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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Ci siamo rotti i "cabasisi" montalbanamente parlando.
5G. Ma tutti a noi devono capitare i commenti dei seguaci di Leopold von Sacher-Masoch che anelano a mettere a repentaglio la loro salute ad occhi chiusi e per partito preso, per l'intelletto invece non corrono rischio alcuno:..
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Notizie Flash

Ferriera. Tre tromboni e due pifferi.
Ci hanno messo 22 anni per varare una soluzione che dal 2000 il Circolo Miani e Servola Respira avevano indicato, utilizzando allora i Fondi Europei disponibili per la bisogna e senza spendere una lira (si allora quella era la..
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Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 170

Figurarsi noi, Arvedi.

» Inviato da valmaura il 4 August, 2015 alle 10:27 am

“Non ci faremo intimidire” proclama il cav. Arvedi dalle colonne e dalla locandina del piccolo giornale tramite il fido maranza. Notate il plurale maiestatico, quale finezza.

Figurarsi noi, e soprattutto se si scrivono tante inesattezze, e vedete quanto siamo buoni e misurati nella scelta delle parole.

Allora cominciamo da lui, il Giovanni Arvedi da Cremona.

Se avete fatto i lavori, visto che la Ferriera a settembre è un anno che l’avete comperata, comperata si fa per dire nel senso che oltre allo stabilimento avete incassato altri 20 milioni più 5 e più 20 in arrivo dal Mediocredito della Regione, ma in realtà erano mesi che la controllavate di fatto, come mai ancora ora dovete fare dei lavori sugli stessi impianti?

In verità non sono i graziosi “sbuffi” come simpaticamente li definisce, a intenerire il cuor, il patron di Cremona, il problema dell’altoforno. Glielo diciamo noi, ed a gratis.

Sono la tenuta gas del sistema di caricamento ed il ripristino dell’aspirazione fumi del piano colata che fanno si che un centinaio di migliaia di metri cubi del letale gas d’altoforno si disperdano nell’aria ogni ventiquattro ore. Ma i suoi tecnici oltre che alla Bocconi laureati, non glielo hanno detto?

Per il resto cronoprogrammi a parte sono sempre e solo parole di circostanza, salvo la scomparsa del tante volte annunciato, dalla Serracchiani che qui però non chiede scusa come per Azzolini, e rinviato “Ferriera Open Day”.

In quanto al Belci non merita neppure prendere in considerazione le sue parole, servono a riempire due colonne dell’articolo, ma se scrivevano del tempo era uguale, anzi meglio.

Povera Lega Ambiente che a Trieste sono decenni che conta solo per il PD e precursori, oltre che ovviamente per la stampa di famiglia, e che vive in forma monocellulare sotto le simpatiche sembianze di Lino Santoro, annichilito l’altro giorno dalla scienziata alla conferenza stampa. L’esser stata pubblicamente nominata ed elogiata dal sindacalista è la peggior iattura che le poteva capitare, da non augurarsi nemmeno al peggior nemico: tutta la nostra solidarietà.

In quanto al responsabile dell’Azienda Sanitaria prima se ne va da Trieste e meglio staremo tutti.

Meglio che pensi al suo lavoro, che ci pare basti e purtroppo avanzi, che affermare una sfilza di cose che stanno facendo ridere amaro i triestini, e, glielo ripetiamo perché non lo ha ancora compreso, non i servolani, ed i muggesani.

La “sua” Ass si è sempre rifiutata di fare, e dal novembre 1998, quella indagine epidemiologica che il Circolo Miani, affiancato dai medici del Burlo e del Centro Tumori e da Lorenzo Tomatis, le chiedeva. Anche quando anni dopo l’Azienda Sanitaria Slovena ne aveva fatta una sui bambini tra gli zero e i dodici anni, residenti nel Comune di Capodistria con risultati di una drammatica gravità l’Ass triestina continuò imperterrita a risponderci di no.

Altro che puntuali interventi, in questi 17 anni si smarca solo per le 12 lettere, dieci a firma Rotelli, mandate ai sindaci confermando che i dati dello sforamento delle emissioni di BenzoApirene “sono causa di insorgenza di leucemie e neoplasie”, citiamo testualmente. Per il resto stiamo ancora aspettando, ma non certo da lei, a questo punto.

Una curiosità perché ritiene che le indagini vadano fatte sui residenti di Servola e non di Valmaura, Monte San Pantaleone, Chiarbola, Campi Elisi e Muggia, così per restringere l’area?

Per il resto la solita pantomina che ci becchiamo da anni anche senza l’augusta presenza del cavalier Arvedi in città, che il maranza basta e avanza e fa pure rima.

Nelle foto sulla pagina Facebook del Circolo Miani:  l'efficacia della "bagnatura" dei cumuli, parola di Franco Belci ma forse "lui non lo sa".




Possa mai la Ferriera?

» Inviato da valmaura il 2 August, 2015 alle 10:17 am

Oggi una brutta domenica a completare il quadro arriva uno dei rari editoriali del direttore del piccolo giornale, nomen omen dicevano i latini che la sapevano lunga, sulla Ferriera. Ecco ci mancava solo lui ed il cerchio è chiuso.

Il bello è che critica, con linguaggio direttoriale si intende, usando parole acconce quanto forbite, la precedente gestione dello stabilimento, cioè chi fino ad un anno fa mandava avanti la baracca.

E lo fa ora, a babbo morto, perché in questi anni ci è parso, ma forse eravamo distrattini, che il suo giornale tifasse senza se e senza ma proprio per quella proprietà.

Ma ora c’è Arvedi e il direttore gli costruisce un monumento cartaceo nel suo editoriale scomodando perfino il cognome degli Einaudi, che se vivi inorridirebbero per come in nome del liberalismo democratico viene gestita l’informazione al piccolo giornale. Ma si sa i morti non possono replicare e se lo fanno non li si pubblica, semplice no?

A parte che dimostra poca informazione, non male per un direttore di quotidiano, quando cita l’amore dei cremonesi per il commenda.

Se, assieme alle cento e passa persone, la sede del Circolo non riusciva a contenerle, il 18 maggio scorso avesse mandato qualcuno dei suoi ben pagati collaboratori, che chiamarli giornalisti mi sembra parola grossa assai, ad assistere all’incontro con una delegazione degli abitanti che vivono nei dintorni dell’acciaieria di Cremona, forse certi osanna con figure annesse se li sarebbe risparmiati. Ma ovviamente essendo l’iniziativa organizzata dal Circolo Miani, neanche l’annuncio era comparso sulle pagine del piccolo giornale.

A proposito, direttore, questo comportamento come lo chiama, e come lo avrebbero definito Luigi e Giulio Einaudi, con struzzo annesso? Censura.

In quanto poi al “nuovo” laminatoio, tutto è relativo. A noi risulta sia un po’ stagionatino, del 1947 per la precisione, ma forse ci sbagliamo di qualche anno.

Certo invece non si può sbagliare quando si parla, come scrive “el diretur”, di “investimenti di Arvedi”. Finora più di investimenti si è trattato di “prendimenti”, ovvero di 47 milioni di pubblico denaro incassati od in via di incamerazione.

Facile vero “investire” così ed ancora più facile dirigere un giornale in siffatta maniera.

Direttore non ha nostalgia del Veneto?

Uno “strano” social forum.

Si parliamo di Facebook,

Questi i fatti.

Un anno fa cancellano la nostra Pagina, quella del Circolo Miani inserita, allora non esistevano altre possibilità, nel settore “impresa” e ci fanno perdere di colpo 257 “amici”.

Un mese fa ci oscurano e levano un post sulla situazione della Grecia perché secondo loro non corrispondeva alle regole, ma senza spiegare quelle eventualmente violate.

Sempre un mese fa non rispondono, è ancora in attesa di essere esaminata (sic), alla richiesta di mettere in evidenza a pagamento un post sulla Ferriera.

Due settimane orsono prima accettano di evidenziare a pagamento il post “Se questa è informazione” sulle censure del piccolo giornale di Trieste, e poi dieci ore dopo ci ripensano perché “sembrerebbe” che violi le loro regole. Sembrerebbe? Ma stiamo scherzando?

Ieri è da 24 ore, altro che “entro un’ora”, che non rispondono alla richiesta di mettere in evidenza sempre a pagamento il post NO FERRIERA!

E questo sarebbe un social forum? A noi sembra qualcosa d’altro e pertanto vi invitiamo a memorizzare il sito online www.circolomiani.it ed a seguirci da lì.

 




NO FERRIERA!

» Inviato da valmaura il 31 July, 2015 alle 10:39 am

La Ferriera, che piaccia o no, è dal 2000 il nodo centrale della politica cittadina.

La Ferriera non è solo una gravissima emergenza ambientale e un danno senza precedenti per la salute di lavoratori e cittadini. Ma è il tappo che frena ogni sviluppo della nostra città in particolare quello legato al rilancio del porto.

Dunque risolvere questo problema, liberando la più vasta area disponibile sul mare che Trieste ancora  abbia è nevralgico per il nostro futuro. Significa anche dare prospettive certe di un lavoro dignitoso e sicuro a migliaia di triestini.

I fondi per questa operazione ci sono, in particolare quelli della Comunità Europea, ed è gravissima la responsabilità di una classe dirigente, non solo politica, che è stata incapace da oltre quindici anni (risale al 2000 l’accordo firmato dalla allora proprietà, Lucchini, con il Governo in cui annunciava di volere chiudere lo stabilimento di Trieste) di risolvere la questione.

Quindici anni persi che sono costati sofferenze, malattie, decessi ed una qualità della vita pessima a decine di migliaia di persone (da Muggia a San Vito-Campi Elisi) ed hanno aggravato il declino della città.

Per conoscere i responsabili basta scorrere l’elenco dei nomi dei Sindaci, dei Presidenti di Provincia e di Regione che si sono succeduti alla guida delle istituzioni in questi anni. Aggiungerci i dirigenti politici di maggioranza ed opposizione, parlamentari compresi, i presidenti di Confindustria ed i vertici sindacali, ed il quadro è fatto.

Tutti sapevano, come per la tragedia dell’amianto, e tutti hanno fatto finta di niente, anzi, fidando sulla connivenza della stampa locale, hanno sistematicamente mentito.

Parlare di Arpa e di Ass è come parlare della politica, i loro dirigenti sono da questa nominati.

L’anomalia tutta triestina è stata invece la sostanziale inerzia della magistratura (leggetevi su www.circolomiani.it nella sezione articoli “Ferriera, non solo, e Procura”).

Dire No alla Ferriera significa dire si al futuro di Trieste.

Proviamo a dirlo ed a farlo?




Sfacciati dalla memoria corta.

» Inviato da valmaura il 28 July, 2015 alle 12:14 pm

Cosa è successo ieri alla libreria Lovat?

Nulla di diverso da quanto organizzato dal Circolo Miani, da Servola Respira, da La Tua Muggia e dai Comitati di Quartiere (quelli veri) dal 1998 ad oggi.

Anzi la stessa identica cosa che nel 2000 ha fatto fallire ed abortire i “Venerdì per l’ambiente” promossi dal Sindaco Riccardo Illy e dall’assessore Ondina Barduzzi in Comune. Anche lì gli incontri, presieduti, guarda caso, dal capocronista del piccolo giornale di allora, non sono andati oltre ai saluti di circostanza, poi tutto è stato sommerso dagli applausi.

Illy, che ci si consenta è più tosto di Cosolini, e l’allora presidente del Consiglio comunale Rosato, con il segretario Toncelli al seguito, incassarono una sonora sconfitta che la stampa locale, esattamente come oggi, contribuì ad amplificare accusando i cittadini.

Anche allora ci furono sigle ambientaliste, che hanno sempre amato più flirtare con la politica che tutelare salute ed ambiente, che si dissociarono “dal metodo” ed infatti non contavano nulla allora e contano ancor meno oggi anche se pompate da una stampa amica di Arvedi e del PD. E lo si è visto chiaramente ieri all’infausto incontro, quasi una provocazione alla città e non solo a Servola, quando i tre quarti dei presenti applaudivano (Cosolini e il piccolo giornale hanno seriamente bisogno di un oculista e Nerio Nesladek di un dietologo) civilmente, e non è volato un insulto che è uno salvo una invettiva di un corpulento fan di Cosolini contro Fogar.

Mentre i soliti quattro “ambientalisti” si affannavano a parlare con i politici in fuga per dissociarsi dalla gente. Ecco i cittadini da una parte e loro ed i politici, vecchi, nuovi, riciclati e precettati, dall’altra.

Anche allora Illy dichiarò le stesse cose di Cosolini oggi e perse le elezioni comunali sei mesi dopo.

Tutto molto semplice.

In quanto alla conferma della cancerosità delle polveri in uscita dalla Ferriera essa giunge ad ulteriore rafforzamento di quanto pubblicato e reso noto dal Circolo Miani con le analisi effettuate dal principale laboratorio del Triveneto a Padova nel 1998, di quanto pubblicato sul sito giornale www.circolomiani.it nel 2005 (lo trovate sulla Homepage sotto la voce “le analisi della Procura” curate proprio dal Cigra di Barbieri), e dal ponderoso studio fatto dall’Arsa (l’Arpa slovena) e da quella Azienda Sanitaria su richiesta del Sindaco di Capodistria nel 2008, che in più dimostravano l’estensione della diffusione delle emissioni della Ferriera (da Gretta alta a Capodistria), altro che Servola.

In particolare lo studio del Cigra accertava la modifica del DNA umano che il particolato in uscita dalla Ferriera causava. Più chiaro di così.

Certo se quelli che oggi scrivono sui social forum, facendosi magari belli dell’iniziativa altrui (facile vincere con il sudore degli altri), fossero venuti ieri ad applaudire insieme a noi, sarebbe stato meglio, molto meglio. Che a chiacchiere qui sono bravi tutti, magari anche saltare sul carro del vincitore come i penosi commenti di tutti i politici oggi confermano.

“Ho visto la madonna!” estasiava il Conte Mascetti-Ugo Tognazzi in “Amici Miei”.

Qui di antidemocratico c’è solo un Sindaco di Trieste, con la propaggine di quello di Muggia (che non era tra i relatori previsti ieri), che offende i cittadini, mortifica la dignità di una amministrazione comunale non ritirando prontamente il proprio rappresentante, quel Laureni anche lui folgorato più di San Paolo oggi, da una Conferenza dei Servizi che dovrebbe decidere dopo accurata istruttoria tecnica se rilasciare o meno l’AIA alla Ferriera, e che, come Fogar ha pubblicato mai smentito, la Regione per bocca dell’Assessore regionale all’Ambiente (quella del “stiamo monitorando”) ha già comunicato che sarà rilasciata “a prescindere” perché così vuole la politica (ing.Agapito, direttore Servizio regionale) prima ancora che la Conferenza si apra.

Qui di umiliante c’è solo il comportamento di amministrazioni che, come il Comune e la Regione, disattendono platealmente le mozioni e le leggi da loro stesse votate.

E che hanno come unico obbiettivo uccidere il Circolo Miani, sfrattandolo attraverso la loro controllata Ater. Insomma chiudere il Circolo per tenere aperta la Ferriera è lo slogan di PD e affini.

E parlano senza conoscenza e pudore degli “investimenti” fatti da Arvedi senza nemmeno leggere i bilanci del gruppo.

E questi signori vogliono dare lezioni di democrazia.

Ma per favore!




Se questa è informazione …

» Inviato da valmaura il 24 July, 2015 alle 1:26 pm

Sul piccolo giornale di oggi si riporta la sentenza del Tribunale di Gorizia che ha condannato, tra gli altri Corrado Antonini a nove anni di reclusione per la morte di 44 lavoratori del cantiere di Monfalcone, morte causata da mesotelioma da amianto.

Il cronista  di nera riporta che “il Tribunale ha sostanzialmente accolto le tesi dell’accusa sostenuta dalle pm Valentina Bossi e Laura Collini. Le pm avevano chiesto condanne per 80 anni e otto

mesi complessivi per i dirigenti dell’Italcantieri”.

Ora il Tribunale ha invece condannato per 111 anni, ergo 31 di più di quanto chiesto dall’accusa.

Il che porterebbe chiunque a scrivere non “sostanzialmente accolto” ma fortemente aggravato le pene richieste dai Pubblici ministeri. Ma questo passa il convento della stampa locale.

Ma c’è un altro aspetto che continua a non emergere da questa “splendida” informazione. Ovvero che per Corrado Antonini si tratta della terza pesante condanna.

Ricapitoliamo. La prima è quella del Tribunale di Venezia, tre anni condonati dall’indulto, a 2 anni e 9 mesi per la morte di 11 operai quando Corrado Antonini dirigeva la Breda.Fincantieri di Marghera. La condanna per omicidio colposo plurimo e omissioni è stata confermata dalla Corte di Cassazione con sentenza andata in giudicato il 25 maggio 2012.

La seconda è del Tribunale di Gorizia a 4 anni e 4 mesi, in primo grado, per la morte da amianto di 85 operai dei cantieri di Monfalcone e la terza è sempre del Tribunale di Gorizia, è appunto di ieri e sempre in primo grado, a 9 anni per la morte di 44 lavoratori sempre di Monfalcone.

Comune che per decisione del sindaco (PD) Altran ha deciso, il giorno prima della sentenza, di ritirare la propria costituzione di parte civile in rappresentanza della città, cosiddetta dei cantieri.

Altro “vuoto” informativo è non ricordare che dal 2005 al 2009 il suddetto Antonini è stato presidente degli industriali triestini, chiamato in chilometriche interviste dal piccolo giornale a pontificare sull’economia giuliana.

E piccolo particolare, e sarà forse proprio per il suo curriculum, che Corrado Antonini è stato recentemente nominato Vive Presidente dell’AIAD, il consorzio di Aerospazio-Difesa-Sicurezza, per il biennio 2015/16. Certi che in sicurezza è proprio un esperto.

Basta e avanza per dire che è proprio vero che la stampa locale non vive solo di Ferriera e Arvedi.





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