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Circolo Miani » News Correnti » Page 127

Ferriera. Coerenza e credibilità.

» Inviato da valmaura il 10 June, 2017 alle 12:01 pm

“Quel cancro lo chiudo domani!” (giugno 2001) Sindaco Roberto Dipiazza.

La sfida di Dipiazza: “Se non faccio sparire questo cancro dalla città me ne vado”.

Il Piccolo 11 dicembre 2016.

Non è una battuta dal film “Balle spaziali” di Mel Brooks, ma è la triste verità triestina.

E noi lunedì 19 giugno alle ore 18, saremo in piazza Unità dinanzi al Municipio, per ricordarlo.

“Ferriera 365 giorni. Dipiazza dimettiti”

Ad un anno esatto dall'insediamento del Sindaco Roberto Dipiazza, quello dei "100 giorni".

Un aforisma fatto apposta per lui, che sui suoi seguaci non merita sprecare parola alcuna.

“Chi ricopre cariche pubbliche prima di agire non deve chiedersi cosa potrebbe succedergli, ma prima di tutto cosa potrebbe succedere ai cittadini se lui non agisse.”

Se salute e dignità per te non sono solo parole vuote partecipa e … Passaparola!




Ferriera. Perfetta continuità.

» Inviato da valmaura il 7 June, 2017 alle 2:16 pm

Cosolini – Dipiazza: stessa faccia (di bronzo) e stessa razza.


Il sindaco Cosolini assume come consulente del Comune per la “dismissione e riconversione” della Ferriera l’ex direttore della stessa e della Lucchini Italia, arrestato e sotto processo per “falso e smaltimento illecito di rifiuti speciali (tossici)”, Francesco Rosato, nel frattempo individuato da Arvedi come responsabile della neo costituita Siderurgica Triestina per prendere lo stabilimento in perfetta continuità produttiva.

Il sindaco Dipiazza assume come consulente, nella sua promessa di chiudere la produzione siderurgica della Ferriera nei primi “cento giorni”, il chimico Barbieri, per altro già indicato in campagna elettorale da Cosolini come suo nuovo Assessore all’Ambiente.

Lo fa perché come scritto nel suo decalogo dei 100 giorni, il Comune acquisterà una centralina di monitoraggio, divenuta nei mesi sulla stampa “una rete di centraline comunali” (mai vista una che sia una!), e soprattutto perché come dichiarato innumerevoli volte su Piccolo e TiVù (l’ultima la settimana scorsa in Settima Circoscrizione dall’assessore all’ambiente Polli) la nuova amministrazione non si fida dell’Arpa Fvg.

Peccato che il prof. Barbieri sia, come pubblicato da una nota della Presidenza della Regione di data 21 luglio 2016, uno dei quattro massimi dirigenti, che affiancano il Direttore generale Luca Marchesi, del Comitato scientifico della stessa ARPA Fvg, ove si recita “Il Comitato rappresenta infatti un organismo a disposizione di ARPA FVG con funzioni di supporto per valutare, dal punto di vista dell'indirizzo scientifico, l'adeguatezza dell'azione dell'Agenzia rispetto ai propri compiti istituzionali.” Ed ancora “Compito del Comitato sarà dunque quello di esprimere dei pareri e degli indirizzi sulle problematiche affrontate dall'Agenzia, dal punto di vista dell'approccio metodologico e scientifico. Dovrà formulare delle proposte innovative, finalizzate a garantire il continuo allineamento ai migliori standard nazionali e internazionali.”

Dunque il Comune assume un consulente per sostanzialmente confutare i dati forniti dall' Arpa, ente di cui nel medesimo tempo la persona è dirigente.

Ma la continuità tra Cosolini e Dipiazza non finisce qui.

Da Assessore regionale al Lavoro nel quinquennio 2003-2008 (Presidente Illy) Cosolini presiede il Tavolo istituzionale per la chiusura e riconversione della Ferriera il cui risultato è l’entusiastico rilascio della prima AIA alla russa Severstal/Lucchini.

L’Assessore regionale non risparmia decine di dichiarazioni alla stampa in cui deride Dipiazza su “abbiamo fatto Bingo. Arvedi viene a Trieste a prendersi la Ferriera (2007)” e imputa al Sindaco di non aver emesso alcuna ordinanza “per chiudere la Ferriera” come in realtà poteva fare in qualunque momento (parole di Cosolini).

Poi da Sindaco, Roberto Cosolini (2011-2016), dichiara quasi ogni giorno alla stampa locale che il Sindaco non può fare nulla perché l’unica ad avere gli strumenti per chiudere la Ferriera è la Regione (retta dal centrodestra dell’amico di Dipiazza, Tondo). Ovviamente senza che nessuno, ma il giornalismo da queste parti è merce assai rara, gli ricordi che per cinque anni ha governato la Regione e dichiarato l’esatto opposto, fino alla prima intervista con la Nadia Toffa delle Iene ed allora scoppia il putiferio.

Da Consigliere regionale e Capogruppo Dipiazza imputa pubblicamente al Sindaco Cosolini, più o meno con le stesse parole usate in precedenza dall’assessore regionale Cosolini, di non voler chiudere la Ferriera con una ordinanza in veste di Ufficiale Sanitario del Comune (come fatto ad esempio dal sindaco di Piombino con la cokeria sempre della Lucchini).

Poi a Telequattro la sceneggiata elettorale del decalogo dei “100 giorni” firmato in diretta, ed oggi decine di dichiarazioni che il Sindaco non ha gli strumenti per farlo e che la responsabilità è tutta della Regione, a partire dalla vituperata Arpa, chiaramente a guida Serracchiani/PD.

Una scalcinata commedia degli inganni per sfuggire alle responsabilità, coadiuvata dai pasdaran (guardiani della Rivoluzione) già cosoliniani ed ora dipiazzisti di complemento che, pur non distinguendo una lavatrice da un altoforno, dichiarano a priori come tutte le proposte tecniche per fermare gli impianti della Ferriera avanzate da Circolo Miani e Servola Respira “sono impraticabili”. Ovviamente senza mai spiegarne le ragioni.

Un indecoroso scaricabarile e scambio dei ruoli sulla salute e sulla pelle della gente e dei lavoratori, lungo 20 anni.

Capite ora l’importanza di essere lunedì 19 giugno (primo anniversario dell’insediamento di Dipiazza a Sindaco nel suo terzo mandato) alle ore 18 in piazza Unità dinanzi al Municipio!




Trieste. Giornalismo? Ma ci faccia il piacere!

» Inviato da valmaura il 29 May, 2017 alle 1:14 pm

Sappiamo che quando si parla di informazione dappertutto, anche e soprattutto sui social forum, si ottiene il minimo di ascolti e lettori.

Questo perché le persone sottovalutano pericolosamente il ruolo di stampa, tivù e internet nella nostra società e nelle nostre scelte.

Cattiva informazione equivale a cattiva democrazia e lascia senza sponde i meno garantiti: dai più deboli economicamente, ai “fuori dal coro” del conformismo sociale.

A Trieste poi, per la situazione di monopolio nel mondo della carta stampata la situazione è ancora peggiore.

Prendiamo ad esempio il caso recentissimo della riunione ministeriale sulla Ferriera.

Il Piccolo la presenta attraverso i resoconti commentati dal Sindaco Dipiazza, che a Roma non c’era, e dall’assessore all’Ambiente Luisa Polli che rilascia una dichiarazione apparentemente drastica sulle inadempienze della proprietà, sanzionate dal Governo, e su di una Regione sostanzialmente inerte.

Il giorno dopo, sempre sul Piccolo, appare una paginata della Regione che arriva ad accusare di falso la Polli per quanto dichiarato e rimanda alle registrazioni che sempre si fanno delle riunioni ministeriali.

Il terzo, quarto giorno e così a seguire, silenzio totale, come se nulla fosse accaduto.

Ma che giornalismo è questo? Quale rispetto si ha verso i sempre meno lettori che comunque cacciano i quattrini per acquistare il foglio locale?

Qui siamo di fronte ad uno scontro istituzionale, su di un tema che appassiona e lacera la città da quasi venti anni: la Ferriera, non ad una diversità di opinioni o pareri.

Qui la Regione accusa un assessore della Giunta Dipiazza, dunque un rappresentante dell’istituzione Comune, di aver mentito dichiarando il falso.

Se la Regione ha ragione, ci sono le registrazioni per verificarlo, la signora Luisa Polli non può rimanere un secondo di più assessore comunale, o si dimette o il Sindaco deve revocarle delega e mandato.

O la Regione ha torto, ed allora oltre a cacciare i responsabili di quella nota deve chiedere pubblicamente scusa all’assessore Polli ed al Comune.

Tertium non datur, dicevano i Latini.

Pero qui invece c’è un “terzo” che ne esce malissimo: ovvero il giornalismo del Piccolo.

A cosa servono i “crediti” formativi dei corsi di un anacronistico Ordine dei giornalisti se, soprattutto per rispetto ai sempre meno che così saranno viepiù di meno lettori, il giornale che ha generosamente ospitato la doppia versione, cancellando come al solito tutti gli altri, non chiarisce chi ha ragione e chi mente su di una vicenda così delicata ed importante.

Capiamo che ciò comporta uno sforzino lavorativo in più per i “professionisti” di questa informazione locale, ma etica e dovere del giornalismo imporrebbero questo, e soprattutto lo esige il diritto all’informazione della nostra comunità.

https://www.youtube.com/watch?v=6bjQOwXMoPk




Ferriera. Venghino siore e siori …

» Inviato da valmaura il 28 May, 2017 alle 1:50 pm

Ferriera. Venghino siore e siori …
Che al Circo Zavata di Trieste c’è ancora tanto posto!

 

E cominciamo da “Gli scugnizzi del Sindaco”.
Cosa non si fa per salvare il centrodestra, e per fortuna che si dichiarano “apolitici”.
Questa la nota inviata ieri da Maurizio Fogar e ovviamente mai ripresa dalla stampa.
“Impegnato come relatore nella mattinata ad un convegno tenutosi a Gorizia, sono stato informato che stamane nella trasmissione Sveglia Trieste su Telequattro , condotta da Marco Stabile, una tale signora Barbara Belluzzo per nome del Comitato 5 dicembre credo, avrebbe sostenuto come non esista alcun verbale ispettivo datato 13 settembre 2016 in Ferriera e sottoscritto anche dal Comune, e che il Tar, riprendo in sintesi, non avrebbe mai dato torto al Comune.
Infatti in una ordinanza in questione, i giudici del Tar addirittura scrivono di assenza di “bonus iuris” (in buona sostanza accusano il Sindaco di lite temeraria) da parte degli estensori il ricorso comunale, e non a caso addebitano il pagamento di tutte le spese di giudizio, comprese le parcelle della controparte, al Comune di Trieste.
Nell’altra il Tar dichiara decaduta l’ordinanza del sindaco Dipiazza proprio sulla base del verbale ispettivo, che si allega in copia (prego leggersi attentamente le cinque righe conclusive e le firme di sottoscrizione di Regione, Arpa, Comune, Ass, Vigili del Fuoco (!) e Proprietà Ferriera) del 13 settembre 2016.
Si tratterebbe dunque di due menzogne acclarate e ridicole.
Spiace notare che, se la signora può, come recitava un noto siparietto di Carosello, “con quella bocca dire ciò che vuole”, il giornalista che conduceva la trasmissione non abbia ritenuto di smentire immediatamente le falsità che hanno tratto in inganno i telespettatori, come dimostrano le telefonate ricevute.
A meno che lo stesso giornalista ignorasse due notizie così importanti che hanno tenuta viva la cronaca cittadina per diverso tempo.
Lascio ad altri trarre opinioni e conclusioni.
In quanto a dire il falso, deve essere una moda da parte dei sostenitori del Sindaco, come dimostra il caso della Luisa Polli denunciato dalla Regione FVG.
Qualcuno spieghi a queste persone che la campagna elettorale per il Comune è finita da un anno, non da “100” giorni, e che per quella delle prossime regionali ci vogliono ancora dodici mesi.
E soprattutto che non si bara con la salute e la vita di così tante persone.

Bravo Roberti! Ed ora sequestra l’Altoforno.
Dal Piccolo di oggi: “Strumenti sotto sequestro agli artisti di strada abusivi
Della serie: debole con i forti e forte con i deboli.
Chi si mette a strimpellare qua e là, in barba al regolamento, e magari domandando l’elemosina «ALTERA LE CONDIZIONI DI VIVIBILITA’ e legalità civile, turbando il libero utilizzo degli spazi pubblici e CREANDO PREGIUDIZIO DEL DECORO E DELLA VIVIBILITA’ URBANA”, precisa l’ordinanza emessa dal Vicesindaco Roberti. E quindi, oltre alla multa, d’ora in avanti si vedrà confiscare gli strumenti e le attrezzature rumorose «al fine di EVITARE LA REITERAZIONE DELL’ATTIVITA’ VIETATA». «Ripeto, la nostra non è una crociata - puntualizza - ma è un modo per garantire l’ordine. Perché purtroppo c’è chi non rispetta nulla, a prescindere dalle regole che metti.”
I nomi Lucchini, Severstal, Arvedi, le suggeriscono niente?

Ponzio Pilato Razeto: «Prematuro prendere posizione sulla Ferriera». E quando mai!
Questo è il presidente di Confindustria che prima di essere eletto all’incarico dichiarava al Piccolo che la presenza della Ferriera era incompatibile con la città e subito dopo aver messo piede a Palazzo Ralli sempre sul Piccolo pontificava che la Ferriera è strategica per Trieste.
Uomo coerente e di saldi principi!

La “bretella dei dementi”.
Così oramai i triestini hanno battezzato l’ultima perla della Giunta Dipiazza in viale Miramare.
A qualcuno piace di più citare la “boiata pazzesca”, in verità abbiamo addolcito la prima parola, di Fantozziana memoria.
Certo, oltre al probabile rischio incidenti ed intasamenti al traffico già congestionato d’estate, se proprio si avevano soldi da buttare perché non impiegarli per aiutare concretamente i tanti triestini che sopravvivono sotto la soglia di povertà, e che aspettando da mesi i sospirati sussidi?

Servola. Non nominare il nome invano. Anzi non nominarlo proprio.
Poi ci sarebbe la questioncella del bancomat a Servola con le 500 firme tirate su dalla consigliera alla Settima Circoscrizione Aurora Marconi, scrivere anche rappresentante eletta di NO FERRIERA Si Trieste portava via troppo spazio?
Ridicoli anche nella censura.




Ferriera. Comune e Regione “solo chiacchiere e distintivo”.

» Inviato da valmaura il 26 May, 2017 alle 2:10 pm

Da quanto riporta oggi il Piccolo, dunque da prendere sempre con pinzetta e guanti di lattice, la seduta ministeriale sulla verifica del cronoprogramma governativo sulla Ferriera ha dimostrato ritardi della proprietà sui lavori (messa in sicurezza delle acque di falda) e che Comune e Regione sono preparati e competenti sul tema come un “turco alla predica”.

Questa ultima cosa è veramente disarmante da un lato e preoccupante dall’altro.

Per il resto due paginate del giornale riempite solo di fumo, e più di quanto ne emetta la Ferriera.

Cosa vuol dire la Polli, che in questo Comune prosegue la serie infausta di assessori come Laureni e Bucci all’Ambiente, quando sostiene “l’impegno chiesto dal sindaco nell'incontro con i cittadini porterà all’emanazione di un’ordinanza per mettere alle strette Arvedi, affinché faccia «ciò che deve essere fatto»”. Biblico!

Siccome non eravamo tra la trentina di persone presenti “all’incontro con i cittadini”, assessori e politici compresi, ci illustra in concreto di cosa tratterà questa annunciata ordinanza?

In modo che Arvedi stringa la cinchia in anticipo e si prepari prono a “fare ciò che deve essere fatto”. Appunto cosa? Ci toglie la curiosità o non lo sapete nemmeno voi?

Poi arriva il Sindaco con il carico da novanta. “Il Comune di Trieste procederà con la sua azione per portare alla chiusura dell’area a caldo”.

Ecco se è la stessa azione seguita fin qui, in 365 e non 100 giorni, che guai a menzionarli che altrimenti vanno in depressione, allora bisogna solo sperare che le voci circolanti in Confindustria a Milano, sulle intenzioni di Arvedi di smobilitare a Trieste per interessi propri, siano vere.

Ma anche a Roberto Dipiazza poniamo ugual domanda. Su cosa si basa questa azione comunale? Confidiamo non su quello fatto finora perché al massimo può portare alla chiusura di una finestra in Comune.

In quanto ai picchetti estivi fuori dalla Regione promossi dalle falangi, che ultimamente si sono viste pochino, delle sue appendici elettorali, e richiami a turbative dell’ordine pubblico in città, ecco la situazione ci pare grave ma non seria.

E lasciando perdere i frasari militareschi di chi non ha ancora smesso di giocare ai soldatini, vi ricordiamo l’appuntamento di lunedì 19 giugno alle ore 18 dinanzi al Municipio in piazza Unità: “Ferriera 365 giorni. Dipiazza dimettiti”.

I triestini sono francamente stufi di essere presi in giro, oltre che di essere avvelenati da Ferriera, politica e stampa.

https://www.youtube.com/watch?v=5XB5Hqp5BvE





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