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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Parco del Mare? Ma BASTA!
Sono 14, quattordici, anni che il presidente a vita della Camera di Commercio ed altre cose, ci frantuma i santissimi con questa telenovela di un Parco, quello del Mare, che ha già cambiato cinque destinazioni, insomma un progetto..
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Notizie Flash

Per esempio.
Giorni orsono alcune migliaia di persone sono sfilate in corteo per Trieste sul tema “Aprite i porti e siamo tutti umani”. Lodevolissima iniziativa. In questi mesi, ma potremmo dire anni, nessuna forza politica è mai..
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*Ferriera: le analisi della procura
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Circolo Miani » News Correnti » Page 162

Silenzio, inazione, omissione, incapacità, complicità o cosa?

» Inviato da valmaura il 31 July, 2009 alle 1:40 pm

Dalle 63 pagine della relazione inviata dall’ARPA oltre due settimane fa a tutti gli enti interessati (Regione, Provincia, Comuni, Ass, Procura, ecc.) emergono con assoluta ed inequivocabile evidenza quattro realtà.

In premessa va sottolineato come nessuno degli intestatari abbia ritenuto doveroso rendere pubblici i risultati delle indagini dell’ARPA, che è bene sempre ricordarlo è un ente pubblico dipendente dalla Regione. I giornali infatti ne hanno preso notizia esclusivamente grazie alla conferenza stampa organizzata ieri dal Circolo Miani, Servola Respira, la Tua Muggia e dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere.

E già questo, che ricorda la precedente secretazione ordinata dall’allora Vicepresidente Moretton, è cosa grave quanto indicativa.

I quattro fatti che emergono dalla relazione ARPA di luglio 2009 sono:

1) il totale contrasto tra i dati rilevati ed elaborati dalla Sanitas, azienda del Gruppo Lucchini – Severstal, nelle centraline di rilevamento di via Svevo, Pitacco e Muggia, sempre di proprietà della Elettra (Lucchini) e quella di via San Lorenzo in Selva, proprietà dello Stato e gestita direttamente dall’ARPA. In cui la cospicua difformità dei dati raggiunge l’assurdo se si prende a confronto la centralina di via Pitacco, posta a meno di cinquanta passi da quella di via San Lorenzo.

Qui vanno ancora ricordate due cose:

a)      di come queste centraline, di proprietà della Lucchini, figurassero nel rapporto stilato dal Cigra, l’istituto di ricerca dell’Università di Trieste, consulente della Procura, e pubblicato dalla stampa nel 2007 come starate per difetto di un trenta per cento.

b)      di come le altre centraline operanti nelle aree limitrofe (vie Orlandini, Von Bruck e Tacco) siano di proprietà della Sertubi (Gruppo Duferco – Lucchini)

E la centralina di via San Lorenzo in Selva è l’unica testata, validata nei risultati e nelle metodologie, dall’Agenzia nazionale per la protezione dell’Ambiente e dal Ministero competente, che per sei mesi ha posizionato una analoga struttura in loco, ed ha confermato appieno la totale corrispondenza dei dati rilevati.

Insomma per le altre è come chiedere all’oste se il suo vino è genuino.

2) Le aree di influenza dell’inquinamento e delle micropolveri in uscita dallo stabilimento della Ferriera, a seconda delle condizioni del vento, raggiungono ed interessano ampiamente perfino la provincia di Gorizia e le città di Monfalcone e Grado, oltre ovviamente a tutto il perimetro di Trieste e Muggia. A conferma l’Arpa inserisce nella relazione quattro mappe con l’intensità e l’estensione dell’inquinamento. Ovviamente sul territorio italiano ma questo non fa che convalidare appieno, basta spostare gli indicatori e le condizioni meteo idonee, le indagini realizzate dall’Azienda Sanitaria Slovena, e dalla rispettiva ARPA della vicina Repubblica, che denunciavano come tra il 27 ed il 36 per cento dei bambini tra i zero e dodici anni, residenti nelle frazioni del Comune di Capodistria rivolte verso il Vallone di Muggia, soffrissero di malattie croniche all’apparato respiratorio. E che le cause erano state rilevate ed analizzate dalle loro centraline di rilevamento nell’inquinamento in uscita soprattutto dalla Ferriera.

A conferma piena della nostra richiesta avanzata costantemente dal 1999 all’ASS triestina di fare quella tanto attesa indagine epidemiologica sul territorio della nostra provincia, che detiene il primato nazionale per mortalità da tumore ed europeo per quanto riguarda le malattie all’apparato respiratorio, come denunciato inutilmente da anni dal primario pneumologo di Cattinara.

Richiesta alla quale l’ASS triestina si è sempre sottratta. Inchiesta che per altro chiedevamo doveva interessare tutta la provincia, visto il vasto raggio di diffusione degli inquinanti prodotti dalla Ferriera, che se le macropolveri ricadevano nelle aree limitrofe allo stabilimento (i rioni di Servola, Valmaura, Chiarbola, Monte San Pantaleone, Campi Elisi e Muggia, dove per altro vivono oltre settantamila cittadini), quelle micro e più volatili interessavano tutta la città. E pertanto, grazie alla collaborazione dei medici del Centro Tumori e del Burlo, ritenevamo che l’incidenza dei tumori sarebbe stata più o meno omogenea su tutto il territorio. Ed anche questo oggi, con dieci anni di colpevolissimo ritardo, trova piena conferma nelle conclusioni dell’indagine ARPA.

3) I dati rilevati dalla centralina di via San Lorenzo, a questo punto l’unica credibile anche per la relazione ARPA, rilevano una media annuale per il 2007, 2008 ed i primi mesi del 2009, di inquinamento di BenzoApirene, l’idrocarburo più cancerogeno, secondo solo alle diossine, superiore di sei-otto volte il limite massimo consentito per legge (1 nanogrammo per metro cubo), con picchi giornalieri che arrivano e superano i sessanta nanogrammi. Con buona pace dei lavori prescritti dall’AIA rilasciata ingiustamente dalla Regione, Giunta Illy e confermata dall’attuale amministrazione Tondo, e della consulenza Boscolo del Tribunale. Idem dicasi per le polveri sottili inalabili. Scandalosa anche qui risulta la differenza ad esempio con la vicinissima centralina di via Pitacco, gestita dalla Lucchini, che in tutto il 2008 dichiara una media al di sotto della soglia di legge.

Ma se questa è la rilevazione del BenzoApirene “fuori” dallo stabilimento, cosa respira chi ci lavora dentro? E cosa fa il sindacato che dovrebbe tutelare anche e forse prima la salute dei lavoratori? Fino adesso solo silenzio.

Anche qui è bene ricordare che i test effettuati a cura dell’Università di Trieste nei più specializzati laboratori, allora sempre per conto della Procura, avevano dimostrato che le cellule umane esposte ai livelli di inquinamento da BenzoApirene prodotti dalla Ferriera, mutavano da normali a malate. E che lo stesso DNA umano mutava geneticamente in maniera irreversibile, oltre ad accumularsi nel latte materno. Andate a leggervi sul sito del Circolo Miani (www.circolomiani.it) le analisi della Procura da noi pubblicate anche allora in esclusiva. Tutti le avevano ma nessuno le rendeva note, chissà perché?

4) Le conclusioni della relazione dell’ARPA sono chiarissime. Esse confermano appieno i gravi rischi per la salute, la discrepanza intollerabile tra i dati rilevati correttamente e quelli delle altre centraline della Lucchini, le aree di diffusione degli inquinanti e l’incidenza della Ferriera ma anche di Italcementi e Sertubi. Ma soprattutto esse dicono che la competenza ad intervenire con urgenza spetta formalmente alla Regione ed al Comune, oltre ovviamente all’ASS triestina ed alla Procura.

Sta forse in questo la ragione della sostanziale nuova secretazione di questa relazione?

A questo Romano Pezzetta, portavoce di Servola Respira, ha aggiunto giustamente una postilla.

Come da noi scritto nella memoria presentata per l’istruttoria di revisione regionale dell’AIA alla Lucchini, illegalmente quanto inspiegabilmente interrotta il 28 agosto 2008, il camino dell’impianto di agglomerazione, altezza case dei quartieri, emette quantità di fumi e diossine superiore a quella di cinque inceneritori messi assieme, com’è allora che per un limite estremamente inferiore è stato sequestrato e chiuso l’inceneritore comunale, mentre per la Ferriera questo non fa testo?

Ha un nome questa inazione di Regione, Comune, Ass ed a questi ora aggiungiamo anche la Procura del Tribunale di Trieste, così difforme nei comportamenti e nelle interpretazioni di legge dalla contigua magistratura friulana (vedi caso Caffaro, ex Snia di Torviscosa)?

Ha senso oggi parlare ancora di politica e di informazione nel Capoluogo regionale alla luce di simili accadimenti?




Giovedì 30 luglio, ore 15, Circolo Miani: Conferenza Stampa

» Inviato da valmaura il 29 July, 2009 alle 11:18 am

Ecco il testo dell'invito mandato ai giornali.

Si ha il piacere di invitare la redazione del Vostro giornale alla Conferenza Stampa che avrà luogo giovedì 30 luglio, alle ore 15, nella sede del Circolo Miani, a Trieste in via Valmaura 77 (nono piano, ascensore di destra nel portone).

Il Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia, il Coordinamento dei Comitati di Quartiere renderanno pubbliche le conclusioni della recente analisi, che arrivano fino a luglio, fatta dall’ARPA sugli inquinanti in uscita dalla Ferriera ed in particolare le rilevazioni eseguite sul pericolosissimo BenzoApirene, uno dei composti più cancerogeni esistenti.

Così come emerge l’assoluta incongruità e non corrispondenza tra i dati raccolti dalle centraline controllate e gestite direttamente dalla Lucchini e quella avvalorata e testata dal Ministero dell’Ambiente.

Dalla relazione conclusiva dell’ARPA emerge chiarissima la grave responsabilità di Regione, Comune di Trieste ed Azienda Sanitaria triestina, per aver omesso, sulla base di questi dati, ogni intervento immediato per tutelare la salute dei cittadini.

Per ulteriori approfondimenti in merito si rimanda alla lettura delle notizie contenute nel sito www.circolomiani.it  che a tutto oggi conta 11.775 utenti unici registrati, con una media giornaliera di visite superiore ai 200 passaggi.

 




Nemmeno un topolino ha partorito la montagna “audizione”.

» Inviato da valmaura il 22 July, 2009 alle 1:52 pm

I fatti come riportati dalla stampa.

“La Regione procederà al riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (per gli amici AIA, onomatopeutico) senza attendere la sentenza del Tar. Lo ha chiesto il Sindaco Dipiazza”.

Lo stesso sindaco ha detto che “La chiusura della Ferriera è vicina ed i lavoratori potranno essere ricollocati tra Rigassificatore e nuova Centrale elettrica”.

Il nuovo Assessore all’Ambiente De Anna ha proposto “l’apertura di un tavolo ristretto con Regione, Provincia, Comune e ARPA”.

Il consigliere Lupieri ha “proposto di allargare il tavolo anche all’ASS”.

Il direttore Ambiente ing. Della Torre ha spiegato come “la revisione dell’AIA può avvenire anche in attesa della sentenza del Tar”.

Il consigliere Bucci ha sottolineato come “potranno essere inserite nuove, precise, puntuali ed attente prescrizioni”.

Il consigliere Alunni Barbarossa ha detto che “la soluzione perciò è creare un sistema di monitoraggio certo ed affidabile; una combinazione che permetta alle persone di lavorare in piena sicurezza e ai cittadini del quartiere di tornare a respirare”.

Le associazioni ambientaliste hanno indicato gli sforamenti rilevati in un anno dell’inquinamento della Ferriera.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha insignito il padrone della Ferriera, il russo Mordashov dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per gli “importanti servizi resi alla Nazione”.

E cominciamo da quest’ultimo fatto.

Vorremmo sapere se è lo stesso Presidente della Repubblica che lancia severi moniti contro le stragi degli infortuni sul lavoro. Di cui sono pieni gli stabilimenti del neocavaliere. Un merito indubbio.

E saliamo in ordine.

Che le associazioni ambientalistiche ritornino alla Regione i dati degli sforamenti forniti dalla Regione, prelevati ed elaborati dalla regionale ARPA, non ne capiamo il senso.

Che Alunni Barbarossa, tra gli illyani il doppio cognome è di rito, invochi un sistema di rilevamento “certo ed affidabile” vuol dire che ritiene quello attuale incerto ed inaffidabile. Cosa intenda fare l’Arpa per tutelare il suo buon nome a questo punto è cosa che ci incuriosisce assai. Oltre a far salire impellente una domanda: cosa ha fatto in questi sedici mesi il consigliere illyano per rendere questo sistema “certo ed affidabile”?

E che poi prosegua perorando che i lavoratori possano “lavorare in piena sicurezza ed i cittadini del quartiere tornare a respirare” il tutto amplifica la banale osservazione di prima. Ovvero che oggi in Ferriera non si lavora “in piena sicurezza” e che gli abitanti non respirano.

Resta il fatto che vorremmo capire perché usi il singolare “del quartiere”, riferendosi solo a Servola, come se Valmaura, Chiarbola, Monte San Pantaleone, Campi Elisi e Muggia, stessero sulla luna.

Quanto detto da Bucci non merita commenti, che ha esaurito tutti gli aggettivi disponibili, salvo prendere atto che pure lui considera per contrappasso le attuali prescrizioni “vecchie, vaghe, inattendibili, e disattente”.

Vale anche per lui, e di più perché per due anni è stato assessore comunale all’Ambiente, quello chiesto all’illyano: cosa ha fatto di concreto in questi sedici mesi, e siamo buoni che gli scontiamo i 24 del Comune?

Il consigliere Lupieri è come i vecchi mangiadischi, s’incantano sul solco e lo ripetono all’infinito.

Il neo Assessore De Anna non è stato evidentemente ancora informato che il “suo” nuovo tavolo “ristretto” dovrebbe essere il ventinovesimo, 31 con quelli di Comune e Provincia, tavolo aperto dal 2001 ad oggi in Regione.

E veniamo al Sindaco. Quando egli dice “La chiusura della Ferriera è vicina ed i lavoratori potranno essere ricollocati tra Rigassificatore e nuova Centrale elettrica”, evidentemente c’è da sperare che non sappia quello che pronuncia. Altrimenti sarebbe cosa doppiamente grave.

Cosa intenda con “la chiusura è vicina” rimane un mistero. Poiché la data programmata e fissata dalla proprietà è quella dell’anno 2015. Che è vicino ma non proprio dietro l’angolo. E che solo un eventuale aggravarsi delle condizioni di mercato, che non stanno nelle competenze di un Sindaco, potrebbe accelerare. O la cancellazione delle agevolazioni del Cip 6, che fanno si che attraverso lo stragonfiato prezzo lo Stato paghi più di tre volte il prezzo di mercato per l’energia prodotta dalla Lucchini,  ovviamente con il nostro denaro, e di fatto noi paghiamo i suoi dipendenti ed il restante cospicuo utile all’azienda.

Quanto al Rigassificatore ed alla nuova megacentrale elettrica i numeri sono questi: se tutto fila liscio non saranno operativi prima del 2015. Dunque la stessa data di chiusura della Ferriera annunciata dalla proprietà. I lavoratori assorbiti saranno a pieno regime non più di ottanta (50 all’impianto di rigassificazione e 30 alla centrale, l’indotto non esiste).

Far stare 452 in 80 è un’impresa matematica non da poco. E se aggiungiamo gli oltre 200 dipendenti Sertubi, vale almeno il premio Nobel.

In quanto alla revisione dell’AIA, andate a vedervi sulla rubrica “Notizie Flash” la penultima notizia “E’ arrivata la risposta”. Dove il Sindaco in risposta ad una interrogazione presentata dai consiglieri comunali Ferrara e Portale della Lega Nord, che dimostrando grande sensibilità hanno accettato di firmare un testo da noi scritto, dichiara in merito “nella fase attuale (era 19 aprile 2009) non esistono i presupposti perché l’Amministrazione comunale solleciti la Regione ai fini della convocazione della Conferenza dei Servizi (per la revisione dell’AIA)”.

Oppure l’esposto presentato da Romano Pezzetta portavoce di Servola Respira, alla Procura il 3 febbraio 2009, sull’arbitraria interruzione dell’iter di convocazione della stessa Conferenza, che la Regione aveva fatto sparire nel nulla dopo la fine della fase istruttoria (28 agosto 2008), e pubblicato a pagina 4 nella rubrica “Notizie” sempre sul nostro sito.

Stesso discorso vale per quanto dichiarato dal direttore regionale Della Torre.

E poiché in ottobre dello scorso anno la Regione aveva annunciato sulla stampa la sospensione dell’iter convocativo di detta Conferenza, su dichiarato parere dei legali della Regione stessa, in quanto in contrasto con l’azione legale promossa al Tar dalla Lucchini, ci viene spontanea una domanda. Cosa è cambiato, legalmente parlando, dall’ottobre 2008 ad oggi?

E se allora, come avevamo sempre sostenuto, le due cose erano distinte e distanti, come scrive la Costituzione della nostra Repubblica, quali provvedimenti ha preso la Regione contro i suoi legali, i dirigenti e funzionari, che hanno sostenuto tesi non vera, tanto che oggi la Regione fa quello da noi richiesto un anno fa?

Presto detto: è trascorso un altro anno regalato alla Lucchini per fare il bello e brutto tempo, con buona pace del Sindaco e della Regione.

In quanto alla corposa memoria dell’ARPA essa dice e non dice, e sarà nostra cura dimostrare tecnicamente tutte le lacune e soprattutto le contraddizioni e le cose taciute, che sono molto più significative di quelle scritte.

Tutto quanto sopra a conferma della validità della scelta fatta dal Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia e dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere di non accettare l’invito a partecipare a questa inconcludente audizione che di chiacchiere la gente, lavoratori compresi, dopo dieci anni non ne possono più.




Aberrante se vero!

» Inviato da valmaura il 16 July, 2009 alle 1:28 pm

“L’ordinamento… consente lo svolgimento delle attività pericolose, persino mortali, se e in quanto le reputa indispensabili alla vita della complessa società odierna”.

Nel dare atto alla proprietà di aver “realizzato in toto”, “la migliore tecnologia disponibile al limite del costo ragionevole” ,  “la Ferriera può legittimamente e lecitamente emettere una certa quantità di polveri e fumi”. E pertanto il PM chiede che la pena sia trasformata, nei confronti dei vertici e della direzione dello stabilimento, in una oblazione.

Questo quanto riporta la cronaca di Maddalena Rebecca sul quotidiano locale di oggi, 16 luglio.

Una multa insomma. Una multa come se non inferiore a quella comminata al condomino che aveva costruito un deposito di compost  nel giardino comune, sancita recentemente da una sentenza del Tribunale di Trieste.

Questo viene chiesto nel processo in fase terminale contro i 240 sforamenti di materiali inquinanti, soprattutto polveri sottili cancerogene, prodotti dalla Ferriera in poco più di un anno. Contro un limite massimo di 35, consentiti per legge.

L’affermazione che un ordinamento che non sia seguace della teoria dell’eugenetica nazista possa consentire l’esistenza di attività pericolose, persino mortali, per il sostanziale benessere della società, che qui però viene concretamente rappresentata dagli affari e dai guadagni di una spa Russobresciana, Severstal-Lucchini, è qualcosa che sinceramente dopo il Processo di Norimberga nessuno si sarebbe aspettato di veder legittimato. Con questa teoria si potrebbero chiudere pure tutti i procedimenti sugli infortuni sul lavoro. Perché tanto il fine giustifica i mezzi e gli operai morti. Deprecabile e tragica fatalità, ma giustificata in nome del bene supremo.

La seconda affermazione che la Ferriera ha realizzato totalmente le migliorie richieste significa solo due cose. O queste non sono state realizzate, visto la mole d’inquinamento in perenne uscita dallo stabilimento, AIA o non AIA regionale, e questo pone forte una domanda finora sempre elusa anche nelle indagini della magistratura, sulla responsabilità penale e civile di chi doveva fare i controlli. Oppure queste non erano affatto le migliorie sufficienti e chi le ha indicate non aveva evidentemente la compiuta competenza per farlo.

In particolare colpisce la frase “al limite del costo ragionevole”, e sorge spontanea la domanda. “Ragionevole” per chi, e chi stabilisce quando una spesa è “ragionevole”? La risposta è intrinsecamente ovvia. “Ragionevole” per il businnes della proprietà della Ferriera.

L’ultima considerazione che la Ferriera possa emettere “legittimamente e lecitamente” una “certa quantità” di inquinanti, può al limite andare bene, se questa “certa quantità” rimane nei termini tassativi fissati dalle leggi europee ed italiane, che a partire dal prossimo anno oltretutto si dimezzeranno in senso restrittivo. E sinceramente non pare che 240 sia inferiore a 35.

Quando nel dibattito con il Procuratore Aggiunto del Tribunale di Udine, Giancarlo Bonocore, al Circolo Miani nell’ottobre dello scorso anno, uno dei tantissimi cittadini presenti chiese come mai con la stessa legge e nelle medesime situazioni la magistratura udinese avesse sequestrato e fatto chiudere l’inquinante fabbrica chimica Caffaro, ex Snia, di Torviscosa. Sequestro che ha resistito a tutti i ricorsi legali della proprietà anche lei bresciana. Il Procuratore di Udine rispose, non senza imbarazzo alcuno, di domandarlo ai suoi colleghi triestini. Ovvero tutti capirono che se “la legge è uguale per tutti”, o almeno così dovrebbe, certamente uguali non lo sono i magistrati.

E se abbiniamo questo articolo con l’altra principale notizia dell’autorizzazione rilasciata dal Governo a Gas Natural per la costruzione del rigassificatore nel golfo di Zaule, a ridosso del pontile dell’oleodotto, della fabbrica di ossigeno liquido, e della Ferriera, a poche decine di metri delle case di Monte San Pantaleone e Valmaura, e poche centinaia da quelle di Muggia. Allora tutto si tiene, soprattutto se leggiamo le dichiarazioni dei reggitori del potere politico ed economico, Lucchini compresa, che ne fanno contorno.

Strafalcioni tecnici a parte perché costoro giocano con i numeri come con la pelle della gente. Parlano di 400 posti di nuovo lavoro, quando il rigassificatore ne impiegherà, per stessa ammissione della società, non più di 40, ovvero uno zero in meno. Il famoso cordificio 15. La nuova mega centrale elettrica, 30. Per un totale di 85. Che mi pare sia un tantino inferiore ai 400 sbandierati oggi.

Se poi la differenza è contrabbandata con il famoso “indotto”, abbiano la compiacenza di spiegarci quale sia, perché noi non riusciamo per quanti sforzi compiamo ad individuarlo.

E in merito alle “riduzioni tariffarie” di cui si avvantaggerebbero i triestini, per favore non le sparino grosse. Che i triestini e i muggesani stanno ancora aspettando le famose riduzioni ed il “teleriscaldamento” gratuito della centrale di cogenerazione aperta nel 2001, promesse allora sempre dai soliti noti.

La verità è che hanno messo le mani sulla città. Destinata a divenire la scovazzera dell’Adriatico, dove si può mettere tutto quello che viene rifiutato dalle altre parti. E per favore, non parliamo più di porto, piattaforma logistica, bonifiche e sviluppo occupazionale. Sottosegretario una domanda, come va con le due discariche tossiche abusive sequestrate allo Scalo Legnami?

Questo è avvenuto con la politica perfettamente complice di questo omicidio premeditato, e dove le istituzioni, a partire dalla Regione, hanno dato mano libera alla Lucchini-Severstal.

Solo una cosa potrà salvare Trieste e garantire la salute ed il lavoro di chi ci abita.

Una indignazione corale che porti ad una protesta di massa con la gente che decida una volta per tutte di non accettare di vivere male, ammalarsi, crepare, non trovare un lavoro dignitoso e sicuro. Che prenda a calci nel deretano i politici incapaci e conniventi che invece degli interessi della nostra comunità, tutelano gli affari di pochi sulla pelle di tanti.

Se ciò avverrà il Circolo Miani metterà ancora una volta a disposizione dei cittadini le sue scarse risorse prima che questa politica lo cancelli come sta cercando da anni di fare, centrodestra e centrosinistra uniti, perché unica realtà fuori da questo coro di intrallazzi.




Ferriera: siamo alle solite.

» Inviato da valmaura il 14 July, 2009 alle 12:47 pm

Dopo un mese e tre giorni, il famoso “entro una settimana” pronunciato solennemente il 18  giugno dall’assessore all’ambiente, ora ex e neosenatore Lenna ed i capigruppo, viene fissata qualcosa che è esattamente l’opposto di quello per cui si erano impegnati.

Ovvero l’ennesima audizione, ormai un rito annuale, davanti alla IV Commissione per ascoltare gli invitati “in merito alla situazione relativa alla ferriera di Servola”.

L’invito è firmato da quel Segretario generale del Consiglio regionale che sollecitò la chiamata e l’intervento della polizia contro i cittadini che manifestavano “in merito alla situazione relativa alla ferriera di Servola” sotto la Regione nell’inverno 2007.

Non sappiamo se piangere o ridere.

Quale sia la situazione dell’inquinamento loro dovrebbero saperlo benissimo, visto che sono i primi ad avere in casa i dati dell’ARPA, che è della Regione, e speriamo che qualcuno li legga e magari si domandi come questi dati erano per anni così difformi dalla realtà che poi emergerà impietosa dalle rilevazioni della Procura della Repubblica.

E sinceramente non ci interessa andare a sentire per l’ennesima volta i consiglieri alla Lupieri, quello che ogni anno dice che se le cose stanno così bisogna assolutamente fare delle “rigorose analisi”, ma non ha mai speso una parola, neanche da medico, nei confronti di quell’Azienda Sanitaria triestina, guidata dal compagno di partito Rotelli, che dal 1999 si è sempre rifiutata di fare una “rigorosa” analisi epidemiologica in provincia di Trieste. Come invece ha fatto la corrispondente Azienda slovena sugli abitanti del Comune di Capodistria, con i risultati che tutti sappiamo, si spera anche il medico Lupieri. 

Oppure i vari Camber, Bucci, Tononi che da otto anni dicono sempre in questi incontri, per poi tacere fino al successivo, che “la Ferriera va chiusa subito”. Senza mai specificare il valore di quel subito, che otto anni non lo sono, e ben guardandosi dal dire “come”.

Quello che i cittadini scesi per due giovedì consecutivi sotto la Regione volevano era molto semplice. Chiedevano al presidente Tondo quando intendeva rispettare la “solenne” promessa da lui fatta ad una settimana esatta dal voto regionale, cioè 16 mesi orsono, di “venire a Servola appena eletto per chiedere ai cittadini come chiudere subito la Ferriera”, uno degli “obbiettivi prioritari” della sua amministrazione regionale. Ma Tondo, troppo impegnato in agenda, ha preferito non farsi vedere neppure in piazza Unità, filandosene dall’uscita secondaria. Ci ha pensato invece la gentildonna assessora Rosolen a mandare a quel paese con gesto triviale le donne dei Comitati di Quartiere.

E quello che il Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere, il giovedì seguente in Consiglio regionale, incontrando l’assessore all’Ambiente Vanni Lenna ed i capigruppo, avevano sentito promettere era esattamente l’opposto. Cioè alla Eleonora che per tutti i cittadini presenti, e non abbiamo notato nessuna altra associazione accanto a quelle di cui sopra, chiedeva esclusivamente di “conoscere cosa la Regione abbia fatto in questo anno e mezzo”, e ribadiva che l’incontro non era per ascoltare la gente che di tempo se ne era perso fin troppo, ma per sentire esclusivamente da “loro”, Giunta e Consiglio, cosa avevano fatto per tutelate la salute dei cittadini e dei lavoratori. L’assessore ed i Capigruppo si erano impegnati “entro una settimana” a convocare una riunione con la delegazione presente per riferire, con i loro tecnici a fianco, cosa l’amministrazione aveva prodotto. A parte il far scomparire, dal 28 agosto 2008, la Conferenza decisoria sulla revisione dell’AIA regalata dalla Regione alla Lucchini, nel nulla, in barba alle leggi europee ed italiane.

Eccovi il testo della lettera inviata in Regione ieri mattina, ed alla quale, se come assai probabile non arriverà risposta alcuna, seguiranno le iniziative che i Comitati promuoveranno a partire da lunedì prossimo.

 

Alessandro Collutti

Presidente IV Commissione permanente

Consiglio Regione Friuli Venezia Giulia

E p.c.

Assessore all’Ambiente

Ai signori Capigruppo

Loro indirizzi

 

Oggetto: lettera pervenutaci con invito ad audizione

 

Il Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia, ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere ritengono del tutto inutile partecipare ad una delle audizioni annuali che almeno dal 2003 hanno caratterizzato l’iniziativa della Regione nel campo.

Esse non hanno prodotto alcunché di fattivo se non il ripetere cose che, si ritiene e spera, alla Regione, ai suoi consiglieri ed amministratori, dovrebbero essere da gran tempo note.

E non era certamente questo l’impegno assunto con la delegazione di cittadini che il giovedì 18 giugno u.s., aveva incontrato l’assessore regionale all’Ambiente Vanni Lenna, ed i capigruppo o i loro delegati.

I rappresentanti della Regione avevano allora dichiarato che “entro una settimana” ci sarebbe stato l’incontro con i rappresentanti della Giunta e dell’IV Commissione, allargata ai Capigruppo.

In quella sede, aveva preso l’impegno l’assessore Lenna con l’assenso dei Capigruppo, verrà relazionato su quanto la Regione ha fatto nell’ultimo anno (15 mesi) per risolvere il problema Ferriera.

Tutto ciò in risposta alle manifestazioni ed alle richieste della delegazione composta da dieci rappresentanti del Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia e dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere ed alle quali altri non avevano preso parte.

In attesa di conoscere la data e l’ordine del giorno della riunione proposta e decisa dall’Assessore all’ Ambiente e dai Capigruppo nell’incontro del 18 giugno, dove appunto la Regione, avrebbe dato risposta alle richieste in merito anche alla Conferenza dei servizi revisoria dell’AIA alla Lucchini, e di quanto operato dall’amministrazione Tondo per la soluzione del caso.

Quanto infatti le associazioni di cui sopra avevano da dire sulla grave emergenza Ferriera, lo avevano già esplicitato negli ultimi dieci anni, e sintetizzato nella corposa memoria tecnica allegata alle osservazioni sulla revisione dell’AIA nel procedimento istruttorio conclusosi il 28 agosto 2008. Oltre che nei ripetuti esposti presentati ed accolti dalla Procura della Repubblica.

In attesa di una cortese risposta, si inviano i nostri più cordiali saluti.

 

Dott. Livio Fogar                                                 Romano Pezzetta

Presidente                                                              Portavoce

Circolo Miani                                                       Servola Respira





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