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Circolo Miani » News Correnti » Page 167

Tutti dentro (meno uno).

» Inviato da valmaura il 21 December, 2008 alle 2:26 pm

Da libero e privato cittadino, iscritto da oltre vent’anni ad un Ordine dei Giornalisti per la cui abrogazione ho promosso assieme a tanti altri colleghi un Referendum alcuni annetti fa, ma da cui possono sempre provare a cacciarmi, visto che è l’unica cosa, salvo il sopprimermi fisicamente, che resti loro da fare, posso iniziare finalmente a dire fino in fondo quello che penso. E non so quanto questo sarà un vantaggio apprezzato da lor signori, ma nulla tengo e di nulla possono privarmi fuorché, ripeto, della vita, che per altro priva di princìpi non merita d’esser vissuta.

Quello che è uscito dopo lunghe e paralizzanti sedute, una, tenutasi il giovedì sera entrerà sicuramente nella cronaca per la presenza di mezzo Consiglio regionale, a partire dal presidente Tondo, dall’assessore alla cultura Molinaro, di tutti i capigruppo e vice dei partiti di maggioranza ed opposizione, da questa legge finanziaria per il riparto dei fondi destinati a sovvenzionare la crescita culturale del territorio, non si era mai visto prima in passato. E sì che nei riparti dei contributi alle cosiddette associazioni culturali in questi ultimi decenni ne avevamo viste di cotte e di crude: per la verità più crude che cotte.

Hanno inserito nella tabella degli enti di preminente interesse culturale, tabella che garantisce un finanziamento minimo di 50.000 euro all’anno ai presenti, di tutto e di più: una pletora di associazioni di cui, almeno per diverse di quelle residenti in provincia di Trieste, veniamo a conoscerne l’esistenza praticamente solo ora, dagli elenchi dei beneficiati.

Si sono divisi nello spartire il pubblico denaro ma si sono coalizzati creando seduta stante una nuova inconfessabile maggioranza solo nella pervicacia di escludere il Circolo Miani, che piaccia o non piaccia è la più significativa realtà socioculturale del capoluogo regionale, dal reinserimento in quella tabella in cui per anni era stato presente, e poi spiegheremo come.

Si è creato per ore un asse che andava dalla PDL al PDmenoelle, come giustamente chiama Beppe Grillo il partito di Veltroni, Zvech e Cosolini, con l’aggiunta delle appendici dell’UDC e dei Cittadini-Italia dei Valori.  E vivissimi complimenti agli uomini di Di Pietro: dei superstiti seguaci di Illy non ci potevamo aspettare nulla di diverso, ed il perché lo spiegheremo subito qui sotto.

A sostenere fino in fondo il Circolo Miani, e a meritarsi per quello che possa valere il mio più grato ringraziamento ed il plauso per aver difeso un briciolo di dignità del Consiglio regionale, solo il Capogruppo della Sinistra Arcobaleno, nonché Segretario provinciale di Trieste del partito della Rifondazione Comunista, Igor Canciani-Kocijancic, ed il Capogruppo della Lega Nord, Danilo Narduzzi, in questo poi affiancato dal Vice Capogruppo, Federico Razzini. Una difesa, la loro, che è durata giorni, con interventi in aula e sui presidenti della regione e del consiglio, non parliamo poi del ruolo giocato da un assessore regionale alla cultura che da maggio non ha voluto nemmeno rispondere alle reiterate richieste di incontro inoltrate dal Circolo Miani e dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere.

Vi prego di notare che il mio uso delle maiuscole in questo articolo non è affatto casuale.

Ad un certo punto Canciani-Kocijancic ha chiesto e si è chiesto il perché di tutto questo accanimento per una posta, i 50.000 euro, irrisoria se confrontata alle cifre impegnate nella legge finanziaria e nel riparto della cultura. La risposta è talmente ovvia dall’essere banale ma estremamente illuminante per capire a cosa si sia ridotta oggi la politica: ad una pura occupazione delle istituzioni.

Il problema del Circolo Miani non era che il suo Presidente fosse biondo con gli occhi azzurri e pertanto inviso alla banda di moraccioni che decidono gli stanziamenti. No il problema e la sua conseguente risposta stanno nella scelta esclusivamente politica che sta alla base dell’esclusione, ribadisco unico fra tutti, del Circolo Miani. E lo hanno pure pubblicamente annunciato, dichiarato e festeggiato. Il Circolo Miani è, per loro ripetute affermazioni, troppo indipendente, troppo autonomo: insomma non è affidabile ad una casta politica che usa il denaro pubblico per finanziare soprattutto gli amici degli amici. E noi di certi amici in quasi trenta anni di attività abbiamo sempre fatto volentieri a meno.

Badate quello che, citando l’intervento in aula del Capogruppo della Sinistra Arcobaleno, avrebbe dovuto essere un merito: il fatto cioè che il Circolo Miani ha sempre e solo rappresentato i problemi della comunità senza fare sconti a nessuno, centrosinistra o destra, ed interpretando perfettamente lo spirito ed i contenuti della legge regionale sulla base della quale i contributi vengono stanziati, è stato invece la colpa grave per cui il Circolo andava cancellato.

Che esso abbia rappresentato in tutti questi anni la più importante realtà socioculturale di Trieste e oserei dire dell’intera Regione nel suo campo, non ha avuto assolutamente importanza né per Illy né per Tondo. Perché è giusto qui ricordare che il precedente presidente della regione, proseguendo per altro in una linea portata avanti da quand’era sindaco di Trieste, ha sempre cercato di privare il Circolo Miani dei contributi pubblici, riuscendo finalmente nell’intento, grazie al prezioso aiuto di Margherita e DS, di deliberare nell’ultima riunione della giunta regionale dell’era Illy del 7 aprile 2008, a sei, ripeto sei, giorni dalle elezioni regionali del 13 aprile, l’azzeramento del contributo al Circolo, reo di portare avanti una linea socioculturale non conforme alle opinioni della allora maggioranza. Ed anni prima quando da sindaco si recò dal Presidente della Regione, Roberto Antonione, per chiedergli appunto già allora di azzerare il contributo economico al Miani, ebbe l’ardire di dichiararlo pubblicamente in un’intervista al piccolo giornale di Trieste, accusando in più Antonione di non averlo assecondato. Bellissima immagine quella di un sindaco che chiede alla Regione di uccidere la principale associazione della sua città perché non la pensa come lui.

La ragione politica dell’avversione dell’asse PDL-PDsenzaelle con le rispettive appendici al Circolo Miani è cosa ben nota anche ai sassi: la determinazione nel dare voce ai cittadini per la soluzione di veri e propri drammi: dalla Ferriera-Sertubi, a tutti i problemi irrisolti (vedi il caso amianto contro cui ci battiamo dal 1998 e che solo oggi si pare scoprire) che investono la qualità della vità e la tutela della salute di decine di migliaia di famiglie tra Trieste e Muggia.

E’ questa cultura?  Come nel 1982 scrisse il più grande docente di Antropologia che l’università italiana ha avuto l’onore di avere come docente, Carlo Tullio Altan, questa, ovvero dare voce e rappresentazione, protagonismo ed aggregazione ai cittadini sul territorio, è la più alta forma di cultura oggi utilmente praticabile. E mi fermo qui, senza scomodare le Lettere (i Quaderni) dal carcere di Antonio Gramsci, ove l’intellettuale comunista ucciso dai fascisti, scriveva che gli intellettuali per l’appunto hanno un senso solo se operano nella società al servizio della gente per la loro crescita, altrimenti sono un orpello incipriato.

Ma torniamo a tutto Tondo, se la “colpa” del Circolo Miani era quella rinfacciata da Illy perché la nuova amministrazione dal lui guidata in otto mesi del 2008 non è riuscita a porre rimedio a questa palese ingiustizia che violava lo spirito della legge regionale? Semplice, perché non lo ha voluto.

La legge regionale stabilisce chiaramente i parametri sulla base dei quali una associazione può essere dichiarata “ente culturale di preminente interesse regionale” (anzianità e mole d’attività, strutture e sedi sul territorio, vincolo tassativo a svolgere la sua attività a beneficio non dei soci ma di tutti i cittadini, senza alcuna preclusione, ecc.). E che dovrebbe, e sottolineamo il condizionale dovrebbe, porre un limite alla discrezionalità delle scelte. Oltretutto imponendo alle associazioni che “per la prima volta” vengono inserite in tabella di presentare domanda e documentazione entro il mese di giugno: lo hanno per esempio fatto tutti i nuovi beneficiati? Non era il caso del Circolo Miani che in tabella ci stava da diversi anni su proposta dell’allora Assessore Regionale alla Cultura Franco Franzutti.

Ma la discrezionalità totalmente partitica della scelta fatta è doppiamente grave perché non tiene in conto non solo la legge regionale vigente ma anche il fatto che i denari sono pubblici, ovvero provengono dai tributi pagati da tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia, anche da quel 35% che non ha votato alle ultime elezioni regionali, e del restante 65% che ha espresso le più svariate indicazioni elettorali. Anche dunque delle migliaia di persone che hanno partecipato e partecipano alle iniziative promosse dal Circolo Miani.

E rimandando ad altra occasione l’approfondimento ragionato dei beneficiari i contributi 2009 della regione viene per ora spontanea una domanda: è di preminente interesse culturale per il Friuli Venezia Giulia finanziare conferenze di reduci della divisione SS francese che difese il bunker di Hitler nel maggio 1945 a Berlino?




Déjà vu parte seconda: Ferriera = Caffaro

» Inviato da valmaura il 2 December, 2008 alle 5:52 pm

Come avevamo anticipato, pure nei trascorsi incontri con l’incredula Direzione regionale all’Ambiente, la sorte della Caffaro di Torviscosa, a meno dell’intervento di nuovi compratori disposti ad un ingente investimento finanziario (cosa difficile di questi tempi), è segnata. Si chiude con tutto quello che ne consegue per la perdita dei posti di lavoro e per il salasso delle scarse finanze pubbliche che dovranno farsi carico, oltre che degli ammortizzatori sociali, anche del sostanzioso costo di bonifica e risanamento del territorio, che va fino alle lagune di Grado e Marano, devastato dall’inquinamento dell’ex Snia. Insomma mai come in questo caso calza a pennello il titolo del famosissimo film di Woody Allen “Prendi i soldi e scappa”.

Ma pure dalla Ferriera escono voci che paiono annunciare anche qui quanto da noi ampiamente previsto. Se dovesse trovare conferma che con il quindici di dicembre sparisce praticamente l’indotto dello stabilimento (mille e non più mille) disdettato dalla proprietà che non rinnoverebbe, dopo la messa in ferie obbligate degli interni neppure i contratti a termine, e con esso la manutenzione degli impianti, e se corrispondono al vero le notizie che annunciano il passaggio del ciclo produttivo della Cokeria dalle 16 alle 24 ore per sfornata, con una riduzione della produzione del Coke di oltre un terzo, e il caricamento di Loppa sull’unico scassato altoforno in funzione, siamo all’anticamera della cassa integrazione e della chiusura, sicuramente per l’altoforno.

Viene qui da chiedersi però cosa succederà con la Centrale di cogenerazione che per godere delle ricche agevolazioni tariffarie, pagate dai cittadini sulle loro bollette della splendida, con i soldi altrui, Acegas, deve utilizzare almeno il 51% di gas di risulta degli impianti siderurgici (altoforno e cokeria) per la produzione di energia elettrica. Altrimenti addio agevolazioni e con esse addio al vero businnes che fa tener aperta la Ferriera, a meno che, anche qui ipotesi tutta da verificare, non si riduca del quaranta e passa per cento la produzione di energia elettrica ed il conseguente guadagno. Un tanto perché i controlli sulle percentuali del gas impegnato a questo punto appaiono, da parte di chi di dovere, necessari e rigorosi; soprattutto vista l’affidabilità a mantenere gli impegni dimostrata in questi anni dal Gruppo Lucchini, a cominciare dai due laminatoi solennemente annunciati e mai realizzati, ai seicento miliardi investiti dalle colonne del Piccolo nel risanamento-ammodernamento della fabbrica, e correva l’anno 1998, fino alle ultime promesse di qualche giorno fa. Bella la balla sul teleriscaldamento per i Servolani della progettanda nuova mega Centrale elettrica, costruita more solito con denaro pubblico: ma quante volte dobbiamo riscaldare gratis la casa di questi ingrati, oppure il piccolo piccolo giornale fatto con la carta dei pioppi, non capta nelle tremule foglie della memoria che questi stanno al calduccio già dal 2001 con il teleriscaldamento garantito in occasione della costruzione dell’attuale Centrale.

Mentre accade tutto questo il sindacato, in particolare Cisl e Uil, è distratto dai Comitati Pecorella e dagli esposti contro i cattivi di turno, per altro sbagliando pure nel riportare le citazioni sulle locandine, a conferma che il Rosato della Lucchini non avrebbe mai potuto sperare tanto; ed i politici nostrani e regionali dormono tra Pechino e Tolmezzo i sonni dei giusti, tanto Trieste è una città di marinai, anche se con un porto a ramengo.

Incapaci è dire poco, che ci hanno fatto perdere anni, opportunità di rilancio, lavoro e sviluppo; miliardi a palate dei vari investimenti europei, e soprattutto vita e salute a migliaia di nostri concittadini.




Un buon risultato.

» Inviato da valmaura il 22 November, 2008 alle 5:52 pm

Non si può che essere soddisfatti per la riuscita della manifestazione di stamane. Più di cento persone sono scese per le strade di Servola e Chiarbola per far sentire la voce, le opinioni, le scelte di chi abita e vive sulla propria pelle da tanto, troppo tempo, il dramma della convivenza incivile con Ferriere, Sertubi , Depuratori fognari a cielo aperto, discariche abusive di rifiuti tossici davanti alle finestre di casa propria. Parole vere e non chiacchiere da bar Sport di cui purtroppo si riempiono la bocca e le colonne dei giornali quasi tutti gli esponenti, indistintamente parlando, della nostra classe politica. Un invito pressante a fare presto, ad assumere quelle responsabilità e quelle decisioni che finora i nostri amministratori si son ben guardati dal prendere. Ci siamo resi conto in più recenti occasioni che non conoscono assolutamente i problemi, e quel che è peggio, dimostrano di non voler imparare a conoscerli, dando mano libera a quei funzionari che in questi anni hanno contribuito pesantemente all’aggravarsi della situazione.

E’ per questo che il Presidente della Regione Renzo Tondo, l’Assessore regionale all’Ambiente Vanni Lenna, i Sindaci di Trieste, Roberto Dipiazza, e di Muggia, Nerio Nesladek, ed il Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Angelo Alessandri, saranno invitati nella prima data possibile, ad un incontro chiarificatore al Circolo Miani per capire se si vuole o meno risolvere il grave problema rappresentato dalle emergenze sociali di cui sopra, e in quali tempi, modi e percorsi arrivare il più rapidamente possibile dalle parole ai fatti.

L’iniziativa di oggi aveva pure l’obbiettivo di dare una risposta attraverso gli organi di stampa, che tutti, escluso Rai e stavolta il Primorski, si son ben guardati dall’ informare i cittadini dell’ esistenza della manifestazione, a cominciare dai silenzi di Telequattro per finire al solito Piccolo che ha pubblicato la notizia praticamente in tempo reale con l’inizio della manifestazione stessa, all’opinione pubblica locale e regionale su cosa pensino i diretti interessati sui progetti Lucchini-Acegas.

E sull’inerzia di Governo e Regione a ventiquattro ore dalla scadenza del termine dei sessanta giorni fissato dalla risoluzione parlamentare che impegnava Governo e Regione, ognuno per la sua parte, a redigere entro il 23 novembre il piano di dismissione e riconversione della Ferriera di Servola entro praticamente il 2009, come fissato nel protocollo d’intesa siglato tra la Lucchini ed il Governo nel 2001.

E se cento e passa persone alle undici di un sabato mattina invernale, a Trieste, sono considerate poca e deludente cosa allora vuol dire non conoscere la realtà di questa città. Oppure negare l’evidenza per puro spirito di servile servizio nei confronti di personaggi politici che ben conosciamo, e grazie a Dio non solo noi ma anche la gente, e che gufavano da tempo sciocchezze su credibilità e fiducia. Che loro agiscano così per poco nobili motivi di bottega è comprensibile ma che a questi si uniscano alcune, assai poche per la verità, persone che vivono nel rione e che vedono in Servola Respira e nel Circolo Miani gli obbiettivi da denigrare e colpire, allora buona Ferriera a tutti fino al 2016.

In quanto alla rassegnazione della gente, niente di male, stiano pure lì ad aspettare piangendosi addosso e respirando e vivendo nelle odierne condizioni, “che tanto non servi niente”, e mi raccomando rivotino gli stessi personaggi che li hanno già fregati tre volte: nel 2001, nel 2006 e ora nel 2008. Insomma come il famoso ignudo fabbro della vecchia moneta da cinquanta lire che godeva solo quando sbagliava il colpo.




L’orgoglio di Trieste: sabato 22 novembre alle ore 11, tutti a Servola.

» Inviato da valmaura il 18 November, 2008 alle 8:14 pm

L’orgoglio di Trieste: sabato 22 novembre alle ore 11, tutti a Servola.

Stanno trasformando la nostra città, la nostra provincia, il nostro golfo nella pattumiera dell’Adriatico, nella scovazzera d’Italia. Se passano i progetti di Lucchini e compagnia possiamo dire addio a porto, vocazione turistica (le navi bianche non occorre che se ne sono già andate da sole), ad una industria ad alta tecnologia e basso impatto ambientale, alla “città della scienza” e belinate consimili.

Dopo i progetti sulla Ferriera che non lascia ma raddoppia e i silenzi di una classe politica che con i litigi tra clan familiari corre il rischio di far saltare pure il progetto di bonifica del sito inquinato d’interesse nazionale (praticamente tutta la fascia costiera tra il terrapieno di Barcola e l’interramento di Acquario a Muggia), dove son finite le promesse elettorali e le priorità programmatiche della Regione? In compenso si spendono vagonate di milioni di euro per una grande viabilità che viene completata con solo venti e passa anni di ritardi (fu ufficialmente inaugurata dall’allora Presidente del Consiglio Amintore Fanfani, scomparso oramai da diversi annetti), insomma nella media dell’ospedale di Cattinara, e che permetterà di risparmiare, nella migliore delle ipotesi, dieci minuti, si avete letto bene: 600 secondi, sui tempi attuali di percorrenza.

Ma l’importante è far girare soldi tra i soliti noti, spenderli anche quando ce ne sono pochi e magari le vere priorità sono altre. Ma ai triestini evidentemente basta una ciotolina di jota  agratis, oppure a scelta una fettina di mortadella e un ottavo de vinazza.

Per questo rivolgiamo un appello a chi non si è ancora bevuto il cervello assieme al vin brulè a partecipare alla manifestazione con corteo che attraverserà i rioni di Servola, Chiarbola e Valmaura e di cui riproduciamo la locandina.

 

 

Circolo Miani                             La Tua Muggia                      Coordinamento

Servola Respira                                                                    Comitati di Quartiere

 

 

 Ferriera

 

Sertubi - Italcementi

Depuratore Fognario

 

Regione, Provincia, Comune: anni di inutili parole

e promesse mancate

 

Ora l'ennesimo rinvio per la revisione dell'AIA concessa dalla Regione alla Lucchini.

Sono dieci anni che da Muggia a San Vito decine di migliaia di famiglie, bambini, donne, anziani sono esposti a irreparabili danni per la loro salute.

 

Mentre Trieste muore

Dalla politica solo chiacchiere

 

Sabato 22 novembre

alle ore 11

Tutti in piazza a Servola

Ex capolinea 29 davanti alla banca

 

Partenza del Corteo

 

www.circolomiani.it

 




Ferriera: una audizione a tarallucci e vino, e Lucchini ringrazia.

» Inviato da valmaura il 7 November, 2008 alle 1:20 pm

 

COMUNICATO  STAMPA

  

Ieri il Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere non hanno partecipato all’audizione congiunta delle Commissioni regionali, convocata su loro precisa richiesta per un motivo formale ma assolutamente sostanziale che trova piena conferma nei resoconti della stessa Regione e degli organi di stampa.

Formale perché è inammissibile che la Regione concordi un elenco di partecipanti e poi all’insaputa dei promotori ne inserisca altri senza avvisare. Il gioco delle tre carte si fa sui banchetti nei vicoli di Napoli e fuori della Stazione Termini e non nei rapporti istituzionali. E sarebbe poi bastata la presenza del responsabile del servizio dell’inquinamento dell’aria della Direzione regionale all’Ambiente, sottoposto ad indagini dal PM Federico Frezza per il suo comportamento nell’espletamento del suo incarico in merito alla vicenda Ferriera, a provocare l’allontanamento delle nostre associazioni da quella sala. Visto che a distanza di mesi dall’apertura dell’indagine giudiziaria la Regione non ha ritenuto di trasferirlo ad altro incarico.

Sostanziale perché non ci interessava in alcun modo partecipare all’ennesimo teatrino della politica, sentire o dire cose che conoscevamo ed ascoltavamo dal 1998 quando anche i sassi oramai conoscono gli sforamenti costanti della Ferriera, e vedere i protagonisti del nulla politico perdere altro tempo dopo gli otto anni persi nei 21 tavoli di Dressi con allora sempre Tondo Presidente, nella inutile per tutti meno che per lui (160.000 euro di parcella) consulenza Gambardella e nel fantomatico tavolo Bertossi-Cosolini della Giunta Illy.

Volevamo porre e non dinanzi ad un tavolone da matrimonio alla napoletana, alcune domande precise ed ottenere risposte concrete, positive o negative che fossero, senza menar il can per l’aia e lasciar aperte le solite vie di fuga alla politichese. Che è esattamente quello che invece è successo in quella inutile per noi ma certamente non per Lucchini, audizione.

La risposta, all’incredibile rinvio sine die della convocazione della Conferenza dei Servizi per la revisione dell’AIA e per il suo ritiro, di cui a questo punto fortemente dubitiamo, alla Ferriera. La non volontà della Regione di fare la sua parte per quanto stabilito dalla risoluzione parlamentare che nemmeno conoscevano, non possono che portare ad una unica, forte e dura risposta: sabato 22 novembre, alla scadenza dei sessanta giorni fissati dalla Risoluzione parlamentare, dalle ore 11 in poi, manifestazione con corteo che da Servola  per Chiarbola fermi i nostri rioni e tutta la viabilità della parte est della città, superstrada compresa, con una partecipazione corale della gente che non ha tempo da perdere in chiacchiere per tutelare la salute ed il diritto ad una qualità della vita accettabile.

Segue il documento che volevamo consegnare alla fine della originariamente prevista audizione.

 

Audizione di giovedì 6 novembre 2008

 

Il Coordinamento dei Comitati di Quartiere, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Circolo Miani, dopo l’incontro di giovedì 30 ottobre con il Presidente del Consiglio Regionale, Ballaman, i Capigruppo consiliari e l’Assessore regionale all’Ambiente, Lenna, pongono attraverso questa nota tre precise richieste al Consiglio Regionale ed alla Giunta in occasione dell’audizione in corso. 

Incontro che è stato valutato assolutamente insoddisfacente per le dichiarazioni espresse in quella sede sulla questione della Ferriera di Trieste da quasi tutti i Consiglieri presenti e che hanno purtroppo dimostrato quanto poco essi conoscessero di un problema che da anni è la principale emergenza nel Capoluogo regionale, così come parimenti ignorassero il testo della risoluzione parlamentare che assegnava a Governo e Regione sessanta giorni (scadono il 23 novembre) non per “chiudere” come erroneamente affermato nell’incontro dalla stragrande maggioranza dei Consiglieri presenti, ma per predisporre un piano di dismissione e riconversione dello stabilimento con la partecipazione dei circoli che operano sul territorio e la condivisione dei residenti dei quartieri coinvolti.

Incontro che ha portato ad una unica nota positiva, ovvero la sollecita convocazione di questa audizione, e di questo va dato merito all’impegno del Presidente del Consiglio regionale ed alla immediata disponibilità dimostrata dai Presidenti della seconda e quarta Commissioni consiliari, che però arriva con un ritardo non di “quindici giorni”, come stabilito nella precedente audizione congiunta svoltasi nell’aula del Consiglio regionale nel giugno 2007, ma purtroppo di quindici mesi. Ritardo che come sempre ha oggettivamente favorito la proprietà dello stabilimento e per le migliaia e migliaia di famiglie residenti si è misurato con un ulteriore peggioramento di una qualità della vita da troppo tempo insostenibile ed un aggravamento dell’incidenza di patologie e decessi a questa situazione correlati.

Il Coordinamento dei Comitati di Quartiere, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Circolo Miani chiedono pertanto alla Regione di fissare senza ulteriori indugi la data più ravvicinata possibile per la convocazione della Conferenza dei Servizi che deve pronunciarsi sul procedimento di revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Ferriera, poiché il limite temporale per la presentazione delle osservazioni in merito è scaduto il 28 agosto 2008. Ricordiamo che le associazioni di cui sopra hanno presentato una documentata memoria in cui si chiede l’annullamento od in subordine il ritiro dell’AIA allo stabilimento della Lucchini spa.

Nessuna azione avanzata dalla proprietà presso altre istanze statuali può in alcun modo interferire presso l’iter aperto in Regione pena la sovrapposizione, costituzionalmente inammissibile, di due poteri dello Stato: quello legislativo e quello giudiziario, seppur amministrativo.

Il Coordinamento dei Comitati di Quartiere, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Circolo Miani chiedono che seppure a soli diciassette giorni dalla scadenza del termine fissato (23 novembre) dalla risoluzione parlamentare votata all’unanimità il 24 settembre scorso, la Regione istituisca immediatamente il gruppo di lavoro, con la partecipazione a pieno titolo delle associazioni di cui sopra, per elaborare e redigere il piano di dismissione e riconversione della Ferriera.

Il Coordinamento dei Comitati di Quartiere, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Circolo Miani chiedono che la Regione intervenga immediatamente per tutelare la sopravvivenza del Circolo Miani, privato immotivatamente con delibera giuntale del 7 aprile scorso del contributo finanziario annualmente ricevuto dall’Ente Regionale (Assessorato alla Cultura). Una situazione incomprensibile agli occhi dell’opinione pubblica cittadina che vede l’Associazione definita pubblicamente da vari esponenti dell’amministrazione regionale, a partire dal Presidente Tondo, l’interlocutore privilegiato della Regione sulla vicenda Ferriera e nello stesso tempo nulla viene fatto per garantire la sopravvivenza della stessa. Ancora più pesante appare la situazione agli occhi delle migliaia e migliaia di persone che in questi ultimi dieci anni solo per le questioni legate al tema oggi in discussione si sono sempre avvalse delle sedi sociali e delle strutture organizzative del Circolo e che considerano da sempre il Miani quale il principale strumento per esprimere la voce dei cittadini ed organizzare l’intensa attività, unica in provincia per quantità e qualità di partecipanti, a tutti a Trieste nota e che vedono una amministrazione regionale chiudere nei fatti il Circolo lasciando aperta la soluzione del problema Ferriera.

Il Coordinamento dei Comitati di Quartiere, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Circolo Miani, in attesa dai primi di agosto di una risposta ad una richiesta di incontro con gli assessori Molinaro (Cultura), Lenna (Ambiente) ed il Presidente Tondo per affrontare l’urgenza del problema a partire dal ripristino del contributo per l’anno 2008 ed al reinserimento, con la legge finanziaria 2009, dell’Associazione tra gli enti di primario interesse regionale in campo culturale come avvenuto per dieci anni fino al 2007, chiedono al Consiglio Regionale di attivarsi nelle forme che riterrà più idonee per la rapida soluzione di questa richiesta che interessa direttamente la vita e la storia personale di migliaia di triestini a partire dal 1981.





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