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Circolo Miani » News Correnti » Page 158

Sepolta dalla malainformazione e dalla malapolitica.

» Inviato da valmaura il 7 January, 2021 alle 12:11 pm

Promemoria per lo smemorato Paolo Rumiz, 21 maggio 2010.
In un articolo sulle tombe del cimitero di Cattinara sul Piccolo di ieri l’inviato di Repubblica, cresciuto giornalisticamente parlando al quotidiano triestino, Paolo Rumiz si chiede “dove sia finita la capacità di indignarsi dei triestini (per le lapidi del piccolo cimitero di Cattinara inclinate dai lavori per la costruenda galleria della Superstrada) …. contro gli affari di Pochi che violentano gli interessi di Tanti”.
La capacità di indignarsi e di reagire del popolo che abita questa nostra terra è stata, tanto per restare in tema catacombale, sepolta da anni di pessima informazione e di una politica impresentabile, attente, queste si, solo agli affari di Pochi, anzi Pochissimi, alla faccia degli interessi vitali della nostra comunità.
E quando c’è ancora una minoranza che resiste allora lo sport prevalente e assolutamente “bypartisan”, attuato cioè con tutto l’accanimento possibile ed usando di ogni mezzo di cui dispongono e cioè praticamente tutti, a partire dal controllo dei quattro organi d’informazione locali e della borsa del denaro pubblico, dai principali apparenti avversari schieramenti politici è quello dell’isolare prima e dell’eliminare poi ogni voce dissonante, fuori dal coro.
E tutte le strade, lecite e non, sono praticabili da chi teme questa “diversità”, come diceva Enrico Berlinguer, che testimonia quotidianamente il malaffare dei potenti, e qui a Trieste più modestamente il sottopotere incrostato dei capataz locali.
Quando l’allora Sindaco Illy si recò in Regione per chiedere al Presidente Antonione di togliere ogni sovvenzionamento pubblico al Circolo Miani, che piaccia o no è da quasi trenta anni la più significativa realtà socioculturale del Capoluogo regionale e sicuramente quella che riscuote la più alta partecipazione di gente alle sue iniziative, nessuno aprì bocca per protestare o indignarsi.
Così quando un anno fa l’attuale Presidente della Regione Renzo Tondo disse pubblicamente, con straordinariamente franca arroganza, che la Regione non avrebbe ripristinato il contributo al Circolo Miani, che pure per legge gli spettava, perché “Non aveva amici in Regione”, ovviamente tra quelli che contano in maggioranza od opposizione, anche allora silenzio tombale. Ad indignarsi anzi il solo Igor Kocijančič, pur essendo la nostra associazione non certamente assimilabile al suo partito.
Sulla stampa locale silenzio completo per gratitudine futura verso Tondo e per corposi interessi aziendali passati, sette milioni di euro in azioni del gruppo editoriale versati dal duo Paniccia-Camber attraverso la Fondazione CRT.
Ciò nonostante siamo ancora qui, un pò acciaccati ma ben decisi a restare vivi, sempre indignati, non rassegnati e confortati dalla tanta gente che martedì 18 maggio ha partecipato in piazza Unità alla nostra manifestazione, e nonostante quanto scritto dal Piccolo, perché gli “indignati” bisogna saperseli meritare.
“I registi che operano nell’ombra continuano a spostare pedine…”. Così si apre, come fatto assolutamente normale l’articolone che occupa tutta la prima pagina di cronaca locale del Piccolo di oggi, dedicato alla politica triestina. Come si parlasse di gossip, dei baci furtivi in discoteca tra amanti VIP. Questo è il concetto di politica che trasuda dalla carrellata di dichiarazioni dei vari boss locali, con la new entry del nuovo vescovo, sulle prossime candidature alle amministrative del prossimo anno (2011).
E la gente, la decantata “società civile” che ci “azzecca”? Cosa hanno da spartire con questi pettegolezzi politici da basso impero o da anticamera da lupanare i problemi veri, i drammi umani, le difficoltà che angosciano e preoccupano ogni giorno il vivere della gente normale?
Che significato assume agli occhi dei comuni mortali questa politica triestina, riportata acriticamente ed amplificata ogni giorno che Dio manda in terra dalla stampa locale?
Altro esempio, sempre nell’edizione odierna del Piccolo.
L’elenco di chiacchiere sterminate, “Balle spaziali” era il titolo di un film di Mel Brooks, un riciclo da lista della spesa mai realizzata, presentate al “Circolo della Repubblica”, Ugo La Malfa e Giovanni Spadolini per loro fortuna sono scomparsi da tempo, da un Sindaco (Dipiazza) che dopo dieci anni non è riuscito neppure a coprire le vasche a cielo aperto del depuratore fognario in centro città, ha preso in giro la gente sull’inceneritore “mai la terza linea verrà utilizzata se non per il fermo manutenzione delle altre due (2001)” ed oggi ne annuncia l’apertura a pieno regime di una quarta. Oppure che “se eletto risolverò in un mese quello sconcio del cadente magazzino vini (sempre 2001)”. E per brevità ci fermiamo qui noi, ma un giornalismo serio avrebbe invece dovuto confrontare queste chiacchiere da Bar Sport con la realtà presente e le promesse passate, non mantenute. Ferriera e Piattaforma logistica in primis.
Chiudiamo con quella barzelletta colossale della prima e speriamo di cuore l’ultima riunione del “Tavolo Ambientale” sulla Ferriera. Un tavolo, l’ennesimo, crediamo il 32° in oltre dieci anni, dove a parlare di tutela ambientale, parolina futile quanto inutile dove in realtà si nasconde ed occulta il dramma della mancata tutela della salute di decine di migliaia di triestini e muggesani, lavoratori per primi, che ha trasformato questa nostra provincia nella capitale italiana per mortalità da tumore, si chiamano a commensali gli autori ed i complici di questo disastro.
Che se era per loro, proprietà Ferriera, assindustria e sindacati confederali, e colleganza politica istituzionale, la vicenda non sarebbe mai nata né uscita nell’opinione pubblica (la sollevarono in perfetta solitudine nel 1998 Circolo Miani e Servola Respira).
Ebbene come l’assassino che torna sul luogo del delitto, sono questi, i protagonisti dello scempio, od i complici silenziosi in questi oltre dieci anni di devastazione, a formare il tavolo ambientale. Ciliegina sulla torta: a presiederlo quel Vittorio Zollia che da direttore regionale all’Ambiente i Carabinieri dovettero coattamente prelevare alla sua abitazione per portarlo in un’aula di Tribunale a testimoniare nel primo processo contro la Lucchini (apertosi su denuncia di una aderente del Circolo Miani) che oggi è stato promosso dal centrosinistra ad Assessore provinciale all’Ambiente, ovviamente per meriti pregressi. Tanto valeva far presiedere questa caricatura di tavolo direttamente all’AD della Lucchini, ora che è tornato a piede libero.



Lo scadente ed immutabile teatrino della politica triestina.

» Inviato da valmaura il 4 January, 2021 alle 12:19 pm

Ogni giorno che passa leggiamo sul piccolo giornale e vediamo sulle due televisioni locali, di cui una sarebbe di “servizio pubblico” pagato dai cittadini col canone, tutti al servizio pedissequo di questa politica, una cronaca desolante della campagna elettorale per le comunali.
A mezzadria tra le liti, quasi sempre finte, tra comari e gli schieramenti immutabili: cambiano i nomi, salvo quello immarcescibile di DiPì, ma la sostanza è invariata da decenni, e le solite parole “svode come canoce”: dall'emergenza climatica, da risolvere con convegni di “esperti”, dalla “riscoperta delle periferie” (???), dalla “città della scienza”, dalla “capitale della cultura”, elitaria quanto mai e via discorrendo.
Poi la solita valanga di promesse, dove la fantasia non ha limiti né pudore: Ovovia, Parco del Mare, Copacabana a Barcola e Playa Beach in Porto Vecchio, Tunnel largo Mioni-via D'Alviano, con ripescaggio quindicinale di Trasferimenti Mercati Ittico ed Ortofrutticolo, rifacimento Galleria di Montebello, ex caserma Polstrada Roiano, Musei di qua e là, senza dimenticare ex Fiera, Palazzo Carciotti e avanti così.
A cui si aggiungono la repentina apertura di cantieri elettorali, tra manutenzioni stradali e giardini abbandonati quanto inquinati.
Ma siamo certi che ne abbiamo dimenticati diversi.
Ecco, forti di una presenza ultraventennale sul nostro territorio, riteniamo invece che le emergenze e le problematiche che devono trovare immediata risposta e soluzione sono ben altre, più concrete e terra terra. E abbiamo la presunzione di ritenere che sono quelle che interessano da vicino la vita dei nostri concittadini, che da tempo hanno scelto in maggioranza di non votare.
Chi ci legge, anche da poco, le conosce benissimo e dunque qui non le ripetiamo.
Ma la prima urgenza per il 2021 è rivoltare come una calza il funzionamento della macchina comunale, a partire dalla riassunzione diretta di tutte quelle attività oggi affidate in appalto a ditte e cooperative esterne, anche per garantire una qualità del servizio e condizioni di lavoro dignitose e sicure a chi oggi vive di precariato dequalificato e sottopagato.
Poi ci sono temi importantissimi su cui da tempo le politiche comunali hanno abdicato alle proprie responsabilità, ne citiamo solo tre: la gestione della sanità territoriale ed ospedaliera, la lotta senza quartiere alla povertà di tanti, francamente troppi concittadini, dedicando ai servizi sociali riformati una corsia preferenziale e tutti i fondi necessari, e la riassunzione di un ruolo, oggi pilatescamente delegato all'Autorità Portuale, sui benefici che una estesa applicazione delle condizioni assegnate dal Trattato di Pace può portare alla città di Trieste ed al suo territorio.
Per fare ciò, per dare priorità ad una comunità equa, solidale, attenta ai bisogni reali dei nostri concittadini, per realizzare nuove concrete opportunità di lavoro, e tutelare qualità della vita e salute dei triestini, consci di essere distinti e soprattutto diversi da questo ciarpame che da tempo ha distrutto il valore della politica e dell'informazione, anche per questo nasce Trieste Verde.
Per ridare dignità a Trieste, ma soprattutto alle persone che la abitano.
Teodor.



Chiudere in bruttezza.

» Inviato da valmaura il 4 January, 2021 alle 12:17 pm

Fa male al cuore leggere le due paginate di intervista che il piccolo giornale dedica ritualmente al podestà senza potere Dipiazza.
Vi chiederete il perché di quel “senza potere”? Semplice lo sanno anche i “sassi”, usando parole sue, che il vero “dominus” in Comune è da anni il Segretario Generale, ed i risultati soprattutto al Tar si sono disgraziatamente per i triestini visti.
Pertanto non ci soffermeremo sui contenuti dell’intervistona, che commentare il nulla è cosa difficile assai.
Non ritorneremo su Ovovie, Parchi del Mare e Piscine, perché a questo punto è come sparare sulla Croce Rossa. Non sfioreremo nemmeno la vicenda Ferriera perché se avesse un minimo di pudore dovrebbe tacere per sempre.
La stroncatura inappellabile sta tutta in questa sua risposta di due righette alla domanda su “Da Roiano al Tram di Opicina, molte opere sono ferme al palo”.
E lo sventurato rispose, manzonianamente declinato al maschile: “Noi la gara per il tram l'abbiamo fatta, non è colpa nostra se poi chi la vince non sa mettere giù i binari e deve subappaltare. A Roiano siamo pronti ad andare avanti ma anche quello è un procedimento complesso (da sedici anni per l’esattezza) con più enti coinvolti.”
Ecco sta tutto in queste due righe il metodo, l’efficienza ed i controlli con cui lavora il Comune di Trieste, tanto a pagare siamo noi.
In un’unica cosa quasi ci azzecca: "e adesso arriva Russo. Non mi ha colpito molto questa sua prima fase, ma di sicuro terrà per i prossimi mesi i colpi migliori”. E temiamo si sbagli nella profezia: tra la Copacabana di Barcola e il futuro della città legato al fiorire di bar, pub, pizzerie e quanto altro nel retro di Porto Vecchio e sulle Rive, allora Trieste non sta messa molto bene.
Riprovaci ancora DiPì.
Teodor.



Vivere con 458 euro mensili.

» Inviato da valmaura il 30 December, 2020 alle 1:10 pm

Caro Babbo Natale, non ti chiediamo regali ma un consiglio: insegnaci come si fa a vivere con una pensione sociale di 458 euro mensili. A Trieste siamo in tanti, migliaia di nuclei familiari, anche se per lo più “viviamo” da soli.
Poiché in molti casi siamo la parte “non produttiva” della nostra comunità, spesso con più di sessanta anni di età, aiutaci per favore, dacci un suggerimento per tirare avanti. Non ti chiediamo poi molto, ma quel poco per te, per noi è tutto.
Per farla breve la metà di quella cifra se ne va per pagare le spese di casa e le bollette, sempre che non si rompa lo scaldabagno, o perda un rubinetto, che già sostituire una lampadina per noi è un problema.
Se poi abbiamo un amico a quattro zampe, a cui non rinunceremmo manco morti, la spesa sale, e non di poco, e incrociamo le dita che, come noi, non si ammali, che non ce lo possiamo permettere.
Siamo divenuti maestri nel riciclare vestiti e scarpe vecchie, ed il riscaldamento lo teniamo sempre chiuso, altrimenti non riusciremmo a pagare i canoni condominiali. La temperatura media nei nostri appartamenti sempre che non soffi la Bora e arrivino le settimane fredde, si aggira tra i 14-15 gradi, e giriamo vestiti in casa come l’omino Michelin. Per il vitto, pasto unico con una spesa giornaliera di tre euro circa.
Ma non ci lamentiamo, vediamo che le vie e le piazze di Trieste sono piene di alberi di Natale e lucette, con tanto di musiche, e che i “nostri” consiglieri regionali hanno incassato i tremila euro netti ed esentasse, per l’indennità di presenza anche nei mesi in cui la Regione era chiusa, oltre si intende alle migliaia di euro di stipendio.
Ora ci chiederanno pure il voto che probabilmente non daremo perché in questi anni per noi non è praticamente cambiato nulla.
Babbo, aiutaci Tu.



La “misteriosa puzza”.

» Inviato da valmaura il 29 December, 2020 alle 1:09 pm

More solito oggi sul piccolo foglio locale, oltre a spottoni giganteschi offerti alla propaganda elettorale della Giunta Dipiazza (sarà la quarta volta in meno di due mesi che ripresentano la stessa notizia: i cantieri elettorali su giardini ed aree giochi bambini, poi avanti con la fantasmagorica nuova piscina in Porto Vecchio e Dipiazza di qua e di là).
Poi c'è l'inserto speciale dedicato all'inutile e nefasto parco del Mare.
Ed ecco comparire una notizia in una colonnetta marginale: una “misteriosa puzza” a suon di “idrocarburi” che ha impestato diverse zone di Trieste, e non solo.
Ohibò e che sarà mai? Andiamo per ipotesi, anche perchè i controlli li ha fatti l'Arpa: una corposa mangiata di fagioli alla messicana conditi col petrolio, stile il compianto Bud Spencer che lui almeno faceva ridere eccome, di qualche petomane. La solita Ferriera che, peccato per i loro alibi, però è ferma da aprile, oppure il depuratore fognario cittadino, nuovo, carissimo, ma esalante miasmi come e più del vecchio, ma al guano non a idrocarburi.
Il riscaldamento condominiale a nafta? Vallo a trovare.
Ed allora per eliminazione, con buona pace pure di una Capitaneria di Porto che per due decenni non si è accorta della vistosa modificazione della linea di costa per una area di “solo” otto campi di calcio messa in atto dalle proprietà precedenti ad Arvedi interrando abusivamente il Vallone di Muggia con fanghi tossici, loppa e scarti di lavorazione dalla Ferriera, insomma quasi come la “credibile” Arpa, e si che bastava solo guardare le foto su Google Maps.
Ed allora, dicevamo, il sospetto porta forse alla Siot? Che guarda caso proprio di idrocarburi vive?
Mah! Ai triestini, sempre che abbiano mantenuto il senso dell'olfatto insidiato dal Covid-19, l'ardua risposta. Ed un nostro promemoria: chi da decenni si batte contro tutto ciò?
Qui la risposta è facile facile: il Circolo Miani con i Comitati di Quartiere ed ora Trieste Verde.
Ma non preoccupatevi non ci troverete mai menzionati su stampa e televisioni, noi operiamo da decenni sul territorio per la nostra salute e qualità della vita non per le passerelle propagandistiche e gli appelli sul nulla. E chi ha un briciolo di memoria e tanticchia di dignità dovrebbe saperlo.
Prosit.




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