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Dalla città al Carso. Continua la mattanza degli alberi.
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Circolo Miani » News Correnti » Page 12

E scusate se è poco.

» Inviato da valmaura il 25 August, 2020 alle 3:10 pm

 

L'articolo su Facebook “Il disastro del verde a Trieste. La mattanza degli alberi.” ha per ora totalizzato i seguenti numeri: 73.200 lettori diretti con 11.500 interazioni, e 6000 visite ad altri articoli sulla Pagina.
I “Mi Piace” diretti sono allo stato attuale, in cui scriviamo, 444 ed altri 2350 sono apposti sulle Condivisioni. E questo senza calcolare i numeri sulle altre quattro nostre pagine e sulle condivisioni delle condivisioni, che a noi non arrivano.
Le condivisioni dirette sono per ora 626 e 812 i commenti nel totale parziale.
Fate conto che un numero almeno triplo di lettori avrà letto l'articolo sulle condivisioni, e siamo prudenti. Senza contare i 140 nuovi “Mi Piace” a questa nostra Pagina.
Dunque un risultato cosiddetto “virale” anche se in questi tempi il termine ci piace assai poco.
Un buon auspicio di sicuro per Trieste Verde, che se mai decidessimo di presentare alle prossime elezioni comunali del maggio 2021 garantirebbe la vittoria piena al primo turno e senza passare per il ballottaggio. Ma questi sono, e ce ne rendiamo conto, discorsi prematuri e tanticchia azzardati.
Ma di sicuro questi numeri, che fanno impallidire quelli di stampa e televisioni locali, sono molto promettenti e ci confortano a proseguire con maggior determinazione il nostro impegno.
D'altronde è quasi impossibile non farlo quando si parla di fatti concreti che riguardano la nostra vita, il nostro benessere e salute, ed il nostro futuro prossimo, molto prossimo.

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/a.1497907753813521/2867073453563604/?type=3&theater




Alberi a Trieste. Esposto-Denuncia.

» Inviato da valmaura il 24 August, 2020 alle 2:32 pm

Procura della Repubblica Tribunale di Trieste.

Lo scrivente Maurizio Fogar a nome e per conto del Circolo Miani espone a questa Procura quanto segue.
In data 12-13 aprile 2020 sulla stampa locale, e con rilevante evidenza, l'assessore comunale al Verde pubblico, Elisa Lodi, dichiarava che non essendoci a Trieste lo spazio adeguato si era deciso di “applicare” le leggi statuali: Cossiga-Andreotti n.113 del 29 gennaio 1992, rafforzata dalla successiva n.10 del 14 gennaio 2013, che dispongono che ogni amministrazione comunale con più di 15.000 residenti (Trieste ne conta quasi 205.000) pianti un nuovo albero per ogni neonato, oppure adottato, iscritto all'anagrafe comunale, al seguente modo.
Premesso che nell'anno 2019 risultavano 1200 ed oltre neonati iscritti alla stesso Ufficio anagrafico.
Orbene l'assessore Lodi nella sua dichiarazione affermava che con delibera (n.132/2020) della Giunta comunale guidata dal sindaco Roberto Dipiazza, in data 10 aprile il Comune aveva stabilito di piantare due soli nuovi alberi, uno per genere (maschile e femminile) al posto dei dovuti per legge 1200 per il solo 2019, come apparso sul quotidiano locale, mentre su altri siti il numero saliva a 14, ovvero due per ogni Circoscrizione, che nel Comune sono sette. Comunque ben lontani dal numero di nuove piantumazioni stabilito per leggi.
Tutto ciò è avvenuto senza che il Prefetto di Trieste nella sua veste di Commissario del Governo per la Regione Friuli Venezia Giulia, che tra i suoi compiti ha anche quello di vigilare sugli enti locali per il rispetto e l'applicazione delle leggi dello Stato, avesse nulla da obiettare o rilevare.
Quanto sia discutibile la giustificazione della mancanza di spazi adeguati nel territorio comunale avanzata dalla Lodi e ribadita nella delibera giuntale, è del tutto pacifico.
Basti solo ricordare che annualmente l'ufficio diretto dalla Lodi, direttamente o indirettamente, dispone l'abbattimento di centinaia di alberature, decisioni sulle quali il Circolo attraverso uno studio legale ha chiesto inutilmente l'accesso agli atti, e che sulle 18 schede peritali (obbligatorie nel valutare le condizioni delle piante da tagliare) inerenti alberi di pregio di 60/70 anni di vita dei quali veniva disposto l'abbattimento sul Colle di San Giusto, in un terzo delle stesse era assente alcuna diagnosi e nelle rimanenti essa compariva nella sola parola “deperito”.
Va altresì rilevato che buona parte delle piante tagliate non trova sostituzione con nuove paritarie piantumazioni (è sufficiente un breve sopralluogo nel parco della Rimembranza a San Giusto o nel parco dell'ex Ospedale psichiatrico di San Giovanni per averne puntuale conferma attraverso la visione di decine e decine di ceppi di alberi tagliati e mai sostituiti).
Va pure osservato che anche quando nuovi alberelli vengono piantati quasi un terzo degli stessi rinsecchiscono e muoiono nel giro di due stagioni per carenza di manutenzione, con per altro un evidente danno erariale per le casse comunali sul quale sarebbe bene che questo Ufficio provvedesse a segnalare un tanto alla Magistratura contabile del Friuli Venezia Giulia.
Con richiesta di essere informato sull'evolversi di questo atto, anche in caso di richiesta di sua archiviazione.
Cordiali saluti
Maurizio Fogar.




Il silenzio dei colpevoli.

» Inviato da valmaura il 23 August, 2020 alle 1:53 pm

Che qui di “innocenti” non se ne vedono: a sinistra, tra i 5Stelle e tantomeno a destra.
Per non parlare degli “intellettuali” pronti a discettare su ogni cazzata che odori di premio o riconoscimenti impomatati.
Trieste 23 luglio 2020. Servizio Sociale Comune di Trieste.
“Non disponibilità di budget economico a copertura dell'intervento richiesto”.
L'importo “richiesto” era di una rata (551 euro) del mutuo Unicredit per non perdere l'appartamento e vederselo andare all'asta giudiziaria, ed il proprietario in strada.
Andiamo per ordine.
I Triestini sanno che in città un quarto delle famiglie vive (scusateci l'eufemismo) in povertà assoluta o relativa? Cioè con sussidi (da reddito di cittadinanza o surrogati) e pensioni che non superano i 500 euro al mese quando va bene?
I Triestini che si stracciano le vesti per i mesi di clausura passata hanno la capacità di immaginare cosa questa ha significato per nuclei familiari costretti a vivere chiusi in appartamenti di 50 metri quadri quando il grasso cola?
I Triestini sanno cosa significa la povertà? No, non quella dei migranti, ma quella di migliaia di concittadini che non si possono permettere nemmeno un caffè al bar, che di vacanze hanno perso la memoria, che della pizza non ricordano più il gusto, e che fanno la spesa, quando possono, contando i centesimi?
A voi lettori sembra facile recuperare il coraggio, superare quel senso di vergogna che questa società impone chissà perchè ai poveri onesti e non ai ricconi disonesti, e mettere in piazza, rendere di pubblico dominio la propria condizione rivolgendosi ai servizi sociali o a qualche fondazione privata per chiedere aiuto?
Senza per altro quasi mai riceverlo e con trafile burocratiche prive di qualunque rispetto per la dignità umana (vedere le centinaia di persone accalcate nello stanzone a piano terra dell'assessorato guidato da Grilli in via Mazzini dove anche chi passava per strada vedeva e sentiva le problematiche e le spesso strazianti storie personali dei convenuti). Con le/gli assistenti sociali, viene quasi repulsione a scriverne la qualifica, a fare da semplici passamoduli o travet da studio ragionieristico, con una rara arroganza espressa dai vertici dei Servizi, ingiustamente privati del Mocio Vileda.
Se mai avessimo scelto quella “mission” come attività lavorativa ci rifiuteremmo di firmare simili comunicazioni, scenderemmo in piazza davanti al Municipio e grideremmo che la nostra dignità professionale, oltre che la nostra umanità, non ci consentono di sottoscrivere certi atti, di assistere inermi ai drammi esistenziali che questi comportano.
E diremmo a questa politica di guano che amministra Trieste che la vita dei suoi concittadini vale molto ma molto di più delle luminarie natalizie (600.000 euro), di mostra e statua del Vate, che se fosse vivo probabilmente sarebbe d'accordo con noi (altri 600.000 eurini), o lo spostamento di cento metri della statua della bullizzata Sissi (per altri 500.000 euro).
Cari Dipiazza, Fedriga, Menis, Grilli, Cosolini-Russo, Rumiz, la prossima volta si fa a cambio: voi vi fate il “lockdown”, che scriverlo in inglese scorre meglio come con la vaselina, in un monolocale di via Grego, ai “Puffi”o al Serpentone di Valmaura, ed i poveri a casa vostra.
Ma non preoccupatevi nessuno li noterà: sono invisibili in questa città.
Ed è anche per questo che nasce Trieste Verde.



Il disastro del verde a Trieste.

» Inviato da valmaura il 22 August, 2020 alle 2:47 pm

La mattanza degli alberi.

Partiamo da una legge che il Comune ostentatamente viola, come pubblicamente dichiarato, senza che il Prefetto o la Procura alzi sopracciglio, recentemente sulla stampa dall’assessora al Verde pubblico Lodi: “l’altro anno ne avremmo dovuti piantare oltre 1200 (tanti sono stati i neonati registrati all’anagrafe comunale) ma per assenza di spazi ne abbiamo messi a dimora solo due, uno per le femmine ed uno per i maschi”.
Mancanza di spazi? Avete capito.
Qui sotto la nota Ansa sull’entrata in vigore della legge in questione.
“Le città italiane stanno per diventare più verdi grazie alla legge (legge n. 10 del 14 gennaio 2013), entrata in vigore il 16 febbraio 2013 scorso e che obbliga i Comuni sopra i 15mila abitanti a piantare un albero per ogni bambino registrato all'anagrafe o adottato. La normativa, che punta a incentivare gli spazi verdi urbani, esiste in realtà da oltre vent'anni. L'obbligo di piantare un albero per ogni neonato era stato introdotto in Italia con la legge Cossiga-Andreotti n.113 del 29 gennaio 1992.
Per "assicurarne l'effettivo rispetto", tuttavia, la legge n.10 del 14 gennaio 2013 introduce modifiche alla precedente disposizione. L'obbligo non si applicherà più a tutti i comuni, ma solo quelli con una popolazione superiore ai 15mila abitanti, e non interesserà solo le nascite, ma anche i bambini adottati. Un altro cambiamento riguarda i tempi: la piantumazione dovrà avvenire entro sei mesi, e non più dodici, dalla nascita o dall'adozione.”
Proseguiamo con il Regolamento sul Verde che il Comune di Trieste si è dato (approvato con Delibera del Consiglio comunale in data 7/4/2014 ed entrato in vigore con il 30 dello stesso mese), e che sulla carta, ma solo su questa, appare uno dei più avanzati in Italia. Esso, tra le altre cose, prevede giustamente che anche gli abbattimenti di alberi nelle proprietà private devono essere sottoposti a preventiva autorizzazione del Comune.
Appare pacifico che praticamente non c’è articolo che abbia trovato attuazione.
Passiamo ora ad una semplice quanto indiscutibile considerazione, non nostra ovviamente ma dei migliori agronomi e botanici (ne potete leggere i pareri a bizzeffe su Internet): che i tre quarti degli alberi “malati” o a rischio caduta possono essere curati e messi in sicurezza con successo. Operazioni che costano cifre infinitamente più basse di quelle pagate per l’abbattimento, specie se di alto fusto, eradicazione del ceppo e messa a dimora di nuova pianta che comunque abbisogna di costante ed attenta manutenzione, altrimenti rinsecchisce e muore nel giro di uno o due stagioni. Oltre alla considerazione che i nuovi alberelli per produrre gli stessi effetti benefici di quelli abbattuti ci metteranno almeno due decenni.
Esattamente tutto il contrario di quanto praticato dal Comune di Trieste, nel complice silenzio di tutte, ripetiamo tutte, le forze politiche presenti in Consiglio, ma vale pure per la Regione FVG.
C’è ancora qualcuno che dubita della necessità di far nascere Trieste Verde?




La scuola a Trieste.

» Inviato da valmaura il 21 August, 2020 alle 1:24 pm

"Non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi. Chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro paese". John Fitzgerald Kennedy

A parte i soliti attacchi dei politici disinformati sulle “scuole riaperte in giugno” in altri paesi d'Europa mentre in Italia no, il che dimostra che non conoscono i calendari scolastici italiani e che ignorano, spesso volutamente, che quando in alcune altre realtà europee, a macchia di leopardo, hanno provato a riaprire alcune scuole dopo manco una settimana, quasi sempre, le hanno anche richiuse.
Oggi sul piccolo giornale si riporta una carellata di commenti di genitori, per lo più preoccupati, sulle condizioni in cui a Trieste, tra poco meno di un mese, si riapriranno le scuole.
Il tutto accompagnato da giorni da una serie di lamentele dei presidi che riguardano, talvolta a ragione, le problematiche, complesse e nuove non c'è dubbio, che si trovano ad affrontare.
Ora intanto comincino però, i presidi, ad assumersi le responsabilità che il ruolo dirigenziale assegna loro ed in seconda battuta investano le autorità pubbliche (Comune, Regione, Stato) per ottenere in tempo utile le strutture ancora mancanti. E confidiamo lo stiano già facendo.Tenendo conto della eccezionalità degli eventi che ci troviamo tutti ad affrontare.
E uguale discorso vale pure per le famiglie degli alunni: appare pacifico che problematiche e nuove situazioni caratterizzeranno quest'anno scolastico che si va ad aprire, ma i sacrifici ben valgono lo sforzo di permettere la ripresa dell'istruzione “in presenza” nella massima sicurezza.
Poi certo è sacrosanto che gli enti pubblici facciano la loro parte per alleviare e ridurre gli eventuali disagi che specie nella fase iniziale potranno verificarsi.
Ma ironizzare sui nonni “categoria protetta” e sulle mascherine, oppure sui nuovi banchi singoli, a rotelle o meno e già giudicati a priori “pericolosi” ed utilizzati come “autoscontri”: ci sembra francamente inutile, oltre che distorsivo.
Come il preoccuparsi anticipatamente per le normali infreddature ed influenze stagionali, frequenti nei ragazzi, automaticamente scambiate per Covid-19 e chiudere con l'angosciosa domanda "allora cosa faranno?” Quando la risposta scontata la conoscono tutti: un tampone.
Abbiamo fatto tanto, tutti, o quasi, noi per affrontare meglio degli altri visti i risultati questa emergenza, cerchiamo di non dimenticarlo proprio ricordando i sacrifici, anche in termini di sofferenze e lutti, che la nostra comunità ha pagato.

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/a.1497907753813521/2861376780799938/?type=3&theater





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