Circolo Miani - News Correnti




Home | Notizie | Articoli | Notizie flash | Foto | Video | Collegamenti | Scarica | Sondaggi | Contattaci

'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Il “Lacan” triestino: Roberto Dipiazza.
C’è da sperare che stasera l’Alma Trieste riesca a vincere per portarsi sul 2 a 2 e giocarsi a Cremona la “bella”.Ovvero che il fine psicoterapeuta, con la sua puerile giustificazione da asilo, di..
(Leggi tutta la notizia)


Notizie Flash

Noblesse oblige. Vero Dipiazza?
L' Alma Trieste costretta a scusarsi pubblicamente, anche a nome dello sport cittadino, per il gestaccio del podestà Dipiazza nei confronti di un giocatore di colore del Cremona al Palasport di basket, ieri. E non..
(Leggi tutta la news)


Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

Dati Accesso
Accesso Richiesto

Nome:
Pass :

Memorizza Dati

RegistratiPassword Persa?




Circolo Miani » News Correnti » Page 171

Dai 21 tavoli del 2002 al tavolo troppo ristretto del 2009.

» Inviato da valmaura il 12 March, 2009 alle 1:52 pm

Desta meraviglia la assai scarsa memoria dei politici e dei lavoranti dell'informazione sulla ricostruzione della vicenda Ferriera che inizia nel 1995 con l'acquisto della Lucchini e la firma dei protocolli in Prefettura rimasti carta straccia. Come ad esempio quello che garantiva il mantenimento dei livelli occupazionali di allora, e così ben rispettato che nel più completo silenzio, dei sindacati per primi, in questi anni sono evaporati la metà dei posti di lavoro.

Riprende vigore nel 1997-98 con la nascita del Comitato di Quartiere "Servola Respira" e l'impegno del Circolo Miani sul territorio per contrastare il lento avvelenamento della salute e della vita di decine di migliaia di triestini e muggesani provocato dal pesantissimo inquinamento in uscita quotidianamente dalla Ferriera.

E se da anni questo è l'argomento principale della vita politica e sociale della nostra provincia ciò è solo ed esclusivamente ascrivibile a questo lungo, costante e faticoso impegno realizzato con centinaia di assemblee e manifestazioni, a fronte di una sostanziale e completa inerzia delle forze politiche, gran parte delle quali, anche tra coloro che oggi governano Regione e Comune, si erano schierate a difesa degli interessi della Lucchini, nel frattempo sull'orlo del fallimento e rilevata dalle banche creditrici fino alla sua vendita ai russi della Severstal, e della compiacenza aziendale dei sindacati della Triplice.

Non parliamo poi del ruolo dei controllori pubblici in tutti questi anni. Prima l'Azienda Sanitaria e poi l' ARPA per lungo tempo hanno taciuto su tutto o sostenuto l'esatto contrario di quanto poi verrà dimostrato dal Cigra su incarico del Sostituto Procuratore Frezza. Fede ne fa che a oltre dieci anni dalla richiesta, l'ASS triestina diretta allora come oggi da Rotelli, passando per una gestione Zigrino assolutamente in linea, non ha mai realizzato quell'indagine epidemiologica sui residenti nella provincia di Trieste chiesta e richiesta non si sa più quante volte.

Oggi dopo dieci e passa mesi di Presidenza Tondo, che per altro doveva perlomeno conoscere il problema per i due anni di precedente sua gestione della Regione prima di Illy e per gli incontri avuti allora con il Presidente del Circolo Miani che lo aveva informato della gravità della situazione. Dopo i 21 tavoli tecnici insediati nel 2002 dall'allora assessore regionale di AN Sergio Dressi, tanti i tavoli ma nessuna sedia per i rappresentanti dei cittadini che avevano sollevato il problema e che mai erano stati invitati da un assessore che per altro dichiarava pubblicamente che "con buona pace di Maurizio Fogar prima viene il lavoro e poi la salute". E che, rifiutatosi nel 2000 l'allora Presidente della Regione Roberto Antonione di parteciparvi, correva ad inaugurare il tubificio Sertubi tra le case di viale Campi Elisi e gli abitanti che ne contestavano l'apertura e teneva a fianco del City Manager illyano Gambardella, la prolusione ufficiale. Di una fabbrica che all'atto stesso della sua inaugurazione aveva già violato sei delle nove prescrizioni vincolanti la tutela della salute e dell'ambiente ordinate dalla stessa Regione di cui era Assessore. Ma che aveva permesso, a danno dello Stato, la realizzazione della più grossa speculazione immobiliare mai realizzata a Trieste. L'area, occupata solo in parte dal tubificio nato morto, era stata acquistata dalla Finmare (IRI-Stato) al prezzo di 11 miliardi, pagabili in quattro rate, e rivenduta poche ore dopo lottizzata per 33 miliardi di allora, tre volte il prezzo pagato.

Dopo la lauta consulenza Gambardelliana pagata dalla nuova Regione guidata da Riccardo Illy, correva l'anno 2003, che produceva un risultato di poche paginette contenenti una summa generica di banalità e di ipotesi (financo destinare l'area occupata dalla Ferriera a discarica per computer dismessi e materiale informatico da buttare) che due pensionati sulle panchine del Giardino Pubblico al prezzo di due cappuccini avrebbero meglio partorito, nasce il Tavolo Istituzionale sulla riconversione e dismissione della Ferriera, come richiesto dalla stessa proprietà della Lucchini allora guidata dal curatore fallimentare della Parmalat, Bondi, su incarico delle banche creditrici del Gruppo, entro il 2009. Richiesta formalmente sottoscritta nel protocollo con il Governo di allora (il secondo Berlusconi). Perchè il 2009. Perchè le banche che controllavano il consiglio di amministrazione della Lucchini volevano recuperare al più presto i propri crediti, ovviamente con gli interessi, vendendo il vendibile e tirando avanti con la Ferriera fino a quella data, anno in cui scadevano le agevolazioni tariffarie sull'energia elettrica prodotta dalla Centrale di Cogenerazione che erano il vero businnes dello stabilimento triestino, oltre al banchinaggio conto terzi.

Tavolo istituzionale che viene guidato nominalmente dall'Assessore all'Industria Bertossi, e di fatto da quello al Lavoro, Cosolini. Che si riunisce di media due volte all'anno, con tutti gli aventi interessi e voce: dalla Provincia al Comune, dall'Autorità Portuale all'EZIT, dalla Camera di Commercio alla CNA, dalla Confindustria ai sindacati. E con Maurizio Fogar e Romano Pezzetta invitati ma senza diritto di voce, solo in qualità di "uditori".

Il fallimentare risultato è sotto gli occhi di tutti tanto che nell'ultimo semestre della Giunta Illy, il tavolo è praticamente evaporato e scomparso senza che nessuno abbia avuto di che lamentarsi, e sostituito da uno analogo ma più ristretto, in pratica senza gli uditori, ed i cui lavori, presieduti, quando ne aveva voglia, dall'Assessore Moretton sono stati secretati perfino alla stampa costretta a rimanere fuori dalla porta.

Nell'unico incontro avuto con il rieletto Presidente Tondo che aveva posto come una delle priorità programmatiche, affiancato dai vari Camber, Bucci, Tononi e camerati, della sua campagna elettorale l'immediata chiusura della Ferriera, e non oltre il 2009, Romano Pezzetta e Maurizio Fogar avevano colto l'assoluta ignoranza del problema da parte della Regione e la totale mancanza di un percorso da seguire. Basti pensare che Tondo, Lenna ed i funzionari regionali non sapevano neppure che la metà dell'area occupata dallo stabilimento era demaniale ed occupata da Ferriera in virtù di una concessione dell'Autorità Portuale, nel cui Comitato di gestione siedono, in scadenza nel dicembre 2009. E comunque Tondo aveva escluso tassativamente l'ipotesi di metter in piedi tavoli di qualunque tipo.

Arriviamo ad oggi ed apprendiamo dalla stampa che Tondo ha nel frattempo cambiato idea, oltre ad aver completamente dimenticato i solenni impegni elettorali. Tant'è che, non so se qualcuno lo ha notato, dei preoccupanti dati del costante inquinamento della Ferriera non parla più nessuna istituzione, salvo, e qui stavolta dobbiamo fargli i complimenti, il Sindaco Dipiazza che nel corso dell'incontro di ieri al Tavolo provvisorio, ha sventolato i dati negativissimi rilevati dalla per ora rinsavita ARPA.

Ed apprendiamo pure che a questo nuovo Tavolo della Regione, una versione ristretta dei precedenti, saranno comunque presenti tutti i portatori di interesse, meno ovviamente i veri rappresentanti dei cittadini che dal 1997-98 hanno sollevato l'esistenza del problema, e che non hanno altro interesse da difendere che la propria vita.

Una piccola ma significativa dimenticanza che però viola pienamente quanto stabilito nella risoluzione parlamentare votata nel settembre 2008 che stabilisce per ben due volte che Regione e Governo devono coinvolgere e far partecipare alla discussione e stesura del piano di riconversione e dismissione della Ferriera, proprio i rappresentanti di quei circoli (testuale) che operano sul territorio dove risiede la popolazione coinvolta dall'inquinamento. Buon lavoro al TAR dunque, se le cose non cambiano da subito.




Ferriera-Regione: l'interrogazione al Sindaco Dipiazza, con una piccola premessa.

» Inviato da valmaura il 3 March, 2009 alle 1:39 pm

Con una piccola premessa:

La moltiplicazione dei pani, dei pesci, e dei manifestanti.

La cronaca del piccolo giornale di oggi, 4 marzo, offre un altro esempio da manuale, sempre che ce ne fosse ancora bisogno, di come non fare informazione.

Cominciamo dai fatti: “oltre 200 operai in corteo”. 91 erano in via San Marco, a saltare davanti alla Pam al grido ritmato di Ferriera-Ferriera. Badate bene non Lavoro-Lavoro, tant’è potevano inneggiare direttamente alla Lucchini-Lucchini. E 91 sono rimasti, contati cranio a cranio, per tutto il corteo, aperto da un vecchio striscione bianco: “Siderurgia Si – Sicurezza Si”, che spero sia stato portato anche ai funerali di Dusan Poldini, l’ultimo degli operai assassinati sul lavoro nello stabilimento siderurgico, ed a quelli delle tante persone, lavoratori compresi, ammalatisi e morti di inquinamento in questo decennio. Alla fine del corteo faceva capolino uno striscione piccolo e rosso con la scritta RSU Ferriera.

Ma per il piccolo giornale, così come i novecento cittadini manifestanti in difesa della salute e per l’immediata riconversione della Ferriera nel giugno scorso erano “meno di trecento” dimezzando persino l’ingenerosa versione della Polizia (oltre 600), così i 91 qui diventano 200. Non occorrono commenti per capire quali interessi difenda il piccolo giornale che a queste iniziative dedica sempre settimane di articoli a tutta pagina e titoli nelle locandine. Ovviamente mai ottenuti dalla decina e passa di manifestazioni con migliaia e migliaia di persone in piazza a difendere qualcosa di unico ed importante come la salute e la vita.

Altro dato che è emerso inconfutabile ieri, nonostante tutto il battage preparatorio di Piccolo e Telequattro, è che la manifestazione si è svolta nel più assoluto isolamento e nella totale indifferenza della cittadinanza, quando anzi i commenti sentiti in giro tra la gente di passaggio erano molto pesanti contro il permanere della Ferriera a Trieste.

Se poi si accetta la solidarietà politica “dell’ironico Cosolini” che primo fra tutti dovrebbe tacere, vergognarsi ed uscire di casa solo a notte fonda camminando rasente i muri per la faccia di bronzo che si ritrova dopo aver per cinque anni, da assessore regionale al lavoro, presieduto il totalmente fallimentare tavolo istituzionale per la riconversione della Ferriera ed il ricollocamento dei lavoratori, allora vuol dire che oltre alle speranze si è persa pure la testa.

Ultima perla del piccolo giornale di ieri, in altra pagina ed in altro servizio, quando sente il bisogno di riportare un “insegnamento” del maestro Rotelli, direttore dell’ASS triestina, che afferma testuale “non è detto che, chiudendo la Ferriera, il destino dei lavoratori sarà migliore”.

Poiché non abbiamo le capacità divinatorie del mago Otelma riteniamo che questa banalità da osteria ce la poteva risparmiare. Pensi invece Rotelli a quell’indagine epidemiologica sulla salute di tutti, lavoratori compresi, che attendiamo che l’Azienda che lui dirige realizzi, pensa un po’, solo dal 1999.

E in chiusa vorremmo solo ricordare che i tanto vituperati “circoli” responsabili della recessione mondiale, insomma una potenza al cui confronto la “Spectre” di bondiana memoria era un gruppo di educande, e dunque della chiusura della Ferriera, ma perché non pure di Piombino con 600 e passa in strada, da ben 8 anni avevano individuato un percorso per le bonifiche e la riconversione del sito di Servola . Percorso e progetto che Circolo Miani e Servola Respira avevano presentato indicando persino i fondi per finanziarli e che non avrebbe fatto perdere né un giorno né un posto di lavoro. Abbiamo ancora nelle orecchie le risate di scherno dei bravi sindacalisti che hanno oggi messo nelle condizioni i lavoratori di trovarsi con il culo per terra alla mercè delle scelte di una azienda che fino a qui hanno sempre spalleggiato. Si contentino degli applausi dei Rosato e dei Semino alle audizioni come quella in Comune.

 

Ecco il testo dell’interrogazione a risposta scritta presentata oggi da Maurizio Ferrara a nome del Gruppo della Lega Nord al Consiglio Comunale, a seguito dell’incontro con il Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere.

 

Oggetto: Interrogazione al Sindaco del Comune di Trieste

 

Posto che l’amministrazione comunale ha ritenuto, con deliberazione di data 12.06.2008, protocollo n.0823179/69/06/2, sulla base delle norme vigenti che regolano i procedimenti di rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali di competenza regionale, di chiedere formalmente l’apertura di un procedimento di revisione dell’AIA rilasciata dalla Regione con delibera giuntale dd. 28.12.2007 e pubblicata con annesso regolamento prescrittivo sul BUR di gennaio 2008 alla Lucchini spa, proprietaria dello stabilimento Ferriera di Servola.

Posto che tale richiesta, motivata con le deduzioni che avevano accompagnato il parere negativo del Comune di Trieste alla precedente Conferenza dei Servizi che doveva decidere sul rilascio dell’AIA alla Ferriera e con i dati forniti dagli enti di controllo sulla sussistenza di continue emissioni inquinanti provenienti dallo stabilimento ben oltre i limiti di legge e dannosi per la salute di cittadini e lavoratori, aveva indotto l’Amministrazione regionale, a termini di legge, ad aprire formalmente un procedimento di revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alla Lucchini spa.

Posto che la fase istruttoria di tale procedimento si è conclusa, con la raccolta dei pareri e delle osservazioni degli interessati aventi titolo tra cui di particolare rilevanza tecnico-giuridica quella presentata dal Circolo Miani e Servola Respira, il 28 agosto 2008.

Si interroga il Sindaco per capire come mai la Regione, a distanza di sei mesi dalla conclusione formale del procedimento istruttorio, non abbia ancora dato corso alla fissazione di una data per la convocazione della Conferenza dei Servizi, come previsto espressamente dalla legge vigente, per decidere sulla revisione, e sul ritiro, come auspicato dalla Lega Nord, in coerenza con la posizione espressa da questa amministrazione comunale e con la risoluzione parlamentare votata il 23 settembre 2008, dell’ Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alla Ferriera, Lucchini spa, per altro ben dopo il termine tassativo di legge fissato improrogabilmente per il 31 ottobre 2007, ed oggetto pure di una procedura d’infrazione aperta dalla Unione Europea per il mancato rispetto dei termini temporali.

Si interroga il Sindaco per capire come mai l’Amministrazione Comunale promotrice formalmente della richiesta di revisione dell’AIA rilasciata alla Ferriera, non abbia sollecitato la Regione a fissare a termini di legge la convocazione della Conferenza dei Servizi e si sollecita la medesima a farlo tempestivamente.

Si ricorda che il ricorso al TAR presentato dalla Lucchini spa in ottobre verso tre ministeri, la Regione e le amministrazioni locali, senza neppure la richiesta di un atto sospensivo, non può in nessun caso interferire con il regolamentato procedimento di revisione dell’AIA poiché la Carta Costituzionale garantisce la totale autonomia dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. E sarebbe gravissima la considerazione che un semplice atto ricorrente a qualunque istanza giudiziaria possa essere motivo di sospensione di un procedimento legislativo, il cui esito eventualmente sfavorevole casomai potrà essere contestato nel merito dal ricorrente una volta assunto, e non prima.

Si chiede altresì a questa Amministrazione, che siede con il proprio Sindaco nel Comitato Portuale, Comitato a cui spetta l’onere di decidere sull’eventuale rinnovo a fine dicembre 2009 della concessione dell’area demaniale occupata dallo stabilimento Ferriera di Servola di proprietà della Lucchini spa, di esprimere parere negativo al prolungamento di detta concessione demaniale e ad attivarsi da subito presso il Presidente dell’Autorità Portuale e le altre amministrazioni (Regione, Comune di Muggia, Governo, Dogane, Capitaneria di Porto e Provincia) che siedono con i loro rappresentanti nel medesimo Comitato al fine di uniformare il proprio voto a quello negativo del Comune di Trieste.

Si ricorda che tra i motivi per non rinnovare la concessione in uso dell’area che di fatto equivale a quasi metà di quella occupata dallo stabilimento si possono esporre:

1)      Il vasto interramento abusivo, corrispondente ad una area pari ad otto campi di calcio, del Vallone di Muggia attuato negli anni dalla proprietà della Ferriera, interramento su cui per altro non risulta essere stato pagato negli anni alcun canone, con un duplice danno al pubblico demanio.

2)      Il recente sequestro a cura della Procura della Repubblica di una discarica abusiva di materiale altamente inquinante creata dall’attuale proprietà nell’area dello Scalo Legnami, dunque zona demaniale marittima, a latere di altra discarica di materiali edili pure oggetto di altro analogo provvedimento giudiziario.

3)      Il mancato rispetto e la totale inadempienza della Lucchini spa denunciata in tutti i verbali delle Conferenze dei Servizi decisorie a partire dall’anno 2003 per altro inviati pure al Comune di Trieste ed all’Autorità Portuale tra gli altri, fino all’ultimo verbale del luglio 2008, a firma del Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, dott. Mascazzini, e che di fatto hanno bloccato la caratterizzazione del sito altamente inquinato sul quale opera la Ferriera. Oltre al fatto che le analisi sui campioni di suolo, sottosuolo ed acque di falda e marittime hanno dimostrato una presenza micidiale dei peggiori e più dannosi per la salute inquinanti, frutto della produzione non protetta dello stabilimento.

4)      La semplice constatazione che la presenza nell’area demaniale della Ferriera rende impossibile l’avvio dell’azione di bonifica del sito inquinato di interesse nazionale e conseguentemente impossibile la destinazione ad uso portuale dell’area in questione nell’ambito della realizzazione della prevista piattaforma logistica.

5)      L’osservazione che per la prima volta in cento anni è stato concesso ad un privato di realizzare una concorrenza di qualche consistenza, anche con le recenti autorizzazioni rilasciate incredibilmente dall’Autorità Portuale, per il banchinaggio conto terzi e per il raddoppio dell’area della banchina stessa. Cosa invece pervicacemente negata al Comune di Trieste, pur ente portatore di interessi diffusi, nel caso della sola compartecipazione al defunto polo crocieristico.




Una città de mone (parte seconda).

» Inviato da valmaura il 1 March, 2009 alle 1:21 pm

Il vero è proprio fallimento della politica dei partiti è quello certificato senza ombra di dubbio dagli accadimenti di questi giorni a Trieste, e parallelamente, per quello che conta, l’inesistenza di un giornalismo degno di questo nome tra gli organi d’informazione locale, incapaci di ricordare, non dico rinfacciare, le disinvolte giravolte di pochi mesi fa dei politici nostrani.

Commentare le farneticanti quanto vuote dichiarazioni del segretario triestino del PD e del suo parlamentare sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Questi oramai hanno perso totalmente il senso della realtà e non hanno più alcun contatto con il territorio e la gente al di fuori dei sempre meno attivisti di partito. Merita solo annotare che chi per cinque anni ha presieduto il tavolo istituzionale della Regione, da assessore al lavoro (sempre minuscole le iniziali), sulla riconversione di Ferriere e Sertubi, fallendo completamente nei suoi compiti dovrebbe avere il buongusto di tacere, e la stampa il dovere di ricordarglielo invece di pubblicare sue intervistone corredate da due foto nella stessa pagina sul modello della stalinista Prava. E ci faccia un piacere il medico-consigliere Lupieri a non venire a raccontare le solite banalità ai cittadini a meno di prendere carta e penna e dimettersi da un partito che ha segretario e parlamentare che dettano una linea opposta.

In Regione poi dovrebbero meditare sui dieci mesi persi dall’insediamento della nuova amministrazione Tondo, che pur da noi sollecitata per tempo non ha fatto un beatissimo nulla per la crisi Caffaro, prendi i soldi, inquina e devasta l’ambiente fino alle lagune di Grado e Marano e poi scappa della proprietà bresciana, eppure Torviscosa è in provincia di Udine e non in Val D’Aosta.

Così come assolutamente nulla di concretamente vero è stato fatto sul fronte Ferriera, non per diffide che lasciano il tempo che trovano ma che torna sempre utile all’inaffidabile proprietà, ma per far partire il piano di riconversione dello stabilimento al di là delle fumisterie dei rigassificatori, delle centrali elettriche e baggianate consimili.

Quanto alla Confindustria inizia malissimo il nuovo presidente degli industriali regionali, di quello triestino è tempo perso parlarne, quando auspica una riduzione di orari e stipendi, notoriamente altissimi dei dipendenti, ma non dei profitti degli imprenditori, ed in sequenza il via ad una centrale nucleare in una regione assolutamente priva di rischi sismici e di almeno un rigassificatore a terra.

Dei sindacati è meglio non parlare, stendere un velo pietoso sulle pesanti responsabilità che si portano addosso in tutti questi anni. Le dichiarazioni di un Belci o di un Visentini si possono commentare solo a Zelig, e quelle dei sindacalisti della Ferriera che annunciano che d’ora in poi non faranno sconti a nessuno, domandina: vuol dire forse che in tutto questo tempo li avete fatti all’Azienda Lucchini? E che accusano i circoli di essere i responsabili della crisi economica mondiale, è roba che deve interessare solo Rotelli e Dell’Acqua nell’esercizio delle loro funzioni di psichiatri.

In quanto alla proprietà della Ferriera è chiaro che ha deciso di accelerare i tempi per la chiusura della parte calda, idem dicasi di una Sertubi che galleggia sulle cataste di tubi invenduti da anni quando di crisi manco si parlava, e verrebbe da chiedersi se faceva parte di quegli sconti sindacali il silenzio sui lavori non eseguiti in dodici mesi sugli impianti, vedi Altoforno n. 2, dalla Lucchini o sulle meccaniche dell’omicidio dell’operaio Dusan Poldini, con l’ingrassaggio manuale ad una decina di metri d’altezza della gru in movimento poiché la lubrificazione automatica era fuori servizio.

Interessante poi notare che crisi o non crisi alla camera di commercio triestina (più minuscolo di così non posso scriverlo) il presidente ha pensato di impiegare il denaro che ha in cassa e che proviene dalle tasche di tutti i cittadini, non solo per finanziare il parco del mare dalla sede itinerante ed anche qui una visita al CIM (centro di igiene mentale) sarebbe urgente, ma anche per aiutare le imprese a pagare le bonifiche del sito inquinato e per finanziare un comitato di saggi (mai di sani imbecilli) per consigliarle, chiamandone a farne parte quell’avvocato Borgna che guarda caso è il principale difensore legale della Lucchini-Severstal. Parlare di modesto ma concreto conflitto di interessi ovviamente non viene in testa a nessuno.




Trieste, l’Europa, il nostro futuro.

» Inviato da valmaura il 9 February, 2009 alle 3:02 pm

Sarà questo il tema di fondo che sarà discusso tra e con tutte le persone che hanno a cuore il futuro della nostra città, della nostra vita, nell’assemblea pubblica che si terrà sabato 14 febbraio, con inizio alle ore 17, nella sede del Circolo Miani, in via Valmaura 77 (nono piano, ascensore di destra nel portone) a Trieste.

A parlarne tra gli altri ci saranno lo scrittore Veit Heinichen, i deputati Roberto Antonione e Massimiliano Fedriga, il capogruppo in Consiglio Regionale Igor Canciani-Kocijancic e Maurizio Fogar.

Ma l’auspicio è quello di offrire alla parte migliore della nostra comunità l’occasione, lo spunto di una riflessione, per cercare di far uscire Trieste e la sua piccola provincia da un immobilismo che, come disse alcuni anni fa Giuseppe Turani, uno dei più apprezzati giornalisti economici ospite del Miani per presentare il suo libro “Razza Padrona”, condanna questa città ad un rapido ed inarrestabile declino. Un immobilismo fortemente cercato da una classe politica e dirigente, informazione inclusa, che da questo trae forti vantaggi nella conservazione di un tentacolare sistema di sottopotere.

Dalla non soluzione della vicenda Ferriera che ha messo impietosamente a nudo le incapacità di una classe dirigente, politica, confindustriale, sindacale e manageriale, ad assumersi le proprie responsabilità su una scelta che prima di tutto riguarda il futuro complessivo dello sviluppo della nostra città. A partire dal porto, la cui espansione è bloccata proprio dall’area per metà pubblica occupata dalla Ferriera, alla città della scienza, al commercio, al turismo, all’artigianato, ad una industria altamente tecnologica capace di dare risposte ai laureati e ricercatori del nostro Ateneo e di basso impatto ambientale in un territorio così fortemente caratterizzato.

Alle tante occasioni perse, all’incapacità di rapportarsi con una realtà europea che sta tranquillamente baipassando la nostra città, a progetti devastanti ed antieconomici come il progettando percorso carsico della TAV che buonsenso vorrebbe spostare di pochi chilometri nel Goriziano, ad un piano regolatore cittadino che con interi quartieri in abbandono, a cominciare dal Borgo Teresiano, e con oltre ottomila appartamenti sfitti privilegia la cementificazione del territorio al risanamento dello stesso.

Per parlare liberamente e finalmente di questo, alla luce del sole, ove ogni cittadino, ogni operatore di settore possa venire a dire la sua idea, senza logiche di schieramento, ma nel tentativo di dare il via ad un movimento d’opinione che possa finalmente coinvolgere tutta la parte sana della nostra comunità in un processo di rinnovamento e cambiamento che garantisca un futuro a questa città, a questa provincia, l’appuntamento di sabato 14 febbraio può essere il primo di tanti momenti utili.




Regione-Ferriera: Esposto parte seconda

» Inviato da valmaura il 3 February, 2009 alle 1:34 pm

In Regione sono stati zitti per oltre un mese e mezzo. Avevano in casa, sfornati dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA), tutti i dati del costante inquinamento prodotto dalla Ferriera ed i rapporti sui mancati lavori, mai eseguiti per tutto l’anno 2008, dell’Altoforno n. 2, che per farli bisognava innanzitutto fermare l’impianto che invece ha continuato per 365 giorni la sua produzione a ciclo continuo: dunque cosa largamente visibile anche ad occhio profano.

Nonostante l’audizione farsa di pochi mesi fa, che scelta saggia fu il non parteciparvi, nonostante l’improvviso rinvio sine die della convocazione della Conferenza dei Servizi per la revisione dell’illegittima AIA concessa, fuori tempo massimo tra Natale e Capodanno 2007, dalla Giunta Illy, - cari Barbarossa e Lupieri vi dice niente questo nome? -  richiesta a termini di legge e la cui fase istruttoria si era conclusa il 28 agosto scorso, per poi scomparire nel nulla, con buona pace delle agguerrite dichiarazioni dei vari Bucci, Camber, Alunni Barbarossa e Lupieri di turno, che però su questo muti son sempre stati.

Poi di colpo, dalla presentazione il mercoledì scorso, 28 gennaio, dell’esposto in Procura da parte del Portavoce di Servola Respira, Romano Pezzetta, in cinque giorni ecco il miracolo. Gli avvocati della Regione, chiamata dalla Procura a rispondere, di colpo suggeriscono agli amici degli amici Tondo e Lenna, che non si può più far finta di niente, non si può più tacere, che le visite in Vojvodina sono interessanti ma essere indagati è un po’ meno soddisfacente. E dopo otto e passa mesi di silenzi tondiani la Regione da un colpettino, corre ai ripari soprattutto per pararsi le terga (è un gentile eufemismo). E partorisce l’ennesima diffida tanto per far vedere che esiste. Tanto altri nove mesi buttati, gente ammalata, un morto tra i lavoratori.

Peccato che abbiano sbagliato diffida. Perché dovevano fare due sole cose a termini di legge ed a termini di quella stessa AIA fasulla concessa dal capo di Lupieri, Alunni Barbarossa e Cosolini: 1) ordinare l’immediato fermo dell’Altoforno n. 2 che continua, mentre in Regione cazzeggiano, ad inquinare ogni minuto del giorno; 2) fissare immediatamente la data di convocazione della Conferenza dei Servizi attesa da quasi un anno per revocare, punto e basta, l’AIA alla Ferriera, come da noi ufficialmente richiesto.

Ma visto che in Regione si è sensibili solo agli esposti-denuncia, e Dio solo sa quanto dovrebbe tacere chi porta per intero la responsabilità di aver fatto scientemente fallire l’azione dell’avvocato Giuliano Spazzali, amico gentiluomo che oggi sarebbe indispensabile, eccoli serviti. Di seguito la seconda parte, l’integrazione, dell’esposto del 28 gennaio, presentato oggi, sempre da Romano Pezzetta in Procura. E vediamo le reazioni a breve; perché è cosa certa noi non li molleremo un minuto. In questa battaglia di oltre dieci anni, con le facce di tante brave persone che lottavano con noi e che stanno lentamente scomparendo nel nostro ricordo perché morte di Ferriera, le chiacchiere, i salamelecchi, stanno a ZERO.

EccoVi in anteprima l’Esposto parte seconda.

                                                                                                                                       Trieste, 3 febbraio 2009

 

Alla Procura della Repubblica

presso il Tribunale di Trieste

 

 

Oggetto: Integrazione Esposto dd. 28.01.2009, protocollo n. 002650

 

 

 

Ad integrazione di quanto scritto nell’esposto presentato in data 28 gennaio 2008, a seguito di notizie apparse in data odierna sulla stampa, si precisa quanto segue.

La Regione Friuli Venezia Giulia, con una delibera considerata illegittima nella forma dalla Commissione Europea in quanto applicativa di una Direttiva UE che fissava improrogabilmente entro la data del 31 ottobre 2007 il termine ultimo per il rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali nei paesi aderenti all’Unione, rilasciava ai primi di gennaio 2008 l’AIA allo stabilimento del Gruppo Lucchini-Severstal, denominato Ferriera di Servola, in Trieste.

In tale delibera si fissava la data del 31 dicembre 2008 come termine ultimo per la conclusione dei lavori descritti nelle prescrizioni attuative, pena la non validità dell’AIA, che accompagnavano e vincolavano il rilascio di detta Autorizzazione da parte della Regione. Anzi si motivava pubblicamente che solo attraverso il rilascio dell’AIA si poteva imporre alla proprietà di attuare nei tempi ordinati quelle prescrizioni per i lavori necessari a verificare la compatibilità ambientale dello stabilimento entro e non oltre il 31 dicembre 2008.

Preso atto che la Regione, oltre che la Direzione Centrale del Ministero dell’Ambiente in diversi verbali delle Conferenze di Servizio decisorie, hanno constatato il ripetuto non rispetto degli impegni sottoscritti dalla proprietà della Ferriera, e che la Regione stessa ha dovuto inviare nel corso del 2008 ripetute diffide ufficiali alla Lucchini per il mancato rispetto dei tempi di esecuzione dei lavori prescritti nell’AIA.

Preso atto che il 18 dicembre, a 13 giorni dalla scadenza dell’ultimo termine previsto per la conclusione dei lavori, in particolare sull’altoforno n. 2, lavori che per altro non potevano essere eseguiti senza la fermata dello stesso, la stessa proprietà dichiarava di non aver provveduto ad eseguire i lavori, senza per altro motivarne le ragioni, chiedendo di poterlo sostituire nel 2009 con l’altoforno n. 3, a sua volta bisognoso di ingenti lavori di ripristino, per altro tecnicamente ineseguibili senza la fermata dell’altoforno n. 2, e senza una nuova conseguente autorizzazione ambientale rilasciata dalla Conferenza dei Servizi.

Preso atto che la Regione era di fatto a conoscenza dell’inadempienza della Lucchini a pochi giorni dalla scadenza ultima per la realizzazione delle prescrizioni AIA rilasciate in delibera dalla stessa Regione e che dai controlli effettuati dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) la stessa Regione veniva ufficialmente informata del persistere delle emissioni fortemente inquinanti prodotte dall’altoforno n. 2, ultima rilevazione trasmessa in data 8 gennaio 2009, dove per altro si evidenziava il mancato eseguimento dei lavori ordinati nelle prescrizioni sulla bocca dell’altoforno stesso, ben dunque otto giorni dopo il termine ultimativo del 31 dicembre 2008.

Si segnala dunque un tanto alla Procura della Repubblica perché qualunque diffida oggi rilasciata dalla stessa Regione non può andare in violazione di quanto fissato nella delibera di rilascio AIA della stessa, in particolare nel rispetto dei termini temporali ultimi (31 dicembre 2008). E dunque una diffida che riaprisse in qualunque misura i termini necessari per ultimare i lavori non realizzati dalla proprietà, altro non si configurerebbe che in una proroga in aperta violazione dei termini precedentemente fissati e priverebbe di valore la delibera autorizzativa stessa, nonché il preciso contenuto della Direttiva UE, recepita come legge dallo Stato italiano, in merito alle condizioni ed ai termini per l’eventuale concessione dell’AIA.

Di fatto una proroga dei termini temporali contenuta in una diffida non renderebbe certa più alcuna data per l’ultimazione dei lavori e prolungherebbe sine die una situazione di accertato inquinamento ben oltre i termini di legge, snaturando completamente le procedure di legge istitutive dell’AIA.

A questo fine si rimanda a quanto contenuto nel documento allegato all’esposto dd. 28.01.2009.

Resta ancora da evidenziare come la Regione avendo riaperto a termini di legge, su richiesta del Comune di Trieste, la procedura di revisione dell’AIA concessa alla Ferriera ed avendo concluso la procedura istruttoria il 28 agosto 2008 non abbia, come imposto dai termini di legge, ancora provveduto a convocare la Conferenza dei Servizi per il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale in vigore dai primi di gennaio 2008.

 

 

Romano  Pezzetta

 





« PrecedentePagina 1Pagina 2Pagina 3Pagina 4Pagina 5Pagina 6Pagina 7Pagina 8Pagina 9Pagina 10Pagina 11Pagina 12Pagina 13Pagina 14Pagina 15Pagina 16Pagina 17Pagina 18Pagina 19Pagina 20Pagina 21Pagina 22Pagina 23Pagina 24Pagina 25Pagina 26Pagina 27Pagina 28Pagina 29Pagina 30Pagina 31Pagina 32Pagina 33Pagina 34Pagina 35Pagina 36Pagina 37Pagina 38Pagina 39Pagina 40Pagina 41Pagina 42Pagina 43Pagina 44Pagina 45Pagina 46Pagina 47Pagina 48Pagina 49Pagina 50Pagina 51Pagina 52Pagina 53Pagina 54Pagina 55Pagina 56Pagina 57Pagina 58Pagina 59Pagina 60Pagina 61Pagina 62Pagina 63Pagina 64Pagina 65Pagina 66Pagina 67Pagina 68Pagina 69Pagina 70Pagina 71Pagina 72Pagina 73Pagina 74Pagina 75Pagina 76Pagina 77Pagina 78Pagina 79Pagina 80Pagina 81Pagina 82Pagina 83Pagina 84Pagina 85Pagina 86Pagina 87Pagina 88Pagina 89Pagina 90Pagina 91Pagina 92Pagina 93Pagina 94Pagina 95Pagina 96Pagina 97Pagina 98Pagina 99Pagina 100Pagina 101Pagina 102Pagina 103Pagina 104Pagina 105Pagina 106Pagina 107Pagina 108Pagina 109Pagina 110Pagina 111Pagina 112Pagina 113Pagina 114Pagina 115Pagina 116Pagina 117Pagina 118Pagina 119Pagina 120Pagina 121Pagina 122Pagina 123Pagina 124Pagina 125Pagina 126Pagina 127Pagina 128Pagina 129Pagina 130Pagina 131Pagina 132Pagina 133Pagina 134Pagina 135Pagina 136Pagina 137Pagina 138Pagina 139Pagina 140Pagina 141Pagina 142Pagina 143Pagina 144Pagina 145Pagina 146Pagina 147Pagina 148Pagina 149Pagina 150Pagina 151Pagina 152Pagina 153Pagina 154Pagina 155Pagina 156Pagina 157Pagina 158Pagina 159Pagina 160Pagina 161Pagina 162Pagina 163Pagina 164Pagina 165Pagina 166Pagina 167Pagina 168Pagina 169Pagina 170 • Pagina 171 • Pagina 172Pagina 173Pagina 174Pagina 175Pagina 176Pagina 177Pagina 178Pagina 179Pagina 180Pagina 181Pagina 182Pagina 183Pagina 184Pagina 185Prossima »


MeteoSat
Previsioni Oggi Previsioni Domani Previsioni DopoDomani
Copyright © 2005 by Circolo Miani.
Powered by: Kreativamente.3go.it - 16 June, 2019 - 1:57 pm - Visitatori Totali Nr.