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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Parco del Mare? Ma BASTA!
Sono 14, quattordici, anni che il presidente a vita della Camera di Commercio ed altre cose, ci frantuma i santissimi con questa telenovela di un Parco, quello del Mare, che ha già cambiato cinque destinazioni, insomma un progetto..
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Buona Pasqua dal capo delle brigate proletarie verdi.
Ovvero dal Rosario al Mitra. Ora capiamo che espellere i “600.000 clandestini” come promesso dal “capitano” leghista in campagna elettorale era una bufala, ma si sa gli elettori sono di bocca larga: se hanno creduto..
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*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 129

Vengo con il TG, ma da Strada naturalmente.

» Inviato da valmaura il 4 December, 2013 alle 10:12 am

Terza edizione Venerdì 6 dicembre, Portici di Chiazza inizio Viale XX Settembre, alle ore 17 e fino alle 20, in onore di San Nicolò il TG da Strada condotto da Maurizio Fogar e curato dal Circolo Miani, e di cose da informare ce ne saranno … http://www.youtube.com/watch?v=G_l7whXCmz0




Le parti in commedia. Peccato che sia tragedia.

» Inviato da valmaura il 3 December, 2013 alle 2:42 pm

Ecco immancabili i commenti sul fiume carsico che si chiama Ferriera.

Esiste e colpisce almeno dal 1998 (ci riferiamo al devastante inquinamento prodotto da allora e ben superiore a quello dei decenni precedenti), ma ne parlano a singhiozzo, o proprio quando ne sono costretti e non ne possono fare a meno. Per il resto a sopire, d’altronde, ci pensa la stampa, scritta e radiotelevisiva, fatto che aiuta a capire perché l’Italia per libertà e qualità d’informazione nelle classifiche mondiali sia praticamente agli ultimi posti, pure dietro l’Uganda, che non è proprio un bel apparire.

Così il piccolo giornale riscopre con quasi sette anni di ritardo i risultati di una ricerca curata allora dal Cigra e che il Circolo Miani e Servola Respira presentarono in ripetute conferenze stampa e pubblicarono nel 2007 sul sito giornale www.circolomiani.it. Ovviamente il giornalino si guardò bene dal riprendere la notizia, semplicemente la ignorò negando ai lettori e ai triestini, intesi come provincia, notizie vitali, è proprio il caso di dirlo, e censurò sistematicamente Circolo Miani e Comitati di Quartiere, quelli veri.

Così la politica di ogni stampo e colore che di Ferriera con annessi e connessi si occupa solo quando succede qualcosa di eclatante, per il resto zitti e nisba, come se la partitocrazia fosse di per se un salvagente contro tumori e malattie: proprio intelligenti.

Quanto emerge oggi non è cosa assolutamente nuova, e chi ha frequentato anche solo una manifestazione od assemblea promossa in questi ultimi quindici anni dal Circolo Miani lo sa perfettamente. Dal 1998 in poi lo abbiamo detto e scritto, vedersi pure i primi servizi sempre sul nostro sito giornale, assieme ai medici del Burlo e del Centro Tumori, che già avevano prodotto nei loro campi ricerche con dati analoghi quando non peggiori di quelli “scoperti” solo oggi. Tanto da chiedere, era il novembre del 1998, pensate 15 anni esatti fa, all’Azienda Sanitaria triestina di fare una indagine epidemiologica sul territorio di tutta la nostra provincia anche per capire le cause e le origini di quel primato nazionale per mortalità da tumori che Trieste detiene saldamente da anni.

Ci hanno sempre risposto picche, nella più completa indifferenza di politica, sindacato, confindustria (si anche gli imprenditori crepano di cancro) e stampa. Ma anche la magistratura, in particolare la Procura di Trieste ha dato ben poco peso e sostanza a queste pubbliche denuncie, che poi erano null’altro che notizie criminis, come si dice in gergo, ed i cui dati uscivano già sette e passa anni fa chiari e netti anche dagli studi e dalle analisi dei consulenti della … Procura!

Pertanto non possiamo che confermare quello da noi scritto nel titolo del nostro pezzo di ieri: “Troppo poco, troppo tardi, con troppa poca credibilità”. E’ forse un caso unico in Italia, che la sfiducia nell’operato della giustizia a Trieste sia pari, se non perfino superiore, a quella che i cittadini provano nei confronti di politica e istituzioni: vedi Regione, Provincia, Comune, Arpa, Ass, e poi si domandano, giusto per lo spazio di un mattino e di un titoletto in cronaca, come mai alle ultime elezioni regionali di quest’anno a Trieste gli elettori sono stati appena il 41%. Insomma 6 cittadini su 10 non sono andati a votare.

Ma recuperiamo pure i commenti, i primi che ne seguiranno altri, che il pudore ed il senso del ridicolo non albergano in queste lande, di amministratori vari sul piccolo giornale sempre prodigo di spazio per la politica e la pubblicità a pagamento.

L’assessore all’ambiente (?) del comune ci ha informati per la quarta volta in più di un mese che l’inchiostro dell’ordinanza-invito alla Ferriera pare finalmente essersi asciugato e che dunque il sindaco si, il condizionale e d’obbligo, accingerebbe, nelle vesti di Ufficiale Sanitario, a firmarla. Aspettavano ancora qualche giorno e la Ferriera chiuderà naturalmente per mano della fallita proprietà. Non pago il signore di cui sopra si affanna a difendere il “calo” delle emissioni di BenzoApirene che si sarebbe, qui il condizionale è vieppiù di rigore, verificato nel mese di settembre. Che semplicemente il vento abbia tirato in altra direzione, dove non ci sono controlli, non lo sfiora nemmeno. Anche perché da “tecnico” avendo lavorato una vita nel servizio Medicina del lavoro dell’ ASS, allora USL, quando parla di certe cose non ha nemmeno l’attenuante dell’ignoranza che primeggiava invece nei suoi predecessori al Comune.

Poi s’aggancia al carro - venghino venghino siore e siori – pure la sua omologa in Regione che rassicura i triestini, che stanno “monitorando” e “seguendo giorno per giorno” la situazione Ferriera. Ecco allora siamo tranquilli, infatti visti i brillanti risultati eravamo un tanticchia preoccupati, peccato che usi le stesse parole di Tondo, De Anna, Lenna, Moretton e via risalendo indietro nei lustri. Certo non si può dire che abbiano molta fantasia.

Ma attenzione la signora senza volerlo mette una pietra tombale sopra le insensate speranze di chi confidava in un miracolo del cav. di Cremona, Arvedi Giovanni, lasciandosi sfuggire l’ammissione che di soldi pubblici da investire sul progetto non c’è nemmeno il becco di un quattrino, a Trieste, in Regione ed a Roma.

Insomma niente di nuovo, solo la conferma di quanto da noi detto e scritto in tutti questi anni.

Peccato solo che nessuno voglia riconoscerlo e che incapaci di affrontare questa tragedia riescano solo ad impegnarsi nel tentativo di far chiudere il Circolo Miani, privando Trieste del principale strumento di partecipazione sociale e di difesa degli interessi dei cittadini in questi ultimi 33 anni, chissà sarà la coincidenza degli anni di Cristo a spingerli a lapidarci.

Dovremmo esserne orgogliosi visto che indiscutibilmente siamo stati gli unici a vederla giusta, ed invece no, siamo tristi ed incazzati. Per il destino dei lavoratori, che va detto poco hanno fatto per evitarlo, ma soprattutto per la salute persa e la qualità della vita pessima che decine di migliaia di persone hanno dovuto subire per i decennali ritardi e le incapacità di chi ci governa. E per i mancati controlli, non dimentichiamolo.

Già 83 operai morti di tumore dal 2000 ad oggi dentro la Ferriera, ma … e fuori?

Qualcuno vuol risponderci?




Troppo poco, troppo tardi, con troppa poca credibilità.

» Inviato da valmaura il 1 December, 2013 alle 2:43 pm

Lo avrete capito stiamo parlando della conferenza stampa tenuta, motu proprio, ieri mattina dal Sostituto Procuratore, momentaneamente reggitore della Procura di Trieste, Federico Frezza.

Lette le carte, cinque cartelline, presentate dal magistrato abbiamo resistito alla tentazione di commentarle passaggio per passaggio, perché altro in realtà non sono che ripetizioni di fatti già noti e di considerazioni che già da lungo tempo abbiamo confutato negli articoli sul nostro sito giornale oppure negli interventi pubblici.

Ci limitiamo pertanto, al fine di non annoiare i pochi o tanti lettori, ad alcune considerazioni generali.

Partiamo dall’iniziativa di Frezza di convocare una conferenza stampa su indagini in corso o, peggio ancora, appena aperte. Una anomalia rilevante perché, lo ricorderete, quando vediamo sui telegiornali fatti consimili, con inquadrati i magistrati e gli ufficiali di Carabinieri, o Polizia, o Guardia di Finanza, quasi sempre con alle spalle la classica lavagna con affisse le foto degli arrestati e magari sul tavolo le armi o la droga sequestrate, queste conferenze stampa si tengono sempre per annunciare la fine di una operazione, i risultati ottenuti (gli arresti, i sequestri di corpi di reato, e così avanti). E questo abbastanza comprensibilmente per non avvantaggiare i sospettati, le persone oggetto di indagini e di conseguenza pregiudicare le stesse fornendo alla difesa, qui rappresentata dall’avvocato Borgna, esponente di spicco del PD, notizie utili per le contromisure del caso.

Seconda considerazione. Il contenuto di questa iniziativa di Frezza appare più mirato a rispondere a quanto sollevato da mesi ed anni, ma ultimamente, ed a partire dal servizio apparso in gennaio scorso su Repubblica, con maggiore frequenza ed intensità, dal Circolo Miani e da Servola Respira che ad altro, anche se il magistrato inquirente si guarda bene dal menzionarli. Infatti non contiene alcuna sostanziale novità rispetto a quanto dichiarato nei mesi ed anni scorsi alla stampa dallo stesso Sostituto Procuratore.

Terzo aspetto. Nelle cinque cartelline, oltre a involontariamente confermare l’inadeguatezza della Perizia Boscolo, scelto come consulente della Procura dallo stesso Frezza anni fa, una perizia che si basava su calcoli teorici non tenendo sostanzialmente conto dello stato di funzionamento di impianti da tempo a fine corsa produttiva, si smantella l’efficacia, dopo quasi sei anni dalla concessione regionale ed a pochi mesi, meno di tre, dalla sua scadenza di quella Autorizzazione Integrata Ambientale che si basava proprio sulla perizia del consulente Boscolo. E ciò nonostante si riconosce che quanto da anni segnalato e denunciato da Circolo Miani e Servola Respira sulle ragioni tecniche delle emissioni inquinanti dagli impianti in via di sfacelo erano tutte sostanzialmente corrette e fondate.

Quarto caso. Si riconosce che le PA, come le definisce Frezza, ovvero le istituzioni preposte ai controlli ed al rispetto delle norme di legge a tutela della salute per tutti, lavoratori e cittadini, e non solo i servolani ma per lo meno anche i muggesani, i chiarbolani, i residenti a Campi Elisi e Monte San Pantaleone-San Sabba e non ultimi i valmauriani, sono state per lo meno “inadeguate”, così come le centraline di monitoraggio, tutte meno una, degli inquinanti.

Ed anche qui non capiamo dove stia la novità. I dati delle centraline dei consulenti della Procura in tutti questi anni e per i periodi di riferimento hanno sempre fornito dati fortemente discordanti da quelli pubblicati dall’ARPA e tratti dalle centraline ufficiali poste molte volte a pochi metri da quelle posizionate dal consulente della Procura.

Caso mai ci sarebbe da domandarsi come tutto ciò non abbia destato l’interesse della Procura ad attivare procedimenti di indagine contro fatti che indubbiamente potevano contenere diversi ipotesi di reato. Ma, giova qui ricordarlo, è dal luglio 2011 che il predecessore titolare di Frezza (Dalla Costa), aveva annunciato con intervista a piena pagina sul piccolo giornale l’apertura di un fascicolo, di una indagine, sui “mancati controlli dei controllori”. Lo aveva ripetuto, sempre il Capo della Procura di allora, e sempre in luglio ma del 2012, e sempre ad una pagina sul solito piccolo giornale, un anno dopo. Oggi sono passati oltre due anni e mezzo e di quel fascicolo di indagine che ci dice la Procura? Che fine ha fatto?

Quinta considerazione. Non si trova traccia nelle cose scritte e dette da Frezza della discarica abusiva di decine di migliaia di tonnellate di loppa, lo scarto tossico di lavorazione dell’Altoforno, creata nella Ferriera, lato mare, né delle 240.000 tonnellate di rifiuti speciali, cioè tossici, accatastati negli anni nello stabilimento. Lo ha pubblicamente confessato, e quantificato, uno dei responsabili in qualità di ex direttore degli impianti, pochi giorni fa sul piccolo giornale (dichiarazioni di Rosato al Piccolo). Sono le stesse ipotesi di reato per le quali la magistratura, dunque non solo la Procura, di Taranto ha spiccato diversi ordini di arresto, a partire dal Presidente di quella Provincia, e dei vertici dell’Ilva, oltre a sequestrare aree ed impianti alcuni mesi fa.

Sesto fatto emerge in tutto lo scritto del Procuratore facente funzioni una preoccupazione ad immedesimarsi in un ruolo più di consulente della proprietà della Ferriera (ieri la bresciana Lucchini, indi la russa Severstal, oggi le banche creditrici ed il commissario liquidatore) che indica soluzioni, attraverso sempre il Boscolo, ed interventi manutentivi o investimenti (ingenti) per l’acquisto delle mitiche “migliori tecnologie possibili” dimenticando che lo stato di vetustà e rovina degli impianti li rende incompatibili con queste ultime e che soprattutto lo stato comatoso e fallimentare della proprietà, dove la Ferriera perde tre milioni di euro al mese, esclude ogni possibile investimento.

Anzi poiché lo stesso Frezza ritorna a scrivere che i costi di questi interventi delle non meglio identificate “direttive europee” prescrivano siano fatti compatibilmente e ragionevolmente alle possibilità di bilancio della proprietà, qui fallita e piena solo di debiti miliardari, di cosa scusate stiamo, anzi sta parlando? Del libro dei sogni o della letterina a Babbo Natale?

Ma stupisce poi la pervicacia della Procura a non ricordare quanto scritto nella nostra Costituzione, e precisamente negli articoli 32 (la tutela della salute come bene supremo) e 41 (l’iniziativa economica privata è libera ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o arrecare danno alla sicurezza ed alla dignità umana). E specificatamente sul caso che ci riguarda in una sentenza della Corte Costituzionale di data 7 marzo 1990 dove si conferma che la tutela della salute non può in nessun caso essere sottoposta a considerazioni economiche “ragionevolezza di costi e bilanci societari”. Se un privato non riesce finanziariamente a riportare le emissioni inquinanti entro i termini di legge, deve semplicemente e subitaneamente cessare l’attività.

E perché ciò non è avvenuto a Trieste? Lo chiediamo dal 1998 ed ancora attendiamo risposta.




Maurizio Fogar, l'intervista.

» Inviato da valmaura il 16 November, 2013 alle 1:33 pm

TriesteOggi TV. L’intervista a Maurizio Fogar.

La potete vedere cliccando su  http://www.youtube.com/watch?v=hZQv3ICS6CU&hd=1 per la prima parte. 

E su http://www.youtube.com/watch?v=4EonR8wDQ70&feature=c4-overview&list=UUaZJwEEsOV2zZAcfJH6AkwQ&hd=1 per la seconda.




La legge del Menga.

» Inviato da valmaura il 1 November, 2013 alle 2:20 pm

Appena votata in Consiglio Regionale, fresca fresca di unanimità, tutti felici, d’amore e d’accordo.

La conoscete no? Chi c’è l’ha nel c… se lo tenga, recita pressappoco così.

Chi ha avuto, ha avuto; e chi ha dato, ha dato. Ma nel nostro caso continua sempre a dare in salute, qualità della vita schifosa e si sente prendere pure per le natiche da un voto consiliare dove spiccano, e non poteva che essere così, i commenti entusiastici di politici del calibro del Dipiazza, dell’ex, ex, Edera o del piddino Codega, un cui intervento-commento nel corso di una pubblica audizione, è tutto agli atti del Consiglio, sulle norme antiBenzoApirene dovrebbe essere citato nei manuali quale esempio di arrogante ignoranza. Ma per fortuna c’erano gli occhi di un gruppuscolo a vegliare, meglio noto in passato, cioè fino a ieri, come i laudatores di Laureni-Bucci, sottolinea il piccolo giornale, ed allora siamo tutti più tranquilli.

Ma fateci il santo piacere di risparmiarci le prese in giro, le “informazioni partecipate”, un politichese che non vuol dire una beneamata mazza, visto che la trasparenza è legge da anni, su di un “accordo di programma” di cui parlano da mesi e da mesi appunto è carta bianca.

Ma quello che dà francamente il voltastomaco è vedere una classe politica, tutta intera, mondarsi la coscienza con una mozioncina di bla-bla che non dice nulla di concreto, che non entra minimamente nel merito tecnico e sanitario, e ci pareva, e che non affronta le responsabilità, ohè di quindici anni, non giorni, dell’inazione, quando non complicità, di istituzioni e politica su questa tragedia, per le migliaia di persone, fuori e dentro la Ferriera, ammalatesi e morte mentre questi si baloccavano.

E oggi si autoassolvono, senza bisogno nemmeno di fare un mea culpa almeno pro forma. E chi è il proponente di questa inutilità pazzesca, Fantozzi-Villaggio la definirebbe in altro modo ma fa lo stesso, che non per niente tutti i partiti l’hanno votata di corsa? Ma diamine il Consigliere regionale Andrea Ussai del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. E’ chiaro allora perché nonostante il loro simbolo fosse presente sulla scheda elettorale, il 59 %, scolpitevelo questo numero, dei triestini non ha votato alle ultime regionali?

E dal nulla più totale passiamo alla realtà dei fatti. In attesa delle settimane necessarie al non assessore all’ambiente comunale, dello stesso partito dell’indagato Ilva presidente della Puglia, Vendola, per scrivere in bella calligrafia, mi raccomando gli svolazzi sulle “o”, quella ordinanza che poi il sindaco ci metterà, parola di Laureni, altre settimane a firmare, sulle emissioni in aumento del BenzoApirene, con annessi e connessi, in uscita sempre dalla Ferriera.

Emissioni che però fino all’altro ieri erano annunciate in calo, ma il giornalista del piccolo giornale, vigilante come il gruppuscolo in regione ed il chihauha di Paris Hilton o Dudù di casa Berlusconi, si è dimenticato di citare i pubblici proclami sempre a cura del Laureni e sempre sulla carta del suo quotidiano che annunciavano, a mò del bollettino della Vittoria di Armando Diaz, che grazie alle indicazioni-ordinanze del Comune il BennzoApirene era appunto in calo. Dove? Nei sogni notturni?

E che invece, che irrispettoso stò idrocarburo cancerogeno, si permette di smentire clamorosamente Laureni, Cosolini, Comune, Arpa e Regione. E mentre passano le settimane se qualcuno s’ammala? E chissenefrega, diciamo noi, tanto la coscienza in politica, ma non solo, è stata rottamata da tempo.

Ma veniamo ad una lapalissiana osservazione.

In ogni altro paese, che non sia evidentemente l’Italia, chi assume una delega all’Ambiente, sia essa in un Governo nazionale, oppure in una Amministrazione regionale, provinciale e comunale, sta in quella compagine con un compito, anzi una mission precisa: quella di essere il strenuo difensore del territorio e tutelatore dell’ambiente e delle persone o animali che lo abitano, al fine di migliorare le condizioni di vita e di preservazione di questa nostra martoriata terra. Pronto ad appoggiare ed incoraggiare tutti i cittadini che si battono per ciò e pronto a battagliare con i suoi colleghi di governo e giunta che magari recitano parti opposte ed antagoniste.

Semplice neh! Appunto ma non qui da noi.

E allora abbiamo pensato invece a chi è stato qui a Trieste dal 1998 in poi il principale avversario contro cui Circolo Miani, Servola Respira e Comitati di Quartieri, quelli veri e per questo censurati ed oscurati da stampa e TiVù, hanno dovuto battersi. Le proprietà di Ferriera, Sertubi, Italcementi, tanto per fare i primi nomi che i ricordi ci portano in testa? Assolutamente no, i nostri più strenui antagonisti sono sempre e solo stati per primi proprio gli assessori all’Ambiente regionali, provinciali e comunali, a partire dalla Barduzzi, Zollia, Moretton, Lenna, De Anna, Bucci, Dipiazza

E per finire con Laureni, e Vito. Unica eccezione il mite Ferrara in Comune e per questo non lo hanno riconfermato. Meditate o gente, meditate.

Non a caso l’altro ieri sul piccolo giornale in una lettera il buon Livio arriva ad analoghe considerazioni sulla vicenda Rigassificatore, la cui battaglia, contro, fu iniziata a Trieste proprio su iniziativa del Circolo Miani. Dove ricorda il cambiamento di pelle dei politici, a partire proprio dal duo Zollia-Laureni, da fare invidia ad un camaleonte.

Ed oggi costoro pensano di assolversi con la mozioncina sul nulla e dintorni votata in Regione, oppure con l’osservatorio comunale da mettere su per vigilare sui “protocolli dei controlli”, ma portateli ad un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) per favore. Per il loro stesso bene!





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