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Circolo Miani » News Correnti » Page 164

Trieste. Destra o Sinistra?

» Inviato da valmaura il 27 November, 2020 alle 12:25 pm

Siamo in campagna elettorale per il rinnovo di sindaci e consigli comunali di Trieste e Muggia, previsti per la prima decade di maggio 2021, ovvero lo siamo da tempo che oramai tutte le mosse degli attuali amministratori e delle forze di “opposizione”, quando e dove esistono, sono improntate a raccoglier voti.
Voti che saranno sempre di meno, visto che il trend dei partecipanti alle elezioni amministrative da queste parti è stabilmente sotto la metà degli elettori.
Ed allora noi ci chiediamo e non da oggi, se viste le competenze che per legge spettano ai comuni, la soluzione dei tanti problemi con cui la nostra comunità deve confrontarsi ogni giorno, aggravati esponenzialmente dall’emergenza sanitaria, abbia una matrice ideologica od invece non necessiti di competenza, conoscenza, concretezza e partecipazione
Detto in soldoni: offrire una sanità pubblica efficace, ospedaliera, territoriale e di base, è una scelta di sinistra o di destra? O piuttosto è una necessità per tutti noi.
Combattere la povertà crescente in tante famiglie triestine e muggesane, vedere questa battaglia per il benessere comune come una priorità a cui destinare tutte le energie finanziarie disponibili, è di destra o di sinistra?
Tutelare e salvaguardare l’ambiente ed il territorio dove viviamo, per rallentare lo stravolgimento climatico in atto anche qui, è di sinistra o di destra?
Risanare non solo urbanisticamente i quartieri dove vive la stragrande maggioranza dei nostri concittadini, e recuperare le sterminate proprietà pubbliche lasciate in degrado totale per utilizzarle a beneficio dei residenti, è di destra o di sinistra?
Dare una casa a chi ne ha bisogno, sicurezza per un lavoro dignitoso, e adeguata valorizzazione alle prospettive di rilancio di una Città-Porto, utilizzando fino in fondo tutte le opportunità offerte dalla portualità “franca” confermata e sancita dai trattati internazionali, è di sinistra o di destra?
Invertire il malvezzo delle “esternalizzazioni” dei servizi pubblici, riponendo in carico alle pubbliche amministrazioni la gestione diretta del personale, oggi spesso sottopagato, “sfruttato” e dequalificato, è di destra o di sinistra?
Fare della cultura, ma di quella viva che parta dagli interessi e dalle curiosità dei cittadini, una pratica diffusa nei quartieri dove la gente vive, e non riservata ai “grandi eventi” od ai santuari elitari della tradizione accademica , è di sinistra o di destra?
E il confronto, per chi legge le nostre pagine e conosce la storia quarantennale del Circolo Miani potrebbe continuare assai.
Per questo, e solo per questo che riteniamo che questa politica che decide così male della e sulla nostra vita debba essere messa da parte il più rapidamente possibile.
Per questo è stata pensata Trieste Verde, e per questo che vi chiediamo di partecipare a questo investimento, a questa assicurazione sul nostro futuro.
Teodor.
 



Banderuole al vento.

» Inviato da valmaura il 26 November, 2020 alle 12:38 pm

Difficile trovare le parole giuste per descriverli.
Fedriga e Dipiazza di idee ne hanno assai poche ma tutte ben confuse, e non è che gli altri siano messi meglio.
Sono passate appena due settimane o poco più da quando in piazza Unità capitanavano i rivoltosi del Covid, scesi in campo al grido di basta restrizioni, e sottointeso, meno salute e più affari.
Addirittura il Podestà incitava alla disobbedienza contro le norme del Governo, con un alto senso di irresponsabilità verso la sua carica istituzionale.
Neanche sette giorni dalle sceneggiate del Massimiliano “furioso” contro il Governo che accusava, di nuovo, di abdicare al primato politico e di essere succube di scienziati e medici, e che per dispetto ritirava la sua ordinanza, giocando a chi ce l’aveva più lungo. E perché? Il Governo aveva deciso di far passare al colore arancio il Friuli Venezia Giulia che prima stava nel giallo.
Qui merita solo ricordare il paradosso di questi ragionamenti da parte di uno che non sapendo più come uscire dal guano della Nave Fantasma scaricò tutto sui tecnici, in questo caso l’abituale pungiball Poggiana incredibilmente ancora al suo posto ai vertici di Asugi, sostenendo che “la politica deve seguire le indicazioni dei tecnici”. Quando si dice la coerenza, parola che Fedriga manco sa dove stia di casa.
Ora, non sapendo più come metter mano ai disastri causati dal tempo perduto nei mesi di relativa calma, che stanno investendo tutta la Regione che vacilla pesantemente nelle sue strutture sanitarie, per non parlare del dramma in corso nelle RSA e nelle strutture protette, pubbliche e convenzionate, sollecita la creazione di “zone rosse” sul territorio regionale, che di fatto trasformerebbero in carminio la Regione.
Ma scommettiamo che quando e qualora il Governo dovesse destinare la Regione ad entrare tutta nella zona rossa, lo troveremo a strillare contro l’ennesimo attentato all’autonomia della Regione?
Noi puntiamo un caffè, e voi?



Parco del Mare. Ma dategli un pallottoliere!

» Inviato da valmaura il 25 November, 2020 alle 12:02 pm

20 milioni pubblici di cui per ora mancano all’appello più della metà e 24 dalle banche ai privati che partecipano. Il rientro è calcolato con 600.000 paganti all’anno, ovvero 1650 al giorno per 365 giorni.
Peccato che fino a ieri fissavano in un milione di visitatori annui il pareggio per un investimento di 4 milioni inferiore.
Ci sa che si appresta ad essere il replay dello scatolone congressuale incompleto di Porto Vecchio che per essere ultimato necessita di ulteriori quasi tre milioni di euro: hanno sforato il budget previsto di cui il Comune di Trieste caccia il 42% dell’importo totale che di questo passo si avvicina ai 16 milioni. E siamo al secondo aumento del preventivo iniziale.
Incomprensibile a questo punto la spesa attuale del Comune di Trieste per un milione e 500mila euro per il rifacimento del vecchio Acquario lato Pescheria, i cui lavori sono in corso, se tra quattro anni entrerà in funzione il nuovo a poche centinaia di metri.
Questi o lo sono o lo fanno. Ma usate il Pallottoliere, almeno!
Ed ai lettori: l’articolo precedente, ovvero sotto a questo in pagina, è FONDAMENTALE per capire e conoscere la questione e come opera chi decide della nostra vita a Trieste. Voi ci direte magari che è un pochino lungo. E noi vi rispondiamo che la consapevolezza, la conoscenza sono necessarie per allungarsi la vita e renderla migliore.
E magari per essere cittadini e non sudditi. Grazie.



Parco del Mare.

» Inviato da valmaura il 24 November, 2020 alle 1:04 pm

Una scelta fortemente divisiva e dagli esiti assai incerti.
Insistere con inusuale accanimento terapeutico su quest’arma di distrazione di massa spaccando la città dove, pensiamo di non fare un azzardo a scriverlo, la maggioranza dei triestini è contraria a questa scelta, appare decisamente scellerato.
E duole assai vedere il Presidente dell’Autorità Portuale schierato a sostenerla, egli corre il serio rischio di essere accomunato al discredito generale che coinvolge questa politica locale, per altro impotente ed incapace ad affrontare l’emergenza sanitaria e le conseguenti gravi ripercussioni sul tessuto economico e sociale della città.
Assistere a ricostruzioni politiche (Dipiazza) del travagliato iter di questo Parco, “le forche caudine a cui è stato costretto”, manca solo la flagellazione, il sempiterno presidente di questa inutile Camera di Commercio ed altre cose, a partire dal 2004 è una balla colossale che si basa sulla scarsa memoria dell’opinione pubblica e sulla rinuncia a chi di mestiere pratica quello del giornalismo a fornire le corrette informazioni.
Vi offriamo noi un primo articolo che scrivemmo allora: altro che “forche caudine” solo impreparazione, incapacità o peggio.
Partiamo dal Terrapieno di Barcola prima sede destinata al Parco del Mare, in seguito le “forche” proseguirono con l’individuazione dello spazio occupato dal Mercato Ortofrutticolo, salvo accorgersi mesi dopo che l’area non era di esclusiva proprietà pubblica e pertanto nisba! Più che “caudine” qui è più appropriato parlare di “forche” dell’ignoranza e dell’incapacità.
Terroristi !!!
Scritto da: Teodor
“Terroristi”, “è solo fare del terrorismo”: queste le accuse più sentite sulle bocche e lette sui comunicati stampa dei sindacati, in particolare il termine risulta molto amato ed abusato da parte del segretario provinciale CGIL Franco Belci.
Ma a chi si riferiscono con questo gentile epiteto i rappresentanti della Triplice? Agli assassini dei prof.i Biagi e D’Antona? Assolutamente no. I destinatari di questo complimento sono coloro che hanno il torto di denunciare il persistere negli anni di gravissime forme d’inquinamento, con conseguenti gravissime ripercussioni per la salute di chi vive, e anche lavora neh!, in questa città.
Insomma la colpa non è di chi inquina, vedi la vicenda diossina-Ferriera, per altro sollevata, nel silenzio naturale od indotto di tanti, gia dai Comitati di Quartiere e dal Circolo Miani a partire dal 1997, o le più recenti ed analoghe vicende dei due riempimenti marini di Muggia e di Barcola, o di chi per anni non fa un controllo decente o un’indagine seria, no la colpa e di chi, dopo aver inutilmente bussato alle porte di ASS, ARPA, Regione, Comune, Provincia, Ezit, Autorità Portuale o mezzi d’informazione, e già perché qui le inchieste giornalistiche non sanno neppure dove stanno di casa, si rivolge ad una magistratura che certamente su questo, salvo lodevoli eccezioni di qualche Sostituto Procuratore, non brilla per efficace attenzione.
E che dichiarazioni poi, di tante “Autorità” che dovrebbero avere perlomeno il pudore di tacere, poiché l’istituto delle dimissioni qui è un oggetto sconosciuto.
Ma vediamo alcune di queste recentissime perle raccolte col solito ampio spazio riservatole dal quotidiano locale.
Terrapieno di Barcola e Presidente della Camera di Commercio, Industria ecc, Antonio Paoletti: per due giorni di fila esterna sul grande giornale locale la sua rabbia, attenzione non contro chi ha per anni smaltito diossine in quantità 500 (si avete letto bene, cinquecento) volte superiore a quanto consentito dai limiti di legge, già generosi per se, con l’aggiunta di mercurio e idrocarburi in quantità industriale, rifuggendo e risparmiando gli oneri ed i costi di uno smaltimento speciale destinato ai rifiuti tossici. Assolutamente no, il presidente della Camera di Commercio, simbolo vivente dell’inarrestabile decadenza di Trieste, se la prende con chi ha denunciato il problema ed i rischi, e siccome non hanno fegato bastante a dirla chiara, usano la classica formuletta, comune ad altri esternatori di questi tempi: “Nulla contro la magistratura che fa il suo lavoro ma il terrapieno di Barcola è lì da trent’anni e nessuno ha mai detto nulla (appunto)…”. E poi, miracolo a sentire: “Mi domando perché la Ferriera rimane ancora aperta. Non hanno trovato anche lì la diossina?”.
ALT!!! Prima di proseguire una pausa di riflessione: stiamo forse parlando dello stesso Antonio Paoletti che da presidente della Camera di Commercio in questi ultimi due anni si è speso in ripetute dichiarazioni a favore del mantenimento della produzione della Ferriera e sempre con ampio spazio sul grande quotidiano locale? E se si, perché il baldo intervistatore del giornale non glielo ricorda?
Continuiamo, sempre con il Presidente della Camera di Commercio “Andiamo avanti con il nostro progetto, il Parco del Mare, faremo tutte le bonifiche, che in ogni caso erano già previste (e allora perché s’incazza?) a nostre spese”.
Secondo ALT. A “nostre spese”, di chi: della famiglia Paoletti o di parenti e sodali dei consiglieri d’amministrazione della Camera di Commercio? Perché altrimenti il “nostre” è un improprio eufemismo che sta a significare i soldi pubblici, ovvero di noi tutti cittadini incolpevoli e danneggiati nella salute e non invece di chi ha perpetrato il danno.
Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza: “Non ci penso nemmeno (a interdire l’accesso all’area inquinata), se dovessi far questo ben prima avrei dovuto evacuare tutto il rione di Servola e le aree esposte all’inquinamento molto più grave che proviene dalla Ferriera”.
Siamo basiti, ovvero esterrefatti a bocca aperta, il Sindaco, che è per legge anche l’Ufficiale Sanitario della città, ammette con candore di aver omesso ad un suo preciso dovere, quale ora ve lo spieghiamo.
Quando il Sindaco emette le ordinanze, che un minuto dopo la firma entrano in vigore, di blocco e chiusura al traffico per lo sforamento dei valori di legge sull’inquinamento dell’aria, è un atto obbligatogli dall’essere appunto l’ufficiale sanitario, il responsabile legale della tutela della salute dei cittadini: forse chi abita a San Sabba, Valmaura, Servola, Chiarbola, Ponziana, Campi Elisi non fa parte del Comune di Trieste e di conseguenza può ammalarsi e crepare tranquillamente?
I Sindaci di Taranto (centrodestra) e di Genova e Piombino (centrosinistra) non la pensavano così quando nelle analoghe situazioni hanno firmato l’ordinanza di chiusura e sequestro delle Ferriere operanti nelle loro città, forse Trieste, anzi i quartieri di cui sopra dove vivono oltre cinquantamila persone, per non parlare della dirimpettatia Muggia, gode di un regime extraterritoriale dove la legge italiana non è in vigore?
La verità è semplicissima e sotto gli occhi di chi li usa per vedere: nel 2001 Dipiazza ed il centrodestra vinsero le elezioni impegnandosi, tra le altre promesse, a chiudere la Ferriera, cavalcando una battaglia che non conoscevano e che non avevano mai fatto fino a due mesi dalle elezioni, ma che avevano intuito, grazie anche alla suicida e censoria politica editoriale del quotidiano locale, avrebbe loro permesso di raccogliere consensi decisivi tra migliaia di residenti.
Cinque anni dopo il Sindaco si appresta a fare campagna a Servola e rioni limitrofi con lo stesso slogan, nulla di concreto è stato da lui fatto ma confida nell’esasperazione della gente, nella scarsa memoria dei cittadini e nei regali che continua a ricevere dalla imperterrita censoria linea editoriale della stampa.
In realtà lui, Dipiazza, assieme alle altre istituzioni, avrebbe benissimo potuto già da anni risolvere questo problema, lui a parole ama definirlo “cancro”, di ciò invece meno amano parlarne le migliaia di triestini ammalatisi e morti nel frattempo, ma questo significava assumersi delle responsabilità, lavorare seriamente per il futuro economico della città ove ricollocare i lavoratori dello stabilimento, insomma fare veramente il mestiere di sindaco, ma lui sperava che a risorvergli il problema fosse il PM Federico Frezza ed un atto della magistratura, con la quale per altro non ha mai incisivamente collaborato. Cinque anni buttati tra simpatiche battute, tra cancri e ferriere da chiudere a parole.
Presidente della Società velica di Barcola e Grignano, organizzatrice della “Barcolana”, Gastone Novelli ed altri esponenti delle società veliche e nautiche: esprimono preoccupazione per il futuro delle attività sportive e sociali, e per gli allenamenti bloccati dei loro ragazzi e, ovviamente, per la Barcolana 2006 e le altre gare e regate.
Per gli eventuali danni alla salute a cui sono stati esposti i “loro ragazzi” in questi anni neppure una parola né una lacrimuccia, qui ogni commento sarebbe superfluo se non fosse che il presidente barcolana Gastone Novelli non fosse stato fino ad un anno e mezzo fa il direttore generale dell’ARPA della Regione Friuli Venezia Giulia, e non avesse percepito uno stipendio, seppur lordo, di centinaia di milioni per vigilare sull’inquinamento di terra, acqua e mare, nella nostra Regione.
Una vigilanza inappuntabile visti i risultati almeno nella provincia di Trieste, complimenti ed una domanda: come mai dalla Ferriera ai terrapieni di Barcola e Muggia in tutti questi anni non vi siete mai accorti di nulla e questi casi sono sempre venuti alla luce grazie a denunce di privati cittadini o di Circoli ed associazioni? Eppure come l’ASS avevate fior di strutture e sedi sul territorio, personale ben stipendiato dai quattrini dei contribuenti e le ricerche non erano difficili: ora lei, da presidente della società velica, si lamenta di un mancato preavviso della magistratura (un sequestro su appuntamento con mazzo di fiori insomma), ma bastava, come risulta dalle prime indagini, andare in comune e vedere le carte dell’inceneritore, ci ha mai pensato tra una barcolana e l’altra?
Presidente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy: “Dell’inquinamento non sono più di tanto sorpreso (noi si, speravamo sempre, che sciocconi, in una maggior serietà professionale di chi ci amministra). All’epoca non c’era sensibilità ambientale e si scaricavano materiali non consoni”.
All’anima del “consono”: diossine, mercurio ed idrocarburi erano ben noti, anche negli anni settanta, come inquinanti altamente cancerosi, Seveso e la faccia del Presidente Ucraino vi dicono qualcosa? Ed in merito alla “sensibilità ambientale”, frase usata anche da di Di piazza per l’occasione, si sperava che chi faceva dell’impegno politico una professione e come tale veniva retribuito dai cittadini, avesse almeno l’intelligenza di leggere i principali giornali editi in Italia in modo così da arricchire le sue sensibilità, non solo quella ambientale.
Post Scriptum:
“Lunedì esaminerò la questione con gli uffici e vedremo cosa dice la legge - ha detto Dipiazza - ma penso che se dovessimo interdire gli allenamenti a Barcola, dovremo proibire alla gente di Servola di uscire di casa”.
Questa la dichiarazione del Sindaco Roberto Dipiazza sul grande quotidiano locale di domenica 4 dicembre.
Delle due l’una: o gli abitanti di Servola ma anche di Valmaura, San Sabba, Chiarbola-Ponziana, Campi Elisi, insomma di Trieste, capiscono quello che io comprendo leggendo questa incredibile dichiarazione od è meglio chiudere baracca e cambiare città ed aria.
Se ci sono, ed io non dubito purtroppo che ci siano, dati che imporrebbero non a cinquantamila e passa triestini di doversi tappare in una casa trasformata in una specie di rifugio atomico, ma la immediata chiusura di stabilimenti, la Ferriera in primis, che producono questi risultati allora stiamo assistendo ad una farsa che gioca cinicamente ed elettoralmente con la salute e la vita di noi tutti.
Ricordiamocelo.
Se poi uno vuole farsi prendere gratis per il deretano …..
Non ci sembra che da allora sia poi cambiato molto a Trieste.
Forse Trieste Verde potrebbe proprio servire!



Poggiana e Asugi: poche idee e tanti insuccessi.

» Inviato da valmaura il 23 November, 2020 alle 2:49 pm

Rapida sintesi di alcuni titoli e dichiarazioni dalla stampa odierna.
Esauriti i letti per pazienti Covid non gravi.
Stop a ricoveri di ospiti delle case di riposo.
Il piano pandemico di Asugi, presentato a fine settembre, non tiene più, per quanto riguarda la gestione del coronavirus nelle residenze per anziani.
Nel documento da oltre 250 pagine, scritto da una quarantina di esperti (e pensare che Dante Alighieri scrisse da solo la Divina Commedia) si precisava tra l'altro che la positività riscontrata in una residenza per anziani o per disabili avrebbe determinato l'attivazione della centrale operativa territoriale per l'organizzazione del trasferimento dell'assistito, «nel più breve tempo possibile», nel reparto Covid dedicato. La criticità è quella dei posti letto a bassa e media intensità.
Il livello di guardia si è alzato e c'è un'effettiva mancanza di disponibilità nelle aree che si era ritenuto di dedicare al Covid per pazienti che non richiedono intubazione o ventilazione polmonare.
Il dg Poggiana esclude dunque che l'impennata dei deceduti in residenza o casa di riposo a novembre (24 su 47, un decesso su due in provincia di Trieste, siamo a uno su tre nel resto della regione) dipenda da difficoltà ospedaliere: «Chi è morto in struttura sarebbe morto anche in ospedale». Apperò!
Il flop della campagna anti influenzale.
Vaccini ancora introvabili.
La rabbia dei medici di base.
I sindacati denunciano che da maggio in poi si è perso tempo prezioso e non si sono rafforzate le strutture sanitarie. La Regione non è intervenuta nonostante le previsioni di una seconda ondata.
Ci si mette pure Fedriga.
Ecco bravo.
“I dati dei contagi non sono buoni (quasi 1200 positivi pari al 62% dei tamponi testati) ovviamente, ma la bozza del nuovo report del governo dà in calo l'indice Rt e tutti gli altri parametri significativi”. Se lo dice lui…. Il governatore Massimiliano Fedriga traccia un bilancio in chiaroscuro della situazione in Friuli Venezia Giulia: “ma previsioni non ne faccio più”. Meglio per tutti!
Non andiamo lontano dal vero affermando che in qualunque paese civile i responsabili di questo drammatico caos sarebbero stati costretti a dare da tempo le dimissioni o cacciati su due piedi.
Ma appunto in un “paese civile”.




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