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Circolo Miani » News Correnti » Page 140

Porto, o è “Green” o non è. I "padroni del vapore".

» Inviato da valmaura il 22 March, 2021 alle 12:10 pm

Lasciano sgomenti le improvvide dichiarazioni apparse oggi sulla stampa da alcuni “operatori” portuali triestini a seguito della conferma dell'attuale Governo delle cospicue misure finanziarie decise dall'Esecutivo Conte, e ricordarsi il nome non fa male, a favore di Trieste.
Parte Enrico Samer, politicamente vicino alla destra triestina: “Senza dimenticare che la città dovrà capire che la crescita dei traffici potrà anche comportare qualche disagio sul fronte ambientale”.
Gli fa eco Francesco Parisi: “Vedo inoltre all'orizzonte in città il timore che i volumi del porto possano crescere, con l'inevitabile impatto che questo comporta. Cerchiamo tutti di fare attività sostenibili, ma l'impatto zero non esiste e vedo opposizioni alla crescita di quei traffici che questi investimenti servono a far crescere. Dobbiamo capire se si vuol fare di Trieste un porto che lavora o una sorta di piccola Montecarlo”.
Montecarlo sarà forse famigliare a lui, noi siamo fermamente decisi invece ad evitare che Trieste, per gli affari di pochi, diventi una sorta di grande Sanatorio.
Insospettisce non poco infatti la fregola di impiegare denaro, sempre pubblico, cioè nostro, per incassare e fare affari al di fuori di ogni schema ed ogni controllo.
Per fortuna che ci pensa il presidente regionale di Confetra Stefano Visintin a ricordare che “Per stare dentro il Next Generation Eu (cioè avere accesso ai finanziamenti pubblici) serve fare transizione green: vengono premiate l'idea dell'elettrificazione delle banchine per ridurre l'impatto ambientale, la riqualificazione di Servola e le bonifiche.”
Pertanto giovanotti o vi rendete conto che il futuro, prossimo e remoto, va costruito, soprattutto quando si opera con i soldi altrui, cioè nostri, rispettando RIGOROSAMENTE regole e precauzioni, che Trieste non è un porto nigeriano, oppure cambiate mestiere e fate conto solo sui vostri quattrini.
La storia di Trieste è piena di (im)prenditori coi soldi e le agevolazioni pubbliche ed è per questo che versa in questa condizioni. Nuova Piattaforma Logistica compresa che partirà solo con due annetti di ritardi. Claro?
Patti chiari amicizia lunga.
Trieste Verde.
PS. Giusto oggi si ha notizia dell'ennesima condanna del Porto per l'assassinio, chiamiamolo con il suo nome, a mano amiantata di un portuale 61enne, quando già si sapeva cosa significava l'Amianto.



Alberi, come ti vandalizzo il verde.

» Inviato da valmaura il 20 March, 2021 alle 2:09 pm

Veramente era Attila degli Unni, passato alla storia con il detto che dove passava lui non cresceva più nemmeno un filo d'erba, ma sono i Vandali ad essersi presi immeritatamente il triste uso corrente.
In verità pensavamo che dopo lo stragista di alberi Cosolini non si potesse fare di peggio. Quanto ci sbagliavamo, che la terza amministrazione Dipiazza ha battuto ogni record negativo.
Nelle deforestazioni si muovono ad ondate successive nè più né meno che i barbari: l'incipit fu la mattanza di piazza Libertà, lato Silos, subito dopo hanno cominciato con i “parchi”, dell'ex OPP (165 alberi tagliati in una botta sola) e Rimembranza (18 cedri dai 50 ai 70anni di vita), poi sono passati in zona San Vito-Campo Marzio- Locchi e Campi Elisi, decine di platani e conifere liquidate, inde a Monte San Pantaleone-San Sabba e via Caboto (decine di acacie lussureggianti segate), ora in zona San Luigi: prima all'altezza dell'Orto Botanico, ora nella parte alta del Boschetto, e poi? Oltre alla caccia libera in centro città, vedi Viale XX Settembre e via Giulia.
Non parliamo poi delle “potature” estreme che spesso e volentieri danneggiano gravemente piante, siepi e cespugli, fino a condannarli a morte.
Dopo i nostri primi interventi sul territorio e gli articoli su queste pagine, che leggono eccome se leggono, hanno cercato di farsi furbi. Invece dei soliti avvisi comunali “Abbattimenti alberi e potature” hanno scritto “Manutenzione del verde e messa a dimora di nuove piantumazioni”, che senso del macabro, nevvero?
Ma noi non molliamo di un metro, grazie anche alla indispensabile quanto generosa collaborazione dei residenti che il “Deserto dei Tartari” preferiscono leggerselo o vederselo in pellicola e non viverlo fuori dalla porta di casa.
Ecco perchè è fondamentale che i cittadini scelgano Trieste Verde, si candidino a difesa dei loro interessi, e rivolgano uno sberleffo a tutti quelli che con una mano sventolano slogan quali “Sviluppo Green” e nell'altra imbracciano la motosega.
Ecco riassunte le nostre proposte concrete per il Comune sul verde pubblico e privato.
“A Trieste l'emergenza Clima si combatte così.
Trieste Verde.
Non certo con cortei una tantum con slogan generici in nome di Greta, oppure in incontri e foto opportunity con assessori e politici, cioè i massimi responsabili di questo stato di cose a Trieste, o in convegni e tavole rotonde tra i soliti dotti per i soliti noti.
Che anche qui da noi il clima sia profondamente quanto velocemente mutato a partire dalla fine degli anni Novanta se ne sono accorti tutti, che oramai Trieste viva le più o meno le stesse situazioni tropicali come a Saigon è pacifico.
Allora che fare? Come possiamo intervenire concretamente a casa nostra per contribuire nel nostro piccolo a rallentare la distruzione della Terra?
Semplice, battendosi per rovesciare l'approccio che questa politica, amministrazioni pubbliche e molti privati hanno con il nostro territorio e dove il Comune gioca la parte preponderante.
Bloccare l'inutile mattanza sistematica di alberi d'alto fusto (oltretutto per ritrovare i benefici effetti sul nostro ambiente di uno di questi, i “nuovi innesti”, se mai ci saranno e se avranno adeguata cura e manutenzione, cosa che fino ad oggi non è avvenuta fede ne fa che quasi un terzo delle nuove piantumazioni rinsecchisce e muore dopo una stagione, ci metterà almeno 25 anni).
Applicare la legge statale (vedi nostra denuncia in Procura) che impone ai Comuni sopra i 15.000 residenti di piantare un nuovo albero per ogni neonato registrato all'anagrafe entro sei mesi, impedire la deforestazione del territorio carsico ridotto ad una landa disalberata.
Allargare gli spazi urbani riservati ai giardini pubblici, da anni lasciati inquinati e nel più completo degrado, ed implementare le aree verdi pubbliche e private oggi esistenti.
Per fare ciò bisogna dotare il Comune di Trieste, anzi riportarlo a com'era fino agli anni Novanta, di un Servizio Verde pubblico degno di questo nome ed oggi ridotto ad un simulacro di un pugno di persone.
Applicare il buon Regolamento sul Verde che il Comune si è dato anni orsono e rimasto di fatto lettera morta.
In ultima analisi finirla con la miriade di appalti e lavori affidati a cooperative e ditte esterne, che per risparmiare ed aumentare i profitti si avvalgono di personale precario, sotto pagato e non qualificato, idem scandalosamente dicasi per le perizie sullo “stato” delle piante, affidate alle stesse ditte incaricate degli abbattimenti che, per inciso, costano alle casse comunali molto di più che una eventuale cura della pianta o sua messa in sicurezza.
In ultima analisi riassumere e qualificare in Comune, i corsi della Regione copiosamente finanziati dalla Comunità Europea mica serviranno solo per aspiranti parrucchieri, il personale necessario, sottraendolo al ricatto salariale ed alla precarietà ed interrompendo il costante flusso di pubblico denaro in uscita verso gli affari di privati.
Ed ultimo ma non meno importante, proibire ogni ulteriore cementificazione di un territorio, quello provinciale di Trieste, così piccolo e morfologicamente caratterizzato tra Carso e mare, e che ha ventimila immobili lasciati da anni in degrado, abbandonati e vuoti tra proprietà pubbliche e private. Si chiama “Mattone Zero”, ma zero per davvero non per finta o per chiacchiere un tanto a chilo, che quelle le lasciamo volentieri a questa politica stracciona ed affaristica, o agli “intellettuali” parolai mai visti in questi anni ad impegnarsi al nostro fianco sul territorio e che riscoprono “l'ambientalismo” solo sotto elezioni.
Confidiamo sia chiara e concreta la ragione per cui, su questo argomento, chiediamo la vostra partecipazione, il vostro sostegno ed infine il voto per Trieste Verde.”



Alberi: mentre i politici “volano alto” il Comune taglia basso.

» Inviato da valmaura il 19 March, 2021 alle 1:39 pm

Boschetto, o quel che resta, tra via Eremo e Marchesetti.
 
Zona Rossa o meno, non si ferma la mattanza degli alberi.
Le foto appena ricevute parlano chiaro, e non occorre una laurea in botanica o agronomia per comprendere dai ceppi e dai monconi di tronchi e rami che le piante erano sanissime.
C'è chi parla da tempo di ricavarne un'area per parcheggi, ma comunque questi vanno fermati e poiché non si possono usare le maniere forti, bisogna organizzarsi per mandarli a casa nelle urne elettorali. E Trieste Verde serve proprio a questo.
Noi avremmo fatto volentierissimo a meno di sobbarcarci la fatica di impegnare le nostre risorse in questa avventura, ma ci siamo accorti sulla nostra esperienza decennale che limitarsi a fare la Croce Rossa spesso chiamata a “Babbo (albero) morto” non risolve nulla, e francamente siamo un po' stanchini nel continuare a piangerci addosso sui social.
Ci sentiamo pure fessi nel ripeterlo: i cittadini si organizzino nel collaborare con noi, si candidino per rappresentare e dare voce ai loro interessi e si rendano finalmente conto che con questa attuale politica non c'è speranza per Trieste, e non solo nella difesa e tutela di ambiente e territorio.
Proprio ieri abbiamo ricevuto l'invito da una forza politica triestina a sinistra del PD a partecipare ad un incontro pubblico via internet sul tema “Assieme agli attivisti di Fridays For Future Gorizia, ragazzi/e tenaci e costantemente in lotta, affronteremo il delicato tema della riconversione ecologica, analizzando i nessi tra le due più grandi crisi dei nostri giorni: quella sanitaria e quella ambientale del Pianeta”.
Ecco mentre loro “affrontano” e discutono di crisi planetarie questi a Trieste più prosaicamente abbattono, senza che i “tenaci e costantemente in lotta” Fridays ecc, abbiamo mai mosso un dito per la “crisi” locale. Loro “volano” alto!
Avessero almeno memoria scolastica del latino: “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur, mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata (Tito Livio, Storie, XXI, 7, 1)”.
Per le foto vedi pagina Circolo Miani Facebook



Unitevi a noi per fermare il grande inganno.

» Inviato da valmaura il 18 March, 2021 alle 1:40 pm

E' il presente ad essere insostenibile!
Trieste Verde la stiamo costruendo proprio per fermare l'ennesimo inganno di questa politica, che in ogni sua sfaccettatura e sigla è responsabile dell'attuale situazione di Trieste, ed ora questi signori che portano per intero le colpe di questo stato di cose si ripropongono, come vergini vestali mancando una informazione che solleciti la memoria nei Triestini, anche sotto le più fantasiose sigle per continuare ad ingannare i cittadini, ed a dividersi quel che resta del sottopotere locale.
Come avrete notato Trieste Verde offre soluzioni certe e concrete ai problemi reali e concreti che affliggono la nostra comunità, dove la povertà delle persone aumenta a dismisura e la rovina dell'ambiente va di pari passo.
Gli slogan che questi declamano come una vuota panacea: “Futuro sostenibile” e “Sviluppo green” li trovate ben rappresentati dalle due foto sotto.
Oggi si aggiunge la notizia che mai avremmo voluto leggere, ovvero che la Regione ha sospeso per quindici giorni gli interventi di chirurgia programmata negli ospedali del FVG. Una scelta resasi necessaria dall'aumento esponenziale dei ricoveri causati dal Covid che purtroppo fa il suo mestiere, mentre è stata questa politica a non fare il proprio smantellando la sanità pubblica regionale negli ultimi decenni. E questa scelta sarà gravida di nefaste conseguenze nell'immediato futuro.
Ed allora cosa aspettate? Unitevi a noi, candidate con noi, impegnatevi al nostro fianco facendo i vostri veri interessi, altrimenti nulla cambierà, se non in peggio, nei prossimi cinque anni. Dove però vi prometteranno sempre un futuro sostenibile ed uno sviluppo green, nascondendo a fatica il riso.
E questo sabato, 20 marzo, alle ore 11 presenteremo nella sede (g.c.) del Circolo Miani, a Trieste in via Valmaura 77, la quarta proposta operativa di Trieste Verde per il Comune: quella per affrontare l'emergenza povertà e per riformare la macchina comunale assumendo direttamente la gestione dei servizi oggi affidati ad appalti esterni che incentivano il precariato ed il lavoro sottopagato di tante persone. E che alla fine costano di più e spesso sortiscono una dequalificazione dei servizi.



Anvedi!

» Inviato da valmaura il 18 March, 2021 alle 1:38 pm

Riccardo Riccardi, vicepresidente Regione ed assessore regionale alla Salute. Sulla crisi degli ospedali in Fvg: “Speriamo che questa storia, dopo anni in cui non si era fatto nulla, porti a riconsiderare il tema del capitale umano”. Ma va !!!
Negli “anni in cui non si è fatto nulla” confidiamo comprenda i 13 in cui è in Regione (5 da assessore, 5 da capogruppo, e 3 da vicepresidente ed assessore), peccato che il piccolo giornale abbia omesso di ricordarlo nell'ospitare questa sua dichiarazione. Ma è quello che tocca in sorte ai lettori paganti del foglio locale.
Ed oggi sul piccolo giornale c'è solo l'imbarazzo della scelta nel sciocchezzaio politico-elettorale.
Tiene banco Porto Vecchio sul quale si pubblica un fiume di parole ma senza nemmeno una riga di proposta concreta e fattuale, a parte la genialata di Russo che nel suo opuscolo indica una Copacabana a Barcola ed una sfilza di nuovi pubblici esercizi (pub, pizzerie, ristoranti, ecc) nel retro di Porto Vecchio come volano e rilancio economico della città, che ha già una percentuale di ristori che neanche Las Vegas.
Per il resto solo fumisterie e genericità: è chiaro che su questo piano Dipiazza vince facile perchè è finora l'unico, a parte noi di Trieste Verde, che una idea concreta ed un progetto, magari confuso e scombiccherato, ce l'ha.
Esattamente l'opposto del nostro, ma almeno lo ha indicato ben conoscendo quale sia il target del suo elettorato, e le parole che vuole sentirsi dire.
La sinistra ed i 5Stelle? Non pervenuti.
Lo abbiamo detto: si possono rinviare le elezioni non i problemi.
Trieste Verde.




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