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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Lazzaro è ri-risorto !
Oggi compare dopo anni di silenzi il “consulente del Comune e del podestà Dipiazza” tale prof. Barbieri, ricercatore universitario, dalle pluriconsulenze (Regione, Arpa, di cui è uno dei cinque direttori scientifici, e Comune, prima con Cosolini e poi..
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Notizie Flash

Trieste Mitteleuropea. Valmaura: le Ville Lumiere e il Jardin des Tuileries.
Ai nostri politici ed amministratori: un bel “liston” da queste parti, una volta tanto?Certo che di lavoro ne dovrà fare il neopresidente Ater Novacco.Qui ci vivono 1500 persone divisi in 435 appartamenti.E inciviltà a parte, come ricordava Primo..
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*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 129

Ferriera e Comune. La non risposta.

» Inviato da valmaura il 24 October, 2015 alle 1:05 pm

Ci scrive, ancora a fine agosto ma l’abbiamo letta solo ora, il dott. ing. Umberto Laureni su carta intestata del Comune di Trieste in “riferimento” alla nostra segnalazione del 13 agosto, quando l’Arpa venne al Circolo Miani mentre invece la Polizia municipale no (vedere sotto l’articolo “Una e-mail vi ucciderà”), “in merito alle emissioni anomale provenienti dallo stabilimento siderurgico di Servola”.

Comincia malissimo già nell’oggetto. Noi segnalammo con precisione e cognizione di causa che le fuoriuscite di gas dall’Altoforno, non un generico “emissioni anomale dallo stabilimento”, erano quella mattina particolarmente cospicue. Si tratta di perdite di gas altamente pernicioso per la salute di lavoratori e cittadini che da mesi a centinaia di migliaia di metri cubi l’Altoforno perde in continuo ed in maniera progressiva.

Continua il dott. ing. che “da informazioni fornite (a lui) da Siderurgica Triestina”. Ecco se la partenza era negativa quanto imprecisa, il seguito è pessimo.

Lui ci ricorda che è dott. ma soprattutto ing. e, lo ricordiamo noi, che per anni, prima di andare in pensione, ha lavorato ai controlli proprio in quello “stabilimento siderurgico di Servola” meglio noto come Ferriera, per conto dell’ASS.

Dunque si presume che il dottorato in ingegneria e la sua esperienza professionale a qualcosa dovrebbero servire. A riportare acriticamente le versioni altrui sono buoni tutti. Un copia ed incolla e non occorre laurea o dottorato alcuno per farlo.

Il seguito non merita neppure il tempo delle nostre battute sulla tastiera.

Non risponde minimamente a quanto da noi segnalato, e rilevato dai due tecnici dell’Arpa.

Si limita a due righette di informazioni generiche sulla condotta tecnica dell’impianto.

E come sei io chiedessi ad uno “scusi che ora è?” e lui mi rispondesse “no grazie non ho ancora preso il caffè”. Insomma una piece teatrale surreale alla Carmelo Bene, dove non capisci una mazza ma devi comunque applaudire perché così vuole la moda intellettuale.

Ecco a cosa serve il dott. ing. Umberto Laureni che risponde su carta intestata del Comune di Trieste, a girare le “informazioni” di Siderurgica Triestina.

Solo un dubbio ci rimane: lo stipendia la collettività o la Siderurgica Triestina-FinArvedi?

Ah, nel contempo l’Altoforno continua sempre ad emettere nell’aria il gas in misura crescente e maggiore.




La legge è uguale per tutti? A Trieste pare proprio di no: la Ferriera e noi.

» Inviato da valmaura il 22 October, 2015 alle 11:11 am

Se uno di noi costruisse così a caso, nel giardino di casa sua un garage, oppure altra opera in muratura, o una veranda sul poggiolo, senza aver espletato tutte le richieste di rito alla pubblica amministrazione ed atteso, pazientemente ed anche troppo, di ricevere licenze e permessi, cosa sarebbe accaduto?

Risposta facilissima. La pronta visita della Polizia municipale, il sequestro del manufatto, una sanzione amministrativa salatissima, e questo se gli andava bene. Quando non la demolizione e la denuncia alla Procura.

Ora da mesi Arvedi e la proprietà della Ferriera, che poi sono la stessa cosa, non perdono occasione di lamentarsi sulla stampa per la lentezza burocratica delle pubbliche amministrazioni che non fa avere loro licenze e permessi per costruire il capannone dove dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, trovare pace il famoso laminatoio non proprio nuovo di zecca, o almeno così sembra.

Ed anzi attribuisce a queste, cioè alla politica, la colpa per i ritardi nella reindustrializzazione della Ferriera.

Ora, come risulta dalla foto allegata, il capannone era in realtà in costruzione già da mesi, anche da prima che la proprietà della Ferriera si lamentasse pubblicamente per il ritardo, ed ora è praticamente finito.

Ingrandendo vedrete degli omini in rosso al lavoro sul tetto oramai ultimato.

Dunque, posto che Arvedi ha ragioni da vendere quando accusa i ritardi della burocrazia italica, non diversamente però da quelli che ogni normale cittadino è costretto a subire in analoga situazione (vedi gli esempi di cui sopra), questo non lo autorizza a comportarsi appunto diversamente da quanto DEVONO fare gli altri italiani. Ovvero pazientare ed attendere l’arrivo delle regolari autorizzazioni PRIMA di iniziare i lavori e piantare il primo chiodo.

Che succede ora? Siamo gli unici ad aver visto un tanto oppure gli altri si beccavano pure le critiche e si giravano dall’altra parte? Inoltre ci è stato riferito che la proprietà Arvedi è usa a ricorrere a questi sistemi e lo avrebbe fatto anche a Cremona (primavera 2015, Comune di Sesto Cremonese) dove sarebbe incorsa in un procedimento sanzionatario estinto con una onerosa sanatoria.

Noi tanto per non sbagliare abbiamo inoltrato alle autorità (il minuscolo in questo caso ci pare proprio obbligatorio) la segnalazione/esposto qui sotto riportata.

 

Al Sindaco Roberto Cosolini

Comune di Trieste

Alla Presidente della Regione FVG Debora Serracchiani

Commissario straordinario per il sito della Ferriera

Alla Procura della Repubblica

Tribunale di Trieste

 

Si invia la presente comunicazione/esposto, per segnalare che da alcuni mesi è in corso di costruzione all’interno dello stabilimento Ferriera di Servola, e più precisamente tra il capannone dell’ex acciaieria e la costa, un imponente edificio, oramai quasi completato come si evince dalla foto (allegato 1), che dovrebbe ospitare l’impianto di laminazione.

Poiché nei mesi scorsi più volte in pubbliche dichiarazioni apparse sulla stampa locale la proprietà dello stabilimento e lo stesso cavalier Arvedi si erano lamentati dei ritardi a cui i lavori per la messa in opera del laminatoio erano soggetti a causa delle lentezze burocratiche pubbliche e del mancato rilascio di permessi ed autorizzazioni per la costruzione del capannone destinato ad ospitare l’impianto.

E poiché nel frattempo risulta chiaramente che i lavori per la costruzione continuavano ed oggi sono pressoché ultimati, come segnala pure una interrogazione parlamentare presentata dal senatore Battista (allegato 2).

Si chiede se le autorità responsabili, ed immaginiamo preposte al rilascio delle licenze e delle autorizzazioni inerenti: Comune di Trieste, Regione FVG nella persona del Commissario per il sito della Ferriera, e la stessa Procura per le eventuali violazioni di legge che dovessero prefigurarsi, siano al corrente che tale edificio è pressoché ultimato, e se le stesse abbiano nel frattempo provveduto a rilasciare dette licenze ed autorizzazioni.

Si chiede di essere informati sull’eventuale sviluppo della segnalazione/esposto in essere.

Distinti saluti.

Trieste, 21 ottobre 2015.

Maurizio Fogar

Circolo Miani

Via Valmaura 77

34148 Trieste

info@circolo-miani.it

335.6140880




Arvedi: lascia o raddoppia? E: Mamma li turchi !!!

» Inviato da valmaura il 19 October, 2015 alle 12:45 pm

Il solito maranza, detto l’eco di Cremona, riporta la notizia sulla “esternalizzazione”, che cesso di parola, delle attività logistiche portuali dalla società Siderurgica Triestina.

Siccome allo stato attuale è l’unica attività che rende, visto che notoriamente da anni la produzione “a caldo” lavora in forte perdita, i sindacati, gli stessi che evidentemente non hanno visto il recente servizio delle Iene altrimenti per pudore non aprirebbero bocca per i prossimi cento anni, sono “preoccupati”.

Ora che le attività portuali, da quando l’Autorità del Porto di Trieste ha gentilmente concesso il “banchinaggio conto terzi”, rendessero, è un fatto stranoto. Che la precedente proprietà, la Lucchini Italia, diretta negli ultimi anni dallo stesso Francesco Rosato, prima del fallimento avesse già scorporato il banchinaggio dalla Servola spa, creando la Logistica spa, è fatto che dovrebbe essere noto a tutti, ma non evidentemente al maranza ed ai sindacati.

Ora dunque nessuna novità, apparentemente. Ma c’è un ma grande come una casa.

In precedenza la Logistica spa era controllata totalmente dalla Lucchini Italia e dunque la proprietà alla fine era la stessa, appunto la titolare della concessione demaniale. Ora il punto è: la nuova società sarà una controllata della Siderurgica Triestina o dalla capofila FinArevedi?

Se si nulla quaestio, se no invece la questione appunto è grande come una casa.

Perché la concessione demaniale, trentennale o giù di lì, l’Autorità portuale la rilascia a Siderurgica Triestina (totalmente controllata da FinArvedi) e ST, per gli amici, non crediamo possa cederla o venderla a terzi a piacimento perché si tratta di beni demaniali, dunque pubblici.

Su questo sarebbe interessante conoscere il parere più che dei sindacati , del Commissario del Porto, sempre lo stesso Zeno D’Agostino, il sodale in tanti dibattiti di Cosolini e Serracchiani, con la zonta spesso di Possamai.  

E visto che il maranza insiste a parlare pure della Piattaforma logistica allo Scalo Legnami i cui lavori, contrariamente a quanto lui scrive, non è una novità e ci stupirebbe il contrario, sono bloccati dalla mancata rimozione della “collina della vergogna” di Punta Loppa, formata negli anni con l’interramento abusivo di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti “speciali”, gli scarti di lavorazione della Ferriera e che la nuova proprietà avrebbe già dovuto rimuovere al costo quantificato di dieci milioni di euro. Perché su questo, che è oggi la principale difesa degli interessi del Porto che lo Zeno rappresenta, lo stesso Commissario si ostina a tacere?

E perché il baldo maranza non glielo chiede? Già Perché?

 

Mamma li turchi !!!

"Difendiamo i confini d'Europa. Friuli Venezia Giulia, ultima frontiera".

No, non è un sequel del libro, poi fatto film, di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”, e Trieste non è “la fortezza Bastiani”.

Ma il titolo di un convegno che Fratelli d’Italia-AN tiene a Trieste questa settimana. Ora la prima domanda che ci viene in mente di fare a quella dolce persona che è Fabio Scoccimarro è: ma ci credi d’avvero o fatichi a trattenere il riso?

Innanzitutto che il Friuli Venezia Giulia non sia più da anni “l’ultima frontiera o il confine d’Europa” lo sanno anche gli scolari delle elementari da quando la UE si è allargata a 28 stati. Oggi i “confini” si sono spostati di qualche migliaio di chilometri ad Est. Alle frontiere orientali o meridionali di Grecia, Romania, Ungheria, Polonia,Slovacchia e Paesi Baltici.

Ma forse i “Fratelli d’Italia” non se ne sono accorti e non sono forti in geografia.

Il solito ritornello poi di Trieste “porta sull’Est” risale ai primi anni Sessanta del secolo scorso, ove tutti riconoscevano che non c’era apertura più auspicabilmente spalancata al fiume di denaro che arrivava al commercio locale dai compratori sloveni, croati e iugoslavi. Che in città erano i protagonisti paganti del mercato dei jeans. Oggi i “tartari” sloveni girano per Trieste su Mercedes e macchinone varie e fanno fior di affari pagando in euro, la loro e nostra moneta.

Ci sarebbe invece da sperare che a nessuno venga in mente, come purtroppo in passato più volte è accaduto, di ricordare che l’Italia è il più grande esportatore di mafie, dranghete e camorre del mondo intero.

Ma forse questo è solo il tanto atteso sequel del film più volte annunciato “Il deserto dei Tartari-parte seconda”. Ed allora il 23 ottobre tutti in fila a chiedere gli autografi agli attori protagonisti in visita a Trieste.

 




REPETITA IUVANT.

» Inviato da valmaura il 15 October, 2015 alle 11:34 am

Spettabile Procura

Tribunale di Trieste

 

Esposto-Denuncia

 

Lo scrivente Maurizio Fogar, Presidente del Circolo Miani, espone quanto segue a questa Procura alfine di accertare la eventuale sussistenza di ipotesi di reato configurantesi in abuso d’ufficio od in subordine in omissione degli stessi atti.

In data 31 maggio u.s. lo scrivente e Romano Pezzetta, Portavoce di Servola Respira, inviarono formale richiesta alla Direzione regionale all’Ambiente, in qualità di soggetti più che qualificati tra i “portatori d’interesse”, di partecipare assistendo ai lavori della convocanda Conferenza dei Servizi regionale decisoria sul rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alla proprietà della Ferriera.

Vedi allegato 1

In risposta ricevemmo per due volte di seguito, telefonicamente la prima dall’allora Direttore Dario Danese, e per lettera la seconda a firma del direttore del servizio autorizzazioni del medesimo assessorato, Luciano Agapito, un diniego. Nonostante avessimo accluso alla richiesta la documentazione della norma comprovante il diritto a presenziare garantitoci dalla Legge ed il recente verbale di una Conferenza dei Servizi svoltasi in Lombardia, Provincia di Cremona, dove figuravano appunto presenti le associazioni di cittadini “portatori di interesse”.

Vedi allegato 2

Avevamo anche provveduto ad inviare in giugno all’Ufficio del Procuratore Capo della Repubblica tutta la documentazione in oggetto.

In più si aggiunge il fatto che il Dispositivo dell'art. 252 bis Codice dell'Ambiente stabilisce e conferma nell’Articolo 5 ultimo comma: “Alle conferenze dei servizi sono ammessi gli enti, le associazioni e le organizzazioni sindacali interessati alla realizzazione del programma.”

Tale affermazione si riferisce nello specifico allo svolgimento delle Conferenze dei Servizi attuative degli  “accordi di programma” la cui realizzazione necessita appunto del rilascio dell’AIA in questo caso di competenza regionale.

Nello specifico si ricorda che in ben due accordi di programma per la reindustrializzazione del sito Ferriera di Servola se ne vincola l’attuazione proprio al rilascio dell’AIA alla proprietà da parte della Conferenza dei Servizi della Regione FVG.

Vedi allegato 3

Si chiede di essere informati sullo sviluppo delle indagini anche al fine di poter esercitare il diritto di costituirsi in giudizio.

Trieste,  11 ottobre 2015.

Distinti saluti

 

Maurizio Fogar

335.6140880

info@circolo-miani.it

 

A margine una chicca. Al fatidico incontro in Assessorato regionale all'Ambiente, presenti Sara Vito, il vicedirettore Arpa Sturzi e la funzionaria Francesca Antoni, l'ing. Agapito, sempre lui, responsabile del Servizio autorizzazioni, ci disse (a Pezzetta e Fogar) nel confermare il diniego alla nostra richiesta di presenziare alla Conferenza dei Servizi, che la nostra sola presenza, anche se silente, avrebbe influenzato i presenti nelle loro scelte.

Caspiterina!

Eppoi divenne profetico dichiarando che "quello che avremmo potuto ascoltare ci avrebbe impedito di rimanere zitti".

Perbacco e perdinci. Questo è un fenomeno paranormale altro che no, che legge nelle menti e nei cuori delle persone. A quel posto così modesto pare decisamente sottovalutato.

Mentre quanto nelle foto su Facebook Circolo Miani non impedisce a lorsignori di dormire sonni tranquilli.




La Ferriera e le Iene.

» Inviato da valmaura il 14 October, 2015 alle 11:57 am

“La verità mi fa male lo sai”. Sanremo 1966, Caterina Caselli “Nessuno mi può giudicare”.

 

Ogni tanto bisognerebbe fermarsi a riflettere sulle parole che vengono dette.

Debora Serracchiani, Presidente Regione, un anno fa: “salvaguardare una industria pulita ed una produzione di qualità”. Ghisa e carbon coke perché sta parlando della “pulita” Ferriera.

Oggi: “ai cittadini ci pensiamo costantemente”.

Ecco lo facessero magari di meno.

Sindaco cosa avete fatto?

Cosolini: “abbiamo condiviso un percorso che entro la fine dell’anno …”.

La supercazzola prematurata.

“Gli sforamenti (già a fine settembre 113 contro i 35 massimi consentiti dalla legge in un anno) sono pesanti”.

Con scappellamento a destra.

“Sono state fatte indagini epidemiologiche (?) negative”. 

Tarapia Tapioco.

“Noi stiamo prendendo tutti i provvedimenti (quali? È un mistero)”. Come fosse Antani.

“La salute è al centro delle nostre preoccupazioni. Ci vediamo a dicembre”.

Conte Mascetti di Amici Miei.

Ecco questi, Serracchiani e Cosolini, stanno “costantemente” monitorando e non sanno neppure che di lì a due giorni, il martedì successivo, il cavalier Arvedi in trasferta a Trieste dirà che verifiche e controlli si faranno ad aprile 2016 e non più in dicembre. A dimostrazione dell’alta considerazione in cui tiene, oltre che i suoi dipendenti (Landini AD di Siderurgica Triestina), anche i vertici istituzionali e politici, che vedono fanculizzati i loro solenni impegni (“a dicembre, a dicembre”) dalle pagine dei giornali, ed a loro insaputa.

Ma l’aspetto più indicativo del secondo, e non ultimo, servizio delle Iene sta forse nelle risposte che gli operai turnisti hanno dato fuori dai cancelli della Ferriera.

“I lavori fatti? Stanno piantando alberetti, una presa per il culo verso gli operai e gli abitanti”.

E poi anche la stampa ne esce malissimo, una prece per il maranza: “sul giornale mostrano una foto che non c’entra niente con quel che … è tutta una presa per il culo”.

“Dovete venire dentro a fare un giro da soli, non dove vi portano loro”. La tomba del giornalismo nostrano o domacio.

Sempre sui lavori fatti. “Tutto quello che mettono è roba vecchia, come l’impianto di aspirazione della Cokeria che non è nuovo, arriva da una acciaieria dismessa in Belgio quindici anni fa. Una mano di vernice ma sotto c’è la ruggine”. Insomma come il nuovissimo e tecnologicamente avanzato Laminatoio che pare sia stato costruito nel 1947.

“O così o niente lavoro. Un puro ricatto occupazionale”.

E i sindacati? A credere a queste parole, espresse peraltro da diversi lavoratori, le cose sono due.

O i sindacalisti, in particolare quelli della Triplice, non sono in fabbrica, non vedono e non ascoltano, o fanno oggettivamente gli interessi, pur volendo dar loro l’attenuante della buonafede, di qualcuno che lavoratore non è.

E veniamo al comunicato emesso dalla proprietà a commento del servizio delle Iene. Nota stampa per altro trasmessa senza contradditorio alcuno dall’altro "bastione" del giornalismo giuliano “Telequattro” e senza neppure curarsi di leggere quanto inviato a tutte le redazioni il 21 settembre dal Circolo Miani.

Si sa sono dei “professionisti”, loro.

Lo riproduciamo ad uso e consumo di tutti, anche della proprietà che farebbe bene a tornare a leggere i nostri articoli come fino a poco tempo fa usava assiduamente fare.

 

Una visita "lampo" !

» Inviato da valmaura il 21 September, 2015 alle 5:19 pm

Questo primo pomeriggio, alle ore 14, la troupe delle Iene, con Nadia Toffa, si è presentata all’ingresso Scalo Legnami della Ferriera su invito dell’AD di Siderurgica Triestina, Landini, per una visita allo stabilimento. Li accompagnava Romano Pezzetta del Circolo Miani e portavoce di Servola Respira, che aveva condotto per trent’anni gli altoforni sotto l’Italsider e Pittini, in veste di consulente della redazione Mediaset.

A riceverli lo stesso Landini che aveva predisposto il solito tour riservato agli ospiti, stampa compresa.

Alla precisa richiesta della Toffa di iniziare la visita dalla bocca dell’altoforno, una delle maggiori criticità esistenti in Ferriera per le continue perdite di gas e per le emissioni inquinanti, accampando varie motivazioni il Landini negava l’autorizzazione, proponendo eventualmente di rinviare il sopralluogo all’indomani quando l’impianto sarebbe stato fermato e di proseguire invece con la visita guidata.

La troupe delle Iene ha preso atto del rifiuto, anche a proposte alternative che passavano dall’affidamento della telecamera portatile ad uno degli operai al lavoro sulla bocca dell’altoforno, ed ha rinunciato a proseguire nella visita, ritenuta a quel punto sostanzialmente inutile.

Dopo un colloquio di Pezzetta con Landini, che ha illustrato al vertice aziendale le cause dell’emergenza che coinvolge l’impianto e produce le gravi emissioni inquinanti, la visita, mai cominciata, si è così conclusa.

 

Un grazie a Marco B. per le suggestive quanto recenti foto scaricate su Internet a conferma delle dichiarazioni della Presidente della Regione. 





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