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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Dipiazza e Mattarella.
Dipiazza critica l’intervento delle Forze dell’Ordine, probabilmente la stessa Polizia municipale, presso un noto bagno triestino per il mancato rispetto delle minime misure precauzionali (distanziamento ed assenza di mascherine) in occasione di un party danzante (per il quale..
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I Patrioti.
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Circolo Miani » News Correnti » Page 140

Ferriera. Venghino siore e siori …

» Inviato da valmaura il 28 May, 2017 alle 1:50 pm

Ferriera. Venghino siore e siori …
Che al Circo Zavata di Trieste c’è ancora tanto posto!

 

E cominciamo da “Gli scugnizzi del Sindaco”.
Cosa non si fa per salvare il centrodestra, e per fortuna che si dichiarano “apolitici”.
Questa la nota inviata ieri da Maurizio Fogar e ovviamente mai ripresa dalla stampa.
“Impegnato come relatore nella mattinata ad un convegno tenutosi a Gorizia, sono stato informato che stamane nella trasmissione Sveglia Trieste su Telequattro , condotta da Marco Stabile, una tale signora Barbara Belluzzo per nome del Comitato 5 dicembre credo, avrebbe sostenuto come non esista alcun verbale ispettivo datato 13 settembre 2016 in Ferriera e sottoscritto anche dal Comune, e che il Tar, riprendo in sintesi, non avrebbe mai dato torto al Comune.
Infatti in una ordinanza in questione, i giudici del Tar addirittura scrivono di assenza di “bonus iuris” (in buona sostanza accusano il Sindaco di lite temeraria) da parte degli estensori il ricorso comunale, e non a caso addebitano il pagamento di tutte le spese di giudizio, comprese le parcelle della controparte, al Comune di Trieste.
Nell’altra il Tar dichiara decaduta l’ordinanza del sindaco Dipiazza proprio sulla base del verbale ispettivo, che si allega in copia (prego leggersi attentamente le cinque righe conclusive e le firme di sottoscrizione di Regione, Arpa, Comune, Ass, Vigili del Fuoco (!) e Proprietà Ferriera) del 13 settembre 2016.
Si tratterebbe dunque di due menzogne acclarate e ridicole.
Spiace notare che, se la signora può, come recitava un noto siparietto di Carosello, “con quella bocca dire ciò che vuole”, il giornalista che conduceva la trasmissione non abbia ritenuto di smentire immediatamente le falsità che hanno tratto in inganno i telespettatori, come dimostrano le telefonate ricevute.
A meno che lo stesso giornalista ignorasse due notizie così importanti che hanno tenuta viva la cronaca cittadina per diverso tempo.
Lascio ad altri trarre opinioni e conclusioni.
In quanto a dire il falso, deve essere una moda da parte dei sostenitori del Sindaco, come dimostra il caso della Luisa Polli denunciato dalla Regione FVG.
Qualcuno spieghi a queste persone che la campagna elettorale per il Comune è finita da un anno, non da “100” giorni, e che per quella delle prossime regionali ci vogliono ancora dodici mesi.
E soprattutto che non si bara con la salute e la vita di così tante persone.

Bravo Roberti! Ed ora sequestra l’Altoforno.
Dal Piccolo di oggi: “Strumenti sotto sequestro agli artisti di strada abusivi
Della serie: debole con i forti e forte con i deboli.
Chi si mette a strimpellare qua e là, in barba al regolamento, e magari domandando l’elemosina «ALTERA LE CONDIZIONI DI VIVIBILITA’ e legalità civile, turbando il libero utilizzo degli spazi pubblici e CREANDO PREGIUDIZIO DEL DECORO E DELLA VIVIBILITA’ URBANA”, precisa l’ordinanza emessa dal Vicesindaco Roberti. E quindi, oltre alla multa, d’ora in avanti si vedrà confiscare gli strumenti e le attrezzature rumorose «al fine di EVITARE LA REITERAZIONE DELL’ATTIVITA’ VIETATA». «Ripeto, la nostra non è una crociata - puntualizza - ma è un modo per garantire l’ordine. Perché purtroppo c’è chi non rispetta nulla, a prescindere dalle regole che metti.”
I nomi Lucchini, Severstal, Arvedi, le suggeriscono niente?

Ponzio Pilato Razeto: «Prematuro prendere posizione sulla Ferriera». E quando mai!
Questo è il presidente di Confindustria che prima di essere eletto all’incarico dichiarava al Piccolo che la presenza della Ferriera era incompatibile con la città e subito dopo aver messo piede a Palazzo Ralli sempre sul Piccolo pontificava che la Ferriera è strategica per Trieste.
Uomo coerente e di saldi principi!

La “bretella dei dementi”.
Così oramai i triestini hanno battezzato l’ultima perla della Giunta Dipiazza in viale Miramare.
A qualcuno piace di più citare la “boiata pazzesca”, in verità abbiamo addolcito la prima parola, di Fantozziana memoria.
Certo, oltre al probabile rischio incidenti ed intasamenti al traffico già congestionato d’estate, se proprio si avevano soldi da buttare perché non impiegarli per aiutare concretamente i tanti triestini che sopravvivono sotto la soglia di povertà, e che aspettando da mesi i sospirati sussidi?

Servola. Non nominare il nome invano. Anzi non nominarlo proprio.
Poi ci sarebbe la questioncella del bancomat a Servola con le 500 firme tirate su dalla consigliera alla Settima Circoscrizione Aurora Marconi, scrivere anche rappresentante eletta di NO FERRIERA Si Trieste portava via troppo spazio?
Ridicoli anche nella censura.




Ferriera. Comune e Regione “solo chiacchiere e distintivo”.

» Inviato da valmaura il 26 May, 2017 alle 2:10 pm

Da quanto riporta oggi il Piccolo, dunque da prendere sempre con pinzetta e guanti di lattice, la seduta ministeriale sulla verifica del cronoprogramma governativo sulla Ferriera ha dimostrato ritardi della proprietà sui lavori (messa in sicurezza delle acque di falda) e che Comune e Regione sono preparati e competenti sul tema come un “turco alla predica”.

Questa ultima cosa è veramente disarmante da un lato e preoccupante dall’altro.

Per il resto due paginate del giornale riempite solo di fumo, e più di quanto ne emetta la Ferriera.

Cosa vuol dire la Polli, che in questo Comune prosegue la serie infausta di assessori come Laureni e Bucci all’Ambiente, quando sostiene “l’impegno chiesto dal sindaco nell'incontro con i cittadini porterà all’emanazione di un’ordinanza per mettere alle strette Arvedi, affinché faccia «ciò che deve essere fatto»”. Biblico!

Siccome non eravamo tra la trentina di persone presenti “all’incontro con i cittadini”, assessori e politici compresi, ci illustra in concreto di cosa tratterà questa annunciata ordinanza?

In modo che Arvedi stringa la cinchia in anticipo e si prepari prono a “fare ciò che deve essere fatto”. Appunto cosa? Ci toglie la curiosità o non lo sapete nemmeno voi?

Poi arriva il Sindaco con il carico da novanta. “Il Comune di Trieste procederà con la sua azione per portare alla chiusura dell’area a caldo”.

Ecco se è la stessa azione seguita fin qui, in 365 e non 100 giorni, che guai a menzionarli che altrimenti vanno in depressione, allora bisogna solo sperare che le voci circolanti in Confindustria a Milano, sulle intenzioni di Arvedi di smobilitare a Trieste per interessi propri, siano vere.

Ma anche a Roberto Dipiazza poniamo ugual domanda. Su cosa si basa questa azione comunale? Confidiamo non su quello fatto finora perché al massimo può portare alla chiusura di una finestra in Comune.

In quanto ai picchetti estivi fuori dalla Regione promossi dalle falangi, che ultimamente si sono viste pochino, delle sue appendici elettorali, e richiami a turbative dell’ordine pubblico in città, ecco la situazione ci pare grave ma non seria.

E lasciando perdere i frasari militareschi di chi non ha ancora smesso di giocare ai soldatini, vi ricordiamo l’appuntamento di lunedì 19 giugno alle ore 18 dinanzi al Municipio in piazza Unità: “Ferriera 365 giorni. Dipiazza dimettiti”.

I triestini sono francamente stufi di essere presi in giro, oltre che di essere avvelenati da Ferriera, politica e stampa.

https://www.youtube.com/watch?v=5XB5Hqp5BvE




Trieste. Cosa succede ai 5Stelle?

» Inviato da valmaura il 24 May, 2017 alle 12:40 pm

Avendo una innegabile simpatia per il Movimento fondato da Beppe Grillo che ha ripreso molti dei temi da noi, Circolo Miani, affrontati e diffusi a Trieste dal 1981, maggiormente forte è la delusione per la tante aspettative tradite, almeno a livello locale.
Poiché è giusto far parlare i fatti, vediamone alcuni.
Ora partendo dal presupposto che comunque la Ferriera è il nodo centrale attorno a cui si gioca, salute e qualità della vita a parte, il futuro del Porto e dunque lo sviluppo di Trieste, su questo tema da una forza che esprime 25 consiglieri circoscrizionali, 6 consiglieri comunali, 5 consiglieri regionali, tre parlamentari, per varie ragioni ora ex, un eurodeputato, ci si sarebbe atteso un impegno costante, continuo ed incessante.
Di tutto questo invece neanche una pallida ombra in quasi un anno, lo sarà tra 27 giorni esatti, di sindacatura Dipiazza.
Partiamo dal recente servizio delle Iene del 7 maggio scorso.
Sindaco e centrodestra ne escono demoliti, per non parlare del PD di Cosolini e Serracchiani. Dunque ad avvantaggiarsene politicamente agli occhi dell’opinione pubblica dovrebbe essere principalmente il Movimento 5Stelle. Ed invece da loro solo silenzio, ma non basta: il capogruppo in Comune annuncia il suo “interesse” per l’iniziativa dei supporter del Sindaco di mercoledì sera che avrà in Dipiazza, con Polli ed altri al seguito, il mattatore.
E non nascondiamoci dietro al dito del tema Ferriera, che questi in un anno hanno sbagliato tutto perche poco o nulla sanno, ed omettono di ricordare al Sindaco che piuttosto di organizzare cortei dovrebbe invece prendere in mano una penna e firmare l’ordinanza di fermo Altoforno.
Facile nascondersi dietro le manifestazioni pur di sfuggire alle proprie responsabilità, soprattutto se chi non è in maggioranza si scorda di fare opposizione. A proposito quale esito parlamentare ha avuto la tre ore triestina del vicepresidente della Camera, on. Di Maio, ad una settimana dalle passate comunali? Ci illustrate la sua iniziativa parlamentare sull’emergenza Ferriera? A noi è sfuggita.
Ma veniamo ad alcuni precedenti.
Dopo la riunione convocata su iniziativa dell’assessore regionale all’Ambiente, Sara Vito (PD), il 9 giugno 2015: giorno antecedente all’apertura di quella Conferenza dei Servizi regionali che rilascerà l’AIA decennale alla Ferriera, e dove l’ing. Agapito ci comunicò con brutale franchezza dinanzi ad otto testimoni “che come da ordini ricevuti dalla politica l’Autorizzazione verrà concessa alla Ferriera a prescindere da ogni considerazione tecnica”, noi corremmo ad informare, oltre a scriverlo in svariati articoli e denunciarlo nel servizio delle Iene, Roberto Dipiazza (Capogruppo di AR) per l’opposizione di centrodestra in Regione, ed Andrea Ussai, capogruppo dei 5Stelle. Lo facemmo volutamente di persona, oltre alle lettere inviate loro quotidianamente, come a tutti i consiglieri comunali di Trieste.
La reazione di Dipiazza al nome Agapito fu, testuale: “un mio carissimo amico personale”, quella di Ussai la stiamo ancora aspettando, nonostante che in ottobre sempre del 2015 fossimo tornati alla carica inviando loro copia della denuncia presentata in Procura sui fatti e sollecitando una adesione formale. Tireranno fuori in seguito la questione del sospetto conflitto d’interessi della famiglia Agapito ma non aderiranno all’azione legale, né la menzioneranno.
Sempre ad una riunione dei 5Stelle di due e passa anni orsono alla quale eravamo stati invitati, fu annunciata l’intenzione di presentare denuncia da parte degli allora due consiglieri comunali contro il contratto di consulenza dell’ex direttore Ferriera e Lucchini Italia, Franceso Rosato, già arrestato e sotto processo per smaltimento illecito di rifiuti “speciali” e falso, da parte del Comune, Giunta Cosolini, e contemporaneamente, come scritto da Arvedi, suo rappresentante nella trattativa di acquisizione della Ferriera. Purtroppo nessuna denuncia fu mai presentata.
Ci fermiamo qui ma i fatti a riscontro sono decine.
A partire dall’assoluto silenzio sulle tre mozioni (copertura vasche depuratore fognario cittadino, messa in sicurezza e bonifica vecchio inceneritore di Monte San Pantaleone, una bomba di diossine a cielo aperto, e inquinamento aree verdi) approvate in Settima Circoscrizione, con il voto anche dei consiglieri 5Stelle, presentate dalla consigliera di NO FERRIERA e mai riprese sui banchi del Consiglio comunale appunto dai 6 consiglieri grillini.
Oppure alla richiesta di incontro con Circolo Miani e Servola Respira per informarli delle criticità presenti negli impianti della Ferriera: richiesta a cui in dieci giorni non è stata data alcuna risposta.
Certo capiamo sia più comodo frequentare chi non distingue una lavatrice da un altoforno, ma per favore non parlino poi di diversità dagli altri partiti. E questo significa confermare anche per le prossime elezioni regionali l’assoluta irrilevanza ed inconcludenza di un Movimento che abdica a priori a concorrere alla guida della Regione FVG.




Dipiazza: “Arvedi a Trieste? Abbiamo fatto Bingo!”

» Inviato da valmaura il 20 May, 2017 alle 2:35 pm

Intervista al Piccolo dell’11 luglio 2007 alla notizia dell’interessamento di Arvedi per l’acquisto della Ferriera dalla decotta Lucchini Italia-Severstal russa.
Il Sindaco Dipiazza: “Non ci penso nemmeno” (a richiedere all’amico Renzo Tondo Presidente della Regione la revisione dell’AIA rilasciata alla Ferriera dalla Regione a guida Illy-Cosolini). Risposta all’interrogazione presentata in Consiglio comunale da Maurizio Ferrara (Lega Nord) che chiedeva al Comune di intervenire presso l’amministrazione di centrodestra che guidava ora anche la Regione al fine di riconvocare la Conferenza dei Servizi, di cui il Comune fa parte, per aprire il procedimento di revisione e revoca dell’AIA.
“Le confermiamo per la dodicesima volta che con i dati forniti dall’Arpa sulle emissioni di BenzoApirene dalla Ferriera (media annua: 8.8 contro il limite di legge di 1 nanogrammo) c’è la sicura insorgenza di leucemie e neoplasie (tumori)”.
Con un dato inferiore (5.3 nanogrammi annui) il Sindaco di Piombino aveva emesso una ordinanza di fermo e sequestro della Cokeria della Lucchini, in veste di Ufficiale Sanitario.
Dodicesima lettera inviata a firma Franco Rotelli, allora direttore dell’ASS Triestina, al sindaco Dipiazza.
Dunque da “quel cancro lo chiudo domani”, del 2001, alla “chiusura dell’area a caldo in cento giorni” (2016).
Al Sindaco Roberto Dipiazza non sembra quasi vero salvare posti di lavoro ed ambiente: “Sono estremamente soddisfatto degli incontri avuti con Arvedi –commenta il primo cittadino- ma forse si sta davvero prospettando qualcosa di diverso per gli abitanti di Servola (quelli di Valmaura, Monte San Pantaleone, San Sabba, Aquilinia e Muggia da un lato, e Chiarbola, Ponziana, Campi Elisi e San Vito dall’altro non contano) e per i lavoratori. Chissà forse ho fatto Bingo. Si sta prospettando una seria riconversione industriale in una attività non inquinante.
Il Piccolo, 11 luglio 2007, intervista al Sindaco Dipiazza.
Peccato che poi i numeri non siano usciti, non tutti almeno, ed Arvedi allora abbandonò la sua prima intenzione di prendersi la Ferriera.
La “boutade” del Sindaco. Telefonata serale della presidente di No Smog a Gabriele Paglino e Nadia Toffa a cena da Suban (gennaio 2017): “Ma la promessa della chiusura in cento giorni di Dipiazza a Telequattro era solo una boutade per vincere le elezioni” in risposta agli inviati delle Iene che avevano appena intervistato il Sindaco e le dicevano “che questo è peggio di Cosolini”.
La risposta delle Iene fu “MA TI RENDI CONTO DI CHE CAZZO STAI DICENDO !”, in maiuscolo perché Gabriele la pronunciò a voce altissima che tutti gli avventori del ristorante si girarono.
Ora si capisce perché al Comitato 5 dicembre, No Smog ed affini “il passato non interessa” anche quello recente che sarebbe non poco imbarazzante rileggere le dichiarazioni di amorosi sensi apparse sul Piccolo verso il precedente Sindaco Cosolini, fino alla pubblica “dissociazione” di No Smog dall’iniziativa promossa dal Circolo Miani alla libreria Lovat che con 48 minuti di applausi del pubblico impedì a Cosolini e Barbieri di aprire bocca.
Questi i fatti. Ed abbiamo voluto farne solo una sintesi che ce ne sono a quintali sulla stampa.
Dunque buona manifestazione di piazza con e per Dipiazza, per chi ci crede, ancora.




Ma Debora Serracchiani è razzista?

» Inviato da valmaura il 13 May, 2017 alle 2:38 pm

Fino agli anni Settanta del secolo scorso, e sembra ieri, nell’allora cultura e pratica del Partito Comunista più forte d’Europa, esisteva la consuetudine che il “comunista” doveva “dare l’esempio”.

Ovvero essere un cittadino modello, primo a scuola, sul lavoro, nella solidarietà e così via.

Certo il PCI aveva, e rivendicava, una tradizione culturale “internazionalista”, anti imperialista (principalmente anti USA, era il tempo della guerra del Vietnam, ma anche l’invasione della Cecoslovacchia, dopo quella dell’Ungheria, provocò un non piccolo rigetto nei confronti della politica egemone dell’Unione Sovietica ed un distacco progressivo sancito poi da Enrico Berlinguer).

Debora Serracchiani, che non proviene dal Pci, ha esternato, crediamo senza secondi fini, più da donna impegnata in politica che da “dirigente di partito”, un suo pensiero che probabilmente è passato per la testa a gran parte dei cittadini di Trieste, e della Regione, conosciuto l’ennesimo caso di illegalità perpetrato da un richiedente asilo. E che ricordava da vicino quanto accaduto non molto tempo prima al Bar Flavia.

Probabilmente nel vecchio PCI nessuno l’avrebbe contestata perché era naturale, per i motivi sinteticamente sopra descritti, che un “accolto” dovesse comportarsi bene, anzi di più.

E’ razzismo o xenofobia dire ciò?

Noi non lo crediamo così come riteniamo non sia razzista affermare che fatte le debite percentuali in proporzione i cittadini provenienti dai Balcani e dall’immigrazione clandestina commettono, statistiche alla mano, una percentuale di reati molto significativa in rapporto al numero della popolazione. Questo è un fatto: non una opinione.

Certo questo pone una volta di più pressanti interrogativi su come, assai malamente, venga gestita l’accoglienza nel nostro Paese. Più un affare per pochi sulla pelle di molti.

Di come le politiche europee lascino l’Italia ed i paesi mediterranei sostanzialmente al proprio destino nel gestire un fenomeno di proporzioni mondiali.

E di come, anche qui statistiche alla mano, la stragrande maggioranza delle violenze contro le donne, i bambini, gli anziani, avvengano nelle italianissime famiglie.

Ma detto questo ciò non assolve, ed elimina il problema: chi è accolto od ospite deve rispettare leggi, usi e costumi del nostro Paese. Se è malato va curato. Se è un delinquente va espulso all’istante.

Su questo ha ragione chi sostiene che la sicurezza sociale oggi è un problema nodale per il nostro Paese. Lo spartiacque tra il garantire una accoglienza dignitosa, che oggi molto spesso non avviene ma che non può essere alibi giustificativo per certi fatti, e bandire paure e discriminazioni dalla nostra società. Che deve assumere però pienamente la responsabilità della solidarietà concreta e risolutiva verso quei milioni di concittadini che oggi vivono in povertà e disagio.





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