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La legge non è uguale per tutti. Proprio no !
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Circolo Miani » News Correnti » Page 138

E' incredibile! Non siete al servizio dei cittadini!

» Inviato da valmaura il 4 December, 2014 alle 1:13 pm

E’ incredibile!

Si è veramente incredibile che un Presidente CC (troppo facile la battuta: dei Carabinieri?) risponda in quel modo, senza nemmeno intestazione e saluti e solo dopo sollecito pubblico.

E poi risponda per modo di dire. Quando infatti gli si chiede luogo e ora di nuovo silenzio.

Certo potremmo domandargli se le infinite sedute e interrogazioni da tre anni a questa parte sui 39 parcheggi di Largo Granatieri e che lo hanno visto protagonista, entreranno negli annali del Guinness dei primati della futilità ma la polemica sarebbe troppo facile e riconducibile al “tempo perso”, parole sue, per il Circolo Miani.

Siamo sinceramente basiti e dispiaciuti poi che questo comportamento venga da un esponente del “popolo” della sinistra che nella vicenda dimostra indifferenza e oseremmo dire arroganza nei confronti del popolo triestino di cui pur ha avuto una rappresentazione concreta giovedì 13 novembre scorso in Municipio.

Fa rimpiangere perfino Dipiazza nei commenti della gente. Incredibile ma vero.

 

Da: IZTOK FURLANIC [mailto:iztokfurlanic@comune.trieste.it]
Inviato: giovedì 4 dicembre 2014 14:04
A: info@circolo-miani.it
Oggetto: Odg: Notizie www.circolomiani.it

 

Comunico che la conferenza dei capigruppo incontrerà Arpa ed Ass il giorno 15 dicembre.

Il presidente del CC

Iztok Furlanič

 

Attendiamo comunicazione dell’ora ed il luogo per la convocazione.

Prendiamo atto che essa avviene un mese dopo “l’entro martedì prossimo al più tardi”

Maurizio Fogar presidente CCSEM

 

Non siete al servizio dei cittadini!

Ma ricordatevi che i cittadini non sono al vostro servizio ed hanno buona memoria, nonostante il piccolo giornale e telequattro.

Ce lo aspettavamo, ma un barlume di speranza resisteva in noi. Che dopo la lettera inviata al presidente della commissione capigruppo e incidentalmente del consiglio comunale, spedita per conoscenza a tutti i capigruppo ed altri consiglieri, ma anche al Prefetto, nessuno avrebbe risposto.

Io credo che questa assoluta indifferenza anche verso la dignità del ruolo che ricoprono e soprattutto il dovere di tutelare quella dell’istituzione Comune sia normale e purtroppo fisiologica in un sistema politico dove contano solo i soldi, gli affari, ed i portatori di voti.

Tessere e partiti, dai Cinque Stelle in giù sono oramai solo un optional assolutamente ininfluente ed incidentale.

L’ultimo caso di Roma sta lì a confermarlo se mai ce ne fosse ancora bisogno.

Questi comportamenti in una città e provincia dove già alle regionali del 2013, ma anche nelle precedenti elezioni comunali, il 59% degli elettori aveva disertato il voto, spiegano meglio di ogni editoriale del politologo di turno le ragioni per cui anche nell’Emilia Romagna quasi i due terzi degli elettori non si sono avvicinati alle urne.

Credo però che stavolta la pazienza della gente abbia toccato, o se preferite raggiunto il limite massimo di sopportazione.

Riportiamo di seguito l’elenco dei destinatari della lettera, rimasta finora senza risposta alcuna, ed il testo. A memoria futura.

'iztokfurlanic@comune.trieste.it'
Cc:'marcotoncelli@comune.trieste.it';'marinosossi@comune.trieste.it';'marinoandolina@comune.trieste.it';

'michelelobianco@comune.trieste.it';'maurizioferrara@comune.trieste.it';'paolomenis@comune.trieste.it';

'paolobassi@comune.trieste.it';'patrickkarlsen@comune.trieste.it';'paolorovis@comune.trieste.it';

everestbertoli@comune.trieste.it';'francobandelli@comune.trieste.it';'robertoantonione@comune.trieste.it';'

robertodecarli@comune.trieste.it';'carlogrilli@comune.trieste.it';'alfredocannataro@comune.trieste.it';

'marioreali@comune.trieste.it';'stefanopatuanelli@comune.trieste.it';'robertodegioia@comune.trieste.it';

'francescobettio@tin.it';'igor.dolenc@provincia.trieste.it'; 'prefetto.pref_trieste@interno.it';

 

Circolo Centro Studi                                                                        Trieste, 3 dicembre 2014.

     “Ercole Miani”

      Il Presidente

 

Al Presidente Commissione Capigruppo

Comune di Trieste Iztok Furlanic

 

Giovedì 13 novembre in conclusione della Commissione Capigruppo convocata per ascoltare i cinquanta cittadini, gli altri per ragioni di capienza del settore riservato al pubblico non erano potuti salire, decideva di convocare una seduta straordinaria della stessa Commissione “entro e non oltre il martedì successivo” alla presenza pure di funzionari dell’Azienda Sanitaria e dell’Arpa.

Ho voluto riportare le parole esatte con cui si è conclusa la riunione a scanso di equivoci e sono le stesse che le persone assiepate dentro e fuori la sala Giunta hanno avuto modo di sentire.

Il tema inoltre è di quelli che non possono lasciar spazio a ritardi, temporeggiamenti o peggio.

Il tema è fermare il prima possibile il danno irreversibile che le emissioni inquinanti in uscita dalla Ferriera provocano a decine di migliaia di triestini e muggesani, a partire dai lavoratori dello stabilimento per le cui morti (83 accertate) è aperto un fascicolo d’indagine presso la Procura della Repubblica sulla base anche di un esposto denuncia presentato dal Circolo Miani.

Sono trascorse tre settimane da allora e nulla è stato fatto.

A noi sinceramente non interessa se chi doveva occuparsi di mettere assieme, in orario lavorativo, i due funzionari pubblici se ne è dimenticato o cosa. Resta il fatto che l’immagine trasmessa ai cittadini, non solo a quelli presenti, è devastante per l’istituzione comunale.

Come l’irridente frase, sulla quale spiace rilevare nessuno dei destinatari della presente ha ritenuto di prendere le pubbliche distanze, apparsa sul piccolo giornale del giorno dopo.

Cordiali saluti

Maurizio Fogar




Paura, e tanta.

» Inviato da valmaura il 1 December, 2014 alle 12:21 pm

Il fatto che piccolo giornale, il suo omologo in lingua slovena e teletrepiùuno ignorino sistematicamente le iniziative promosse dal Circolo Miani dovrebbe porre ai meno scemi più di qualche interrogativo.

Il primo, elementare, che dovrebbero porsi tutti coloro che sono “impegnati” in politica e nelle istituzioni è: ma che democrazia è quando il più forte impedisce l’espressione della voce di tanti o pochi cittadini della nostra comunità?  Cancella con la censura oppure dileggia senza possibilità di replica una parte della nostra gente? Come si può rimanere inerti a tollerare, e non da oggi ma da almeno quattordici anni, una violenza così sfacciata ed inaccettabile per ogni democrazia?

Il secondo ne è in parte conseguenza del primo: perché lo fanno?

Qui la risposta è altrettanto semplice. Questo atteggiamento di “cancellazione” si attua solo nei confronti di chi realmente si teme.

Timore che possa modificare gli equilibri di potere, che possa intaccare gli affari e gli interessi sui quali si regge con un patto ultradecennale il sistema di potere locale, che possa delegittimare, facendo crescere una cultura dei diritti e della partecipazione, quel facsimile di politica a cui si sono ridotti le forze politiche ed i partiti. Pertanto una realtà, una voce anche modesta non può essere tollerata, e dunque va circoscritta e spenta, pena il crollo di un sistema marcio dalle fondamenta e che tutela gli interessi di pochi a danno di quelli della comunità che questi signori dovrebbero amministrare per il bene di tutti.

La storia della Ferrera di questi sedici anni è l’esempio preclaro e probante di quanto sopra ed è la cartina di tornasole del fallimento della politica triestina e regionale.

Una storia in cui la politica ha messo in campo il peggio di se. Usando degli organi di “informazione” (interessante è la partecipazione del vicedirettore del piccolo giornale al convegno della Curia triestina dal nome sgradevolissimo “la Cattedra di San Giusto” che ricorda l’autoritarismo nozionistico ante anni sessanta, dove viene chiamato evidentemente come esperto a discettare di “informazione e deformazione”. Per lui buona la seconda) come di una clava per liquidare le voci dei “non garantiti”. Per “non disturbare i manovratori” ed i padroni delle Ferriere, per l’appunto. Cercando in tutti i modi di indebolire il più forte movimento d’opinione che dal 1998 ininterrottamente ha coinvolto la città e la vicina Muggia.

Per riuscire in questo hanno usato tutti i mezzi di cui disponevano: l’azzeramento dell’unico contributo pubblico che per legge spettava al Circolo Miani, processi conclusisi con l’assoluzione in primo grado “perché il fatto non sussiste”, campagne di stampa diffamatorie, l’azzeramento di ogni notizia sulle attività promosse (vedere l’ultimo esempio odierno), la creazione di comitati di comodo che facessero una “opposizione di sua maestà” parolaia quanto inconcludente ma che servisse a legittimare i presunti controllori e la politica in generale, non a caso sempre prodiga di presenze e di pubblici riconoscimenti. Fino allo sfratto che tentano di attuare da oltre un anno in barba perfino alle norme di legge e con il tacito consenso degli amministratori del Comune che come le donnine di una volta dicono no ma intendono si, spalancando labbra e braccia.

E per ostacolare le iniziative del Circolo che nonostante questo non si decide a morire come le tante, francamente troppe, persone che in oltre un decennio si sono ammalate e sono decedute grazie all’inquinamento industriale e alla complice inerzia dei “controllori” pubblici, varano pure delle norme liberticide ad hoc per ostacolare la presenza in strada dei volontari del Miani.

Leggete questa risposta alla richiesta di occupazione temporanea di pochissimi metri (otto) per quattro ore avanzata al Comune per sabato 6 dicembre nelle adiacenze della Fiera di San Nicolò (Portici di Chiozza). Conseguentemente è stata prodotta l'Ordinanza in linea di viabilità n. 723/14 dd. 21 novembre 2014 che destina l'area in parola agli operatori della fiera consentendo la sosta di mezzi ai soli operatori fieristici stessi. Stante quanto poi stabilito dalla Determinazione nr. 18/2014 dd. 24.11.2014 della P.O. Promozione Economica al punto nr. 20) "nell'area delimitata dal seguente perimetro: portici di Chiozza - via Carducci - via Crispi - via Ireneo della Croce - viale XX Settembre - via Giulia - via Battisti - portici di Chiozza non possono essere promosse raccolte di firme o di denaro o altre iniziative consimili, quali che ne siano gli scopi."

Insomma il diritto costituzionale di esprimere e manifestare liberamente le proprie opinioni viene sospeso per una settimana (dal primo all’otto dicembre) in una porzione centrale della città per non disturbare, evidentemente, i bottegai, con tutto rispetto per il duro lavoro che fanno altro che i politici, delle bancherelle che per altro non si vede come un tavolino sotto i portici ed i volantini distribuiti potrebbero intralciare. Meglio il deserto del Gobi sempre che i dromedari non abbiano da ridire.

Dunque non si esita a calpestare tutto, anche i principi della nostra Costituzione, ben sapendo di poter godere di una impunità totale senza che alcuna voce si levi a denunciare la lesione dei diritti, a partire da una Prefettura e da una Direzione regione per le Autonomie locali che pur dovrebbero vigilare sulle norme degli enti locali.

E per fortuna che questa è una amministrazione “progressista”, almeno a parole.




Chiudere la Cokeria subito. Firma anche Tu!

» Inviato da valmaura il 27 November, 2014 alle 12:39 pm

Lunedì 1 dicembre, alle ore 18, al Circolo Miani a Trieste in via Valmaura 77 (visto a cosa serve una sede e capite perché ci vogliono sfrattare?) si terrà una Assemblea pubblica per fare il punto sulla situazione e dare il via alla campagna cittadina per la raccolta di firme, da Muggia in qua. Fondamentale per la riuscita dell’iniziativa è la partecipazione di più gente possibile, perché per questo computer, facebook contano meno che niente. Chiudere la Cokeria subito nella realtà non nelle comparsate su ring, gong o quanto altro. Tutto il resto sono solo chiacchiere utili ai padroni delle Ferriere ed ai loro padrini politici. Conta una volta di più la gente in carne ed ossa, mi riferisco ovviamente alle persone che hanno ancora un briciolo di dignità e la forza di rivendicare il loro diritto ad una qualità della vita civile. Gli altri se ne stiano pure in bar o dal parrucchiere a mugugnare. Qui ciascuno lotta per la sua salute senza deleghe in bianco.

Qui sotto trovate il testo integrale delle due petizioni ma purtroppo le foto ed il materiale allegato dovete andare a vedervelo sulla pagina Facebook del Circolo Miani oppure scriverci il vostro indirizzo e-mail e noi vi spediremo gli allegati. Di meglio non riusciamo a fare perché i tecnici informatici costano e noi palanche non le teniamo.

 

FIRMA ANCHE TU!

Per le adesioni online si fa così.

Questo è il testo della prima petizione promossa dal Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere:

 

Al Sindaco di Trieste

Ufficiale Sanitario del Comune

All’Assessore all’Ambiente

Regione Friuli Venezia Giulia

 

Fermiamo l’inquinamento: per la nostra salute e la nostra vita

 

I sottoscritti cittadini della provincia di Trieste chiedono:

- l’immediata chiusura dell’impianto della Cokeria della Ferriera

- il fermo dell’Altoforno, dell’impianto di agglomerazione e della macchina colare,  per la verifica        del rispetto integrale delle prescrizioni sui lavori da effettuare indicati nella perizia della Procura e nelle prescrizioni regionali.

- Il mantenimento dei livelli occupazionali attraverso l’impiego del personale nelle operazioni di rimozione della Cokeria e delle bonifiche e messe in sicurezza.

 

Questo è il testo della seconda petizione:

Aiutaci ad aiutarti.

Salviamo il Circolo Miani come chiedono anche Claudio Magris e Gherardo Colombo.

Dopo sedici anni di inerzie, silenzi quando non complicità, la politica invece di eliminare l’inquinamento in uscita dalla Ferriera che investe pesantemente tutta la nostra provincia da Muggia a Roiano, dando a Trieste il primato nazionale per morti da tumore e da patologie alle vie respiratorie, e combattere il degrado delle nostre periferie, tenta di chiudere il Circolo Miani sfrattandolo dalla sede che da decenni ospita gratuitamente tanti nostri concittadini.

 

Per le adesioni online: possono sottoscrivere tutte le persone che abbiano compiuto i 16 anni.

Si chiede di inviare all’indirizzo  info@circolo-miani.it  il nome e cognome, l’indirizzo di residenza e il proprio indirizzo di posta elettronica (al fine di evitare bufale).

Potete anche scaricare la modulistica originale con cui vengono materialmente raccolte le firme in strada, per le case ed i luoghi di lavoro. Potete stamparlo e raccogliere a vostra volta le firme, poi comunicarci per e-mail o telefono (040.383324 ogni giorno, sabati, domeniche e festivi compresi, dalle ore 11 alle ore 14) quali modalità preferire per la consegna. Ecco le foto da scaricare (solo da Facebook).




Al piccolo giornale poche idee ma ben confuse. Ferriera. Caos di programma.

» Inviato da valmaura il 22 November, 2014 alle 1:41 pm

Al piccolo giornale poche idee ma ben confuse.

Pagina 12, economia, il piccolo giornale dà la notizia che per rilevare l’acciaieria di Piombino (ex Lucchini) è stato scelto il gruppo algerino ed esclusa l’indiana Jindal. Pagina 20, cronaca di Trieste, il solito maranza che evidentemente abbisogna di una celere benedizione alla “chiesa degli sciavoni” scrivendo del rapporto Jindal Sertubi afferma che a favore del rilancio del fallito tubificio gioca il fatto che la società indiana sta per rilevare proprio proprio l’acciaieria di Piombino.

Attendibile l’inserto pubblicitario della città, neh!

Una prece. Anche per il sindacalista dal ricciolo fascinoso che conferma che alla Ferriera lavorano, compreso l’indotto, mille persone. Come un vero Renzi, studia da premier.

Intanto nessuno ha l’onestà di rendere pubblico il prezzo di acquisto dello stabilimento Ferriera in barba alle leggi della Repubblica italiana. E poi parlano di sfiducia nelle istituzioni.

Ma si, meglio una cenetta intima da Suban, della serie “e chissenefrega”.

Ferriera, caos di Programma

Affossato a tempo di record lo strombazzato Accordo di programma numero Uno, quello firmato in pompa magna da mezzo governo il 30 gennaio scorso, si passa ad una versione ridotta di cui bisogna ancora studiare e scrivere i contenuti, insomma tutto, dell’Accordo numero Due. Stavolta invece di mezzo governo c’è mezzo PD sotto il sorriso benevolo del Segretario-Presidente del Consiglio Renzi (i voti valgono bene una foto).

Peccato che nulla si tiene.

Cominciamo dall’intestazione che dalla lunghezza sembra il titolo di un film della regista Lina Wertmuller (ci perdonerà ma sulla tastiera non abbiamo l’umlaut) “Accordo di programma per la messa in sicurezza, la riconversione industriale e lo sviluppo economico produttivo dell’area della Ferriera di Servola”.

La parola chiave badate è “Riconversione”. Dal dizionario: “Da conversus, ovvero trasformare, mutare di forma. La riconversione dunque è quell’atto che ha come risultato il cambiamento in qualcosa d’altro: nella religione significa riportare un individuo a un certo credo, mentre in economia si riferisce alla trasformazione che fa un’industria che si dedica ad altri tipi di produzione. La parola è molto usata proprio con quest’ultimo significato, si parla di riconversione industriale infatti quando un’azienda cambia settore di produzione poiché lì la domanda di mercato è più alta, senza che questo cambiamento debba causare un taglio nei livelli occupazionali.”

Ergo niente più attività siderurgica a caldo, quale ora la Ferriera fa. E a voler essere precisi anche l’attività logistica portuale, sulla quale l’Arvedi punta per Trieste, non è proprio una riconversione perche da almeno dieci anni era uno dei due asset in attivo della Lucchini (l’altro era la produzione di energia elettrica grazie ai benefit statali).

Peccato che nel vago contenuto il “pezzo” non corrisponda al titolo. Ovvero si parla di proseguimento dell’attività siderurgica a caldo (Cokeria ed Altoforno con annessi). Dunque nessuna “Riconversione”. Attenzione non si tratta di un dettaglio. Né per le ovvie complicanze dell’inquinamento e dei danni alla salute, né per battere cassa all’Unione Europea che stanzia cospicui fondi pubblici, cioè nostri, ma lo fa esclusivamente per la riconversione.

Oggi accordo con Regione Fvg e Arvedi per la Ferriera di Trieste. Salvati 410 posti di lavoro diretti e oltre un migliaio in indotto. #bastainsulti», recitava il tweet di Renzi”.

Abbiamo capito che Matteo Renzi sa a malapena dove sia Trieste e tantopiù ignora la collocazione della Ferriera ma almeno i suoi “consigliori”, anzi la consigliera che abbiamo sempre più la netta sensazione che il problema lo conosca quasi per niente Debora Serracchiani, potevano risparmiargli questa figura barbina. Ci riferiamo a quel “oltre un migliaio in indotto”.

Ma quando mai?  Che uno dei primi atti della Siderurgica Triestina è stato il liquidare ogni rapporto con le ditte esterne (che peraltro avanzano barcate di soldi dalla proprietà precedente. Non chiamiamola “vecchia” perché Francesco Rosato non è il “nuovo”: lì stava prima e qui sta ora). Perfino con la società che curava la vigilanza agli ingressi hanno chiuso, ora lo faranno con dei dipendenti interni. La Sertubi non esiste più e quindi, o egregio quanto sorridente Presidente del Consiglio, ci vuole illuminare su chi siano gli oltre mille dell’indotto? Forse la semper ridens sua Vice Segretaria nonché Presidente di Regione la potrà aiutare. Chieda, chieda e poi ci risponda, grazie.

A parte la presenza nella foto di patron Arvedi: “in persona per la Siderurgica Triestina” dove il Rauber si sostituisce ad Andrea Camilleri quando fa parlare in siculo-italiano Catarella “Commissario Montalbano ha cercato di lei il questore in persona pirsonalmente”, nulla di nuovo sotto il sole.

Ora passiamo alle cose serie.

Gli impianti della Ferriera inquinano come se non più di prima. Ciò è assolutamente inaccettabile, ne va della salute e della vita di tante troppe persone, dentro e fuori la fabbrica.

La vecchia Autorizzazione Integrata Ambientale è scaduta il primo febbraio di quest’anno, la nuova non è stata ancora presentata dalla nuova proprietà. Senza AIA nessuno in Ferriera potrebbe accendere nemmeno un lumino. Ci dicono che l’averla inserita nel Decreto Crisi Complesse permetta comunque il proseguire la produzione in una specie di limbo. Ma poiché qui non siamo nella Divina Commedia ma nella Repubblica italiana le leggi vanno rispettate e soprattutto fatte rispettare. E dunque Cokeria e Altoforno non possono continuare a lavorare in queste condizioni.

E le bonifiche e messe in sicurezza le deve pagare il proprietario precedente (le dodici principali banche italiane da Unicredit ad Intesa) o l’attuale: la Siderurgica Triestina di Francesco Rosato.

La prossima settimana partiamo con la raccolta cittadina (Muggia compresa) di firme per la chiusura immediata e definitiva della Cokeria, e per il fermo provvisorio dell’Altoforno per verificare se i lavori sono stati eseguiti così come indicato nelle perizie della Procura (Boscolo) e nelle prescrizioni della Direzione regionale all’Ambiente (Vito), fatture alla mano.

Inoltre aspettiamo ancora che qualcuno renda noto il prezzo di compravendita della Ferriera.

Il venditore era un Commissario del Governo, seppure recentemente condannato in primo grado dal Tribunale di Taranto ad otto anni e sei mesi di carcere ma pare che tra i boiardi della siderurgia europea se non sei condannato non conti una mazza, e quindi la cifra per legge è pubblica ma non viene resa a nota.

In quanto all’ARPA, dopo l’ennesima figuraccia incassata due giorni fa sulla Rai regionale, oramai supera ampiamente il tradizionale primato degli istriani e dei carabinieri nelle barzellette. Dunque abbiate pietà per loro, toglieteli di mezzo e per i controlli in Ferriera avvaletevi di altre collaborazioni, che anche il mago Otelma pare più credibile.




Silenzio. Solo silenzio. E allora chiudiamo la Cokeria!

» Inviato da valmaura il 18 November, 2014 alle 12:26 pm

Abbiamo scritto nel pezzo “Difficile, molto difficile” il modo in cui il Dorigo sul piccolo giornale ha trattato i 70 e passa cittadini venuti per chiedere al Consiglio comunale di affrontare l’emergenza Ferriera. Abbiamo rispedito ieri ai politici comunali e regionali questa breve lettera sotto il titolo: Tutti silenti? Proprio niente da dire su quanto pubblicato sul piccolo giornale del 14 novembre scorso?

Difficile, molto difficile trovare parole adeguate per commentare una riga talmente insultante che il Fabio Dorigo ha inserito nel pastone sulla seduta del Consiglio comunale di ieri, apparso sul piccolo giornale: “Sospensione dadaista di mezzora per ascoltare i cittadini di Servola alla prese con la solita Ferriera.”

Ovviamente i “tutti” sono rimasti silenti ma non solo. Il Sindaco Cosolini (PD) che è impegnato da una delibera del 30 giugno scorso a impedire lo sfratto da parte dell’Ater (PD) del Circolo Miani dalla sua sede che tanti cittadini conoscono e frequentano previsto per lunedì 24 novembre, o in subordine a ospitare il Circolo in un immobile di proprietà comunale (ce ne sono innumerevoli vuoti a disposizione), non ha ancora operato nulla di concreto. Anzi trova il tempo di frequentare circoli dopolavoristici ma non di recarsi una volta che è una a conoscere ed incontrare la partecipata realtà del Miani come anche il Prefetto Giacchetti aveva ritenuto doveroso fare all’inizio del suo incarico a Trieste.

Chiudiamo la Cokeria!

Questa notte l’emergenza inquinamento Ferriera ha toccato nuovi picchi con le emissioni della Cokeria ma intanto l’impegno preso di fronte ai cittadini dalla Commissione Capigruppo (trovate il video dell’incontro a cura di TeleAntenna-TriesteOggi sulla pagina Facebook del Circolo Miani oppure cliccando qui http://youtu.be/q456IWNdOnE?list=UUaZJwEEsOV2zZAcfJH6AkwQ e qui https://www.youtube.com/watch?v=QVG_nZgP0Kc#t=97 ) di convocare una riunione urgente con l’audizione di ASS e ARPA per questo martedì è slittata a data da destinarsi. Pare per le “difficoltà” di raccordare la presenza dei funzionari di questi enti pubblici con quella dell’assessore Laureni (!).

Bene, anzi male, malissimo. Ed allora accogliendo il grazioso invito rivolto al pubblico nella riunione al Circolo della Stampa il 7 ottobre scorso da quel Francesco Rosato amministratore di Siderurgica Triestina “Se la Cokeria disturba la chiudiamo” il Circolo Miani e Servola Respira organizzano per la mattinata di lunedì prossimo (ma guarda il giorno dell’esecuzione dello sfratto) una assemblea cittadina con annessa Conferenza Stampa, ovviamente nella sede del Circolo, per lanciare la campagna raccolta firme sulla petizione che chiede l’immediata chiusura della Cokeria, accogliendo così il raffinato invito di Rosato, da parte dell’Ufficiale Sanitario del Comune, incidentalmente il Sindaco Cosolini, con apposita ordinanza come peraltro già fatto in analoghi casi dai Sindaci di altre città italiane e il fermo per verifica lavori e manutenzione del troppo frettolosamente riavviato Altoforno (in termini automobilistici sportivi si chiama “Stop and go”).

Oltre naturalmente alla pubblicazione delle fatture per i lavori eseguiti e la pubblicizzazione del prezzo pagato dalla Siderurgica Triestina (capitale sociale 50.000-cinquantamila euro) per l’acquisto della Ferriera dal Commissario governativo.

Pertanto chi vuole dare una mano a tutelare la sua salute e dunque partecipare alla campagna di raccolta firme altro non deve che scrivere una e-mail a info@circolo-miani.it oppure telefonare allo 040.383324 ogni giorno, sabati e domeniche compresi, dalle ore 11 alle ore 14.





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