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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

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Circolo Miani » News Correnti » Page 139

Chi vive sperando …

» Inviato da valmaura il 17 May, 2013 alle 2:09 pm

«Faremo tutto il possibile con il governo italiano - ha assicurato Tajani - perché il sito di Trieste continui a produrre acciaio e a dare occupazione ai suoi lavoratori».

Secondo Tajani «la ristrutturazione può sostenere il progresso economico e sociale, ma - ha sottolineato - si devono anticipare i cambiamenti strutturali», e questo è fattibile «se le aziende prendono misure correttive e se le autorità pubbliche aiutano a creare le condizioni giuste».

Questo il summa del pensiero del VicePresidente UE, il Pidiellino Tajani, come riportato dal piccolo giornale di oggi.

Insomma stiamo freschi. Non conosce di cosa stia parlando, la Ferriera per l’appunto, che non produce più acciaio (e dalli con sto’ acciaio, deve essere come una costante fissa, un mantra, una parola d’ordine comune a tutti i politici disinformati. L’ultimo che ci è cascato è stato il neoministro allo Sviluppo Economico, il Piddino Zanonato) da quasi dieci anni. Da quando, cioè nel 2004, l’allora proprietà russa Severstal si è smontata l’acciaieria e se le è portata, per fortuna nostra, a casa: nella grande madre Russia.

E non conosce neppure le condizioni economiche in cui versa la proprietà. Fallita e con un percorso guidato dal Tribunale, appunto fallimentare, attraverso un commissario liquidatore. Pertanto quali “misure” , alias investimenti di fior di milioni, possa prendere una società con i libri in Tribunale e sommersa di debiti per quasi un miliardo e mezzo di euro, è un mistero che il solo Tajani a questo punto può svelare.

Ma sentite un po’ il controcanto che gli fa, sempre dalle colonne del piccolo giornale e sempre nello stesso articolo, dove per inciso il cosiddetto giornalista si limita a fare lo stenografo portavoce delle si potenti dichiarazioni, senza chiamare la croce verde e far portare via i suoi folli interlocutori, ma nemmeno osare richiamare gli intervistati ad un minimo senso della realtà e magari informandone i lettori, sempre meno per fortuna, che cacciano un euro e venti di tasca loro per comperare questo inserto pubblicitario quotidiano con quattro articoli di cronaca, la neopresidente della Regione. “Ora, ha auspicato Serracchiani, non resta che sperare che le promesse di Tajani vengano presto tradotte in pratica: «Accolgo dunque con speranza l’annuncio del Commissario Tajani, che -ha concluso - ho già invitato a Trieste per un sopralluogo alla Ferriera e un incontro con i portatori d’interesse».

Punteggiatura e sintassi a parte, sarebbe il caso che tra “i portatori di interesse” e voti, si inserissero pure i Comitati di Quartiere ed il Circolo Miani, che di tutela della salute e dignità del lavoro si interessano assai, magari dal 1998, dove gran parte dei politici nemmeno sapeva dove si trovava la Ferriera.

Che per altro si sta rivelando, e proprio grazie alla politica, una vera attrattiva turistica per Trieste. Oltre ad aver richiamato in meno di una settimana in gita già due ministri, particolarmente degna di nota quella di quello dell’Ambiente, un caffè toccata e fuga, ora sarà la volta di un commissario europeo. Peccato solo per i lavoratori che tra poco si troveranno in strada e non meritano per di più di continuare ad essere presi in giro in maniera si sfacciata e parolaia da questa classe dirigente, sindacati compresi.

Comunque, come dice il grande Diego Abatantuono, nel capolavoro “Mediterraneo” premiato con l’oscar al regista Gabriele Salvatores, interpretando il burbero sergente Lo Russo: “Chi vive sperando muore cagando”.  Parole sante e sue. Chi le sottoscrive?




Ma proprio proprio per sentito dire.

» Inviato da valmaura il 8 May, 2013 alle 1:05 pm

Il neoministro per lo sviluppo economico, e sindaco di Padova Zanonato (PD), ritorna sul luogo del delitto.

Rispondendo ieri ad una intervista realizzata da Reteveneta e ripresa dall’emittente locale del gruppo, Telequattro, ovviamente parlando della Ferriera di Trieste, il ministro Zanonato esordisce ricordando di “conoscere bene” Trieste grazie alla forte amicizia con Cosolini. E non pago suggerisce che per inserire la Ferriera nella legge quadro sulle “crisi complesse” bisogna puntare sul rilancio della siderurgia, importante perché Trieste produce “prodotti lunghi”, ovvero billette di acciaio di cui l’Italia non può fare a meno.

Peccato che nessuno, né del suo numeroso staff ministeriale e tantomeno il caro amico Cosolini, lo abbia informato della castroneria che andava a dire in televisione. Infatti a Trieste, in Ferriera e fuori, è dal 2004 che non si produce più nemmeno una goccia di acciaio. Da quando cioè l’acciaieria di Servola è stata chiusa, smontata e spedita imballata in Russia dal Mordashov/Severstal. Da allora a perenne ricordo è rimasto una grandissimo capannone, vuoto, se non per i rifiuti tossici abusivamente scaricati ed interrati nel sottosuolo. Ne sa forse qualcosa il neoconsulente del Comune, quel tal Francesco Rosato coniugato in Russo?

A proposito è iniziata l’affannosa ricerca dei dieci disgraziati, un po’ come quando si vince una fortuna al Superenalotto, che, secondo l’immaginifico Laureni, dovrebbero essere i soli sfigati rimasti a giocarsi la salute con il BenzoApirene della Ferriera.

Prima era relativamente più facile, infatti secondo sempre le stime umbertine mesi fa erano ben mille, come i garibaldini, a sputtanarsi la salute in quel di Servola e dintorni. Ma era facile riscontrarli perché appunto vestivano sempre di rosso, avevano due antenne al posto degli occhi e dal loro posteriore spuntava una coda biforcuta.

Agli altri 204.000 triestini e 14.000 muggesani, con la zonta dei sandorlighesi, resta solo da consolarsi con tutte quelle sane polveri sottili, dalle PM10 alle micro-turbo 2.5, ed a baloccarsi con diossine e semplice benzene.

Prosit.




Per sentito dire.

» Inviato da valmaura il 6 May, 2013 alle 1:31 pm

Per sentito dire.
Ecco abbiamo il nuovo stile governativo. Si parla, ovviamente sui giornali, per sentito dire. Come fa il neoministro, ma sindaco PD di Padova da una vita, allo Sviluppo Economico, Zanonato, paragonando la Ferriera di Trieste all'Ilva di Taranto anche dal punto di vista produttivo. Peccato che la Ferriera sia in perdita produttiva paurosa e costante, tutto l'opposto infatti dell'Ilva, e che l'unico punto in comune sia il disastro ambientale ed alla saute di cittadini e lavoratori. Ma che volete una quisquiglia, una bazzeccola, ma che dico una pinzellacchera per il neoministro ed anche per quel "giovane turco", con buona pace di Mustafa Kemal Ataturk che si rivolterà nella Tomba, del suo collega all'Ambiente, in visita turistica a Trieste ieri l'altro, sotto lo sguardo orgoglioso di Serracchiani e Cosolini. E la Poropat? Dateci sue notizie per favore, che siamo in ambasce.  E si che Padova proprio tanto lontana da Trieste non è, tantomeno da quando si governa assieme l'Acegas-Aps per l'appunto.
Ma questo è niente rispetto a quanto scrive sul piccolo giornale un signore che si ostina a proclamarsi Assessore all'Ambiente comunale. Arriva al punto di parlare di un piano comunale contro l'inquinamento, Ferriera a parte. Insomma stralciando di netto l'emergenza principale. Ecco come non esistesse, insomma come lui.

Per chi interessa l'intervista di Maurizio Fogar a Telequattro, cliccare qui http://youtu.be/fNrDiVFC7nI

 




Analisi politica elettorale 2013.

» Inviato da valmaura il 26 April, 2013 alle 1:10 pm

In Regione.

Tondo ha perso. Grazie alla presenza di Bandelli. E se lo è ampiamente meritato, Tondo, come dimostrano anche i suoi disastri raccolti in Carnia, dove lo conoscono meglio, quasi come a Trieste.

Serracchiani ha vinto. Grazie all’assenza di Andolina. E nonostante la presenza di Galluccio.

A Trieste.

SL (senza E grazie a Laureni) aumenta i voti esattamente nella misura di Rifondazione e Comunisti assenti forzosi (idem dicasi per Muggia e Gorizia). Basta un pallottoliere, Vallon.

Dipiazza si prepara a battere Cosolini nel 2016 senza fatica alcuna. Tra due incapaci l’elettore premia sempre quello almeno più simpatico, soprattutto se è triestino (l’elettore si intende).

A Trieste Comune hanno votato ancora in meno che sul resto della provincia, poco oltre il 40%. Tutti dichiarano che la politica deve interpretare e prestare attenzione a questo dato per recuperare il distacco tra cittadini, politica e istituzioni.

Certo per lo spazio di un mattino e di un titolo di giornale.




Qui TeleLucchini del Friuli Venezia Giulia.

» Inviato da valmaura il 25 April, 2013 alle 1:26 pm

Peccato però che il canone lo paghino i cittadini e non la Lucchini-Severstal che sta in procedura fallimentare perché non riesce da anni a pagare i propri debiti.

Ma ieri il servizio della RAI (?) Regionale nel TG della sera dedicato (una manciata di secondi) al botto della Ferriera ha superato anche la nube di sciocchezze sparate nelle dichiarazioni della proprietà alle varie Agenzie giornalistiche nel tentativo ulteriore di fare fumo sulle conseguenze del fatto.

Ci auguriamo che tra i nostri lettori non perda questa sana abitudine Gherardo Colombo, che da alcuni mesi ricopre il non invidiabile incarico di Consigliere di Amministrazione della RAI.

La summa del servizio Rai è stata, non stiamo scherzando e le parole che riportiamo sono quelle dette al TG, che “quello che è successo è, né più né meno, il normale funzionamento di una pentola a pressione” e dunque tutto nella norma. A parte il fatto che i vecchi triestini, non so gli italiani, usavano chiamare la pentola a pressione, quella con la valvolina fischiante, “l’atomica”, è interessante notare il clima pranziale del resoconto Rai.

Lo scoppio, una vera e propria esplosione secca, pari ad una bomba aerea di media potenza, è avvenuto pochi attimi dopo le 13 e 30, le squadre dei vigili del fuoco, ben sette in sequenza, sono dunque accorse per portare gli spaghetti, visto che l’acqua bolliva. Per il sale invece ci ha pensato l’ARPA giunta subito dopo ed infine si è rifatto vivo, materializzandosi con una telefonata, il fantasma del Comune per chiedere se la pasta era pronta. Ecco in poche parole il succo del servizio RAI, che ha favorito ruttino e digestione.

In realtà le cose sono state molte diverse, anche dalle balle spaziali diffuse alle agenzie di informazione.

Quando c’è stata l’esplosione, accompagnata da un forte tremito e da un rilevante spostamento d’aria, avvertita in diverse zone di Trieste, una fortuna straordinaria ha voluto che, un sindacalista l’ha definita la protezione dell’angelo custode, a riprova che il sindacato si affida più alla provvidenza che alle leggi della Repubblica, in quel momento nelle vicinanze non passasse anima viva, che altrimenti morta sarebbe divenuta in un amen.

L’immediato accorrere dei pompieri ha permesso di domare un incendio altrimenti pericolosissimo, ma non ha evitato che per almeno quattro ore abbondanti e intense quantità, decine di migliaia di metri cubi, del gas più nocivo e cancerogeno (BenzoApirene, Benzene ed altri idrocarburi propri della distillazione del carbone coke)  per la salute delle persone uscisse dalla cokeria e investisse mezza città. Altro che “il nessun danno all’ambiente” rivendicato dalle veline proprietarie. Si certo gli alberi di Trieste forse non ne hanno risentito più di tanto, ma la gente che ha il brutto vizio di respirare?

In realtà quanto successo, un incidente lo ripetiamo grave, molto grave, altro che “fischio della pentola a pressione” che la RAI aveva in testa, poteva avere conseguenze molto tragiche ed ha comunque procurato un grave danno alla salute dei triestini. Questo è successo esclusivamente per cause tecniche, non per fatalità, e per precise responsabilità che vivaddio andrebbero accertate e punite da chi ha il compito di farlo. Fa specie che l’ARPA e l’ASS non abbiano prontamente replicato alle menzogne diffuse su imput proprietario, soprattutto sull’inesistente “danno ambientale”, ma questo è quello che passa da oltre quattordici anni il convento triestino.

Altra cosa invece seria è che un sindacato che si affida agli angeli, magari la prossima volta distratti da altre incombenze celesti, ha comunque da mesi dichiarato in decine di conferenze stampa e comunicati che la curatela fallimentare aveva tagliato dal 31 dicembre 2012 tutti i contratti esterni con le ditte appaltatrici, che si occupavano proprio della manutenzione degli impianti. E dunque le condizioni di lavorazione e produzione della Ferriera, secondo il sindacato, erano a rischio. Bene in questi mesi nessuno, e ribadiamo nessuna autorità a partire dalla Procura, l’ARPA, l’ASS, il Comune e la Regione, si è mosso per bloccare questa aperta violazione delle leggi che regolano la sicurezza sul lavoro e sulla produzione.

Insomma è come se uno di noi annunciasse che dall’indomani uscirà con la propria macchina senza assicurazione, senza patente e con la revisione del mezzo scaduta, bontà sua se sobrio. E che i vigili urbani facessero finta di niente confidando che non beva e non faccia incidenti.

Ecco la realtà dei fatti accaduti e accadendi, semplicemente prevedibili viste le condizioni della fabbrica con un inquinamento da mesi e mesi fuori ogni controllo a partire dalle barzellette delle ordinanze comunali che oramai non fanno ridere nemmeno i polli, che per altro continuano a respirare quotidianamente i 30.000 metri cubi di gas che l’Altoforno perde.





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