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Circolo Miani » News Correnti » Page 144

Da Centro Congressi a Centro Vaccini a Terminal Crociere.

» Inviato da valmaura il 2 December, 2020 alle 2:13 pm

Porto Vecchio, piano piano stanno trovando conferme i dubbi da noi avanzati sulla sfida, o se volete azzardo visto che l’esperienza emergenziale sanitaria muterà anche in futuro usi e costumi sociali, della scelta di costruire un nuovo Centro Congressi.
Ora, di fronte all’incompiutezza del manufatto, che noi simpaticamente appelliamo “scatolone”, e della carenza di fondi per ultimarlo (mancano all’appello circa tre ulteriori milioni di euro), e soprattutto del contributo finanziario del Comune di Trieste all’impresa, pari al 42% dei costi (finora circa 13 milioni), e stiamo parlando di soldi nostri, dei triestini, senza contare i futuri tre milioni. Ora dicevamo si dovrebbe fare l’indispensabile chiarezza non solo sul futuro dello “scatolone”, ma sui ritorni che la comunità Triestina ricava da questo cospicuo investimento, oltre alla temporanea breve vetrina di Esof.
Ora il podestà propone una cosa giusta, quanto ovvia, usarlo per la campagna vaccinale futura, ed in effetti la posizione centrale si presta molto anche per i parcheggi disponibili. Ma dopo?
Dopo, quali vantaggi e ristori arrivano ai Triestini per aver investito tutti quei soldi che, a ragionarci poi, avrebbero fatto un gran comodo oggi a poterli avere disponibili per destinarli al sostegno della nostra comunità, concretamente e non con proclami da Masaniello in piazza Unità?
Ovvero il Comune si è garantito contro un’eventuale fallimento dell’operazione?
Ancora: il Comune ha pattuito che per un congruo numero di giornate all’anno la struttura sia messa GRATUITAMENTE a disposizione di associazioni, comitati, cittadini per iniziative da loro promosse senza fini di lucro alcuno, ovviamente? A parziale e proporzionale ristoro del capitale pubblico investito, ed in una città notoriamente priva di luoghi di aggregazione ed incontro gratuiti.
Ed ancora: l’uso temporaneo della struttura per un centro vaccinale dovrebbe avvenire a costo zero, e cioè rientrando in quel ristoro per l’investimento pubblico, tolti i costi per l’adattamento, ASUGI e Regione-Comune non devono sborsare un euro per il suo utilizzo.
Terzo ed ultimo suggerimento, se, come è nell’ordine delle cose e delle possibilità, l’operazione congressuale non dovesse decollare, e sapendo che c’è una delle più importanti compagnie armatoriali disponibile eventualmente a rilevarlo-acquistarlo così com’è per trasformarlo nel Terminal Crociere di Trieste, male non sarebbe valutare attentamente questa opzione.
Solo i paracarri non cambiano idea, e sono fatti in pietra non con il nostro denaro, e comunque un Terminal garantirebbe un indotto ed una ricaduta economica per il territorio molto superiore, e certa, di quella congressuale, penalizzata fortemente per altro dai pochi collegamenti aerei e ferroviari della Regione.
Ma guarda un po’ cosa ti va a pensare quest’incolta Trieste Verde!
Teodor.



Abolire le Regioni.

» Inviato da valmaura il 1 December, 2020 alle 11:53 am

Oggi il federalismo passa tra i Comuni e lo Stato.
Le Regioni, sia quelle ordinarie che quelle a Statuto speciale, hanno fallito e mancato al loro compito. Sono in sostanza divenute organi di assoluto centralismo, e francamente a questo punto meglio averne uno, di centralismi burocratici, che venti.
Tutta l'emergenza sanitaria ne è la riprova più evidente e segna proprio il fallimento complessivo dell'autonomia regionale su uno dei punti più importanti per i cittadini.
E lasciamo stare poi le gozzoviglie, le crapule, gli sperperi, i favoritismi e le clientele, le “spese pazze”, le ricchissime indennità di cui godono consiglieri ed assessori regionali, che le cronache come inchieste e sentenze della magistratura, penale ed amministrativa, stanno a dimostrarlo in abbondanza.
Molto spesso poi i costi altissimi per mantenere in piedi questa burocrazia regionale rendono gli enti il più delle volte autoreferenziali, ovvero parte importante del loro bilancio se ne va per mantenerli in vita. Se poi le Regioni si riducono a semplici passasoldi tra Stato e Comuni, non servono a nulla se non ad aggravare il tutto con burocrazie peggiori di quelle statali ed improntate a clientelismi e familismi di ogni sorta.
Passata questa drammatica vicenda credo l'Italia dovrà porsi seriamente questo problema, modificando il rapporto federalista a favore dei Comuni ed eliminando questi carrozzoni intermedi fonti perenni di sprechi e lentezze burocratiche, e che alla prova dei fatti hanno di nuovo complessivamente fallito.
Teodor.



AperiTrieste. Ambientalismo salottiero.

» Inviato da valmaura il 1 December, 2020 alle 11:51 am

Come previsto man mano che si avvicinano le elezioni sorgono a iosa forze e forzine che si definiscono, “ambientaliste, ecologiste e green”. Lo fanno ovviamente da tavole rotonde, forum telematici, veline pubblicate da stampa e televisioni che sono la negazione vivente di tutto quanto riguardi la concreta tutela del nostro territorio.
Mai visti ad operare sulle emergenze con la gente e per la comunità a partire dalla lunga e tormentata vicenda Ferriera a finire oggi contro la mattanza degli alberi od il Far West di antenne e ripetitori, per non parlare della richiesta di moratoria sul 5G, dove non hanno spiccicato nemmeno quelle parole che a loro riescono facili.
Trieste Verde non promuove salotti letterari ma da sempre si batte con i fatti per salvare la nostra qualità della vita e tutelare la nostra salute. Ma anche per garantire un futuro fatto di lavoro dignitoso e sicuro, sconfiggendo la povertà e salvando i nostri quartieri dal degrado più completo. Dal progetto di Porto Green ad un impegno pluriennale contro la malasanità.
Noi non facciamo promesse, non barattiamo la nostra vita con inciuci con i politicanti, non ci facciamo scattare foto con i responsabili di questo disastro, non chiediamo, supplichiamo spazietti su questa stampa e queste televisioni che altro non sono che la voce dei padroni.
Per questo state tranquilli e sicuri questi giornalai del potere e degli affari non parleranno mai di noi, non vi daranno notizia alcuna sulle nostre iniziative, come non hanno mai informato in questi venti trascorsi anni l’opinione pubblica triestina: loro la chiamano etica e professionalità del giornalismo, noi la definiamo più semplicemente censura e servilismo.
Per noi parlano quello che abbiamo finora fatto, non le promesse o gli ammiccamenti un tanto al chilo.
Noi siamo distinti e distanti da questo marciume soprattutto se si ammanta di ecologismo per raggranellare qualche voto gabbando i cittadini.
Poi in ultima analisi spetta agli elettori decidere il che fare della propria vita.
Ai nostri non pochi lettori rinnoviamo l’invito a diffondere e condividere le informazioni che diamo attraverso questa Pagina, ad aiutarci nella difesa dei vostri interessi, che sono poi i nostri, coinvolgendo sempre più persone nella lettura e nel confronto. Per farlo basta mettere il “Mi Piace” a questa Pagina ed invitare i vostri amici a fare altrettanto. Sempre che riteniate giusto e meritevole il nostro impegno, altrimenti accomodatevi per un aperitivo al bar giusto dove troverete sempre qualche “ambientalista” a parlarvi dell’emergenza clima, tra un calice ed un caffè.
Teodor.



Zeno D'Agostino. Un inquietante silenzio.

» Inviato da valmaura il 30 November, 2020 alle 1:17 pm

Mentre si stanno verificando preoccupanti episodi che direttamente o indirettamente lo riguardano, il Presidente dell'Autorità portuale ha interrotto le comunicazioni e da un mese regna un silenzio assai poco rassicurante.
Parliamo di episodi che urgono invece risposte e soprattutto tempi certi.
Sarà che è assorbito da inaugurazioni o presentazioni infelici, dal taglio collettivo del nastro ad uno scatolone congressuale il cui futuro, soprattutto finanziario, ed operativo appare ogni giorno che passa sempre più incerto. Alla ennesima presentazione in pompa minima, che perfino Fedriga ha pensato bene di non farsi vedere, dell'esausto Parco del Mare.
Ma parlare di elettrificazione delle banchine, cosa su cui tutti a parole per l'appunto sono d'accordo, senza fissare un cronoprogramma operativo, con fatti concreti e tempi certi, mentre tre navi da crociera illuminate come un albero di Natale ormeggiate da mesi e per mesi ancora all'Arsenale eruttano dai fumaioli 24 ore su 24 un fumo grigio-nero spargendo inquinanti, a partire dallo zolfo notorio balsamo per l'organismo umano, sui quartieri limitrofi non va proprio nella direzione giusta.
Così come quello che sta accadendo, e temiamo peggiorerà esponenzialmente tra breve nell'area Ferriera, nulla di buono lascia presagire.
Lo avvertiamo, abbiamo promosso come Circolo Miani e Comitati di Quartiere, quelli veri non quelli ammanigliati alla peggiore politica, ventidue anni di manifestazioni e cortei a difesa della salute e della qualità della vita di triestini e muggesani, ci costa nulla organizzarne di nuovi per prevenire una seconda tragedia.
Si tratta solo di cambiare “location”, ovvero trovarci in via Von Bruck che tra l'altro conosciamo bene per averci organizzato manifestazioni contro l'infausta apertura della Sertubi nell'ottobre 2000.
Avevamo ragione allora e ne abbiamo da vendere oggi.
Si vede che Lui preferisce così, basta saperlo.



Un presente sostenibile.

» Inviato da valmaura il 29 November, 2020 alle 2:13 pm

Vediamo che a Trieste c’è la fregola dei politici od aspiranti tali a spararle grosse sul “futuro sostenibile” per la nostra città e Regione. L’avvicinarsi del voto amministrativo è per loro come un peperoncino messicano conficcato nelle terga, e ciò vale per i “vecchi” quanto per gli aspiranti “nuovi”. La palestra d’ardimento dove cimentarsi è quella amica e servile di stampa e televisioni al soldo di politici ed affaristi.
Noi che sul territorio operiamo da quaranta anni abbiamo invece altre priorità, in primis quella di riuscire a far “passare la nuttata” a chi oggi, più di prima, non sa dove sbattere la testa per garantire una sopravvivenza a se ed ai propri cari.
Non abbiamo inventato nulla che i romani già non sapessero: “primum vivere deinde philosophari”, e niente di più di quanto le persone normali non ci dicano giornalmente sul territorio, nei quartieri.
Il problema è che noi tra la gente e per la nostra comunità operiamo da quattro decenni, questi forse da quattro giorni.
Pertanto vedere sputtanare il denaro pubblico per iniziative nate superate e morte come il Parco del Mar Morto, l’Ovovia, o luminarie invisibili ai più, e sullo stesso nuovo centro congressi ancora incompleto molto ci sarebbe da dire, lo riteniamo di questi tempi criminale. E scusate se la parola può sembrare fortina ma è l’unica che riteniamo adeguata alla bisogna.
Così come questi “gamberi” della politica attuale che prima promuovono le manifestazioni contro le misure governative e poi reclamano maggior durezza e si scambiano accuse tra loro ricorda molto la vicenda del Bue che dà del cornuto all’Asino. Uno spettacolo stomachevole sulla pelle dei cittadini.
In questi tempi la marxiana lotta di classe ha cambiato i protagonisti: oggi si combatte tra i “garantiti” ed i “non garantiti” di un sistema dove fino a ieri i camerieri denunciavano al fisco un reddito superiore ai loro datori di lavoro, e l’elenco categoriale sarebbe infinito.
Dunque un’occhiata più attenta ai “ristori” è un atto dovuto, senza scomodare il “rischio d’impresa” che per tutti questi imprenditori, minuscoli o maiuscoli, passa in dimenticatoio quando si tratta di mungere la vacca statale.
Ma nulla cambierà, esattamente come è avvenuto in questi decenni che le sigle contano come una parte in commedia, se non ci libereremo di questa classe dirigente, politica e non.
Forse Trieste Verde può essere la leva per questo rinnovamento, ma come sempre dipende dai cittadini.
Cittadini non sudditi, o boccaloni: per intenderci.
Teodor.




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