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Circolo Miani » News Correnti » Page 16

Cari concittadini di Muggia e Trieste. Acciaieria e Dragaggi. Cosa ci aspetta.

» Inviato da valmaura il 29 August, 2021 alle 5:12 pm

Come ho da sempre sostenuto quello accaduto finora, soprattutto le chiacchiere e gli annunci della politica, è stato solo l'antipasto, o se preferite la premesse all'evolversi della situazione.
Il punto di svolta si è palesato con le improvvide certezze del leghista Giorgetti, ad omaggiare la Danieli a casa sua e poi a Trieste, ove il Ministro per lo Sviluppo Economico ha dato per cosa fatta la questione Laminatoio a ciclo completo a Muggia, anche se, debole in geografia, lo ha definito “il fiore all'occhiello di Trieste”. Dicendo però anche una cosa vera: ovvero le ricadute dell'inquinamento prodotto dalla nuova Acciaieria di Noghere-Aquilinia investiranno parimenti pure Trieste e San Dorligo, oltre Muggia.
Sono queste dichiarazioni, e soprattutto il non detto che annunciavano, che mi hanno convinto ad accettare l'offerta da tanti muggesani avanzatami in questi mesi, di optare per la candidatura a Sindaco di Muggia, rinunciando a quella di Trieste. Lo esigevano le nuove dichiarate condizioni che davano il via al passaggio alla vera e propria fase critica sulla questione.
Perchè la partita decisiva inizierà a fine settembre, prima metà di ottobre, esattamente in concomitanza con l'esito delle elezioni amministrative di Muggia e Trieste del 3-4 ottobre, con le notizie sulle decisioni della multinazionale ucraina Metinvest a cui è associato il Gruppo friulano Danieli.
E stavolta non basterà ripetere come un disco rotto “non lam”, una battuta da Bagaglino e da avanspettacolo, ma si entrerà nel merito del confronto tecnico ed amministrativo, dove non si può bluffare sulla propria ignoranza che lorsignori ti ingurgitano in un amen e senza bisogno neppure del ruttino di circostanza.
E se la Lista civica Muggia non avrà ottenuto la maggioranza degli eletti in Consiglio comunale, che tecnicamente passa per la mia elezione a Sindaco, la legge elettorale questa è, e dunque non avrà i numeri per impedire la variante al Piano regolatore urbanistico per l'area delle Noghere, il finale è già scritto.
Personalmente mi sono studiato per molte ore e giorni il funzionamento del Laminatoio gemello operante da alcuni anni a San Giorgio di Nogaro, mi sono riletto il centinaio di pagine di schede tecniche e prescrittive dell'AIA regionale, ed il quadro che ne esce, per altro già sufficientemente abbozzato dalla pubblicazione curata dalla Danieli per lo stabilimento alle Noghere, edita ad aprile, ma pare sia l'unico che a Muggia ed in tutta Trieste l'abbia letta, è devastante per l'impatto ambientale, in particolare per le emissioni dei forni, non solo quelli di riscaldamento che carburano a Gas Metano, altro che “decarbonizzazione”, ma soprattutto quelli dei reparti di zincatura, smerigliatura e soprattutto verniciatura, già operanti a San Giorgio e previsti per Aquilinia.
Un mix di ossidi di Azoto e di Zolfo che al contatto con l'umidità si trasformano in Acido Solforico, e che si andranno a sommare alle tonnellate di metri cubi di Co2, Anidride Carbonica, in uscita dai forni alimentati a Gas Metano.
In più si aggiunge, oltre all'inquinamento acustico (altro che i 55 decibel di massima annunciati dalla proprietà, che a San Giorgio, stessa solfa, la Regione li ha elevati d'ufficio a 70 DB sulla media delle 24ore), il grave problema dei depositi a cielo aperto, a San Giorgio come in futuro alle Noghere, degli scarti di lavorazione e delle montagnole dei fanghi “palabili” per migliaia e migliaia di tonnellate, oltre al consumo massivo di energia elettrica ed acqua.
Senza considerare l'intensissimo continuo traffico di Tir che ha costretto il Prefetto di Udine ad emettere una ordinanza straordinaria per limitarne l'accesso, che intasavano la statale per San Giorgio.
Dunque la difesa della comunità di Muggia, e quindi di Trieste e San Dorligo, è subordinata a due condizioni preliminari: la maggioranza in Consiglio degli eletti della Lista civica Muggia, che dei camaleonti è meglio non fidarsi, ed il possesso delle capacità tecnica ed amministrativa necessarie per affrontare un confronto che su questo campo avverrà, e che non si improvvisa recitando il rosario del “no lam”.
Personalmente ho alle spalle una pluriventennale esperienza maturata sulla vicenda Ferriera, e non solo, tanto che lo stesso Arvedi si è rivolto al Circolo Miani per pianificare la riduzione del danno (inquinamento acustico, spolveramenti, funzionamento degli impianti per la riduzione delle emissioni) nei due ultimi anni di produzione dello stabilimento siderurgico. Ed i risultati si sono visti, eccome, alla faccia dell'Arpa, della Regione, del Comune e dei comitatini asserviti ai partiti.
Stessa e parallela vicenda possiamo prevedere sulla questione dragaggi, tre, nel Vallone di Muggia, ma su questo abbiamo già diffusamente scritto e parlato, e lo rifarò negli incontri informativi sul territorio che a breve inizieranno a Muggia.
Poi come sempre l'ultima parola, giusta o sbagliata che sia, spetta sempre e solo ai cittadini elettori come si usa in democrazia, solo che stavolta questa non sarà una elezione “normale” ma un referendum su salute, qualità della vita, tutela dei propri legittimi interessi e futuro di Muggia, ma anche di Dolina e Trieste.
Auguri di scegliere per il meglio.
Maurizio Fogar.



Alberi, giardini, antenne e ripetitori scompaiono in queste elezioni. Perchè?

» Inviato da valmaura il 28 August, 2021 alle 10:27 am

Già perchè nessuno parla di una delle principali emergenze del nostro territorio, dove si cementa tutto il cementabile e si vive una progressiva tropicalizzazione di clima e temperature.
Sembra che gli unici ad accorgersene, e da anni non da oggi, siano il Circolo Miani e Trieste Verde.
Mai vista, come negli ultimi dieci anni, una strage immotivata di alberi d'alto fusto in tutto il nostro territorio: dal centro alle periferie e sul Carso.
Mai visto un degrado ed un abbandono totale di giardini, molti ancora sempre inquinati a cinque anni di distanza, ed aree verdi spesso ridotte ad immondezzaio.
Mai visto un fiorire così intenso di antenne e ripetitori di telefonia mobile in ogni dove: di fronte a strutture sociali, sanitarie, scolastiche e nel cuore delle zone più densamente abitate, in attesa frenetica di un 5G, la nuova tecnologia su cui perfino la Comunità Europea ha invitato ad esercitare la massima precauzione in attesa di approfondimenti scientifici sulle ripercussioni per la salute umana e l'ambiente.
Eppure nessuno in questa sgangherata e sempiterna campagna elettorale affronta e si confronta su questo. Continuano a ripetere come dischi rotti di “sviluppo green e futuro sostenibile” e con le mani segano gli alberi, e firmano nuove licenze costruttive in una città che tra immobili pubblici e privati conta circa 16.000 unità abitative sfitte e vuote.
Chi conosce l'impegno non occasionale né elettorale del Circolo Miani e di Trieste Verde su questo, conoscerà anche le proposte operative che abbiamo fatto per fermare questa emergenza che investe pesantemente la qualità della vita, la salute, insomma il benessere della nostra comunità e dove il Comune esercita un ruolo fondamentale.
Vi chiediamo il voto? Certo, perchè non esiste altro modo per cambiare subito questo stato di cose.
Ricordatevelo quando tra poco verrà l'occasione, che altrimenti lamentarsi poi serve a nulla.



Si sfascia il terzo polo tra le beghe di partito. Muggia, che brutta sceneggiata.

» Inviato da valmaura il 27 August, 2021 alle 3:01 pm

Ecco perchè la Lista civica Muggia fin dalla sua nascita votata da centinaia di Muggesani in piazza il 27 giugno, ha sempre tenuto ad essere DISTINTA e DISTANTE, oltre che diversa moralmente, da questo sistema politico che cinque anni or sono, con gli stessi simboli presenti sulla scheda, ha spinto quasi la metà degli elettori di Muggia a disertare i seggi.
Mentre come abbiamo sempre sottolineato alle prossime elezioni per vincere la battaglia e fermare Laminatoio e dragaggi, è indispensabile che tutti i residenti, a partire da quelli che vivono ad Aquilinia, Noghere, Santa Barbara e fino al Lazzaretto tornino a votare in questo vero e proprio referendum emergenziale che oggi coinvolge, e sconvolge, il presente ed il futuro di Muggia, ma anche di San Dorligo e Trieste.
Per questo è nata la Lista civica Muggia e per questo essa rifiuta, rispettando indicazioni e volontà di centinaia di persone che la hanno fondata, ogni apparentamento, ogni ammucchiata con questa politica, nessuno escluso, che ci ha portato in regalo questo “fiore all'occhiello di Trieste” come ha definito la nuova Acciaieria il ministro leghista Giorgetti in visita servile a Buttrio in casa Danieli e poi a Trieste per il G20.
Questa Armata Brancaleone della politica muggesana che ha finora riunito sigle inesistenti da 20 anni sul territorio, e lo si è contato nelle poche persone presenti nella loro prima uscita di piazza Marconi, come i cosiddetti verdi, assieme ad infausti ricordi della politica ai tempi di Tangentopoli, finora ha avuto un obbiettivo preminente: attaccare non il Laminatoio a Caldo, e i Dragaggi, questioni su cui nulla conoscono né tecnicamente né amministrativamente, ma i promotori della Lista civica Muggia e la persona di Maurizio Fogar, come neppure una claque pagata dalla Danieli e dalla Metinvest meglio saprebbe fare.
Ma badate così essi rischiano di mettere a repentaglio il risultato di fermare questa emergenza e di far pagare salatissimo il conto non a Fogar ed al Circolo Miani ma alle intere comunità di Muggia, Trieste e San Dorligo.
Ma questo lo sapevamo, purtroppo, fino dall'inizio: ovvero del tentativo che alcuni politici locali, i cui seggi in Comune erano traballanti assai, avrebbero messo in atto, scoprendosi di colpo “anti” per garantirsi una improbabile riconferma strumentalizzando una questione su cui non hanno capacità e competenza alcune, come fin qui ampiamente dimostrato.
Per questo invitiamo gli elettori che a Muggia in passato hanno votato il Movimento Cinque Stelle ispirandosi ai valori fondativi dello stesso a partecipare con il loro sostegno ed a dare il loro voto a chi meglio di tutti incarna quello spirito e quell'etica che sono stati patrimonio dei due Vaffa-Day fondativi del Movimento: a Muggia ora la Lista civica Muggia.
Per altro unica forza che ha saputo raccogliere il consenso e la solidarietà fattiva nell'opinione pubblica provinciale con il coinvolgimento ed il gemellaggio politico di Trieste Verde che ha assunto il logo di Muggia sulla scheda elettorale e che ha posto al primo punto del suo impegno la battaglia contro la nuova Acciaieria e la questione Dragaggi, con buona pace di tutti gli altri che invece tacciono complici.
Teodor.



Telequattro Sveglia Trieste, una tristezza la pochezza della Tarlao.

» Inviato da valmaura il 26 August, 2021 alle 4:32 pm

I Cinque Stelle ritirano il simbolo dal terzo, oramai duo, Polo.
 
Partiamo dalla notizia dell'ultima ora: ovvero dal ritiro del simbolo dei CinqueStelle dalla raffazzonata coalizione di sigle, in gran parte inesistenti, messa su dalla candidata sindaco Roberta Tarlao. Una vera e propria sconfessione del decantato civismo di un assembramento che ripesca al suo interno realtà inesistenti da 20 anni a Muggia e Trieste, i cosiddetti Verdi, e soprattutto ridà spazio ad esponenti di una classe politica della più buia storia recente di Muggia crollata sotto le inchieste di Mani Pulite.
Se confermata questa decisione rende materialmente impossibile modificare la presentazione delle liste dei candidati che devono essere compilate e stampate sui moduli di presentazione sottoscritti da un numero minimo di cittadini (a Muggia almeno 33). Qualunque modifica “postuma”, oltre ad essere un reato penale, invalida la presentazione delle stesse.
Seguendo la trasmissione, interruzioni della Tarlao permettendo, è emersa chiara la completa impreparazione della stessa sulle principali questioni su cui si deciderà il futuro del nuovo Laminatoio a Caldo, e non solo sulle materie tecniche ma anche amministrative.
Imbarazzante perfino la sua affermazione che del Protocollo firmato dal Comune, che il Sindaco lo rappresenta appieno, può non piacere ma la legge scrive così, legge che nonostante galleggi da oltre 15 anni in questa politica di cui dieci da assessore in Provincia e nella Giunta Nesladek sempre in nome del suo “civismo”, la Tarlao tuttora ignora, non si poteva avere notizia! Quando bastava, tutti i cittadini non solo i consiglieri comunali, scaricarlo da siti internet della Regione FVG a partire dalla fine di aprile. Idem dicasi per la sua ignoranza, nel senso letterale del termine, del progetto pubblicato ad aprile a cura dalla Danieli sulla nuova Acciaieria. E sui dragaggi in questi mesi mai una parola. Come le è stato fatto rilevare da numerosi messaggi letti dalla conduttrice Bucarella di telespettatori che le chiedevano dov'era per cinque ininterrotti mesi quando il Circolo Miani ed il Comitato Noghere, quello vero non il vuoto nome che pretende di rappresentare, organizzavano sei assemblee pubbliche con la presenza di quasi 800 persone che votavano la costituzione della Lista civica Muggia.
Dopo aver tentato di buttarla in rissa dialettica accusando Fogar di menzogne inesistenti quando si è sempre e solo limitato a citare i fatti e le sue dichiarazioni pubbliche e stampate, evidentemente a sua insaputa che mai ha ritenuto di chiederne rettifica alcuna: il perfido Putignano del piccolo giornale.
Non ha profferito verbo sulla famosa audizione in Comune del presidente dell'Autorità Portuale e del Coselag, Zeno D'Agostino, chiamato, non si comprende a che titolo che dovevano farlo o la Danieli o Metinvest, ad illustrare il Progetto della nuova Acciaieria, anche per la semplice ragione che unica esponente delle forze di opposizione non vi ha partecipato, nonostante potesse farlo da distanza. Pertanto ha mancato alla sua prima ed ultima occasione per esprimere la sua contrarietà alla nuova Acciaieria come consigliere comunale, come potete vedere nel video integrale della audizione stessa, con una piuttosto penosa figura di D'Agostino che ogni tre frasi ripeteva “così mi hanno detto” o “così ho capito”. Insomma ha toppato, e le ragioni possono essere solo due: o come consigliere comunale di lungo corso è abbastanza impreparata o pure perchè era allora d'accordo con le cose che Zeno D'Agostino illustrava, ovvero a favore del nuovo Laminatoio.
Teodor.



Alberi, come ti vandalizzo il verde. Fermiamo la mattanza!

» Inviato da valmaura il 25 August, 2021 alle 2:29 pm

Veramente era Attila degli Unni, passato alla storia con il detto che dove passava lui non cresceva più nemmeno un filo d'erba, ma sono i Vandali ad essersi presi immeritatamente il triste uso corrente.
In verità pensavamo che dopo lo stragista di alberi Cosolini non si potesse fare di peggio. Quanto ci sbagliavamo, che la terza amministrazione Dipiazza ha battuto ogni record negativo.
Nelle deforestazioni si muovono ad ondate successive nè più né meno che i barbari: l'incipit fu la mattanza di piazza Libertà, lato Silos, subito dopo hanno cominciato con i “parchi”, dell'ex OPP (165 alberi tagliati in una botta sola) e Rimembranza (18 cedri dai 50 ai 70anni di vita), poi sono passati in zona San Vito-Campo Marzio- Locchi e Campi Elisi, decine di platani e conifere liquidate, inde a Monte San Pantaleone-San Sabba e via Caboto (decine di acacie lussureggianti segate), ora in zona San Luigi: prima all'altezza dell'Orto Botanico, ora nella parte alta del Boschetto, e poi? Oltre alla caccia libera in centro città, vedi Viale XX Settembre e via Giulia.
Non parliamo poi delle “potature” estreme che spesso e volentieri danneggiano gravemente piante, siepi e cespugli, fino a condannarli a morte.
Dopo i nostri primi interventi sul territorio e gli articoli su queste pagine, che leggono eccome se leggono, hanno cercato di farsi furbi. Invece dei soliti avvisi comunali “Abbattimenti alberi e potature” hanno scritto “Manutenzione del verde e messa a dimora di nuove piantumazioni”, che senso del macabro, nevvero?
Ma noi non molliamo di un metro, grazie anche alla indispensabile quanto generosa collaborazione dei residenti che il “Deserto dei Tartari” preferiscono leggerselo o vederselo in pellicola e non viverlo fuori dalla porta di casa.
Ecco perchè è fondamentale che i cittadini scelgano Trieste Verde, si candidino a difesa dei loro interessi, e rivolgano uno sberleffo a tutti quelli che con una mano sventolano slogan quali “Sviluppo Green” e nell'altra imbracciano la motosega.
Ecco riassunte le nostre proposte concrete per il Comune sul verde pubblico e privato.
“A Trieste l'emergenza Clima si combatte così.
Trieste Verde.
Non certo con cortei una tantum con slogan generici in nome di Greta, oppure in incontri e foto opportunity con assessori e politici, cioè i massimi responsabili di questo stato di cose a Trieste, o in convegni e tavole rotonde tra i soliti dotti per i soliti noti.
Che anche qui da noi il clima sia profondamente quanto velocemente mutato a partire dalla fine degli anni Novanta se ne sono accorti tutti, che oramai Trieste viva le più o meno le stesse situazioni tropicali come a Saigon è pacifico.
Allora che fare? Come possiamo intervenire concretamente a casa nostra per contribuire nel nostro piccolo a rallentare la distruzione della Terra?
Semplice, battendosi per rovesciare l'approccio che questa politica, amministrazioni pubbliche e molti privati hanno con il nostro territorio e dove il Comune gioca la parte preponderante.
Bloccare l'inutile mattanza sistematica di alberi d'alto fusto (oltretutto per ritrovare i benefici effetti sul nostro ambiente di uno di questi, i “nuovi innesti”, se mai ci saranno e se avranno adeguata cura e manutenzione, cosa che fino ad oggi non è avvenuta fede ne fa che quasi un terzo delle nuove piantumazioni rinsecchisce e muore dopo una stagione, ci metterà almeno 25 anni).
Applicare la legge statale (vedi nostra denuncia in Procura) che impone ai Comuni sopra i 15.000 residenti di piantare un nuovo albero per ogni neonato registrato all'anagrafe entro sei mesi, impedire la deforestazione del territorio carsico ridotto ad una landa disalberata.
Allargare gli spazi urbani riservati ai giardini pubblici, da anni lasciati inquinati e nel più completo degrado, ed implementare le aree verdi pubbliche e private oggi esistenti.
Per fare ciò bisogna dotare il Comune di Trieste, anzi riportarlo a com'era fino agli anni Novanta, di un Servizio Verde pubblico degno di questo nome ed oggi ridotto ad un simulacro di un pugno di persone.
Applicare il buon Regolamento sul Verde che il Comune si è dato anni orsono e rimasto di fatto lettera morta.
In ultima analisi finirla con la miriade di appalti e lavori affidati a cooperative e ditte esterne, che per risparmiare ed aumentare i profitti si avvalgono di personale precario, sotto pagato e non qualificato, idem scandalosamente dicasi per le perizie sullo “stato” delle piante, affidate alle stesse ditte incaricate degli abbattimenti che, per inciso, costano alle casse comunali molto di più che una eventuale cura della pianta o sua messa in sicurezza.
In ultima analisi riassumere e qualificare in Comune, i corsi della Regione copiosamente finanziati dalla Comunità Europea mica serviranno solo per aspiranti parrucchieri, il personale necessario, sottraendolo al ricatto salariale ed alla precarietà ed interrompendo il costante flusso di pubblico denaro in uscita verso gli affari di privati.
Ed ultimo ma non meno importante, proibire ogni ulteriore cementificazione di un territorio, quello provinciale di Trieste, così piccolo e morfologicamente caratterizzato tra Carso e mare, e che ha ventimila immobili lasciati da anni in degrado, abbandonati e vuoti tra proprietà pubbliche e private. Si chiama “Mattone Zero”, ma zero per davvero non per finta o per chiacchiere un tanto a chilo, che quelle le lasciamo volentieri a questa politica stracciona ed affaristica, o agli “intellettuali” parolai mai visti in questi anni ad impegnarsi al nostro fianco sul territorio e che riscoprono “l'ambientalismo” solo sotto elezioni.
Confidiamo sia chiara e concreta la ragione per cui, su questo argomento, chiediamo la vostra partecipazione, il vostro sostegno ed infine il voto per Trieste Verde.”




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