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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Il “Lacan” triestino: Roberto Dipiazza.
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Noblesse oblige. Vero Dipiazza?
L' Alma Trieste costretta a scusarsi pubblicamente, anche a nome dello sport cittadino, per il gestaccio del podestà Dipiazza nei confronti di un giocatore di colore del Cremona al Palasport di basket, ieri. E non..
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*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 14

In nome del padre.

» Inviato da valmaura il 11 February, 2019 alle 2:47 pm

Ho atteso la fine di queste commemorazioni legate alla “giornata del ricordo” e ne ho tratto una prima immediata conclusione: se mio padre, Galliano Fogar non fosse deceduto nel 2011 oggi sarebbe sicuramente morto per infarto a leggere, e sentire, tante corbellerie su quel tragico episodio.
La prima cosa che salta agli occhi è il pressapochismo e l'ignoranza trionfante tra chi ne parla e scrive, dunque a partire dai politici di ogni colore e dalla stampa.
In quest'ultima spiace sinceramente annotare il ripetuto infortunio occorso al pur bravo Paolo Mieli, complice il silenzio compiaciuto di Raul Pupo, nell'avvalorare la tesi delle “verità nascoste” di cui nessuno aveva parlato fino all'arrivo di Pupo “primo tra i primi”. In realtà ultimo tra gli ultimi perchè a parlarne e scriverne in centinaia di ricerche, saggi e libri furono a partire dagli anni, e addirittura mesi, dalla fine della guerra in poi alcuni ricercatori e storici, ben noti a Trieste ed in Italia tra cui figurano Galliano Fogar, per l'appunto, Guido Miglia e Teodoro Sala per citarne solo alcuni, dai cui studi e ricerche trae spunto decine di anni più tardi il Pupo per le sue pubblicazioni.
Pertanto assai grave il suo compiaciuto e furbesco silenzio di fronte alle affermazioni dell'incolpevole Mieli non tanto per non fare torto a coloro che nulla “nascosero” e subito pubblicarono: sono trapassati da anni e si sa che “la morte è una livella” come scrisse il grandissimo poeta Totò, ma per il tacito e falso avvallo dato alle tesi appunto delle “verità nascoste” che invece “nascoste” non erano, ma semplicemente quanto in parte volutamente ignorate e non lette, e diffuse, da una politica ed una stampa interessate non ad informare e ricercare “verità e giustizia” quanto piuttosto a strumentalizzare la storia.
Detto questo pubblichiamo alcuni di questi strafalcioni, con una premessa riservata ad alcuni ricercatori che sostengono come nel Pozzo della miniera di Basovizza non furono gettati corpi alcuni.
Proprio una delle prime indagini di Galliano Fogar, di cui si servì poi l'ente per le onoranze ai caduti della Germania Federale per traslare le loro salme in patria, riguardò i corpi di una ottantina di soldati germanici caduti nella battaglia di Opicina, violentissimo scontro per rallentare la discesa su Trieste del IX Corpus Yugoslavo, e sepolti frettolosamente, come si usava sul terreno carsico, nella “fossa” di Basovizza e poi traslati in parte al cimitero di Sant'Anna, come risulta dai registri consultati allora dal Fogar.
Detto questo partiamo dall'odierno sciocchezzaio pubblicato un tanto al chilo.
“Ricordare le Foibe, che sono parte integrante della storia del nostro Paese, significa rendere giustizia a chi morì solo perché italiano”, ha sottolineato, sempre cinguettando l’esponente del Partito democratico, Nicola Zingaretti.”
“Mattarella “ Foibe: fu odio etnico contro gli italiani” titolo apertura Piccolo 10 febbraio.”
“E prima di partire per Basovizza anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha lanciato un messaggio sui social. “Trieste, spettacolo unico. Oggi qui per onorare il sacrificio di migliaia di connazionali torturati, massacrati e gettati nelle foibe, spesso ancora vivi, dai comunisti. La colpa? Essere Italiani. I BIMBI (?) morti nelle foibe e i bimbi di Auschwitz sono uguali”
Come il principale storico dell'Università di Lubiana, Tone Ferenc, che per primo ebbe accesso agli archivi di Stato dopo la dissoluzione della Yugoslavia, e che accettò l'invito del Circolo Miani a venirne a discutere a Trieste nel ciclo “Trieste in Guerra” organizzato proprio dall'Associazione e solo perchè vi partecipava Galliano Fogar. E come confermò la Commissione mista intragovernativa degli storici, non ci fu “pulizia etnica” ma pulizia ideologica tesa ad eliminare, deportare ed imprigionare, tutti coloro che erano ritenuti, a torto o ragione, oppositori della futura Repubblica socialista yugoslava. A partire ovviamente dai criminali di guerra e dai collaborazionisti di nazisti e fascisti.
I fatti vanno inseriti nel contesto storico di quel periodo (maggio, giugno 1945), mesi che furono contrassegnati da sommarie esecuzioni in tutta l'Europa occupata dal terzo Reich. Basti pensare alle migliaia di esecuzioni in Belgio, tra Fiamminghi e soprattutto Valloni, in Francia, a partire dai collaborazionisti di Vichy, in Austria con la consegna di tutta l'armata Cosacca, rifugiatasi con famiglie al seguito nella piana di Lienz (Ost Tirol), ai Sovietici in vagoni piombati a cura dell'esercito inglese.
E sempre a cura degli Inglesi lo sbarramento delle vie di fuga al confine austriaco di oltre un centinaio di migliaia di Croati, Sloveni, Serbi con famiglie al seguito che poi in gran parte vennero sommariamente uccise da parte dei partigiani yugoslavi.
A dimostrazione, se ce ne fosse ulteriore bisogno, che la “pulizia etnica” non ci entrava per nulla.
I numeri. Ricavabili dagli archivi dell'ISTAT e del Ministero della Guerra danno questi dati.
“Gli arrestati nelle province di Trieste e Gorizia furono circa 10.000, ma la maggior parte di essi fu liberata nel corso di alcuni anni. Secondo una ricerca condotta a fine anni '50 dall'Istituto centrale di statistica, le vittime civili (infoibati e scomparsi) nel 1945 dalle province di Trieste, Gorizia ed Udine furono 2.627. Probabilmente la cifra pare leggermente sovrastimata, perché qualche prigioniero può essere rientrato senza darne notizia. D'altra parte, a tale stima vanno aggiunte le circa 500 vittime accertate per Fiume e qualche centinaio dalla provincia di Pola. Inoltre, mancano dal computo i militari della RSI, per i quali il calcolo è difficilissimo, in quanto le fonti non li distinguono dagli altri prigionieri di guerra. Una stima complessiva delle vittime fra le 3.000 e le 4.000 sembra perciò abbastanza ragionevole.”
Ora veder scrivere sul Fatto quotidiano online di ieri che alla manifestazione di Basovizza“hanno rivolto un pensiero ai “martiri del tragico eccidio”, in cui si stima abbiano perso la vita oltre 300mila persone” non è tollerabile né giustificabile, e proprio per rispetto ai morti prima che alla verità storica.
Certamente l'essere “italiani” non ha giovato in un paese invaso ed occupato dalle truppe italiane, accanto a quelle tedesche. Truppe, italiane, che si sono macchiate di stragi e feroci uccisioni, bruciando villaggi.
In una realtà dunque dove l'Italiano era sinonimo di fascista. Anche per il ventennio di precedente brutale snazionalizzazione delle minoranze slovene e croate presenti nella Venezia Giulia, contro cui si battè inutilmente il Vescovo ed Arcivescovo di Trieste e Capodistria Luigi Fogar, fino alla sua rimozione voluta dal Mussolini nel 1936.
E proprio nel 1936 il PrefettoTiengo proibì la liturgia slovena in certe chiese, al che Fogar rispose con una circolare ai parroci in cui si ribadiva di seguitare a rispettare "le consuetudini diocesane per ciò che riguarda il culto", ovvero a continuare ad usare la madrelingua slovena.
Quanto la vicenda più che “etnica” fosse politica, il che ovviamente non è una scusante, anzi, lo dimostra il fatto che durante i quaranta giorni di occupazione yugoslava di Trieste i maggiori ricercati, vedere i manifesti affissi allora sui muri della città, erano proprio i vertici del CLN triestino, in particolare Ercole Miani e Galliano Fogar.
Un tanto lo dovevo a mio padre.
Maurizio Fogar

https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2393467860924168/?type=3&theater




FERRIERA. Il bue che da del cornuto all'asino.

» Inviato da valmaura il 10 February, 2019 alle 3:56 pm

Dopo un lungo periodo di silenzio oggi sulla solita stampa fiancheggiatrice si riparla di Ferriera.
In realtà lo stabilimento è solo un pretesto per una polemica politica di basso, infimo lignaggio tra i Cinque Stelle e l'assessore all'ambiente della Regione (iniziali in rigoroso minuscolo che altrimenti ci scappa da ridere).
Insomma un rinfacciarsi di responsabilità sul nulla, tipo quelle che si fanno all'asilo sulla lunghezza delle “serpentine”. Ma visto la caratura dei protagonisti non poteva essere diversamente.
E parlando di cose serie, dopo la drastica riduzione dell'inquinamento acustico e l'intervento sui piazzali dei cumuli minerali, Servola Respira e Circolo Miani assieme alla direzione della Ferriera hanno iniziato ad affrontare il problema dei filtri e degli abbattitori di polveri e fumi, a partire dall'impianto di Agglomerazione, dove sono in corso i lavori.
Nel frattempo nella sede del Circolo Miani verranno ospitati i quadri ed i vertici tecnici dello stabilimento per “vedere” a 360 gradi (ovvero da Muggia a San Vito) quale è l'effetto della Ferriera e del suo ciclo produttivo nei confronti del territorio della nostra provincia.
Il tutto teso a rendere consapevole chi opera nella fabbrica degli effetti che questa provoca nella realtà circostante e dunque a migliorare misure e precauzioni, a partire da una attenzione massima, nell'espletamento delle mansioni lavorative.
Ora noi non possiamo ipotizzare quando e come cesserà la produzione dell'Area a caldo dello stabilimento, le voci che si rincorrono sono tante e contraddittorie da non meritare ulteriori approfondimenti, ma certamente possiamo operare concretamente per ricondurre a limiti accettabili, anche inferiori a quelli di legge, i disagi causati dagli impianti sulla nostra popolazione.
Tra le vuote chiacchiere della politica che nulla fa, ed invece intervenire per migliorare nei fatti la situazione a tutela della qualità della vita e della salute dei cittadini, Circolo Miani e Servola Respira hanno scelto questa seconda strada in collaborazione, caso unico in Italia e non solo, con i vertici della Ferriera. Ed i risultati si sono visti, stampa e TiVù, politica ed istituzioni escluse. Ma fa nulla che forse è meglio così.




Noi NON siamo quella gente.

» Inviato da valmaura il 9 February, 2019 alle 1:49 pm

Ebbene chi ci segue lo avrà ben capito. Noi siamo totalmente alternativi o, se preferite, diametralmente opposti a quel mondo della “informazione” locale, scritta e televisiva, che abbiamo sfortuna e disgrazia di trovarci a Trieste e Regione. Noi cerchiamo, attraverso queste pagine e non solo, e attraverso le iniziative del Circolo Miani di offrire alla nostra comunità una informazione, seppur nel nostro piccolo, che sia reale, utile e che nulla nasconda senza guardare in faccia a nessuno. Non ci facciamo influenzare da simpatie verso questa o quella parte politica e i prezzi che per questa nostra autonomia e vera indipendenza abbiamo dovuto pagare in tutti questi anni non si contano e non trovano paragoni. Ma noi siamo fatti così, e fin dal 1981 anno della nascita del Circolo Miani. Ora pure su Facebook, un “social” più sensibile al business che a dar voce ai suoi utenti, viviamo mesi di censure, rallentamenti ed ostruzioni. Ma non possiamo farne a meno, ovvero cancellati dal piccolo giornale, da TeleCamberquattro e dalla deganizzata Rai regionale, non possiamo rinunciare a questa “finestra” comunicativa. Ecco perchè vi rinnoviamo l'invito a fare la vostra parte, noi la facciamo ogni giorno pubblicando i nostri servizi, ovvero superando la naturale pigrizia e la voracità compulsiva che ci assale davanti alla tastiera del computer, per aiutarci ad aiutarvi. Come? Molto semplicemente invitando i vostri amici ed i vostri contatti, condividendo sulle vostre e loro pagine un nostro articolo ed inviando loro un messaggio di supporto, a mettere il “Mi Piace” alla nostra PAGINA. Come vedete non è un grande sforzo quello che vi chiediamo ma sufficiente ad aumentare la diffusione della nostra informazione, insomma quella che nei giornali si chiama “tiratura” tirando un sonoro ceffone ai pennivendoli di regime. Seconda cosa che ci aiuta non poco è la destinazione del vostro (nel senso più ampio coinvolgendo parenti ed amici) 5 X 1000 a favore del Circolo Miani, associazione onlus di volontariato sociale e culturale. A voi costa la “fatica” della scrittura del nostro Codice Fiscale 90012740321 nella apposita casella delle associazioni di volontariato e lo sforzo eventuale di una firma. Lo potete fare su tutte le tipologie delle dichiarazioni dei redditi, prestampate e non, a partire dal CUD. Siccome dal 2007, per essere liberi e non condizionabili, abbiamo fatto la scelta di vivere in totale povertà confidando esclusivamente sull'autofinanziamento e sulle oblazioni, insomma carità, ecco che la destinazione da parte vostra e magari di altri, come diceva Renzo Arbore “più siamo e meglio stiamo”, del 5 X Mille è per noi fondamentale. Insomma di nuovo quel “AIUTACI ad AIUTARTI” che mai come in questo caso è azzeccato. Così forse potremo comperarci la nuova versione della lussuosa auto modello ragionier Ugo Fantozzi (tra l'altro Paolo Villaggio era un caro amico).

https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2391980827739538/?type=3&theater




Servi e sudditi, non cittadini.

» Inviato da valmaura il 7 February, 2019 alle 2:01 pm

Esistono varie leggi dello Stato, la cui infrazione prevede l'obbligo in particolare per i pubblici ufficiali dell'incriminazione e finanche dell'arresto, che riguardano la trasparenza delle procedure delle pubbliche amministrazioni o di gestori e concessionari di servizio pubblico, ed il diritto di accesso agli atti, immediato, o entro 30-60 giorni, da parte dei cittadini “portatori di interesse”.
Si parte dai quattro Decreti Bassanini (allora Ministro per la Funzione Pubblica) che inseriscono l'obbligo per i funzionari di qualificarsi sempre, come di non richiedere inutilmente ai cittadini documenti già in possesso della pubblica amministrazione, qualunque essa sia, e si arriva alla Legge 241 del 1990.
Violare queste norme significa incorrere in un reato PENALE, dunque materia da Procura della Repubblica. Sembra chiaro e semplice ma invece così non è.
Perchè molto spesso le amministrazioni pubbliche o i gestori/concessionari (telefonia, televisioni, fornitori di energia, gas ed acqua: tanto per citarne alcuni) le violano o direttamente oppure attraverso marchingegni burocratici ed esasperati ritardi. O più semplicemente non rispondono.
Tutto questo trasforma il cittadino in un suddito ed anche impotente perchè quando anche ricorre alla magistratura con regolare denuncia non ottiene soddisfazione alcuna (ne siamo testimoni diretti qui a Trieste). E questo è risaputo dagli interessati che ne traggono giovamento nel perpetrare questa sostanziale illegalità. Contano anche molto sull'ignoranza, stanchezza e rassegnazione delle persone.
Un ultimo caso su tutti.
In ottobre telefonammo agli uffici del Capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale (retto da Luigi Di Maio) per segnalare un comportamento illegale, a nostro avviso, dell'INPS che cassava tutte le domande di REI (sostegno al reddito statale) degli ex beneficiari della MIA (sostegno al reddito regionale) FVG, disattendendo leggi e norme dello Stato.
Ovviamente ci chiesero di inviare una memoria documentale (la famosa “istanza” di borbonica memoria, utilissima in prima battuta per scoraggiare, guadagnare tempo e nulla fare).
Tosto fatto da allora, ottobre 2018, non abbiamo ricevuto, nonostante ripetuti solleciti telefonici, risposta alcuna.
Non male per una vicenda dove il tempo rappresenta una variabile devastante per chi vive in povertà assoluta, e non male per chi della predicazione dell'onestà, della legalità e della trasparenza ha fatto la propria bandiera.
Altro che “uno vale uno”, anche qui vale la regola del Marchese del Grillo, che tutto il resto sono solo “chiacchiere e distintivo” (Al Capone-Robert De Niro).
https://www.youtube.com/watch?v=7MDY-8DVqjs




FATTO !

» Inviato da valmaura il 6 February, 2019 alle 3:03 pm

«Maddalena, è fatta. Altrimenti dò le dimissioni. Entro sei mesi partono i lavori». "Il sindaco Roberto Dipiazza lo annuncia a Telequattro il giorno del suo genetliaco. Piccolo 6 febbraio 2019."
Della serie:
Aprile 2001. “Magazzino vini. Se eletto (sindaco) quel rudere lo faccio sparire in 40 giorni”.
“Quel cancro lo chiudo domani!” (giugno 2001) Sindaco Roberto Dipiazza.
La sfida di Dipiazza: “Se non faccio sparire questo cancro (sempre Ferriera) dalla città me ne vado”. Il Piccolo 11 dicembre 2016.
https://www.youtube.com/watch?v=uwZn6ISRqJc
Quando si dice la parola ...




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