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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Supercazzola gigante AcegasApsAmga.
Che ovviamente il piccolo giornale ospita generosamente nella pagina delle Segnalazioni.Ci sorge un dubbio ma i baldi “professionisti dell’etica giornalistica” che curano quella pagina si leggono le “lettere” ricevute prima di pubblicarle?Abbiamo capito che il mittente, no, non..
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Notizie Flash

Fotonotizia.
Due titoli da prima pagina su due prestigiosi quotidiani nazionali: Il Sole 24ore dell’11 febbraio e Il Fatto Quotidiano di ieri.Ovviamente per Trieste pare non valere: né l’invito a non abbattere e piantare più alberi quanto al silenzio tombale..
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Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 129

Ma cosa hanno in testa?

» Inviato da valmaura il 7 July, 2016 alle 12:20 pm

Un mondo sottosopra, verrebbe da dire. Dove non esiste buonsenso né giustizia.
Abbiamo la sanità pubblica, a partire dagli ospedali (Cattinara e Burlo) in piena crisi, per non parlare del Pronto Soccorso (abbiate almeno la decenza di tirargli via dal nome quel “Pronto”), per mancanza di fondi.
Migliaia di triestini stanno sopravvivendo a stento, molto a stento, per l’emergenza povertà dove i “servizi sociali” (le virgolette sono più che d’obbligo) non hanno neppure gli spiccioli per aiutarli.
I quartieri sono nel punto più basso del loro degrado da trenta anni a questa parte, e questi cosa fanno?
Spendono centinaia e centinaia di migliaia di euro per una improbabile pista ciclabile in viale Campi Elisi, dopo aver fatto il Ponte “Curto” che altrimenti il Canale di Ponterosso si attraversava a nuoto.
Stanno studiando di buttare una decina di milioni di euro nell’ennesimo rifacimento della funzionale Piazza Libertà e nell’estensione dell’acqua fino al colonnato di quell’orrida chiesa di Sant’Antonio nuovo. Per non parlare dei cinque e passa milioni per l’Ursus. E di amenità varie come l'acquisto di revolver, o di concerti e "grandi eventi".
Perché lo fanno?
Semplice l’importante è fare girare i soldi, pubblici si intende, sempre tra le solite ditte riconoscenti. Tanto se questi politici stanno male mica fanno la fila all’ospedale.
Per la giustizia è grosso modo la stessa cosa. Dopo il “blitz” al panificio ora tocca al molo pescatori. Sempre i ragni (ma non portavano fortuna?) e lo sporco. Alzare la testa oltre lo Scalo Legnami no? Chissà quanti ragni e sporco si trovano in Ferriera. Ecco in quasi venti anni abbiamo sbagliato tutto.
Altro che denunciare l’inquinamento, le costruzioni sterminate senza attendere le regolari autorizzazioni, le discariche abusive come gli interramenti di rifiuti tossici.
Dovevamo chiamare il Sinter e l’Enpa, con l’Ufficio Zoofilo comunale per interventi contro ragni, scarafaggi e pantegane, e magari per qualche macchia di luridume. E la Ferriera l’avrebbero chiusa in un amen.
Vallo a pensare.




Il magnifico bugiardo.

» Inviato da valmaura il 22 June, 2016 alle 10:57 am

Sentire Renzi, Presidente del Consiglio e Segretario del PD, dopo la tranvata ricevuta dal suo partito a queste elezioni amministrative, predicare che bisogna investire nei condomini, intesi come periferie, offre lo spettacolo di uno che solo qualche mese fa, dopo la strage di Parigi, aveva solennemente dichiarato che “per ogni euro investito in sicurezza (si parlava di miliardi) un altro deve essere speso per aiutare le associazioni che lottano contro il degrado delle periferie”. Qui l’Ater a guida rigorosamente PD lo ha preso alla lettera, ha subito notificato al Circolo Miani ed a Maurizio Fogar un decreto ingiuntivo per il recupero forzato di 12.000 euro (dopo i 19.000 euro precedenti e l’ipoteca sulla sua casa, ma per il cadreghinista Fogar, la “prima donna” locale questo è normale quanto dovuto) frutto, a sentir loro, di una morosità pregressa negli affitti del Circolo. Da notare la data di una tempestività eccezionale, il 3 giugno, a 48 ore esatte dal voto per le Comunali. Forse Cosolini, come del resto il Dipiazza, farebbe meglio a guardarsi dagli “amici e compagni” di partito (il pordenonese Antonio Ius, il direttore Ater Trieste, è segretario del PD di Pordenone e dirigente regionale del Partito, oltre che fresco reduce dei disastri appunto di Pordenone e della sua Cordenons). Ad ogni emergenza, terrorismo la prima e disfatta elettorale la seconda, Renzi promette solennemente investimenti ingenti per combattere il degrado delle periferie, che rimangono altrettanto solennemente sulla carta. Se poi la sua Vicesegretaria, ancora per poco, Serracchiani che ha visto nella Regione che presiede tre capoluoghi di Provincia su quattro passare al Centrodestra, promuove i Ius di turno, allora crediamo che l’esito delle regionali del 2018 sia già scritto e scontato, nonostante questo centrodestra. Interessante notare come oggi, a partire dal Paolo Rumiz dalle colonne del Piccolo, il giornale che dal 2000 oscura caparbiamente la più significativa realtà socioculturale che ha sede proprio a Valmaura, nel cuore delle periferie devastate (quelle che il Dipiazza scopre solo oggi dopo dieci anni da Sindaco), e che da venti anni denuncia il degrado dei quartieri cittadini, ponga questa emergenza come la priorità per la politica a Trieste e causa primaria della sconfitta del suo PD. Peccato che in questi sedici anni non abbiamo mai letto una sua riga su questo né a denuncia della “macelleria messicana” praticata dal giornale dove scrive sull’informazione cittadina. Ben svegliato dolcezza.


Trieste. La vocazione servile.

» Inviato da valmaura il 18 June, 2016 alle 10:52 am

Leggiamo sulla stampa alcune notiziole che però sono molto indicative sul DNA della gente che abita questa città. Non tutta si intende ma della grande maggioranza senza dubbio.

Cominciamo dai “piagnoni” che a Napoli almeno si sono trasformati in professionisti pagati per accompagnare i funerali.

Ultimo, in ordine di tempo, il socio prestatore ciulato delle fallite Coop che oggi in lettera sulle Segnalazioni inveisce contro la politica e “tutti” i partiti che in campagna elettorale non si sono ricordati del 17.000 concittadini truffati nei loro risparmi.

Sbadato, ignorante e mi fermo qui per non rischiare querela.

Se c’è stato un candidato sindaco che prima e durante la campagna elettorale, si è battuto ed ha sollevato in ogni dove il problema è stato Maurizio Fogar e la lista civica che lo sosteneva, NO FERRIERA, aveva tra i suoi candidati per Comune e Circoscrizioni proprio un socio truffato per 26.000 euro.

Bastava votarlo, semplice no? Ed invece questi ex soci Coop per altro frantumati ed incapaci di coordinarsi si sono rivolti in ginocchio a supplicare la politica, tutta responsabile di quanto loro successo, ad aiutarli e per di più in campagna elettorale dove le promesse non si negano a nessuno.

Hanno lasciato cadere senza neppure rispondere l’invito fatto dal Circolo Miani di consegnare loro le chiavi della sede per usare a loro piacimento i locali per organizzarsi efficacemente. Si sono rivolti supplici proprio a quella politica di cui i vertici delle fallite Coop erano infeudati in ogni ordine e grado (era considerato il “buon ritiro” dei politici trombati). Hanno di fatto rinunciato a chiedere “verità e giustizia” ed a pretendere dalla Regione l’indennizzo totale.

A saperlo prima potevano fregarli di più e meglio.

I giovani laureandi con master che l’università di Tirana, quella della “laurea” a Bossi junior, sembra Oxford a confronto. Fanno una ricerca, un sondaggio utilizzando le migliori tecnologie di internet per annunciare che ai “giovani” triestini, immaginiamo tutti iscritti a quella università che sforna in alternativa o immigrati, o disoccupati, o sottopagati ed infine esprime da decenni quella brillante classe dirigente che Trieste si ritrova, della Ferriera non gliene frega niente.

Ne riparleremo tra qualche annetto quando l’oncologo di turno, si tranquillizzino anche lui laureato nella loro università, scuotendo la testa annuncerà lo stadio terminale di una neoplasia.

Comizi e mortadella, ma anche il “cotto” va bene lo stesso.

Perfino gli imperatori romani si sarebbero vergognati, loro che hanno inventato il “panem et circenses”.

La cosiddetta campagna elettorale si è chiusa sotto un uragano di rutti e ruttini, emessi a bocca piena e mani impegnate a sorreggere i “rebechini” ed il bicchiere di vino, o birra, diffusi a quintalate ed ettolitri dai candidati sindaco. Qui al voto di scambio si è sostituita la mortadella di scambio e l’ebbrezza alcolica.

“Mai visti tanti mone concentrai in così poco posto come a Trieste”. Nereo Rocco, el Paron.




Imbroglioni non so, incapaci sicuro.

» Inviato da valmaura il 17 June, 2016 alle 12:02 pm

Un fatto è certo, o all’Ufficio elettorale della Regione guidato dalla Pecile, o più probabilmente a quello del Comune con in testa il duo Maricchiolo-Ghirardi, o in ultima scelta all’Insiel, non sanno fare i conti e non conoscono minimamente la legge elettorale.

Il caso clamoroso compare sulle pagine dei risultati, “dati ufficiosi” del sito della Regione FVG, inerenti al voto nelle sette Circoscrizioni del Comune di Trieste, e di conseguenza nella composizione dei consigli stessi sulla base del riparto dei seggi.

La legge, ovviamente e dal 1946, prevede che a determinare riparti e composizione siano i “voti validi”, tolte cioè le schede bianche e nulle, e non i “votanti”.

Una differenza non da poco soprattutto quando, come nel nostro caso, la somma di queste ultime sfiora talvolta il 10% dei votanti.

Cosa comporta questo di fatto? Che il quoziente per eleggere i consiglieri risulta aumentato (occorrono più voti per eleggere un consigliere) e dunque l’elezione falsata. Semplice no?

E per favore non ci si venga a dire che si tratta di un banale errore. Ripetuto sette volte?

Chi lo ha commesso, chi non ha esercitato il dovuto controllo, se ne deve andare di corsa. O con le sue gambe o cacciato seduta stante. Ci sono tanti altri lavori meno impegnativi intellettualmente che può egregiamente compiere in Comune e Regione. Lo si sfrutti dunque per le sue capacità reali.

Ed ora ecco la lettera inviata due volte (non rispondono da quattro giorni) ai responsabili degli uffici elettorali in questione. Qui di ricorsi al TAR non è proprio il caso di parlarne, come invece a sproposito hanno fatto le responsabili comunali, perché fino a quando i dati non diventano “ufficiali” la legge li esclude (ma queste la legge la conoscono?). E proprio perché sono “ufficiosi” possono essere aggiornati, riesaminati e modificati. Guardando le schede non i verbali di cui alcuni risultano palesemente pasticciati.

Servizio elettorale

Regione Friuli Venezia Giulia

Comune di Trieste

Commissione Circondariale

 Alla luce di quanto inviatovi in data 4 giugno, ovvero della richiesta formale di un attento controllo del voto disgiunto nelle operazioni di spoglio e scrutinio per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Trieste a cui richiamare con apposita circolare i presidenti di seggio.

Richiesta respinta da questi uffici.

Preso atto che tra i voti validamente espressi per l’elezione del sindaco (96.785) e quelli di lista (74.929) vi è una differenza di ben 21.856 voti pari al 22,6% del totale, una cifra incredibilmente alta anche rispetto al voto valido espresso per le liste circoscrizionali (92.077).

Verificato che nei dati “ufficiosi” pubblicati sul sito della Regione alla lista NO FERRIERA SI TRIESTE risultano accreditati per il Comune 1009 suffragi e nelle contemporanee elezioni Circoscrizionali 2121 voti.

Considerato che sulla scheda elettorale la posizione assegnata alla medesima lista era l’ultima nella colonna centrale, in basso ad un centimetro dal bordo della scheda medesima.

Rilevato che nelle ultime due settimane in tutte le uscite pubbliche, scritte, radiotelevisive e sui social forum, NO FERRIERA SI TRIESTE aveva invitato i cittadini a votare il candidato sindaco che preferivano o ritenevano “utile” ma a barrare invece il simbolo della medesima

sulla scheda elettorale, dunque ad esercitare in modo sistematico ed organizzato l’opzione del voto disgiunto.

Rilevato altresì che invece nei dati ufficiosi pubblicati dalla Regione risulta avvenuto l’esatto contrario, ovvero il candidato Sindaco Maurizio Fogar viene accreditato di 81 voti in più di quelli conseguiti dalla lista.

Tutto ciò premesso si avanza formale richiesta di un completo riesame delle 21.856 schede risultanti contenere solo il voto per un candidato sindaco al fine di verificare la presenza di voti non assegnati alla lista denominata NO FERRIERA SI TRIESTE.

Si chiede di inviare la risposta ai seguenti indirizzi di posta elettronica: ferruccio.luchi@gmail.com e circolomiani@gmail.com

Cordiali saluti

Ferruccio Luchi (delegato di lista)

Maurizio Fogar per NO FERRIERA SI TRIESTE (335.6140880)

 




I cento giorni di Dipiazza.

» Inviato da valmaura il 14 June, 2016 alle 9:59 am

Per spiegare le ragioni che hanno spinto l’assemblea di candidati ed attivisti di NO FERRIERA SI TRIESTE ad invitare elettori (a proposito più di duemila per le Circoscrizioni dove sono finiti nei conteggi sulle comunali?) e cittadini a non andare a votare, a meno di ulteriori novità, domenica 19 giugno al turno di ballottaggio, bisogna partire proprio da quello che ci hanno inviato per l’occasione i due Roberti: Cosolini e Dipiazza. Scontata la lettera del sindaco in cerca di difficile conferma. Ribadisce con coerenza degna di miglior causa, la tesi suicida sulla Ferriera. E non tratta d’altro. Dipiazza invece ci consegna il decalogo dei cento giorni sulla Ferriera, anche lui placidamente indifferente alle altre quattro emergenze del programma della nostra lista civica (Porto, Sanità, Degrado dei quartieri, Casa, e Povertà). Lettolo ed ascoltatolo in un incontro il giorno prima dove paragonava Avarino di Telequattro a Bruno Vespa di Porta a Porta, e lui a Berlusconi per aver firmato i dieci comandamenti anti Ferriera in diretta televisiva, ne siamo usciti basiti. Il famoso decalogo, sintassi ed ortografia a parte che dovrebbe però spingere l’aspirante ri-Sindaco a cacciare a pedate chi glielo ha materialmente scritto, non vale in buona sostanza la carta su cui è steso. Come gli abbiamo premurosamente accennato i punti non servono ad una mazza, anche perché non comprendono minimamente le criticità del ciclo produttivo presente e futuro (laminatoio per nulla “a freddo”) e degli impianti, in particolare l’Altoforno e collegati. Fa sorridere in particolare il “sesto” ove si descrive, seguite le parole, di “verifica della possibilità” di acquistare una centralina, sempre che, ben inteso, la Fondazione CRT gliela paghi (dovrà dunque riappacificarsi con “l’amico” ripudiato Paniccia). Inutile ricordargli che il primo febbraio 2010, lui Sindaco, il Consiglio comunale aveva votato all’unanimità una mozione presentata dal verde Racovelli, allora Presidente della Commissione Trasparenza su suggerimento del Circolo Miani, che impegnava Sindaco e Giunta (di centrodestra) ad assumere proprietà e controllo delle centraline esistenti. Cosa mai fatta da lui, né da quello dopo. In quanto alla Revisione AIA regionale (punto 8 degli sfortunati dieci) vogliamo ricordargli che l’allora consigliere leghista Ferrara gli presentò una interrogazione, scritta in realtà da Fogar, dove si domandava a lui, Sindaco, di chiedere alla Regione (allora Presidente di centrodestra Tondo, dunque “pianeti allineati”a destra) la formale apertura del procedimento di revisione dell’AIA (la prima, quella di Illy-Cosolini). Dunque in fin dei conti il Laureni ha solo imitato. La sua risposta? Da Assessore all’Ambiente (passato il titolare, Maurizio Bucci, detto il “fantasma” sui banchi del Consiglio Regionale, Dipiazza già allora si era tenuta per se la delega “alla Ferriera”) e Sindaco scrisse a Ferrara che “non ne aveva intenzione alcuna”: di chiedere all’amico Tondo la revisione dell’AIA e che Tondo, ovviamente, era d’accordo con lui (non avevamo dubbi). Potremmo continuare ab limitum, da quel “cancro lo chiudo domani”, all’ “abbiamo fatto Bingo” al primo affacciarsi di Arvedi (2007/8) in Ferriera, al “avrei dovuto far evacuare Servola (e perché no Valmaura e San Pantaleone per tenerci stretti) da anni”, che dieci anni da Sindaco sono tanti. Ma chiudiamo ricordando solo che quando gli inviammo copia dell’ordinanza di sequestro e chiusura emessa dal Sindaco di Piombino proprio della Cokeria della Lucchini, proprietaria anche della nostra Ferriera, per sforamenti annui di BenzoApirene di gran lunga inferiori a quelli registrati a Trieste, Dipiazza rispose, nonostante dodici allarmanti lettere inviategli dal direttore ASS (sull’insorgenza di leucemie e tumori a Trieste) che NON intendeva emettere analoga ordinanza (bastava copiarla cambiando date e nomi di città). Pertanto lasciamo ben volentieri, come scrive il novello Mosè nell’incipit del suoi dieci comandamenti, “al comitato 5 dicembre e associazioni ambientaliste riconosciute (?)” di collaborare su questo con l’eventualmente rieletto Sindaco, che a noi quello che non ha fatto dal 2001 al 2011 basta ed avanza. Post scriptum. Sulla saga del Rigassificatore: addirittura due quelli voluti dalla Giunta regionale Illy-Cosolini che aveva pure impegnato la finanziaria regionale Friulia (la Venezia Giulia non tiene schei) nell’operazione, di cui il Sindaco Dipiazza, con la stessa cocciutaggine di Cosolini oggi sulla Ferriera, fu il massimo mallevadore, sostenitore e sponsor quale Sindaco, si aggiunge una piccola puntata odierna del “mito crollato” degli ex-fans su BF di facebook, Menis. Il Pentastellato parlando appunto delle responsabilità di Cosolini prima e Dipiazza poi sul volere il Rigassificatore a Trieste cita le sigle e le associazioni che allora si opposero. Tutte, per altro ininfluenti perché limitate al nucleo familiare del responsabile, meno chi sollevò per primo il problema, informò pubblicamente Trieste e Muggia in due affollate assemblee al Savoia e al Centro Millo, e proiettò il filmato originale dell’Agenzia Federale del Governo americano. Indovinate chi era l’omesso da Menis ed il censurato dal Piccolo: ma cribbio il Circolo Miani con il vituperato Fogar. Complimenti al Paolo, ed alla sua mancata Giunta di cui aspettiamo ancora di conoscere i componenti. Così per puro sfizio (noi) ma per rispetto alla promessa (sua) tanto sbandierata agli elettori in campagna elettorale.



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