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Dopo le multe agli scostumati ed ai pennichellari barcolani, le ronde notturne, e le pulizie umane, ora le sanzioni ad un venditore ambulante, dotato di regolare licenza, perché prostituiva la sua merce davanti, pensate un po’, agli ingressi..
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48: Morto che parla.
Veramente qui i morti sarebbero tre, ma sintetizziamo! Sul Fatto Quotidiano online compare, absit iniuria verbis, un articolo (?) dall'oltretomba della politica velinara dedicato alla Ferriera di Trieste, dei cui reali problemi non si fa cenno alcuno.E..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 139

Chiudono il Circolo Miani e difendono la Ferriera.

» Inviato da valmaura il 9 April, 2014 alle 10:35 am

Questa la linea pressoché unanime della politica triestina e regionale.

Piaccia o no sono i fatti che contano, tutto il resto sono chiacchiere o cortine fumogene diffuse a piene pagine dalla stampa locale. Le ultime sarebbero parecchio esilaranti se non parlassimo di una vera emergenza sociale.

Dal sindacato, in cui si distingue la CGIL, povero il nostro Landini, che pratica un tifo da ultras non a difesa del lavoro ma ad oltranza invece della Ferriera, ai convegni di ASS e ARPA che discettano dell’inquinamento da traffico, riscaldamento ed amenità varia, sottacendo o riducendolo a cosa irrilevante quello industriale. Facendo il controcanto a quel Laureni (povero Tsipras) del Comune.

Orbene per ricordare quali sono le priorità vere e per guardare in faccia questi 41 (sindaco e consiglieri) e gli assessori comunali, che non rispondono mai a quante lettere uno gli invii o si negano costantemente al telefono, giovedì 10 marzo, insomma domani, alle 19 tutti in Municipio ad assistere alla seduta del Consiglio comunale ed a vedere se anche di fronte al “popolo” che essi ambiscono rappresentare faranno finta di niente, magari occultandosi dietro i tendoni della sala consiliare.

Troppo facile tirare il sasso e nascondere la mano. Vogliono uccidere il Circolo Miani? Bene, anzi male, malissimo ma almeno se ne prendano pubblicamente la responsabilità. Non facendo nulla trincerandosi dietro a pallide scuse formali, oppure dichiarando il proprio voto contrario. L’assunzione di responsabilità è alla base di ogni mandato elettivo di chi governa una comunità, così come il diritto dei cittadini a conoscere le scelte dei governanti è il cuore della democrazia.

E domani ne vedremo delle belle e speriamo non le solite balle.




Per Trieste!

» Inviato da valmaura il 29 March, 2014 alle 11:41 am

“Che la rete di monitoraggio (centraline) e gli uffici ed il personale addetto ai controlli ed alla pubblicizzazione dei dati (leggi oggi ARPA) siano sottoposti direttamente ad una apposita Agenzia da istituire con nuovo e qualificato personale, alle dirette dipendenze della Commissione Europea (Direzione Ambiente). Che le sanzioni per le infrazioni sollevate dalla Commissione Europea non siano più pagate dagli Stati (significa oggi punire due volte i cittadini vittime delle violazioni: nella salute e nelle finanze) ma vadano addebitate ai singoli, privati o rappresentanti del pubblico, individuati come i diretti responsabili, anche per gli omessi controlli di legge, dal Comune alla Procura.”.

Questa in sintesi la proposta fatta da Maurizio Fogar al Convegno di Mesagne (12-15 marzo) ed accolta come raccomandazione da trasmettere alla Commissione Europea. Nata durante i lavori del Workshop Europeo che vedeva presenti delegazioni di tutti i paesi d’Europa che si affacciano sul Mediterraneo e che ha accolto con grande interesse la testimonianze e gli interventi del Presidente del Circolo Miani, chiamato quale relatore anche nel dibattito cittadino svoltosi nell’aula magna dell’Università cattolica di Taranto e moderato dal Vicario episcopale. Come sottolineato da Fogar anche in numerose interviste televisive e giornalistiche alla stampa pugliese e non solo, questa è l’unica soluzione credibile per bypassare l’oramai accertata inaffidabilità degli organi di controllo, italiani e non, e per sottrarre alle lobbies politico-affaristiche la tutela della salute dei cittadini.

E proprio dalla Puglia nasce l’idea di organizzare a Trieste un Convegno Europeo, il cui programma nel dettaglio è contenuto nella locandina allegata. Una occasione molto importante per la città, quella di presentare un progetto innovativo capace di produrre lavoro e tutelare nel modo più completo la salute dei triestini, abbandonando la vetusta ed antieconomica produzione siderurgica  per investire su nuovi percorsi economici in quella vasta area, 650.000 metri quadrati affacciati sul mare e di cui il 60% è di proprietà pubblica amministrata dall’Autorità Portuale. Un progetto che possa ottenere il riconoscimento, l’approvazione ed il finanziamento della Comunità Europea.

E non a caso il tema dell’incontro, al quale sono ovviamente invitati a partecipare, domenica 30 marzo, alle ore 17, nella sede del Circolo Miani, a Trieste in via Valmaura 77, tutti i cittadini, è : “Un futuro per Trieste oltre le ferriere. Scenari possibili di riprogettazione partecipata della nostra città.” A moderare ed introdurre il Convegno, Maurizio Fogar, Presidente Circolo Miani.




CONFERENZA STAMPA INVITO

» Inviato da valmaura il 26 March, 2014 alle 1:27 pm

A ventiquattro ore dall’esecuzione dello sloggio-sfratto dalla sede il Circolo Miani invita tutti i cittadini ad essere presenti.
Si ha il piacere di invitare la redazione del Vostro giornale alla Conferenza Stampa che avrà luogo Giovedì 27 marzo, alle ore11.30, presso la sede del Circolo Miani, in via Valmaura 77, a Trieste.
Il Presidente del Circolo, Maurizio Fogar, ed il portavoce di “Servola Respira”, Romano Pezzetta, presenteranno l’iniziativa che si terrà domenica 30 marzo a partire dalle ore 17 sempre nella sede del Circolo Miani ed il dettagliato programma dal titolo: Workshop europeo. Un futuro per Trieste oltre le Ferriere, riprogettazione partecipata della nostra città.
Un convegno dove, quello di domenica, grazie alla presenza di noti esperti e progettisti italiani, verrà illustrato il progetto di recupero e di rilancio produttivo e sociale della vasta area, oltre 650.000 metri quadri, che si affaccia sul mare e per il 60% di proprietà demaniale, oggi occupata dalla Ferriera.
Il convegno, i cui risultati saranno parte integrante di un progetto che verrà presentato alla Comunità Europea per l’adozione e la realizzazione, gode dell’adesione di delegazioni della vicina Slovenia e della Croazia.
Cordiali saluti.
Maurizio Fogar - 335.6140880
Ps: i partecipanti all’incontro con la stampa avranno forse l’occasione di assistere all’arrivo dell’Ufficiale Giudiziario (ore 12), accompagnato dai funzionari ATER, incaricato di mettere in esecuzione lo sloggio-sfratto del Circolo dalla sede che occupa dal 1990.

L'invito a partecipare è stato rivolto pure all'Assessore regionale all'Ambiente ed ai Capigruppo del Consiglio comunale di Trieste.




A Taranto, Torviscosa, Savona e Monfalcone si. E Trieste?

» Inviato da valmaura il 25 March, 2014 alle 12:10 pm

C’è una anomalia che persiste da anni. Il diverso comportamento tra chi deve fare i controlli e far rispettare leggi e norme qui a Trieste e quanto invece accade in altre realtà, anche a noi assai vicine come Monfalcone e Torviscosa, di questa nostra Repubblica.

Lasciamo qui da parte il clamoroso caso dell’Ilva di Taranto, di cui i valori di alcune emissioni sono di gran lunga inferiori a quelle della Ferriera di Trieste, o quello a noi contiguo della Caffaro, ex Snia di Torviscosa sequestrata e chiusa su iniziativa della Procura di Udine, il cui responsabile fu ospite ad un dibattito nella sede - ecco vedete a cosa serve lo sfratto in corso – gremita di persone proprio al Circolo Miani. Ne abbiamo scritto sul nostro sito giornale sino alla noia.

Ma abbiamo pure scritto della centrale di Brindisi, i cui problemi sono stati affrontati da Maurizio Fogar nella recente quattro giorni che lo ha visto relatore al convegno europeo di Mesagne (Brindisi) ed alla Conferenza di Taranto tenutasi all’Università cattolica di quella città. E nelle sue raccomandazioni fatte proprie dal gruppo di lavoro e trasmesse alla Comunità Europea, ma di questo scriveremo dopo.

Torniamo ora alla centrale di Vado Ligure, appunto Savona, proprietà del Gruppo De Benedetti sulla quale per le emissioni frutto della combustione del carbone è intervenuta pesantemente la magistratura locale, oppure alla chiusura messa in essere dalla proprietà, la ex municipalizzata lombarda ora quotata in Borsa, A2A, per evitare sequestri giudiziari, della centrale a carbone che produce energia elettrica nella limitrofa Monfalcone. E di cui è stata annunciata, dalla proprietà, la decisione di eseguire importanti e costosi lavori per contenere le emissioni (solo per l’acquisto del filtro necessario, l’esborso è di 26 milioni).

Ed allora come la mettiamo ad esempio con il lungo camino in cemento della cokeria della Ferriera che continua ad eruttare ogni giorno sistematicamente intense volate di fumo grigio-nero?

Per chi non lo sapesse da quel camino dovrebbe uscire solo invisibile aria calda, quando il fumo è invece del colore con cui abitualmente lo vedono gli occhi di duecentomila triestini e muggesani vuol dire che sta spargendo a piene mani nell’aria che respiriamo il gas di distillazione della cokeria, perché le celle ed il refrattario interno sono lesionate e crepate e non trattengono più i gas durante la combustione. Insomma quanto di più cancerogeno esista nel campo degli idrocarburi (BenzoApirene e Benzene in primis) va direttamente nell’aria che respiriamo.

A questo punto una domanda si impone.

L’Arpa di Daris, direttore triestino, e della Sara Vito, Assessore regionale all’Ambiente, che fa? Ma di corsa che è già tardi, molto, troppo tardi per la salute di tante persone.

E magari la Procura? Perché a questo punto il confronto con Vasto e Monfalcone appare devastante.

“Che la rete di monitoraggio (centraline) e gli uffici ed il personale addetto ai controlli ed alla pubblicizzazione dei dati (leggi oggi ARPA) siano sottoposti direttamente ad una apposita Agenzia da istituire con nuovo e qualificato personale, alle dirette dipendenze della Commissione Europea (Direzione Ambiente). Che le sanzioni per le infrazioni sollevate dalla Commissione Europea non siano più pagate dagli Stati (significa oggi punire due volte i cittadini vittime delle violazioni: nella salute e nelle finanze) ma vadano addebitate ai singoli, privati o rappresentanti del pubblico, individuati come i diretti responsabili, anche per gli omessi controlli di legge, dal Comune alla Procura.”.

Questa in sintesi la proposta fatta da Maurizio Fogar al Convegno di Mesagne (12-15 marzo) ed accolta come raccomandazione da trasmettere alla Commissione Europea. Nata durante i lavori del Workshop Europeo che vedeva presenti delegazioni di tutti i paesi d’Europa che si affacciano sul Mediterraneo e che ha accolto con grande interesse la testimonianze e gli interventi del Presidente del Circolo Miani, chiamato quale relatore anche nel dibattito cittadino svoltosi nell’aula magna dell’Università cattolica di Taranto e moderato dal Vicario episcopale. Come sottolineato da Fogar anche in numerose interviste televisive e giornalistiche alla stampa pugliese e non solo, questa è l’unica soluzione credibile per bypassare l’oramai accertata inaffidabilità degli organi di controllo, italiani e non, e per sottrarre alle lobbies politico-affaristiche la tutela della salute dei cittadini.




La Spectre di Trieste.

» Inviato da valmaura il 9 March, 2014 alle 2:36 pm

Tutta colpa del FODRA, ovvero Forze Oscure Della Reazione in Agguato, come ironizzava Giovannino Guareschi autore di Don Camillo e Peppone.

Insomma la crisi di Trieste, il mancato sviluppo, in una parola sola il futuro negato, è opera del servizio giornalistico di 16 minuti e spiccioli trasmesso su Italia1 dalla redazione delle Iene.

Loro ed i loro viscidi ispiratori, i registi occulti di una strategia satanica, ma che dico: mefistofelica, che ha come obbiettivo radere al suolo la città per poi pisciarci sopra come fece il perfido Scipione, detto l’Africano orinante, sulle rovine ardenti di Cartagine. Il primo numero Uno della Spectre che la storia ricordi.

Questi non hanno ancora capito che quando si cade nelle sabbie mobili bisogna stare fermi, insomma immobili, perché più uno si agita più e prima sprofonda. In vernacolo c’è un detto ancora più prosaico che noi ingentiliamo nelle parole: il guano più lo si gira più puzza.

Ma siccome sono ancora sotto shock, nonostante tutti gli aiutini ed aiutoni della stampa locale, piccolissimo giornale in primis, non se ne rendono conto ed insistono come tanti Tafazzi.

A proposito. E’ il secondo articolo non firmato, dunque a responsabilità del direttore Possamai, nomen omen dicevano i latini che la sapevano lunga, che in sequenza si pubblica a linciaggio mediatico del servizio televisivo che praticamente tutti i triestini, Muggia compresa, hanno visto con i loro occhi e ben giudicato. Cosa serva cercare di distorcerlo a parole, scritte pure male, quando l’opinione pubblica ha ancora negli occhi la reale verità è l’ennesimo mistero della fede.

Ma il bello è ovviamente, a riprova della cosa che si maldefinisce informazione a Trieste, che si pubblicano le smentite e le reprimende ad una notizia che non si è descritta, al contenuto di un servizio che non è stato riportato. Complimenti vivissimi e poi si meravigliano se qualcuno, pardon qualcuna, viene da Segrate a fare del sano quanto semplice giornalismo, e lo spacciano inoltre come una vile aggressione del Davide contro Golia all’incontrario, viste le proporzioni fisiche di Cosolini e della minuta Nadia Toffa.

In quanto ai sindacati della Triplice niente da dire invece, oltre alle loro visioni oniriche (un consiglio: mangiare di magro alla sera) su congiure e affannarsi di Borgia e sicari al seguito per i vicoli di Trieste, sulle nette e brutalmente franche verità denunciate da un lavoratore in quel servizio? Loro dove erano in questi anni, di giorno e di notte? Come per la storia delle centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti “speciali” e per gli interramenti abusivi?

Segugi con il raffreddore perenne che nulla vedevano e di nulla si accorgevano. E gli 83 operai morti in dodici anni per due sole tipologie di tumore, quelli li avevano visti? Ecco non merita nemmeno prenderli sul serio, ci penseranno eventualmente i lavoratori, se la situazione dovesse ulteriormente precipitare e non certo per colpa delle fantomatiche Iene.

Ieri si è tenuta la sesta edizione, per questa stagione, del TG da Strada e nonostante tutti i silenzi e le censure, era dedicato alla testimonianza delle tante, francamente troppe, tragedie che le donne triestine dentro e fuori la Ferriera hanno vissuto sulla pelle loro e dei loro cari. Ma al piccolo giornale, con sindacalfemministe annesse, la data dell’otto marzo si ricorda con le foto di quattro bellezze sorridenti circondate da fasci di mimose, e ben si son guardati anche solo di accennare all’iniziativa promossa dal Circolo Miani, che tante persone invece in oltre due ore ha raccolto in piazza della Borsa. Contenti loro a praticare il suicidio assistito … forse qualcuno in Curia dovrebbe spendere qualche parola, almeno di conforto.





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