opposto. Cioè alla Eleonora che per tutti i cittadini presenti, e non abbiamo notato nessuna altra associazione accanto a quelle di cui sopra, chiedeva esclusivamente di “conoscere cosa la Regione abbia fatto in questo anno e mezzo”, e ribadiva che l’incontro non era per ascoltare la gente che di tempo se ne era perso fin troppo, ma per sentire esclusivamente da “loro”, Giunta e Consiglio, cosa avevano fatto per tutelate la salute dei cittadini e dei lavoratori. L’assessore ed i Capigruppo si erano impegnati “entro una settimana” a convocare una riunione con la delegazione presente per riferire, con i loro tecnici a fianco, cosa l’amministrazione aveva prodotto. A parte il far scomparire, dal 28 agosto 2008, la Conferenza decisoria sulla revisione dell’AIA regalata dalla Regione alla Lucchini, nel nulla, in barba alle leggi europee ed italiane.

Eccovi il testo della lettera inviata in Regione ieri mattina, ed alla quale, se come assai probabile non arriverà risposta alcuna, seguiranno le iniziative che i Comitati promuoveranno a partire da lunedì prossimo.

 

Alessandro Collutti

Presidente IV Commissione permanente

Consiglio Regione Friuli Venezia Giulia

E p.c.

Assessore all’Ambiente

Ai signori Capigruppo

Loro indirizzi

 

Oggetto: lettera pervenutaci con invito ad audizione

 

Il Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia, ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere ritengono del tutto inutile partecipare ad una delle audizioni annuali che almeno dal 2003 hanno caratterizzato l’iniziativa della Regione nel campo.

Esse non hanno prodotto alcunché di fattivo se non il ripetere cose che, si ritiene e spera, alla Regione, ai suoi consiglieri ed amministratori, dovrebbero essere da gran tempo note.

E non era certamente questo l’impegno assunto con la delegazione di cittadini che il giovedì 18 giugno u.s., aveva incontrato l’assessore regionale all’Ambiente Vanni Lenna, ed i capigruppo o i loro delegati.

I rappresentanti della Regione avevano allora dichiarato che “entro una settimana” ci sarebbe stato l’incontro con i rappresentanti della Giunta e dell’IV Commissione, allargata ai Capigruppo.

In quella sede, aveva preso l’impegno l’assessore Lenna con l’assenso dei Capigruppo, verrà relazionato su quanto la Regione ha fatto nell’ultimo anno (15 mesi) per risolvere il problema Ferriera.

Tutto ciò in risposta alle manifestazioni ed alle richieste della delegazione composta da dieci rappresentanti del Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia e dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere ed alle quali altri non avevano preso parte.

In attesa di conoscere la data e l’ordine del giorno della riunione proposta e decisa dall’Assessore all’ Ambiente e dai Capigruppo nell’incontro del 18 giugno, dove appunto la Regione, avrebbe dato risposta alle richieste in merito anche alla Conferenza dei servizi revisoria dell’AIA alla Lucchini, e di quanto operato dall’amministrazione Tondo per la soluzione del caso.

Quanto infatti le associazioni di cui sopra avevano da dire sulla grave emergenza Ferriera, lo avevano già esplicitato negli ultimi dieci anni, e sintetizzato nella corposa memoria tecnica allegata alle osservazioni sulla revisione dell’AIA nel procedimento istruttorio conclusosi il 28 agosto 2008. Oltre che nei ripetuti esposti presentati ed accolti dalla Procura della Repubblica.

In attesa di una cortese risposta, si inviano i nostri più cordiali saluti.

 

Dott. Livio Fogar                                                 Romano Pezzetta

Presidente                                                              Portavoce

Circolo Miani                                                       Servola Respira




Brava Eleonora. Regione: no, no, così proprio non va.

» Inviato da valmaura il 19 June, 2009 alle 4:51 pm

Non è il Circolo Miani, né Servola Respira o i Comitati di Quartiere, a non avere richiesto, e perché non su carta pergamena e bollata, l’appuntamento rituale con i vertici regionali, per parlare, guarda un po’, di Ferriera.

Sono questi signori, lo ricordiamo agli smemorati, come giustamente sostiene anche Beppe Grillo, oltre che la Costituzione della nostra Repubblica, che sono i nostri dipendenti, pagati lautissimamente con stipendi pubblici che i quattro quinti abbondanti degli italiani possono solo sognare. Sono questi signori che oltre a stipendi principeschi e benefit di ogni tipo, si sono completamente dimenticati delle promesse, degli impegni assunti e strombazzati sulla stampa, verso i cittadini che li hanno votati. Sono questi signori, che a distanza di quasi un anno non hanno mai, e sottolineo mai, risposto, neanche con una telefonata di un loro usciere, alle ripetute richieste formali di incontro inviate via fax, email, lettere ordinarie. Ed oggi hanno il coraggio di dire che non avevamo richiesto protocollare appuntamento e giovedì scorso di  lasciare quasi una settantina di persone in strada davanti alla presidenza della giunta regionale, lo splendido palazzo comperato e restaurato con i soldi di noi tutti, perché “Tondo era impegnatissimo” e anche “nelle prossime settimane non possiamo nemmeno fissare una data per un incontro che non c’è un buco libero nella sua agenda perché il presidente sarà spesso fuori regione”. In compenso ci ha pensato quella gentildonna dell’assessore regionale Alessia Rosolen a rivolgere con il garbo di una raffinata dama di compagnia della regina, agli astanti  il suo pensiero, tradotto in due gesti triviali e volgari. Il tutto ovviamente senza che nessuno, e sottolineo nessuno, in Regione, tra i partiti e quanto altro, abbia avuto neppure un timido gesto di solidarietà con i cittadini, nella maggioranza donne, oggetti di questa volgarità. Pensate se analogo gesto fosse rivolto da un cittadino qualsiasi nei confronti di Silvio Berlusconi, oppure in occasione del prossimo G8, di Hillary Clinton, cosa gli accadrebbe e cosa per giorni scriverebbero e commenterebbero le teste fine della politica nostrana.

E anche questo G8, se per giorni devono stravolgere la vita di una città, che sinceramente non capiamo quale beneficio tragga da questo summit, allora se li vadano a fare nel deserto del Gobi oppure comodamente a casa loro collegati tramite la rete internet in videoconferenza, che un po’ tanti soldini almeno, oltre ai fastidi connessi, ce li risparmiamo.

Ma chi è che ha promesso, tra le tante altre cose non mantenute (ieri ad esempio è riuscito nel miracolo di non menzionare mai il problema Ferriera – la sua più alta priorità programmatica – e se è per questo nemmeno la parola Trieste, in una intervista di quasi una pagina sul suo programma di governo apparsa sul quotidiano locale), di venire nei quartieri “appena eletto” per chiedere ai cittadini “come chiudere la Ferriera”? Ma diamine Renzo Tondo, in perfetta sintonia con le sparate pirotecniche del Sindaco Dipiazza, che con promesse sul tema ha vinto due elezioni, salvo scordarle il giorno dopo. E noi, la gente che vive e soffre questo dramma da dieci anni, dovremmo genufletterci per chiedere appuntamenti che non arrivano mai. Dopo che questi dipendenti assai inaffidabili è da oltre un anno che le studiano tutte per far chiudere il Circolo Miani, cancellando così il principale strumento che in questi anni ha dato voce ed organizzazione alle proteste della nostra comunità. Mentre alla Ferriera, anzi alla Lucchini-Severstal, tutto è concesso, autorizzazioni che passano da un altoforno ad un altro per simpatia. Nuove aree demaniali per nuove megacentrali elettriche, di cui Trieste per il suo fabbisogno non ne ha affatto bisogno, oppure un cordificio per cavi d’acciaio, nel canale navigabile di zona industriale, o il raddoppio del banchinaggio conto terzi, sull’area del demanio marittimo. Tanto è chiaro che hanno già deciso di rinnovar loro la concessione demaniale (vedere in Notizie flash:  è arrivata la risposta ). A quel “cancro” come ama dire il Sindaco, tutto viene concesso. I controlli su quanto la Ferriera sta buttando fuori a biondo Dio? Ma suvvia sono a mezzo regime, in cassa integrazione. Ma pensate solo se un cittadino, tanto per tradurre in esempi concreti i favori ricevuti dalla Lucchini, facesse una assicurazione sulla sua Panda e poi andasse in giro con una Punto, usando della stessa assicurazione, tanto sempre Fiat sono. Cosa pensate accadrebbe al primo controllo di polizia?

Non sono capaci di risolvere il problema dell’inquinamento, della ricollocazione dei lavoratori, castrano le possibilità reali, non le solite chiacchiere a giorni alterni, di sviluppo del porto, e con esso tarpano le ali al futuro di Trieste. Bloccano la piattaforma logistica e migliaia di nuovi posti di lavoro.

Ma vogliono la domandina scritta, che mezza ora di telefonata, e la copia del comunicato stampa, due giorni prima non sono sufficienti.

Comunque ci sono anche note positive. La prima che in due giovedì di seguito, ad ore impossibili, le 16 e le 14, decine e decine di persone, ben oltre alle nostre aspettative, sono venute in piazza Unità prima ed in piazza Oberdan poi. La seconda è la batosta elettorale portata a casa da PDL e PDmenoelle nella Settima Circoscrizione, dove vivono 51.000 elettori, per non parlare di Muggia, alle ultime elezioni europee, e Renzo Tondo, Dipiazza, Camber o Rosolen e camerati, stavolta non erano candidati, lo stesso dicasi per i vari Cosolini and company, sennò chissà quale sorpresa sarebbe uscita dalle urne.

La terza è che il Circolo Miani sta per loro diventando un incubo, e la cosa ci fa dormire più tranquilli, dopo il massacro delle leggi fatto in regione pur di cancellare ogni contributo alla nostra associazione, vittima di una pura “discriminazione politica”, come ha confermato sui giornali il consigliere regionale Igor Kocijancic. E che qualche isolatissimo idiota prezzolato esalti il venerdì 17 marzo, giorno in cui, casualmente in contemporanea con la presentazione del progetto “Il Circolo Miani per Trieste” è partita la campagna di stampa per un rinvio a giudizio annunciato dove la stessa accusa dichiara che quelli del Miani sono “la banda degli onesti”, non fa che confermare che la madre degli imbecilli è sempre gravida e che il masochismo è cosa anche plebea.

La quarta consta nel fatto che dopo una oretta, a stampa già allontanata, una parvenza di incontro, con Lenna, Narduzzi, Kocijancic, e qualche altro capogruppo o sostituto, per una buona mezzora si è svolto in Regione.

La quinta è che si sono impegnati, entro una settimana, e vedremo se qui l’Assessore all’Ambiente, Vanni Lenna, avrà maggior fortuna e memoria, anche se almeno disponibilità ed umanità gli vanno comunque riconosciute e visti i tempi non sono cosa da poco, ci sarà un incontro con la commissione regionale competente allargata ai Capigruppo.

La sesta è che la nostra delegazione, composta prevalentemente da donne, sette su dieci, ha colto perfettamente nel segno con la breve dichiarazione di Eleonora Bubbi. Che ha semplicemente detto quello che tutti noi pensavamo. “Saremo noi che verremo ad ascoltare quello che, dopo decine di incontri sostanzialmente inutili, la Regione ha fatto in un anno per corrispondere agli impegni presi con i cittadini elettori.”




Giovedì 18 giugno, ore 14: Regione, Ferriera e Miani

» Inviato da valmaura il 16 June, 2009 alle 2:24 pm

Giovedì 18 giugno alle ore 14, in piazza Oberdan al Palazzo del Consiglio Regionale, una delegazione del Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia e dei Comitati di Quartiere arriverà per incontrare i Capigruppo delle forze politiche che siedono in Regione, la cosa è già stata comunicata alla segreteria del Presidente del Consiglio regionale, ed il Presidente della Giunta, Tondo, con l’Assessore regionale all’Ambiente, Vanni Lenna (alla cui segreteria è stata data analoga comunicazione).

Poiché alla fine della manifestazione di giovedì scorso, dove una cinquantina di triestini e muggesani, nonostante l’ora assai infelice, si erano recati davanti alla sede della Giunta regionale in piazza Unità per aspettare il Presidente. E dove alla fine, dopo l’elegante gesto da trivio rivolto ai presenti dall’assessore regionale Rosolen, l’assessore Vanni Lenna si era pubblicamente impegnato ad organizzare “in tempi brevissimi” un incontro con Tondo. Si è deciso di sollecitare il mantenimento di questo impegno ad una settimana dalla sua pronuncia, venendo ad incontrare Presidenti e Capigruppo questo giovedì in piazza Oberdan in occasione della contemporanea seduta del Consiglio e della Giunta regionali.

Anche per mantenere la promessa che i cittadini si sono dati di venire ad aspettare Presidente ed Assessori ad ogni riunione di Giunta in quel di Trieste. Promessa  che sono determinati a mantenere, al contrario di quanto avviene troppo spesso negli usi e costumi politici.

L’urgenza della soluzione del problema Ferriera, in tutte le sue correlazioni, dalla tutela della salute al diritto ad un lavoro dignitoso, non può più essere ritardata né demandata ad una proprietà usa a dettare spregiudicatamente i tempi ed i modi per continuare i suoi affari sulla pelle della città, ritardandone sine die ogni processo di sviluppo, ad esempio portuale.

Né tantomeno si può tollerare che la città viva un’ altra estate d’inferno a causa del costante inquinamento in uscita dallo stabilimento della Lucchini-Severstal. E che le istituzioni, Regione, Provincia e Comune in primis, contrariamente a quanto infinite volte promesso, chiudano il Circolo Miani, lo strumento che in tutti questi anni ha goduto della piena fiducia e credibilità della comunità, e non la Ferriera.




Il bel gesto dell’assessore regionale Alessia Rosolen.

» Inviato da valmaura il 11 June, 2009 alle 8:02 pm

Sotto gli occhi del Vicepresidente della Giunta regionale Ciriani che tace ed acconsente.

Oggi è successo qualcosa di molto grave ma di altrettanto rivelatore.

Grave perché non era mai successo che un assessore regionale, e qui le minuscole sono d’obbligo, pagato dai cittadini che lo hanno pure votato a Trieste, rivolgesse un gesto pubblico così triviale nei confronti di una cinquantina di persone che le chiedevano civilmente ed amichevolmente di fermarsi a parlare di Ferriera, fuori dalla casa di tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia, ovvero il palazzo della Regione in piazza Unità.

E qui non ci interessa il privato, ovvero che questo gesto assai volgare fosse compiuto da una donna verso altre donne che la attendevano, né ci interessa disquisire sulla buona educazione e sul galateo.

Qui di assai grave è il comportamento politico che l’assessore Rosolen, forse nervosetta per la rimarchevole perdita della PDL alle elezioni europee in quel di Trieste, esprime con quel gesto, e la cultura politica che la caratterizza.

Ancora più grave è che ciò avvenga sotto gli occhi del compagno, pardon camerata, di partito Ciriani che incidentalmente è pure vicepresidente della giunta regionale, e che con il  suo silenzio evidentemente conferma ed approva questo gesto volgare e gratuitamente offensivo.

Un gesto che esprime anzitutto l’arroganza spudorata di una politica che ha in totale disprezzo i cittadini e che pensa che tutto le sia permesso. Un gesto che esprime una cultura politica da angiporto e da squadrismo fascista: a riprova che possono cambiare abito ma non consuetudini.

E non basta che l’assessore Lenna prenda timidamente le distanze poi, definendolo un comportamento deprecabile ma personale. Qui di personale non c’è proprio nulla.

Non certamente la scelta di cinquanta e passa persone di Servola, Chiarbola, Monte San Pantaleone e Valmaura, di venire in delegazione, a tre giorni dalla riapertura dell’altoforno della Ferriera, a chiedere di incontrare un presidente della Regione che in tredici mesi non ha mai mantenuto impegni e promesse. Alcune solennemente ridicole, come quella “se sarò eletto il giorno dopo verrò a Servola a chiedervi come chiudere subito la Ferriera” ed  infatti dopo tredici mesi nessuno lo ha più visto.  E che non hanno incontrato neppure stavolta, visto che si è negato ed ha fatto preparare la sua uscita da altra porta. Certamente non un bel gesto per la dignità di un presidente che, come recitava il suo slogan elettorale “del popolo ed amato dal popolo” più consono piuttosto ad un dittatore sudamericano, sceglie di uscire dalla porta di servizio pur di non confrontarsi con “la sua gente”.

Ma i cittadini erano venuti pure per dire che stamane l’aria dei quartieri dove vivono in oltre cinquantamila era irrespirabile. Che i veleni in uscita dalla Ferriera erano micidiali tanto da non poter uscire di casa né tantomeno aprire le finestre. E che sono stufi, ed hanno cominciato a dimostrarlo concretamente con il primo voto di domenica scorsa, di essere presi in giro.

Per rispetto verso il neo senatore Lenna non commentiamo qui le sue dichiarazioni che dimostrano che in oltre un anno da assessore regionale all’ambiente, poco o niente conosca della situazione Ferriera, neppure dal punto di vista logistico.

Lenna ha garantito che prestissimo il presidente Tondo ci chiamerà per un incontro, il secondo in quasi quindici mesi, e su questo si è impegnato personalmente.

Dal canto nostro gli abbiamo risposto che la data la lasciamo scegliere a Tondo ma che per il luogo dell’incontro proponiamo la sede del Circolo Miani, quello che tanto sta sui cabasisi per restare in tema del gesto rosoleniano, ancora aperto nonostante tutti i tentativi della Regione per chiuderlo, in modo che ad esso possano partecipare tutti i cittadini che lo desiderino.

Ed abbiamo aggiunto che se non rispetterà nemmeno questa promessa, allora ci ritroverà giovedì prossimo, 18 giugno, alle ore 16, in piazza Unità, lato Hotel Duchi d’Aosta, e poi di nuovo il giovedì seguente, e poi ancora, a costringerlo nella parte della lepre ad uscire da una porticina di servizio. Non male per “un presidente eletto dal popolo”, e certamente non un bello spot per “Il popolo della libertà”, qui in aperta difficoltà.





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