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Circolo Miani » News Correnti » Page 171

Troppo poco, troppo tardi, con troppa poca credibilità.

» Inviato da valmaura il 1 December, 2013 alle 2:43 pm

Lo avrete capito stiamo parlando della conferenza stampa tenuta, motu proprio, ieri mattina dal Sostituto Procuratore, momentaneamente reggitore della Procura di Trieste, Federico Frezza.

Lette le carte, cinque cartelline, presentate dal magistrato abbiamo resistito alla tentazione di commentarle passaggio per passaggio, perché altro in realtà non sono che ripetizioni di fatti già noti e di considerazioni che già da lungo tempo abbiamo confutato negli articoli sul nostro sito giornale oppure negli interventi pubblici.

Ci limitiamo pertanto, al fine di non annoiare i pochi o tanti lettori, ad alcune considerazioni generali.

Partiamo dall’iniziativa di Frezza di convocare una conferenza stampa su indagini in corso o, peggio ancora, appena aperte. Una anomalia rilevante perché, lo ricorderete, quando vediamo sui telegiornali fatti consimili, con inquadrati i magistrati e gli ufficiali di Carabinieri, o Polizia, o Guardia di Finanza, quasi sempre con alle spalle la classica lavagna con affisse le foto degli arrestati e magari sul tavolo le armi o la droga sequestrate, queste conferenze stampa si tengono sempre per annunciare la fine di una operazione, i risultati ottenuti (gli arresti, i sequestri di corpi di reato, e così avanti). E questo abbastanza comprensibilmente per non avvantaggiare i sospettati, le persone oggetto di indagini e di conseguenza pregiudicare le stesse fornendo alla difesa, qui rappresentata dall’avvocato Borgna, esponente di spicco del PD, notizie utili per le contromisure del caso.

Seconda considerazione. Il contenuto di questa iniziativa di Frezza appare più mirato a rispondere a quanto sollevato da mesi ed anni, ma ultimamente, ed a partire dal servizio apparso in gennaio scorso su Repubblica, con maggiore frequenza ed intensità, dal Circolo Miani e da Servola Respira che ad altro, anche se il magistrato inquirente si guarda bene dal menzionarli. Infatti non contiene alcuna sostanziale novità rispetto a quanto dichiarato nei mesi ed anni scorsi alla stampa dallo stesso Sostituto Procuratore.

Terzo aspetto. Nelle cinque cartelline, oltre a involontariamente confermare l’inadeguatezza della Perizia Boscolo, scelto come consulente della Procura dallo stesso Frezza anni fa, una perizia che si basava su calcoli teorici non tenendo sostanzialmente conto dello stato di funzionamento di impianti da tempo a fine corsa produttiva, si smantella l’efficacia, dopo quasi sei anni dalla concessione regionale ed a pochi mesi, meno di tre, dalla sua scadenza di quella Autorizzazione Integrata Ambientale che si basava proprio sulla perizia del consulente Boscolo. E ciò nonostante si riconosce che quanto da anni segnalato e denunciato da Circolo Miani e Servola Respira sulle ragioni tecniche delle emissioni inquinanti dagli impianti in via di sfacelo erano tutte sostanzialmente corrette e fondate.

Quarto caso. Si riconosce che le PA, come le definisce Frezza, ovvero le istituzioni preposte ai controlli ed al rispetto delle norme di legge a tutela della salute per tutti, lavoratori e cittadini, e non solo i servolani ma per lo meno anche i muggesani, i chiarbolani, i residenti a Campi Elisi e Monte San Pantaleone-San Sabba e non ultimi i valmauriani, sono state per lo meno “inadeguate”, così come le centraline di monitoraggio, tutte meno una, degli inquinanti.

Ed anche qui non capiamo dove stia la novità. I dati delle centraline dei consulenti della Procura in tutti questi anni e per i periodi di riferimento hanno sempre fornito dati fortemente discordanti da quelli pubblicati dall’ARPA e tratti dalle centraline ufficiali poste molte volte a pochi metri da quelle posizionate dal consulente della Procura.

Caso mai ci sarebbe da domandarsi come tutto ciò non abbia destato l’interesse della Procura ad attivare procedimenti di indagine contro fatti che indubbiamente potevano contenere diversi ipotesi di reato. Ma, giova qui ricordarlo, è dal luglio 2011 che il predecessore titolare di Frezza (Dalla Costa), aveva annunciato con intervista a piena pagina sul piccolo giornale l’apertura di un fascicolo, di una indagine, sui “mancati controlli dei controllori”. Lo aveva ripetuto, sempre il Capo della Procura di allora, e sempre in luglio ma del 2012, e sempre ad una pagina sul solito piccolo giornale, un anno dopo. Oggi sono passati oltre due anni e mezzo e di quel fascicolo di indagine che ci dice la Procura? Che fine ha fatto?

Quinta considerazione. Non si trova traccia nelle cose scritte e dette da Frezza della discarica abusiva di decine di migliaia di tonnellate di loppa, lo scarto tossico di lavorazione dell’Altoforno, creata nella Ferriera, lato mare, né delle 240.000 tonnellate di rifiuti speciali, cioè tossici, accatastati negli anni nello stabilimento. Lo ha pubblicamente confessato, e quantificato, uno dei responsabili in qualità di ex direttore degli impianti, pochi giorni fa sul piccolo giornale (dichiarazioni di Rosato al Piccolo). Sono le stesse ipotesi di reato per le quali la magistratura, dunque non solo la Procura, di Taranto ha spiccato diversi ordini di arresto, a partire dal Presidente di quella Provincia, e dei vertici dell’Ilva, oltre a sequestrare aree ed impianti alcuni mesi fa.

Sesto fatto emerge in tutto lo scritto del Procuratore facente funzioni una preoccupazione ad immedesimarsi in un ruolo più di consulente della proprietà della Ferriera (ieri la bresciana Lucchini, indi la russa Severstal, oggi le banche creditrici ed il commissario liquidatore) che indica soluzioni, attraverso sempre il Boscolo, ed interventi manutentivi o investimenti (ingenti) per l’acquisto delle mitiche “migliori tecnologie possibili” dimenticando che lo stato di vetustà e rovina degli impianti li rende incompatibili con queste ultime e che soprattutto lo stato comatoso e fallimentare della proprietà, dove la Ferriera perde tre milioni di euro al mese, esclude ogni possibile investimento.

Anzi poiché lo stesso Frezza ritorna a scrivere che i costi di questi interventi delle non meglio identificate “direttive europee” prescrivano siano fatti compatibilmente e ragionevolmente alle possibilità di bilancio della proprietà, qui fallita e piena solo di debiti miliardari, di cosa scusate stiamo, anzi sta parlando? Del libro dei sogni o della letterina a Babbo Natale?

Ma stupisce poi la pervicacia della Procura a non ricordare quanto scritto nella nostra Costituzione, e precisamente negli articoli 32 (la tutela della salute come bene supremo) e 41 (l’iniziativa economica privata è libera ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o arrecare danno alla sicurezza ed alla dignità umana). E specificatamente sul caso che ci riguarda in una sentenza della Corte Costituzionale di data 7 marzo 1990 dove si conferma che la tutela della salute non può in nessun caso essere sottoposta a considerazioni economiche “ragionevolezza di costi e bilanci societari”. Se un privato non riesce finanziariamente a riportare le emissioni inquinanti entro i termini di legge, deve semplicemente e subitaneamente cessare l’attività.

E perché ciò non è avvenuto a Trieste? Lo chiediamo dal 1998 ed ancora attendiamo risposta.




Maurizio Fogar, l'intervista.

» Inviato da valmaura il 16 November, 2013 alle 1:33 pm

TriesteOggi TV. L’intervista a Maurizio Fogar.

La potete vedere cliccando su  http://www.youtube.com/watch?v=hZQv3ICS6CU&hd=1 per la prima parte. 

E su http://www.youtube.com/watch?v=4EonR8wDQ70&feature=c4-overview&list=UUaZJwEEsOV2zZAcfJH6AkwQ&hd=1 per la seconda.




La legge del Menga.

» Inviato da valmaura il 1 November, 2013 alle 2:20 pm

Appena votata in Consiglio Regionale, fresca fresca di unanimità, tutti felici, d’amore e d’accordo.

La conoscete no? Chi c’è l’ha nel c… se lo tenga, recita pressappoco così.

Chi ha avuto, ha avuto; e chi ha dato, ha dato. Ma nel nostro caso continua sempre a dare in salute, qualità della vita schifosa e si sente prendere pure per le natiche da un voto consiliare dove spiccano, e non poteva che essere così, i commenti entusiastici di politici del calibro del Dipiazza, dell’ex, ex, Edera o del piddino Codega, un cui intervento-commento nel corso di una pubblica audizione, è tutto agli atti del Consiglio, sulle norme antiBenzoApirene dovrebbe essere citato nei manuali quale esempio di arrogante ignoranza. Ma per fortuna c’erano gli occhi di un gruppuscolo a vegliare, meglio noto in passato, cioè fino a ieri, come i laudatores di Laureni-Bucci, sottolinea il piccolo giornale, ed allora siamo tutti più tranquilli.

Ma fateci il santo piacere di risparmiarci le prese in giro, le “informazioni partecipate”, un politichese che non vuol dire una beneamata mazza, visto che la trasparenza è legge da anni, su di un “accordo di programma” di cui parlano da mesi e da mesi appunto è carta bianca.

Ma quello che dà francamente il voltastomaco è vedere una classe politica, tutta intera, mondarsi la coscienza con una mozioncina di bla-bla che non dice nulla di concreto, che non entra minimamente nel merito tecnico e sanitario, e ci pareva, e che non affronta le responsabilità, ohè di quindici anni, non giorni, dell’inazione, quando non complicità, di istituzioni e politica su questa tragedia, per le migliaia di persone, fuori e dentro la Ferriera, ammalatesi e morte mentre questi si baloccavano.

E oggi si autoassolvono, senza bisogno nemmeno di fare un mea culpa almeno pro forma. E chi è il proponente di questa inutilità pazzesca, Fantozzi-Villaggio la definirebbe in altro modo ma fa lo stesso, che non per niente tutti i partiti l’hanno votata di corsa? Ma diamine il Consigliere regionale Andrea Ussai del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. E’ chiaro allora perché nonostante il loro simbolo fosse presente sulla scheda elettorale, il 59 %, scolpitevelo questo numero, dei triestini non ha votato alle ultime regionali?

E dal nulla più totale passiamo alla realtà dei fatti. In attesa delle settimane necessarie al non assessore all’ambiente comunale, dello stesso partito dell’indagato Ilva presidente della Puglia, Vendola, per scrivere in bella calligrafia, mi raccomando gli svolazzi sulle “o”, quella ordinanza che poi il sindaco ci metterà, parola di Laureni, altre settimane a firmare, sulle emissioni in aumento del BenzoApirene, con annessi e connessi, in uscita sempre dalla Ferriera.

Emissioni che però fino all’altro ieri erano annunciate in calo, ma il giornalista del piccolo giornale, vigilante come il gruppuscolo in regione ed il chihauha di Paris Hilton o Dudù di casa Berlusconi, si è dimenticato di citare i pubblici proclami sempre a cura del Laureni e sempre sulla carta del suo quotidiano che annunciavano, a mò del bollettino della Vittoria di Armando Diaz, che grazie alle indicazioni-ordinanze del Comune il BennzoApirene era appunto in calo. Dove? Nei sogni notturni?

E che invece, che irrispettoso stò idrocarburo cancerogeno, si permette di smentire clamorosamente Laureni, Cosolini, Comune, Arpa e Regione. E mentre passano le settimane se qualcuno s’ammala? E chissenefrega, diciamo noi, tanto la coscienza in politica, ma non solo, è stata rottamata da tempo.

Ma veniamo ad una lapalissiana osservazione.

In ogni altro paese, che non sia evidentemente l’Italia, chi assume una delega all’Ambiente, sia essa in un Governo nazionale, oppure in una Amministrazione regionale, provinciale e comunale, sta in quella compagine con un compito, anzi una mission precisa: quella di essere il strenuo difensore del territorio e tutelatore dell’ambiente e delle persone o animali che lo abitano, al fine di migliorare le condizioni di vita e di preservazione di questa nostra martoriata terra. Pronto ad appoggiare ed incoraggiare tutti i cittadini che si battono per ciò e pronto a battagliare con i suoi colleghi di governo e giunta che magari recitano parti opposte ed antagoniste.

Semplice neh! Appunto ma non qui da noi.

E allora abbiamo pensato invece a chi è stato qui a Trieste dal 1998 in poi il principale avversario contro cui Circolo Miani, Servola Respira e Comitati di Quartieri, quelli veri e per questo censurati ed oscurati da stampa e TiVù, hanno dovuto battersi. Le proprietà di Ferriera, Sertubi, Italcementi, tanto per fare i primi nomi che i ricordi ci portano in testa? Assolutamente no, i nostri più strenui antagonisti sono sempre e solo stati per primi proprio gli assessori all’Ambiente regionali, provinciali e comunali, a partire dalla Barduzzi, Zollia, Moretton, Lenna, De Anna, Bucci, Dipiazza

E per finire con Laureni, e Vito. Unica eccezione il mite Ferrara in Comune e per questo non lo hanno riconfermato. Meditate o gente, meditate.

Non a caso l’altro ieri sul piccolo giornale in una lettera il buon Livio arriva ad analoghe considerazioni sulla vicenda Rigassificatore, la cui battaglia, contro, fu iniziata a Trieste proprio su iniziativa del Circolo Miani. Dove ricorda il cambiamento di pelle dei politici, a partire proprio dal duo Zollia-Laureni, da fare invidia ad un camaleonte.

Ed oggi costoro pensano di assolversi con la mozioncina sul nulla e dintorni votata in Regione, oppure con l’osservatorio comunale da mettere su per vigilare sui “protocolli dei controlli”, ma portateli ad un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) per favore. Per il loro stesso bene!




TG da Strada, sabato 26 ottobre alle 17 in piazza della Borsa.

» Inviato da valmaura il 20 October, 2013 alle 12:12 pm

E certo che lo ripetiamo, sabato scorso è stato un successo di pubblico e partecipazione nelle due ore che è durato. Stavolta per informare i cittadini ci spostiamo un po’ più in là, dove c’è la fontana, proprio al centro di piazza della Borsa e ci attrezziamo meglio con più gigantografie e un tavolo.

Insomma dalle ore 17 alle ore 20 una vera e propria redazione di Telegiornale ma in strada, anzi meglio in piazza. Per raccontare, dire, informare, e tutto gratis, quello che le televisioni non dicono alla gente nonostante il canone pagato, e che i giornali si guardano bene dallo scrivere, nonostante gli eurini incassati.

Per chi vuol partecipare alla realizzazione del TG da Strada di sabato prossimo, anche solo portando foto o materiali utili, basta scriverci una e-mail a info@circolomiani.it oppure telefonare allo 040.383323 e lasciare un proprio recapito in segreteria telefonica. Poi vi richiameremo.




Trieste, che brutta gente.

» Inviato da valmaura il 6 October, 2013 alle 2:13 pm

C’è qualcosa di sconcertante di cui desideriamo ragionarne assieme.

Partendo dal presupposto di non soffrire, per ora almeno, di paranoia.

Quattro giorni prima della Conferenza Stampa organizzata da Circolo Miani e Servola Respira abbiamo inviato una e-mail di invito a partecipare all’incontro a tutti i capigruppo del Consiglio comunale (13), al presidente dello stesso Consiglio (Furlanic), al Vicesindaco (Martini) ed a due altri consiglieri (Patuanelli e Reali). Lo stesso invito è stato rivolto all’Assessora regionale all’Ambiente (Vito del PD) nota alle cronache praticamente solo per la indecorosa polemica con la Serracchiani che pretendeva, assai giustamente, che gli assessori di dimettessero da consiglieri. La consigliera, e poi anche assessora, del PD Goriziano le rispose picche (il motivo era la garanzia quinquennale della cospicua prebenda di consigliere) e, contrariamente ad ogni dignità politica ed etica di partito, di cui la Serracchiani era allora segretario regionale, la spuntò.

Orbene nessuno, salvo Andolina, dunque 17 destinatari, ha pensato di dare seguito al nostro invito, come per altro fa da anni e anni con il materiale informativo che inviamo loro settimanalmente senza praticamente mai ricevere un riscontro, una critica, un insulto, uno sputo informatico, ma non si è curato, ognuno ha l’educazione che dimostra, neppure di rispondere magari con una righetta di segreteria, per declinare ringraziando e scusandosi (“precedenti inderogabili, improcrastinabili, impegni, si scusa ma”).

A questo va aggiunta l’assenza delle testate (chiamarle organi di informazione sarebbe una bestemmia) scritte e televisive (ANSA compresa) invitate alla Conferenza stampa.

In una realtà così avara di notizie, e dove non si nega articolo e servizio a nessuno degli amici degli amici, appunto, è cosa che non può essere contrabbandata per incidente di percorso, coincidenza o quanto altro affine.

Dunque non resta che prendere atto dell’esistenza di una Conventio ad excludendum *, che persiste oramai da oltre un decennio nei confronti di tutto quanto faccia, promuova ed organizzi, dica o scriva la realtà da noi rappresentata. Sarebbe perfino comico ricordare certi episodi grossolani di censura di questi anni, è invece molto triste dover prendere atto che nessuna forza politica vecchia e nuova, nessun intellettuale alla jota, o presunto giornalista, abbia mai levato voce, anche sommessa, per denunciare questa violenza, questo stupro della verità e della decenza a cui sono sottoposti in maniera sistematica ed organizzata le migliaia di persone che da anni partecipano alle iniziative del Circolo Miani e dei Comitati di Quartiere, a partire da Servola Respira, e tutta l’opinione pubblica cittadina e regionale alla quale è negata ogni libertà di informazione.

Anzi abbiamo avuto modo di registrare in questi anni, il vivo compiacimento e l’arrogante soddisfazione , o più semplicemente l’inconfessabile interesse di bottega, verso questa macelleria dei diritti.

Ma d’altronde, parafrasando il Manzoni, la dignità se uno non ce l’ha, non se la può dare.

E’ per questo che sabato prossimo, 12 ottobre, dalle ore 17 alle ore 20, con qualunque tempo faccia, se piove esistono gli ombrelli non solo per andare a pascolare tra i suk della Barcolana, diamo appuntamento in piazza della Borsa, inizio Corso Italia, lato bar Rex fermata autobus, per la “prima” della nuova edizione del TG da Strada. Per offrire  ai cittadini alcuni spunti informativi che altrove non trova a Trieste, alcune notizie ed alcune riflessioni che riguardano da vicino, molto da vicino, la vita, la salute ed il futuro di noi tutti. Se poi uno si accontenta di schizzare il proprio orgasmo sulla tastiera di un computer per appagare la propria esistenza in vita, o non riesce a “sacrificare” due orette della sua “impegnatissima” esistenza, almeno si risparmi la fatica, ed a noi il fastidio, di romperci i cabasisi in futuro per i suoi problemi.

La nostra risposta sarà dunque di parlare direttamente ai cittadini a casa nostra, sulle piazze e vie di Trieste e Muggia, che è la cosa che sappiamo fare meglio e che ci riesce ancora benissimo, e di cui lor signori non riescono proprio a farsi una ragione e a darsi pace. E si stupiscono poi, per il tempo di un batter d’ali in verità, se il 59% (avete letto bene il 5 9 %) dei cittadini non va a votare, nemmeno per i grillini, e si sperticano in ipocrite boiate come “bisogna ascoltare il territorio, dare voce alla società civile, aprire i partiti o movimenti ai cittadini, confrontarsi con coloro che non votano”, e baggianate simili.

Stiano almeno zitti per favore.

*Conventio ad excludendum è una locuzione latina con la quale si intende definire un accordo esplicito o una tacita intesa tra alcune parti sociali, economiche o politiche, che abbia come fine l'esclusione di una determinata parte terza da certe forme di alleanza, partecipazione o collaborazione.

PS: chi li ha visti? Torrenti Gianni, tombato, non è un refuso ma una cortesia, alle elezioni, nonostante i santini profusi a volontà, ma premiato alla carriera, con l’Oscar di assessore regionale alla Cultura (sic!), irraggiungibile dal momento della nomina, non risponde al telefono in Regione, pagato da noi, né richiama al cellulare, sempre da noi pagato. Serracchiani Debora, idem come sopra con menzione particolare al suo portavoce (quale? Visto che da tre mesi è muto: cambiategli nome nel caso) Lancellotti Giancarlo.





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