Circolo Miani - News Correnti




Home | Notizie | Articoli | Notizie flash | Foto | Video | Collegamenti | Scarica | Sondaggi | Contattaci

'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Parco del Mare? Ma BASTA!
Sono 14, quattordici, anni che il presidente a vita della Camera di Commercio ed altre cose, ci frantuma i santissimi con questa telenovela di un Parco, quello del Mare, che ha già cambiato cinque destinazioni, insomma un progetto..
(Leggi tutta la notizia)


Notizie Flash

Buona Pasqua dal capo delle brigate proletarie verdi.
Ovvero dal Rosario al Mitra. Ora capiamo che espellere i “600.000 clandestini” come promesso dal “capitano” leghista in campagna elettorale era una bufala, ma si sa gli elettori sono di bocca larga: se hanno creduto..
(Leggi tutta la news)


Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

Dati Accesso
Accesso Richiesto

Nome:
Pass :

Memorizza Dati

RegistratiPassword Persa?




Circolo Miani » News Correnti » Page 166

Regione-Ferriera: Esposto parte seconda

» Inviato da valmaura il 3 February, 2009 alle 1:34 pm

In Regione sono stati zitti per oltre un mese e mezzo. Avevano in casa, sfornati dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA), tutti i dati del costante inquinamento prodotto dalla Ferriera ed i rapporti sui mancati lavori, mai eseguiti per tutto l’anno 2008, dell’Altoforno n. 2, che per farli bisognava innanzitutto fermare l’impianto che invece ha continuato per 365 giorni la sua produzione a ciclo continuo: dunque cosa largamente visibile anche ad occhio profano.

Nonostante l’audizione farsa di pochi mesi fa, che scelta saggia fu il non parteciparvi, nonostante l’improvviso rinvio sine die della convocazione della Conferenza dei Servizi per la revisione dell’illegittima AIA concessa, fuori tempo massimo tra Natale e Capodanno 2007, dalla Giunta Illy, - cari Barbarossa e Lupieri vi dice niente questo nome? -  richiesta a termini di legge e la cui fase istruttoria si era conclusa il 28 agosto scorso, per poi scomparire nel nulla, con buona pace delle agguerrite dichiarazioni dei vari Bucci, Camber, Alunni Barbarossa e Lupieri di turno, che però su questo muti son sempre stati.

Poi di colpo, dalla presentazione il mercoledì scorso, 28 gennaio, dell’esposto in Procura da parte del Portavoce di Servola Respira, Romano Pezzetta, in cinque giorni ecco il miracolo. Gli avvocati della Regione, chiamata dalla Procura a rispondere, di colpo suggeriscono agli amici degli amici Tondo e Lenna, che non si può più far finta di niente, non si può più tacere, che le visite in Vojvodina sono interessanti ma essere indagati è un po’ meno soddisfacente. E dopo otto e passa mesi di silenzi tondiani la Regione da un colpettino, corre ai ripari soprattutto per pararsi le terga (è un gentile eufemismo). E partorisce l’ennesima diffida tanto per far vedere che esiste. Tanto altri nove mesi buttati, gente ammalata, un morto tra i lavoratori.

Peccato che abbiano sbagliato diffida. Perché dovevano fare due sole cose a termini di legge ed a termini di quella stessa AIA fasulla concessa dal capo di Lupieri, Alunni Barbarossa e Cosolini: 1) ordinare l’immediato fermo dell’Altoforno n. 2 che continua, mentre in Regione cazzeggiano, ad inquinare ogni minuto del giorno; 2) fissare immediatamente la data di convocazione della Conferenza dei Servizi attesa da quasi un anno per revocare, punto e basta, l’AIA alla Ferriera, come da noi ufficialmente richiesto.

Ma visto che in Regione si è sensibili solo agli esposti-denuncia, e Dio solo sa quanto dovrebbe tacere chi porta per intero la responsabilità di aver fatto scientemente fallire l’azione dell’avvocato Giuliano Spazzali, amico gentiluomo che oggi sarebbe indispensabile, eccoli serviti. Di seguito la seconda parte, l’integrazione, dell’esposto del 28 gennaio, presentato oggi, sempre da Romano Pezzetta in Procura. E vediamo le reazioni a breve; perché è cosa certa noi non li molleremo un minuto. In questa battaglia di oltre dieci anni, con le facce di tante brave persone che lottavano con noi e che stanno lentamente scomparendo nel nostro ricordo perché morte di Ferriera, le chiacchiere, i salamelecchi, stanno a ZERO.

EccoVi in anteprima l’Esposto parte seconda.

                                                                                                                                       Trieste, 3 febbraio 2009

 

Alla Procura della Repubblica

presso il Tribunale di Trieste

 

 

Oggetto: Integrazione Esposto dd. 28.01.2009, protocollo n. 002650

 

 

 

Ad integrazione di quanto scritto nell’esposto presentato in data 28 gennaio 2008, a seguito di notizie apparse in data odierna sulla stampa, si precisa quanto segue.

La Regione Friuli Venezia Giulia, con una delibera considerata illegittima nella forma dalla Commissione Europea in quanto applicativa di una Direttiva UE che fissava improrogabilmente entro la data del 31 ottobre 2007 il termine ultimo per il rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali nei paesi aderenti all’Unione, rilasciava ai primi di gennaio 2008 l’AIA allo stabilimento del Gruppo Lucchini-Severstal, denominato Ferriera di Servola, in Trieste.

In tale delibera si fissava la data del 31 dicembre 2008 come termine ultimo per la conclusione dei lavori descritti nelle prescrizioni attuative, pena la non validità dell’AIA, che accompagnavano e vincolavano il rilascio di detta Autorizzazione da parte della Regione. Anzi si motivava pubblicamente che solo attraverso il rilascio dell’AIA si poteva imporre alla proprietà di attuare nei tempi ordinati quelle prescrizioni per i lavori necessari a verificare la compatibilità ambientale dello stabilimento entro e non oltre il 31 dicembre 2008.

Preso atto che la Regione, oltre che la Direzione Centrale del Ministero dell’Ambiente in diversi verbali delle Conferenze di Servizio decisorie, hanno constatato il ripetuto non rispetto degli impegni sottoscritti dalla proprietà della Ferriera, e che la Regione stessa ha dovuto inviare nel corso del 2008 ripetute diffide ufficiali alla Lucchini per il mancato rispetto dei tempi di esecuzione dei lavori prescritti nell’AIA.

Preso atto che il 18 dicembre, a 13 giorni dalla scadenza dell’ultimo termine previsto per la conclusione dei lavori, in particolare sull’altoforno n. 2, lavori che per altro non potevano essere eseguiti senza la fermata dello stesso, la stessa proprietà dichiarava di non aver provveduto ad eseguire i lavori, senza per altro motivarne le ragioni, chiedendo di poterlo sostituire nel 2009 con l’altoforno n. 3, a sua volta bisognoso di ingenti lavori di ripristino, per altro tecnicamente ineseguibili senza la fermata dell’altoforno n. 2, e senza una nuova conseguente autorizzazione ambientale rilasciata dalla Conferenza dei Servizi.

Preso atto che la Regione era di fatto a conoscenza dell’inadempienza della Lucchini a pochi giorni dalla scadenza ultima per la realizzazione delle prescrizioni AIA rilasciate in delibera dalla stessa Regione e che dai controlli effettuati dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) la stessa Regione veniva ufficialmente informata del persistere delle emissioni fortemente inquinanti prodotte dall’altoforno n. 2, ultima rilevazione trasmessa in data 8 gennaio 2009, dove per altro si evidenziava il mancato eseguimento dei lavori ordinati nelle prescrizioni sulla bocca dell’altoforno stesso, ben dunque otto giorni dopo il termine ultimativo del 31 dicembre 2008.

Si segnala dunque un tanto alla Procura della Repubblica perché qualunque diffida oggi rilasciata dalla stessa Regione non può andare in violazione di quanto fissato nella delibera di rilascio AIA della stessa, in particolare nel rispetto dei termini temporali ultimi (31 dicembre 2008). E dunque una diffida che riaprisse in qualunque misura i termini necessari per ultimare i lavori non realizzati dalla proprietà, altro non si configurerebbe che in una proroga in aperta violazione dei termini precedentemente fissati e priverebbe di valore la delibera autorizzativa stessa, nonché il preciso contenuto della Direttiva UE, recepita come legge dallo Stato italiano, in merito alle condizioni ed ai termini per l’eventuale concessione dell’AIA.

Di fatto una proroga dei termini temporali contenuta in una diffida non renderebbe certa più alcuna data per l’ultimazione dei lavori e prolungherebbe sine die una situazione di accertato inquinamento ben oltre i termini di legge, snaturando completamente le procedure di legge istitutive dell’AIA.

A questo fine si rimanda a quanto contenuto nel documento allegato all’esposto dd. 28.01.2009.

Resta ancora da evidenziare come la Regione avendo riaperto a termini di legge, su richiesta del Comune di Trieste, la procedura di revisione dell’AIA concessa alla Ferriera ed avendo concluso la procedura istruttoria il 28 agosto 2008 non abbia, come imposto dai termini di legge, ancora provveduto a convocare la Conferenza dei Servizi per il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale in vigore dai primi di gennaio 2008.

 

 

Romano  Pezzetta

 




Ferriera/Regione: ecco il testo dell'esposto presentato da Servola Respira in Procura

» Inviato da valmaura il 31 January, 2009 alle 6:49 pm

 Alla conferenza stampa - assemblea di sabato pomeriggio hanno partecipato oltre cinquanta persone che hanno registrato e discusso l'esposto depositato in Procura il 28 gennaio scorso e protocollato al numero 002650.

Durante l'assemblea a cui ha preso parte ed è intervenuto l'on. Massimiliano Fedriga, della Lega Nord e secondo firmatario della risoluzione approvata dal Parlamento sulla dismissione della Ferriera, si è discusso anche delle prossime iniziative "eclatanti" come le ha definite il parlamentare triestino, da mettere in campo a partire da febbraio, a Trieste, in Regione come a Roma, per arrivare alla definitiva soluzione di un problema che ha oramai minato salute e fiducia dei triestini e muggesani.

Mettendo impietosamente a nudo le complicità, le incapacità, i silenzi ed i ritardi, le chiacchiere di cui in questi anni ha goduto nel centrosinistra come nel centrodestra, e tra gli enti preposti ai controlli ambientali e sanitari, il Gruppo Lucchini-Severstal.

 

 

                                                                                                                Mercoledì,  28 gennaio 2009.

 

 

 

 

Alla Procura della Repubblica

presso il Tribunale di Trieste

 

 

oggetto:  ESPOSTO

 

 

 

 

 

Lo scrivente Romano Pezzetta, nato a Coseano (UD) il 29.01.1940, residente in Trieste in via Pitacco 11/2, espone alla Procura della Repubblica quanto segue per verificare l’eventuale sussistenza di reati nelle cose descritte.

Nello stabilimento della Ferriera di Servola, di proprietà del Gruppo Lucchini-Severstal, e che ha come direttore l’ing. Francesco Rosato, ricoprente pure la carica di Amministratore Delegato, come evidenziato nella memoria allegata, che fu depositata in data 27 agosto 2008 presso la Direzione Regionale all’Ambiente in occasione delle osservazioni che si allegano al presente esposto e ne fanno parte integrante (la cui data di presentazione scadeva improrogabilmente il 28 agosto u.s.), che il bando di revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale permetteva di depositare a tutti i soggetti portatori di interesse, in merito al procedimento di convocazione della Conferenza dei Servizi richiesta dal Comune di Trieste ed avviata dalla Regione Friuli Venezia Giulia a termini di legge. Conferenza dei Servizi che però a tutt’oggi inspiegabilmente non è stata ancora convocata dalla Regione. Nello stabilimento si segnalava l’esistenza di alcune situazioni di criticità che in particolare interessavano l’altoforno n.2, quello attualmente in funzione, la logistica, ovvero le operazioni di scarico del materiale conto terzi trasportato via mare e scaricato a deposito sulla banchina creata con un interramento abusivo, fatto con materiale di risulta, che ha unito il preesistente pontile alla linea di costa, e gli impianti della cokeria e di agglomerazione per le continue perdite ed emissioni inquinanti tuttora in essere.

In particolare per l’altoforno n.2 si riprende integralmente quanto scritto nelle osservazioni in questione:

Altiforni

 

1.     Sistema di aspirazione DANECO

2.     Perdita di tenuta alla bocca di carica dell’AFO2

3.     Ripristino sistema VAMPA

4.     Ripristino aspirazione impianto TORIT

5.     Analisi sullo scarico a mare dell’acqua servita alla granulazione della loppa

6.     Pulizie costanti alle linee nastri di caricamento, dotandole di impianti d’abbattimento e raschiatori.

7.     Controllo del sistema Venturi all’impianto ITG

 

1.  Si cercano di far passare per migliorie alcuni lavori eseguiti al sistema di aspirazione fumi sul campo di colata denominato DANECO. In realtà si è ben lontani dal  ripristino dell’impianto originale che per il campo colata aveva dato buoni risultati. Si collocavano cappe di aspirazione su tutti i canali di colata, pozzini sopra i carri siluro, e griglie di aspirazione lateralmente al foro di colata mantenute sempre efficienti. Tutto era automatizzato ed i ventilatori avevano tre step di marcia a seconda del numero delle utenze collegate all’impianto. Durante la produzione di ghise Ematiti, dove si ha una maggiore saturazione di grafite, sulle cappe di aspirazione erano previsti dei portelli, per permettere al colatore di regolare il colaggio al pozzino di colata senza esporsi alle polveri.

 

2.  I trafilamenti di gas  all’AFO2, ad ora quantizzabili in circa 3000 Nm cubi/h,

e le enormi quantità di polveri che fuoriescono avvengono per la mancata tenuta del sistema di caricamento. Tutto questo se ne va all’atmosfera e sta a significare che la bocca di carica è molto usurata e che richiederebbe manutenzione.

 

3.  Alla ricostruzione degli altiforni,  al piano della bocca di carica furono installati per ciascuno, un impianto denominato VAMPA che serviva a bruciare il gas  fuoriuscente da una caminella posta alla bocca di carica, ed un altro impianto denominato TORIT che doveva servire ad aspirare le polveri nella fase di preparazione della carica nella tramoggia rotante. Ambedue gli impianti con l’aumentare delle perdite alla bocca di carica (vedi punto 2) furono dimessi poiché non proporzionati al nuovo volume di perdite. Gas e polveri che attualmente si formano in continuazione alla bocca degli altiforni  scaricano all’atmosfera.

 

4. L’acqua di mare che viene usata per la granulazione della loppa viene direttamente scaricata a mare. Dato l’impiego è naturale che l’acqua in uscita sia più calda, ed è pure certo che in essa vi siano dei trascinamenti di materiale. Di importanza rilevante è che l’acqua entra in combinazione con la scoria incandescente (circa 1400°), carica di inquinanti quale Zolfo e Fosforo tra i principali, ed è logico chiedersi cosa si stia scaricando a mare per circa 12 colate giornaliere.  

 

5. Le pulizie delle linee nastri di caricamento degli altiforni sono sommarie ed in tempo di ventosità dalle gallerie nastri si alzano grosse nuvole di polveri che vanno a sparpagliarsi nell’atmosfera. Nel passato, furono sperimentati per lunghi periodi sistemi di abbattimento polveri alle bocche di estrazione silos, che abbinati alla raschiatura sul ritorno dei nastri davano se accompagnati da una seria manutenzione, dei buoni risultati.

 

6. All’impianto trattamento ghisa, la ghisa già colata nel carro siluro, viene corretta analiticamente fuori forno tramite insufflazione. I fumi e le polveri che si innalzano durante tale operazione di rimescolamento, vengono aspirate tramite una cappa e filtro denominato VENTURI. La manutenzione di tale filtro è indubbiamente carente, basti notare le colonne di fumo che esce dal suo camino.

Il tutto aggravato, dalla data della prima descrizione di cui sopra ad oggi, da un costante e progressivo aumento delle perdite ed emissioni di gas in atmosfera che rendono altresì vieppiù difficili e rischiose le condizioni di lavoro del personale impiegato sull’impianto.

Da sottolineare che durante il ciclo lavorativo dell’altoforno vengono insufflate migliaia di tonnellate di catrame semiliquido, a fini di smaltimento dello stesso prodotto dalla cokeria, che viene solo in minima parte combusto, per carenza di ossigeno, e che invece si trasforma in gas che passato per la centrale di cogenerazione finisce nell’aria a portata di respiro delle persone, con tutto il ben noto contenuto di policiclici aromatici altamente cancerogeni e dunque provatamente dannosi per la salute.

Le operazioni di controllo e parziale modifica di questa situazione erano rimandate dalla Regione nell’ambito delle prescrizioni attuative contenute nell’AIA da questa rilasciata alla proprietà della Ferriera nel gennaio 2008, da attuarsi improrogabilmente entro il 31 dicembre u.s.

Per legge alla stessa amministrazione regionale guidata dal presidente Renzo Tondo, spettava il controllo ed il rigoroso rispetto delle normative prescritte alla Lucchini spa..

A tutt’oggi, data di presentazione di questo esposto, scaduto il termine senza che la proprietà abbia ottemperato alla prescrizione inerente proprio l’altoforno n.2, anzi avendone richiesto a 13 giorni dalla scadenza del 31 dicembre pubblica proroga alla Regione, contestualmente ammettendo la propria inadempienza, non risulta che la medesima Regione abbia assunto provvedimento alcuno, a partire dalla mancata convocazione della Conferenza dei Servizi, per far rispettare a termini di legge quanto dalla stessa amministrazione era stato posto come vincolante per il mantenimento dell’AIA rilasciata in precedenza.

Il tutto nella perdurante situazione di inquinamento derivato dalle emissioni causate dal ciclo produttivo della stessa Ferriera, come confermato dai monitoraggi effettuati ed in essere.

Si espone quanto sopra a questa Procura, in collegamento sequenziale con gli esposti presentati a partire dall’anno 1999 chiedendo se nei comportamenti della proprietà dello stabilimento e della Regione, sopra descritti, si ravvisino delle ipotesi di reato perseguibili penalmente.

Si chiede a questa Procura di essere informati sull’esito di questo esposto anche in caso di una sua archiviazione.

                                                    Romano Pezzetta

                                            Portavoce di Servola Respira




Ferriera: sabato 31 gennaio alle 16, Assemblea-Conferenza Stampa al Circolo Miani

» Inviato da valmaura il 29 January, 2009 alle 3:54 pm

Sabato 31 gennaio alle ore 16, nella sede del Circolo Miani, in via Valmaura 77 a Trieste (nono piano, ascensore di destra nel portone), il Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere promuovono una Conferenza Stampa, con contemporanea assemblea pubblica, nella quale, da parte di Maurizio Fogar e Romano Pezzetta, verranno illustrate e consegnate ai giornalisti ed ai cittadini copia dell’esposto denuncia presentato il 28 gennaio alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste nei confronti dei vertici, aziendali e societari della Ferriera, Gruppo Lucchini-Severstal, e della Regione Friuli Venezia Giulia.

Contestualmente il parlamentare triestino Massimiliano Fedriga, Lega Nord, informerà gli astanti sugli ultimi sviluppi dell’iter governativo a seguito della risoluzione parlamentare votata il 23 settembre scorso che impegnava appunto Governo e Regione, ognuno per la sua parte, a predisporre il piano di riconversione e dismissione della Ferriera.

 




Omen nomen.

» Inviato da valmaura il 21 January, 2009 alle 2:30 pm

Lo dicevano i Latini che la sapevano lunga è un fondo di verità e saggezza lo dovevano pure avere.

Ebbene il nuovo direttore del Piccolo, quello che nell’editoriale di presentazione si premurò di descrivere il suo giornale come un pioppo le cui tremule foglie sono capaci di captare, registrare e pubblicare ogni pur debole voce della comunità giuliana, ha dimostrato in questi giorni che nulla è cambiato al piccolo giornale che continua ad avere la sensibilità di una quercia fossilizzata e sedimentata.

Sedimentata nei giochi di potere della sgangherata politica locale e regionale e fossilizzata su di una posizione censoria nei confronti di un movimento che in questi anni è stata la più importante novità della società triestina a cui il Circolo Miani ha dato, continua e continuerà a dare voce.

Se tali comportamenti il nuovo direttore, appunto Possamai, pensa ritornino utili alla credibilità già così bassa del suo giornale e per risalire la china dall’abisso di copie invendute in cui versa il piccolo quotidiano, buon per lui. Noi continueremo a preferire un buon caffè ad un pessimo giornale che viene in realtà usato come una clava per colpire chi non rientra nei garantiti delle conventicole di partito.

In questi giorni ci sono state, tra le altre cose, tre conferenze stampa sulla Ferriera: due assolutamente funzionali alla strategia della Lucchini-Severstal e dei suoi protettori politici ed una del Circolo Miani, di Servola Respira, del Coordinamento dei Comitati di Quartiere, del più attivo e rappresentativo sindacato interno alla Ferriera, e del parlamentare della Lega Nord, Fedriga.

Orbene il piccolo giornale è riuscito in un colpo solo a dimostrare urbi et orbi dove stanno una volta di più i suoi interessi. Ha dato spazio spropositato a due iniziative senza notizie e forse i promotori di queste dovrebbero, sempre che siano in buonafede, domandarsene il perché, e completamente censurato quella ovviamente organizzata dal Circolo Miani. Anzi ha fatto di più: è riuscito a pubblicare nei giorni scorsi delle pesanti polemiche dei sindacati aziendalisti contro una affermazione estrapolata in modo completamente sbagliato dal contesto di quanto detto nella conferenza stampa censurata, senza farne il resoconto. Insomma ha pubblicato la replica ma non la notizia.

La linea del piccolo giornale è sempre stata, dalla metà del 2000 in poi, quella di difendere gli interessi di bottega della Ferriera, come dimenticare le appecoronate interviste di Fulvio Gon al figlio di Lucchini annunzianti per la seconda o terza volta l’apertura del laminatoio e balle similari, e quelli dei suoi protettori politici, a cominciare da Illy, la Confindustria, i Ds e la Margherita, oggi PD. Per poi aggiungerci, da quando il centrodestra ha investito sette milioni di euro in azioni dell’editore del piccolo giornale, un’attenzione particolare ai Camber, Bucci e camerati di turno.

In questo contesto trova ampio spazio sul piccolo giornale solo chi difende realtà come la Ferriera, o chi apparentemente quanto innocuamente ne rivendica a parole la chiusura. Così come si cerca disperatamente di sponsorizzare ogni tentativo di indebolire la credibilità e la fiducia che l’opinione pubblica triestina e muggesana ripongono nel Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere con il pompare oltre ogni legittima decenza comitatini che ripetono cose già fatte dieci anni fa, sempre alla presenza e con il beneplacito dell’illyano Lupieri o del camberiano Bucci, ironia della sorte per oltre due anni assessore comunale all'ambiente senza che nessuno se ne accorgesse.

Terrificante poi il comportamento della Regione di Tondo, che tradendo ogni impegno o promessa elettorale, invece di convocare la Conferenza dei Servizi per togliere l’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Lucchini, generosamente concessa dai vari Illy, Moretton, Cosolini, Zvech, Degano, Lupieri e company; oppure di imporre all’Autorità Portuale il non rinnovo della concessione demaniale che scade a fine anno alla Ferriera: due strumenti che in modo certo e rapido contribuirebbero a risolvere il problema, tiene invece bordone alla strategia del gruppo russobresciano, di proseguire fino al 2015, anzi di continuare a fare soldi con una seconda centrale termoelettrica e con una portualità privata su di una banchina interrata abusivamente nell’ambito del porto di Trieste e di non pagare così gli ingenti costi della bonifica del sito.

Ed in una giornata di incontri romani gli amici di Tondo non hanno sprecato una parola, un pensierino sul devastante inquinamento prodotto dal cadente stabilimento e sui gravissimi rischi per l’incolumità di chi ci lavora dentro.

Avete mai letto sul piccolo giornale che: tra il 15 ed il 20% degli operai della Ferriera soffre di menomazioni fisiche causate da infortuni sul lavoro che imporrebbero altre mansioni lavorative. Che gli addetti all’altoforno ringraziano il cielo per lo scampato pericolo ad ogni fine giornata. Che in sei mesi il sindacato autonomo ha presentato oltre seicento segnalazioni all’azienda, che non ha ancora risposto, sulle cose che non funzionano nelle lavorazioni, a fronte di segnalazioni zero della triplice. Che è sempre stata prassi comune convertire gli infortuni in ferie e malattia. Che i mezzi in uso all’interno della Ferriera perdono semiassi e ruote durante il trasporto. Come hanno dichiarato i rappresentanti sindacali autonomi nel corso della conferenza stampa censurata dal piccolo giornale. Oppure che il parlamentare triestino Massimiliano Fedriga si accinge a presentare una interrogazione urgente al Governo per sollecitare il rispetto della risoluzione parlamentare che imponeva appunto a Governo e Regione di predisporre un piano di dismissione e chiusura della stabilimento entro sessanta giorni a partire dal 23 settembre 2008.

Sono notizie queste? Le avete mai lette su quello che molto impropriamente osa appellarsi come  “giornale di Trieste”?




Ferriera: ma quale incidente!

» Inviato da valmaura il 13 January, 2009 alle 2:35 pm

I fatti così come stanno emergendo dalle varie dichiarazioni.

1) la vittima stava lavorando da sola, all’insaputa del suo giovane collega che manovrava la gru, per lubrificarne gli ingranaggi a macchina in movimento operativo.

2) nessun collegamento era in corso tra chi faceva la manutenzione e chi guidava la pesante gru.

3) le dichiarazioni del direttore della Ferriera riportate dal TG regionale della RAI di ieri alle 14, dunque poche ore dopo la tragedia, sono in contrasto totale con quanto appurato. Ovvero il vertice dello stabilimento affermava che non era previsto alcun intervento sulla gru che non doveva essere operativa.

4) alla guida di un mezzo enorme e pericoloso, la gru, operava da solo un giovane di 19 anni, assunto da poco (come riporta la stampa locale).

5) la vittima era un dipendente della Ferriera, lavorava su di un mezzo della Ferriera, che stava scaricando carbone da una nave per conto della Ferriera.

6) tra la morte del lavoratore e la scoperta dell’accaduto è intercorso diverso tempo.

7) alla stampa non è stato permesso l’accesso in fabbrica.

Questa in estrema sintesi la cronaca dei fatti. Cronaca che è bene non dimenticare perché in futuro probabilmente le versioni cambieranno anche alla luce della semplice constatazione che la vittima non potrà replicare.

Ora commenti, dichiarazioni e servizi di stampa.

Contrariamente al solito non possiamo che condividere quanto scritto da Corrado Barbacini nei suoi due articoli pubblicati sul quotidiano locale. Essi offrono, e per la prima volta da quasi dieci anni, un esatto spaccato delle condizioni fatiscenti dello stabilimento (avesse potuto poi vedere ad esempio l’altoforno ed avrebbe subito capito il rischio giornaliero che corre chi ci lavora attorno), di quale sia il clima vero che si respira in azienda nei rapporti tra dipendenti e proprietà e di come l’inquinamento proceda sfrontato sotto gli occhi di tutti: polizia, procura, Ass e stampa.

Sia chiaro per tutti non di un incidente si è trattato, non è stato un fatto imponderabile come la rottura di una catena, a provocare la morte di un lavoratore, ma è stata la semplice criminosa violazione delle più elementari procedure operative in merito alla sicurezza sul lavoro a vantaggio della riduzione dei costi e del maggior guadagno per l’azienda. Punto e basta.

Altrimenti vorremmo capire quali siano le normative sulla sicurezza sul lavoro se si ordina ad un manutentore di lubrificare da solo gli ingranaggi di una macchina come una gru in pieno movimento, senza informare l’operatore della stessa e senza altra assistenza da terra: la tragedia è avvenuta ad un’altezza di oltre dieci metri su di una gru alta una quarantina. Ed i tempi, comunque lunghi, perlomeno tra la tragedia e la sua scoperta, stanno lì a confermarlo.

Quanto questo fatto dimostra, ma non è l’unico e temiamo non sarà l’ultimo, l’assoluta inadeguatezza dei risultati delle continue riunioni sulla sicurezza tra ASS, sindacati e Lucchini-Severstal e fa apparire sostanzialmente ciniche le sistematiche dichiarazioni rilasciate in queste ore dai vari soggetti: insomma come dicono “l’operazione è riuscita ma il paziente è morto” e noi tutti vorremmo invece capire i perché: di come un giovane di 37 anni esca morto dal lavoro dopo appunto i tanti incontri sulla sicurezza interna. E di quali siano i responsabili a tutti i livelli di fronte a Dio ed alla giustizia.

Gravissime sono poi le uscite pubbliche dei vertici della UIL, a partire dal segretario regionale, che rimarcano incredibilmente a scusante della proprietà che il fatto, che ci rifiutiamo di chiamare incidente e che confidiamo la Procura iscriverà come a Torino nel reato di omicidio colposo, sia accaduto nell’ambito di attività portuale sul terreno del demanio e non nel corso di lavorazioni siderurgiche.

Volutamente dimenticando che più di metà dell’area occupata dalla Ferriera è del demanio statale amministrato dall’Autorità portuale, che l’attività di banchinaggio è uno dei businnes della Ferriera, e che il carbone che la nave scaricava non era destinato alla Befana del prossimo anno. E per assurdo certificando che i morti in attività portuale sono la norma e quasi non fanno scandalo nè notizia.

Bastava ancora una volta leggere il riquadro con il parziale, e soprattutto sottolineamo parziale, elenco dei più gravi incidenti sul lavoro accaduti negli ultimi anni in Ferriera, pubblicato a piè pagina nei servizi di stampa, per capire che la difesa di un lavoro dignitoso e sicuro passa per l’immediata chiusura e riconversione di questo stabilimento. E se c’è qualcuno che deve smettere le strumentalizzazioni e deve avere un briciolo di dignità nel tacere oggi sono proprio coloro che lo gridano dai giornali e che usano i comitati Pecorella et similia.





« PrecedentePagina 1Pagina 2Pagina 3Pagina 4Pagina 5Pagina 6Pagina 7Pagina 8Pagina 9Pagina 10Pagina 11Pagina 12Pagina 13Pagina 14Pagina 15Pagina 16Pagina 17Pagina 18Pagina 19Pagina 20Pagina 21Pagina 22Pagina 23Pagina 24Pagina 25Pagina 26Pagina 27Pagina 28Pagina 29Pagina 30Pagina 31Pagina 32Pagina 33Pagina 34Pagina 35Pagina 36Pagina 37Pagina 38Pagina 39Pagina 40Pagina 41Pagina 42Pagina 43Pagina 44Pagina 45Pagina 46Pagina 47Pagina 48Pagina 49Pagina 50Pagina 51Pagina 52Pagina 53Pagina 54Pagina 55Pagina 56Pagina 57Pagina 58Pagina 59Pagina 60Pagina 61Pagina 62Pagina 63Pagina 64Pagina 65Pagina 66Pagina 67Pagina 68Pagina 69Pagina 70Pagina 71Pagina 72Pagina 73Pagina 74Pagina 75Pagina 76Pagina 77Pagina 78Pagina 79Pagina 80Pagina 81Pagina 82Pagina 83Pagina 84Pagina 85Pagina 86Pagina 87Pagina 88Pagina 89Pagina 90Pagina 91Pagina 92Pagina 93Pagina 94Pagina 95Pagina 96Pagina 97Pagina 98Pagina 99Pagina 100Pagina 101Pagina 102Pagina 103Pagina 104Pagina 105Pagina 106Pagina 107Pagina 108Pagina 109Pagina 110Pagina 111Pagina 112Pagina 113Pagina 114Pagina 115Pagina 116Pagina 117Pagina 118Pagina 119Pagina 120Pagina 121Pagina 122Pagina 123Pagina 124Pagina 125Pagina 126Pagina 127Pagina 128Pagina 129Pagina 130Pagina 131Pagina 132Pagina 133Pagina 134Pagina 135Pagina 136Pagina 137Pagina 138Pagina 139Pagina 140Pagina 141Pagina 142Pagina 143Pagina 144Pagina 145Pagina 146Pagina 147Pagina 148Pagina 149Pagina 150Pagina 151Pagina 152Pagina 153Pagina 154Pagina 155Pagina 156Pagina 157Pagina 158Pagina 159Pagina 160Pagina 161Pagina 162Pagina 163Pagina 164Pagina 165 • Pagina 166 • Pagina 167Pagina 168Pagina 169Pagina 170Pagina 171Pagina 172Pagina 173Pagina 174Pagina 175Pagina 176Pagina 177Pagina 178Pagina 179Prossima »


MeteoSat
Previsioni Oggi Previsioni Domani Previsioni DopoDomani
Copyright © 2005 by Circolo Miani.
Powered by: Kreativamente.3go.it - 24 April, 2019 - 10:37 pm - Visitatori Totali Nr.