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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Ci siamo rotti i "cabasisi" montalbanamente parlando.
5G. Ma tutti a noi devono capitare i commenti dei seguaci di Leopold von Sacher-Masoch che anelano a mettere a repentaglio la loro salute ad occhi chiusi e per partito preso, per l'intelletto invece non corrono rischio alcuno:..
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Notizie Flash

Ferriera. Tre tromboni e due pifferi.
Ci hanno messo 22 anni per varare una soluzione che dal 2000 il Circolo Miani e Servola Respira avevano indicato, utilizzando allora i Fondi Europei disponibili per la bisogna e senza spendere una lira (si allora quella era la..
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*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 146

Ferriera. Ci costituiremo parte civile!

» Inviato da valmaura il 8 November, 2016 alle 12:20 pm

Questo è l’atto presentato due anni e passa fa in Procura.

Nel silenzio assordante di tutte le sigle sindacali, quelle “dialoganti” e quelle no.

OTTANTATRE MORTI SENZA GIUSTIZIA.
Ed al Piccolo ricordiamo che solo a Trieste con quel giudice Truncellito (che aveva dissequestrato la Cokeria sostenendo che le polveri in uscita dalla Ferriera erano causate dagli autisti dei camion che guidavano troppo veloci nelle strade dello stabilimento !!!) il Corrado Antonini è “uscito a testa alta” da un processo sull’amianto. Mentre a Venezia, Gorizia e Monfalcone dai tre, finora, processi, sempre per le morti di lavoratori causate dall’amianto, confermati dalla Cassazione se ne è uscito gobbo sotto il peso delle ripetute e pesanti condanne. Ricordarlo magari ai lettori, proprio no?

Spettabile

Procura della Repubblica

Tribunale di Trieste

 

Oggetto: esposto – denuncia

 

Preso atto che con comunicato stampa a firma del Procuratore Capo facente funzioni, il Sostituto Federico Frezza, di data 30 novembre 2013, illustrato in due apposite conferenze stampa da lui convocate in Tribunale, si rimarcava la drammaticità di quanto contenuto nella perizia-relazione inviatagli in data 22 novembre 2013 dall’Azienda Sanitaria territoriale di Trieste a prima firma del dott. Valentino Patussi, responsabile del Dipartimento di Prevenzione, che ingloba l’ex Medicina del Lavoro, dell’ASS.

Preso atto che nel periodo preso in esame si metteva in stretta correlazione il decesso di 83 lavoratori dello stabilimento Ferriera di Servola, di proprietà della Lucchini Italia, al ciclo produttivo ed alle mansioni svolte dagli stessi all’interno degli impianti, pur limitandosi all’esame di sole tre tipologie tumorali (Polmone, Mesotelioma e Vescica), fatto di per se esclusivo di altre affezioni (per esempio gravi patologie non tumorali all’apparato respiratorio: Broncopatie ostruttive in primis e che stando ai dati Inail incidono fortemente nel rilascio di pensioni infortunistiche a lavoratori ancora in servizio in Ferriera) o altri tipi di neoplasie e/o leucemie correlati alle immissioni inquinanti, in particolare al BenzoApirene.

Preso atto che la stessa Procura indicava nel gennaio 2014 il periodo di avvio di altra è più approfondita indagine peritale sui lavoratori dello stabilimento ed anche invitava l’Azienda Sanitaria a svolgere una completa indagine epidemiologica sui residenti all’esterno dello stesso (l’Arpa FVG in una ponderosa relazione del luglio 2009 aveva dimostrato come in realtà le emissioni inquinanti della Ferriera coinvolgessero tutto il territorio della provincia di Trieste e come addirittura in presenza di determinate condizioni meteo esse arrivassero ad interessare i Comuni di Monfalcone e Grado. Mentre gli effetti sul Comune di Capodistria sono stati evidenziati da una relazione dell’Arpa della Repubblica Slovena a seguito di un mandato ricevuto dal locale Sindaco dopo una perizia dell’Azienda sanitaria slovena che evidenziava come quasi un terzo dei bambini, campione tra i zero e dodici anni di età, risiedenti nel territorio di quel Comune rivolto verso il Vallone di Muggia già soffrivano di patologie croniche all’apparato respiratorio. E come tale fatto fosse da mettere in correlazione con il particolato, PM 2.5, PM 10 e idrocarburi, proveniente da Trieste a seguito del flusso dei venti).

Ricordato che dal novembre 1998 lo scrivente, il Circolo Miani, Romano Pezzetta, Servola Respira in più occasioni, anche in riunioni ufficiali, accompagnati da alcuni medici del Centro Tumori e dell’ospedale pediatrico Burlo Garofalo di Trieste, avessero inutilmente chiesto ai vertici dell’ASS triestina, di realizzare una indagine epidemiologica sulla popolazione della nostra provincia, basti solo correlare i drammatici dati evidenziati dall’indagine slovena con il vicino (e molto più vicino alla Ferriera) e sottostante Comune di Muggia, ottenendone sempre un secco rifiuto. Nonostante una indagine, finanziata dalla Fondazione CRT, e curata dai medici in servizio al Pronto Soccorso dell’ospedale pediatrico, già nel 1998, in particolare dal dott. Mario Canciani, oggi responsabile del servizio di Allergo-pneumologia della clinica universitaria pediatrica dell’Ospedale di Udine, avesse dimostrato che i bambini trattati dal quel Pronto Soccorso provenissero in maggioranza dalle aree territoriali più investite dalle emissioni industriali (da Muggia ai Campi Elisi).

Ricordato che in questi ultimi anni si sono susseguiti procedimenti e conseguenti condanne emesse dai Tribunali della nostra Repubblica (a Taranto due mesi fà circa il Tribunale ha condannato, in primo grado, l’attuale Commissario governativo della Lucchini, dunque anche della Ferriera di Trieste, Nardi, ad una pena di 8 anni e 6 mesi, più quota a parte di una provvisionale risarcitoria di 3 milioni e 500 mila euro, per “omicidio colposo e strage ambientale”, addebitandogli la responsabilità della morte di una decina di lavoratori quando era dirigente all’Ilva), anche a partire dalle vicine Venezia, Gorizia e Monfalcone.

Tutto ciò rilevato si chiede a questa Procura di verificare se quanto contenuto in questa denuncia, in particolare nelle ultime relazioni prodotte dai periti del Sostituto Procuratore Frezza, e dalla relazione dell’Azienda Sanitaria Triestina sopra citata, e di quanto già esposto formalmente a questo Ufficio nel gennaio 2011 dallo scrivente e dal Circolo Miani (non si allegano atti in quanto essi sono tutti già in possesso della Procura medesima) rilevi l’esistenza di una responsabilità penale per i fatti interessati e se questa possa coinvolgere i soggetti temporalmente responsabili dell’azienda ed eventualmente coloro che avevano il compito istituzionale di tutelare la salute pubblica ad ogni livello: politico, amministrativo, tecnico.

Lo scrivente chiede di essere informato dello sviluppo delle indagini al fine di poter esercitare eventualmente il suo diritto di costituirsi parte civile nel procedimento ed anche in caso di eventuale richiesta di archiviazione dello stesso.

Trieste, 14 agosto 2014.

Maurizio Fogar

Ovviamente ci attendiamo che l’inchiesta e la richiesta di rinvio a giudizio proseguano fino ai giorni nostri: per il bene dei lavoratori, la salute dei cittadini e la credibilità di una Procura, a Trieste un tantino acciaccata agli occhi dell’opinione pubblica.

La foto (visibile sulla pagina Facebook Circolo Miani) sotto, scattata da un vetusto telefonino e da San Vito, è di stamane e riprende una cospicua ennesima fuoriuscita di gas color senape-iprite. Sturzi e l’Arpa dove stavano?

 




NO FERRIERA!

» Inviato da valmaura il 7 November, 2016 alle 12:37 pm

“Il PD ha perso completamente ogni contatto con il territorio”: Francesco Russo, senatore PD a commento dell’ennesima sconfitta elettorale nell’Isontino.

Ma il giudizio si attaglia benissimo a tutte le forze politiche, anche attualmente le vincenti, nuove comprese.

Oramai partiti e movimenti sono ridotti ad una mera sommatoria di eletti, dove gli stessi hanno a cuore non più gli ideali, i valori da propagandare tra la gente con cui condividere programmi, proposte ed iniziative, ma esclusivamente la raccolta di consenso personale e voti di preferenza. Che si vincano o perdano le elezioni per loro conta poco, l’importante è essere eletti e conservare il posto.

Ieri all’assemblea promossa al Circolo Miani, si di una piovosa domenica mattina,  la gente c’era, politici ed istituzioni no.

Eppure il tema portante era il degrado delle nostre periferie dove vive la stragrande maggioranza dei triestini e che trova nella Settima Circoscrizione, che va da Aquilinia alle Torri d’Europa a Chiarbola, il primato in fatto di emergenze a Trieste. Circoscrizione dove vive quasi un quarto dei triestini e che dal 2001 ha sempre determinato l’esito di tutte le elezioni amministrative.

Orbene nessuno della Settima Circoscrizione ha ritenuto di presenziare oltre, naturalmente, ad Aurora Marconi, la consigliera eletta con la lista civica NO FERRIERA SI TRIESTE che ha raccolto poco meno del 5% dei voti.

Non c’erano i grillini, gli ansiosi portatori del “nuovo che avanza”, non c’era il Presidente leghista né tantomeno il Vice di Forza Italia, mancava il PD nel quale siede il responsabile “periferie” della nuova segreteria provinciale del partito.

Sindaco e Vice, non hanno ritenuto neppure di rispondere all’invito rivolto loro per iscritto una decina di giorni prima. Ma si sa l’educazione non è d’obbligo nelle “alte sfere”, salvo che durante la campagna elettorale. Così come non ha dato segno di vita, e risposta alcuna, il parlamentare Aris Prodani, pure invitato, il quarto, il senatore Russo, ha telefonato per dire che sarebbe arrivato in ritardo. Ovviamente mai pervenuto.

Ebbene le decisioni prese le sintetizziamo qui di seguito.

Sulla Ferriera si è preso atto della completa inefficacia della linea seguita dal Sindaco e dai suoi consiglieri, e non poteva che essere così vista l’assoluta non conoscenza dei problemi, così come dell’inutilità di una consulenza che si trova ad analizzare i dati forniti dall’Arpa, di cui pure a giorni alterni il Comune diffida. In una situazione che dopo i 100 + 50 giorni è esattamente quella di prima, e resterà così.

Sul degrado delle periferie e del territorio si è deciso di continuare a presentare le mozioni in Circoscrizione sulle emergenze triestine, sempre a cura di Aurora Marconi, come fatto finora.

Dalla copertura delle vasche del depuratore fognario, a cielo aperto che ammorbano con il lezzo della merda di 205.000 concittadini mezza Trieste (approvata all’unanimità il mese scorso ma mai pubblicizzata sulla stampa), alla bonifica ed al recupero dell’area del vecchio inceneritore alla diossina, lasciato dal 1999 completamente abbandonato a Monte San Pantaleone, a dieci metri dal Jolly pattinaggio.

A livello cittadino si è deciso, nell’assoluta latitanza ed ignoranza della politica, tutta, di assumere la guida di una nuova iniziativa sul territorio, capace di affrontare e risolvere le emergenze reali che i triestini si trovano ad affrontare (dalla Sanità, ospedaliera e territoriale, a pezzi; dalla povertà che unita al degrado in cui versano tutti i quartieri semiperiferici di Trieste, rende la nostra vita incivile; dall’emergenza casa a cui il vertice di una Ater infeudata dal PD ora, come dal centrodestra prima, non riesce minimamente a rispondere, e dove il recente caso del nuovo complesso di Coloncovez avrebbe dovuto portare alla immediata rimozione dell’attuale direttore e dei vertici tecnici dell’istituto con richiesta di risarcimento e rivalsa sui loro patrimoni personali. Da notare che nessun amministratore della Giunta Dipiazza ha ritenuto di farsi carico del problema anche solo visitando gli sfortunati inquilini di quel complesso).

Oltre che naturalmente alla immediata chiusura della produzione siderurgica in Ferriera.

A questa nuova politica, che avrà come prima tappa, è stato deciso ieri in assemblea, una prossima manifestazione in Consiglio comunale, possono partecipare, e sono stati invitati a farlo, a pieno titolo tutti i cittadini di qualunque orientamento politico.

PS: le mamme di Aquilinia cosi giustamente prodighe di preoccupazioni nei confronti di eventuali futuri rischi per la vicinanza di un gruppetto di immigrati hanno mai raccolto firme o sono intervenute nelle tante manifestazioni promosse, con volantinaggio anche ad Aquilinia, per la tutela della salute, SICURAMENTE a rischio per i fumi e gas provenienti dalla Ferriera? (vedi foto 1 su Facebook Circolo Miani)




La buona, utile politica, anche in Circoscrizione.

» Inviato da valmaura il 1 November, 2016 alle 1:17 pm

LISTA CIVICA

NO FERRIERA-SI TRIESTE

VII Circoscrizione del Comune di Trieste

Servola-Chiarbola-Valmaura-Borgo San Sergio

Trieste, 31 ottobre 2016

Oggetto: Messa in sicurezza, bonifica e recupero area vecchio inceneritore di Monte San Pantaleone (Via di Giarizzole)

  MOZIONE

-        Visto che il vecchio inceneritore di Trieste, sito in via di Giarizzole – Monte S. Pantaleone, è stato chiuso in tutta fretta nel dicembre del 1999 dalla Provincia, presieduta da Renzo Codarin, per inquinamento diffuso di diossine (negato per anni, arrivando a denunciare i residenti costituitisi nel primo comitato di quartiere sorto a Trieste e poi sostenuto dal Circolo Miani) e che da allora è stato abbandonato a se stesso ed ai ratti;

 

-        Visto che tutta l’area in muratura, il piazzale e le aree verdi circostanti sono in totale degrado con strati di inquinanti di ogni sorta di gravità depositati in superficie e nel suolo e sottosuolo;

 

-        Visto che l’area confina con quella del Jolly Pattinaggio, dove centinaia di bambini ed adolescenti si recano giornalmente per attività sportive e ricreative, peraltro a poca distanza dalla Ferriera;

 

Tutto ciò premesso, si chiede che il Comune di Trieste, nell’ambito  del più volte annunciato piano di recupero delle periferie, ai fini della tutela della salute dei residenti, dia inizio ad un’azione di risanamento in uno dei quartieri più degradati di Trieste, inserendo tale intervento tra le priorità da attuare sul territorio della VII Circoscrizione e pertanto

IMPEGNA

Il Presidente della VII Circoscrizione ad attivarsi  presso l’assessorato competente affinché intervenga prontamente a tal fine.

Per la

LISTA CIVICA

NO FERRIERA-SI TRIESTE

Aurora Marconi

E i consiglieri comunali e gli assessori così impegnati con i brindisi a colpi di ballerine brasiliane sovrappeso? Muti e silenti, o forse a bocca piena?

NO FERRIERA SI TRIESTE si riunisce domenica 6 novembre alle ore 11 nella sede del Circolo Miani in via Valmaura 77 a Trieste.

Ovviamente e come sempre l’assemblea è aperta a tutti.

Abbiamo invitato stampa e Tivù anche se dubitiamo che si stracceranno le vesti per essere presenti.

Abbiamo rivolto un invito a presenziare pure al Sindaco di Trieste, al suo Vice, ed ai parlamentari Russo e Prodani. Se poi anche qualcuno della Settima Circoscrizione vorrà partecipare, visto l’importante ruolo fin qui svolto dalla nostra consigliera Aurora Marconi, tanto meglio.




Dove eravamo rimasti?

» Inviato da valmaura il 26 October, 2016 alle 1:33 pm

E’ la frase con cui Enzo Tortora riaprì la trasmissione in Rai dopo il suo ritorno in televisione alla fine di quell’ignominiosa vicenda giudiziaria che lo portò prima ammanettato ad uso TG in carcere, poi nei tribunali, a dimettersi da parlamentare europeo per rigettare l’immunità, e poi a morire di tumore.

NO FERRIERA SI TRIESTE si riunisce domenica 6 novembre alle ore 11 nella sede del Circolo Miani in via Valmaura 77 a Trieste.

Ovviamente e come sempre l’assemblea è aperta a tutti.

Abbiamo invitato stampa e Tivù anche se dubitiamo che si stracceranno le vesti per essere presenti.

Abbiamo rivolto un invito a presenziare pure al Sindaco di Trieste, al suo Vice, ed ai parlamentari Russo e Prodani. Se poi anche qualcuno della Settima Circoscrizione vorrà partecipare, visto l’importante ruolo fin qui svolto dalla nostra consigliera Aurora Marconi, tanto meglio.

Se parleremo di Ferriera? Inevitabile anche perché a forza di “cento giorni” Arvedi può, lui, dormire sonni tranquillissimi.

Ma parleremo anche di tante altre cose (dal depuratore fognario a cielo aperto: anche il nuovo! Al vecchio inceneritore: una bomba alla diossina ed altre nefandezze lasciato da anni marcire a cielo aperto a Monte San Pantaleone. A tutte le aree verdi e non, pubbliche e private, inquinate e ignorate, tra le altre cosette) ma soprattutto parleremo delle “periferie degradate”: il leitmotiv della politica (da Renzi a scendere o salire tutti se ne riempiono la bocca sia che parlino di terrorismo che delle sberle elettorali incassate) dove appunto tutti ne parlano e nessuno muove dito, anche perché non saprebbero da dove iniziare visto che da decenni i partiti sul territorio si fanno vedere solo per mettere i santini elettorali nelle cassette ad ogni elezione. Anzi ci correggiamo: pagano agenzie di pubblicità perché lo facciano.

Curiosi, e magari delusi ed un po’ incazzati?

Una ragione in più per partecipare il 6 novembre al Circolo Miani.

Ah la foto, che trovate sulle pagine Facebook, aperte a tutti, è di ieri mattina, evidentemente nessuno ha ricordato all’Altoforno che sono passati già 136 giorni.




No Ater, così non va proprio.

» Inviato da valmaura il 22 October, 2016 alle 12:52 pm

A leggere la cronaca del Piccolo sul complesso Ater di nuova assegnazione, la prima e fondamentale domanda da porsi è dov’erano i vertici di questo istituto, ricordiamolo pubblico ed i cui lauti stipendi dal denaro dei cittadini vengono pagati, quando la ditta che aveva vinto l’appalto eseguiva i lavori.

Ovvero quali controlli, e da chi nell’Ater, venivano fatti prima, durante e dopo l’esecuzione dei lavori stessi.

Anche sull’impiego dei materiali usati per la ricostruzione degli alloggi i controlli, che il direttore ed unico dirigente dell’Ater triestina, il commercialista di Cordenons dirigente del PD, asserisce siano stati eseguiti, appaiono clamorosamente smentiti dai fatti.

Per il resto da parte sua solo stupore e sorpresa. Ecco le ultime cose che il massimo responsabile di un ente può permettersi di esternare perché confessano la sua totale inadeguatezza a dirigere l’ente stesso.

Ed essendo tale nomina frutto della politica regionale (di centrosinistra in questo caso come nel passato dalle maggioranze che governavano la Regione) il discredito cade automaticamente su chi lo ha nominato e lo paga con i soldi dei cittadini (l’assessore regionale Santoro e la Giunta Serracchiani).

Questa Ater deve essere chiamata a rispondere, ma non genericamente bensì nella persona dei suoi dirigenti, in solido con i loro beni personali, per i danni subiti, materiali e biologici, dagli inquilini, e nei confronti della Regione e dello Stato che così male hanno visto impiegare il denaro pubblico stanziato.

In qualunque altra realtà, anche il Burkina Faso fa testo, i, anzi il vertice dell’Ater, sarebbe stato sospeso dall’incarico in un bitz, e deferito alla Corte dei Conti FVG, ed alla Procura, per gli adempimenti del caso.

Siamo quasi certi che ciò non accadrà, nonostante le indifendibili quanto stupefacenti dichiarazioni rilasciate alla stampa dal direttore Ius, e come al solito finirà per pagare il solito Pantalone, ovvero noi.





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