Circolo Miani - News Correnti




Home | Notizie | Articoli | Notizie flash | Foto | Video | Collegamenti | Scarica | Sondaggi | Contattaci

'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Trieste. Elezioni semestrali !
Si voti ogni sei mesi in città! Visto che questo pare essere l’unico modo per spingere l’amministrazione comunale a..
(Leggi tutta la notizia)


Notizie Flash

Dalla città al Carso. Continua la mattanza degli alberi.
Ieri una lettrice ci ha inviato queste foto scattate durante una passeggiata sul “monte..
(Leggi tutta la news)


Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

Dati Accesso
Accesso Richiesto

Nome:
Pass :

Memorizza Dati

RegistratiPassword Persa?




Circolo Miani » News Correnti » Page 141

La Sanità triestina: fantasia e triste realtà.

» Inviato da valmaura il 14 October, 2017 alle 1:26 pm

“La RSA è una struttura che accoglie pazienti dimessi dall'ospedale, prevalentemente persone anziane, o persone affette da patologie che richiedono una medio/alta intensità di interventi sanitari riabilitativi ovvero che richiedono un'assistenza qualificata e continua.”

Così descrive il sito ufficiale dell’ASS la RSA San Giusto.

Tribunale, 12 ottobre 2017, testimonianza infermiere capoturno. “A sei anni di distanza (veloce nevvero la giustizia italiana) non posso ricordare quello che accadde il pomeriggio del 27 agosto 2011 e mi rimetto a quanto dichiarato ai carabinieri allora. Anche perché le cadute dei degenti erano frequenti, all’ordine del giorno, e noi ci prodigavamo per lenire e curare i danni.”

Dunque ambedue le frasi si riferiscono alla RSA San Giusto, di via Pascoli, gestita direttamente dal Servizio sanitario pubblico, che accoglie una quarantina di degenti.

Ad ulteriore domanda del Pubblico Ministero il teste ha risposto. “Il personale abitualmente presente (per pazienti “che richiedono un’assistenza qualificata e continua”) era di un infermiere è quattro OSS (ovvero generici) ma spesso e di pomeriggio anche meno (infatti il 27 agosto 2011 erano tre) per seguire quaranta degenti, in gran parte anziani e non tutti autosufficienti che però si alzavano o giravano in sedia a rotelle.”

La fisioterapia, ovvero la riabilitazione “qualificata e continua”, consisteva in un pugno di minuti di trattamento semicollettivo, messo in atto nella palestra da due fisioterapisti più un aiuto, nelle sole mattine comprese tra il lunedì e venerdì, dalle ore 9 alle ore 11.30. Per quaranta pazienti!

Il Sindaco e l’assessore regionale alla Salute hanno qualcosa da dire?

Confidando che la Procura avrà invece qualcosa da fare!




Ferriera. Lavori e guasti in corso.

» Inviato da valmaura il 13 October, 2017 alle 1:05 pm

Stamane verso le 7.30 uno si affaccia sul balcone a San Vito e si gode l’inquietante spettacolo delle torce d’emergenza della Cokeria, ferma per guasto ipotizziamo, con annesse fumate nere d’ordinanza.

Certo non è un bel iniziare la giornata.

Intanto proseguono i lavori sull’Altoforno. Già ma quali lavori? Per quanto tempo?

L’ultima data nota è quella comunicata dalla proprietà: finiranno attorno al 15 novembre. Peccato che prima avesse detto due settimane, poi tre ed adesso si va a metà novembre.

I lavoratori dell’Altoforno, 250 persone tra annessi e connessi (macchina colare e agglomerato), sono stati messi in Cassa Integrazione?

Quali ditte sono coinvolte nei lavori e quanta manodopera impiegano?

Quanto costano i “lavori”? E non per sentito dire ma su fatture saldate.

Noi un’idea ce la siamo fatta, ed abbastanza precisa, e non perché siamo il divino Otelma.

Ma le comunicazioni ufficiali che la legge impone sono state fatte dalla proprietà? E perché gli enti di controllo non le rendono note?

Se uno apre un cantiere deve esporre per legge tutti i dati che abbiamo chiesto sopra, o Acciaierie Arvedi sono sopra la legge?

Sono domande che da circa un mese non trovano risposta alcuna e la vicenda ci piace sempre meno, anche perché conosciamo cosa accade in Ferriera.

Comune e Regione tacciono o mandano loro esponenti a farfugliare cose indecenti a Cloroformizza Trieste a TeleCamberquattro. La politica è tutta unita, come non mai, nel tacere: chi per ignoranza e chi per tornaconto elettorale.

Certo non è proprio cosa bella da vedere e domani da votare.

Qualcuno ha notizie di ARPA FVG e di Sara Vito?




Così riparlò Arvedi. Arvedi non Zaratustra!

» Inviato da valmaura il 8 October, 2017 alle 2:40 pm

I “diktat” sulla Ferriera.

Ieri TeleCamberquattro ha aperto i TG con la notizia dell’aut-aut dato dal cremonese Arvedi alle istituzioni locali. No, Dipiazza può star sereno, la cosa riguarda la Regione ed in seconda battuta l’Autorità Portuale.

In verità è una rivisitazione ampliata dell’ennesimo ultimatum sfornato da Arvedi a fine giugno scorso.

La nota arvediana sostiene che se entro la fine dei lavori (quali e con quali costi?) sull’Altoforno previsti, una novità, per il 15 novembre o giù di lì, la Regione non avrà ritirato la diffida di giugno con i limiti produttivi, e, ecco l’aggiunta, non gli verrà concesso di ampliare i capannoni del laminatoio, che per altro lavoricchia ad un terzo circa della sua capacità teorica, lui chiude baracca e burattini e se ne va da Trieste.

Premessa per il discorso che segue.

Capite ora l’importanza, su cui noi abbiamo ripetutamente scritto ed insistito in questi mesi, di conoscere nel dettaglio, come perdio la legge impone, l’esatto oggetto dei lavori, la loro durata, il loro costo e la manodopera impiegata.

Il perché è lapalissiano: se uno mette in conto di andarsene non spende una barcata di milioni a priori ed a prescindere. Non compra, ad esempio, una nuova Bocca dell’Altoforno ma riatta la vecchia dell’impianto gemello chiuso da anni perché cadeva a pezzi, come fatto dopo il collasso del crogiuolo. Non rifà il refrattario né il crogiuolo stesso. Insomma non spende tutti questi soldi al “buio”.

Dunque un’altra osservazione va fatta sulla nota di sollecito. Arvedi non menziona minimamente la Cassa Integrazione. Solitamente quando si chiude un impianto per lavori di riatto la legge permette la messa in Cassa dei dipendenti interessati, nel caso Ferriera 250 lavoratori, per tutta la durata dell’intervento.

Ma perché Arvedi insiste tanto per il ritiro della Diffida regionale, definendola esiziale per la produzione della Ferriera?

La Regione si limita, per l’Altoforno che produce ghisa, a stabilire un tetto massimo di colate al mese, che corrispondono né più né meno alla capacità produttiva abituale dell’impianto. Dunque sembra più che altro un auspicio che un limite.

Diversa invece la parte che riguarda la Cokeria, soprattutto quando stabilisce che essa deve limitare la produzione di carbone Coke alla sola necessità dell’Altoforno.

Oggi invece la Cokeria sforna una quantità oltre che doppia di Coke che viene caricato sulle navi e venduto a terzi (basta guardare i parchi all’aperto vicino alla banchina). Inoltre questo significa dimezzare i gas di risulta che servono al funzionamento della Centrale di cogenerazione per la produzione di energia elettrica, venduta al mercato, e dunque costringe Arvedi a rifornirsi di una maggior quantità di gas metano per mantenere i livelli produttivi.

Ergo la parte della diffida regionale inerente la Cokeria incide e non poco sulle tasche di Arvedi.

Ma questo lo abbiamo già scritto.

Ora perché Arvedi sceglie questo momento temporale, a lavori iniziati da oltre una decina di giorni sull’Altoforno, per ritornare alla carica?

Ipotizziamo noi. Innanzitutto perché si inserisce con perfetto tempismo nella crisi apertasi a livello nazionale con i 4.000 esuberi annunciati dalla nuova proprietà all’Ilva di Taranto e i 600 di Genova.

A cui va aggiunta la crisi riapertasi a Piombino (ex Lucchini) per i 2.500 lavoratori.

E dunque punta ad accrescere il valore della sua minaccia di mettere in strada i dipendenti a Trieste.

Secondo, perché a poco più di un semestre dalla campagna elettorale delle Regionali 2018 punta a mettere la Serracchiani con le spalle al muro. Ovvero o si rimangia la diffida, il cui controllo era affidato all’Arpa e dunque facciamo fatica a capire perché Arvedi si preoccupi, perdendo le elezioni almeno a Trieste, o si prende la responsabilità agli occhi dell’opinione pubblica e della politica della chiusura della Ferriera e del licenziamento dei 450 lavoratori, di cui però almeno 400 dipendono direttamente da Acciaierie Arvedi di Cremona e non più da Siderurgica Triestina. E questo apre uno scenario nuovo di cui Arvedi o non ha tenuto in debito conto, o ha invece calcolato benissimo.

Dunque il NO regionale offrirebbe ad Arvedi quello che molti ipotizzano in realtà cerchi: la giustificazione, dopo aver fatto il pieno dei contributi pubblici, per chiudere un’esperienza che da qui in poi gli farà rimettere solo che soldi, suoi. Insomma gli fornisca un alibi per sparire dalla siderurgia locale magari cercando di inserirsi nel nuovo grande affare della logistica portuale, facendo leva sui terreni di sua proprietà (il 35% dell’area oggi occupata dallo stabilimento).

Tutto questo a dimostrazione, come da noi più volte rilevato, che durante i 15 mesi della terza sindacatura Dipiazza e dei suoi scaramazzi sulla Ferriera, l’unico atto un pochino significativo e concreto l’ha prodotto la Regione con la diffida. Misteri della Fede.

Chiudiamo con l’altra ipotesi che va per la maggiore e passa di bocca in bocca tra la gente comune. La riportiamo per sentito dire e letto sui social perché non ci sono, a nostro avviso almeno per ora, elementi concreti a sostegno.

Ovvero che anche questa ultima uscita di Arvedi sia tutta una sceneggiata, perché da tempo si sarebbe garantito solide coperture in città.




Ferriera. Ricordiamolo a chi non ne vuol più sentire parlare.

» Inviato da valmaura il 6 October, 2017 alle 1:41 pm

Pubblichiamo il “decalogo” teatralmente firmato in diretta a TelequattroCamber dal candidato Dipiazza..
Era la campagna elettorale del 2016 per le comunali.
E Dipiazza le vinse su di un Cosolini, sconfitto ancor prima del voto, puntando soprattutto sulla Ferriera, forte della propaganda politica fatta a piene mani da tre comitati (5 dicembre, no smog, e fare ambiente) a suo favore. I dieci punti, ideati e scritti dai tre di cui sopra, erano il suo cavallo di battaglia, ed hanno svolto un ruolo importante sull’esito elettorale.
A distanza di quasi 500 giorni nessuno ne parla e ha interesse a ricordarli: Dipiazza per primo, pronto perfino a giurare, vedi intervista Iene, che quella non era la sua firma (in calce al decalogo), la sua maggioranza di centrodestra con i supporter di complemento (i tre comitati). Ma quello che stupisce è che tacciono pure le forze di cosiddetta opposizione (5Stelle e PD con annessi).
Non sorprende invece il silenzio di TelequattroCamber, basta il nome, dove ha avuto luogo il misfatto, e del piccolo giornale PD/Camber per interposta Fondazione CRT.
In quanto a noi, abbiamo detto fino alla noia, e da subito, che i dieci punti, scritti appunto da chi non aveva idea alcuna delle criticità della Ferriera, erano tuttalpiù buoni a chiudere una finestra dello stabilimento, che per una porta era già più difficile.
Ma vediamo assieme cosa ha rispettato dei 10 Punti il Sindaco con il suo “gruppo di lavoro” di “riconosciuti” (?).
10 PUNTI per la chiusura dell’area a caldo per i miei primi 100 giorni. Roberto Dipiazza.
1) Coinvolgimento del cittadini attraverso la partecipazione attiva dei loro referenti a un “gruppo di lavoro sulla Ferriera”: Comitato 5 Dicembre e Associazioni ambientaliste riconosciute. Per definire insieme linee di intervento e condividere scelte.
Punto 1. I cittadini non sono stati affatto “coinvolti” in questi 15 mesi, o almeno nessuno se ne è accorto in città.
2) verifica procedura per la chiusura dell’area a caldo e stesura del crono-programma (attività - tempi).
Punto 2. Mai fatto.
3) analisi dei punti presenti nell'Accordo di Programma non ancora rispettati e definizione azioni conseguenti. Verifica anche delle criticità presenti nell’Accordo stesso e valutazione se ci sono estremi per ordinanze maggiormente restrittive (diminuzione della produzione di ghisa e coke)
Punto 3. Non significa nulla, in particolare le “ordinanze” sulla riduzione produttiva. Uno scimmiottamento di quanto fatto in passato dal duo Cosolini/Laureni.
4) rivedere posizionamento centraline di monitoraggio ambientale, anche al fine di dare il ruolo corretto alla stazione di via San Lorenzo in Selva che viene considerata per il benzoapirene ma non per le pM 10.
Punto 4. Non fatto ed inutile se il controllo rimane a questa Arpa.
5) controlli e potatura alberi nelle aree delle centraline.
Punto 5. Fa sorridere, ma a denti stretti assai.
6) verifica della possibilità acquistare una centralina, che sia di “proprietà” del Comune di Trieste e sotto controllo diretto del gruppo di lavoro (tramite finanziamento esterno, ad esempio Fondazione CRTrieste).
Punto 6. Mai fatto neppure questo. Si vede che il pregiudicato Giulio Camber non era d’accordo e dunque la Fondazione CRT di conseguenza.
7) analisi delle polveri di tutti i giardini inquinati al fine di capire l’esatta provenienza della fonte inquinante (anche verifica valori metalli pesanti e diossine, approfondendo le matrici per avere l’esatta provenienza delle matrici).
Punto 7. Già fatto, ma dall’Arpa ancora ai tempi del Sindaco Cosolini. Dunque un doppione utile per guadagnare solo tempo.

8) avvio procedura di revisione dell’AIA: in base alla legge 152 sulle modalità di azione per la revisione dell’AIA si evince che solo la Regione ha il potere di avviare tale processo. Ma chi ha partecipato alle Conferenze di servizio – come il Comune di Trieste – può chiedere la alla Regione la revisione, ma NON a fini di salute pubblica, bensì per motivi ambientali, a fronte del perdurare di gravi criticità.
Punto 8. Fatto pro forma: ovvero per sentirsi rispondere di NO proprio perché la richiesta di revisione AIA non era motivata tecnicamente, e lo sapevano.
9) redazione del Piano acustico comunale e rispetto delle normative.
Punto 9. Non fatto, o almeno a noi è sfuggito.
10) verifica iter autorizzativo capannone laminatoio e situazione barrieramento a mare.
Punto 10. Mai fatto.
A questo vanno aggiunti due ricorsi respinti con parole di fuoco dal Tar che rimproverava il Comune di mancanza di “bonus iuri”, ovvero di ignoranza giuridica: insomma di lite temeraria, e per questo gli addebitava tutte le spese legali, anche della controparte Arvedi.
Capite ora perché hanno la memoria labilissima?




Ferriera. Tutti zitti! Parla Arvedi.

» Inviato da valmaura il 5 October, 2017 alle 12:16 pm

O meglio non parla ma fa. Ma cosa fa?

Arvedi, o per essere più precisi Siderurgica Triestina in Acciaierie Arvedi, decide di fermare l’Altoforno ed iniziare i lavori. Ma quali? Con che costi e manodopera e per quanto tempo?

Arvedi non lo dice e quello che è spettacolare è che nessun ente pubblico deputato per legge ai controlli ed alla sicurezza glielo chiede (ARPA, Regione, Comune, ASS, Vigili del Fuoco).

Insomma Arvedi ha carta bianca.

Un primo dato appare chiarissimo: fermare l’Altoforno per un intervento strutturale straordinario significa riconoscere da parte della proprietà la situazione emergenziale dell’impianto, che si protraeva da anni peraltro. Con grave nocumento alla salute dei triestini, ed alla sicurezza di chi su quell’impianto ci lavorava.

Nessun atto, ordinanza, sequestro giudiziario è intervenuto nel frattempo pur avendo, ad esempio la Procura, documentazione particolareggiata delle condizioni disastrose dell’Altoforno e delle copiose perdite, oltre centomila metri cubi di gas, letale anche se inalato all’aperto, al giorno.

Regione, Arpa, Comune, Vigili del Fuoco, e Ass hanno firmato un’unica carta: il verbale ispettivo del 13 settembre 2016 dove certificavano che tutti i lavori richiesti nell’AIA sull’Altoforno erano stati eseguiti in modo soddisfacente. Tanto soddisfacente che a fronte del perdurare dell’emergenza è stata la stessa proprietà a decidere di spegnere l’impianto.

Ora poiché noi conosciamo le criticità degli impianti della Ferriera meglio di chi la dirige avremmo voluto che, come la legge prevede, la proprietà fornisse esaustive informazioni e conseguenti fatture sui lavori da eseguire. Per capire soprattutto se questi sono un tappare il buco per tirare avanti alla meno peggio spendendo il minimo possibile.

Ma in barba alle norme vigenti questi non rendono pubblico nulla. Proprio per evitare, viene il naturale dubbio, di capire la reale portata ed efficacia dei lavori stessi.

Abbiamo più volte domandato su queste pagine, che sono viste da una media di 25.000 persone a settimana, di sapere, ad esempio, se oltre alla Bocca viene rifatto il Crogiuolo, collassato alcuni mesi fa, ed il refrattario interno dell’Altoforno. Sono lavori di decine di milioni di euro e non bastano certo tre o quattro settimane di fermo impianto.

Ovviamente nessuna risposta è pervenuta e non stupisce che il giornalismo della carta stampata e delle televisioni nostrane non lo abbia chiesto pubblicamente, così per curiosità professionale.

Ma gli operatori di questa “informazione”, che chiamarli giornalisti ci sembra proprio fuori luogo, erano evidentemente tutti impegnati a rieleggere il piddino Degano ai vertici di un ordine poco o nulla considerato anche dai suoi iscritti (su 2430 hanno votato in 247: il 10%. Peggio perfino dei politici).

Un’ultima demanda la rivogliamo al Sindaco: da che parte stai caro Dipiazza?

Perché ti sei rifiutato caparbiamente in oltre 15 mesi del tuo terzo mandato di voler conoscere la realtà produttiva della Ferriera nonostante la nostra disponibilità a fornirtela?

La ragione appare chiara e conseguente. Per non emettere una ordinanza di fermo impianti a tutela della salute di cittadini e lavoratori in qualità di Ufficiale Sanitario del Comune.

Tutto il resto sono chiacchiere e fumo come il decalogo dei “cento giorni” in collaborazione con i tuoi amici. Peccato che ora la conferma indiscutibile della tua omissione arrivi proprio dalla stessa proprietà che ha fatto di sua sponte quello che tu non hai voluto fare in un anno e mezzo.





« PrecedentePagina 1Pagina 2Pagina 3Pagina 4Pagina 5Pagina 6Pagina 7Pagina 8Pagina 9Pagina 10Pagina 11Pagina 12Pagina 13Pagina 14Pagina 15Pagina 16Pagina 17Pagina 18Pagina 19Pagina 20Pagina 21Pagina 22Pagina 23Pagina 24Pagina 25Pagina 26Pagina 27Pagina 28Pagina 29Pagina 30Pagina 31Pagina 32Pagina 33Pagina 34Pagina 35Pagina 36Pagina 37Pagina 38Pagina 39Pagina 40Pagina 41Pagina 42Pagina 43Pagina 44Pagina 45Pagina 46Pagina 47Pagina 48Pagina 49Pagina 50Pagina 51Pagina 52Pagina 53Pagina 54Pagina 55Pagina 56Pagina 57Pagina 58Pagina 59Pagina 60Pagina 61Pagina 62Pagina 63Pagina 64Pagina 65Pagina 66Pagina 67Pagina 68Pagina 69Pagina 70Pagina 71Pagina 72Pagina 73Pagina 74Pagina 75Pagina 76Pagina 77Pagina 78Pagina 79Pagina 80Pagina 81Pagina 82Pagina 83Pagina 84Pagina 85Pagina 86Pagina 87Pagina 88Pagina 89Pagina 90Pagina 91Pagina 92Pagina 93Pagina 94Pagina 95Pagina 96Pagina 97Pagina 98Pagina 99Pagina 100Pagina 101Pagina 102Pagina 103Pagina 104Pagina 105Pagina 106Pagina 107Pagina 108Pagina 109Pagina 110Pagina 111Pagina 112Pagina 113Pagina 114Pagina 115Pagina 116Pagina 117Pagina 118Pagina 119Pagina 120Pagina 121Pagina 122Pagina 123Pagina 124Pagina 125Pagina 126Pagina 127Pagina 128Pagina 129Pagina 130Pagina 131Pagina 132Pagina 133Pagina 134Pagina 135Pagina 136Pagina 137Pagina 138Pagina 139Pagina 140 • Pagina 141 • Pagina 142Pagina 143Pagina 144Pagina 145Pagina 146Pagina 147Pagina 148Pagina 149Pagina 150Pagina 151Pagina 152Pagina 153Pagina 154Pagina 155Pagina 156Pagina 157Pagina 158Pagina 159Pagina 160Pagina 161Pagina 162Pagina 163Pagina 164Pagina 165Pagina 166Pagina 167Pagina 168Pagina 169Pagina 170Pagina 171Pagina 172Pagina 173Pagina 174Pagina 175Pagina 176Pagina 177Pagina 178Pagina 179Pagina 180Pagina 181Pagina 182Pagina 183Pagina 184Pagina 185Pagina 186Pagina 187Pagina 188Pagina 189Pagina 190Pagina 191Pagina 192Pagina 193Pagina 194Pagina 195Pagina 196Pagina 197Pagina 198Pagina 199Pagina 200Pagina 201Pagina 202Pagina 203Pagina 204Pagina 205Pagina 206Pagina 207Pagina 208Pagina 209Pagina 210Pagina 211Pagina 212Pagina 213Pagina 214Pagina 215Pagina 216Pagina 217Pagina 218Pagina 219Pagina 220Pagina 221Pagina 222Pagina 223Pagina 224Pagina 225Pagina 226Pagina 227Pagina 228Pagina 229Pagina 230Pagina 231Pagina 232Pagina 233Pagina 234Pagina 235Pagina 236Pagina 237Pagina 238Pagina 239Pagina 240Pagina 241Pagina 242Pagina 243Pagina 244Pagina 245Pagina 246Pagina 247Pagina 248Pagina 249Pagina 250Pagina 251Pagina 252Pagina 253Pagina 254Pagina 255Pagina 256Pagina 257Pagina 258Pagina 259Prossima »


MeteoSat
Previsioni Oggi Previsioni Domani Previsioni DopoDomani
Copyright © 2005 by Circolo Miani.
Powered by: Kreativamente.3go.it - 24 October, 2020 - 4:55 am - Visitatori Totali Nr.