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Circolo Miani » News Correnti » Page 158

Palasport? Bastavano due tavolini al Bar Sport.

» Inviato da valmaura il 17 December, 2011 alle 2:44 pm

Una catastrofe ampiamente annunciata e cercata.

Potremmo dire semplicemente che siamo confortati dal totale insuccesso della cosiddetta “assemblea” pubblica promossa dalla Settima Circoscrizione ieri al palasport di Chiarbola. E poi spiegheremo il perché di questo totale insuccesso che porterebbe, in qualunque paese normale e civile, alle immediate dimissioni dei suoi protagonisti: l’assessore al decentramento Emiliano Edera, ed il presidente della Circoscrizione, Francesco Bettio, che invece l’assessore all’Ambiente Umberto Laureni ha ben più fondate e diffuse motivazioni per lasciare il suo incarico. Ma anche di questo parleremo in seguito.

Poiché una informazione degna di questo nome, dunque non del piccolo giornale e della stampa e tivù locali, impone di separare i fatti dalle opinioni di chi li scrive, partiamo appunto dai fatti e cominciamo dalla cronaca della manifestazione organizzata ieri al palasport di Chiarbola.

Persone presenti sulla gradinata (posti 900) poco più di trenta e per completezza li citiamo uno ad uno.

Cominciamo dai sedici consiglieri circoscrizionali, insomma gli organizzatori, proseguiamo poi con i tre assessori accorsi, Laureni, Edera, con la fugace apparizione della Famulari, i due consiglieri comunali di maggioranza presenti, De Carli e Mozzi, ed un gruppo di cinque parapartitici: Tam, Pacor, Gemiti, Cecco ed un candidato della Lista Cinque Stelle. A fianco a loro il rappresentante di una associazione di pompieri volontari, i tre di una onlus servolana e sette cittadini di cui cinque invitati ed informati della cosa dal Circolo Miani. Per un totale di 37 persone, di cui cittadini non politicizzati appunto 7.

Circa cinquanta persone hanno preferito non entrare e se ne sono andate, erano cittadini espressione del Circolo Miani e dei Comitati di Quartiere.

Tutto ciò nonostante una tambureggiante campagna di informazione promessa ed attuata dall’assessore al Decentramento, Edera, il buon cuore del piccolo giornale che alle sei righette esatte del Comunicato Stampa del Comune (chiunque può leggerselo sul sito Rete Civica) di cui una e mezzo occupata dalla dicitura della Circoscrizione, ha aggiunto altre dieci e passa righe di commento per un titolo a due colonne, i volantini della Circoscrizione diffusi nei quartieri con l’invito ad appiccicarli per ogni dove.

Gli intervenuti nel rapido dibattito che aveva impropriamente il titolo “La parola ai cittadini” e che si è concluso ben prima del previsto orario di chiusura (le 19.20!) hanno di fatto finalizzato il tutto alla emergenza Ferriera.

Alcuni dei presenti ci hanno riassunto l’intervento del semprepiùnervoso assessore Laureni di cui riportiamo una sintesi, e ci scuserà l’interessato della eventuale presenza di alcune inesattezze.

Ha definito un “disastro” (un gentile eufemismo) l’incontro pubblico tenutosi quasi un mese fa dalla Giunta itinerante con i cittadini della Settima Circoscrizione alla scuola Caprin. Ha detto che, con grande rispetto del galateo parlando di un assente ma ieri mancava l’esperto del bon ton, il suo collega Omero, con Maurizio Fogar non si può parlare “perché ripete sempre le stesse cose”.

Ha detto che se la proprietà della Ferriera non metterà in atto tutte quelle misure (che non ha appunto nemmeno lontanamente attuato in quindici e passa anni e certamente non pensa di farlo oggi, piena di debiti e sull’orlo della chiusura) idonee a ridurre le emissioni inquinanti,  a partire dal primo febbraio 2012 lui assieme al sindaco Cosolini studieranno che provvedimenti prendere nei confronti della russa Severstal, ed ha accennato ad una diffida.

Ha detto, ricitando un assente, che lui non è, come scrive Fogar, paragonabile al passato sindaco Dipiazza (veramente Fogar lo aveva equiparato per parità di ruoli al precedente assessore Bucci e il riferimento all’ex sindaco era con l’attuale, ovvero Cosolini), e non è vero che i suoi comunicati stampa sono uguali a quelli emessi in dieci anni dalla passata amministrazione (infatti la data è diversa). Ha di nuovo chiesto di dare tempo alla nuova amministrazione che si è appena insediata (sette mesi) per lavorare.

Ecco questa in sintesi la cronaca, e capiamo la difficoltà sovrumana incontrata dall’inviato del piccolo giornale a “pompare” un nulla di un flop epocale nel pezzo gridato di oggi sulla cronaca locale.

Questi i fatti. Ora le considerazioni. E partiamo dalla fine.

Se sette mesi di governo della città sono insufficienti ad elaborare una serie di interventi su di una vera e propria emergenza cittadina, che tiene banco da oltre tredici anni nel dibattito politico-sociale ed economico di Trieste, non vorremmo arrivare a sentirci ripetere le stesse cose nel 2016 quando si ritornerà a votare per il Comune, la Provincia finalmente non dovrebbe più esistere, e nessuno per altro se ne accorgerà ed è sperabile che l’attuale simulacro delle Circoscrizioni subisca analoga sorte.

L’assessore, semprepiùnervoso, all’ambiente trascina il calendario a suo piacere. Mesi fa aveva detto che il “piano” del gruppo di lavoro da lui ideato avrebbe dovuto concludersi e diventare operativo a partire dalla fine di ottobre (registrazione sedute della cosiddetta consulta sull’ambiente). Ora slittiamo a febbraio del prossimo anno per un atto che al massimo si configura in una diffida del sindaco. Non se ne abbia a male ma sui nostri tavoli ci sono le copie delle quattro diffide a firma Dipiazza emesse dal Comune nel decennio precedente. I cui esiti appunto sono sotto gli occhi, le orecchie, i polmoni e la pelle di tutti.

Ed ancora una domanda all’uomo (sempre il Laureni) che nel suo appellato “disastro” della precedente assemblea alla Caprin si era autodefinito “come la persona che qui dentro conosce la Ferriera meglio di tutti voi”, suscitando più che giustificati lazzi e sberleffi da parte di alcuni ex lavoratori e tecnici della fabbrica presenti in sala. Come mai, visto che conosceva di tutto e di più, in questi tanti anni non l’abbiamo mai sentito intervenire pubblicamente, non dico alle centinaia di assemblee e manifestazioni organizzate, che magari ad un esponente della sinistra radicale può dare un tanticchio di fastidio scendere in corteo con il “popolo”, ma magari sui giornali su, che ne sappiamo, l’interramento del Vallone di Muggia per un’area pari ad otto campi di calcio con una discarica abusiva di 370.000 tonnellate di rifiuti tossici, oppure sulle emissioni di diossine dall’impianto di agglomerazione, fino al più recente sequestro delle nuove discariche abusive nella acciaieria dismessa. Era distratto lui, eravamo distratti noi, che magari lo ha fatto riservatamente, con grazia e bon ton, e noi non ce ne siamo accorti, e nella qual cosa gli porgiamo anticipate scuse?

Comunque se si rivolge all’Ufficio Stampa del Comune, oggi arricchitosi della nuova portavoce del sindaco, potrà trovare decine di articoli del piccolo giornale, o del suo omologo in lingua slovena, degli anni scorsi che scrivono esattamente le cose riportate sul piccolo giornale di oggi, con gran risparmio di fatica e fantasia per l’inviato di ieri.

Se il “ripetere sempre le stesse cose”, peccato che queste “cose” il Laureni non le abbia ricordate ieri, è una colpa da parte di Maurizio Fogar, ebbene allora è una colpa pretendere il rispetto della legge, la tutela della salute, e di un lavoro dignitoso.

Perché la cosa originale è che si attacchi Maurizio Fogar nella sua persona (oggi gli epiteti che vanno per la maggiore sono “showman”, “demodè”, “capopopolo di un popolo di maleducati”, e così andando) ma non si abbia mai, in corso di decine di incontri, audizioni, dibattiti smentito nel merito una delle “cose” che Fogar diceva, e non erano poche né leggere, dei fatti e delle leggi che citava.

E ieri, come nella migliore tradizione stalinian-goebbelsiana, non si è fatta differenza.

Ma d’altronde l’organizzazione della manifestazione al Palasport ha seguito solo una logica, quella di emarginare il Circolo Miani, i Comitati di Quartiere ed ovviamente Maurizio Fogar.

E pensare che la proposta di promuovere questa assemblea che doveva essere un vero e proprio momento di partecipazione e discussione dove i cittadini che vivono nei quartieri che da Altura e Borgo San Sergio arrivano fino a Chiarbola, passando per San Sabba, Monte San Pantaleone, Valmaura e Servola, avrebbero indicato e scelto le soluzioni che la politica avrebbe dovuto ascoltare, apprezzare e realizzare per risolvere le tante, troppe emergenze che quotidianamente mettono a repentaglio la qualità della vita e la tutela della salute di un quinto della popolazione del Comune di Trieste, ma che inevitabilmente sconvolgono la vita di tutta la città e di Muggia, orbene l’idea e la proposta era stata avanzata dal Circolo Miani, dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere, ed inserita nel programma di maggioranza, che aveva espresso la rappresentante dei Comitati, eletta con oltre 840 e passa voti, alla Circoscrizione nella Lista “La Tua Trieste”. Anzi questa iniziativa era uno dei tre punti vincolanti del programma concordato che aveva spinto la rappresentante de “La Tua Trieste-Comitati di Quartiere” a dare il suo voto, determinante, alla elezione dell’attuale Presidente della Circoscrizione. Ma quella Assemblea non era la farsa a cui tristemente abbiamo assistito ieri. E la cronaca di questo flop voluto e cercato dai partiti politici, senza distinzione alcuna, sta tutta nella Interrogazione fatta all’assessore Edera, ancora senza risposta e pubblicata nell’articolo “Una Provocazione” che trovate qui sotto nella rubrica Notizie sul sito.

Sta in un assessore, indicato dall’Italia dei Valori locale, una sbiadita ed irriconoscibile copia di quel partito che esprime Di Pietro e De Magistris, visto che qui nel Comune che concorrono a governare (?) chiedere il rispetto della legalità diventa un fastidioso optional, come nel caso della mancata adozione da parte del Comune di quel Piano d’Azione Comunale, con la “C” e non la R sul Decreto Legge, contro l’inquinamento industriale, pur reso obbligatorio da una legge dello Stato entro e non oltre il 2005!  Una delle cose che appunto “ripete” Maurizio Fogar.

Sta nella ridicola risposta data alla Circoscrizione che la premessa fondante per la partecipazione dei cittadini, la lettera da inviare a tutti i nuclei famigliari risiedenti nel territorio amministrato dalla Settima Circoscrizione, veniva respinta “perché costava troppo”, alcune migliaia di euro per l’affrancatura, e che poi “magari anche le altre Circoscrizioni a loro volta ce lo avrebbero chiesto e la spesa non era sostenibile”: Emiliano Edera (IDV).

Se un assessorato, con una delega così significativa per chi della partecipazione dei cittadini alle scelte della comunità ha fatto il proprio slogan elettorale, non ha qualche decina di migliaia di euro all’anno nel suo bilancio, orbene allora meglio abrogarlo e così risparmiare ancora più quattrini.

Sta nella risibile opposizione mossa, o per meglio dire lievemente accennata, da parte di una Circoscrizione che ha scelto di rifiutare quella opportunità di fondare un nuovo rapporto tra istituzioni e cittadini, rifondare una politica espressione del territorio, che Circolo Miani e Comitati di Quartiere attraverso la consigliera de La Tua Trieste le proponevano, per ridursi ad una brutta copia in sedicesimi di quel teatrino della politica che ha portato al maggioritario distacco della gente da questa casta partitica - a Trieste alle ultime amministrative non ha votato più del 50% degli elettori – e che ha prodotto quel disastro che è sotto gli occhi di tutti, meno ovviamente dei politici, di professione, od aspiranti tali.

Anzi di più, la Circoscrizione abdicando al suo ruolo politico prima che istituzionale, da alcune settimane a questa parte ha lavorato, dedicando ben due sedute all’argomento e sfornando un “regolamento per l’assemblea pubblica”, come neanche ai tempi del Miniculpop di Benito, per rompere l’accordo con chi aveva ideato la proposta, e per espropriare i cittadini dell’iniziativa, emarginando i promotori, accettando il veto assessorile sull’invito, e dando di fatto la gestione dell’iniziativa del Palasport ai partiti.

Come sia finita lo si è visto e fotografato. Potremmo qui dire che era scontato: oggi tutto quello che i partiti toccano non diventa oro ma come un Re Mida al contrario, si trasforma in materia organica nemmeno buona per il concime.

No non siamo felici per nulla di questa loro disfatta fallimentare. Sappiamo che i responsabili non la capiranno, né ne trarranno le ovvie conseguenze. Chi continuerà a parlare di tombini e marciapiedi, seguendo rigorosi ordini di scuderia su ogni cosa salga di una spanna dal parere consultivo sulla pitturazione di un passaggio pedonale. Chi gongolerà per aver fatto fallire una cosa che poteva essere pericolosa per il loro sistema di sottopotere locale. Chi continuerà a ripetere, lui sì fino all’oramai evidente paranoia politica e non, che con Maurizio Fogar  “non si può parlare perché ripete sempre le stesse cose”, ma soprattutto perché il PAC sull’inquinamento industriale è meglio non averlo perché qualcuno allora potrebbe chieder conto del perché il Sindaco non rispetti la legge come altri suoi colleghi ed avendo lo strumento per farlo, ad esempio, non ordini la sospensione temporanea della produzione in Ferriera (atto che badate non mette a rischio i posti di lavoro, messi invece a repentaglio dal quasi fallimento della proprietà), o all’Italcementi.

No, noi che come Circolo Miani in quel Palasport di Chiarbola avevamo promosso tre precedenti assemblee, l’ultima con quasi 900 partecipanti e alle altre c’erano state 500 e 400 persone, siamo tristi perché i partiti con i loro codazzi di sparuti fan locali, hanno impedito ai cittadini di parlare, non solo di Ferriera, ma dell’Italcementi, del vecchio e nuovo Inceneritore, delle vasche a cielo aperto del Depuratore fognario cittadino, dei 50.000 metri quadrati di Eternit che circondano i nostri quartieri, del traffico insopportabile di mezzi pesanti e non, di una scuola con 850 bambini inserita nel cuore di queste schifezze, di un ipermercato che ha massacrato la vita di Chiarbola, delle condizioni di vita disumane in cui sono state sbattute migliaia di persone in complessi da abbattere ieri quali i “Puffi” di via Grego, o il “serpentone” di Valmaura. Dell’isolamento e dell’abbandono in cui si trovano zone quali Altura, Monte San Pantaleone dopo oltre un ventennio di pessime amministrazioni comunali.

Ecco tutto questo è stato precluso da un colpo di mano, l’ennesimo, dei partiti tutti, nessuno escluso.

Ecco perché anche se i fatti ci hanno dato clamorosamente ragione siamo tristi per una occasione importante volutamente sprecata. Per la gente presa in giro ancora una volta, per il regalo fatto alla politica degli interessi inconfessabili, o peggio ancora alla monaggine di parte.

Andandosene le cinquanta persone che si sono rifiutate di partecipare a questa farsa in un Palasport desolantemente vuoto e grigio che ospitava “La parola ai (sette) cittadini” hanno srotolato uno striscione: “E’ dal 1998 che i cittadini parlano, ad una politica sorda, incapace o peggio…”.

 

 

 

 

 

 




Lunedì alle ore 18, al Circolo Miani, Assemblea. Ferriera e dintorni. Nulla di nuovo sotto il cielo sporco.

» Inviato da valmaura il 10 December, 2011 alle 1:02 pm

Siamo alle solite. Ieri per il Gazzettino Rai si è sentito il solito comunicato sfornato oramai in fotocopia da anni dal Comune di Trieste, sono cambiate solo le firme: prima Dipiazza e Bucci, ora Cosolini e Laureni, che il testo è uguale.

Se la Ferriera continuerà a sforare i limiti di legge, studieremo le misure da prendere”.

In verità almeno nei primi cinque anni del suo mandato di Sindaco (2001-2006), Roberto Dipiazza era stato più, diciamo, “istintivo” con uscite ripetute sul piccolo giornale et similia del tipo “se sfora ancora quel cancro lo chiudo domani”. Come sia andata lo hanno poi visto tutti negli anni.

Quel “cancro” come crudemente lo definiva Dipiazza ha continuato ha sfornare inquinanti cancerogeni ben al di sopra del limiti consentiti dalla legge a tutela della salute, e politici ed amministratori di ogni colore e grado si sono girati dall’altra parte continuando saltuariamente a recitare la parte in commedia di loro competenza.

Il Circolo Miani ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere (da San Sabba a San Vito-Campi Elisi, passando per Chiarbola, Servola Respira, Valmaura e Monte San Pantaleone) dal 1998, grazie pure alla collaborazione e partecipazione di tecnici del settore, magistrati e soprattutto medici, del Centro Tumori di Trieste e del Burlo, hanno raccolto i dati ufficiali e non dei livelli di inquinamento, delle patologie correlate, e hanno continuato a trasmetterli alle autorità competenti (ASS-ARPA-Regione-Provincia-Comune-Procura) con risultati pressoché vicini allo zero.

E d’altronde non poteva che essere così, gran parte di questi che avevano il compito di effettuare i controlli a tutela della salute e dell’ambiente in realtà sono stati in questi anni i migliori alleati di questa proprietà russo-bresciana.

Abbiamo perciò capito da tempo che perseguire questa strada non portava da nessuna parte, come i fatti hanno ampiamente dimostrato, ed allora abbiamo deciso che una premessa decisiva per la soluzione del problema stava nel prosciugare questa palude di omertà e complicità che garantiva gli interessi di pochi affaristi contro il bene della comunità.

Oggi questa scelta appare vieppiù l’unica strada percorribile se si vuole veramente cambiare questo inverecondo stato di cose, e ci dispiace rilevarlo non c’è stata, né c’è oggi alcuna differenza di comportamento tra i governi di centrodestra e centrosinistra a livello locale.

Il fallimento di questa politica è sotto gli occhi di tutte le persone libere ed oneste, e non serve del sottopotere o legate ad interessi ed amicizie personali utili solo ad offrire ulteriori alibi agli sciagurati protagonisti di questa politica degli affari o, nella migliore delle ipotesi, dell’incapacità più totale.

Un esempio per tutti sta nei 27 tavoli messi su da Regione-Provincia-Comune a partire dal 2001 che dovevano rispondere alla richiesta fatta dalla proprietà della Ferriera di una sua chiusura nell’anno 2009 e servivano dunque a trovare una soluzione sul che fare dell’area così dismessa e dove ricollocare i lavoratori. Orbene in dieci anni che sono dieci dai 27 tavoli non è stato partorito un progetto che sia uno!

Quando il Comune parla di “studiare” le misure da prendere e però si rifiuta oggi come ieri di adottare quello che la legge dal 2005 impone a tutti gli enti locali, cioè il Piano d’Azione Comunale contro l’inquinamento industriale, come invece ha fatto per quelli contro il traffico ed il riscaldamento, orbene in questo appare chiarissima la vacuità di quelle parole. Possono “studiare” quanto vogliono ma senza il PAC apposito non hanno, attenzione per loro precisa volontà, lo strumento legale per intervenire concretamente e non chiacchierare inutilmente.

Per cambiare lunedì 12 dicembre, alle ore 18, al Circolo Miani, in via Valmaura 77 a Trieste, assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini.

Che oggi le chiacchiere stanno a zero.




Rifiuti: Ferriera, depositati a loro insaputa.

» Inviato da valmaura il 8 December, 2011 alle 12:03 pm

Proseguendo nella migliore tradizione italiota, inaugurata da quel ministro, poi costretto alle dimissioni (Scaiola del PDL) che si era visto comperare i due terzi della prestigiosa abitazione con vista Colosseo “a sua insaputa” da un imprenditore. Così anche la recentissima scoperta del parco rifiuti - scommettiamo che risulteranno altamente tossici? – rinvenuto all’interno della Ferriera dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Udine, è figlia di NN, tradotto di nessuno.

Insomma la proprietà, sempre la stessa dal 1995 (il Gruppo Lucchini ora controllato formalmente dalla russa Severstal e sostanzialmente dalle banche creditrici) dichiara di ignorare la loro esistenza e tanto più la loro provenienza.

Silenzio assoluto anche da parte di chi lavora in quello stabilimento, e per primo risente del danno alla salute di questo e tantissimo altro. Dei sindacati, che come ricordava con un intervento di rara comicità, nell’ultima burrascosa riunione della Giunta itinerante tenutasi alla scuola Caprin di Valmaura, un rappresentante di UGL-Forza Nuova, dopo essersi esibito in sperticati complimenti all’attuale amministrazione comunale di sinistra-centro-sinistra, per altro ricambiati dagli interessati assessori presenti, “vigilavano costantemente nei vari reparti della fabbrica, girando continuamente a controllare”.

E come no! Infatti hanno interrato abusivamente il Vallone di Muggia estendendo il perimetro della fabbrica per un’area pari a otto campi di calcio, e questi non se ne sono accorti. Lo avrebbero fatto, secondo l’accusa che ha portato agli arresti ed in carcere, sempre su indagine dei NOE di Udine, i dirigenti della Ferriera, smaltendo-interrando una inezia pari a 370.000 (si avete letto bene: trecentosettantamila) tonnellate di rifiuti speciali e tossici, costruendo addirittura una collina artificiale, con un continuo viavai di camion e caterpillar ed ovviamente nessuno dei “vigilantes”, ufficiali e non, se ne era accorto. Infatti i rifiuti si autoscaricavano, come il mare si autorestringeva tale e quale il biblico Mar Rosso.

Pensate un po’ a loro insaputa qualcuno insomma nell’anno 2003-2004 è entrato nello stabilimento, sacchi in spalla, e magari con qualche vecchio elettrodomestico fuori uso tanto per approfittare dell’occasione, avrebbe scavato delle buche di colmata, dette casse, le avrebbe riempite di rifiuti a tonnellate, eppoi per sovrappiù trovando casualmente a disposizione del cemento e del bitume, avrebbe pure, e ci mancherebbe, coperto il tutto per puro hobby. Magari e perché no, siamo pur sempre asburgici, come recitava quella macchietta di ex ministro all’Ambiente, piantandoci sopra qualche aiuola, giusto per ingentilire il tutto. Ovviamente senza che nessuno, a partire da proprietà e sindacati ne fossero nemmeno lontanamente a conoscenza, o fossero sfiorati dal ben che minimo dubbio alla vista di queste colmate di cemento e asfaltature spontanee, autoriproducentisi per impollinazione da ammoniaca.

Ma nessun sospetto è venuto nemmeno ai nostri controllori locali, a partire dall’ASS e dall’ARPA, a quel Gubertini della Regione, o a quei tecnici magari oggi assessori che recentemente hanno affermato, sempre alla scuola Caprin, di “conoscere la Ferriera meglio di voi tutti”, suscitando lazzi e sberleffi tra i vecchi lavoratori presenti in sala, segni evidentemente assai premonitori visto l’ennesimo episodio di ieri.

E questa sarebbe la credibilità di una proprietà alla quale il Comune di Trieste, la Provincia e la Regione, con ASS e ARPA quali corifei, vorrebbero prolungare l’AIA fino al 2017 però con nuove e soprattutto “rigorose” prescrizioni.

E non ci ripetano di “portare pazienza” che “siamo appena arrivati in Comune” che non è vero. Intanto l’appena sta per sette mesi, poi questi stessi signori hanno (s)governato negli ultimi sedici anni Comune, Provincia e Regione. I nomi, come i partiti, sono sempre gli stessi (Illy-Tondo-Illy-Tondo-Cosolini-Poropat-Dipiazza-Cosolini).

In altri e più normali paesi europei, per non parlare degli Stati Uniti, da tempo i protagonisti di tali nefandezze se non starebbero a guardare il cielo a scacchi, cosa che non ci piace augurare a nessuno, sarebbero per strada a mendicare con le pezze al culo. Il loro nome sarebbe reietto e maledetto dalla stampa e dalla pubblica opinione. Ma qui siamo a Trieste, ragazzi, e con gli organi d’informazione che ci ritroviamo questi possono continuare a dormire sonni tranquillissimi, magari con un vago odore di ammoniaca nelle narici.

PS: In questo clima di omertà nella mitteleuropea Trieste da fare invidia a Corleone e Partitico, o di sorpreso stupore natalizio, tutto questo stava già scritto e descritto, parliamo dell’inquinamento dei terreni e delle falde acquifere con meticoloso elenco delle tossicità presenti, in almeno otto verbali delle Conferenze nazionali decisorie del Ministero dell’Ambiente a partire dall’anno 2002. Verbali inviati a tutti qui a Trieste ed in Regione, e come appare acclarato, da tutti non letti.




Una Provocazione.

» Inviato da valmaura il 23 November, 2011 alle 12:01 pm

Lettera aperta ai Consiglieri della Settima Circoscrizione ed ai Capigruppo consiliari del Comune.

Non c’è altra parola più idonea che trovo per commentare l’incredibile vicenda della concessione del vecchio Palasport di Chiarbola per una Assemblea pubblica promossa dalla Circoscrizione sulle problematiche del territorio.

La storia è ben riassunta nell’interrogazione qui sotto.

Orbene la vicenda si è arricchita appunto di una risposta che ben giustifica il titolo di questa lettera.

A distanza di due mesi e mezzo dalla richiesta formale all’Assessore al Decentramento e Sport, Emiliano Edera espresso dall’Italia dei Valori, inoltrata il 7 settembre e sottoscritta da tutti i venti consiglieri della Settima Circoscrizione, ieri, ovvero lunedì 21 novembre è pervenuta una email alla segretaria della Circoscrizione che comunicava che la data prescelta dall’assessorato al Decentramento per concedere il Palasport era quella del 30 novembre!

Ovviamente si presume che gli uffici del decentramento ben conoscano il regolamento comunale che prevede come la Settima Circoscrizione debba deliberare l’accettazione della data nella prima seduta utile, ovvero quella del 28 novembre sera.

Come informare i cittadini, come organizzare l’assemblea promuovendola sul territorio è cosa che evidentemente l’assessorato al Decentramento pensa si possa fare in meno di ventiquattro ore. In fin dei conti si tratta solo di avvisare quarantunmilaottocentotrentacinque persone.

Questa tempistica la dice chiaramente su quale sia la reale intenzione dell’Assessore al Decentramento nel prodigarsi per la miglior riuscita della partecipazione di cittadini all’iniziativa.

Viene solo da domandarsi se per il raduno dei cittadini di fede islamica o per la giornata sulla catechesi con il Vescovo Crepaldi, recentemente tenutesi sempre al Palasport di Chiarbola, i tempi di fissazione della data e la sua comunicazione, abbiano avuto la stessa solerte e rapida tempistica ed il preavviso di cui sopra.

Una ultima considerazione: l’amministrazione comunale, di cui la Settima Circoscrizione è parte integrante, ha la precedenza assoluta nell’usare per le proprie iniziative le strutture di proprietà del Comune, ergo il Palasport di Chiarbola che tra l’altro risiede nel territorio amministrato dalla Circoscrizione.

Mi rivolgo pertanto ai Consiglieri della Circoscrizione perché rivendichino il senso di responsabilità, di dignità dell’organo di cui fanno parte, e la loro stessa funzione di eletti dai cittadini nel respingere al mittente questa che appare a tutti gli effetti come una semplice provocazione, o peggio una presa in giro, soprattutto di quel tanto sbandierato concetto di “partecipazione”, così spesso abusato dalla politica, e che poi al dunque si dimostra un arido slogan come questa storia insegna.

Con viva stima.

 

Maurizio Fogar

Presidente Circolo Miani

 

Segue testo Interrogazione.

 

VII Circoscrizione (Servola - Chiarbola - Valmaura - Borgo San Sergio)

Comune di Trieste

I N T E R R O G A Z I O N E

Trieste, 15 novembre 2011

Gentile Assessore al Demanio, Patrimonio, Decentramento, Servizi informatici, Sport Emiliano Edera

 In risposta alla Sua di data 7 novembre c.a. vado a ricordarLe la cronistoria di questa vicenda.

Con lettera dd. 7 settembre il Presidente Bettio Le comunicava formalmente che il Consiglio della Settima Circoscrizione, all’unanimità dei suoi componenti, aveva deliberato di organizzare nella sede del vecchio Palasport di Chiarbola un’assemblea pubblica per ascoltare, informare i residenti delle problematiche inerenti le emergenze legate all’inquinamento, alla qualità della vita ed alla tutela della salute, presenti sul territorio di sua competenza. Questa richiesta Le veniva inoltrata con lettera dd. 7 settembre. Nella lettera si chiedeva di svolgere l’iniziativa in una fascia oraria precisa (dalle ore 18 alle ore 20) di un giorno feriale, la cui scelta veniva rimandata per ovvie ragioni ai Suoi uffici, entro i mesi di settembre – ottobre.

Non ricevendo risposta alcuna dal Suo ufficio, Le veniva richiesto un incontro formale dove illustrarLe personalmente l’importanza dell’iniziativa. Tale incontro veniva dalla Sua segreteria fissato, in un primo momento, per il giorno 20 settembre e poi spostato per Suoi impegni lavorativi al 28 dello stesso mese. All’incontro, svoltosi presso il Suo assessorato, hanno partecipato il Presidente della Settima Circoscrizione, la sottoscritta in veste di Coordinatrice della Commissione Ambiente Salute e Qualità della vita della Circoscrizione e da cui era stata avanzata la proposta di cui sopra, ed al Presidente del Circolo Miani, il giornalista Maurizio Fogar che era stato invitato quale esperto a svolgere la relazione introduttiva all’Assemblea circoscrizionale.

Nel corso dell’incontro Lei aveva immediatamente confermato la concessione del Palasport di Chiarbola; aveva annunciato l’immediata attivazione dei Suoi uffici per fissare la data nel senso richiesto dalla Circoscrizione, ed aveva rimandato alla riunione della Giunta comunale immediatamente successiva, ovvero del lunedì 3 ottobre, la conferma della modalità di invito dei cittadini, ovvero, come richiesto dalla Circoscrizione e confermatoLe nell’incontro, una lettera circolare a tutti i nuclei familiari residenti nel territorio della stessa, che avrebbe anche contenuto le informazioni sulle modalità e gli orari di funzionamento dei servizi che la Circoscrizione offriva ai cittadini.

Lei aveva preso l’impegno di richiamare il Presidente Bettio la sera stessa del lunedì 3 ottobre per dare le risposte da confermare.

Da allora non abbiamo avuto più il piacere di sentirLa nonostante ripetuti tentativi di rintracciarLa telefonicamente in assessorato ed al Suo cellulare di servizio.

Poi in data 8 ottobre, la Circoscrizione riceveva una Sua comunicazione in cui si richiedeva, dunque per la terza volta, l’ordine del giorno, insomma di cosa si parlerà, dell’assemblea in questione.

In data 14 ottobre,  si provvedeva, tramite lettera del Presidente Bettio, ad ottemperare a quanto da Lei richiesto non ricevendo più alcuna Sua notizia.

Noto che dopo l’incontro pubblico tenutosi il 26 ottobre u.s. al Circolo Miani, su iniziativa dell’Associazione e del Coordinamento dei Comitati di Quartiere, con alcuni dei Capigruppo di maggioranza in Consiglio Comunale, era stata evidenziata l’inerzia del Comune alla richiesta della Settima Circoscrizione essendo già scaduti i due mesi entro i quali si chiedeva di fissare la data.

Il 7 novembre Lei ci scrive una nuova lettera dove afferma testualmente che “L’Amministrazione intende concedere” e si nota una certa discrepanza su quanto Lei aveva detto nell’incontro avuto nel Suo assessorato il 28 settembre, dove ci assicurava che per “la concessione del Palasport di Chiarbola la risposta era da subito si”.

E pertanto faccio fatica a comprendere il senso di quel “intende concedere”.

La Sua lettera non indica, nonostante siano passati oltre due mesi, ancora nessuna disponibilità di date certe, contrariamente al Suo impegno assunto sempre il 28 settembre, di parlare immediatamente con gli uffici per individuare il giorno ottimale.

Si preoccupa di rimarcare la “massima pluralità di interventi”, quando di fatto annuncia la non disponibilità a garantire, attraverso l’invio di un invito circolare a tutti i nuclei familiari residenti nel territorio, la massima “pluralità” nella partecipazione di cittadini, come “preferenza” dell’Amministrazione.

Lascia peraltro interdetta ed incomprensibile la Sua sottolineatura che questo “evento” sia della Settima Circoscrizione. Ed al riguardo per cortese brevità ometto di aggiungere considerazione alcuna.

Un tanto per chiarezza e per cercare di capire se questo inutile dilatarsi dei tempi sia frutto di incomprensione organizzativa dei Suoi uffici o nasconda, cosa che rifuggo dal pensare, una precisa volontà politica ostativa all’iniziativa.

Il Coordinatore Ambiente, Salute e Qualità della Vita

della VII Circoscrizione

Consigliere Ambra Furlan

LA TUA TRIESTE COMITATI DI QUARTIERE




Assemblea lunedì 21 novembre alle ore 18 al Circolo Miani.

» Inviato da valmaura il 19 November, 2011 alle 4:41 pm

ORA  BASTA!

Se a Trieste c’è qualcuno che deve indignarsi per qualcosa contro questa casta dirigente, politica e non solo, orbene lunedì alle ore 18 al Circolo Mani in via Valmaura 77 ha l’occasione per partecipare alla scelta delle prossime iniziative su quello che da oltre tredici anni a Trieste è il simbolo dei fallimenti, delle complicità, degli interessi inconfessabili, delle censure, delle incapacità: la Ferriera con i suoi derivati.





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