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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Lazzaro è ri-risorto !
Oggi compare dopo anni di silenzi il “consulente del Comune e del podestà Dipiazza” tale prof. Barbieri, ricercatore universitario, dalle pluriconsulenze (Regione, Arpa, di cui è uno dei cinque direttori scientifici, e Comune, prima con Cosolini e poi..
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Notizie Flash

48: Morto che parla.
Veramente qui i morti sarebbero tre, ma sintetizziamo! Sul Fatto Quotidiano online compare, absit iniuria verbis, un articolo (?) dall'oltretomba della politica velinara dedicato alla Ferriera di Trieste, dei cui reali problemi non si fa cenno alcuno.E..
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*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 129

Debora Serracchiani, siamo all’incredibile!

» Inviato da valmaura il 2 June, 2015 alle 2:34 pm

Una Presidente di Regione allora (2013) eletta con una affluenza alle urne del 50,48% nel Friuli Venezia Giulia, senza conteggiare l’ulteriore 3,22% di schede nulle (11.962) e bianche (5.935), con una punta di non voto nella provincia di Trieste pari al 59%, oggi dichiara, da vicesegretario nazionale del PD, che l’astensione “É un dato che mi dispiace molto perché è un segnale negativo per il Paese. Non ci può essere un’autoesclusione così ampia dalla partecipazione democratica, un’indifferenza di troppe persone nei confronti di chi si occuperà di loro. Di sicuro il Pd dovrà fare un grande sforzo per riconquistare una credibilità minata in questo occasione anche da alcune vicende che lo hanno riguardato direttamente.

Il Marco Ballico del piccolo giornale lo descrive come un suo “fastidio  per il calo dell’affluenza”.

Non una parola scritta, non un rigo sull’eco del PD, per i dati disastrosi della partecipazione al voto in occasione della sua elezione, con un distacco di poco più di 1800 voti, a Presidente della Regione FVG, da parte del Ballico dalla memoria corta.

Anche allora i politici si stracciarono le vesti e sparsero qualche lacrima per 24 ore giuste, il tempo di spergiurare sulla stampa, che pur sempre non era la Bibbia, il loro impegno totalizzante per riformare la politica. Eccome no!

E poi gran meraviglia e sorpresa se la gente non va più a votare e ha quasi cessato di comperare certi giornali.

Alla prossima!




“Andalù portalo via!”

» Inviato da valmaura il 1 June, 2015 alle 9:40 am

Tutti ciechi, sordi e muti.

Appare francamente impossibile, e di conseguenza non credibile, che quello che sta accadendo in maniera continuata da settimane nello stabilimento della Ferriera sia visto, respirato, odorato solamente da decine di migliaia di triestini e muggesani.

Appare incredibile che quanto ci vanno dicendo alcuni dipendenti dello stabilimento sulle condizioni produttive degli impianti, soprattutto l’Altoforno, e sullo stato complessivo dell’area interna dove rifiuti e scarti di ogni genere si mischierebbero al fango del terreno, con gran preoccupazione tra i lavoratori stessi per le condizioni di sicurezza, non sia finora stato oggetto di puntuali interventi da parte dell’Ispettorato provinciale del Lavoro, del servizio di Medicina del Lavoro dell’Ass Triestina, dei funzionari regionali della Direzione Ambiente, dell’Arpa e buon ultimo dell’Ufficiale Sanitario del Comune, il Sindaco stesso. Fa francamente male assistere anche alla sostanziale inerzia di una Procura nell’esercitare un rigoroso controllo sul rispetto delle normative e leggi vigenti e sul corretto, tempestivo svolgimento da parte di altri enti di quella sorveglianza a cui sono preposti.

Lasciamo perdere i sindacati che pure dovrebbero avere nella loro “mission” il compito non secondario di tutelare salute e sicurezza dei lavoratori e parità di diritti, e salari, tra quelli che svolgono le stesse mansioni in fabbrica, che siano colombiani o triestini. Il loro atteggiamento in quasi un ventennio parla per loro ed altro non c’è da aggiungere.

Ma attenzione, come Fogar, accompagnato da Pezzetta, ha ricordato l’altro giorno nell’incontro con Cosolini, questi fatti sono sotto gli occhi di tutti, o perlomeno di decine di migliaia di persone ogni giorno. Non è come parlare delle azioni di Hera in Consiglio comunale che la gente non vede e più che tanto non intende. Qui il giochino della vecchia politica è impossibile da fare, le vuote parole durano lo spazio di alcune ore e poi crolla il palco della sceneggiata.

Alzabandiera.

Sembra che un nuovo rituale sia stato inserito all’inizio di ogni turno di lavoro nell’area dove dovrebbe trovare posto il “nuovo” Laminatoio, pare costruito nel vicinissimo 1947, insomma ieri, e che Francesco Rosato dovrebbe conoscere perfettamente perché proviene da una ex proprietà della Severstal, di cui lui era un dirigente attraverso la Lucchini Italia, una fabbrica fallita negli States vicino a Baltimora. Già pare che ogni mattina ci sia il rito dell’alzabandiera, immaginiamo sul piazzale antistante mentre riecheggia l’inno di Mameli in versione cremonese, e salgono sul pennone il Tricolore della Repubblica Cisalpina assieme ad una bandiera rossa con l’alabarda, riteniamo, anche se da lontano si vede solo il rosso dei Soviet. Ma dubitiamo che il cavalier Arvedi sia cresciuto a Libretto Rosso e biografie di Lenin.

Sarebbe più utile magari, tra un attenti ed uno squillo di tromba, sapere che fine hanno fatto le decine di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici, “speciali” vengono classificati, oggetto di un sequestro dei Carabinieri, oltre tre anni fa, perché “interrati abusivamente nel capannone vuoto dell’ex acciaieria” come riportava il piccolo giornale nel pubblicare la notizia. La stessa area che dovrebbe ora ospitare il “nuovissimo” impianto di laminazione.

A proposito, sarebbe utile conoscere il prezzo di acquisto, all’asta o per trattativa diretta, pagato alla società finanziaria americana che nel 2012 ha rilevato per 72 milioni di dollari, più o meno ai tempi 60 milioni di euro, l’intero stabilimento (il più grande al mondo dove lavoravano fino a 32.000 dipendenti, con decine di impianti, altoforni, laminatoti, ecc.) e tutti i suoi macchinari dal precedente fallimento, da parte di Arvedi o chi per lui. Visto che ha dichiarato un investimento di 111 o 120 milioni, ma si sa ai numeri chi ha una passività patrimoniale di un miliardo e cento e passa milioni non ci fa più molto caso, solo per il laminatoio.

Così come rimaniamo sempre in fiduciosa attesa di conoscere il prezzo pagato da Siderurgica Triestina, lo ricordiamo: con un capitale sociale di cinquantamila euro, al Commissario governativo per l’acquisto della Ferriera quasi dieci mesi orsono. E’ un obbligo di legge che vale per tutti o solo dai cognomi che iniziano per B in poi?

Silenzio che il nemico ti ascolta!

Che gran voglia di segreti gira per la nostra Regione. Nonostante la legge italiana, le direttive europee, e le analoghe decisioni assunte in mezza Italia, l’ultima è proprio del 29 aprile scorso della Provincia di Cremona, qui si continua a non voler permettere che le associazioni richiedenti e la stampa assistano alla prossima Conferenza dei Servizi decisoria regionale che dovrebbe deliberare sul rilascio della nuova AIA alla proprietà della Ferriera, ed della successiva VIA.

Autorizzazioni il cui possesso da parte di Arvedi risulta vincolante per sperare di ottenere il fido della Banca Europea di Investimenti.

Noi, Circolo Miani e Servola Respira, per andare avanti con il lavoro abbiamo già formalmente preannunciato a chi di dovere la volontà di ricorrere in tutte le sedi contro le eventuali decisioni prese da Regione FVG, Provincia, Comune di Trieste, Arpa ed Ass, assieme alla Siderurgica Triestina, in sede di Conferenza dai lavori secretati.

A proposito dove sono finiti tutti i roboanti proclami sulla “trasparenza”, sulla “partecipazione e condivisione” delle forze politiche che governano Regione, Provincia e Comune (sempre e solo il PD con annessi)? Nella campana della carta assieme ai santini della campagna elettorale?

Andalù portalo via!

I meno giovani, quelli della TiVù in biancoenero ad un solo canale con il trasformatore, se lo ricorderanno certamente. Era la trasmissione “L’amico degli animali”, condotta da Angelo Lombardi prima delle sue grane con la giustizia, e che aveva in Andalù, un improbabile ascaro di pelle nera, vestito solo da una pezza di finto leopardo e con un fez in testa, che parlava come i negri dei film americani degli anni trenta, quelli del “si buana padrone” e dei verbi all’infinito, il suo valletto.

Il povero e bistrattato Andalù doveva portare in scena i vari cuccioli tra le sue braccia e quando venne il turno di un tigrotto questi lo scarnificò in diretta televisiva, fino all’ordine perentorio del “buana” Lombardi: “Andalù portalo via!” per l’appunto.

Ecco a noi sembra che Sel oggi viva a Trieste, ma soprattutto in Regione, la stessa esperienza dell’Andalù scarnificato, agli ordini del “buana” Serracchiani e che il loro capogruppo in Comune, Marino Sossi, sia quello da portare via. E’ un vero peccato, perché se Sel ha dato in questi anni qualche segnale di esistenza in vita lo deve proprio al Sossi. Altrimenti uno avrebbe votato direttamente PD, insomma andava a cena con Angelo Lombardi senza curarsi di Andalù.

Strano partito questo di Vendola, che strizza l’occhio al greco Tsipras, si impersonifica negli spagnoli di “Podemos”, sta all’opposizione, anche da botte da orbi come alla Camera, del Governo Renzi, e qui fa l’Andalù di Serracchiani e Cosolini. Decisamente difficile da capire per i sempre meno votanti alle prossime elezioni.




Senza parole!

» Inviato da valmaura il 29 May, 2015 alle 11:37 am

I commenti li lasciamo volentieri ai politici che straparlano senza conoscere ed alla stampa locale che con il giornalismo incontra qualche difficoltà.

Una sola osservazione. Le ottanta assunzioni, presumiamo a termine, servono solo per il montaggio del laminatoio, giusto per capirci.

Vi invitiamo a soppesare questa notizia: “Fallimento 2012: cambio di 5 proprietari negli ultimi 10 anni.  Marzo 2008 l'azienda fu venduta a Severstal che la rivendette alla Renco Group nel 2012.”

La Severstal, ovvero la proprietaria della fallita Lucchini Italia di cui Francesco Rosato era direttore oltre che dirigere la Ferriera di Trieste. Tutto si tiene.

 

Al terminal marittimo della società, che sta vivendo una fase di autentica rivitalizzazione, è arrivata nei giorni scorsi la nave general carco olandese Spaarnegracht proveniente dagli Stati Uniti e in particolare dal terminal dell’ex maxicomplesso industriale della Bethlehem Steel collocato a Sparrows Point nei pressi di Baltimora, nel Maryland. 

L’Azienda ha chiuso nel 2012 e si dice chiaramente che i macchinari erano obsoleti. Si parla di treni di laminazione datati 1947 !!!

 

Guardate i due documenti trovati:

 

Andando su internet, ecco cosa dice Wikipedia sulle aziende siderurgiche di Sparrows Point. Vi ho estrapolato solo una pezzo (sotto poi tradotto) 

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Sparrows_Point,_Maryland

 

(...)

In 2012, the Sparrow's Point steel mill was purchased along with other mills in Ohio and West Virginia by Renco Group Inc. for $1.2 billion.[6] This made Renco the fifth owner in the last ten years. RG Steel, LLC, a unit of Renco, ran the facility until it filed for bankruptcy on May 31, 2012.[7] In August 2012, the facility was purchased for $72 million by Hilco Global, a financial services firm with expertise in monetizing distressed assets.[8]

(nel 2012 le fabbriche siderurgiche di Sparrows point sono state acquistate insieme agli altri stabilimenti in Ohio e Virginia da Renco Group inc. per 1,2 miliardi di dollari. Questo ha reso la Renco la quinta proprietaria delle aziende negli ultimi 10 anni. RG Steel, una società di Renco, portò avanti le attività fino al 31 maggio 2012 quando dichiarò bancarotta. Nell'agosto 2012 i macchinari furono acquistati per 72 milioni di dollari da Hilco Global, una società di servizi finanziari che monetizzo le strutture presenti.)

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su Baltimora Brew (notiziario di Baltimora) il 25 maggio 2012 si enunciano le cause della bancarotta.

https://www.baltimorebrew.com/2012/05/25/six-reasons-why-the-sparrows-point-steel-mill-collapsed/

Ne estrapoliamo una...

Here are six of them:

1. OBSOLETE FACILITIES – Sparrows was established a century ago on marshlands 10 miles from downtown Baltimore as an “integrated” steelmaker.

Successive managements never carved out a coherent strategy. Entrance to Sparrows. (Photo by Mark Reutter)

It took the raw materials of iron ore, coal and limestone and smelted them through a series of complex processes into standard-grade sheets, pipe, wire, nails and other finished steel products.

Today, the whole “made-from-scratch” approach is obsolete in the U.S.

Successful steelmakers such as Nucor operate electric arc furnaces and compact casters to produce market-specific, high-grade products.

Sparrows’ massive “L” blast furnace is now 35 years old and, even worse, its 68-inch hot strip mill dates back to 1947. Employees have made heroic efforts to keep these antiques running. But it’s a losing game.

(MACCHINARI OBSOLETI: Sparrows fu edificato un secolo fa (....)  l'altoforno di Sparrow ha 35 anni di età e, va persino peggio per i suoi treni di laminazione a caldo (di 170 cm), datati 1947. I dipendenti hanno fatto sforzi eroici per far funzionare questi oggetti d'antiquariato . Ma è stata una battaglia persa.). 

 

Se sono gli stessi laminatoi, avvertite gli operai della ferriera che dovranno fare gesti eroici pure loro!!!

 

allegati: 

1 - wikipedia: storia di Sparrows Point

2- intervista del maggio 2012, appena dopo la dichiarazione di bancarotta, del Baltimora Brew al sig. Ira Rennert, proprietario della Renco, ultimo proprietario dell'impianto.

3  - Articolo del Baltimora Sun dell'8 agosto 2012 che conferma che l'acquisto del liquidatore è avvenuto nel 2012 per 72 milioni di dollari

4 - breve storia di Sparrow Point da parte dell'università del Maryland

5- foto dello smantellamento del laminatoio con foto dell'impianto poco prima del suo smontaggio

6- articolo del Baltimora Sun 09 marzo 1984 in cui si annunciano investimenti che riguarderanno anche i laminatoi del 1947

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Allegati 1 e 4

Primi impianti a Sparrow Point risalgono al 1887. Negli anni '50 era l'acciaieria più grande con 31.000 dipendenti (solo 2.000 prima del fallimento).

Fallimento 2012: cambio di 5 proprietari negli ultimi 10 anni.  Marzo 2008 l'azienda fu venduta a Severstal che la rivendette alla Renco Group nel 2012.

L'allegato 4, nella parte finale, dichiara che parti dello stabilimento sono in vendita, smontate e spedite ad altri impianti industriali. (While parts of the mill are currently being sold, dismantled and shipped to other industrial plants,)

Allegato 2

intervista all'ultimo proprietario degli stabilimenti che ha dichiarato bancarotta. La prima causa del fallimento sono gli impianti obsoleti. Ti ricordo la sua frase "Employees have made heroic efforts to keep these antiques running. (dipendenti hanno fatto sforzi eroici per far funzionare queste anticaglie) " .

Allegato 6

Nel 1984 annunciati investimenti per modernizzare gli impianti ed una parte di questi riguardano anche  i laminatoi costruiti nel 1947 ("Most of the investment will go toward modernizing a 68inch hotstrip mill that was built in 1947, said company spokesman Ted Baldwin.")

Allegato 5

Foto dello smantellamento degli impianti: la foto risale a 7 settembre 2014; la prima foto ritrae lo smantellamento in corso e la seconda foto i laminatoi così come erano.

Ovviamente gli allegati sono disponibili a chiunque li voglia vedere (meglio tardi che mai).




“Lo nero periglio che vien da lu mare”.

» Inviato da valmaura il 21 May, 2015 alle 1:41 pm

Brancaleone da Norcia, alias Vittorio Gassman nel film di Mario Monicelli.

Per la precisione si trattava del mare di Aurocastro.

Certo “gridare” in locandina “La Ferriera rinasce dal mare” come fa il maranza sul piccolo giornale di oggi, dando la notizia datata di alcuni giorni, dell’attracco alla banchina della nave arrivata da Boston con i pezzi del laminatoio, appare alquanto retorico ed inappropriato. Ma cosa non si fa per tanto autorevole amico. Certo magari riesumare la famosa Fenice che risorge dalle sue ceneri, ci starebbe meglio, ma chissà la parola “ceneri” potrebbe non essere gradita in quel di Cremona.

Da rilevare che il tapino è ritornato a parlare di investimento da “187 milioni” mentre pochi giorni fa aveva scritto 172 decurtando di 15 milioncini quanto da lui stesso descritto in gennaio.

Poche idee ma ben confuse soprattutto sui numeri e non solo. Capiamo che è mestiere improbo reclamizzare la ditta quando questa cambia pubblicità al prodotto ad ogni uscita pubblica.

Solo sulla chiusura della produzione a caldo: Rosato al Circolo della Stampa in ottobre 2014 ed Alessandra Barocci in consiglio comunale nel marzo scorso, da un lato e nientepopodimeno che Giovanni Arvedi, in gennaio con la Serracchiani in Regione e a marzo sul piccolo giornale, dall’altro (la cokeria è strategica e nevralgica).

Duro fare i megafoni di chi cambia versione ad ogni uscita ed infatti oggi scrivendo sui numeri dei dipendenti l’articolo del maranza è tutto un fiorire di se.

Interessante poi capire con quale acciaio si fornirà il costruendo laminatoio visto che lo stabilimento di Cremona ha comunicato formalmente ai comuni da cui dipende territorialmente la rinuncia al progetto di raddoppio della locale acciaieria che, sono parole dello striminzito piano industriale presentato da Siderurgica Triestina (capitale sociale di 50.000 euro!), avrebbe dovuto “saturare” la materia prima necessaria per Trieste.

Intanto invece di far slittare a miglior vita la data del famoso “open day” della Ferriera, risparmiando magari l’ennesima figuraccia alla sempre disponibile Debora Serracchiani, che già fatica a salvare la faccia sulla vicenda Alcatel, potrebbero lor signori comunicarci, come la legge italiana, non quella del ghibellino ed imperiale comune di Cremona, alleato fedele di Federico Barbarossa, impone, quanto hanno pagato allo Stato per l’acquisto dello stabilimento di Trieste dalle mani del commissario governativo.

E potrebbero spiegare ai comuni mortali come a quasi nove mesi dal loro ingresso in Ferriera gran parte dei famosi e fumosi lavori di riatto degli impianti sono ancora da fare, ma l’Altoforno, la macchina colare e l’impianto di agglomerazione li hanno comunque rimessi in funzione.

Forse dalle loro parti usano infilare prima le scarpe e dopo le calze? Ecco due misteri che il maranza potrebbe rivelare, se solo lo volesse e potesse.

Così come potrebbe informare i triestini, a partire dai nostri amministratori che alla riunione dei Capigruppo quando Fogar ha consegnato loro i bilanci, per altro pubblici, del Gruppo Arvedi, hanno fatto una faccia che era tutto un programma, quali siano le reali condizioni economiche dei cremonesi, come descritto per altro dai verbali della Commissione Industria del Senato (fortemente indebitati). Così giusto per gradire, in rispetto “di quella etica e professionalità del giornalismo” di cui tanto ci riempiono gli zebedei ad ogni loro venalissima questione contrattuale.




Perché la Regione tace?

» Inviato da valmaura il 19 May, 2015 alle 2:05 pm

E’ stata pubblicata la relazione istruttoria della BEI, Banca di Investimenti Europei sul finanziamento al Gruppo Arvedi.

Emerge che, sia per Servola che per Cremona, le somme saranno erogate solo dopo aver ottenuto le relative autorizzazioni (VIA ed AIA). "Disbursement of the funds related to the pickling line in Trieste can only take place after having received a copy of the NTS of the application for the new AIA for the Trieste site." 

Ricordiamo che il Gruppo Arvedi, indebitato per una somma pari a 1 miliardo e 178 milioni (dati bilancio 2013), aveva presentato una richiesta di finanziamento per 180 milioni di euro alla Banca di Investimenti Europei, sulla base del progetto che porta il nome del Presidente della Commissione Europea, il lussemburghese Juncker, e che ha ottenuto la disponibilità di poco più di metà della cifra richiesta (100 milioni, erogabili da Mediocredito-Poste Italiane).

Qui di seguito potete leggere, in inglese nel testo, appunto l’istruttoria.

Emerge con chiarezza che senza il rilascio della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per il costruendo laminatoio e soprattutto dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per la Ferriera  da parte della Regione Friuli Venezia Giulia (Conferenza dei Servizi composta da Regione, Provincia, Comune, Arpa e Azienda Sanitaria Triestina) non ci sarà alcuna erogazione del fido da parte della BEI, così come risulta che il rilascio di tali certificazioni venga dato per scontato dal richiedente (Arvedi).

Abbiamo inviato copia di tale istruttoria alla Procura di Trieste per le eventuali indagini di sua competenza e ci chiediamo come il richiedente il fido europeo sia così sicuro di ricevere le autorizzazioni certificative dalla Regione FVG visto che l’iter della Conferenza dei Servizi è appena iniziato. E iniziato male: come ha fatto notare un giornalista, con la secretazione dei lavori della Conferenza. Atto assolutamente inspiegabile ed in contrasto con il ruolo tutto pubblico dei suoi componenti e dei lavori della stessa. Inspiegabile a meno che …  andremo in parrocchia a fare una lunga confessione del nostro peccato …

P.S: E siamo ancora in attesa da parte della Direzione regionale all’Ambiente di una smentita pubblica alle dichiarazioni di Arvedi sulla “illegalità” della collocazione della stazione mobile di rilevamento in via San Lorenzo in Selva, apparse sulla stampa questa domenica, e soprattutto a difesa delle dichiarazioni rese in Consiglio comunale di Trieste dall’ing. Stelio Vatta, allora direttore Arpa di Trieste, oggi funzionario dell’Assessorato che, legge alla mano, confutava analoghe affermazioni errate da parte della Lucchini.

 

 Luxembourg, 21.04.2015

Environmental and Social Data Sheet

Overview

Project Name: Arvedi Modernisation Programme

Project Number: 2014 0677

Country: Italy

Project Description: The promoter’s modernisation programme with investments (a) addressing energy efficiency and emission improvement measures and (b) responding to market requirements with further downstream value adding processes. The project sites are located in Cremona and Trieste, both in Northern Italy.

EIA required: yes, for parts of the project

The EIA for the Cremona component of the project is currently under preparation as are the EIA for the pickling line and the AIA application for Trieste.

Project included in Carbon Footprint Exercise1: yes

1 Only projects that meet the scope of the Pilot Exercise, as defined in the EIB draft Carbon Footprint Methodologies, are included, provided estimated emissions exceed the methodology thresholds: above 100,000 tons CO2e/year absolute (gross) or 20,000 tons CO2e/year relative (net) – both increases and savings.

(details for projects included are provided in section: “EIB Carbon Footprint Exercise”)

Summary of Environmental and Social Assessment, including key issues and overall conclusion and recommendation

The promoter company Acciaieria Arvedi is well managed with regard to HSE issues. It has policies, procedures and plans in place ensuring continued improvements. Apart from the newly acquired plants in Trieste, all its metallurgical facilities are externally certified under ISO 9001, 14001 and OHSAS 18001. All technical components of this current modernisation programme are conforming to BAT standards.

Environmental procedures and permits:

a. Cremona: The plant site and current activities are covered by a valid environmental authorisation (AIA – Autorizzazione Integrata Ambientale) based on IED Directive 2010/75/EU. The replacement of the EAF (electric arc furnace) falls under annex II of Directive 2011/92/EU. Before the Competent Authority opined upon the requirement of having a respective EIA established, the company decided to produce an EIA on a voluntary basis, together the required application for a new AIA. Once established and accepted, this would lead to a renewal of the AIA valid for 10 years.

 

The Cremona works do not fall under Directive 96/82/EC (Seveso). It is not yet known whether this will change under Italian law based on Directive 2012/18/EU (Seveso III), currently under preparation.

b. Trieste: The installation of a cold rolling mill does not fall under annex II of Directive 2011/92/EU, however the surface treatment installation for the subsequent pickling of the steel bands does. A respective EIA is currently under preparation and is expected to be presented to the competent authority in September 2015. The NTS however will be ready much earlier and constitutes part of the NTS of the AIA application.

 

The existing AIA (based on IED Directive 2010/75/EU) for the site and activities requires renewal and modification. In total, six action points have been proposed to improve the environmental situation of the site. These are the following:

1. Improvement of the dust capture from the raw material bins;

2. Improvement of the dust capture from the coking plant;

3. Sealing of general yards and raw materials storage areas;

Luxembourg, 21.04.2015

4. Collection of rain water from the yards with a separation of first-5-minutes storm water with respective treatment;

5. Separate storage area for scrap considered as waste according to EU rules;

6. Approval of the cold rolling mill including annealing furnace and pickling line. This point will be treated under the respective EIA mentioned above.

 

Installation of these measures would be a condition to granting a new AIA valid for 10 years.

The Trieste steelworks fall under Directive 96/82/EC (Seveso) due to the storage on site of inflammable carbon monoxide and hydrogen. They are compliant with this directive. However, verification is currently ongoing if and what changes need to be implemented in view of the forthcoming Italian law based on Directive 2012/18/EU (Seveso III) coming into force in June 2015.

With regard to the outstanding EIAs and AIA application, the following disbursement conditions will be integrated in the Finance Contract:

Disbursements of the funds related to the EAF in Cremona can only take place after having received a copy of the NTS of the EIA for this component.

Disbursement of the funds related to the pickling line in Trieste can only take place after having received a copy of the NTS of the application for the new AIA for the Trieste site.

 

In conclusion, the overall project will not result in significant additional negative environmental and social impacts compared to the current situation. The project is therefore considered acceptable for Bank financing.

Environmental and Social Assessment

Environmental Impacts

In detail, the environmental and social impacts and consequences of the project and its components are expected to be as follows:

New EAF for steel smelting at the Cremona site:

o Reduced specific electrical energy requirements due to pre-heating of furnace charge

o Reduced specific natural gas requirements due to changed tapping arrangements

o Reduced dust generation in the off gas system due to preheating charge acting as an additional filter

o Reduced CO2 footprint as a consequence of lower energy consumption

o Reduced VOC, dioxin and furan development due to post-combustion burning of off-gases with subsequent quenching

o Elimination of CO explosion risk due to post-combustion burning of off-gases

o Reduced noise due to complete encasing of the off-gas streams

o Reduced furnace movements due to new tilting technology resulting in less danger from tilting furnace

o Reduction of crane movements resulting in less danger from moving loads

o Longer term safeguarding of employment by the company due to its enhanced competitiveness

New cold rolling mill at Trieste:

o Increased direct and indirect employment

o Indirectly: production of higher steel qualities required for improved energy efficient equipment, machinery and automotive parts.

Rain water collection and treatment in Trieste:

o Retention of rain water from flushing industrial dust into the sea or in the underground

o Treatment of rainwater by settling and subsequent reuse on the premises in order to create a closed loop.

 

IB Carbon Footprint Exercise

The annual CO2 emissions of the project have been assessed separately for the EAF component in Cremona and the cold rolling mill component in Trieste.

Cremona: The CO2 emissions in a future standard year (2019) of operation are estimated at 177 kt CO2/a, which constitute the project’s absolute emissions. This figure assumes full production of the EAF and takes into account direct and indirect emissions resulting from the use of energy.

The baseline emissions are based on the current production and known consumption figures of the current EAF. In addition, the baseline figure comprises the energy currently required to produce steam used in the downstream pickling line and elsewhere, which in future will be co-produced by the EAF off-gas heat exchangers. This leads to a baseline emission figure of 235 kt CO2/a and relative emissions of minus 58 kt CO2/a, representing a net emission reduction of some 25 %.

Trieste: It is assumed that the energy use and hence absolute CO2 emissions for the cold rolling mill in Trieste are of a similar amount than those of an equivalent plant which would have to be built elsewhere in Europe (baseline) in order to serve the growing market of the products produced in this plant (predominantly ultrathin electric steel and high strength automotive steel). Relative emissions of this component would therefore be zero.

For the annual accounting purposes of the EIB Carbon Footprint, the project emissions will be prorated according to the EIB lending amount signed in that year, as a proportion of project cost.

Social Assessment, where applicable

Employment: Overall, the project is expected to contribute to ensure the sustainability of the company’s plants and installations and thus contributing to the preservation of the overall employment.

The replacement of the EAF in Cremona is not expected to lead to any change in employment. However, the implementation of the cold rolling mill in Trieste will lead to a net increase of employment to the order of 250 FTE.

Public Consultation and Stakeholder Engagement, where required

Public consultation on EIAs and AIAs is a well-developed and followed procedure in Italy and is systematically carried out for the approval by the respective competent authority where so required. Public consultations for the project have not been finalised yet.

Other Environmental and Social Aspects

The company is well managed with regard to environmental and social issues:

It currently complies with all environmental protection regulations and standards provided by national and EU law. Arvedi holds the required AIAs for all the industrial activities on site – which incorporates the requirements of the Seveso Directive 96/82/EC and the provisions introduced by the IED 2010/75/EU ensuring the application of BAT.

Forthcoming operational changes due to new investment both in Cremona and Trieste are duly addressed by respective EIAs and new AIA applications. Preparation to comply with Directive 2012/18/EC (Seveso III) is well under way.

It has an ISO 14001 certified Environmental Management System, ISO 9001 Quality Management System and OHSAS 18001 Occupational Safety Management System in place for its sites with the exception of the only recently acquired Trieste site, the certification of which is under preparation.

 

Luxembourg, 21.04.2015





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