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'L'Eco della Serva'
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Circolo Miani » News Correnti » Page 146

Senza dignità nè pudore.

» Inviato da valmaura il 23 June, 2012 alle 1:07 pm

Lunedì sera in Settima Circoscrizione verrà uno dei peggiori assessori all’Ambiente che il Comune ricordi per “spiegare e rispondere” sulla questione Ferriera ai consiglieri.

Buona serata a loro ma noi riteniamo di aver esaurito il tempo a nostra disposizione per partecipare all’ennesima puntata di una tragicommedia che dura dal 1998, dunque da quattordici annetti.

Non ci interessa minimamente riascoltare le stesse cose dette dai politici, di tutti i partiti vecchi e nuovi, con la sola e dunque meritevole di citazione eccezione di Igor Kocijancic, in tutti questi anni.

Chi ha tempo da perdere e scarsa considerazione della propria dignità di persona oltre che di cittadino si accomodi.

Chi ancora non ha capito o finge di non capire che l’unica strategia di questi signori è far guadagnare tempo alle tre proprietà che si sono avvicendate in questi anni alla guida della Ferriera, allora avanti che lunedì sera c’è posto.

Noi con questa gente non riteniamo di dividere più nemmeno lo spazio fisico di una stanza, netto e preciso deve essere agli occhi dei tanti cittadini che ci seguono e dell’opinione pubblica il distacco da questa politica al servizio dei potenti. Come netto e preciso deve apparire il ruolo dei loro lacchè un tanto al chilo.

Coordinamento dei Comitati di Quartiere di Chiarbola-Ponziana, Campi Elisi-San Vito, Servola Respira, Valmaura, Monte San pantaleone-San Sabba, La Tua Muggia, La Tua Trieste.




Le verità negate.

» Inviato da valmaura il 30 May, 2012 alle 12:31 pm

Quando fin dalla sua nascita, 1981, il Circolo Miani mise tra i principali impegni delle sue attività la battaglia per l’informazione, uno degli scandali perenni del nostro Paese e della nostra provincia, non lo fece a caso. Anzi.

Una informazione negata, manipolata e asservita è il furto della libertà di conoscenza e di scelta che si perpetua ogni giorno a danno della comunità e dei suoi cittadini. E’ quanto avvenuto sistematicamente in questi anni a Trieste, con la sola purtroppo breve parentesi della proprietà Melzi al piccolo giornale.

E’ per questo che non ci siamo mai stancati di porre la questione dell’informazione come uno dei punti discriminanti per capire chi, tra partiti, movimenti ed associazioni, vuole veramente battersi per una società democratica, pluralista e partecipativa anche e soprattutto a Trieste.  

Con i fatti e non con le chiacchiere. Manifestare contro i bavagli rai nazionali o contro l’informazione dei giornali e TG di Berlusconi in piazza Unità e nel contempo accettare tacitamente la macelleria censoria della stampa locale è comodo quanto ipocrita. Ma così purtroppo è stato ed è tuttora da parte, spiace dirlo, di tutte le forze politiche-sociali, vecchie e nuove. Oltre naturalmente da parte di chi dovrebbe tutelare sulla correttezza deontologica e professionale, nonché sull’etica, di chi professa il lavoro di giornalista.

Non passa giorno che ne abbiamo ulteriori conferme. Gli ultimi casi in questi giorni offrono addirittura una abbondanza di esempi senza precedenti.

Processo agli undici cittadini, del Circolo Miani e dei Comitati di Quartiere, che hanno “occupato” la sala del Consiglio Comunale in Municipio tra il 28 ed il 29 giugno 2010, nel corso di due manifestazioni svoltesi in piazza Unità con centinaia di partecipanti sulla parola d’ordine di “chiudere subito la Ferriera per tutelare la salute dei triestini (e muggesani) ed aprire Trieste al futuro”. Una protesta civile dopo dodici anni di lotte per chiedere il rispetto della legalità da parte delle Amministrazioni (Regione, Provincia e Comune), e degli enti proposti al controllo (ASS e Arpa e Procura).

Orbene a memoria d’uomo a Trieste, almeno a partire dagli anni sessanta, un’azione, civile e pacifica, mai avvenuta prima.

Quale è stato il comportamento di stampa e politica nell’occasione è presto detto: come il Conte zio (di Don Rodrigo nei Promessi Sposi). Sopire e troncare. Punto.

Dopo due anni ed altrettanti “articoli” del piccolo giornale che già nei titoli emetteva auspicata sentenza “Rischiano fino a tre anni di carcere” ed una salata ammenda, si annunciava il rinvio a giudizio degli undici malnati (quattro donne e sette uomini).

Bene il processo sì è tenuto lunedì 28 maggio in Tribunale, lo sapevate? No? E come mai?

La sentenza è stata decisa in cinque minuti dal giudice monocratico: Assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Dunque la formula più ampia. Ovviamente in aula del Tribunale non c’era traccia dei mastini dell’informazione o di telecamere. Sopire, troncare: per l’appunto.

Nessuno ne ha parlato: né prima né dopo e ciò nonostante la gente accorsa a seguire il processo non è riuscita neppure ad entrare tutta nella pur capiente aula, tanti erano accalcati pure in corridoio e hanno saputo della sentenza solo a fragoroso applauso avvenuto a sigillare le parole del giudice. Insomma, tanto per dare qualche numero, dieci volte più numerosi del pubblico della strapubblicizzata giornata “Come sta Trieste” organizzata dal Laureni-Comune.

Ah si, per chi fosse interessato la pubblica accusa, rappresentata dal PM Frezza, aveva chiesto la condanna di ciascuno degli undici imputati a mesi due di reclusione e 300 euro di multa.

Che sommati assieme fanno molto più di quanto chiesto dallo stesso PM Frezza a condanna della proprietà della Ferriera in questi anni.

Altro episodio.

Nonostante la richiesta di archiviazione avanzata dallo stesso PM Federico Frezza nei confronti della denuncia presentata da Maurizio Fogar nei confronti dell’allora Presidente del Consiglio Comunale, avv. Sergio Pacor, per quanto da lui scritto in una lettera pubblicata dal piccolo giornale a commento dell’occupazione del Municipio e ritenuta diffamatoria e non veritiera dallo stesso Fogar che pertanto lo aveva querelato. Il Giudice per le Indagini Preliminari, dott.a Laura Barresi, nell’udienza svoltasi venerdì 25 maggio, ha rigettato le richieste del PM e della difesa del Pacor ed ha deciso il rinvio a giudizio dello stesso per diffamazione, per l’appunto.

Lo avete mai saputo? No? E come mai?

Avete mai sentito commento alcuno da parte della politica, vecchia e nuova, su ciò? No e come mai?

In cambio abbiamo letto che un direttore del centro tumori dichiara, voglia Iddio per la sua credibilità che sia stato mal interpretato dalla stampa, che il primato dei triestini e soprattutto triestine nel beccarsi i tumori (le broncopatie no?) dipende anche dalla cattive abitudini alimentari (“bevono e mangiano male”), dal fatto “che fumano” e che prendono troppo la tintarella.

Ogni altro commento appare superfluo.

Le conclusioni della giornata convegno “Come sta Trieste” sono state pubblicate nel 1997 e 1999 sui libri bianchi editi dal Ministero della Sanità e dal Servizio sanitario della Regione in collaborazione con il CRO di Aviano. Profeticamente dunque con 15 e 13 anni di anticipo.

Rinnoviamo la domanda: quanto è stato speso dal Comune per questa replica stantia?

Di palo in frasca: chi ha acquistato le azioni Acegas-Aps cinque anni fa le ha pagate 9,09 euro ciascheduna, oggi valgono 2,66 euro. Dunque un affarone la privatizzazione della municipalizzata, non solo per le tariffe altissime che i triestini pagano per acqua, luce e gas, ma anche per gli investitori-azionisti.

Non annullare la sfilata militare dei Fori Imperiali ed il sontuoso ricevimento nei giardini del Quirinale per il 2 giugno, quando nelle orecchie la gente ha la mancanza di soldi da parte dello Stato e negli occhi i Telegiornali pieni del dramma dei terremotati, è la lapalissiana spiegazione perché oggi alle elezioni a votare ci andranno sempre in meno.

I greci poi mutuati dai latini, dicevano “Zeus acceca chi si vuole perdere”.

Duemila e passa anni di saggezza incompresa.




Lunedì 28 maggio alle ore 15 in Tribunale si apre il Processo alla città.

» Inviato da valmaura il 24 May, 2012 alle 11:19 am

Nell’aula 113 al piano terra del Tribunale, o in alternativa nelle aule 271 o 278 al secondo piano, si apre il processo contro gli undici cittadini accusati di avere “occupato” la sala del Consiglio Comunale in Municipio per chiedere il rispetto della legge, la tutela della salute e della qualità della vita nei confronti dell’emergenza Ferriera e alla colpevole inerzia di politica ed istituzioni.

Il Circolo Miani, Servola Respira ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere danno appuntamento ai cittadini che intendono assistere al processo e portare la loro solidarietà agli imputati, quattro donne e sette uomini, alle ore 14,45 nell’atrio del Tribunale all’ingresso principale di Foro Ulpiano (se chiuso si entra da via Coroneo).

In questa udienza sarà sentito il teste ( un ufficiale della Polizia municipale) della pubblica accusa, rappresentata dal PM Federico Frezza, e gli imputati, a partire dal Presidente del Circolo Miani, Maurizio Fogar.

Dal Fatto Quotidiano di sabato 5 maggio scorso, articolo sulle emissioni inquinanti, in particolare Diossine, tratto dal libro “Diossina. La verità nascosta”, Feltrinelli Editore.

Ma c’è una cosa che è ancora più sconvolgente della scoperta stessa (delle emissioni inquinanti), ed è che ad ostacolare ferocemente ogni passo di questa coraggiosa ricerca della verità sono le istituzioni infedeli, di un paese democratico: le Asl, le Università, i poteri pubblici locali.

Giuseppe Dossetti (uno dei padri costituenti della nostra Repubblica) avrebbe voluto che uno degli articoli della Costituzione recitasse così: La resistenza individuale e collettiva agli atti dei poteri pubblici che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente costituzione è diritto e dovere di ogni cittadino”.




Non ci resta che ridere (che non merita sprecar lacrime per certa gente).

» Inviato da valmaura il 19 April, 2012 alle 12:39 pm

La Gabriella Ziani oggi sul piccolo giornale ci fornisce un perfetto esempio di cosa sia il contrario della professione che esercita.

Nel suo pezzo ovviamente si limita a riportare le amenità dichiarate dai vari soggetti citati, da quel Semino (omen nomen dicevano a ragione i nostri avi latini) al Laureni-Dipiazza, nella sua veste di assessore all’Ambiente del Comune di Trieste.

Per chi volesse realmente capirne qualcosa suggeriamo la lettura delle Notizie-Articoli su questo sito a partire da “Un passo indietro? Un miglio per lo meno.”

Ma, come dicevamo sopra, la Ziani si guarda bene da fare anche solo una breve cronistoria della vicenda, oddio breve per modo di dire perché bisognerebbe per lo meno partire dal 1998, ed è del tutto comprensibile per altro visto il ruolo di “Araldo della Lucchini” e della politica fiancheggiatrice che il piccolo giornale su cui scrive ha svolto nell’ultimo decennio.

Ma se fosse stata un po’ più attenta, avrebbe potuto risparmiarsi anche quella poca fatica da lei fatta nel copia-incolla delle dichiarazioni dei due interessati. Bastava infatti ripigliare qualche vecchio numero del piccolo giornale, recuperare le cicliche dichiarazioni del duo Dipiazza-Bucci: “Se sfora ancora una volta lo chiudo domani, quel cancro (si riferiva alla Ferriera)”, cambiare solo firme e date et voilà l’articolo era completo. Per Semino non occorreva nemmeno quello, bastava fotocopiare.

Amara soddisfazione è quella di averlo sempre detto, né ci aggrada imitare la sorte di Cassandra morta schiava nella Micene di Agamennone, ma credo che almeno il Premio mago Otelma ci spetti di diritto.

Quello che oggi avviene è stato previsto, certificato e scritto dal Circolo Miani in tutti questi anni, anche nelle parole esatte pronunciate dagli ultimi, in ordine di tempo, protagonisti in negativo di questa grave vicenda.

Non ci stupisce dunque più alcuna parola di questa ennesima farsa in commedia, e sinceramente su questa emergenza che interessa ahimè i cittadini di tutta la nostra provincia, e non solo Servola, perché ad esempio Muggia, Valmaura, Chiarbola, Campi Elisi e Monte San Pantaleone non sono frazioni del Comune di San Candido in Val Punteria, non ci interessa sprecare altro fiato se non per rilevare la solita beota rassegnazione, la parolaia sfilza di lamentazioni e geremiadi, dei triestini.  

A loro dunque un Buon Prontosoccorso che gli va ancora bene, nonostante la pericolosità dello stesso denunciata inutilmente dai suoi operatori; ai politici “creativi” e cosiddetti giornalisti invece non vediamo l’ora di spedirli a casa e senza ammortizzatori sociali: Fornero forever.




Un passo indietro? Un miglio per lo meno.

» Inviato da valmaura il 14 April, 2012 alle 2:16 pm

Oggi quando si intende giubilare una persona che ricopre un qualche ruolo: nella politica, nella società, nell’economia, la si invita, ma meglio sarebbe dire la si costringe, a fare un passo indietro.

Non si parla più di dimissionare, che suonerebbe parola brutta ed afflittiva, ma appunto scatta la frase di rito: il passo indietro oppure a piacimento, di lato.

Nel caso in questione, e nel rispetto dell’odierno galateo, più che di fare un passo qui si tratterebbe di percorrere almeno un miglio, indietro si intende.

E partiamo da una premessa. Un vezzo dei politici, particolarmente in voga nella odierna giunta comunale e nei partiti che reggono la maggioranza di Palazzo Cheba, è stato l’invito ripetuto ad ogni piè sospinto di “avere pazienza” che “loro erano appena arrivati ed avevano bisogno di tempo”. A parte il fatto che i “loro” non sbarcavano da Marte ma erano da anni, chi addirittura da decenni, inseriti nella politica e nelle amministrazioni locali e regionali e dunque si presume che le “cose” le conoscessero. Ma poi oramai a poche settimane questa amministrazione governa Trieste da un anno, che sono dodici mesi, 52 settimane, 365 giorni, e scusateci se sono pochi.

Dunque veniamo ai fatti.

Nell’articolo pubblicato su questo sito:  Trieste come Pittsburgh? Non direi proprio.”, descrivevamo già le ragioni della profonda debolezza di questa amministrazione comunale, ove l’anello più debole tra i dieci assessori appare essere, all’evidenza dei fatti di questi mesi, l’Assessore all’Ambiente, Umberto Laureni, una vera e propria sorpresa all’incontrario, ovvero in negativo, rispetto alle previsioni iniziali.

Nel suo operare l’assessorato da lui diretto ha dato prove, poche perché poco ha fatto, fallimentari nei tre campi ove si è cimentato pubblicamente.

Sulla questione del/dei rigassificatori ad esempio il suo “NI”, chiusura per quello di Zaule ma più che possibilista per quello progettato nel Golfo, è stato pure pesantemente rimbrottato dalle colonne del piccolo giornale dal partito che ha espresso l’assessore, ovvero dal Capogruppo in Comune di Sinistra, Ecologia e Libertà. È riuscito pure, l’Assessore Laureni, a farsi sbeffeggiare, ed ahimè con ragione, sempre tramite stampa, dal peggiore amministratore regionale della Giunta Tondo, quell’Assessore all’Ambiente Ciriani che passerà alle cronache con il soprannome di Attila della Val Rosandra, il che effettivamente è tutto dire.

Passiamo ora alla tanto strombazzata raccolta differenziata dei rifiuti, sulla quale aveva campato di rendita elettorale il precedente assessore comunale Rovis. Ritardi, annunci di ventilato aumento della Tassa sui rifiuti, mancata ultimazione delle “isole ecologiche”, quale dolce eufemismo, ed infine invito ai vigili a non comminare le sanzioni previste per ordinanza comunale: insomma istigare, e sempre attraverso stampa, la polizia municipale a commettere il reato di omissione d’atti d’ufficio. Non male neh! Tanto che nelle ultime uscite pubbliche sulla travagliata vicenda della differenziata il Comune ha pensato bene, o male, di farsi rappresentare dall’assessore Omero.

E giungiamo ora alla vicenda Ferriera. E non perché non ci sarebbero altre ed importanti urgenze sul tema ambientale, e soprattutto legate alla tutela della salute e della qualità della vita dei triestini, come lo scandalo delle vasche a cielo aperto del depuratore fognario cittadino dove ristagna la merda di oltre duecentomila persone a stretto contatto con il cuore di due popolosi rioni, Chiarbola-Ponziana e Servola, ma quando il vento soffia nella direzione giusta l’olezzo colpisce le narici del centro città. Oppure le decine di migliaia di metri quadrati di Eternit, amianto, che coprono i tetti dei capannoni portuali dal colle di Servola alla Torre del Lloyd, esposti all’erosione combinata di salsedine e Bora. Oppure ancora dell’inquinamento prodotto dall’Italcementi, od ancora dello scandalo del vecchio Inceneritore alla diossina di Monte San Pantaleone, e per brevità ci fermiamo qui. Dove in questo quasi anno non si è sentita voce alcuna da parte dell’Assessorato all’Ambiente del Comune.

Dunque torniamo sulla questione Ferriera, una emergenza che dura da almeno quattordici anni, dunque cosa non proprio nuovissima. In sequenza l’Assessore Laureni dal luglio dello scorso anno ha pubblicamente promesso: un gruppo di lavoro, interno allo stabilimento, ed un controllo esterno delle centraline di raccolta dati (una scandalosa barzelletta di questo ultimo decennio che ahimè continua imperterrita senza far ridere più nessuno) che entro il mese di ottobre (2011) avrebbe permesso al Comune di varare ed imporre nuovi e più stringenti controlli e misure efficaci sull’azienda.

Ma ottobre non porta bene visto che sempre per la metà di quel mese doveva ricomparire la desaparecida (dal 28 agosto 2008, e scusateci se è poco) Conferenza dei Servizi regionale per rivedere l’Autorizzazione Integrata Ambientale incredibilmente concessa dalla Regione (Giunta Illy-Cosolini) ai russi della Severstal-Lucchini.

Ma neppure gennaio (2012) scherza, perché entro la fine di quel mese doveva essere resa nota l’ordinanza Cosolini-Laureni con le rigorose prescrizioni e diffide alla Ferriera. Siamo a metà aprile e le poste funzionano sempre peggio.

Due altri aspetti meritano di essere segnalati.

L’Assessore Laureni è riuscito pubblicamente a fare, vedi audizione in Regione ad esempio, quello che nemmeno i vari Ferrara, Bucci e Dipiazza  avevano osato pensare, ovvero affossare ed opporsi alla attuazione (omessa da Regione e Comune dal maggio 2005) del Piano d’Azione Comunale contro l’inquinamento da fonte industriale. E un regalo così certamente Tondo, Ciriani ed il centrodestra non se lo aspettavano da un esponente di SEL.

L’assoluta arroganza, che ha sorpreso molti ma non noi per la verità, espressa e dimostrata dall’assessore comunale all’ambiente in occasione di pubblici incontri, assai pochi per la verità, avuti in questi mesi con i cittadini, accompagnata da una sconcertante non conoscenza (eufemismo reale che sta per ignoranza) di molte delle normative di legge inerenti il suo campo d’azione. Con frasi del tipo “io mi sento in obbligo di informarvi ma non sono tenuto ad ascoltare e recepire le vostre opinioni” (alla defunta Consulta comunale sull’Ambiente) oppure “se non volete capire quella è la porta e potete andarvene” (Giunta itinerante alla scuola Caprin con invito immediatamente raccolto da tutti i cittadini, oltre cento, presenti che hanno preso cappotto e appunto se ne sono andati).

Tutto quanto sopra non è l’opinione di chi scrive ma è un semplice elenco, e vi assicuriamo parziale per brevità, di fatti, parole ed impegni assunti e disattesi in quasi un anno di attività dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Trieste.

Facile capire dunque perché oggi tutti gli Istituti di sondaggio seri, e perfino la SWG, rilevino come il 50 e passa per cento dei cittadini dichiari di non voler più andare a votare e di come la percentuale di fiducia dei partiti, tutti, vecchi e nuovi, sia saldamente attestata tra il 4 ed il 6%, insomma nemmeno sufficiente a raggiungere il numero degli iscritti e parenti.

Peccato che quando lo scrivemmo come Circolo Miani su questo sito, dopo i dati precursori delle amministrative di un anno fa, dove i voti validi a Trieste furono il 49%, nessuno ci prese in considerazione o pensò di riprendere la notizia per discuterne sopra.

Dunque signor assessore all’ambiente capirà perché nel suo caso specifico un passo indietro sia assolutamente inadeguato: un miglio ci vuole, per lo meno.





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