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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

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*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 121

Visto e rivisto. In francese: dejà vù.

» Inviato da valmaura il 21 March, 2015 alle 1:30 pm

Le lacrime di Arvedi, Allah ci scuserà.

Al gioco del Poker nel bluff bisogna sempre “vedere le carte”.

In questo caso non si tratta di picche, cuori, quadri o fiori, ma di fatture. Si proprio fatture, e con il timbro “pagate”, per cortesia e non per sfiducia.

Per iniziare la fattura del prezzo pagato per l’acquisto dello stabilimento.

Incredibile a dirsi ancora oggi a sei mesi dalla compravendita tra un commissario governativo, cioè un pubblico funzionario, vabbè condannato pochi mesi fa in primo grado dal tribunale di Taranto a otto anni e sei mesi per le morti di una dozzina di lavoratori dell’Ilva, ma per il garantista Renzi è dettaglio insignificante tanto che la sua Vice, la Serracchiani, non ha problemi ad incontrarlo, ed Arvedi, non si conosce quanto è stato pagato. Forse non lo sanno ma è un obbligo di legge che stanno disattendendo, lo abbiamo ricordato anche al Commissario del Governo di Trieste, formalmente con una lettera datata 5 gennaio scorso, ma ancora senza risposta. In barba ovviamente ad altra legge dello Stato che sembrano essere degli optional quando riguardano i ricchi, famosi e potenti. Con i poveri e gli sfrattati ad esempio si è sempre inflessibili “in nome della legge” che è sempre “uguale” quanto implacabile però solo con i “disgraziati”.

Ricordiamo ancora l’imbarazzato Rosato della Siderurgica Triestina, oggi declassato da Arvedi a numero due, promettere a Maurizio Fogar al Circolo della Stampa, il 12 ottobre scorso, ma tanto scorso, che “a breve sarà reso pubblico”. Appunto, tutto sta nel mettersi d’accordo sul significato di quel “breve”: sei mesi non lo sono?

Per continuare: le fatture del costo dei lavori realizzati per cercare di tappare i buchi dell’Altoforno. La perizia Boscolo della Procura ne quantificava i costi, due annetti orsono, in diciotto milioni di euro. Dunque visto che l’altoforno è stato riacceso, ignorando persino le flebili disposizioni del direttore regionale all’Ambiente, che sommessamente se ne è fatto una ragione, dove sono le fatture pagate per almeno quell’importo? E al Boscolo della Procura non viene di dire nulla?

Poi le fatture dei costi per la messa in sicurezza, ad esempio delle vasche di decantazione delle acque meteoriche, previsti obbligatoriamente dai pomposi accordi di programma uno, due, e tra poco … tre, dal Governo. Quelli titolati per … “la riconversione”, di chè?

E potremmo continuare all’infinito o quasi.

Invece di dare queste risposte obbligate, per legge dovrebbero esserlo, ecco invece le lacrime di Arvedi.

Il nome del cavalier Giovanni Arvedi scompare dalla governance della Ferriera di Servola.

Lo ha annunciato lo stesso proprietario. … ma non posso permettere che il nome mio e della mia famiglia che abbiamo una storia di successi e di trasparenza vengano associati a figure di violentatori della salute degli operai e dei cittadini come certi continuano a dipingerci.”

Poiché non abbiamo finora avuto il piacere di vedere il cavaliere con in mano lo stendardo della famiglia troneggiare dalla cima dell’Altoforno, solo il fido maranza del piccolo giornale può far finta di credergli, la reazione della gran parte dei suoi sempre meno lettori, è stata una sequela di sghignazzi.

Anche il tentativo di aizzare i lavoratori, per i sindacati non ce n'é bisogno: s’accodano sempre con perfetto sincronismo come si è visto con la vecchia proprietà russo bresciana in questi quindici anni accettando il ricatto padronale vecchio come il mondo: salute-lavoro, contro  i “comitati” ed “i politici”, che il piccolo giornale esalta oltre ogni decenza, è cosa vista e rivista prima con la Lucchini e poi con la Severstal e sappiamo come è finita: con il fallimento, i libri in tribunale ed i dipendenti in cassa integrazione a zero ore.

La verità è che ancora una volta, l’ennesima, avevamo visto giusto (basta rileggersi gli articoli del nostro sito giornale dal “grande Bluff” a salire o scendere, scimmiottati da pochi altri). E che ora il cavaliere visto profilarsi un “insuccesso” che non è il primo né il più grave, come lui ben sa confidando nella “professionalità” della stampa locale, cerca di trovarsi una comoda via di fuga: un alibi si direbbe in gergo.

Noi per non sbagliare gli rispondiamo con il comunicato stampa qui sotto, serenamente fiduciosi nella solita censura di piccolo giornale e telequattro quanto invece della massiccia risposta dei nostri concittadini (siamo a oltre 7000 firme raccolte).

“Questo pomeriggio, sabato 21 marzo, dalle ore 16 in poi manifestazione in piazza della Borsa, del Circolo Miani, Servola Respira e dei Comitati di Quartiere, nel corso della quale saranno raccolte le firme per la chiusura immediata della Cokeria, del fermo dell’Altoforno ed impianti correlati, del vincolo dello stanziamento di fondi pubblici al mantenimento dei livelli occupazionali, e in solidarietà nei confronti del Circolo Miani contro il sesto tentativo di sfratto previsto per il 6 maggio prossimo messo in atto dall’Ater targata PD.

Nel corso della manifestazione ci sarà un comizio di Maurizio Fogar, Presidente del Circolo Miani, che risponderà pubblicamente alle “originali” dichiarazioni del cavalier Arvedi riportate dalla stampa locale oggi.

Si ricorda che le petizioni hanno già superato le 7000 adesioni. E scusateci se sono poche.”

In quanto alla notiziona in cronaca regionale della visita del Cinque Stelle Di Maio a Trieste ed in Regione, visti i risultati a livello di pubblica opinione una cartolina sul Castello di Miramare rendeva di più, alla righetta dedicatagli nel pastone: “Di Maio, nel pomeriggio a Trieste per incontrare i comitati anti Ferriera”, ecco il piccolo giornale, more solito non ne azzecca una.

Non “i comitati”, al plurale, please, ma uno solo, che gli altri erano impegnati con la gente in piazza della Borsa (oltre quattrocento persone) a tirare su firme. D’altronde chi si accontenta gode.

A proposito gira voce tra i lavoratori che alcune decine di persone, quasi tutte dei paesi dell’est Europa, assoldati da ditte che lavorerebbero in sub-appalto, e pagati un bianco e nero, addirittura dormirebbero su giacigli di fortuna nell’area uffici dell’ex acciaieria e praticamente vivrebbero sempre in fabbrica. Le riportiamo con il condizionale e come voci raccolte tra i lavoratori, sperando vivamente siano infondate, ma l’Ispettorato del Lavoro a Trieste cosa ci dice? Ed il sindacato?

Se il tutto fosse vero, altro che “modello Arvedi”: Abramo Lincoln sarebbe morto per niente.




Imperdibile ma vero!

» Inviato da valmaura il 20 March, 2015 alle 11:20 am

Consegnate le prime cinquemila firme delle petizioni (chiusura immediata Cokeria e appello per salvare il Circolo Miani).

Lunedì all'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, giovedì alla Commissione Capigruppo in Comune.

Vedi https://www.youtube.com/watch?v=Sg6W6Oyi3SE

Questo pomeriggio dalle ore 16 in poi e domani, sabato, idem, in piazza della Borsa (fontana) continuano le manifestazioni cittadine per la raccolta firme.

Detto questo vi invitiamo a seguire martedì prossimo alle ore 18.30 (in replica alle 20.30) sulla televisione RTA (TeleAntenna-TriesteOggi) la puntata di Piazza Grande con ospite Maurizio Fogar.

Imperdibile ma vero!




“Lingue biforcute”.

» Inviato da valmaura il 5 March, 2015 alle 12:30 pm

Così Cavallo Pazzo, Toro Seduto, Nuvola Rossa e gli indiani d’America definivano i “visi pallidi” per le loro promesse sempre tradite. “O violino tzigano” qui sotto, prego.

Quindici anni fa, in una affollatissima assemblea tenutasi al ricreatorio comunale di Servola, Maurizio Fogar, Presidente del Circolo Miani, apriva la sua relazione ricordando che la vicenda Ferriera era fatta da tre inquinamenti. Quello ambientale che colpiva la salute, quello politico che permetteva che tutto ciò avvenisse, e quello dell’informazione che ben si guardava dal tutelare la comunità a tutto vantaggio degli affari di pochi, e per di più non triestini: ieri i bresciani, poi i russi oggi i lombardi.

Orbene tutto questo accade oggi e senza alcuna interruzione di continuità, e sono trascorsi quindici anni!

Ma ciò che colpisce di più è l’assenza assoluta di dignità da parte di chi riveste la carica di rappresentante delle nostre istituzioni. Un presidente di Regione ed un sindaco che nel giro di ventiquattro ore hanno visto la posizione espressa dal rappresentante della proprietà (chiusura della produzione a caldo se persiste l’inquinamento, contro il quale per altro i controllori pubblici nulla di concreto stanno facendo) nella infausta, ennesima, inconcludente seduta del Consiglio comunale dedicata alla Ferriera, smentita dal proprietario Arvedi, ovviamente sulle pagine del compiacente gazzettiere locale. E che possedessero il rispetto verso la carica istituzionale e le comunità che essi rappresentano, non avrebbero esitato un istante a congedare la nuova proprietà.

Qui non si tratta di orgoglio e dignità personali, che sono fatti privati e che come il Manzoni scriveva nei Promessi Sposi facendo parlare Don Abbondio: “Se uno non ce l’ha, non è che se lo può dare”. Qui si tratta dell’elementare rispetto per le istituzioni che la Serracchiani oggi, come Tondo ieri, e Cosolini hanno il mandato di rappresentare.

L’appello poi del Sindaco ad avere pazienza, ad aspettare di vedere se l’esperimento Arvedi riesce, non sappiamo se definirlo patetico o semplicemente la resa, e l’ennesima fuga dalle responsabilità che una classe dirigente politica dovrebbe comunque avere. Trasformare i triestini in cavie umane da esperimento che, in probabile caso di fallimento, pagherebbero con infiniti tormenti, malattie e perfino morti è cosa indicibile che ci rifiutiamo di commentare. Di Lazzari i Vangeli ne citano uno solo e, con tutto il rispetto, Cosolini non fa miracoli, come i triestini per altro hanno dovuto constatare in questi quasi quattro anni di sua amministrazione.

L’altro aspetto è l’assoluta mancanza di professionalità di una stampa locale che accetta senza verifica alcuna tutto quello che le viene detto, tutto ed il suo contrario, se a dirlo sono le persone “giuste” sostenute dagli sponsor politici di questo “giornalismo”. Non una verifica sul modello Arvedi presso gli organi d’informazione di Cremona, non una telefonata ai comuni interessati dallo stabilimento del Cavaliere, non un clic su internet.

Leggete quanto pubblicato sulla nostra pagina di Facebook  e capirete i brillanti risultati del modello “emissioni zero” delle acciaierie Arvedi. E guardatevi pure questo filmato http://youtu.be/lfWxgF1bEzE per altro da noi spedito inutilmente, a tutti gli amministratori locali e regionali, e, ovviamente, alla stampa.

Una battuta merita qui il segretario regionale ora e provinciale prima della CGIL, Franco Belci, che rimbrotta Marino Sossi e Sel per la loro mozione, ancora insufficiente per noi, della progressiva chiusura di Cokeria, Altoforno e correlati. Un sindacato, la CGIL ma non solo, che in questi anni non ha speso una parola che è una per il risultato dell’indagine, anche questa parziale ed incompleta perché limitava i casi solo a tre tipologie di tumore e basta, dell’ASS che indicava in 83 i casi di lavoratori morti per neoplasie ascrivibili al ciclo lavorativo in auge in Ferriera.

Ma di che stupirsi se la Procura ha appena dato notifica al Circolo Miani della richiesta di archiviazione della denuncia da noi presentata lo scorso agosto e sempre da noi pubblicata nella rubrica notizie del nostro sito giornale sotto il titolo “Ottantatre morti senza giustizia”.

E c’è ancora qualcuno che si ostina a legittimare questo sistema. Proprio bravi!




O violino tzigano …

» Inviato da valmaura il 3 March, 2015 alle 10:36 am

Pochissime idee ma proprio tanto confuse.

Sentito ieri in consiglio comunale e pedissequamente riportato, ovviamente senza alcun commento, dall’ineffabile maranza: “Se la qualità dell’aria non migliorerà chiuderemo tutta l’area a caldo”, parola della dipendente Arvedi in aula.

Pubblica ammissione dunque che l’aria che Trieste respira adesso è pessima per la salute, ma questo sfugge ai nostri amministratori “vigilantes” che le siedono a fianco (Serracchiani, Cosolini e Laureni) ed anche sembra ovvio alla stampa. Ma è interessante la coerenza e la credibilità del gruppo Siderurgica Triestina-Arvedi.

Circolo della Stampa, 12 ottobre 2014, Rosato (ST abbreviata) con a fianco sempre Cosolini: “se la cokeria disturba (come un ruttino al pranzo di gala) la chiudiamo”.

Presidenza Giunta Regionale, gennaio 2015, il cavalier Arvedi in persona “pirsonalmente” (Catarella in Montalbano docet) “la cokeria è nevralgica e strategica per la Ferriera” alla Serracchiani.

Ieri appunto l’altra dipendente del cavaliere che promette la chiusura addirittura di “tutta l’area a caldo

E sempre ovviamente al maranza che ha scritto lui i pezzi sul piccolo giornale, addirittura al Circolo della Stampa moderava il massacro del duo Rosato-Cosolini annichiliti dalle domande di Maurizio Fogar e Romano Pezzetta, la cosa sfugge al punto di non ricordarla ai sempre meno meno lettori del piccolo giornale.

Ecco perché il Circolo Miani ha scelto di non partecipare all’ennesimo spottone pubblicitario della politica (PD e affini) e della stampa, pro Arvedi. Spiace solo che  una decina di persone abbia preferito avvallare tale farsa istituzionale, recitando una scontata parte in commedia.

Non ci stancheremo mai di ricordare che le contestazioni o sono serie, determinate e soprattutto partecipate, oppure meglio non farle perchè risultano autolesioniste.

Ecco perché il Circolo prosegue il ciclo di manifestazioni sul territorio, tre in programma anche questa settimana (venerdì pomeriggio in via delle Torri, sabato pomeriggio in piazza della Borsa e domenica mattina in piazza Cavana), per aggiungere altre migliaia di firme a quelle già raccolte sulla petizione cittadina che trovate qui sotto.

Poi i conti li faremo alla fine, perché le bugie hanno notoriamente le gambe corte, anzi qui cortissime.

Riportiamo la lettera inviata a tutti i Capigruppo domenica scorsa.

Il Circolo Miani, Servola Respira ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere giudicano assolutamente inutile l’iniziativa così organizzata dall’amministrazione comunale di Trieste, lesiva pure della dignità delle istituzioni che si vedono riproporre cose già strapubblicate dalla stampa oltre un mese fa. Il “problema” Ferriera esiste in quanto 17 anni fa il Circolo Miani e Servola Respira lo hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica tutta. Promuovendo in questi anni centinaia di manifestazioni, cortei ed assemblee che hanno coinvolto decine di migliaia di Triestini e muggesani.

Cercando una seria e fattiva collaborazione con enti locali ed istituzioni che portasse ad una soluzione concreta del problema. Tali aspettative sono andate sempre frustrate dall’atteggiamento assunto dalla politica e quello di oggi ne è ultimo e preclaro esempio per il modo in cui è stato predisposto.

Avendo in questi anni sempre mantenuto e rafforzato un vero rapporto con il territorio dove vive la nostra comunità, intendiamo pertanto continuare a raccogliere le migliaia e migliaia di sottoscrizioni sul testo che riportiamo e che già è stato firmato da oltre settemila cittadini.

Fermiamo l’inquinamento: per la nostra salute e la nostra vita

 I sottoscritti cittadini della provincia di Trieste chiedono:

- l’immediata chiusura dell’impianto della Cokeria della Ferriera

- il fermo dell’Altoforno, dell’impianto di agglomerazione e della macchina colare,  per la verifica  del rispetto integrale delle prescrizioni sui lavori da effettuare indicati nella perizia della Procura e nelle prescrizioni regionali.

- Il mantenimento dei livelli occupazionali attraverso l’impiego del personale nelle operazioni di rimozione della Cokeria e delle bonifiche e messe in sicurezza.

 Aiutaci ad aiutarti.

Salviamo il Circolo Miani come chiedono anche Claudio Magris e Gherardo Colombo.

Dopo sedici anni di inerzie, silenzi quando non complicità, la politica invece di eliminare l’inquinamento in uscita dalla Ferriera che investe pesantemente tutta la nostra provincia da Muggia a Roiano, dando a Trieste il primato nazionale per morti da tumore e da patologie alle vie respiratorie, e combattere il degrado delle nostre periferie, tenta di chiudere il Circolo Miani sfrattandolo dalla sede che da decenni ospita gratuitamente tanti nostri concittadini.




Domani in Consiglio? No grazie!

» Inviato da valmaura il 1 March, 2015 alle 2:28 pm

Il Circolo Miani, Servola Respira ed il Coordinamento dei Comitati di Quartiere giudicano assolutamente inutile l’iniziativa così organizzata dall’amministrazione comunale di Trieste, lesiva pure della dignità delle istituzioni che si vedono riproporre cose già strapubblicate dalla stampa oltre un mese fa. Il “problema” Ferriera esiste in quanto 17 anni fa il Circolo Miani e Servola Respira lo hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica tutta. Promuovendo in questi anni centinaia di manifestazioni, cortei ed assemblee che hanno coinvolto decine di migliaia di Triestini e muggesani.

Cercando una seria e fattiva collaborazione con enti locali ed istituzioni che portasse ad una soluzione concreta del problema. Tali aspettative sono andate sempre frustrate dall’atteggiamento assunto dalla politica e quello di oggi ne è ultimo e preclaro esempio per il modo in cui è stato predisposto.

Avendo in questi anni sempre mantenuto e rafforzato un vero rapporto con il territorio dove vive la nostra comunità, intendiamo pertanto continuare a raccogliere le migliaia e migliaia di sottoscrizioni sul testo che riportiamo e che già è stato firmato da oltre settemila cittadini.

Fermiamo l’inquinamento: per la nostra salute e la nostra vita

 I sottoscritti cittadini della provincia di Trieste chiedono:

- l’immediata chiusura dell’impianto della Cokeria della Ferriera

- il fermo dell’Altoforno, dell’impianto di agglomerazione e della macchina colare,  per la verifica  del rispetto integrale delle prescrizioni sui lavori da effettuare indicati nella perizia della Procura e nelle prescrizioni regionali.

- Il mantenimento dei livelli occupazionali attraverso l’impiego del personale nelle operazioni di rimozione della Cokeria e delle bonifiche e messe in sicurezza.

 Aiutaci ad aiutarti.

Salviamo il Circolo Miani come chiedono anche Claudio Magris e Gherardo Colombo.

Dopo sedici anni di inerzie, silenzi quando non complicità, la politica invece di eliminare l’inquinamento in uscita dalla Ferriera che investe pesantemente tutta la nostra provincia da Muggia a Roiano, dando a Trieste il primato nazionale per morti da tumore e da patologie alle vie respiratorie, e combattere il degrado delle nostre periferie, tenta di chiudere il Circolo Miani sfrattandolo dalla sede che da decenni ospita gratuitamente tanti nostri concittadini.





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