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Circolo Miani » News Correnti » Page 155

Chiedano scusa ai lettori. Cialtronerie senza ritegno. Basta con le farse!

» Inviato da valmaura il 22 September, 2010 alle 2:28 pm

Non ha fatto tempo a coprirsi di polvere il giornale di mercoledì 22 settembre nel quale veniva ospitata acriticamente come sempre la nota della proprietà della Ferriera che esaltava le procedure a suo dire in atto per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori che sul piccolo giornale di oggi sono costretti a dare spazio alla notizia dell’ennesimo grave incidente sul lavoro nello stabilimento.

No, al piccolo censore triestino non sono proprio fortunati, sembra quasi una beffa del destino ma ultimamente non gliene va bene una che è una.

A partire dalla “tempestiva” locandina dei primi dell’anno che strillava in copertina “Torce spente. La cokeria torna alla normalità”. Che la gente non faceva in tempo a leggere e, naso all’insù, guardare a bocca aperta il fumo nero e denso, gas di idrocarburi, quanto di più salutare esista al mondo, che saliva in dense colonne sul cielo del nostro golfo. Tanto è che il guasto a quella batteria della cokeria è continuato per mesi e mesi. Fino ad oggi, appunto, dove il gravissimo incidente sul lavoro smentisce in tempo reale quanto scritto sul quotidiano locale solo 48 ore prima.

D’altronde quando si continuano a pubblicare notizie provenienti da una azienda che le stesse Conferenze dei Servizi nazionali, ad insabbiare quella regionale ci ha pensato un altro sponsor del giornale, il carnico Tondo, definiscono ripetutamente a partire dal 2007 “inaffidabile” e “non credibile” e dopo che la magistratura, non quella triestina per carità, ha provveduto ad arrestare i vertici aziendali alcuni mesi fa, i guai in via Guido Reni scelgono con pervicacia di cercarseli da soli.

L’importante è censurare sempre e solo quanto dicono i cittadini che hanno scelto di farsi rappresentare dai Comitati di Quartiere, Servola Respira ma soprattutto da quel Circolo Miani che, nonostante tutti i tentativi messi in atto dalle istituzioni controllate dai partiti per eliminarlo, continua pervicacemente a vivere e lavorare. Poco importa se questo costi al giornale una continua ed inarrestabile emorragia di copie invendute con un calo mai registrato prima, l’importante è servire la linea dettata dai clan locali del PDL e del PD, che in parte si sono comperati pure la proprietà del giornale (Paniccia-Camber).

La professionalità, l’etica, “la missione” del giornalismo? Baggianate buone solo per articoli di colore e di contorno o editoriali d’accatto.

Chiedano scusa ai lettori, ai cittadini che per altro contribuiscono con il loro denaro a sovvenzionarli, e cambino mestiere: in Ferriera dicono che per i turnisti all’altoforno c’è sempre posto.

 

Cialtronerie senza ritegno.

A leggere oggi sul piccolo censore quotidiano il resoconto del simpatico Furio Baldassi della riunione di ieri della Commissione Trasparenza del Comune sull’inquinamento della Ferriera si comprende appieno il fallimento decennale della politica, delle Istituzioni e di chi deve tutelate la salute (ASS) a tutte spese dei triestini e muggesani (lavoratori compresi).

Il titolo del nostro comunicato stampa diffuso ieri alle 11 di mattina, ora d’inizio della riunione in Comune, trova una volta di più piena ed assoluta conferma: una farsa. Ma brutta, grave e greve, giocata per oltre undici anni sulla pelle della gente, gente che si è ammalata ed è morta.

Un rito stanco e ripetuto annualmente dai soliti protagonisti. Una volta la Commissione, di cui salviamo solo l’operato del suo attuale Presidente, un’altra l’Assessore regionale di turno all’Ambiente e così via. “La Ferriera inquina! La Ferriera sfora di dieci, venti volte i limiti di legge per le emissioni cancerogene! La Ferriera, anzi quel “cancro” come per dieci anni l’ha epitetata il populista Dipiazza, va chiusa domani!”. E poi inevitabilmente tutto resta come prima, invariato fino alla prossima roboante dichiarazione politica. E sono passati undici anni.

Ovviamente né sul piccolo censore, né sull’omologo quotidiano della minoranza slovena, del nostro comunicato non è apparsa una sola riga, e ci mancherebbe che questa “informazione” è stata dal 2000 ad oggi il cane da guardia dei potentati economici e dei clan politici locali.

Eppure basta leggerlo qui sotto per capire che avevamo, ancora una volta di più, visto giusto con ventiquattrore di anticipo.

Di quello da noi scritto neppure una riga, spazio invece ai commenti di una proprietà della Ferriera i cui vertici locali erano stati arrestati solo pochi mesi fa con la “risibile” accusa di aver smaltito ed interrato illegalmente “solo” 350.000 tonnellate di rifiuti tossici. Perbacco, una garanzia di indubbia credibilità per la stampa locale. A Zanzibar qualunque cronista avrebbe cestinato ridendo ogni dichiarazione proveniente da fonte così “veritiera”.

Ma siamo a Trieste e dunque si censura chi da voce a decine di migliaia di persone pur di reggere il sacco agli affari di pochissimi.

Incredibili poi le dichiarazioni della responsabile del Dipartimento Igiene e Profilassi dell’Azienda Sanitaria triestina (a proposito che fine hanno fatto i tre “Superesperti tecnici” chiamati a far da consulenti mesi fa?) dove in sostanza dichiara come non ci sia una sostanziale differenza tra l’insorgenza di tumori ed amenità varie tra chi abita a Servola (perché Chiarbola, Muggia, Valmaura, Monte San Pantaleone, Campi Elisi e San Vito non sono vicini se non di più alla Ferriera ed alla Sertubi?) e la popolazione del resto della città. Meraviglioso detto da chi dovrebbe pur sapere che parla di una provincia, Trieste, che ha il primato in Italia per la mortalità da malattie all’apparato respiratorio e da cancro. Si è mai interrogata sul perché di questo poco invidiabile record o si aspetta di chiederlo al collega oncologo che prima o dopo (più dopo che prima, speriamo per lei) l’avrà in cura?

Eppure l’ARPA nel luglio del 2009 in 62 pagine di relazione aveva ben spiegato come il raggio delle emissioni inquinanti colpisse tutto il nostro territorio, e per i non alfabetizzati aveva pure stampato delle cartine colorate di rosso e arancio, che al DIP si guardino almeno le figurine.

E intanto ci spieghi perché dal dicembre 1999 questa ASS si rifiuta di eseguire quella indagine epidemiologica sul territorio, non solo a Servola, da noi richiesta insistentemente fino ad oggi con l’appoggio dei medici del Burlo e del Centro Tumori e da sempre pervicacemente negata dall’Azienda di cui la signora è uno dei responsabili?

In quanto alle dichiarazioni del funzionario comunale sulle “limitate” possibilità d’intervento del Sindaco si rilegga, pena l’ennesima figura barbina, quanto stabilito dalle leggi bellamente ignorate dal Comune (dov’è finito ad esempio il Piano d’Azione Comunale per l’inquinamento industriale, che in aperta violazione alla legge da anni a Trieste non è stato mai redatto? La Procura guarda da un’altra parte e non se ne è accorta) oppure scriva una email ai Sindaci di Piombino, di Genova e di Taranto, così fa prima.

La verità è che il Sindaco non ha limite alcuno nell’esercizio della sua funzione di Ufficiale Sanitario del Comune a tutela della salute dei cittadini, questo scrivono le leggi e ribadiscono le sentenze della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato e del TAR.

L’unico suo limite è il senso di responsabilità, il coraggio e la volontà. Tutte cose che a questo sindaco, che per inciso è anche assessore all’ambiente, su questa vicenda sono mancate appieno.

 




Basta con le farse!

» Inviato da valmaura il 21 September, 2010 alle 11:49 am

Nella riunione di sabato 18 settembre del Coordinamento dei Comitati di Quartiere, a cui ha preso parte una cinquantina di persone tra i Comitati di Chiarbola, Valmaura, Monte San Pantaleone, San Vito-Campi Elisi oltre a Servola Respira e al Circolo Miani, nel decidere l’organizzazione delle prossime manifestazioni, si è ritenuto pure di NON partecipare alla riunione odierna della Commissione Trasparenza del Comune di Trieste dedicata, ancora e sempre dopo oltre dieci anni, al problema delle emissioni inquinanti della Ferriera.

Nel ringraziare comunque il Presidente della Commissione, Alfredo Racovelli, per l’invito e senza voler fare torto ai pochissimi altri consiglieri, due o tre in tutto su 41, che in questi anni hanno dimostrato di saper affrontare l’argomento con la dovuta serietà, si è giudicato del tutto inutile partecipare ad una riunione dove si discuteranno le NOVE lettere che l’ARPA ha inviato dal 20 gennaio al 4 maggio 2010 a tutte le Istituzioni, Procura compresa, evidenziando la criticità e l’emergenza del costante aumento delle emissioni dei cancerogeni BenzoApirene e Benzene prodotti dall’inquinamento fuori controllo della Ferriera.

Al puntuale lavoro dell’ARPA ha corrisposto una lettera che definire pilatesca è fare un complimento al governatore Ponzio, del nuovo direttore dell’Azienda Sanitaria, il centrodestra-leghista Samani, che per evitare di definire chiaramente il rischio concreto per la salute dei triestini e muggesani, lavoratori compresi, che i dati ricevuti dall’ARPA indicavano, si è trincerato dietro ai “rimandi” su quanto scritto in passato dalla stessa ASS, con l’elenco dei numeri di protocollo delle lettere del predecessore Rotelli.

Per non parlare poi della assoluta non credibilità di un Consiglio comunale che, per citare l’ultimo esempio, il primo febbraio scorso ha votato all’unanimità una urgente mozione perchè il Comune adotti subito il Piano d’azione sull’inquinamento industriale (PAC), di cui è colpevolmente privo dal 2003 in aperta violazione della legge nazionale ed europea; acquisisca immediatamente un serio controllo della rete di monitoraggio sulle emissioni industriali, e costringa la Regione a tenere quella Conferenza dei Servizi per ritirare l’AIA alla Severstal.

Tutto rimasto lettera morta e chiacchiere all’unanimità.

Da ultimo si rileva come l’ARPA abbia messo in luce l’assoluta inutilità delle prescrizioni della vecchia AIA regionale, la cui revisione è stata insabbiata dalla Giunta Tondo da quasi tre anni anche qui in violazione spudorata di ogni legge esistente, così come della “perizia Boscolo” suggerita dal PM Federico Frezza, che si è rivelata ora per quello che sempre era stata: un vero favore alla proprietà della Ferriera.




Salviamo Trieste.

» Inviato da valmaura il 20 August, 2010 alle 12:18 pm

Ancora una volta, e nel bel mezzo di una crisi economica epocale, si risente parlare di elezioni politiche anticipate, per altro con una legge elettorale che il suo stesso ideatore, il leghista Calderoli, ha definito una “porcata” che impedisce agli elettori di scegliere i candidati da votare che sono invece imposti dal potere partitico rappresentato in Italia da cinque persone.

Ancora una volta si parla di accorpare le elezioni amministrative del prossimo anno (cadrebbero a fine maggio-inizio giugno) che interessano poche ma importanti città italiane, tra cui il Comune di Trieste, la sua Provincia e qui il Comune di Muggia, con le eventuali politiche, magari anticipando lo scioglimento degli enti locali.

Per Trieste sarebbe la terza volta consecutiva in quindici anni: così è stato infatti nel 2001 e poi nel 2006. Come sia andata è chiaramente sotto gli occhi di tutti. Infatti accorpare elezioni politiche ed amministrative significa cancellare la discussione ed il confronto sui temi locali, sulle proposte e sulle scelte che riguardano la nostra comunità e sugli uomini chiamati a gestire il territorio.

La campagna elettorale si fa sempre e solo sulla scelta di campo nazionale ed i candidati locali vanno a traino elettorale dei leader nazionali degli schieramenti in campo. Fu così infatti per le due volte passate: si votò per il candidato sindaco amico di B. oppure per quello amico di P. e si parlò solo del referendum politico nazionale a favore del centrodestra o centrosinistra.

E i risultati si sono visti e si vedono ogni giorno: Trieste è rimasta paralizzata ed incapace di risolvere i nodi importanti che bloccano le sue già scarse possibilità di sviluppo futuro. L’emergenza Ferriera che è rimasta esattamente inalterata come al 2001 ne è l’esempio macroscopico ed a chi nutre qualche dubbio in proposito consigliamo di leggersi i programmi elettorali dei candidati nel 2001 e poi di nuovo nel 2006.

Tutto è rimasto tale e quale allora con il di più dell’aggravarsi della crisi economica e la certezza che i lavoratori saranno a breve in strada senza che nulla sia stato fatto per fermare l’inquinamento che anche e finalmente secondo l’ARPA si è aggravato fortemente, e senza alcun piano di riconversione dello stabilimento e salvataggio dei posti di lavoro.

Ma potremmo parlare ad esempio della sanità triestina, con i tempi biblici per normali esami, del porto paralizzato, di un piano regolatore e del traffico non realizzati in dieci anni, della barzelletta del Magazzino Vini, di ottomila appartamenti sfitti in una città dove si è pensato a riqualificare parzialmente solo il “salotto buono”, lasciando le periferie ma anche il Borgo Teresiano nel più completo degrado.

Questa è stata la responsabilità di una classe politica, ma anche dirigente (Assindustria, management pubblico e privato, sindacati, stampa), frutto di quelle elezioni, ovvero eletta a traino del voto politico nazionale: “o di qua o di là”, dove l’unico problema è stata la caccia al voto locale di preferenza.

Se qualcuno nota, i pochi progetti di cui in questi anni si è parlato non sono mai nati dalla scelta di una amministrazione locale, che non ha mai discusso seriamente di quale futuro vuole per la città, ma sono stati “subiti”, quasi imposti da grandi gruppi multinazionali (dal Superporto al Rigassificatore per scendere fino alla catena di Ipermercati tipo Torri d’Europa che hanno massacrato il commercio locale nonostante le sperticate lodi inaugurali di Dipiazza e Paoletti) ed accettati trionfalisticamente con un mare di chiacchiere dai politici locali.

Il fallimento di questo gruppo dirigente, con quasi equanime responsabilità dei partiti di maggioranza e di opposizione ha portato la città sull’orlo del fallimento, della irreversibile accettazione di un fatale declino, favorito pure da una amministrazione regionale assolutamente irrispettosa degli impegni assunti verso Trieste: ancora una volta Ferriera docet.

Mi rivolgo pertanto a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro ideologia politica, perché nasca una forte richiesta di poter svolgere le elezioni locali in piena autonomia, per garantire un futuro a Trieste e non gli interessi di bottega dei partiti nazionali.

Questa è la prima emergenza da affrontare per salvare la città ora e subito.

Maurizio Fogar




ASS: perché solo ora? E ... meglio tardi che mai!

» Inviato da valmaura il 12 August, 2010 alle 12:09 pm

Era la prima e forse l’unica domanda che un giornalista, anche mediocrissimo, avrebbe dovuto porre ad un’Azienda Sanitaria che con dodici anni di ritardi ed inadempienze (non ha mai voluto fare, tra le altre cose, quella facilissima indagine epidemiologica a Trieste e Muggia richiestale dal Circolo Miani a partire dal dicembre 1999) solo oggi chiama i “superesperti”.

Ma la risposta appare scontata: ora che la barca affonda vogliono semplicemente coprirsi le terga.

Ah, seconda cosuccia per i “giornalisti” presenti alla Conferenza Stampa di ieri.

Come scritto nell’invito, e per rinfrescare loro la memoria riportiamo il passo integrale “…e con la partecipazione dei portavoce dei Comitati di Quartiere di Servola, Chiarbola, Valmaura, Monte San Pantaleone e Campi Elisi,…”, quella di ieri non è stata “un’Assemblea dei servolani” come erroneamente descritto, infatti tra le persone intervistate, di Servola ha parlato solo uno, gli altri erano di Chiarbola, Campi Elisi, Valmaura e Muggia ad esempio, e non è stata proprio un’assemblea ma una conferenza stampa.

Se poi dopo le venti telefonate di invito sono invece venute, alle 16 dell’undici agosto, una quarantina di persone, questo dimostra quanto alta sia la sensibilità e la volontà di partecipazione dei cittadini, ma anche la loro rabbia ed indignazione.

Ci pensino, se ne sono ancora capaci, partiti e sindacati.

“Per aprire gli occhi a tutti i triestini”: così chiude il resoconto sul piccolo giornale la gentile M.R. (immaginiamo Maddalena Rebecca). Peccato che i suoi occhi siano rimasti totalmente chiusi quando nel bel mezzo della Conferenza Stampa al Miani dall’altoforno della Ferriera è uscita per alcuni minuti un’immensa colonna di fumo nero, gas e solo gas letale per la salute, di cui ovviamente nel suo scritto non si fa cenno alcuno, e ci mancherebbe.

Come ancora neppure una righetta su quanto accaduto in Prefettura, nell’incontro di oltre un’ora, avvenuto in occasione della venuta a Trieste del Presidente della Repubblica o sull’inchiesta “Una Storiaccia esemplare” supplicata sul nostro sito (ad oggi 18.501 utenti unici registrati).

In quanto alle dichiarazioni di un sindacalista della Triplice riportate oggi dal quotidiano locale, si capisce perfettamente di come la proprietà russa debba una volta di più ringraziare i “rappresentanti dei lavoratori”, perlomeno alcuni, e di come invece gli operai debbano trovare ulteriore motivo di preoccupazione se il loro futuro viene appaltato a questi signori.

E per chiudere, un caffè doppio alla signora G.Z., al secolo Gabriella Ziani, che ha scoperto, con solo otto mesi di ritardo neh!, che dal 1 gennaio di quest’anno i limiti di legge per le emissioni inquinanti sono stati dimezzati, nonostante tutte le notizie fornite dal Circolo Miani alla stampa, aggiungendo di suo la dimenticanza su quali essi siano. Mentre sorseggia il caffè la aiutiamo noi. Per le PM10, polveri sottili, si è scesi dal limite, giornaliero (G.Z.) e non annuale, di 50 a quello di 35 per metro cubo; e le giornate di sforamento sono passate da 35 a 20 in un anno.

Un cucchiaino di zucchero?

“ULTIMISSIME: Mandrake, Nembo Kid e Batman chiamati a Trieste dall’ASS.  

Valentino Patussi paracadutato nelle foreste del Borneo alla ricerca di Tremalnaik e Kammamuri che dovrebbero completare il pool di Superesperti anti Ferriera.

Pare sia in fuga inseguito dai feroci Dayaki per nulla impressionati dal suo ripetuto qualificarsi  come “Ufficiale giudiziario dell’ASS triestina” in missione per conto di Dio.

Scartato invece Yanez de Gomera per il suo perverso vizio di fumare una sigaretta dopo l’altra.

E questo all’ASS triestina non piace proprio: fa male ai polmoni.”

Meglio tardi che mai!

Alla scoperta dell’acqua calda, ovvero di quali siano le condizioni del “lavoro sicuro”, “strategico” come amava dire il Cosolini, presidente di quell’ottimo tavolo regionale che per i cinque anni dell’era illyana in Regione non ha partorito nemmeno un frico, che offre la Ferriera di Trieste, e non da oggi.

Sbaglierebbe clamorosamente chi infatti pensasse che il “clima” interno allo stabilimento, descritto appena ora dopo anni di peana e lodi intessute alla proprietà dal piccolo giornale, sia frutto di una situazione terminale prossima alla chiusura.

Per almeno otto anni abbiamo denunciato, inascoltati da una stampa più interessata alla splendida cucina offerta nelle mense aziendali della Severstal, quali erano le reali condizioni in cui si lavora in Ferriera.

L’altissimo tasso di infortuni sul lavoro, i cui numeri sono stati per anni addomesticati come gridato invano anche al tavolo cosoliniano dall’unico sindacato degno di questo nome e che non a caso ha vinto le ultime lezioni per le RSU interne. Le morti sul lavoro, l’abbandono progressivo della manutenzione degli impianti, che ovviamente colpiva per prima la sicurezza di chi ci opera.

Oggi improvvisamente anche la stampa locale scopre quali siano le prospettive occupazionali che offre la Ferriera e, cosa ancora più gravemente significativa, quale ruolo svolgono alcuni sindacalisti in fabbrica.

Gli stessi che per anni non si sono accorti di come venivano smaltite “solo 350.000 tonnellate di rifiuti tossici”, o interrata abusivamente un’area pari ad otto campi di calcio nel Vallone di Muggia e che non hanno mai dedicato un comunicato stampa al devastante inquinamento che colpiva per primi proprio i lavoratori.

 




CONFERENZA STAMPA: Mercoledì 11 agosto, alle ore 16, nella sede del Circolo Miani, in via Valmaura 77 a Trieste

» Inviato da valmaura il 7 August, 2010 alle 3:01 pm

Mercoledì 11 agosto, alle ore 16, nella sede del Circolo Miani, in via Valmaura 77 a Trieste, Maurizio Fogar e Romano Pezzetta, a nome del Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia, e con la partecipazione dei portavoce dei Comitati di Quartiere di Servola, Chiarbola, Valmaura, Monte San Pantaleone e Campi Elisi, illustreranno la posizione dei residenti (oltre 74.000 cittadini) nei confronti delle notizie recentemente pubblicate in merito alla Ferriera di Trieste ed alle prese di posizione delle istituzioni coinvolte. Saranno altresì annunciate le prossime iniziative che verranno organizzate sul territorio.

Due soli commenti in merito a quanto apparso recentemente sulla stampa.

Quanto detto e scritto in questi undici anni dal Circolo Miani e Servola Respira trova ancora una volta puntuale conferma.

La proprietà dello stabilimento con l’inerzia quando non la complicità di amministratori pubblici, partiti e purtroppo anche della triplice sindacale, ha per dieci anni fatto quello che più le aggradava, a totale discapito dello sviluppo del porto e del futuro di Trieste,  traendone il massimo profitto economico, promettendo investimenti per lavori di cui non è mai stata in grado di produrre fatture e risultati, in assenza di un serio monitoraggio delle emissioni inquinanti e del rifiuto da parte dell’amministrazione comunale di realizzare quel piano di controllo dell’inquinamento industriale (PAC) pur obbligatorio per legge.

A fronte di un comportamento omissivo di Regione, Provincia e Comune che hanno disatteso completamente gli obblighi di legge e gli impegni assunti con la cittadinanza.

Dalle odierne affermazioni di un Sindaco che dichiara nel 2010 “Sulla Ferriera non posso fare nulla”, e non è assolutamente vero, smentendo quanto affermato a partire dalla campagna elettorale del 2001 “quel cancro va chiuso subito” e ripetuto in plurime dichiarazioni pubbliche in questi ultimi dieci anni “se sfora ancora una volta la chiudo domani”.

A quanto sollevato da un assessore provinciale all’Ambiente che scopre appena oggi le emissioni inquinanti (è dal 2005 che la Provincia nè ha il controllo per legge) e dichiara che bisogna “fare un tavolo serio” confermando che i 32 tavoli messi in piedi dal 2000 ad oggi erano evidentemente delle barzellette, compreso quello guidato dal per fortuna ex assessore regionale Cosolini nei cinque anni di amministrazione Illy.

Quanto poi dichiara una Regione responsabile fino all’ultimo del rilascio (Illy) di una AIA illegittima alla Severstal e poi di aver insabbiato (Tondo) per oltre due anni quella Conferenza dei Servizi per il suo ritiro, oltre ad aver tentato di gabbare la Comunità Europea presentando dati giudicati “non credibili”, suona ad ulteriore offesa per la memoria di tante, troppe persone, cittadini e lavoratori, ammalatesi e morte in questi anni di colpevole inerzia pubblica.

Il secondo commento riguarda il comportamento della stampa locale che non ha mai voluto riprendere l’inchiesta pubblicata sul sito giornale online del Circolo Miani, che per altro ha raggiunto i 18435 utenti unici registrati, un po’ meno delle copie normalmente vendute dal Piccolo, dal titolo “Una storiaccia esemplare”, mai dare notizia del piano di risanamento e riconversione dell’area, per il 60% pubblica, in cui opera la Ferriera, presentato già nel 2006 dal Circolo Miani, e rimasto l’unico esistente in questi anni, e soprattutto celare la lettera che Maurizio Fogar ha consegnato al Presidente della Repubblica in occasione della Sua venuta a Trieste il 13 luglio scorso.





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