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Circolo Miani » News Correnti » Page 150

Conferenza Stampa lunedì 12 luglio, ore 15, al Circolo Miani. Assassini con e senza bavaglio.

» Inviato da valmaura il 6 July, 2010 alle 2:55 pm

Conferenza Stampa, lunedì 12 luglio, alle ore 15, presso la sede del Circolo Miani, in via Valmaura 77 a Trieste.

Nel corso dell’incontro Maurizio Fogar illustrerà le iniziative che Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia, ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere assumeranno nelle prossime settimane, a partire dalla venuta a Trieste del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Saranno poi resi noti i contenuti della querela per diffamazione depositata contro quanto dichiarato e scritto dal presidente del consiglio comunale e della denuncia per violenza privata continuata ed aggravata nei confronti delle autorità municipali che hanno gestito come amministrazione comunale l’iniziativa dei cittadini di promuovere per la giornata di martedì 29 giugno una Assemblea aperta alla città ed alla stampa, a cui per altro è stato negato l’accesso al Municipio anche solo per seguire l’annunciata conferenza stampa, sull’emergenza Ferriera = emergenza Trieste.

Assassini con e senza bavaglio.

Venerdì è stato sepolto un uomo di 63 anni, morto soffrendo di tumore.

E’ solo l’ultimo di una lunga serie di persone che in questi anni si sono ammalate, hanno patito e sono decedute in ancor giovane età. Quasi sempre un tumore o una incurabile malattia polmonare ha spezzato le loro vite.

Assolutamente normale, parrebbe, nell’arida conta statistica in una città che ha il più alto tasso di mortalità da cancro e da patologie respiratorie in Italia.

Invece questo è un omicidio. Si un assassinio premeditato ed annunciato, come quasi tutti gli altri.

Con dei killer, dei mandanti, e tanti, troppi complici.

Alcuni di questi li abbiamo visti all’opera per l’ennesima volta ieri, lunedì 5 luglio dalle ore 15,30 alle 17 e passa.

“Non ci ho fatto caso e non mi interessa” è stata la risposta del ministro degli interni maroni che sorridendo presentava la ancora più sorridente assessora seganti quale futuro candidato sindaco di Trieste, riferendosi alla manifestazione fin troppo civile di cinquanta e più persone dinanzi alla Prefettura, venute per chiedergli se la tutela della salute è parte integrale della sicurezza dei cittadini e del territorio, oltre ad un incontro, ovviamente negato.

Ma i cittadini hanno raggiunto un incredibile risultato: causa fifa il “vertice” è stato anticipato di mezz’ora, e tondo e compagnia bella se la sono sfangata dal retro. Non male per i sorridenti “amati dal popolo”.

Forse seganti, tondo, dipiazza, cosolini sorrideranno meno, molto meno, quando la nostra gente nel maggio del prossimo anno a questi mercanti della politica risponderà “non ci interessate” nelle elezioni amministratrive.

Che più di cinquanta persone, sotto un sole cocente che bruciava l’asfalto, siano state per quasi due ore davanti a questo ennesimo rito della politica tronfia, autocelebrante e climatizzata, a rappresentare l’opinione condivisa di decine di migliaia di triestini e muggesani, ai complici dell’informazione non è interessato nulla. Nè capirne le ragioni, nè conoscerne scelte e vita.

“…Dichiara il ministro mentre all’esterno della Prefettura residenti inscenavano una protesta contro la Ferriera di Servola…” questo è quanto riporta il signor pier paolo garofalo sul Piccolo che dedica mezza pagina di giornale ai trionfi maronian-tondin-segantini.

Questi sono i complici che in dieci anni non hanno mai, che dico mai, fatto capire realmente quale sia il contenuto vero della battaglia, dell’impegno di tanti cittadini, a quella opinione pubblica a cui amano presentarsi come “i cani da guardia” dei cittadini verso il potere. Si vergognino, come il chihuahua di Paris Hilton ed a costo di sembrare inusualmente cinico auguro loro di vivere al più presto l’esperienza di ammalarsi e morire tra indicibile dolore di cancro. Per provare sulla propria pelle quello che “i residenti inscenavano”.

La stampa, scritta e radiotelevisiva (perché telequattro non rende pubblici i cospicui contributi finanziari che riceve da Regione e soprattutto Comune per pagare i penosi siparietti di stampo elettoralistico del Sindaco?), agli ordini e sul libro paga di questa cricca dove non esiste più alcuna differenza tra gli affari e la politica, in questi anni non ha mai concesso l’occasione, lo spazio per illustrare compiutamente cosa significasse per Trieste, e non solo per la salute, ma per il lavoro, per il futuro di questa nostra comunità, l’emergenza Ferriera-Sertubi.

Non ha mosso verbo contro i costanti tentativi di cancellare la più significativa realtà socioculturale, e da quasi trenta anni, del capoluogo regionale: quel Circolo Miani che “non ha amici in Regione” come affermato pubblicamente da un presidente di regione, quel tondo che nei manifesti elettorali in puro stile da repubblica sudamericana si descriveva come “il presidente amato dal popolo”, e pertanto non era meritevole di ricevere un euro di finanziamento. Parole gravissime che se dette in qualunque altra realtà d’Italia avrebbero comportato uno scandalo pubblico e l’immediato rinvio a giudizio di un amministratore che, in barba alle leggi regionali, gestisce il denaro pubblico, di tutti, per fini esclusivi di parte politica, la sua e quella dei suoi sodali, PD compreso.

E ci quereli se crede, abbia almeno questo coraggio e la dignità di sostenere le sue ragioni davanti ad un tribunale, altrimenti ritorni a fare il suo mestiere di ristoratore carnico in quel di Tolmezzo, ma si tolga dal viso quel sorrisetto che tanto somiglia al ghigno di un beccamorto.

Colpire, uccidere il Circolo Miani è la missione di questa politica di centrodestra e sinistra per levare di mezzo l’unico, purtroppo, strumento che in città difende con grande credibilità gli interessi dei cittadini contro queste conventicole di affaristi ed intrallazzatori.

E si servono di questo “giornalismo” che da anni ha sistematicamente censurato, oscurato e cercato di cancellare tutte le iniziative cui hanno preso parte migliaia e migliaia di persone come mai accaduto a Trieste nel recente passato. Quando locandine e paginate non sono servite per cercare di sputtanare ed infamare ad uso e consumo dei loro padrini politici, condannati con sentenza passata in giudicato ma riverginati dai loro cantori locali.

Hanno sempre cercato scientemente di ridurre il problema a Servola, anzi a meno: ai residenti delle case vicino allo stabilimento, nascondendo volutamente, con la complicità a volte dell’Arpa quasi sempre dell’ASS, che invece il danno investe purtroppo tutta la nostra città e colpisce appieno Muggia. Ed è da dieci anni il tappo opprimente dello sviluppo di Trieste.

Sono questi che portano per intero la responsabilità della morte di tante brave persone, e che invece  avevano per giuramento, per etica professionale, o semplice dovere civico l’obbligo di difendere e tutelare.

Questi sono i complici degli omicidi e degli assassini e ne condividono appieno tutta la responsabilità.

L’aver liquidato il coraggio di cinquantatre cittadini ieri con il solito silenzio, la servile autocensura, fa capire quanto ridicole e farsesche siano le proteste locali (non trecento ma una novantina scarsa erano i partecipanti alla manifestazione in “difesa della libertà d’informazione” l’altro giorno: quattro giornalisti in veneranda pensione e qualche decina d’attivisti di PD e IDV, con più cartelli che braccia per sostenerli) contro un bavaglio governativo che qui questi “signori” hanno scelto per convenienza personale di autoimporsi da anni.

La nostra pazienza ora ha veramente raggiunto il limite, siamo stufi di accompagnare i nostri morti al cimitero.

Se lo ricordino i vari rumiz, gon e colleganza, ad ogni loro apparizione pubblica, ad ogni venuta di politici in trasferta ci troveranno, sempre più stufi, incazzati ed incivili, per gridare in faccia la loro ipocrita viltà, le loro complicità con chi ci sta uccidendo la nostra gente, la nostra Trieste.

Ps: le minuscole dei nomi nel testo è un atto dovuto alla parola DIGNITA'




Rispetto della legalità: lunedì 5 luglio ore 15.45, piazza Unità altezza Prefettura-Regione.

» Inviato da valmaura il 3 July, 2010 alle 3:09 pm

Lunedì 5 luglio alle ore 16, il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, arriverà in piazza Unità a Trieste per incontrarsi in Prefettura con il Presidente della Regione, Renzo Tondo, con l’Assessore regionale Federica Seganti, ed ovviamente con il Prefetto, per firmare un protocollo d’intesa in materia di sicurezza urbana e territoriale.

Il Circolo Miani, Servola Respira, la Tua Muggia ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere hanno deciso di promuovere in concomitanza con l’incontro una manifestazione di sostegno al “Rispetto della Legalità”, di cui il Ministero degli Interni è uno degli strumenti operativi fondamentali, per ricordare ai firmatari il protocollo che la tutela della salute di chi vive sul territorio è uno degli elementi fondanti della sicurezza dei cittadini di una Regione, di uno Stato.

Senza scomodare gli appositi articoli della Costituzione della nostra Repubblica che definiscono la salute dei cittadini “un bene primario” e la tutela che lo Stato si impegna a garantire a questa “uno dei compiti prioritari”, scopo della civile iniziativa che plaude a questo atto è ricordare solo al Ministro Maroni che purtroppo esso viene firmato con una Regione, attraverso gli attuali suoi rappresentanti, assolutamente fuorilegge da anni, almeno dal 1999, e totalmente inadempiente a ben quattro, e ci limitiamo alle principali, leggi nazionali, europee e per quanto assurdo possa sembrare, anche regionali.

Come uno stesso collega dell’attuale Ministro ha dovuto ufficialmente ricordare alla Regione, facendo convocare in Prefettura l’allora Vicepresidente Moretton, nell’autunno del 2007, si tratta della mancata attuazione del piano regionale sulla qualità dell’aria, i cui termini di legge scadevano nel 2003, della violazione delle legge 351 e successivi decreti presidenziali e ministeriali attuativi che obbliga Regioni ed enti locali a predisporre entro il 2005 i piani d’azione contro l’inquinamento industriale, mai varati dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune di Trieste, e per ultimo della legge sul rilascio e sulla revisione delle Autorizzazioni Integrate Ambientali.

Siamo convinti infatti che il rispetto della legge deve valere per tutti, a partire dalle istituzioni pubbliche che hanno l’obbligo di attuarlo, e che la tutela della salute è parte fondante della sicurezza nella vita dei cittadini e di un territorio. Sarebbe fatto originale installare ad esempio nuove telecamere di sorveglianza contro la criminalità, garantire ai cittadini protezione dagli eventuali scippatori, e nel contempo tollerare tranquillamente che la gente si ammali e muoia per il palese non funzionamento delle centraline di rilevamento degli inquinanti cancerogeni emessi, sempre ad esempio da Ferriera e Sertubi, o per la colpevole mancanza di provvedimenti tempestivi ed adeguati dagli enti preposti alla tutela della salute della comunità.

In queste condizioni purtroppo agli occhi dell’opinione pubblica questo protocollo perde gran parte della sua efficacia proprio per l’assoluta non credibilità di uno dei suoi contraenti: la Regione Friuli Venezia Giulia, che del rispetto delle leggi di tutela della salute e della vita dei cittadini che vivono nel suo territorio, in particolare nella provincia di Trieste, in questi anni ha fatto carta straccia.

Pertanto invitiamo tutti i cittadini a venire in piazza Unità alle 15,45 di lunedì 5 luglio per sostenere con forza le iniziative promosse dal Ministero degli Interni per tutelare finalmente anche a Trieste quella legalità troppo spesso impunemente elusa e violata proprio dalle pubbliche istituzioni nella tutela della sicurezza dei cittadini sul nostro territorio.




“Il re è nudo”.

» Inviato da valmaura il 30 June, 2010 alle 2:29 pm

E’ molto triste prendere costantemente atto di come o per complicità di interessi o per semplice incapacità professionale venga manipolata l’informazione a Trieste.

Cominciamo dalla semplice cronaca dei fatti.

Lunedì 28 giugno un centinaio di persone si sono radunate in piazza Unità davanti al Municipio, la “casa comune dei cittadini” per formale definizione, per manifestare contro la decennale inerzia delle istituzioni: Regione, Provincia e Comune in primis, che dovrebbero difendere e rappresentare gli interessi della comunità e non di un ristretto gruppo di affaristi che fa i soldi sulla pelle della gente.

In contemporanea con la seduta del consiglio comunale (le minuscole sono di rigore per l’indecorosa lezione di diseducazione civica che la riunione ha rappresentato per oltre quattro ore) quaranta persone sono salite a riempire il settore riservato al pubblico nella sala consiliare.

Hanno atteso quasi l’una di notte che il consiglio finisse i suoi lavori, un puro eufemismo la parola lavori, ed hanno chiesto di incontrare i capigruppo consiliari a fine seduta. Il presidente del consiglio, e qui mettiamo pure le iniziali del cognome minuscole, pacor, non ha promesso nulla perché nulla le persone gli avevano richiesto.

L’incontro si è tenuto con una decina di consiglieri comunali tra cui cinque dei tredici capigruppo (infatti in comune per quaranta consiglieri i gruppi sono “solo” tredici) ed alla fine dello stesso è stato annunciato che vista l’assoluta insoddisfazione per il comportamento di una amministrazione comunale che non è in grado nemmeno di rispettare gli impegni e le mozioni votate sulla drammatica emergenza dell’inquinamento Ferriera-Sertubi, da quel momento i cittadini avrebbero trasformato l’aula del consiglio comunale in sede di Assemblea permanente aperta a tutti: cittadini, politici, sindacalisti, imprenditori, istituzioni e stampa. Questo per arrivare finalmente ad un confronto sempre rifuggito che dopo dieci anni di chiacchiere, promesse non mantenute, palesi violazioni di legge (come la voluta mancanza di un Piano d’Azione Comunale – PAC sull’inquinamento industriale pur obbligatorio per legge dal 2005) dove tutti si assumessero finalmente le proprie responsabilità anche a fronte di una Conferenza dei Servizi aperta dopo due anni di complici insabbiamenti regionali e che si sta rivelando una farsa ad ennesimo favore della russa Severstal.

Dopo un’ora, in cui è stato steso sulla facciata del Municipio il grande striscione “Chiudere subito la Ferriera per aprire Trieste al futuro” si è deciso che sopra a trascorrere la notte nell’aula consiliare rimanessero dodici persone, che alle 11 e 30 di martedì si tenesse nell’aula una Conferenza Stampa aperta a tutti e che alle 15 e 30 sempre nella sede del consiglio comunale si promuovesse una assemblea pubblica, per poi chiudere con la manifestazione programmata per le 18 e 30 in piazza Unità. Per inciso in quasi venti ore di esposizione sono state migliaia e migliaia le persone che hanno letto lo striscione e centinaia lo hanno fotografato.

Alle 8 e 20 della mattina un tenente della polizia municipale, marino casali (sempre in minuscolo e ci mancherebbe), si è presentato nell’aula del consiglio ed ha comunicato che era stato emesso “l’ordine” che nessuno potesse salire, che chi fosse uscito, dei dodici presenti, anche solo per recarsi al vicino bagno per un bisogno fisiologico sarebbe stato impedito dal rientrare ed ha ordinato a quattro vigili urbani di presidiare le due uscite dell’aula. Alla richiesta, ai sensi dei quattro decreti Bassanini, la legge sulla totale trasparenza degli atti della pubblica amministrazione, e poi a quella legge che disciplina “l’immediato accesso agli atti”, di ricevere comunicazione scritta del medesimo “ordine”, l’ufficiale in questione si rifiutava anche solo di riferire tale legittima istanza ai superiori e se ne andava commentando “che figurarsi non eravamo nemmeno dipendenti comunali”. Ed in questo aveva perfettamente ragione perché in quanto cittadini eravamo i proprietari del Comune ed i datori di lavoro che contribuivano a pagare anche il suo stipendio.

Dopo due ore la porta riservata all’ingresso del pubblico veniva inchiodata e tre vigili venivano piantonati sotto le finestre del consiglio comunale per impedire che dalla piazza venisse fornita anche della semplice acqua ai dodici cittadini presenti in consiglio.

Decine di persone che, in normale orario d’ufficio, volevano salire per parlare anche con i parenti che erano nell’aula venivano respinti ed impediti nel farlo.

Alle ore 11 e 30 stesso divieto scattava nei confronti dei giornalisti, cameramen e fotografi, intervenuti per la Conferenza Stampa. Che si è svolta poi in modo del tutto originale con Maurizio Fogar che colloquiava attraverso un megafono dal balcone del Municipio con la stampa e il centinaio di persone che stazionavano in piazza venti metri più sotto.

Da segnalare che la polizia invitata a presentarsi nell’aula del consiglio per raccogliere la denuncia sulla flagranza di reato della legge sulla trasparenza degli atti, persistendo il rifiuto dell’amministrazione comunale di fornire copia sull’ordine di blocco di una struttura pubblica in orario d’apertura, dopo una fugace apparizione di due suoi agenti, si è rifiutata di risalire invitando chi volesse firmarla a scendere in strada per farlo, ben sapendo pertanto che così gli sarebbe stato impedito il riaccesso. Questo è fatto grave ed a nostro avviso omissorio dell’obbligo di accertare se in corso esisteva il compimento di un reato.

E getta una ulteriore pesante ombra sul comportamento delle forze dell’ordine ed anche della magistratura inquirente a Trieste negli ultimi dieci anni su tutta la vicenda Ferriera.

Finita questa impedita conferenza stampa, e fino ad ora non abbiamo sentito voce alcuna levarsi dai giornalisti tramite l’ordine o dai direttori delle testate coinvolte, a difesa del diritto all’informazione, al “bavaglio” imposto in sede locale, è avvenuto una cosa che se non fosse ben rappresentativa di una concezione fascista da repubblichetta sudamericana apparirebbe di una comicità irresistibile.

Il rastrellamento dei cestini.

Sette vigili guidati sempre dal tenente di cui sopra sono entrati nell’aula del consiglio accompagnati dal “fotografo comunale”, complimenti che non sapevamo ne esistesse uno e se si non ne capiamo il senso ed il costo. Ed è cominciata la ricerca dei vigili, a carponi sotto i banchi del consiglio, e la raccolta dei trenta cestini delle immondizie presenti in sala. Questi venivano posti, ironia quanto mai azzeccata sulla poltrona del presidente del consiglio comunale, ed i sacchetti neri estratti, illuminati con una torcia dal solerte tenente e fotografati all’interno appunto dal “fotografo comunale”. Le immondizie dei consiglieri fotografate una ad una venivano poi sequestrate assieme ai cestini e portate fuori dall’aula, lasciata per la verità in condizioni assai sporche dai politici eletti dal popolo, mozziconi di sigarette e di sigari, cartacce et similia sparsi abbondantemente per terra e sui balconi.

Una cosa umiliante per i sette vigili costretti a trasformarsi in “mondezzari”, chissà cosa ne penseranno i solerti sindacati di categoria, per una operazione durata una quindicina di minuti e da noi ripresa integralmente con le videocamere. Il filmato sarà visibile su internet e per rispetto dei sette vigili le cui espressioni nell’eseguire questo importante compito di tutela della legalità municipale per cui hanno ricevuto in dotazione pure le pistole, erano oltremodo eloquenti, oscureremo i loro visi, di tutti s’intende meno del tenente e del “fotografo comunale” che alle immagini riteniamo sia abituato.

L’operazione cestino abbiamo intuito sia scattata per prevenire l’eventuale uso dei neri sacchetti per ospitare la pipì umana vista l’inibizione ed il divieto a ricorrere al cesso istituzionale. Che forse forse in questo si ravvisi un’ipotesi di reato, con l’aggravante pubblica, tipo la violenza privata?

Il quarto errore commesso in quattro ore dal solerte direttore-segretario generale del comune che si è così guadagnato la possibilità di ritornare ad occuparsi di cose legali, dopo il processo in corso sulle mense comunali nel quale compare nelle vesti di imputato, assieme all’amato da lui sindaco, ed auguri sinceri dall’uscirne assolto, è stato quello di inviare un “ispettore giudiziario” della polizia municipale per richiedere le generalità e nominativi di eventuali avvocati di fiducia ai cittadini presenti nell’aula consiliare, così giusto per metterli di buon umore e tenerli su di morale. Atto del tutto inutilmente improprio perché il comune era in possesso delle carte d’identità di tutti i cittadini saliti la sera prima per assistere alla seduta consiliare, come prevede infatti il regolamento comunale, depositate nella portineria all’ingresso principale.

Impedita così anche l’assemblea aperta delle 15 e 30 per negato accesso dei partecipanti, alle 18 e 45, come preventivato e scritto, ma i rappresentanti politici leggono solo le cose che parlano di loro, i cittadini sono scesi in piazza Unità per partecipare alla manifestazione conclusiva con circa altre duecento persone intervenute.

Questa nei fatti la cronaca.

Ora alcune brevi considerazioni a partire dalla constatazione che questa iniziativa ha segnato la fine, come accadde in quella stessa aula in occasione della pubblica e plateale ma sempre civile contestazione dei falliti “Venerdì per l’Ambiente” per l’amministrazione Illy, di questa sgangherata, rissosa da asilo, prepotente ed arrogante amministrazione Dipiazza-Camber.

Come si usa dire l’iniziativa promossa dal Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia e dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere ha messo “a nudo il re”, ha cioè dimostrato come tutte le promesse, gli impegni assunti a piene chiacchiere in questi quasi dieci anni, fossero solo “balle spaziali” e che quando dalle parole si doveva passare ai fatti l’unica risposta che questa classe politica sapeva dare era l’odioso ricatto imposto alle persone di dover coercitivamente scegliere tra il farsi del male fisicamente, impedendosi persino di pisciare in un cesso, o il dover rinunciare ai propri ideali, alla coscienza di cittadini che si battono a tutela della salute e della vita di questa nostra comunità.

Ha clamorosamente fallito anche una opposizione che fatta salva la generosa presenza di due consiglieri, e siamo orgogliosi di scriverne qui i nomi: Alfredo Racovelli e Roberto Decarli, ha dimostrato la sua totale inconsistenza ed incapacità politica e financo umana. Il cosiddetto capogruppo del PD omero (iniziale rigorosamente minuscola) è perfino giunto la sera prima ad avvertire pubblicamente il pacor dell’intenzione dei cittadini di “occupare” di lì a poco il consiglio comunale. Insomma come si diceva all’asilo: ha fatto la spia.

Quei quaranta cittadini che hanno assistito la sera e notte di lunedì al consiglio comunale sono ampiamente rappresentativi di una estesa parte della nostra popolazione, che come i politici ben sanno condivide appieno ideali, obbiettivi e battaglie che essi rappresentano. In questi due giorni questa classe politica ha dimostrato per sempre agli occhi della gente di che pasta è fatta e che per garantire qualche speranza alla sopravvivenza futura di Trieste deve essere mandata a casa da subito, ovvero a partire dalle prossime elezioni amministrative del maggio 2011.

Ai cittadini che chiedevano partecipazione, confronto, in una parola sola: esercizio della democrazia, hanno risposto con la violenza, psicologica e fisica, con il diniego e l’indifferenza.

Questi cittadini rappresentavano problemi rilevanti, anzi i più importanti ora per Trieste, la tutela della salute, una dignitosa qualità della vita, la difesa di un lavoro sicuro non sfruttato dagli affari di pochi padroni, la prospettiva di un futuro accettabile per le nostre terre. Insomma rappresentavano la vita, al contrario invece di quei consiglieri comunali, quasi tutti, di questi partiti che oggi a Trieste rappresentano solo i loro interessi di bottega e sono i becchini di ogni speranza.

Anche l’informazione, quasi tutta, a Trieste ha perso l’ennesima occasione per essere al servizio dei cittadini e non dei padroni partitici e di esercitare con un minimo di professionalità quel mestiere che si chiama giornalismo.




NOI NON CI STIAMO! Ferriera-Sertubi: lunedì 28 e martedì 29 giugno, ore 18.30, in piazza Unità a gridarlo davanti al Municipio.

» Inviato da valmaura il 24 June, 2010 alle 2:42 pm

Lunedì 28 e Martedì 29 giugno alle ore 18.30 troviamoci in piazza Unità, davanti al Municipio, per dire basta a dieci anni di chiacchiere inconcludenti di una politica che ha garantito solo il businnes di pochissimi affaristi, oggi i russi della Severstal e domani gli spagnoli di Gas Natural, contro gli interessi di Trieste e Muggia,  insomma contro di noi tutti.

Lunedì 28 giugno alle ore 18,30 è convocato pure il Consiglio Comunale di Trieste, ebbene noi ci saremo in piazza Unità per ricordare tutti gli impegni presi e mai onorati e le promesse mai mantenute in oltre dieci anni da questa classe politica che ha chiesto il nostro voto e viene pagata con i nostri soldi.

Tra pochi giorni questi signori, come da noi ampiamente preannunciato, basta leggersi sul sito www.circolomiani.it la notizia “Una storiaccia esemplare”, riconsegneranno al gruppo russo Severstal una nuova Autorizzazione Integrata Ambientale che, come avvenuto fino ad ora, permetterà alla Ferriera-Sertubi di continuare ad inquinare come e più di prima per i prossimi cinque anni.

Hanno perso quasi dodici anni senza trovare una nuova destinazione per l’area dove inquina la Ferriera e che per oltre il sessanta per cento è di proprietà dello Stato, e non sono stati capaci di garantire una nuova occupazione ai dipendenti dello stabilimento.

Ci hanno rubato la nostra vita, la nostra salute e quella dei nostri figli e nipoti.

Hanno sempre permesso alla Lucchini, poi Lucchini-Severstal ed ora Sevesrtal di spadroneggiare, di inquinare aria, mare e terra.

NOI NON CI STIAMO!

Questa volta per due giorni di fila, il lunedì in cui si riunisce il Consiglio Comunale ed il martedì successivo invitiamo triestini e muggesani a venire in piazza Unità alle 18.30 per gridare la nostra rabbia e la nostra volontà di cambiare e da subito rotta ad una classe politica che lavora sotto dettatura dei “padroni delle Ferriere”, per garantire la sopravvivenza ed il futuro di Trieste.




Conferenza Servizi AIA Ferriera. GUARDIAMOLI IN FACCIA: martedì 15 giugno ore 9 ingresso del Giulia.

» Inviato da valmaura il 9 June, 2010 alle 4:13 pm

Martedì 15 giugno, alle ore 9 di mattina troviamoci davanti all'ingresso del centro commerciale "Il Giulia", nello spiazzo dove fermano gli autobus.

Per guardarli in faccia, i Renzo Tondo, i De Anna, la Bassa Poropat e Dipiazza, quando alle 9,30 entreranno nel brutto palazzone dell'Assessorato regionale all'Ambiente, in via Giulia 75/1, sopra Il Giulia per l'appunto, per riunirsi in quella Conferenza dei Servizi che hanno insabbiato da due anni, per la precisione dal 28 agosto 2008, e che dovrebbe decidere la revisione oppure il ritiro di quella illegittima Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla stessa Regione alla Lucchini-Severstal tra Natale e Capodanno del 2007.

Hanno scelto loro il posto, l’orario e la data. Vogliono ancora una volta decidere della nostra vita, della nostra salute e del nostro futuro. Facile prevedere quello che decideranno o meglio NON decideranno. Quasi sicuramente non revocheranno l’AIA alla proprietà oggi esclusivamente russa, ma usciranno con nuove rigorosissime prescrizioni che ovviamente sanno perfettamente di non avere voglia e capacità di far rispettare. Figurarsi la proprietà poi, che ha disatteso fin qui le blande prescrizioni precedenti, senza per altro che la Regione si muovesse salvo quando costretta dalla Procura dopo un nostro esposto (l’Altoforno).

Ebbene noi cercheremo di esserci, se non dentro come sarebbe nostro diritto e dovere, almeno fuori da quel portone dove sfileranno queste quattro persone che ancora una volta decideranno a favore degli affari di pochi, pochissimi, contro gli interessi di molti, moltissimi, lavoratori compresi.

Certo il poco preavviso, la scelta dell’ora, del luogo e del giorno lavorativo certamente non aiutano a stimolare una partecipazione di massa. Ma noi ci saremo per ricordare a questi signori le loro promesse mai mantenute da dieci anni a questa parte. Per gridargli il nostro diritto, quello di decine di migliaia di triestini e muggesani, a vedere tutelata una qualità della vita resa oramai insopportabile e per garantire la nostra salute, per fermare questo gioco al massacro delle irresponsabilità, delle complicità che in questi anni hanno devastato la vita a tante persone, dentro e fuori la fabbrica. O meglio fabbriche perchè di due stiamo parlando: Ferriera e Sertubi.

Poi toccherà a noi, sentite le decisioni prese, ad organizzare una risposta cittadina all’eventuale ennesimo misfatto, al tradimento di una politica incapace e totalmente asservita agli interessi di questi magnati da terzo mondo. In questo periodo di crisi li hanno aiutati, loro, non i lavoratori, in tutti i modi e hanno creato le condizioni, dopo aver fatto su iniziativa di quel ministro che ignorava che anonimi amici gli avevano pagato due terzi della sua casa, una legge ad  personae, trenta per l’esattezza, perché il russo Mordashov potesse incassare anticipatamente ed in un’unica soluzione qualche centinaio di milioni di euro nostri, pagati cioè dai cittadini, grazie proprio all’insabbiamento per due anni di questa Conferenza delle beffe. Leggetevi poco sotto la notizia “Una storiaccia esemplare” e ne capirete le vere ragioni.

Bisogna fermarli, anche martedì 15 giugno, anche alle 9 di mattina!

 





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