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'L'Eco della Serva'
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Parco del Mare? Ma BASTA!
Sono 14, quattordici, anni che il presidente a vita della Camera di Commercio ed altre cose, ci frantuma i santissimi con questa telenovela di un Parco, quello del Mare, che ha già cambiato cinque destinazioni, insomma un progetto..
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Buona Pasqua dal capo delle brigate proletarie verdi.
Ovvero dal Rosario al Mitra. Ora capiamo che espellere i “600.000 clandestini” come promesso dal “capitano” leghista in campagna elettorale era una bufala, ma si sa gli elettori sono di bocca larga: se hanno creduto..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 140

Genertel? Un telefono non proprio amico.

» Inviato da valmaura il 2 July, 2012 alle 4:53 pm

Ore 8,02 ricevo stamane, 2 luglio, un messaggino sul mio portatile. Genertel mi comunica che è pronto il preventivo per il rinnovo della polizza RC auto che scade il 13 agosto e mi chiede di contattare il servizio clienti allo 800 20 20 20.

Per quattro volte nell'arco della mattinata provo inutilmente a fare quel numero incagliandomi su di un dischetto preregistrato che ogni volta appunto, dopo quattro minuti d'attesa, mi comunica che debbo ahimè richiamare causa intenso traffico.

Al quinto tentativo, dopo “solo” tre minuti d'attesa, mi risponde una operatrice.

Esaminati assieme i dati, polizza con Bonus-Malus per autocarro (un normale Defender Land Rover) che scende quest'anno a classe 3, mi informa che il premio da pagare è aumentato di tredici euro rispetto all'anno passato: ovvero da 480 a 493 euro, e parliamo di semplice polizza RC, cioè senza furto ed incendio.

Alla mia ovvia obiezione su come, scendendo di classe e non avendo mai fatto incidenti per responsabilità, trovavo incredibile un aumento di premio, scatta la solita tiritera sugli incrementi dei costi e dei prezzi.

Poi, improvvisa ma non inattesa, ogni anno accade lo stesso, la frase di rito: attenda un attimo che sento il mio responsabile e vedo se può fare uno sconto. Nemmeno il tempo si spostare la cornetta da un orecchio all'altro e mi sento nuovamente rispondere "scusi per l'attesa (quale? tre secondi?) ma il responsabile mi ha detto che già il nostro preventivo contiene un'offerta promozionale (quale?) e che di meno proprio non possiamo fare".

Le stesse identiche parole ripetute da almeno tre anni a questa parte. Complimenti vivissimi poi al "responsabile" che in tre, e sottolineo, tre secondi esatti ha valutato la mia posizione assicurativa e fornito il responso di cui sopra. Per chi ci crede .....

Bene, anzi no, a questo punto cerco di parlare con un "responsabile" Genertel. Impresa ovviamente impossibile, i numeri verdi pubblici, cioè che Genertel mette sulla guida del telefono, funzionano come i famosi Call Center di Tirana, Budapest o Dublino, dove tutti gli operatori ti dicono che non conoscono il numero di telefono normale della compagnia e che non possono passarti alcun responsabile o caporeparto. Provi all'unico numero in apparenza normale che compare sull'elenco e, sorpresa, scatta subito il dischetto pari pari agli 800 e varie amenità.

Non paghi cerchiamo il centralino delle Generali, del cui gruppo fa parte Genertel, ed una gentilissima operatrice ci spiega che nemmeno lei conosce un numero normale della mia, e sua, compagnia, insomma rimanda agli 800 ... e aggiunge che non saprebbe proprio chi passare perchè lì della Genertel non c'è nessuno (infatti ha sede a Largo Stock e loro sono in via Machiavelli, a quasi un chilometro di distanza, oggi dunque incomunicabili, domani forse con l’avvento dei piccioni viaggiatori, chissà).

Mi faccio passare l'ufficio stampa delle Generali dove una gentile interlocutrice mi chiede di mandare a questo indirizzo di posta elettronica un resoconto della modesta ma istruttiva vicenda, insomma mi chiede una versione elettronica delle bizantine "istanze" di burocratica memoria, in modo che "tutti possiamo vederla".

Perbacco e poi?

Non so cosa faranno "loro" ma una cosa giusta in finale l'ha detta: quel "tutti possiamo vederla". Ecco noi allarghiamo questi tutti agli attuali 35.219 utenti unici registrati al nostro sito giornale online, molti più delle copie vendute dal piccolo giornale in tutte le sue edizioni, perchè magari alcuni, forse tanti, dei nostri "tutti" stanno vivendo situazioni analoghe e magari proprio con la Genertel. E già che ci siamo domani la mandiamo pure all' Antitrust ed a qualche collega che da anni in TiVù si occupa di cartelli assicurativi e bancari e di diritti dei cittadini consumatori. Perchè questo "muro di gomma" costruito su strategie di cui quella sopra è un modesto esempio e che mette i cittadini-clienti nelle condizioni di non avere un interfaccia reale, non è fatto incidentale nè episodico ma l'assoluta normalità del male di un mercato che di libero ha solo il nome.

 




Senza dignità nè pudore.

» Inviato da valmaura il 23 June, 2012 alle 1:07 pm

Lunedì sera in Settima Circoscrizione verrà uno dei peggiori assessori all’Ambiente che il Comune ricordi per “spiegare e rispondere” sulla questione Ferriera ai consiglieri.

Buona serata a loro ma noi riteniamo di aver esaurito il tempo a nostra disposizione per partecipare all’ennesima puntata di una tragicommedia che dura dal 1998, dunque da quattordici annetti.

Non ci interessa minimamente riascoltare le stesse cose dette dai politici, di tutti i partiti vecchi e nuovi, con la sola e dunque meritevole di citazione eccezione di Igor Kocijancic, in tutti questi anni.

Chi ha tempo da perdere e scarsa considerazione della propria dignità di persona oltre che di cittadino si accomodi.

Chi ancora non ha capito o finge di non capire che l’unica strategia di questi signori è far guadagnare tempo alle tre proprietà che si sono avvicendate in questi anni alla guida della Ferriera, allora avanti che lunedì sera c’è posto.

Noi con questa gente non riteniamo di dividere più nemmeno lo spazio fisico di una stanza, netto e preciso deve essere agli occhi dei tanti cittadini che ci seguono e dell’opinione pubblica il distacco da questa politica al servizio dei potenti. Come netto e preciso deve apparire il ruolo dei loro lacchè un tanto al chilo.

Coordinamento dei Comitati di Quartiere di Chiarbola-Ponziana, Campi Elisi-San Vito, Servola Respira, Valmaura, Monte San pantaleone-San Sabba, La Tua Muggia, La Tua Trieste.




Le verità negate.

» Inviato da valmaura il 30 May, 2012 alle 12:31 pm

Quando fin dalla sua nascita, 1981, il Circolo Miani mise tra i principali impegni delle sue attività la battaglia per l’informazione, uno degli scandali perenni del nostro Paese e della nostra provincia, non lo fece a caso. Anzi.

Una informazione negata, manipolata e asservita è il furto della libertà di conoscenza e di scelta che si perpetua ogni giorno a danno della comunità e dei suoi cittadini. E’ quanto avvenuto sistematicamente in questi anni a Trieste, con la sola purtroppo breve parentesi della proprietà Melzi al piccolo giornale.

E’ per questo che non ci siamo mai stancati di porre la questione dell’informazione come uno dei punti discriminanti per capire chi, tra partiti, movimenti ed associazioni, vuole veramente battersi per una società democratica, pluralista e partecipativa anche e soprattutto a Trieste.  

Con i fatti e non con le chiacchiere. Manifestare contro i bavagli rai nazionali o contro l’informazione dei giornali e TG di Berlusconi in piazza Unità e nel contempo accettare tacitamente la macelleria censoria della stampa locale è comodo quanto ipocrita. Ma così purtroppo è stato ed è tuttora da parte, spiace dirlo, di tutte le forze politiche-sociali, vecchie e nuove. Oltre naturalmente da parte di chi dovrebbe tutelare sulla correttezza deontologica e professionale, nonché sull’etica, di chi professa il lavoro di giornalista.

Non passa giorno che ne abbiamo ulteriori conferme. Gli ultimi casi in questi giorni offrono addirittura una abbondanza di esempi senza precedenti.

Processo agli undici cittadini, del Circolo Miani e dei Comitati di Quartiere, che hanno “occupato” la sala del Consiglio Comunale in Municipio tra il 28 ed il 29 giugno 2010, nel corso di due manifestazioni svoltesi in piazza Unità con centinaia di partecipanti sulla parola d’ordine di “chiudere subito la Ferriera per tutelare la salute dei triestini (e muggesani) ed aprire Trieste al futuro”. Una protesta civile dopo dodici anni di lotte per chiedere il rispetto della legalità da parte delle Amministrazioni (Regione, Provincia e Comune), e degli enti proposti al controllo (ASS e Arpa e Procura).

Orbene a memoria d’uomo a Trieste, almeno a partire dagli anni sessanta, un’azione, civile e pacifica, mai avvenuta prima.

Quale è stato il comportamento di stampa e politica nell’occasione è presto detto: come il Conte zio (di Don Rodrigo nei Promessi Sposi). Sopire e troncare. Punto.

Dopo due anni ed altrettanti “articoli” del piccolo giornale che già nei titoli emetteva auspicata sentenza “Rischiano fino a tre anni di carcere” ed una salata ammenda, si annunciava il rinvio a giudizio degli undici malnati (quattro donne e sette uomini).

Bene il processo sì è tenuto lunedì 28 maggio in Tribunale, lo sapevate? No? E come mai?

La sentenza è stata decisa in cinque minuti dal giudice monocratico: Assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Dunque la formula più ampia. Ovviamente in aula del Tribunale non c’era traccia dei mastini dell’informazione o di telecamere. Sopire, troncare: per l’appunto.

Nessuno ne ha parlato: né prima né dopo e ciò nonostante la gente accorsa a seguire il processo non è riuscita neppure ad entrare tutta nella pur capiente aula, tanti erano accalcati pure in corridoio e hanno saputo della sentenza solo a fragoroso applauso avvenuto a sigillare le parole del giudice. Insomma, tanto per dare qualche numero, dieci volte più numerosi del pubblico della strapubblicizzata giornata “Come sta Trieste” organizzata dal Laureni-Comune.

Ah si, per chi fosse interessato la pubblica accusa, rappresentata dal PM Frezza, aveva chiesto la condanna di ciascuno degli undici imputati a mesi due di reclusione e 300 euro di multa.

Che sommati assieme fanno molto più di quanto chiesto dallo stesso PM Frezza a condanna della proprietà della Ferriera in questi anni.

Altro episodio.

Nonostante la richiesta di archiviazione avanzata dallo stesso PM Federico Frezza nei confronti della denuncia presentata da Maurizio Fogar nei confronti dell’allora Presidente del Consiglio Comunale, avv. Sergio Pacor, per quanto da lui scritto in una lettera pubblicata dal piccolo giornale a commento dell’occupazione del Municipio e ritenuta diffamatoria e non veritiera dallo stesso Fogar che pertanto lo aveva querelato. Il Giudice per le Indagini Preliminari, dott.a Laura Barresi, nell’udienza svoltasi venerdì 25 maggio, ha rigettato le richieste del PM e della difesa del Pacor ed ha deciso il rinvio a giudizio dello stesso per diffamazione, per l’appunto.

Lo avete mai saputo? No? E come mai?

Avete mai sentito commento alcuno da parte della politica, vecchia e nuova, su ciò? No e come mai?

In cambio abbiamo letto che un direttore del centro tumori dichiara, voglia Iddio per la sua credibilità che sia stato mal interpretato dalla stampa, che il primato dei triestini e soprattutto triestine nel beccarsi i tumori (le broncopatie no?) dipende anche dalla cattive abitudini alimentari (“bevono e mangiano male”), dal fatto “che fumano” e che prendono troppo la tintarella.

Ogni altro commento appare superfluo.

Le conclusioni della giornata convegno “Come sta Trieste” sono state pubblicate nel 1997 e 1999 sui libri bianchi editi dal Ministero della Sanità e dal Servizio sanitario della Regione in collaborazione con il CRO di Aviano. Profeticamente dunque con 15 e 13 anni di anticipo.

Rinnoviamo la domanda: quanto è stato speso dal Comune per questa replica stantia?

Di palo in frasca: chi ha acquistato le azioni Acegas-Aps cinque anni fa le ha pagate 9,09 euro ciascheduna, oggi valgono 2,66 euro. Dunque un affarone la privatizzazione della municipalizzata, non solo per le tariffe altissime che i triestini pagano per acqua, luce e gas, ma anche per gli investitori-azionisti.

Non annullare la sfilata militare dei Fori Imperiali ed il sontuoso ricevimento nei giardini del Quirinale per il 2 giugno, quando nelle orecchie la gente ha la mancanza di soldi da parte dello Stato e negli occhi i Telegiornali pieni del dramma dei terremotati, è la lapalissiana spiegazione perché oggi alle elezioni a votare ci andranno sempre in meno.

I greci poi mutuati dai latini, dicevano “Zeus acceca chi si vuole perdere”.

Duemila e passa anni di saggezza incompresa.




Lunedì 28 maggio alle ore 15 in Tribunale si apre il Processo alla città.

» Inviato da valmaura il 24 May, 2012 alle 11:19 am

Nell’aula 113 al piano terra del Tribunale, o in alternativa nelle aule 271 o 278 al secondo piano, si apre il processo contro gli undici cittadini accusati di avere “occupato” la sala del Consiglio Comunale in Municipio per chiedere il rispetto della legge, la tutela della salute e della qualità della vita nei confronti dell’emergenza Ferriera e alla colpevole inerzia di politica ed istituzioni.

Il Circolo Miani, Servola Respira ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere danno appuntamento ai cittadini che intendono assistere al processo e portare la loro solidarietà agli imputati, quattro donne e sette uomini, alle ore 14,45 nell’atrio del Tribunale all’ingresso principale di Foro Ulpiano (se chiuso si entra da via Coroneo).

In questa udienza sarà sentito il teste ( un ufficiale della Polizia municipale) della pubblica accusa, rappresentata dal PM Federico Frezza, e gli imputati, a partire dal Presidente del Circolo Miani, Maurizio Fogar.

Dal Fatto Quotidiano di sabato 5 maggio scorso, articolo sulle emissioni inquinanti, in particolare Diossine, tratto dal libro “Diossina. La verità nascosta”, Feltrinelli Editore.

Ma c’è una cosa che è ancora più sconvolgente della scoperta stessa (delle emissioni inquinanti), ed è che ad ostacolare ferocemente ogni passo di questa coraggiosa ricerca della verità sono le istituzioni infedeli, di un paese democratico: le Asl, le Università, i poteri pubblici locali.

Giuseppe Dossetti (uno dei padri costituenti della nostra Repubblica) avrebbe voluto che uno degli articoli della Costituzione recitasse così: La resistenza individuale e collettiva agli atti dei poteri pubblici che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente costituzione è diritto e dovere di ogni cittadino”.




Non ci resta che ridere (che non merita sprecar lacrime per certa gente).

» Inviato da valmaura il 19 April, 2012 alle 12:39 pm

La Gabriella Ziani oggi sul piccolo giornale ci fornisce un perfetto esempio di cosa sia il contrario della professione che esercita.

Nel suo pezzo ovviamente si limita a riportare le amenità dichiarate dai vari soggetti citati, da quel Semino (omen nomen dicevano a ragione i nostri avi latini) al Laureni-Dipiazza, nella sua veste di assessore all’Ambiente del Comune di Trieste.

Per chi volesse realmente capirne qualcosa suggeriamo la lettura delle Notizie-Articoli su questo sito a partire da “Un passo indietro? Un miglio per lo meno.”

Ma, come dicevamo sopra, la Ziani si guarda bene da fare anche solo una breve cronistoria della vicenda, oddio breve per modo di dire perché bisognerebbe per lo meno partire dal 1998, ed è del tutto comprensibile per altro visto il ruolo di “Araldo della Lucchini” e della politica fiancheggiatrice che il piccolo giornale su cui scrive ha svolto nell’ultimo decennio.

Ma se fosse stata un po’ più attenta, avrebbe potuto risparmiarsi anche quella poca fatica da lei fatta nel copia-incolla delle dichiarazioni dei due interessati. Bastava infatti ripigliare qualche vecchio numero del piccolo giornale, recuperare le cicliche dichiarazioni del duo Dipiazza-Bucci: “Se sfora ancora una volta lo chiudo domani, quel cancro (si riferiva alla Ferriera)”, cambiare solo firme e date et voilà l’articolo era completo. Per Semino non occorreva nemmeno quello, bastava fotocopiare.

Amara soddisfazione è quella di averlo sempre detto, né ci aggrada imitare la sorte di Cassandra morta schiava nella Micene di Agamennone, ma credo che almeno il Premio mago Otelma ci spetti di diritto.

Quello che oggi avviene è stato previsto, certificato e scritto dal Circolo Miani in tutti questi anni, anche nelle parole esatte pronunciate dagli ultimi, in ordine di tempo, protagonisti in negativo di questa grave vicenda.

Non ci stupisce dunque più alcuna parola di questa ennesima farsa in commedia, e sinceramente su questa emergenza che interessa ahimè i cittadini di tutta la nostra provincia, e non solo Servola, perché ad esempio Muggia, Valmaura, Chiarbola, Campi Elisi e Monte San Pantaleone non sono frazioni del Comune di San Candido in Val Punteria, non ci interessa sprecare altro fiato se non per rilevare la solita beota rassegnazione, la parolaia sfilza di lamentazioni e geremiadi, dei triestini.  

A loro dunque un Buon Prontosoccorso che gli va ancora bene, nonostante la pericolosità dello stesso denunciata inutilmente dai suoi operatori; ai politici “creativi” e cosiddetti giornalisti invece non vediamo l’ora di spedirli a casa e senza ammortizzatori sociali: Fornero forever.





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