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Circolo Miani » News Correnti » Page 166

Un Comune poco Verde.

» Inviato da valmaura il 17 July, 2019 alle 12:04 pm

Se fossimo in America potremmo dire che l’unico verde che qualcuno ama è quello dei soldi (il dollaro è infatti di colore verde scuro).
Quello che accade negli anni a Trieste è esemplare ed il verde pubblico ne è la cartina di tornasole.
Ora qualunque persona sana di mente capirebbe che con i repentini cambiamenti climatici e la tropicalizzazione in corso che porta anche la nostra città ad avvicinarsi a realtà più simili a Saigon che alla Mitteleuropa, il primo rimedio sarebbe quello di aumentare i polmoni verdi presenti nel tessuto urbano.
Tutelare gli alberi, non abbattendoli a iosa, curandoli ove possibile, potandoli nei modi e soprattutto nei tempi giusti, piantandone di nuovi e seguendone la crescita.
L’esatto contrario di quanto il Comune, e non solo il nostro, sta facendo e non da oggi, a tutto nocumento pure della sbandierata vocazione turistica della città (il Parco di Miramare, che non è affidato al Comune ma che non per questo lo può vedere indifferente e stessa cosa vale per gli ospedali e la sanità triestina, ne è stato fino a ieri la riprova più inconfutabile).
Ora la causa principale che determina questo stato di cose, lo abbiamo scritto nell’articolo di ieri che trovate qui sotto, è la sciagurata scelta fatta a partire da Illy sindaco, di “esternalizzare” i servizi prima coperti dai dipendenti comunali a ditte, in gran parte cooperative, esterne.
L’intento apparente era quello di risparmiare sui costi, dimenticando che la qualità ne è parte fondante, con gare d’appalto dove i vincitori, quasi sempre gli stessi, non erano in grado, alla prova dei fatti, di garantire la precedente professionalità necessaria. D’altronde è difficile pretendere che i lavoratori di queste realtà esterne, pagati pochissimo con la reintroduzione di fatto del perverso meccanismo del “cottimo”, posseggano titoli di studio in agronomia e botanica. Ma come ammettono candidamente gli stessi funzionari comunali la specifica competenza non fa parte delle richieste dei bandi di assegnazione e di gara.
Alla fine i risultati si vedono e si patiscono. Un Servizio comunale del Verde pubblico che fino ai tempi di “tangentopoli” che ne travolse il dirigente, aveva oltre cento dipendenti, ora è ridotto a quattro, non scherziamo, funzionari e pretendere che questi controllino le decine di interventi giornalieri sul territorio è come pensare di svuotare l’Oceano con un cucchiaino da tè.
Ma oggi l’importante è “far girare i soldi” e pertanto anche lavori non necessari se non addirittura inutili, vedi il Ponte Curto, il rifacimento di piazza Libertà ed ora lo spostamento, “fatti più in là” cantavano le sorelle Bandiera, della statua di Sissi, ne sono solo alcuni dei tanti esempi che si possono fare.
Gli alberi della stazione? Un inutile orpello di cui disfarsi in mezza giornata.
Mancano gli spiccioli per assumere qualche medico ed infermiere al “Lento Soccorso”, e chissenefrega.
E la politica, anzi questa politica, bellezza!





Salvati gli alberi. Una bella vittoria.

» Inviato da valmaura il 16 July, 2019 alle 11:39 am

Il nostro avo tale Caio Giulio, nel De bello gallico scrisse “veni, vidi, vici”.

Così è stato per gli alberi “da abbattere” e “le potature” fuori stagione di Viale Romolo Gessi.

Sabato pomeriggio i frequentatori di questa bella area verde hanno visto comparire i divieti di sosta per tutta la strada, dalla zona pedonale al piazzale antistante la piscina, per i lavori previsti ed annunciati dal Comune con una ordinanza datata 31 ottobre 2018 e buona per tutte le stagioni.

Immediata è scattata l'iniziativa del Circolo Miani che conta una storica presenza in zona e tra lunedì e stamane i residenti ed i frequentatori sono stati informati e numerose persone si sono date appuntamento sul luogo del tentato delitto alle ore (7.30 del mattino) di inizio lavori.

Va detto che l'articolo “Allarme Verde” di domenica su questa Pagina Facebook ha battuto tutti i record: 23.000 lettori, quasi 700 “mi piace” diretti o indiretti, 300 condivisioni complessive ed oltre 250 commenti i cui contenuti potete facilmente immaginare.

Ora di ciò per tre giorni di fila, seppure regolarmente informati, né la stampa locale né le televisioni pubbliche e private hanno detto alcunchè (non bisogna disturbare i manovratori del potere con notizie sgradite).

Ciò nonostante la giornata di oggi è da ricordare anzi da incorniciare come la prima vera vittoria a favore del buonsenso ed a tutela del verde, bene comune e sempre più indispensabile.

A prescindere di quanto eventualmente scriverà qualcuno (lo sport di salire sul carro del vincitore è sempre di moda) il risultato di oggi è importante perchè dimostra che se i cittadini si muovono prima, anche con scarsissimo preavviso, possono evitare di piangere dopo.

Dal Comune, assessorato a guida Lodi, e da funzionari solo scuse di “non sapere”, accuse alla ditta di aver sbagliato, insomma come se un capitano accusasse il mozzo di aver fatto affondare la nave.

La realtà è molto semplice: l'infausta decisione di esternalizzare gran parte dei servizi e lavori svolti prima dal personale comunale a ditte esterne, perdipiù cooperative i cui dipendenti sono quasi sempre sottopagati e di molto, a scapito della professionalità fondamentale ad esempio nella cura del verde pubblico, porta inevitabilmente a queste situazioni. Per altro alla fine spendendo di più e facendo girare troppi soldi a tutto danno della qualità del servizio.

Accusare la ditta, che dipende dal Comune e su cui il Comune ha l'obbligo di controllo, in una vicenda in cui tutti i protagonisti (dall'assessore, ai funzionari, fino alla ditte) sono pagati con i soldi pubblici, cioè nostri, da la misura dello sfascio in cui versano, e non da oggi che bisogna risalire all'era Illy sindaco, le amministrazioni pubbliche.

Di informare prima i cittadini delle aree interessate dagli interventi ovviamente non passa per la testa a nessuno, tanto i cittadini per questa politica, tutta, ed i suoi satelliti non conta una beneamata mazza.

Ma l'importante oggi è festeggiare una vittoria significativa che deve essere di esempio e di monito. Esempio per i concittadini che attivarsi serve sempre a tutelare i loro diritti, e di monito per chi pensava che arroganza, incapacità e ingiusto arricchimento potessero avere la strada spianata in questa città fin troppo assente.

A proposito a che serve, nel perfettamente inutile ennesimo rifacimento di piazza Libertà (inutile per quasi tutti ma non per chi intascherà i cinque milioni del costo lavori) spendere quasi ulteriori 500.000 euro (un miliardo del vecchio conio) per spostare di qualche centinaio di metri la bella statua di Sissi? Già, a cui prodest?

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/a.1497907753813521/2503228963281390/?type=3&theater




ALLARME Verde!

» Inviato da valmaura il 14 July, 2019 alle 12:14 pm

Ieri sono apparsi i divieti di sosta per tutto viale Romolo Gessi a partire dalle ore 7.30 di questo lunedì 15 luglio per “Abbattimento e potatura alberi”.
Ora a parte che gli alberi non si potano in piena stagione ed a fogliazione avvenuta e che tale operazione è stata già effettuata in zona due volte questa primavera. Ma quali alberi vogliono “abbattere”? Dopo quelli già tagliati (l'ultimo meno di un mese orsono).
Gli attuali, come per altro i già abbattuti, sono piante all'apparenza sanissime, rigogliose e piene di foglie e ci vorranno decenni perchè gli eventuali sostituti (i due impiantati due anni fa sono stati lasciare rinsecchire e morire) si avvicinino all'aspetto ed ai benefici degli odierni.
Esigenze di sicurezza? Non diremmo proprio perchè questi alberi hanno affrontato gli ultimi “neverini” e le giornate di Bora anomala in piena tranquillità, perdendo solo alcune foglie e rametti.
Impediamo nuovi ed eventuali scempi del verde pubblico in una zona poi meta di grandi e piccini proprio per la frescura e la serenità dei suoi alberi.
A partire dalle prime ore di Lunedì 15 tempestiamo di telefonate il servizio “Verde pubblico” del Comune (040.6751111 il centralino) ed andiamo sul posto, si da Vitti.
Piccola considerazione. Piangere ed imprecare a “babbo (albero) morto” sui social e inondare di foto dello scempio avvenuto serve assai poco, così come fare cortei e manifestazioni con o senza Greta per il futuro del Pianeta quando si assiste passivamente alla distruzione dei nostri “salvagente” climatici.

Per le foto: Facebook Circolo Miani





Patti chiari e amicizia lunga.

» Inviato da valmaura il 13 July, 2019 alle 1:04 pm

Partiamo da Facebook ma vale anche per questo nostro sito.

Noi, come Circolo Miani e le sue propaggini (Servola Respira, La Tua Trieste, TG da Strada, Comitati di Quartiere ed ultima la Lista civica NO FERRIERA Si Trieste) operiamo dal 1981 in modo assolutamente volontario ed autofinanziato, anche con il 5 X 1000 dei cittadini.

E su questo ultimo punto, abbiamo scelto dal 2008 di non ricorrere più ad alcun finanziamento pubblico proprio per non essere condizionati dalla partitocrazia che li decide.

Le nostre tre Pagine principali su Facebook hanno raggiunto la quota di 4320 “Mi Piace” e qualche decina in più sono i lettori che ci “seguono”.

Un buon risultato con una crescita costante ma insufficiente.

Insufficiente ancora per offrire alla nostra comunità una informazione libera ed alternativa come contraltare a quella spacciata da stampa e televisioni (private e pubbliche) locali.

Una cosa deve essere subito chiara: non rispondiamo a logiche, fedeltà o simpatie di parte, per questo c'è già il “giornalismo” nostrano che basta ed avanza, e che seppure agonizzante per copie vendute e telespettatori cerca di oscurarci e censurarci in tutti i modi possibili.

Questo sistema infatti non può permettersi l'esistenza di voci, seppure piccole, “fuori dal coro” degli amici degli amici: ovvero i partiti, tutti vecchi e nuovi, e gli interessi economici che fanno i loro affari sulla nostra pelle.

Pertanto chi ci legge, mette il suo “Mi Piace” alle nostre Pagine e le segue, deve sapere che noi non faremo, come mai abbiamo fatto, sconti a chicchessia. La nostra storia di questi quasi quaranta anni è fatta di battaglie contro chiunque (di sinistra, centro, destra o “nuovi”) governando o facendo opposizione (anche l'opposizione è compartecipe dello sfascio) commettesse errori o procurasse danno alla nostra comunità. Ma questo è il senso del vero giornalismo e non delle “voci dei padroni”.

Pertanto questo si aspetti da noi, potrà non condividere talvolta il nostro pensiero, ma mai potrà accusarci nella nostra azione di non operare a servizio degli interessi di Trieste, della Regione e del Paese. Noi abbiamo la presunzione di voler dare voce ed informazione, e di rispondere ad un'unica parte: la comunità di cittadini di cui anche noi siamo partecipi, e con maggior attenzione e riguardo verso i meno garantiti, ai senza voce, ai più poveri.

Per questo i numeri sono importanti soprattutto agli occhi di una società ed una politica che giudica il valore delle persone sui soldi o su quanto “contino” appunto in termini numerici.

Questa estate servirà anche per fare un bilancio del nostro lavoro, volontario e gratuito ma sempre lavoro che non ci ha ordinato il medico di fare.

Noi stiamo tenacemente tentando di invertire un trend crescente nella nostra società: quello di portare il proprio cervello al macero e ridurre il confronto ad un tifo da ultrà delle curve da stadio.

Se non ci riusciremo pazienza, conserveremo intatta la nostra dignità consci di aver fatto in assoluta povertà tutto quello che umanamente era possibile fare, e ce ne faremo una amara ragione.

Certo non incoraggia vedere che in questa città si raccolgono in un amen centinaia e migliaia di firme per salvare un bar o una osmiza ma si stenta a sottoscrivere una petizione per salvare il nostro Carso, le nostre valli ed i nostri monti dalla eventuale devastazione faunistica e territoriale che un muro spinato potrebbe determinare.

Si, Trieste è proprio cambiata (invecchiando il vino diventa migliore, si dice, ma può anche andare in aceto) dai tempi del 1974 dove in quattro mesi 68.000 triestini corsero a firmare (di persona e non con un semplice clic) per salvare il Carso dalla progettata devastazione di una Zona Franca Industriale. Ed è cambiata anche la minoranza di lingua slovena che sembra tranquillamente disinteressarsi ad una nuova frontiera blindata che porterebbe fisicamente indietro di cinquanta e passa anni lo scenario in queste terre.

Meglio raccogliere premi per gli oli ed i vini autoctoni e quattrini dagli enti pubblici.

Prosit.




Sanità. Siamo “eccellenza” a nostra insaputa.

» Inviato da valmaura il 12 July, 2019 alle 12:56 pm

Inizia il valzer annuale delle premiazioni (spesso “auto”) e della classifiche della sanità triestina, in particolare degli ospedali, che al Centro Cardiovascolare, facendo miracoli tra carenza di spazi e personale, se le meritano ampiamente.
Trieste, ed in particolare Cattinara è al “Top”. L’unica stranezza è che i triestini, e non, che hanno la malasorte di capitare al “pronto” soccorso o di essere allettati fuori reparto non se ne sono accorti.
Qualcuno dovrebbe almeno informarli così affronterebbero con stoico orgoglio le dieci e più ore di abituale attesa al Lento Soccorso e le mesate in fila per una analisi specialistica. Attenderebbero pazienti l'arrivo della Crocerossa fischiettando "Il Piave mormorava ..." e tutto il repertorio risorgimentale, fino all'ultimo respiro.
Un solidale pensiero vada a tutti gli altri utenti d’Italia che non hanno ospedali al “Top” come noi a Trieste, chissà come fanno, poverini.

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/a.1497907753813521/2500303476907272/?type=3&theater






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