Circolo Miani - News Correnti




Home | Notizie | Articoli | Notizie flash | Foto | Video | Collegamenti | Scarica | Sondaggi | Contattaci

'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Il neocomunismo. Attenti l'America, non la Cina, è vicina.
Il Bolscevismo ha nuovo volto e nuovi protagonisti. E' il Partito Democratico, che fu di Kennedy, Clinton ed Obama, il nuovo rappresentante dei Soviet. Alexandria Ocasio-Cortez è tra le personalità politiche “che combattono ricchezze e privilegi facendo cadere uno dei tradizionali..
(Leggi tutta la notizia)


Notizie Flash

Caos di cittadinanza.
Questo reddito o pensione di cittadinanza viaggia nel caos più completo.Premesso che lo riteniamo una misura giusta ma fortemente condizionata dagli innumerevoli “paletti” attuativi, sempre che non vengano cambiati nella discussione parlamentare.Partiamo da quello che al momento è cosa..
(Leggi tutta la news)


Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

Dati Accesso
Accesso Richiesto

Nome:
Pass :

Memorizza Dati

RegistratiPassword Persa?




Circolo Miani » News Correnti » Page 130

Colpevolissimo ritardo.

» Inviato da valmaura il 21 December, 2012 alle 3:05 pm

Gran scalpore su tutta la prima pagina di cronaca del piccolo giornale di Trieste (sceso oramai stabilmente sotto le 35.000 copie stampate, non cioè vendute, tra Trieste, Gorizia-Isontino e Istria), sui dati di una indagine commissionata dalla Procura all’Azienda Sanitaria sulle ripercussioni sulla salute, per altro circoscritta ad una specifica patologia tumorale ai polmoni, di coloro che hanno lavorato nella Ferriera sino al 1994. Con ovviamente gli annessi commenti tra lo “sgomento” ed il “preoccupato” di sindacalisti e sindaco.

Ora sicchè di queste cose, ma in maniera molto più seria e documentata, come Circolo Miani, Servola Respira, la Tua Muggia e Coordinamento dei Comitati di Quartiere, ne abbiamo parlato, scritto, denunciato ed organizzato centinaia di manifestazioni e cortei da quasi quattordici anni a partire cioè dal 1998, sinceramente la “notiziona” di oggi non ci fa né caldo né freddo.

E spieghiamo rapidamente il perché rimandandovi alla lettura di un articolo pubblicato sul nostro sito giornale online in data 21 gennaio 2008, ma che sembra scritto ieri.

Primo: di questa indagine epidemiologica, a secondo di quanto pubblicato dal gazzettiere locale, conosciamo dunque poco: si evince comunque che riguarda un periodo di tempo molto datato fermandosi al 1994. Dunque un anno esattamente prima dell’acquisto della Ferriera da parte della Lucchini di Brescia, poi divenuta russa ed infine oggi comandata dalle banche creditrici.

Che interessa solamente una patologia tumorale, quella polmonare, e non prende dunque in considerazione né altre forme di tumori, per altro molto frequenti negli inquinamenti da benzopirene ed Ipa, né altre patologie non tumorali, come ad esempio la broncopatia ostruttiva assai diffusa, come i dati Inail confermano, tra i dipendenti.

Secondo: ancora una volta di più appare chiaro il motivo per cui questa Azienda Sanitaria, attraverso tutte le gestioni politiche succedutesi in questi anni, si è sempre rifiutata di fare una vera e seria indagine epidemiologica su tutti, ovvero lavoratori ma anche i residenti di Trieste e Muggia. Perché è scontatamente ovvio che l’inquinante non si ferma al muro di cinta dello stabilimento ma, come testimoniano le ricerche scientifiche e senza bisogno di propusniza, ha un raggio di diffusione che, a seconda delle condizioni meteo, raggiunge i 3-5 chilometri in linea d’aria. Dunque da Capodistria a Gretta. Ed è bene ricordarlo che questa indagine, che consta poi in un banale e semplice incrocio di dati d’archivio informatico, è stata richiesta all’ASS dal Circolo Miani a partire dal novembre 1999, dopo le presentazioni curate dal Circolo delle ricerche effettuate dai medici del Burlo e del Centro Tumori. Tutto inutile ed il perché lo si capisce chiaramente, come il primato nazionale che Trieste detiene saldamente da anni nelle patologie tumorali e respiratorie (libri bianchi del Ministero della Sanità in collaborazione con il CRO di Aviano).

Terzo: se questi dati catastrofici e mortali sono stati rilevati per il ventennio 1974/94 dove per altro le proprietà di allora, IRI e Pittini, dimostrarono una sensibilità di gran lunga maggiore per l’ambiente e la salute, con costanti e cospicui investimenti su impianti e filtri, che per altro erano ancora funzionali, chissà cosa dovrebbe risultare per il periodo successivo, ovvero dal 1995 ad oggi, sotto questa nuova proprietà che notoriamente si è curata solo del businnes della Centrale elettrica grazie ai cospicui aiuti di Stato.

Quarto: l’attività d’indagine della procura di Trieste è per la verità dei fatti assai lenta e comunque inspiegabilmente in ritardo. Questi dati erano stati evidenziati dai consulenti della Procura già a partire dal 2007, con tutta la scientificità del caso, e viene dunque da domandarsi come il Sostituto Procuratore Frezza, allora e per lunghi anni titolare delle indagini, abbia potuto scrivere in una sua ordinanza del 26 giugno 2007: “L’ordinamento… consente lo svolgimento delle attività pericolose, persino mortali, se e in quanto le reputa indispensabili alla vita della complessa società odierna”.

Nel dare atto alla proprietà di aver “realizzato in toto”, “la migliore tecnologia disponibile al limite del costo ragionevole” ,  “la Ferriera può legittimamente e lecitamente emettere una certa quantità di polveri e fumi”. Sono frasi significativamente indicative e gravi e vi compaiono per la prima volta le parole che nel 2009 lo stesso PM userà per motivare il consenso della pubblica accusa all’accesso all’ennesima oblazione in un altro processo contro i vertici della Ferriera. Un susseguirsi di semplici oblazioni pur in presenza del reiteramento del reato che permettono alla proprietà di continuare sostanzialmente indisturbata ad inquinare avanti in questi anni.

Questo viene scritto nella memoria del PM nel processo in fase terminale contro i 240 sforamenti di materiali inquinanti, soprattutto polveri sottili cancerogene, prodotti dalla Ferriera in poco più di un anno. Contro un limite massimo di 35, consentiti per legge.

L’affermazione che un ordinamento che non sia seguace della teoria dell’eugenetica nazista possa consentire l’esistenza di attività pericolose, persino mortali, per il sostanziale benessere della società, che qui però viene concretamente rappresentata dagli affari e dai guadagni di una spa Russobresciana, Severstal-Lucchini, è qualcosa che sinceramente dopo il Processo di Norimberga nessuno si sarebbe aspettato di veder legittimato. Con questa teoria si potrebbero chiudere pure tutti i procedimenti sugli infortuni sul lavoro. Perché tanto il fine giustifica i mezzi e gli operai morti. Deprecabile e tragica fatalità, ma giustificata in nome del bene supremo.

La seconda affermazione che la Ferriera ha realizzato totalmente le migliorie richieste significa solo due cose. O queste non sono state realizzate, visto la mole d’inquinamento in perenne uscita dallo stabilimento, AIA o non AIA regionale, e questo pone forte una domanda finora sempre elusa anche nelle indagini della magistratura, sulla responsabilità penale e civile di chi doveva fare i controlli. Oppure queste non erano affatto le migliorie sufficienti e chi le ha indicate non aveva evidentemente la compiuta competenza per farlo.

In particolare colpisce la frase “al limite del costo ragionevole”, e sorge spontanea la domanda. “Ragionevole” per chi, e chi stabilisce quando una spesa è “ragionevole”? La risposta è intrinsecamente ovvia. “Ragionevole” per il businnes della proprietà della Ferriera.

L’ultima considerazione che la Ferriera possa emettere “legittimamente e lecitamente” una “certa quantità” di inquinanti, può al limite andare bene, se questa “certa quantità” rimane nei termini tassativi fissati dalle leggi europee ed italiane, che a partire dal prossimo anno oltretutto si dimezzeranno in senso restrittivo. E sinceramente non pare che 240 sia inferiore a 35.

Ma soprattutto non si tiene in alcun conto di una sentenza fondamentale della Corte Costituzionale, che chiamata a giudicare in un caso analogo, con sentenza del 16 marzo 1990, a rispetto degli articoli 32 (tutela della salute dei cittadini) e 41 (subordinazione della libertà d’impresa all’utilità sociale) della Costituzione, sentenzia che qualora un’impresa non abbia, o non voglia trovare, i quattrini necessari da investire per far rispettare i limiti di legge delle emissioni prodotte dal proprio stabilimento (la sopradescritta “ragionevolezza del costo”), questa deve cessare la propria attività produttiva.

A firmarla sono il fior fiore dei giudici costituzionalisti italiani: Francesco Saja (Presidente), Giovanni Conso, Ettore Gallo (Relatore), Aldo Corasaniti, Giuseppe Borsellino, Francesco Greco, Renato Dell’Andro, Gabriele Pescatore, Ugo Spagnoli, Francesco Paolo Casavola, Antonio Baldassarre, Vincenzo Caianiello, Mauro Ferri, Enzo Cheli.

Dunque perché la Procura ha atteso tanto? Perché tra l’annuncio rilasciato con una intervista a tutta pagina sul piccolo giornale in piena estate 2011 e poi replicato paro paro in agosto di quest’anno, il Procuratore Capo, o chi per lui, fa uscire solamente oggi la notizia di questa indagine dell’ASS, a quanto pubblicato parziale e datata nei tempi esaminati? Mentre viene permesso, in totale distonia con quanto invece ordinato dalle Procure di Taranto (Ilva) e Udine (Caffaro ex Snia), il proseguimento del danno alla salute di lavoratori e cittadini?

Quinto: lo “sgomento” dei sindacati e della Cgil in particolare, che segue le improvvide dichiarazioni rilasciate ieri l’altro dalla Camusso, colpevole in questo caso solo di scegliersi assai male i corrispondenti locali e di fidarsi di loro, sulla tragedia della Ferriera, farebbe sorridere se non toccasse la vita e la morte di migliaia di persone.

Dove erano in tutti questi anni? Cosa vedevano in fabbrica? Perché la proprietà ha citato le testimonianze dei sindacati (tutti meno uno che ha pure denunciato) a difesa dei suoi vertici arrestati, si ma dalle Procure di Perugia e Grosseto e dai Carabinieri del NOE di Udine, per lo scandalo dei rifiuti tossici-speciali smaltiti abusivamente?

E la “preoccupazione” espressa oggi da un Sindaco, Roberto Cosolini, che non più tardi di quattro anni fa, perso il ruolo di assessore regionale per volere elettorale, in una intervista a tutta pagina sempre e solo, e ci mancherebbe, sulle colonne del piccolo giornale, nella veste di neosegretario provinciale del PD, alla domanda: “Sulla Ferriera, tra la difesa della salute ed il lavoro, Lei cosa sceglie?” Risposta lapidaria di due parole, articolo compreso: “il lavoro”, che valore dunque può avere?

Passate dunque all’attualità scritta appunto il 21 gennaio 2008.

 

Io accuso.

Dopo quanto scritto nelle 57 pagine della delibera della Giunta Regionale, firmata dal Presidente Riccardo Illy, che rilascia l’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Servola spa proprietaria della Ferriera di Trieste e dopo quanto pubblicato dalla stampa in merito alla analoga procedura in corso presso il Ministero per l’Ambiente per il rilascio dell’AIA alla Centrale di Cogenerazione, ed ancora dopo aver letto, sul sito ufficiale della Regione FVG, la pratica istruttoria per il rilascio AIA alla Sertubi sento il dovere di rivolgere una domanda all’opinione pubblica ed alcune considerazioni.

La domanda è molto semplice: perché solo ora?

Perché dopo aver descritto così minuziosamente le assolute carenze di misure di contenimento delle emissioni e di captamento delle polveri, ed aver finalmente appreso ufficialmente da quasi due anni il pericolosissimo, per la salute dei cittadini e dei lavoratori, inquinamento in uscita costante dalla Ferriera si è atteso tutto questo tempo per ordinare l’esecuzione di queste prescrizioni che la Regione poteva benissimo deliberare in ogni momento, senza bisogno alcuno di legarle al rilascio dell’AIA, come prescrive espressamente la legge e come è stato inutilmente richiesto dal Sostituto Procuratore Federico Frezza nell’ultimo anno.

In questi giorni il Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale, il consigliere Lupieri che di professione fa il medico di base, ha ricordato che l’ultima indagine sanitaria realizzata sul territorio risale al 1982  e già allora l’incidenza di patologie tra gli abitanti dei quartieri limitrofi (60.000 persone) ed il resto della città (il rione di Chiadino) era di tre volte superiore.

Io accuso l’Azienda Sanitaria di non aver mai realizzato, a partire dalla richiesta avanzatale formalmente dal Circolo Miani in collaborazione con alcuni medici del Burlo e del Centro Tumori nel lontano 1999, l’indagine epidemiologica  a Trieste e Muggia, nonostante la nostra provincia abbia il più alto tasso di mortalità in Italia per tumori e malattie all’apparato respiratorio e nonostante le ricerche e le indagini realizzate in questi anni dai medici del Pronto Soccorso dell’Ospedale pediatrico infantile Burlo Garofalo, le pubbliche denunce annuali del primario ospedaliero di Pneumologia ed i dati resi noti dalle autorità sanitarie del Comune di Capodistria ove una percentuale di bambini (tra i 0 ed i 12 anni d’età) pari al 30 e passa per cento del totale soffre di malattie e patologie croniche alle vie respiratorie tra coloro che vivono nei paesi del costone rivolto verso il Vallone di Muggia.

Io accuso l’ARPA di non aver svolto diligentemente il lavoro di monitoraggio e controllo delle emissioni inquinanti in uscita dagli stabilimenti industriali di Trieste perché solo dopo la pubblicazione dei dati rilevati dal CIGRA dell’Università di Trieste su mandato del PM Frezza sono state finalmente prese in considerazione le misurazioni di Benzoapirene e diossine, gli inquinanti più cancerogeni prodotti dal ciclo produttivo di un impianto siderurgico mentre per anni la stessa Agenzia ha diffuso sulla stampa dati assolutamente tranquillizzanti sulla qualità dell’aria a Trieste.

Ricordo le parole pronunciate dal PM Federico Frezza nell’aula del Tribunale di Trieste in occasione dell’arringa conclusiva del primo processo, e prima condanna, contro i vertici societari e

dirigenti della Ferriera ove stigmatizzava il comportamento ostruzionistico tenuto da ASS e ARPA nei confronti delle richieste di collaborazione avanzate dal suo Ufficio.

Io accuso la Regione di aver omesso di realizzare il piano censuario del territorio regionale, con conseguente emissione di misure preventive alle aziende a rischio inquinamento, nei termini previsti dalla legge, di aver ignorato i dati sull’inquinamento forniti negli ultimi due anni da ARPA e CIGRA, di aver acriticamente sostenuto la posizione del Gruppo Lucchini-Severstal, accettando senza alcuna verifica le dichiarazioni presentate per il rilascio dell’AIA alla Ferriera, come analogamente fatto dalla Sanitas, azienda di fiducia della Servola spa per conto della Duferco per la Sertubi. Di aver assolutamente ignorato il parere ampiamente maggioritario dei cittadini interessati disattendendo tutti gli impegni pubblicamente presi, di non aver saputo in cinque anni realizzare un progetto di riuso dell’area Ferriera e di ricollocazione dei lavoratori. Di aver cercato di secretare, contro ogni dettame costituzionale e di legge, i lavori della Conferenza dei Servizi estromettendo i

giornalisti dalle riunioni senza che per altro l’Ordine regionale della categoria o la Federazione della Stampa sentissero la necessità di protestare a difesa della libertà d’informazione.

L’avvocato Spazzali ha in corso la presentazione di una denuncia verso la Regione per violazione della legge europea sui termini e nel merito del rilascio dell’AIA alla Ferriera e sarà un tribunale a deciderne le ragioni.

Io accuso la Provincia di Trieste di non aver realmente operato per dare efficacemente corpo alle nuove competenze sulla vigilanza dell’inquinamento dell’aria che dal 1 gennaio 2007 le sono state delegate per legge.

Io accuso i Comuni di Trieste e Muggia di non aver esercitato fino in fondo le possibilità che la legge per la tutela della salute da ai Sindaci in qualità di Ufficiali sanitari del territorio comunale per adottare tutte quelle misure idonee a far sospendere l’attività produttiva in presenza di un costante sforamento dei limiti di legge per le sostanze inquinanti.

Io accuso il Sindacato di aver barattato un lavoro sottopagato ed insicuro fornendo alla proprietà della Ferriera una preziosa alleanza contro il diritto alla salute, alla sicurezza ed alla certezza nel futuro dei lavoratori, portando appieno la responsabilità della insanabile rottura della solidarietà tra gli stessi ed i cittadini.

Maurizio Fogar

Presidente Circolo Miani




per Galliano Fogar

» Inviato da valmaura il 12 December, 2012 alle 2:01 pm

Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia

per Galliano Fogar 

Martedì 18 dicembre 2012, ore 15.30-18.30, presso la Biblioteca Statale di Trieste, L.go Papa Giovanni XXIII, 6

 

Nel primo anniversario della morte di Galliano Fogar, cofondatore dell’Istituto nel 1953, segretario e presidente, direttore responsabile di «Qualestoria» dalla fondazione nel 1973 fino alla Sua scomparsa.

Simbolo e memoria storica dell’Istituto, al quale ha dedicato gran parte delle sue energie. Studioso in cui il rigoroso lavoro dello storico è stato parte di un impegno civile nell’interesse della Sua città e della Sua regione, e di un sapere al di là e al di sopra degli schematismi e delle banalizzazioni.

Gian Carlo Bertuzzi (Presidente dell’Istituto), Galliano Fogar e la produzione storiografica

 Maurizio Fogar Un ricordo di mio padre

 Franco Cecotti Presentazione di una videointervista a Galliano

 Giovanni Michieli Il testamento politico di Galliano Fogar

 Tristano Matta Galliano e la Risiera di San Sabba

 Marina Rossi Galliano Fogar: una vita spesa tra ricerca e impegno civile

 Roberto Spazzali Censimento dei materiali di lavoro conservati nella stanza di Galliano

 




I piccoli camaleonti.

» Inviato da valmaura il 1 December, 2012 alle 1:00 pm

Domani, domenica, a Trieste saremo meno inquinati.

Grazie a Dio in edicola non troveremo il piccolo giornale causa sciopero dei “giornalisti” a difesa della loro categoria o, per meglio dire, “corporazione”. Già perché l’Italia è l’unico paese democratico al Mondo che abbia un “ordine dei giornalisti” non a caso messo su da Mussolini, che bisogna riconoscerlo di giornali e giornalisti se ne intendeva, per meglio controllare (più comperando che censurando) la categoria.

A Trieste il quotidiano locale veleggia oramai stabilmente sulle 34.000 copie “diffuse”, come scrive nel tamburino, che tradotto vuole dire “stampate” e dunque non vendute, perché da questa cifra vanno sottratte le copie date in resa dagli edicolanti che fanno bella mostra di se sui bancali della Litoranea (agenzia distributrice) in quel di Monfalcone, ogni giorno dopo in attesa di essere mandate al macero.

Di questo totale fanno parte le copie delle edizioni di Gorizia, Monfalcone ed Isontino, e quelle destinate ad essere distribuite gratis, ma pagate con i soldi della nostra Repubblica, cioè da noi, in Istria. Poi ovviamente c’è l’edizione di Trieste. Dunque fate voi i conti di quale è la reale vendita del giornale nella nostra città e capirete perché dall’acquisto del quotidiano da parte del Gruppo Finegil (Repubblica-Espresso), a Trieste si è assistito ad un valzer di direttori. Tutti spediti qui con l’unico obbiettivo di arginare l’emorragia di copie invendute; dunque tra poco, c’è da presumere, assisteremo ad un altro “giro”, presumibilmente dopo le prossime elezioni regionali.

In quanto ai “scioperi” dei “giornalisti” in questi anni hanno avuto come unica mira la difesa dei contratti di categoria, mai uno a tutela dei diritti dei cittadini-lettori vittime quotidiane di una disinformazione che in Italia non ha paragoni. In un giornale dove i tre quarti dei pezzi, in cronaca, cultura e sport, sono firmati da collaboratori esterni pagati un bianco e nero. Basta contare ogni giorno le firme o sigle che compaiono in calce agli articoli ed il gioco è fatto.

Quando si dice coerenza, neh!

In questi giorni sta tenendo banco la vicenda del/dei rigassificatori. Vicenda portata all’attenzione dell’opinione pubblica, allora totalmente censurata dalla stampa locale, dal Circolo Miani nel 2005/6 che organizzò le prime conferenze, le prime manifestazioni a Trieste e cercò una prima collaborazione con il Comune di Capodistria.

Il comportamento della politica, ma anche degli industriali, per non parlare appunto dell’informazione, in questi anni è stato tale che il camaleonte appare un esemplare di coerenza insuperabile.

Liquidiamo subito la Confindustria, il cui presidente fa sembrare Amleto un modello di decisionismo. Razeto infatti prima di assumere l’attuale incarico in una lunga intervista tutta pagina del piccolo giornale locale, come si usa da quelle parti genuflessi con i potenti, dichiarò con piglio cesareo che la Ferriera era incompatibile con Trieste e che dei rigassificatori neanche parlarne per i ben noti motivi di sicurezza. Da quando fu chiamato a rappresentare la categoria, formata più da piccoli imprenditori, oggi anche un edicolante lo è, che da industriali dichiarò esattamente l’opposto, sempre sulla stampa nella posizione di cui sopra. Ovvero che la siderurgia era strategica per Trieste (Ferriera) e che di rigassificatori ce ne volevano almeno due.

Pertanto lezioni da questo dipendente della Wärtsilä, seppure il più alto in grado, non è proprio il caso di accettarle. Peccato che in questi anni nessun “giornalista”, appunto, glielo abbia mai ricordato.

La politica. Qui è lo scaricabarile a dettare la linea, oltre ad una memoria cortissima.

A volere, vellicare e incoraggiare la costruzione dei due impianti (uno a Monte San Pantaleone-Zaule, l’altro nel Golfo tra Trieste e Grado) fu la maggioranza di centrosinistra che allora governava la Regione con Presidente Illy e Cosolini Assessore. C’è una foto che dice meglio di tanti discorsi: in essa sono ritratti mezza Giunta con in testa Illy e Sonego (PDS-DS-PD) che brindano con i vertici di Endesa e l’AD della Friulia (finanziaria della Regione) all’ingresso della stessa società nell’operazione Endesa.

Per capire la statura di Lodovico Sonego, il più arrogante tra gli assessori regionali del quinquennio 2003/2008, e compagno di partito e giunta di Roberto Cosolini, basti citare la frase con cui pubblicamente rinunciò ad una candidatura, da lui per anni ricercata e costruita, alle ultime elezioni europee per un seggio a Strasburgo: “Non c’è trippa per gatti”. La nobile politica, l’umile servizio a favore dei cittadini, in questo caso italiani ed europei, venne così efficacemente espressa dall’uomo di “sinistra” che si vedeva negare la certezza del cadregone. Un idealista, senza ombra di dubbio!

Dunque la responsabilità della scelta ricade tutta sul centrosinistra e qui un’altra foto, sempre sulla stampa locale, tratteggia meglio ed aiuta a ricordare, ritrae un Pierluigi Bersani passeggiante per le rive di Trieste attorniato dai dirigenti locali del suo partito, che dichiara, sui rigassificatori: “I triestini dovranno farsene una ragione, e beccarsene almeno uno”.

Commenti? Mi pare si sia detto tutto.

No, tutto no: per la verità ci ha pensato pure il non assessore all’ambiente (tutto rigorosamente minuscolo) dell’attuale Giunta comunale, Umberto Laureni, a dichiarare che sui rigassificatori due erano troppi, ma che uno, quello nel Golfo si poteva fare. A SEL, il suo partito, poche idee ma ben confuse.

Ma non è che Tondo ed il centrodestra in questi anni possano cavarsela scaricando tutto sulla loro controparte politica. Primo perché fu l’allora suo sindaco, Dipiazza del PDL, a fantasticare sulle “royaltes” (tasse e balzelli) che Gas Natural avrebbe pagato al Comune ed al businnes dell’Acegas-Aps nella vicenda di Zaule. E dunque ad incoraggiare la multinazionale iberica a proseguire nel progetto anche se per la verità sottoscrisse con La Tua Trieste, la lista civica dei Comitati di Quartiere, un testo scritto di suo pugno dove si impegnava, se rieletto Sindaco, cosa che avvenne nel 2006, ad indire un Referendum cittadino per far scegliere ai triestini se fare o meno gli impianti di rigassificazione. Come è andata lo hanno visto tutti: “fatta la festa gabbato lo santo” e referendum scomparso.

Quanto alla Giunta Tondo che di pastrocchi in campo ambientale ne ha fatti a bizzeffe a partire da quel “se eletto Presidente una settimana dopo chiudo la Ferriera”, correva l’anno 2008, appunto, nulla è cambiato, in questi quasi cinque anni, e 256 settimane, rispetto all’indirizzo deciso dalla Regione governata da Illy.

In queste ultime convulse giornate di dichiarazioni dei vari rappresentanti politici di Provincia e Comune, che per altro a quella recita della Conferenza dei Servizi regionale che ha dato il via libera alla costruzione del rigassificatore di Zaule non hanno saputo – o voluto ? – fare l’unica cosa efficace: ovvero alzarsi ed abbandonare la riunione in corso, visto il chiaro andazzo, e visto che l’unanimità richiesta nel parere finale vale non per i presenti al momento della decisione ma per i componenti della stessa Conferenza, si è udito di tutto e di più.

Peccato che a strillare fosse ad esempio quel tale Zollia, oggi assessore all’ambiente in Provincia, e che in passato diresse così efficacemente, per la Lucchini si intende, l’assessorato regionale all’Ambiente tanto da finire pure indagato, assieme appunto al suo più fidato collaboratore, quel funzionario Gubertini oggi da lui additato come il violentatore regionale. Che l’allievo abbia superato il maestro resta da vedere, certo la comicità della vicenda è indiscussa, peccato che nessuno abbia interesse a ricordarla, “giornalisti” del piccolo giornale in testa.

PS: nei primi anni sessanta la RAI, in bianco e nero e sull’unico canale esistente, trasmetteva dei meravigliosi sceneggiati tratti da alcuni importanti romanzi ed interpretati dai migliori attori del teatro, e anche cinema, italiani. Tra questi memorabile seguito de “I Giacobini”, fu l’insuperato “I grandi camaleonti” e che vide tra i protagonisti Giancarlo Sbragia, Tino Carraro, Raul Grassilli e Valentina Cortese.

Nulla a che vedere con la statura appunto degli attuali “piccoli camaleonti”.




Parole sante!

» Inviato da valmaura il 22 November, 2012 alle 3:01 pm

Dopo le dichiarazioni di Umberto Laureni siamo nella farsa più completa.

Una persona coerente avrebbe ritenuto doveroso accompagnarle con il gesto più ovvio: le dimissioni da non assessore all’ambiente, quale lui stesso ha ammesso di essere stato in questi quindici e passa mesi dall’insediamento della nuova amministrazione comunale. Non lo ha fatto e questo rimane casomai un problema suo, del suo partito, SEL, e del Sindaco Cosolini.

Ma le parole, i tempi ed i modi in cui la vicenda si è aperta, assieme alla disarmante constatazione che questa amministrazione comunale, ma vale come chiamata di correità anche per Provincia e Regione, ed in generale per tutta la classe politica, sindacale, industriale, insomma dirigente di Trieste, non ha un’idea di sviluppo della città, imporrebbero dimissioni collettive che, lo sappiamo bene, non avverranno mai.

Dire oggi che come Circolo Miani questo lo avevamo detto e predetto da mesi quando non da anni, serve solo a modesta consolazione. Così come da oltre dieci mesi avevamo richiesto pubblicamente che Laureni abbandonasse un ruolo di assessore per il quale non ci azzeccava per nulla. Lo trovate scritto in tanti articoli su questo nostro sito. Come avevamo ritenuto una pericolosa presa in giro, per l’opinione pubblica si intende, il credito accordato al suo operato dalle associazioni cosiddette ambientaliste ma che da anni sono sigle che rappresentano al massimo una o due persone. E che fino a poche settimane fa hanno continuato, con la compiacenza di una stampa che nemmeno nella Bulgaria del compagno Popov, che la Pravda era cosa più seria, a tessere le lodi del suo operato, ampiamente ed interessatamente ricambiate dallo stesso.

Non staremo dunque qui a ripetere cose già scritte e dette fin dal 1998: chi ha cervello, voglia di capire, di conoscere e, magari perché no, di imparare può sfogliare le centinaia di pagine del nostro sito giornale online. Anche perché noi, come cita una massima di Arthur Bloch riteniamo di “Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza”.

Sulla Ferriera-Sertubi avevamo presentato l’unico piano di riconversione percorribile, praticabile e realizzabile, e non da oggi ma a partire dal 2004 fino ai giorni nostri. A Napoli, per l’Ilva di Bagnoli lo hanno fatto ed oggi i dipendenti sono decuplicati, dai 600 che erano alla chiusura di quella Ferriera. Lo abbiamo presentato e ripresentato in questi anni in tutte le occasioni e sedi, anche nel 2005 a quel Tavolo regionale sulla riconversione dello stabilimento guidato dall’allora Assessore Regionale Roberto Cosolini, vi dice niente questo nome? E’ lo stesso sindaco di Trieste che oggi addossa la colpa alla Regione per non aver fatto nulla in questi dieci anni, di cui cinque a sua guida e del suo partito. Amnesie? Certo sa di poterlo pubblicamente dire, e di farla franca,  perché in queste lande non esiste il mestiere del giornalista che ricordi, che confuti, che denunci, e che soprattutto informi, invitando i cittadini-lettori ad usare la loro memoria.

L’unica consolazione in questo è che la voce del padrone locale oramai è scesa stabilmente sotto un numero di copie vendute che non ha paragoni in tutta la sua storia.

Che la Sertubi fosse una fabbrica nata, nell’ottobre del 2000, morta lo avevamo detto prima che aprisse i cancelli e non perché dotati di particolare doti divinatorie, ma perché i numeri stavano lì a dimostrarlo. Bastava volerli vedere e soprattutto leggerli. Non lo hanno fatto, sindacati compresi, ed oggi la situazione, dei posti di lavoro parliamo, è persa. Lo avevamo anche qui scritto e riscritto, ma nessuno ci ha risposto ed oggi non serve più.

Sulla Ferriera idem, oramai è questione di settimane, tempo trascorso inutilmente tra le sofferenze di decine di migliaia di persone, tra Muggia e Trieste, costrette a soffrire e ad ammalarsi, quando non morire, per il devastante inquinamento di questi ultimi quattordici anni, lavoratori compresi. Ma lo pensate, questi che gran parte dei triestini ha votato e pagato, fino alle ultime elezioni amministrative del 2011 dove il 51% di loro non lo ha più fatto, ma nessuno oltre a noi ha voluto rilevarlo, per QUATTORDICI ANNI, e 28 tavoli politico-istituzionali, non sono stati capaci di fare nulla, di proporre alcunché, se non di lavorare sotto dettatura delle proprietà bresciane prima, e russe poi.

E oggi, senza il minimo pudore e rimorso, lo ammettono pure facendo il giogo dello scaricabarile tra centrosinistra e destra.

Sul vecchio Cuore, l’insuperato verde giornale di satira diretto da Michele Serra, c’era una rubrica dal titolo che ben rappresenta questa nostra realtà: “Hanno la faccia come il culo”.

Parole sante, appunto.




Il fallimento.

» Inviato da valmaura il 23 October, 2012 alle 1:19 pm

Certo della Lucchini prima, di Severstal poi e delle banche ora, insomma della Ferriera con annessa Sertubi, una fabbrica nata morta nel 2000.

Ma stava tutto scritto, annunciato fin dal 1995 quando la Lucchini prima di firmare l’acquisto della Ferriera attese la firma-concessione di Governo ed Enel per il vero ed unico businnes triestino: quello dell’energia elettrica prodotta dalla costruenda Centrale di Cogenerazione.

Lo avrebbero capito tutti meno quelli che avevano il dovere di capire: ovvero la classe dirigente (sic!), politica ed industriale, ma anche sindacale.

Tutto quello che è successo dopo non è altro che una conseguenza di allora. E per i sordi o i disattenti la conferma inequivocabile venne nel 2001 dalla richiesta della proprietà, e sottolineo la parola proprietà, di chiudere la Ferriera nel 2009, poi procrastinata ad un improbabile 2015.

Da allora quanti anni sono passati? Undici e mezzo dal 2001, se vogliamo tener conto della data più recente. Quanti “Tavoli istituzionali” sono stati allestiti in questi anni da Regione, Provincia e Comune? Ventotto, ed è una stima per difetto che non tiene conto di quelli governativi. Risultati? Lo zero assoluto.

Undici e passa anni poi di silenzi ed inerzie da parte di tutti coloro che avevano il compito di controllare le devastanti emissioni inquinanti dello stabilimento e di tutelare la salute di triestini, muggesani e lavoratori. Un vergognoso disastro che è costato sacrifici, malattie e morti a tanta troppa brava gente. Una qualità della vita schifosa per decine di migliaia di concittadini, altro che i mille contati uno ad uno dal sindaco, oppure il “singolo caso di tumore in più ogni tredici anni” come recita senza arrossire il vertice dell’ASS. Peccato che non legga neppure i libri bianchi annuali pubblicati dal Ministero della Sanità che assegnano alla nostra provincia il primato per mortalità da tumori, ogni anno, direttore Samani, e non ogni tredici. Ed allora perché non fate finalmente quella tanto richiesta da noi e dal 1998 per giunta, indagine epidemiologica sulla popolazione della nostra provincia?

I protagonisti politici e dirigenziali sono stati sempre gli stessi. In questi anni le medesime facce, gli stessi nomi si sono alternati alla guida di Regione, Provincia e Comune.

Non hanno fatto nulla, questa è la semplice, vera, nuda e cruda realtà. Anche quando non esisteva alcuna crisi economica, quando purtroppo i soldi pubblici in questo Paese venivano sperperati nel modo in cui tutti sappiamo.

In più qui hanno goduto, costoro, della complice copertura di una stampa, che chiamarla informazione è troppo, scritta e radiotelevisiva, che ha sempre e solo, almeno a partire dal 2001, difeso a censura tratta il potere di chi stava al governo.

Ora parlano di un piano “da fare subito”, gli stessi che in oltre un decennio non sono stati capaci di fare niente. Ed ancora continuano, sindacalisti compresi, a vaneggiare di continuare la produzione siderurgica, di migliorare degli impianti che cadono a pezzi e buoni solo per venderli come ferraglia un tanto al chilo, di “investitori e compratori” fantasma.

Si accorgono ora, tanto vale un Tajani in Europa, mentre la Serracchiani da tempo risulta non pervenuta, più impegnata nel suicidio del suo partito, il PD, o a dare la scalata alla Regione, che l’Unione Europea non caccia euro a sostegno di una siderurgia in crisi.

Ebbene c’è qualcosa di insultante in tutta questa pantomima, perché in realtà in Europa i soldi per la riconversione della “produzione a caldo”, ovvero di quella siderurgica, in altro, ci sono, eccome.

Ma appunto bisogna smetterla di continuare a difendere una cosa indifendibile come quello che producono Ferriera e Sertubi.

E’ come se un assetato si trovasse davanti a due grandi bocce di acqua minerale, e continuasse a girare il rubinetto di quella gasata, desolantemente vuota da tempo, e preferisse morire di sete invece di aprire il rubinetto di quella accanto, piena di rigogliosa e fresca acqua naturale.

Nel 2004 il Circolo Miani presentò insieme ad altri alla Stazione Marittima prima e poi da solo all’ennesimo Tavolo della Regione, quello, ironia della sorte, guidato dall’allora assessore regionale illyano Roberto Cosolini, con Bassa Poropat e Dipiazza tra i commensali, attuale sindaco di Trieste, un piano che era in corso di realizzazione in quel di Napoli. Che aveva portato alla chiusura e riconversione della Ferriera dell’Ilva di Bagnoli, ben più grande della nostra, e ricorrendo agli specifici fondi europei, in vigore fino a metà del 2016, decuplicato i posti di lavoro (da seicento a seimila). Un progetto di cui bastava copiare il percorso normativo in una situazione pressoché identica di partenza, poi a decidere cosa metterci al posto della siderurgia Trieste poteva scegliere, anche se puntare su attività legate alla portualità non sembrava essere molto difficile.

Lo abbiamo proposto e riproposto in questi anni. Inutilmente. E non perché, questo è veramente il colmo triestino, qualcuno avesse qualcosa altro da suggerire. Il nulla, e di fronte a ciò, nonostante ciò si sono sempre rifiutati di prenderlo in considerazione. E ora, anche quel piccolo giornale che solo recentemente lo ha nuovamente oscurato cancellando l’ennesima conferenza stampa di presentazione fatta dal Circolo Miani, parlano di “piano da fare subito”.

Per fortuna ci ha pensato Telequattro, a cui la nuova proprietà, Reteveneta, ha portato nuova vita ed un nuovo autorevole direttore, e di cui alleghiamo il servizio televisivo di presentazione del piano di Bagnoli Futura, con l’illustrazione di Maurizio Fogar. Per vederlo basta cliccare sul link: http://youtu.be/DfL83rxYkOU





« PrecedentePagina 1Pagina 2Pagina 3Pagina 4Pagina 5Pagina 6Pagina 7Pagina 8Pagina 9Pagina 10Pagina 11Pagina 12Pagina 13Pagina 14Pagina 15Pagina 16Pagina 17Pagina 18Pagina 19Pagina 20Pagina 21Pagina 22Pagina 23Pagina 24Pagina 25Pagina 26Pagina 27Pagina 28Pagina 29Pagina 30Pagina 31Pagina 32Pagina 33Pagina 34Pagina 35Pagina 36Pagina 37Pagina 38Pagina 39Pagina 40Pagina 41Pagina 42Pagina 43Pagina 44Pagina 45Pagina 46Pagina 47Pagina 48Pagina 49Pagina 50Pagina 51Pagina 52Pagina 53Pagina 54Pagina 55Pagina 56Pagina 57Pagina 58Pagina 59Pagina 60Pagina 61Pagina 62Pagina 63Pagina 64Pagina 65Pagina 66Pagina 67Pagina 68Pagina 69Pagina 70Pagina 71Pagina 72Pagina 73Pagina 74Pagina 75Pagina 76Pagina 77Pagina 78Pagina 79Pagina 80Pagina 81Pagina 82Pagina 83Pagina 84Pagina 85Pagina 86Pagina 87Pagina 88Pagina 89Pagina 90Pagina 91Pagina 92Pagina 93Pagina 94Pagina 95Pagina 96Pagina 97Pagina 98Pagina 99Pagina 100Pagina 101Pagina 102Pagina 103Pagina 104Pagina 105Pagina 106Pagina 107Pagina 108Pagina 109Pagina 110Pagina 111Pagina 112Pagina 113Pagina 114Pagina 115Pagina 116Pagina 117Pagina 118Pagina 119Pagina 120Pagina 121Pagina 122Pagina 123Pagina 124Pagina 125Pagina 126Pagina 127Pagina 128Pagina 129 • Pagina 130 • Pagina 131Pagina 132Pagina 133Pagina 134Pagina 135Pagina 136Pagina 137Pagina 138Pagina 139Pagina 140Pagina 141Pagina 142Pagina 143Pagina 144Pagina 145Pagina 146Pagina 147Pagina 148Pagina 149Pagina 150Pagina 151Pagina 152Pagina 153Pagina 154Pagina 155Pagina 156Pagina 157Pagina 158Pagina 159Pagina 160Pagina 161Pagina 162Pagina 163Pagina 164Pagina 165Pagina 166Pagina 167Pagina 168Pagina 169Pagina 170Pagina 171Pagina 172Pagina 173Prossima »


MeteoSat
Previsioni Oggi Previsioni Domani Previsioni DopoDomani
Copyright © 2005 by Circolo Miani.
Powered by: Kreativamente.3go.it - 19 February, 2019 - 2:07 am - Visitatori Totali Nr.