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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Parco del Mare? Ma BASTA!
Sono 14, quattordici, anni che il presidente a vita della Camera di Commercio ed altre cose, ci frantuma i santissimi con questa telenovela di un Parco, quello del Mare, che ha già cambiato cinque destinazioni, insomma un progetto..
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Notizie Flash

Per esempio.
Giorni orsono alcune migliaia di persone sono sfilate in corteo per Trieste sul tema “Aprite i porti e siamo tutti umani”. Lodevolissima iniziativa. In questi mesi, ma potremmo dire anni, nessuna forza politica è mai..
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Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 128

Tutto qua.

» Inviato da valmaura il 12 January, 2014 alle 3:50 pm

“La discriminazione e l’isolamento, per ragioni di razza, idea politica, sesso, o malattia, determinano la morte civile di un individuo che anticipa e molto spesso affretta la sua morte fisica”: Corte Suprema degli Stati Uniti.

L’isolamento che è stato creato attorno alla figura di Carlo Alberto Dalla Chiesa, Generale dei Carabinieri e Prefetto di Palermo è stata la necessaria premessa per la sua eliminazione fisica da parte della mafia e della politica collusa. La mafia isola sempre con la complicità di politica e società compiacenti di vuole eliminare: dal libro “Delitto Imperfetto” di Nando dalla Chiesa, presentato nel 1986 a Trieste al Circolo Miani, e dall’ultima intervista del Prefetto di Palermo rilasciata a Giorgio Bocca e apparsa su Repubblica una settimana prima della strage di via Carini.

Questa introduzione potrebbe bastare e chiudere qui per far capire quale sia stato, ed è, il costante atteggiamento della classe dirigente triestina e regionale, a partire dalla politica, con la connivenza di stampa e istituzioni, in questi trentatre anni nei confronti del Circolo Miani e delle sue iniziative.

Ci sono state, è vero, delle singole e rare eccezioni, ma la costante è stata quella di cui sopra.

Eppure il Circolo ha organizzato le più partecipate e significative iniziative in campo culturale e sociale che Trieste ricordi in questi anni, portando a Trieste a discutere con i cittadini oltre 150 tra i più importanti testimoni della società italiana ed europea (per vedere i nomi basta scorrere il parziale elenco nella presentazione del Circolo sul sito www.circolomiani.it). Ha edito per cinque anni il più diffuso mensile uscito a Trieste e dalle cui inchieste sono partite molte delle indagini sulla tangentopoli locale, nel silenzio di quotidiani e televisioni. Oggi ha un sito giornale ondine con oltre 47.500 visitatori. E dunque perché?

Semplice, proprio per questo. Perché una società immobile, ignorante ed arrogante, chiusa, percorsa da umori pieni di livore e di invidia, con il perenne terrore che qualcuno insidi le rendite di potere e sottopotere stratificate nella politica e nella società, con una assenza pluridecennale, salvo il troppo breve periodo della proprietà Melzi al Piccolo e Messaggero Veneto, di un giornalismo e di una informazione degni di questi nomi a Trieste ed in Regione (vale anche per la quasi totalità dei TG televisivi pubblici e privati). Una simile società, in cui si inseriscono automaticamente anche i soggetti “nuovi” che di volta in volta compaiono sulla scena politica ed economica, non può sopportare l’esistenza di qualcuno, in questo caso la nostra Associazione, che non risponda a questi schemi ma anzi corra il rischio con la sua completa autonomia di metterli in crisi. Anche e soprattutto per l’elevatissima partecipazione, forse, anzi senza il forse, la più alta in questi trenta e passa anni, dei cittadini alle iniziative promosse dal Circolo. E, del pari, il persistere nella comunità di un forte rapporto di fiducia e credibilità, esattamente il contrario di quanto accade per politica, sindacati ed istituzioni, verso le attività promosse dal Circolo Miani.

Pertanto tutto è stato fatto per colpire, danneggiare, limitare le iniziative del Circolo Miani in questi anni. L’uso disinvolto dei finanziamenti pubblici a favore di tutti gli “amici degli amici” da parte di Regione, Provincia e Comune. I tentativi di veri e propri boicottaggi messi in atto facendo pressioni, sempre respinte a onor del vero, su alcuni degli “ospiti” invitati a parlare a Trieste per dissuaderli a venire. Si anche questo è accaduto e più frequentemente di quanto si pensi. Le ripetute campagne di diffamazione nei confronti dell’Associazione, quando la sistematica censura e il silenzio decennale degli organi di stampa non erano bastevoli. Fino alla creazione eterodiretta dalla politica di comitatini tesi a contrastare in realtà solo le iniziative promosse dal Circolo Miani, Servola Respira, La Tua Muggia e Comitati di Quartiere sul territorio, grazie alla ampia disponibilità di “mone” in città come sempre ricordava l’amico Nereo Rocco. Financo provando ad usare le denunce e gli esposti calunniosi per cercare di colpire il Circolo con l’azione giudiziaria, visto che tutto il resto non era bastato.

Ora siamo alla fine, e nonostante il Circolo Miani sia impegnato nella nuova campagna di manifestazioni cittadine con le sei edizioni del TG da Strada, con annessa mostra fotografica, realizzate tra novembre e dicembre 2013. E viva, per pagare bollette e costi, con le campagne di autofinanziamento realizzate in strada, davanti ai supermercati, grazie all’impegno di un gruppo di meravigliosi volontari, gli stessi che aiutano a tappezzare muri e portoni con le migliaia e migliaia di locandine per informare i cittadini delle iniziative del Circolo, silenziate appunto da stampa e TiVù.

Il 21 gennaio l’ATER, presieduto da un commissario componente i vertici provinciali del PD e diretto da un altro segretario provinciale, ma di Pordenone, del PD ed ex segretario regionale della Margherita, metteranno in esecuzione lo sfratto del Circolo dalla sede e dal magazzino che occupano dai primissimi anni ’90 e che sono diventati un punto di riferimento, uno strumento indispensabile di incontro, aggregazione e riunione per migliaia di persone in questi anni, complice anche l’assenza di qualunque struttura pubblica gratuita sul territorio comunale.

A questa fine personalmente non desidero assistere. Tutto qua.

Maurizio Fogar




Quarta edizione !!! ma del TG da Strada.

» Inviato da valmaura il 12 December, 2013 alle 12:02 pm

Quarta edizione !!!
TG da Strada, sabato 14 dicembre, alla ore 17, in via delle Torri lato piazza San
Giovanni.
Curato dal Circolo Miani e condotto da Maurizio Fogar, con tante nuove immagini da ammirare.
Ogni scusa è buona per esserci: soprattutto il piacere di ascoltare e vedere quello che piccolo giornale, rai regionale, telequattro ed orpelli vari censurano.
Passaparola.



Un sindacato scandalosamente silente. Mentre la politica invece …..

» Inviato da valmaura il 8 December, 2013 alle 2:21 pm

Ottantatre sono le persone che lavoravano in Ferriera morte di due tumori, alla vescica ed ai polmoni, dal 2000 alla fine del 2012.

Questi dati ufficiali, sono in realtà numeri terribili ma parziali ed ancora in ampio difetto rispetto alla situazione. Essi prendono in esame infatti solo due tipologie di cancro ma se invece comprendessimo tutte le vittime, i lavoratori colpiti da ogni tumore, ed ancora aggiungessimo quelli ammalatisi di malattie polmonari, “semplici” ma letali quali la broncopatia ostruttiva e l’efisema, allora tale cifra dovrebbe essere almeno raddoppiata se non di più.

E di fronte a questo bollettino di morte, reso noto comunque con incredibile ritardo, a più di una settimana dalla sua pubblicizzazione il sindacato che ha detto? Assolutamente nulla. Muti e zitti.

Non hanno aperto bocca né le segreterie di categoria della triplice e di altre sigle, e tantomeno i segretari provinciali o i Belci di turno, oramai tuttologi sul piccolo giornale. Sempre pronti a dire la loro sull’universo mondo, ma improvvisamente senza parole di fronte a due semplici cifre.

Ma che sindacato è questo? Se non è in grado di tutelare e difendere la salute dei propri iscritti e di tutti i lavoratori, e con essa la salute e la qualità della vita di decine di migliaia di triestini e muggesani.

Già perchè a dramma si aggiunge dramma. Questi sono i numeri che riguardano chi stava dentro la Ferriera e la moltitudine che vive fuori? A Muggia, a San Sabba, a Monte San Pantaleone, a Valmaura, a Servola, a Chiarbola-Ponziana, a Campi Elisi-San Vito, insomma a mezza popolazione della nostra provincia?

Così avevamo commentato alcuni giorni fa sulla pagina di Facebook del Circolo Miani l’incredibile silenzio che certifica la fine del sindacato tradizionalmente inteso e che fa capire tante cose, a partire dalle miserevoli condizioni in cui versa l’impresa a Trieste ed il mondo del lavoro ad essa correlato. Ma la politica, le istituzioni pubbliche, non avevano proprio nulla da dire?

E lasciamo perdere quel simulacro di confindustria che ci ritroviamo a Trieste dove il Razeto riesce solo a ripetere un mantra vecchio di anni sul “sistema Trieste e fare squadra”. Chiacchiere che sentiamo da decenni perlomeno da quando ci raccontano le baggianate di “Trieste porta sull’Est” fino all’ultima variante Lettiana di “Trieste ponte verso l’Est”. Ecco questa ci mancava, oramai la Slovenia, la Polonia, l’Ungheria e via di questo passo sono da anni nell’Unione Europea e questi manco se ne accorgono, già che c’erano potevano inneggiare ai Savoia ed al “fiume sacro alla patria” per finire al “ponte tra Trento e Trieste”.

Orbene se in questa estrema landa d’Italia ci fosse un giornalismo degno di questo nome non passerebbe giorno senza che l’informazione scritta e radiotelevisiva, a proposito altro che i “Ring” per pugili suonati, mordesse le natiche, incalzasse politici, amministratori, tecnici sanitari, e cosi avanti sulla strage dei numeri resi ufficiali, e per difetto, emersa tra i lavoratori della Ferriera: Appunto se ci fosse … Dunque giriamo pagina e cerchiamo di capire i perché di questo silenzio tombale, mai parola calza di più, di politici, tutti: dai grillini alle frange estreme dell’ex Pdl, ed amministratori pubblici con i loro annessi, ARPA, e connessi, ASS.

Ma prima una domanda banale: perché uno sceglie di impegnarsi in politica?

Per molti di noi, una volta, la risposta era ovvia e scontata, come quella che Andy Garcia da a Sean Connery nel film “Gli Intoccabili” quando gli chiede del perché si sia arruolato in Polizia. Per riparare ai torti, alle ingiustizie, per aiutare i più deboli a difendere i loro diritti, per rendere migliore la società e maggiormente degna di essere vissuta la vita di noi tutti. Belle parole e ne potremmo aggiungere altre a dovizia, ma la più interessante per noi è quello “spirito di servizio” che politici ed amministratori, meglio se di sinistra, accanto alla parola magica “ascolto e partecipazione del territorio”, proclamano ad ogni sorgere dell’alba. E tutti, a parole e sempre e solo a quelle, “attenti al sociale, ai problemi della gente, ecc …”.

Ma oggi la politica è divenuta, soprattutto a partire dai primi anni ottanta, una professione, pura e semplice, con tanti vantaggi e prebende che altre scelte lavorative, per altro tutte più faticose, non danno. Diremmo che a Trieste ed in regione si possono contare sulle dita di una mano i nomi di esponenti politici dignitosi e fermi nei loro principi giovanili.

E pertanto questa è una prima ragione del loro silenzio: non riescono nemmeno a capacitarsi di cosa significhi la tragedia di centinaia di famiglie costrette a scegliere tra patimenti e morte a breve, medio termine, e la sopravvivenza fisica garantita da un lavoro pericoloso, per niente gratificante e sotto pagato. I politici non lo capiscono perché da tempo hanno smesso non solo di vivere, magari in famiglia, queste dure esperienze, ma analogamente hanno perso ogni capacità di contatto con la realtà che li circonda. Parlano lingue diverse dove la stessa parola, il tempo, hanno un significato completamente incomprensibile rispetto al comune sentire della comunità. Due mondi, uno piccolo ed elitario in cui si entra per cooptazione, che sta sopra, e la massa degli altri sotto. E dove anche coloro, assai pochi e rari che ci entrano per meriti, finiscono in breve tempo fagocitati ed omologati.

Il secondo motivo del loro insolito tacere è soprattutto di calcolo politico ed utilitaristico.

Facciamo sempre l’esempio Ferriera. E’ dal 2001 che la proprietà ne aveva annunciata la chiusura e chiesto a Stato e Regione di programmare il riutilizzo del sito e la ricollocazione dei dipendenti. Dunque sono passati quasi tredici anni, e allora non c’era la crisi ed i soldi pubblici correvano a fiumi, anche europei. Lo sapete quale è stato l’unico progetto presentato?

Quello realizzato a Bagnoli, dove hanno chiuso e riconvertito l’Ilva di Napoli, proposto nel percorso dal Circolo Miani.

Diverte oggi il Lauri di SL (togliere la E di ecologia ci sembra doveroso dopo il clamoroso infortunio di Vendola e soprattutto dopo i “brillanti risultati” prodotti dal loro unico amministratore locale: quel Laureni in giunta comunale a Trieste) strumentalizzare le cause del fallimento produttivo della Ferriera accusando il centrodestra di Tondo, ma anche di Dipiazza aggiungiamo volentieri noi, degli ultimi cinque anni, “di non aver saputo individuare, con il tavolo coordinato dalla Regione, alcuna prospettiva per la riconversione”. Giusto, ma la giunta regionale di centrosinistra a guida Illy, con Cosolini assessore nonché presidente del Tavolo istituzionale per la dismissione e riconversione della Ferriera (quinquennio 2003-2008) che diavolo ha prodotto? Quando il Lauri faceva l’addetto di segreteria dell’unico assessore regionale dell’allora suo partito? O preferisce dimenticarlo per carità patria.  Il NULLA questo ha prodotto, o meglio ha tutelato come di più non si poteva gli interessi dei capitalisti bresciani prima e poi, come gli ha definiti recentemente Cosolini, ah si: degli “avventurieri russi”, partorendo quella meraviglia dell’AIA di cui con solo cinque anni e mezzo di ritardo si accorge ora anche il Sostituto Procuratore Federico Frezza. A proposito, lo avevamo già scritto: come è possibile che l’avvocato Borgna, esponente di spicco del PD, continui a patrocinare la proprietà della Ferriera anche nell’ultimissimo ricorso al Tar contro Regione, Provincia e Comune, tra gli altri, e nel contempo sia indicato e nominato da questi enti a rappresentarli in importanti consigli di amministrazione, lautamente retribuito, uno per tutti la presidenza di Acegas-Aps confluita in Hera? Da iscritto del PD sarà un problema etico suo o del suo partito, ma qui stiamo parlando di un vero conflitto di interessi tra pubblico e privato, o ci sbagliamo?

Ed allora l’incapacità di faticare, studiare, imparare: in una parola sola lavorare al servizio dei cittadini, al di fuori della scontata routine della politica odierna, delle veline su di una stampa prona e genuflessa (trasversalmente), l’attrazione verso un “mondo che conta” soprattutto economicamente, ha fatto il resto, quasi naturalmente.

E “gli sventurati (non) risposero”, ci scuserà il Manzoni ma fà lo stesso.




Vengo con il TG, ma da Strada naturalmente.

» Inviato da valmaura il 4 December, 2013 alle 10:12 am

Terza edizione Venerdì 6 dicembre, Portici di Chiazza inizio Viale XX Settembre, alle ore 17 e fino alle 20, in onore di San Nicolò il TG da Strada condotto da Maurizio Fogar e curato dal Circolo Miani, e di cose da informare ce ne saranno … http://www.youtube.com/watch?v=G_l7whXCmz0




Le parti in commedia. Peccato che sia tragedia.

» Inviato da valmaura il 3 December, 2013 alle 2:42 pm

Ecco immancabili i commenti sul fiume carsico che si chiama Ferriera.

Esiste e colpisce almeno dal 1998 (ci riferiamo al devastante inquinamento prodotto da allora e ben superiore a quello dei decenni precedenti), ma ne parlano a singhiozzo, o proprio quando ne sono costretti e non ne possono fare a meno. Per il resto a sopire, d’altronde, ci pensa la stampa, scritta e radiotelevisiva, fatto che aiuta a capire perché l’Italia per libertà e qualità d’informazione nelle classifiche mondiali sia praticamente agli ultimi posti, pure dietro l’Uganda, che non è proprio un bel apparire.

Così il piccolo giornale riscopre con quasi sette anni di ritardo i risultati di una ricerca curata allora dal Cigra e che il Circolo Miani e Servola Respira presentarono in ripetute conferenze stampa e pubblicarono nel 2007 sul sito giornale www.circolomiani.it. Ovviamente il giornalino si guardò bene dal riprendere la notizia, semplicemente la ignorò negando ai lettori e ai triestini, intesi come provincia, notizie vitali, è proprio il caso di dirlo, e censurò sistematicamente Circolo Miani e Comitati di Quartiere, quelli veri.

Così la politica di ogni stampo e colore che di Ferriera con annessi e connessi si occupa solo quando succede qualcosa di eclatante, per il resto zitti e nisba, come se la partitocrazia fosse di per se un salvagente contro tumori e malattie: proprio intelligenti.

Quanto emerge oggi non è cosa assolutamente nuova, e chi ha frequentato anche solo una manifestazione od assemblea promossa in questi ultimi quindici anni dal Circolo Miani lo sa perfettamente. Dal 1998 in poi lo abbiamo detto e scritto, vedersi pure i primi servizi sempre sul nostro sito giornale, assieme ai medici del Burlo e del Centro Tumori, che già avevano prodotto nei loro campi ricerche con dati analoghi quando non peggiori di quelli “scoperti” solo oggi. Tanto da chiedere, era il novembre del 1998, pensate 15 anni esatti fa, all’Azienda Sanitaria triestina di fare una indagine epidemiologica sul territorio di tutta la nostra provincia anche per capire le cause e le origini di quel primato nazionale per mortalità da tumori che Trieste detiene saldamente da anni.

Ci hanno sempre risposto picche, nella più completa indifferenza di politica, sindacato, confindustria (si anche gli imprenditori crepano di cancro) e stampa. Ma anche la magistratura, in particolare la Procura di Trieste ha dato ben poco peso e sostanza a queste pubbliche denuncie, che poi erano null’altro che notizie criminis, come si dice in gergo, ed i cui dati uscivano già sette e passa anni fa chiari e netti anche dagli studi e dalle analisi dei consulenti della … Procura!

Pertanto non possiamo che confermare quello da noi scritto nel titolo del nostro pezzo di ieri: “Troppo poco, troppo tardi, con troppa poca credibilità”. E’ forse un caso unico in Italia, che la sfiducia nell’operato della giustizia a Trieste sia pari, se non perfino superiore, a quella che i cittadini provano nei confronti di politica e istituzioni: vedi Regione, Provincia, Comune, Arpa, Ass, e poi si domandano, giusto per lo spazio di un mattino e di un titoletto in cronaca, come mai alle ultime elezioni regionali di quest’anno a Trieste gli elettori sono stati appena il 41%. Insomma 6 cittadini su 10 non sono andati a votare.

Ma recuperiamo pure i commenti, i primi che ne seguiranno altri, che il pudore ed il senso del ridicolo non albergano in queste lande, di amministratori vari sul piccolo giornale sempre prodigo di spazio per la politica e la pubblicità a pagamento.

L’assessore all’ambiente (?) del comune ci ha informati per la quarta volta in più di un mese che l’inchiostro dell’ordinanza-invito alla Ferriera pare finalmente essersi asciugato e che dunque il sindaco si, il condizionale e d’obbligo, accingerebbe, nelle vesti di Ufficiale Sanitario, a firmarla. Aspettavano ancora qualche giorno e la Ferriera chiuderà naturalmente per mano della fallita proprietà. Non pago il signore di cui sopra si affanna a difendere il “calo” delle emissioni di BenzoApirene che si sarebbe, qui il condizionale è vieppiù di rigore, verificato nel mese di settembre. Che semplicemente il vento abbia tirato in altra direzione, dove non ci sono controlli, non lo sfiora nemmeno. Anche perché da “tecnico” avendo lavorato una vita nel servizio Medicina del lavoro dell’ ASS, allora USL, quando parla di certe cose non ha nemmeno l’attenuante dell’ignoranza che primeggiava invece nei suoi predecessori al Comune.

Poi s’aggancia al carro - venghino venghino siore e siori – pure la sua omologa in Regione che rassicura i triestini, che stanno “monitorando” e “seguendo giorno per giorno” la situazione Ferriera. Ecco allora siamo tranquilli, infatti visti i brillanti risultati eravamo un tanticchia preoccupati, peccato che usi le stesse parole di Tondo, De Anna, Lenna, Moretton e via risalendo indietro nei lustri. Certo non si può dire che abbiano molta fantasia.

Ma attenzione la signora senza volerlo mette una pietra tombale sopra le insensate speranze di chi confidava in un miracolo del cav. di Cremona, Arvedi Giovanni, lasciandosi sfuggire l’ammissione che di soldi pubblici da investire sul progetto non c’è nemmeno il becco di un quattrino, a Trieste, in Regione ed a Roma.

Insomma niente di nuovo, solo la conferma di quanto da noi detto e scritto in tutti questi anni.

Peccato solo che nessuno voglia riconoscerlo e che incapaci di affrontare questa tragedia riescano solo ad impegnarsi nel tentativo di far chiudere il Circolo Miani, privando Trieste del principale strumento di partecipazione sociale e di difesa degli interessi dei cittadini in questi ultimi 33 anni, chissà sarà la coincidenza degli anni di Cristo a spingerli a lapidarci.

Dovremmo esserne orgogliosi visto che indiscutibilmente siamo stati gli unici a vederla giusta, ed invece no, siamo tristi ed incazzati. Per il destino dei lavoratori, che va detto poco hanno fatto per evitarlo, ma soprattutto per la salute persa e la qualità della vita pessima che decine di migliaia di persone hanno dovuto subire per i decennali ritardi e le incapacità di chi ci governa. E per i mancati controlli, non dimentichiamolo.

Già 83 operai morti di tumore dal 2000 ad oggi dentro la Ferriera, ma … e fuori?

Qualcuno vuol risponderci?





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