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Circolo Miani » News Correnti » Page 165

Avevamo indovinato! Rispunta il Parco del Mare morto.

» Inviato da valmaura il 22 November, 2020 alle 12:19 pm

Lo avevamo scritto solo pochi giorni fa ed ecco, il Divo Otelma ci fa un baffo, l’annuncio che venerdì ci sarà la presentazione del progetto esecutivo alla presenza, niente po’ po’ di meno, che di Antonio “ciuffolo” Paoletti, presidente, si fa per dire, da oltre un ventennio della Camera di Commercio, di cui si accinge ad ottenere l’ennesimo rinnovo con l’inserimento delle legge Salica, ovvero dell’ereditarietà della carica estendibile anche alle figlie. Di Roberto Dipiazza e Massimiliano Fedriga, in ricerca spasmodica di voti. Della Soprintendente ai beni architettonici, artistici, ecc, che tomo tomo cacchio cacchio ha provveduto di fatto a rimuovere il vincolo paesaggistico che vietava le edificazioni nell’area della Lanterna, e, amara sorpresa dell’immagine sacra di Zeno D’Agostino Presidente Autorità Portuale.
Oltre ai costruttori: cioè la ditta guidata dai Petrucco che si occupa di Ferriera, Piattaforma Logistica e chissà quant’altro, lavorando sui soldi anticipati dalle banche. Ricorda la favola di Fedro sulla rana ed il bue.
Ora a parte le stupefacenti dichiarazioni della Soprintendente, che non sono niente male per un alto funzionario dello Stato: “Il vincolo è stato aggiornato un anno fa. Non c'è più quello del 1961 che del resto è stato pesantemente disatteso. In quell'area si è costruito di tutto e di più. Il nuovo vincolo tiene conto dello stato di fatto”. Che di fatto legittima l’abusivismo edilizio e fa sorgere una elementare domanda: perché chi doveva controllare, cioè la Soprintendenza, non ha subito denunciato l’illecito alla Procura della Repubblica? Queste incredibili dichiarazioni sono una stupefacente confessione pubblica di omissione d’atti d’ufficio!
Ora spiace dover rilevare il secondo passo falso di Zeno D’Agostino (il primo fu la sua partecipazione al taglio del nastro di quello scatolone congressuale incompleto e, temiamo, inutilizzato nel biennio a venire). Non male per uno che professa ad ogni piè sospinto di essere paladino dello sviluppo “green” ed accetta di sponsorizzare un progetto antiambientalista e superato, oltre che antieconomico.
Ed a proposito siamo sempre in attesa di un suo cenno di risposta sulle emissioni inquinanti delle tre navi ormeggiate da tempo ed ancora per lungo tempo all’Arsenale. Che riempirsi la bocca di “elettrificazioni ed energie pulite” serve a nulla quando si viene quotidianamente smentiti dalla realtà dei fatti.
In quanto alla società dei friulani Petrucco si attenda da parte nostra e dalle decine di migliaia di residenti sparsi tra San Vito e Muggia una vigilanza costante, attiva e pronta se serve a scendere in piazza. Non siamo per nulla disposti a vedere messa di nuovo a repentaglio la nostra qualità della vita e la salute. Di Ferriere ne è bastata ed avanzata una, se lo ricordino bene.
Sfugge poi perché il Comune di Trieste abbia l’altr’anno impegnato Un milione e 500mila euro per il rifacimento e l’ampliamento dell’Acquario marino esistente, forse per averne in prospettiva due a poche centinaia di metri di distanza?
In quanto al Parco del Mare, una ciofeca itinerante da quasi un ventennio, se ancora non lo si è capito, o non si sono letti le decine di articoli pubblicati in questi anni su queste pagine, noi siamo sempre e per primi stati contrari a questa puttanata. E noi non siamo una sigletta ambientalista che mendica una risibile visibilità su questo marciume che è il panorama della stampa locale. Noi siamo il Circolo Miani e domani, ci auguriamo, Trieste Verde. Non se lo scordino mai!



Una nostra proposta. Registro comunale anticorruzione ed illegalità.

» Inviato da valmaura il 21 November, 2020 alle 12:57 pm

Dieci anni orsono avevamo proposto ai capigruppo comunale di predisporre un albo pubblico contenente l'elenco delle imprese che avevano contenziosi e precedenti giudiziari legati alle normative anticorruzione od anche solo comprovate irregolarità negli appalti, oltre che naturalmente rapporti con la criminalità organizzata.
Realizzando anche a Trieste una proposta partita da Falcone e Borsellino e fatta propria dall'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione.
Le aziende ed imprese iscritte a questo registro erano inibite dal partecipare a gare d'appalto o sub appalto ed ai bandi o affidamenti diretti di ogni genere di lavoro o committenza decisa dal Comune di Trieste e dalle sue partecipate (dall'Itis alla Trieste Trasporti passando per l'Ater, giusto per citarne alcune).
Un atto di controllo preventivo che non costava nulla all'amministrazione comunale ma anzi oltre a difendere legalità e trasparenza procurava sicuri risparmi evitando rapporti con aziende che utilizzavano solitamente tutti i sotterfugi possibili per modificare i costi, in aumento, con l'abituale scusa della variante in corso d'opera, e che chiedevano continue proroghe sulle date di fine lavori.
Per fare un esempio concreto, se fosse stato in vigore questo albo pubblico la ditta vincitrice dei lavori per il rifacimento della linea tranvaria del Tram di Opicina non avrebbe potuto partecipare alla gara e tantomeno aggiudicarsela, risparmiandoci un ulteriore anno di ritardo sulla ripresa del servizio.
La risposta dei capigruppo comunali presenti al Circolo Miani, allora era stato appena eletto sindaco Cosolini, fu il silenzio tombale, 5Stelle compresi, e l'unico che si definì subito contrario fu il capogruppo del PD che respinse la nostra proposta come “contraria al libero mercato”, criminale.
Sarà una delle prime iniziative di Trieste Verde nel prossimo Consiglio comunale.



Cantieri elettorali.

» Inviato da valmaura il 20 November, 2020 alle 2:33 pm

Come si usa da sempre nella marcia politica ad ogni approssimarsi di elezioni partono i cantieri, le inaugurazioni ed i tagli di nastri anche su opere incompiute (vedi nuovo centro congressi).
Ma quello che sconforta è che per e nei precedenti quattro anni nulla o quasi è stato fatto, anzi molto è stato disfatto.
La nostra città è rimasta punteggiata di transenne, tubi innocenti, sacchetti arancione abbandonati da tempo tanto da arrugginire e decomporsi. Ed ognuno di noi potrebbe stilare un infinito elenco.
Questa è la solita vecchia tecnica che un ministro romano nel 1980 consigliava al sindaco della capitale: sei mesi prima del voto mandare gli scopini a spazzare la mondezza, a pulire i mercati, riparare buche e marciapiedi, ripristinare fontane e fontanelle, tinteggiare qua e là, due vigili in più a dirigere il traffico e l’annuncio di cantieri per costruire nuove case popolari, e due opere pubbliche.
Una ricetta che funziona quasi sempre, inalterata nei secoli.
A Trieste si annuncia l’ovovia, spese milionarie per lavori fermi da anni (ex Caserma di Roiano, e vedi galleria Montebello e ci si mette la zonta di quella pagliacciata via D’Alviano-Largo Mioni), si promettono ripartenza del Tram di Opicina e Piscina Terapeutica, anzi Playa del Mar, rispuntano i trasferimenti dei mercati ortofrutticolo ed ittico, e tra poco ci scommettiamo si riparlerà del Parco del Mare sulla tomba del commercio locale, vai con nuove rotatorie ed asfaltature, si rifanno perfino alcuni giardini con il tradizionale rito del taglio non dei nastri ma degli alberi. E poi il grande botto delle luminarie natalizie trimestrali. Magari supplicheranno Acega di svuotare meglio e prima pure i bidoni delle immondizie.
D’altronde giocano facile: hanno opposizioni inesistenti, stampa e televisioni pubbliche e private asservite, basta censurare i pochissimi, come noi, che non hanno perso l’uso della memoria e della verità, ed il risultato è garantito.
E poi qualcuno si domanda il perché dell’utilità, anzi della necessità di Trieste Verde.
Teodor.



Il Pirla.

» Inviato da valmaura il 18 November, 2020 alle 1:24 pm

Si, lo ammetto, sono io e non da oggi. Sono l'unico pirla (è un benevolo eufemismo) che in questa strada che i bontemponi definiscono “super”, e certamente lo è per i costi lievitati a record mondiale grazie alle cospicue tangenti pagate per costruirla a politici e funzionari regionali tanto che i titolari delle imprese che hanno fatto i primi tre lotti, due sono finiti in galera ai Piombi di Venezia, ed il terzo era Salvatore Ligresti: un nome che dice tutto, ma scrivevo pirla perchè rispetto più o meno, talvolta lo supero di 5/8 chilometri, il limite di velocità dei 50 all'ora.
Limite resosi necessario, agli albori erano 80, poi scesi a 70 ed infine a 50, grottesco per una “grande viabilità” priva perfino di una corsia d'emergenza, per la caterva di incidenti, molti gravissimi e diversi mortali che vi si sono susseguiti grazie anche al fondo sdrucciolevole in particolare con la pioggia ma anche l'umidità basta ed avanza.
Non vi tedio in particolari tecnici che ne abbiamo scritto più volte negli scorsi anni tanto che se ne avvalsero anche i periti del Tribunale.
Ultima perla sono le rampe di accesso ed uscita, quasi tutte contro sole e senza alcuna visuale sul traffico che vi arriva in schiena, e a doppio senso di marcia a Valmaura tanto che i frontali dei distratti hanno riempito la cronaca nera. E ciò nonostante nessun provvedimento (tipo installare degli indicatori verticali separatori di carreggiata) è stato finora preso.
Anche stamane con la pioggia percorrendola quattro volte nel tratto Sant'Andrea-Valmaura non c'è stata vettura, furgone, camion, corriera e motociclo che non mi abbia superato talvolta generando l'effetto risucchio tanta alta era la loro velocità. Mancano i monopattini e ho fatto l'en plein.
E praticamente mai una pattuglia della polizia municipale che controlli sistematicamente il rispetto dei limiti di velocità. Invece di correre dietro ai pensionati con i bastardini senza guinzaglio, lì potrebbero incassare giorno dopo giorno quanto basta, ed avanza, per rimpinguare le casse comunali. E farebbero una sacrosanta opera di prevenzione visto che con il fondo umido o bagnato se tocchi il freno hai buone probabilità di fare carambola, di capottare o nel migliore dei casi di sbattere contro il guardrail.
A proposito di questi ultimi, quando negli anni Ottanta organizzarono in tutta fretta l'apertura del primo tratto (Sant'Andrea-Valmaura) per farlo inaugurare all'allora Presidente del Consiglio dei Ministri Amintore Fanfani, in vista delle elezioni politiche corso a Trieste per il “taglio del nastro”, accadde una cosa grottesca ma non tanto visto il prezzo che i cittadini dovettero pagare.
Una premessa essenziale: Fanfani era di minuscola statura fisica, e quando si apprestò al “taglio” venne fuori che i guardrail nuovi erano fuori legge, ovvero erano troppo bassi: le macchine le fermavano per i camion e tir ci pensavano le case spottostanti. Allora appena ripartito da Trieste dopo poche ore richiusero la strada in attesa di sostituire le barriere con quelle regolamentari più alte di mezzo metro e doppie.
Voi giustamente ritenete che il costo per la sostituzione, solo 1 miliardo ed 800 milioni delle vecchie lire, venisse pagato da chi, Salvatore Ligresti con la sua Grassetto, in comodato con i funzionari regionali e comunali, con i politici al seguito, che non avevano controllato? Sbagliato !
Fu la Regione a sborsare i soldi che la Grassetto evidentemente giù di peso incamerò in sovrappiù.
E la chiamano “Superstrada”!



A Massimiliano Fedriga.

» Inviato da valmaura il 17 November, 2020 alle 1:07 pm

Difficile capirla, all’inizio era stato uno dei più drastici ed intransigenti nell’applicare in anticipo misure severe contro il Covid-19.
Poi è stato aperturista ad oltranza contro ogni logica previsione.
Nel frattempo erano accaduti due fatti gravi ed uno tragicomico.
I fatti gravi portano i nomi dei morti e degli infettati tra ospiti ed operatori nelle RSA pubbliche, convenzionate e private, tutte comunque sottoposte direttamente o indirettamente al controllo della Regione. E soprattutto a Trieste i ritardi e le emergenze verificatesi negli ospedali.
La farsa riguarda la grottesca vicenda della Nave Fantasma, trascinatasi per oltre un mese.
Nei mesi di relativa tranquillità lei porta la responsabilità per l’impreparazione soprattutto nel potenziare il sistema della medicina sul territorio, quello di tracciamento dei focolai, e nel rafforzare adeguatamente il personale, medico e paramedico, oltre ovviamente i posti letto negli ospedali e nelle strutture sanitarie territoriali.
La sanità regionale oggi ne paga il prezzo anche con l’inaccettabile riesplodere dei contagi nelle residenze per anziani, oltre al perdurare delle sospensioni e dei ritardi terapeutici per decine di migliaia di cittadini sofferenti le tradizionali patologie con una prevedibile tragica crescita delle morti future.
Oggi lei sembra più interessato a fare inutili polemiche politiche piuttosto che affrontare assieme la lotta per battere e lasciarci alle spalle questa pandemia. Che poi è anche l’unica risposta intelligente per il rapido superamento dei contraccolpi economici che questa determina.
Ma non si preoccupi che su questo è in buona compagnia: la strumentalizzazione politica a fini elettoralistici è il pane quotidiano di questa politica, basta guardare l’uso distorto della storia a fini di parte.
Vero è che ha una minima scusante sull’assenza, almeno a Trieste, di sindaco e direttore Asugi, ma è ben poca cosa, ci creda.




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