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Roiano. Il delitto perfetto.
Oltre due anni orsono podestà e tre assessori al seguito, muniti di “panza”, piccone, mazza e caschetti di ordinanza hanno dato il via alla demolizione della ex caserma della Polstrada nel cuore di Roiano. I..
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Fotonotizia.
Due titoli da prima pagina su due prestigiosi quotidiani nazionali: Il Sole 24ore dell’11 febbraio e Il Fatto Quotidiano di ieri.Ovviamente per Trieste pare non valere: né l’invito a non abbattere e piantare più alberi quanto al silenzio tombale..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 130

Basta con questa politica (vecchia e nuova che sia)!

» Inviato da valmaura il 21 May, 2016 alle 1:26 pm

Domenica 5 giugno fermiamoli con il voto!
Un voto utile e che serve: NO FERRIERA SI TRIESTE
https://www.youtube.com/watch?v=3Oh7mX7jhKo




Piccolo di nome e di fatto.

» Inviato da valmaura il 19 May, 2016 alle 11:01 am

Abbiamo deciso, come NO FERRIERA SI TRIESTE di rifiutare al piccolo giornale locale ogni risposta a quelle domandine che rivolge di rito ai candidati ed a qualunque iniziativa, vedi lo spazietto sulla loro pagina di Facebook, da questi promossa.

Il diritto ad un minimo di informazione decente per noi non è un principio negoziabile, per tutti gli altri, compresi, ed amareggia, i 5 Stelle evidentemente si.

Il rispetto dovuto ai pur sempre meno acquirenti e lettori del foglio locale, che evidentemente chi lavora in quel giornale sembra non avere, ci impone questa scelta tanto più in una campagna elettorale falsata da questa sistematica disinformazione messa in atto da chi detiene il monopolio a Trieste della carta stampata.

Insomma si truffano i lettori elettori privandoli di un loro diritto, cioè di poter esercitare o meno la scelta di chi votare a ragion veduta. Ledendo altresì uno dei principi basilari sanciti dalla nostra Costituzione, quello che tratta del diritto-dovere dei cittadini al voto consapevole.

Per gli altri, tutti gli altri partecipanti a queste elezioni, ciò sembra apparire ininfluente. Attenzione, accettando questo andazzo di cose si sa dove si inizia ma non dove si va a finire.

E non sembra proprio una bella garanzia e presentazione per chi si candida a governare la nostra comunità.

Per noi il rispetto delle regole della democrazia non è un optional, da usare quando conviene.

Questa è la ragione, spiegata più volte ai lavoratori di quel giornale, definirli “giornalisti” ci sembra parola grossa, e che finora non ha trovato alcuna pubblicazione.

Insomma censurano anche sulla censura.

Due altre cosette dalla cronaca di oggi.

"COOP. Coinvolti ma assolti"

Sbagliano i promotori di quell’appello di alcuni soci prestatori delle defunte Coop a rivolgersi indistintamente a “tutti i candidati sindaci” e dichiarare che: “Non ci interessa lapidare alcuno”.

Come scrivemmo il 23 marzo alla promotrice: “Gentile signora, nel sottoscrivere il testo da lei inviatoci, anche quale Lista civica NO FERRIERA Si Trieste, mi consenta di aggiungere che esso è fin troppo benevolo contro una classe dirigente e politica che ha tradito, non solo i cittadini prestatori, i soci ed i dipendenti, in ultima analisi Trieste di cui le Coop erano parte della sua storia.

Questo è un capitolo che per spirito di verità e giustizia deve essere ricostruito individuando non solo le precise responsabilità individuali e penalmente rilevanti, ma soprattutto scoperchiando le storture di un sistema che colpisce e penalizza sempre gli ultimi, ed ironia della sorte usando il nome della cooperazione sociale.

Come le abbiamo già detto usi di noi per quanto possiamo dare.

Maurizio Fogar per NO FERRIERA Si Trieste.”

Pertanto, “lapidazione” a parte, il “liberi tutti” di oggi non rende un buon servizio alla causa né aiuta.

“Dalla Padella alla Brace”.

Il piccolo giornale stavolta si guarda bene dallo sponsorizzare la manifestazione di domenica prossima come fatto in gennaio martellando per dieci giorni di fila.

Anzi prepara in anticipo gli alibi e le scusanti per Ferriera e politica.

L’articolo di oggi sulle centraline, tre e non si capisce, ovvero si comprende benissimo perché la più importante: la quarta, quella di via Svevo nel giardino dell’asilo che fornisce i dati più preoccupanti sulle emissioni inquinanti, perché non sia compresa nel passaggio di consegne tra Siderurgica Triestina ed Arpa.

Comunque il passaggio alla diretta dipendenza di questa Arpa, diretta da questo direttore, per le ragioni già spiegate e scritte, non ci rassicura affatto e per niente. Anzi non vediamo alcuna differenza presente, passata e disgraziatamente futura.

Fermiamoli una volta per tutte con il voto utile, a NO FERRIERA SI TRIESTE.




Un grande bugiardo.

» Inviato da valmaura il 18 May, 2016 alle 11:36 am

No, il pudore non sanno nemmeno dove stia di casa, di etica professionale è meglio non parlare, sarebbe come bestemmiare in chiesa.
Questa campagna elettorale, lo avevamo già scritto, è una vera e propria truffa a danno dei cittadini elettori e lettori, per fortuna in vertiginoso calo, del piccolo giornale, a cui non calano invece i soldi pubblici delle provvidenze di legge sull’editoria.
E nessuna delle altre forze politiche ha la dignità di dire mezze parole su questa macelleria messicana dell’informazione.
Ne volete tre esempi? A parte che il foglio locale è riuscito a non presentare il logo di NO FERRIERA SI TRIESTE da febbraio ad oggi, contrariamente a quanto fatto con quello di tutte le altre liste partecipanti alle elezioni, l’altro giorno abbiamo ricevuto la telefonata di Elisa Lenarduzzi che voleva sapere il commento di Maurizio Fogar sulla possibile estensione dell’orario di apertura dei seggi.
Le abbiamo cortesemente spiegato le ragioni per cui rinunciavamo per principio, un principio importante per la democrazia anche a costo di perdere qualche briciola di visibilità, a rispondere a qualsiasi domanda o richiesta proveniente dal piccolo giornale per cui lavora.
Ovviamente a conferma della “linea” censoria il giorno dopo è uscita questa mezza riga: “Ad eccezione di Maurizio Fogar che non ha voluto commentare”. Senza spiegarne le ragioni.
Oggi si prosegue con il pensionando Furio Baldassi che a commento in un articolo su musica e campagna elettorale, saggio fondamentale da tesi di laurea, dopo aver sentito gli altri dieci candidati, scrive: “Ne manca ancora uno, Maurizio Fogar di No Ferriera Sì Trieste, ma gli eventi pubblici sono rari, le comunicazioni problematiche. In questo caso, allora, ci permettiamo noi di consigliarli una canzone. Visto il contesto, infatti, cosa c’è di meglio di “Smoke on the water” dei DeepPurple?”.
Facile e soprattutto eroico, vero Baldassi, sparare sulla Croce Rossa?
Ma almeno cerchiamo di non scrivere spudorate menzogne. “Comunicazioni problematiche”? Avete i nostri telefoni e cellulari da anni oltre che gli indirizzi e-mail.
Eventi pubblici sono rari”? Ogni giorno ne facciamo uno e più sul territorio, accuratamente censurati dalla vostra redazione che riceve quotidianamente le nostre pubblicazioni.
Cercate almeno di non sfottere e mentire.
Ed ora facciamo noi una domandina al Baldassi. Quanto pigli di paga al mese per fare così brillantemente il mestiere?
E chiudiamo con il Giovanni Tomasin che si è bene e presto ambientato nelle stanze del piccolo giornale e che paragona l’intervento di Fogar ieri all’università, per altro il più convintamente applaudito e senza claque al seguito, come una “arringa del Bernie Sanders alabardato”.
Peccato che lui non sia la Hillary (Clinton) o la Monica (Lewinsky) di turno, forse ne soffrirebbe di meno.
In attesa della prossima spiritosaggine del Dorigo di turno, loro “compagno di merende”, chiudiamo con “Informazione e giornalismo? Al piccolo giornale non pervenuti”.




Noi e le Coop (e il piccolo giornale).

» Inviato da valmaura il 17 May, 2016 alle 10:45 am

Quattro giorni fa su loro richiesta abbiamo incontrato al Circolo Miani tre rappresentanti del Comitato soci prestatori delle defunte Coop.
Abbiamo invitato alla riunione pure Davide Starc che di suo ci ha rimesso, per ora, 26.000 euro, più altri di suoi parenti, e che candida per il Comune con la lista civica NO FERRIERA SI TRIESTE.
Abbiamo ascoltato gli interventi delle tre signore, di cui due prestatrici, e l’unica cosa su cui abbiamo dissentito è stata l’affermazione che partiti e politici devono starsene fuori, fatta con forza proprio dalla stessa persona, non prestatrice, che in finale ha elogiato i 5 Stelle ed espresso la volontà di votarli.
Apoliticità del tutto surreale da parte di chi sta portando avanti una sacrosanta battaglia a difesa dei cittadini truffati ed a tutela dei loro interessi. Dunque una battaglia intrinsecamente politica.
Abbiamo suggerito, da una nostra esperienza ultraventennale, di fare scelte nette, sia operative che legali.
Ovvero indicare nella regione l’unica controparte, vuoi per le responsabilità di “sorveglianza e controllo” dell’ente, vuoi per le concrete disponibilità finanziarie, vuoi perché più volte è intervenuta a salvataggio di interessi economici, ultimo in ordine di tempo il Mediocredito FVG.
Di sospendere ulteriori trattative e coinvolgimenti con il curatore fallimentare, lasciando appunto tale compito alla Regione.
Di pretendere il rimborso, dalla Regione, del cento per cento del capitale prestato in esso conteggiando gli interessi maturati.
E già la rinuncia degli ulteriori interessi legali, della richiesta di quantificazione forfettaria del danno biologico e morale patito e sopportato anche traumaticamente dalle 17.000 persone coinvolte, e le eventuali spese sostenute per ottenere prestiti o mutui alternativi alla possibilità di usare del proprio risparmio depositato in Coop, è un bel venire incontro da parte dei danneggiati.
Le nostre proposte, oltre al diritto di vedere la magistratura fare rapidamente giustizia e verità su di una storia, quella della conduzione delle Coop, tutta ancora da raccontare (come da noi più volte scritto) e che vede sul banco degli accusati da almeno 20 anni tutto l’arco dei partiti presenti nelle istituzioni da cui provenivano i vertici Coop a tutti i livelli, sono state accolte e condivise dalle tre signore del Comitato.
Poi abbiamo presenziato alla manifestazione di circa duecento persone stamane in piazza Unità, e, con sgomento, abbiamo dovuto constatare l’assoluta mancanza di organizzazione e di univocità d’azione emerse.
Nel pieno rispetto delle scelte degli organizzatori di non far parlare alcun candidato alle prossime elezioni, mettendo a torto nello stesso calderone anche coloro che responsabilità dello sfascio non ne hanno, e continuando erroneamente ad insistere nella ricerca di un confronto proprio con quelle forze politiche che portano per intero, dal centrodestra e sinistra, la colpa dell’accaduto, abbiamo offerto negli incontri a fine manifestazione la disponibilità gratuita della sede e delle infrastrutture del Circolo Miani al fine di favorire una migliore coordinata organizzazione del vasto gruppo di persone coinvolte.
Siccome sulla gestione delle Coop ci siamo espressi più volte a partire dall’anno 2000, peraltro ignorati da tutti, vi invitiamo a cercare sui siti del Circolo Miani gli articoli in questione.
Con l’avvertenza che per contattarci si può scrivere a info@circolo-miani.it o telefonare al 335.6140880
E complimenti alla Giulia Basso: ha dimostrato di avere tutte le credenziali per lavorare al piccolo giornale. Nell’articoletto sui “pensionati Coop”, tra descrizioni fantozziane e da piccola fiammiferaia, parlando dei “candidati sindaci” presenti, ha menzionato solo il Menis, giunto in ritardo, ed il “rude” Marchesic. Non ha notato Maurizio Fogar che è stato il più consultato dai manifestanti in capannelli con decine di persone.
La TRUFFA continua.




FALSO! Il giornale come il mestiere che pratica il Fabio Dorigo.

» Inviato da valmaura il 15 May, 2016 alle 12:10 pm

Elezioni TRUFFA.

Oggi esce sul piccolo giornale, quello che oscura NO FERRIERA SI TRIESTE da febbraio, un “articolo” sull’impegno dei candidati nei confronti della “cultura”.

A parte il ridicolo, perché ignorare quello che il Circolo Miani e Maurizio Fogar hanno fatto in questi 35 anni, dal 1981 per la precisione, per una vera e partecipata cultura a Trieste è come negare l’esistenza del sole. Ma capiamo che ignoranza e censure non hanno limiti su certa stampa.

Ma questo articolo che riproduciamo è stato inviato a tutte le testate giornalistiche, piccolo giornale purtroppo compreso, in data 10 maggio 2016, oltre che pubblicato ampiamente sui Social network. Questa è dunque la “professionalità” del “vizzoso” Fabio Dorigo e del giornale per cui a pieno merito lavora.

 

POCHE IDEE MA BEN CONFUSE..
So già che lo leggerete in pochi. Maurizio Fogar.

Ogni giorno che passa fa emergere la pochezza, i luoghi comuni che la politica esprime in città.
Sentite qua. Su una cosa sono d’accordo i tre candidati sindaci, ma anche gli altri li seguono a ruota, di Centrosinistra, Cosolini, di Centrodestra, Dipiazza, e del Movimento 5 Stelle, Menis: di accorpare l’assessorato con delega alla Cultura con quello al Turismo.
A seguir le mode potrebbe per assurdo essere naturale.
Appunto, a seguir le mode e superficialmente.
Fare invece un ragionamento su cosa significhi oggi, più di ieri, una politica culturale sul territorio, e l’idea stessa di “cultura”, non li sfiora nemmeno alla lontana.
Eppure basterebbe aver letto, nei primi anni Ottanta, i libri ed i saggi di Carlo Tullio Altan, uomo di sinistra e il principale docente di Antropologia dell’università italiana (prima la Sapienza a Roma e poi l’Ateneo di Trieste). Ma certamente, ne siamo consci, è pretendere troppo da questi candidati.
Il Circolo Miani, di cui Altan fu socio fondatore, nacque invece nel 1981 anche proprio per mettere in pratica il concetto di cultura che Altan insegnava.
Una cultura, anzi più culture diffuse, praticate quotidianamente dai cittadini perché vicine ai loro problemi di ogni giorno, radicate sul territorio dove la gente vive e che siano strumento ed aiuto fondamentale per la crescita e l’assunzione di scelte e decisioni dal basso nella nostra comunità. Quelle che Altan indicava con il termine di “culture con la c minuscola”, in contrapposizione a quella accademica, baronale, ingessata ed istituzionale con la “C” maiuscola.
Detto questo, oggi una moderna politica culturale a Trieste, che voglia uscire dai soliti luoghi comuni (abbonamenti ai teatri, di prosa e lirici, visite ai musei, festival dei cinema d’autore che l’attore di sinistra Paolo Villaggio descrisse così bene nei suoi Fantozzi: la “corazzata Potemkin è una cagata pazzesca”) deve partire dalla consapevolezza che la stragrande maggioranza dei triestini non ha mai messo piede al Verdi ed al Rossetti, non sa nemmeno dove sia il Museo Revoltella e figurarsi gli altri.
Che insomma la Cultura, con la “C” maiuscola è appunto a Trieste un hobby, un rito ingessato, per pochi e sempre gli stessi, fino a morte, loro, fisica.
Non ci pensano nemmeno alle iniziative realizzate alla fine degli anni Sessanta-primi Settanta dai vari Dario Fo-Franca Rame, Vittorio Gassman, Gigi Proietti, Cesco Baseggio, tutti uomini di sinistra, di portare il teatro dove la gente vive con i “teatri Tenda” nelle periferie di mezza Italia. Oppure le “estati romane dell’effimero” dell’assessore Renato Nicolini nelle Giunte di sinistra a Roma di Giulio Carlo Argan, Luigi Petroselli ed Ugo Vetere.
Per arrivare alla scuola di Barbiana di Don Lorenzo Milani e, udite udite, alla delibera del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Antonio Comelli (DC), che imponeva al neo istituito Teatro regionale Rossetti di far recitare le compagnie in cartellone anche sul territorio regionale nelle sale comunali minori.
Così come pensare di aprire i musei, non solo nell’orario ma come strutture dove invitare le persone a ritrovarsi e discutere, ad organizzare corsi aperti e gratuiti di pittura, musica e quant’altro, anche su strada, all’interno di itinerari e percorsi che, partendo dall’uso di strutture ed immobili pubblici abbandonati da anni nelle periferie, coinvolga i triestini di tutte le età.
Allora che ci azzecca il Turismo?
Per chi avesse un’idea moderna e progressiva della cultura, la comprensione che questa è il mezzo imprescindibile per fornire alle persone che vivono il territorio gli strumenti e le capacità per decidere e scegliere il loro futuro, la loro vita, se un accorpamento va fatto, orbene questo è quello con il “decentramento ed il territorio”.
Ma questi politici non hanno la cultura necessaria per capirlo.
Come è triste Trieste se non si vota NO FERRIERA SI TRIESTE.
‪#‎Noferrierasitrieste





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