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Circolo Miani » News Correnti » Page 129

Centro vaccinazioni Porto Vecchio.

» Inviato da valmaura il 29 April, 2021 alle 3:17 pm

A volo d'uccello una istantanea di stamane dalle ore 11 alle 13.
Fuori dal capannone, grazie al clima mite e soleggiato, una cinquantina di persone in attesa ed un uomo in divisa che ogni tanto si affaccia e grida a pieni polmoni.
Dentro il capannone senza areazione e con le porte finestre chiuse (perchè?) un duecento persone in attesa del loro turno. In gran parte seduti, su sedie che il regolare distanziamento era solo un ricordo, con un rumore di sottofondo che impedisce di sentire le “chiame”.
Ovvero gli appuntamenti orari fissati da Asugi per le singole vaccinazioni. Tanto che la guardia giurata invita più volte i presenti ad avvicinarsi, assembrandosi completamente, per udire la sua voce gridata.
Oggi si è in ritardo di un'ora esatta, d'altronde come ieri aggiunge un volontario, e le persone continuano rispettosamente agli orari Asugi ad arrivare.
Nemmeno due altoparlanti che siano due sono stati capaci (Regione ed Asugi) di installare, e tantomeno di garantire adeguata ventilazione ad un'area chiusa così densamente e lungamente affollata. Se con tutte le mascherine regolamentari si odorano i profumi e gli afrori, per il virus l'abitat è dunque perfetto, e contagiarsi in attesa di vaccinarsi è una beffa.
Va sottolineata la gentilezza e l'efficacia degli operatori che si trovano ad “operare” in queste date condizioni: dai volontari al personale medico e sanitario, una lode è insufficiente perchè meritano molto di più.
Come merita molto ma molto di meno chi ha messo in piedi questa organizzazione, che di organizzato nella realtà non ha nulla e figuriamoci in caso di maltempo.
Nell'edificio accanto, sempre rigorosamente senza ricambio d'aria ed al chiuso l'ambulatorio dove i medici colloquiano con i vaccinanti, praticamente a contatto di gomito, messi a lavorare in un ambiente angusto e stretto. Anche qui grazie all'incapacità organizzativa di Asugi, non hanno neppure per sbaglio pensato di dotare le postazioni di computer collegati al sistema informatico sanitario ed i medici sono costretti a dedicare tempo, alla vecchia, a chiedere e scrivere tutte le informazioni farmacologiche e sanitarie ai vaccinanti, frequentemente anziani. Quando basterebbe un clic per avere la schermata della cartella clinica completa delle persone, avendo un computer si intende.
Poi avanti negli ambulatori pre e post vaccino. Dieci e lode agli operatori.
Morale: caro generalissimo in mimetica perenne e cari sparring partner Riccardi e Fedriga, invece di tagliar nastri perchè non vi rimboccate le maniche e usate l'olio di gomito, che al Poggiana nemmeno questo ci sentiamo di chiedere.
E dopo due ore esatte alfine si esce a rivedere il sole.



Il Porto che vogliamo.

» Inviato da valmaura il 28 April, 2021 alle 2:36 pm

Le proposte di Trieste Verde per Porto Nuovo e Porto Vecchio.
 
Incontro pubblico di Venerdì 30 aprile alle ore 11, presso la sede (g.c.) del Circolo Miani, a Trieste in via Valmaura 77, nel rispetto delle misure antiCovid, promosso da Trieste Verde.
Quattro in sintesi le nostre proposte, dopo quelle anticipate ieri su Porto Vecchio.
Elettrificazione delle banchine, ed in attesa del tutto elettrificato con energia pulita, partire da subito con le Navi Bianche parcheggiate da mesi a Trieste che eruttano dai fumaioli 24oresu24, visto che l'Autorità Portuale ha già ottenuto per la bisogna 800.000 euro dall'Europa. Non averlo finora voluto fare, apre non pochi interrogativi sulla coerenza dei vertici portuali.
Intervenire per fa cessare immediatamente le emissioni di “benzina marcia” in uscita da anni dalla Siot e che ammorbano, a seconda dei venti, San Dorligo ed Aquilinia e tutta la fascia costiera triestina.
Spostare il Terminal Crociere in Porto Vecchio anche per liberare le Rive dal traffico privato e pubblico in occasione delle partenze e degli arrivi. Ma nello specifico vi rimandiamo a quanto scritto e pubblicato ieri.
Porre tutta l'attenzione e la prevenzione che la delicata quanto gravissima situazione degli inquinanti cancerogeni presenti a terra ed in mare necessita per i lavori di costruzione del nuovo grande centro di smistamento ferroviario, e della nuova rampa di accesso alla (super)strada, nell'area Ferriera, oltre a mettere in preventivo, prima e non dopo, tutti gli interventi utili per l'abbattimento delle polveri sottili e dell'inquinamento acustico che il traffico ferroviario e di Tir producono.
Un porto moderno e veramente internazionale deve oggi misurarsi e distinguersi proprio sull’aspetto “Verde”, che il Green lo lasciamo agli anglosassoni, oltre che ovviamente sulle infrastrutture e la logistica, e per la particolarità tutta triestina del Porto Franco, con le manipolazioni e lavorazioni delle merci in loco (la vera ricchezza finora inesplorata per la città) che sarà la vera fonte del rilancio occupazionale.
Oggi, come tutti gli studi di settore, europei ed internazionali, e le misure adottate ed annunciate da Usa e Comunità Europea, certificano, l’inquinamento prodotto dai motori navali è altissimo, anzi oseremmo dire il più alto al Mondo. Ed assume condizioni di particolare pericolosità, come le nefaste statistiche dimostrano negli studi fatti in alcuni delle principali città-porto tedesche a partire da Amburgo, per l’esponenziale aumento di tumori e gravi altre patologie per i cittadini che ci vivono (oltre ad un costante ed evitabile inquinamento acustico).
E’ di tutta evidenza che l’arretratezza tecnologica delle moderne flotte navali, in particolare commerciali, non permette oggi di escluderle dall’attracco ma si può intervenire, eccome, per annullarne l’effetto inquinante ed acustico nella fase almeno di permanenza nell’area portuale. Permanenza che ad oggi avviene a motori accesi, con tutto quel che ne consegue, necessari a produrre l’energia occorrente per il funzionamento dei servizi di bordo.
La soluzione, già in atto in alcune realtà portuali, è quella di predisporre, scusateci la banalità descrittiva, dei punti luce su moli e banchine ai quali le navi all’ormeggio siano vincolate a collegarsi in modo di alimentare tutto ciò che oggi avviene a motori accesi.
Questo sì potrebbe essere un vincolo costrittivo che l’Autorità portuale può imporre, ed eventualmente incentivare economicamente anche utilizzando le normative europee esistenti, a tutte le navi siano esse mercantili, petrolifere, o crocieristiche.
Per capire meglio il significato di quanto sopra scritto alleghiamo alcuni dati di una recente ricerca europea.
"Le navi da crociera circolanti nelle acque europee inquinano 20 volte di più di tutte le auto che percorrono le strade dell’Ue: è quanto emerge dal rapporto pubblicato dall’associazione ambientalista Transport&Environment (T&E).
Secondo lo studio di T&E, le 203 grandi navi passeggeri che hanno solcato i mari territoriali europei nel 2017 avrebbero immesso nell’atmosfera 62 mila tonnellate di ossidi di zolfo, 155 mila tonnellate di ossidi di azoto, 10 mila tonnellate di polveri sottili e più di 10 milioni di tonnellate di CO2. Particolarmente impressionante la stima degli ossidi di zolfo (SOx) risultata 20 volte superiore a quella emessa dall’intero comparto automobilistico circolante lo stesso anno nell’Unione europea (circa 260 milioni di veicoli).
Il Mar Mediterraneo è risultato il più colpito dall’inquinamento prodotto dalle grandi navi con circa il 90% dei porti più inquinanti (4 città su 5). Il Mare del Nord, dove da tempo è stata istituita una delle 4 zone al mondo a controllo di emissioni di zolfo (Sulphur emission control area – SECA) è invece riuscito a dimezzare l’inquinamento prodotto dalle navi da crociera.
Gran parte delle emissioni delle navi da crociera avviene nei porti, a ridosso di grandi centri abitati, dove le imbarcazioni restano ancorate per giorni con i motori accessi, necessari a far funzionare i servizi di bordo per i passeggeri.
Ma il problema è negli stessi vincoli applicati al comparto. I migliori standard per il carburante marino prevedono, ad esempio, una percentuale di zolfo (0.1%) di 100 volte superiore a quella ammessa, da ormai 15 anni, nei carburanti usati sulla terra ferma (0.001%). E al di fuori delle aree a emissioni controllate le navi da crociera e passeggeri possono utilizzare combustibili ancora più inquinanti, con un tetto massimo di zolfo dell’1,5%, mentre ai cargo è concesso di utilizzare olii con un tenore di zolfo che arrivano fino al 3,5%.
In realtà a livello internazionale si è lavorato per abbassare tali percentuali e a partire dal 2020 il nuovo limite al di fuori delle SECA dovrebbe divenire lo 0,5%. Un obiettivo ritenuto da molti ancora insufficiente: non a caso, recentemente, Ministero della transizione ecologica e solidale francese, supportato dal Ministro dell’Ambiente italiano, Sergio Costa, ha proposto di limitare drasticamente le emissioni d’inquinanti per le navi che solcano il Mediterraneo con l’istituzione di un’area a emissioni controllate sulla scorta di quanto già realizzato nel Mare del Nord.
Lo studio si conclude chiedendo eque opportunità fiscali per i sistemi di approvvigionamento elettrico in banchina rispetto all’uso dei combustibili fossili, l’attivazione di misure per la creazione di sistemi portuali a zero emissioni e infine, come più di una volta chiesto da Cittadini per l’aria al Governo, l’adozione di un’area ECA nel Mediterraneo e, in Italia, un fondo NOx, come quello che in Norvegia ha consentito di ripulire oltre 600 navi in pochi anni".



Porto Green, Vecchio e Nuovo.

» Inviato da valmaura il 27 April, 2021 alle 1:26 pm

Decimo appuntamento settimanale per illustrare le proposte concrete di Trieste Verde per la nostra città. Questa volta, visto che la giornata abituale di sabato cade il Primo Maggio, abbiamo pensato di anticipare l'incontro pubblico a Venerdì 30 aprile, sempre alle ore 11, e sempre presso la sede (g.c.) del Circolo Miani a Trieste, in via Valmaura 77, nel rispetto delle normative antiCovid.
Illustreremo le proposte fattive per il recupero e rilancio, anche e soprattutto dal punto lavorativo, dell'area del Porto Vecchio e le iniziative da attuare da subito in Porto Nuovo.
Oggi vi anticipiamo quanto già scritto per Porto Vecchio che coinvolge pure la questione del Tram di Opicina, e domani pubblicheremo la parte inerente al Porto Nuovo, a Voi giudicare la sostanziale differenza del modo di operare di Trieste Verde in confronto al dibattito generico e parolaio delle altre forze politiche, nessuna esclusa.
L'Ovomaltina degli incapaci.
Tram di Opicina e Porto Vecchio.
Ci avete rotto le uova con questa barzelletta dell'Ovovia.
Lo scrivemmo per primi, motivandolo, come da mesi, una decina, scrivevamo che va dato un taglio a questo Porto Vecchio ridotto a Luna Park dalle proposte più strampalate ed eccentriche.
Abbiamo spiegato fino alla noia che:
Il cosiddetto nuovo Centro Congressi costosissimo e non finito, quello che familiarmente chiamiamo lo Scatolone, è un'idea superata e dalle difficilissime aspettative future. Oltre al fatto che un Centro Congressi esteticamente molto più bello già esiste ed è la vecchia Stazione Marittima, ed uno nuovo è programmato nel progetto infinito di recupero del Silos, a poche centinaia di metri, di fianco alla Stazione ferroviaria.
Che la provvidenziale proposta fatta dall'amministratore delegato di Costa Crociere, cioè di trasformarlo in stazione marittima e centro servizi del Terminal Crociere da collocare appunto in Porto Vecchio era, questo sì, l'Uovo di Colombo che metteva un punto fermo alla sarabanda di sciocchezze a ruota libera sui destini di quell'area, mantenendo anche fede alla prima parte del suo nome: “Porto” per l'appunto.
Che poi il Presidente dell'Autorità Portuale, che a sua evidente insaputa aveva “tagliato il nastro” all'inaugurazione dello Scatolone, si dichiarasse totalmente d'accordo con la proposta del Terminal così come avanzata da Costa, e che addirittura ci aggiungesse l'interessante suggerimento operativo di istituire un servizio giornaliero di navetta con Venezia, un collegamento via mare turisticamente suggestivo per compensare l'abbandono del terminal veneziano da parte delle Navi Bianche, ci sembrava finalmente un buon segno anche nel senso di creare nuovi servizi e nuovi posti di lavoro.
Ma siamo andati oltre: abbiamo scritto che la presenza del Terminal crocieristico in Porto Vecchio sarebbe stato il principale volano per quella ridda di musei che si è deciso frettolosamente quanto costosamente di trasferire lì.
Abbiamo sommessamente suggerito che il disgraziatissimo Tram di Opicina doveva finire la sua corsa cittadina in Porto Vecchio, con il prolungamento di meno di mille metri del suo avulso capolinea di piazza Oberdan, un'occasione pure di rilancio turistico dello storico collegamento.
Abbiamo pure pensato che il “trenino” interno al Porto andava rimesso in funzione come trasporto non inquinante in direzione Barcola e magari, riflettendoci su, invece della grottesca russiana Copacabana barcolana, studiare un suo prolungamento fino al Parco di Miramare.
Tutto ciò abbiamo pensato, “volando basso” sui costi, sui tempi di realizzazione e sulle ricadute lavorative.
Ma noi siamo gli incolti di Trieste Verde.



Provaci ancora Sam. Woody Allen per Dipiazza.

» Inviato da valmaura il 27 April, 2021 alle 10:30 am

Nel 2002, Dipiazza 1 approva il progetto per l'area della Caserma della Polstrada di Roiano. Sei anni orsono la Polstrada si sposta in altra sede operativa, il Comune aveva fatto semplicemente i conti senza l'oste. Tre anni fa fanfarona inaugurazione del cantiere con Dipiazza 3 e mezza Giunta più Banda. E solenne impegno che dopo 120 giorni i lavori saranno finiti. Ora per la quarta volta annunciano che il cantiere parte e che tra 380 giorni, si tengono larghi stavolta, i lavori saranno ultimati.
Poi non pago il Dipiazza, fedele al moto agathachristieno che “l'assassino torna sempre sul luogo del delitto”, visita pure i lavori che dovevano, per contratto, e con due anni di ritardo pregressi, essere ultimati per la metà del gennaio scorso, ai binari del Tram di Opicina.
Se fossimo in lui ci preoccuperemmo piuttosto di cercare il “grande iettatore” operante in Comune, e andremmo a farci benedire di corsa alla Chiesa degli “Sciavoni”.
Trieste Verde



Salviamo il nostro Verde: e TU cosa intendi fare?

» Inviato da valmaura il 26 April, 2021 alle 12:03 pm

E già, facile lamentarsi, imprecare e quant'altro, ma Tu cosa intendi fare, oltre aspettare passivo che altri lavorino al posto Tuo?
Lo abbiamo scritto sotto, ma chissà perchè tutti i commenti fanno finta di niente e continuano ad imprecare contro il Comune, girandoci attorno.
Ed allora lo ripetiamo: Tu cosa vuoi fare per impegnarti concretamente?
Ovvero intendi sostenere, anche economicamente, candidarti, fare pubblicità sociale per la lista civica Trieste Verde?
No? Allora ditecelo, che non ce lo ha ordinato il medico. E buona motosega a tutti.
Dimenticavamo: due settimane ci diamo per decidere se proseguire o mollare e dedicarci ad altro.
Teodor per Trieste Verde.




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