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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Il neocomunismo. Attenti l'America, non la Cina, è vicina.
Il Bolscevismo ha nuovo volto e nuovi protagonisti. E' il Partito Democratico, che fu di Kennedy, Clinton ed Obama, il nuovo rappresentante dei Soviet. Alexandria Ocasio-Cortez è tra le personalità politiche “che combattono ricchezze e privilegi facendo cadere uno dei tradizionali..
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La morte: che noia.
Bruciarono il clochard per noia, il giudice non li condanna. Incredibile sentenza. Verona, all'epoca dei fatti, un anno fa, avevano 13 e 16 anni. La pena è stata sospesa. Si può uccidere per noia senza trascorrere un giorno in carcere. Si può tormentare..
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*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 118

Taranto (Procura) non è proprio, purtroppo, Trieste.

» Inviato da valmaura il 23 May, 2014 alle 3:05 pm

“Pene per 189 anni ai 28 dirigenti e manager” (Fabio Riva condannato a sei anni) dell’Ilva di Taranto nella sentenza emessa stamane dal Tribunale di Taranto che ha condannato a pene varianti tra i nove ed i quattro anni, oltre ad una provvisionale risarcitoria di 3,5 milioni di euro, gli imputati, come richiesto dalla Procura tarantina.

Tra i 28 dirigenti condannati figura l’ing. Pietro Nardi, direttore generale dell’Ilva dal 1987 al 1993, che, a scanso di omonimie sempre possibili, dovrebbe essere l’attuale commissario liquidatore del Gruppo Lucchini, nominato dall’allora Ministro Passera, e incaricato dei bandi di vendita degli stabilimenti in procedura fallimentare di Piombino e Trieste.

Se dovesse risultare la stessa persona sarebbe semplicemente impossibile che egli rimanga un minuto di più nell’incarico di commissario della Lucchini e si verrebbe conseguentemente a bloccare tutto l’iter avviato per Piombino e Trieste (bandi di vendita in primis). Anche se una condanna ad otto anni e sei mesi più quota parte dei 3,5 milioni, pesantemente significativa, è pur sempre una condanna non definitiva ma in primo grado, sarebbe impossibile per lui e per il Governo non trarne le ovvie ed immediate conseguenze.

Nota a margine merita qui ricordare le domande che da due anni abbiamo rivolto pubblicamente, anche nel corso di alcune partecipate manifestazioni pubbliche del Circolo Miani, alla Procura di Trieste e che continuano a rimanere senza risposta alcuna. Chiunque le può trovare sul sito giornale online www.circolomiani.it leggendone gli articoli e le notizie ma che qui sintetizziamo in questo modo. Perché a Taranto (Ilva), ad Udine (Caffaro-Torviscosa), a Savona (Vasto) sì ed invece a Trieste (Ferriera) nò?

La sentenza di oggi ed il nuovo fascicolo aperto dalla Procura di Taranto per “disastro ambientale e  danno alla salute” contro i vertici dell’Ilva ripropongono con forza i contenuti delle nostre domande, visto che l’oggetto di questa sentenza è la morte di lavoratori esposti all’amianto e ad altre sostanze inquinanti che provocano cancro e gravi malattie. Dunque continua e si allarga l’iter giudiziario apertosi, di fronte all’inerzia di enti locali e di controllo, qualche anno fa a cura della Procura tarantina ed ottiene sempre maggiori conferme dalle sentenze emesse dalla magistratura giudicante.

A Taranto certo, ma a Trieste con, tanto per citare un dato, gli ottantatre lavoratori morti, come acclarato dalle consulenze della stessa Procura, uccisi da mesotelioma (amianto), tumore ai polmoni e vescica in dodici anni (2000-2012), in Ferriera? E per i tanti cittadini vittime di analoghe patologie da Muggia ai Campi Elisi, giusto per stare un po’ stretti, come la mettiamo?

Non saremo mica costretti a prendere treni ed aerei per correre al Tribunale di Taranto?

Ecco gradiremmo solo che Umberto Laureni ed i politici di ogni ordine e grado stessero utilmente zitti, almeno per una volta.




50.053

» Inviato da valmaura il 13 May, 2014 alle 10:13 am

50.053: tanti sono al momento in cui scrivo queste righe gli utenti unici del nostro sito giornale online www.circolomiani.it  Sono tanti, tantissimi se si pensi alla media dei visitatori degli altri siti del genere in Regione o alle copie effettivamente vendute a Trieste dal piccolo giornale: mediamente 12/13.000 con punte di 15 o poco più la domenica.

Mentre festeggiamo questo importante risultato di credibilità dobbiamo invece rivolgere un appello ai cittadini che tali vogliono essere.

Domani, mercoledì 14 maggio, alle ore 12 l’Ater verrà in via Valmaura 77 per porre fine, così ritengono, alla oltre che trentennale storia del Circolo Miani ed a tutto ciò che esso ha significato per la nostra comunità. Ci verrà con l’incolpevole Ufficiale Giudiziario e i fabbri per cambiare le serrature e mettere il Circolo in strada. Tutto ciò avviene nonostante la disponibilità del Circolo, con enormi sacrifici personali, a pagare, addirittura anticipando in unica soluzione l’importo di sette ratei mensili, il debito arretrato per i canoni di locazione non pagati per necessità.

La necessità di continuare ad operare a servizio della città.

Ma tutto ciò è assurdamente possibile per la pervicace volontà della politica di eliminare forse l’unica voce autonoma, sicuramente l’unico strumento indipendente che i cittadini hanno avuto finora per far sentire la loro voce, per cercare, ritrovandosi anche nella sede sempre aperta gratuitamente, una soluzione ai loro spesso drammatici problemi, ignorati sempre dall’arroganza di chi governa “in nome del popolo” e che tanto si riempie la bocca, soprattutto in campagna elettorale, di parole come “territorio, ascolto, società civile, partecipazione et similia”.

Ai cittadini rivolgo un invito ed un ringraziamento personale. L’invito è quello ad esserci, per assistere con i loro occhi a quanto accadrà, esserne testimoni a futura memoria e ricordarlo ogni giorno che passa ai triestini.

Il ringraziamento personale è tutto mio, a chi oggi “vive e lotta assieme a noi” parafrasando uno slogan del passato, ed ai tanti, francamente troppi, che non ci sono più, e non per libera scelta ma perché la morte li ha strappati ai suoi cari dopo indicibili sofferenze.

Ho quasi finito di scrivere la storia dei nostri trentatre anni di impegno civile e delle responsabilità politiche e non che ne hanno decretato la fine, anche per l’ignavia di chi è stato a guardare senza muovere dito.

Grazie di cuore, è stato un onore ed un privilegio conoscerVi tutti e sarete sempre nel mio cuore come voglio sperare anch’io troverò un posticino nei Vostri ricordi.

Maurizio Fogar




Claudio Magris e il Circolo Miani. E Gherardo Colombo.

» Inviato da valmaura il 6 May, 2014 alle 4:19 pm

Claudio Magris e il Circolo Miani. E Adriano Sofri. E Gherardo Colombo.

Non so nulla delle vicende e delle responsabilità che hanno portato al provvedimento di sfratto del Circolo Miani e quindi non posso dire nulla in proposito. Certamente la chiusura di uno spazio di libera e aperta discussione, di incontro e di riflessione è sempre una perdita per la città. 

Inoltre il Circolo reca il nome di una delle più grandi figure della nostra storia, Ercole Miani. Una figura eccezionale per l'amore di libertà e per le incredibili battaglie combattute per la libertà, per il patriottismo avverso ad ogni nazionalismo e aperto al più fraterno dialogo democratico; per l'incredibile coraggio con cui ha affrontato, con semplicità e modestia, prove terribili in guerra e perfino la tortura. L'ho conosciuto fugacemente, tramite mio padre, e penso spesso a lui, sentendomi incredibilmente piccolo dinanzi a ciò che egli ha fatto per tutti noi e al modo in cui l'ha fatto. Mi piacerebbe avere il suo coraggio. Vorrei ricordare anche il nome di Galliano Fogar, uno storico e un intellettuale cui tanto dobbiamo per quel che riguarda la conoscenza e la difesa di quei valori di cui Miani è stato così alto rappresentante.

Claudio Magris

Io condivido interamente le parole di Claudio Magris sul significato pratico e simbolico dello sfratto del Circolo Miani.

Adriano Sofri.

Ho partecipato in più di un'occasione ai dibattiti organizzati dal Circolo Miani, per cui posso associarmi consapevolmente alle parole di Claudio Magris: la chiusura dello spazio di libera e aperta discussione, di incontro e riflessione, costituisce una perdita per la comunità.
Gherardo Colombo




L’ipocrisia dei valori.

» Inviato da valmaura il 26 April, 2014 alle 1:44 pm

Dalle cronache giornalistiche gran tripudio di rimembranze dei valori della Resistenza nelle manifestazioni triestine del 25 aprile, a culminare con i discorsi ufficiali in Risiera.

Mentre si “celebra” la stessa politica, con una oggettiva, se non altro data dal guidare tutti gli enti locali (Regione, Provincia e Comune) e di nomina (Ater), responsabilità del Partito Democratico, chiude il Circolo Centro Studi “Ercole Miani”, mettendolo in strada dalla sede sociale e di fatto stabilendo la fine di una pluritrentennale attività a favore della comunità.

Perché colleghiamo i due fatti?

Perché il Circolo porta il nome di Ercole Miani, la annessa fondazione invece quello di Michele Miani, suo fratello.

Ercole fu il vero protagonista della resistenza al nazifascismo in queste terre, autore con Giani Stuparich di quell’ “Appello agli Istriani” e comandante dell’insurrezione militare agli occupanti nell’aprile 1945. Michele fu il primo Sindaco di Trieste dopo la Liberazione (1945-1949) indicato dal CLN. Autori ed estensori della prima motivazione della medaglia d’oro assegnata alla città di Trieste dall’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Ferruccio Parri. Tutti e tre appartenenti a quel movimento di Giustizia e Libertà, fondato da Carlo e Nello Rosselli, ed al Partito d’Azione.

Ebbene il Circolo in questi trentatre anni ha rappresentato per Trieste con la propria attività la pratica quotidiana di quei valori di libertà, giustizia e solidarietà, che i fratelli Miani e la Resistenza al nazifascismo, assieme alle aspirazioni ed agli ideali di una società nuova che animavano allora i partigiani ed i combattenti per la libertà, hanno qui interpretato.

Sembra un paradosso, una tragica beffa, ma chi oggi si richiama a parole a questi valori di fatto sancisce con la sua colpevole inerzia, a voler essere benevolmente eufemisti, la fine di una Associazione che ha avuto nel senatore a vita Leo Valiani, uno dei cinque responsabili del CLN Alta Italia e padre costituente della nostra Repubblica, ed in Galliano Fogar, partigiano e storico, entrambi Presidenti onorari del Circolo, alcuni tra i suoi cofondatori.

Il 14 maggio un ufficiale giudiziario ed un funzionario dell’Ater porranno fine al quotidiano impegno del Circolo Miani mettendolo in strada, interrompendo così una delle storie più belle e limpide che questa città ha saputo esprimere a partire dal 1981, disperdendo un patrimonio documentale rilevante per Trieste e privando i cittadini di un servizio sul territorio di cui la sede era il principale e, spiace rilevarlo, unico strumento esistente in provincia.

Appunto l’ipocrisia dei valori.

Post Scriptum. Questo articolo viene inviato agli amministratori comunali, provinciali e regionali. Al Prefetto di Trieste con richiesta formale di inoltro al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, già benefattore del Circolo Miani con un suo aiuto economico.




Maurizio Fogar ed il Circolo Miani.

» Inviato da valmaura il 15 April, 2014 alle 4:42 pm

Maurizio Fogar ed il Circolo Miani.

Assoluzione perché il fatto non sussiste!

Questo il verdetto, inappellabile vista l’analoga richiesta di assoluzione avanzata dal PM Frezza, ma per assenza di dolo, pronunciato alle 14,45 odierne dal Presidente del Collegio, Gullotta, giudici a latere Vascotto e Casavecchia.

Maurizio Fogar, il Circolo Miani escono a testa alta da un calvario giudiziario durato sette anni, passato attraverso tre processi tutti conclusisi con la motivazione di cui sopra e che ha visto l’ autore del primo esposto contro di loro condannato pure al pagamento delle spese processuali e legali del difensore di Fogar, l’avvocato Guido Fabbretti. Senza dimenticare l’archiviazione senza processo decisa dalla Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia su proposta del Procuratore Zappatori.

Bene ora si comincia un altro giro. Ma stavolta la salita del Golgota sarà percorsa dai tanti sciacalli che in questi anni si sono permessi di calunniare e diffamare Maurizio Fogar ed il Circolo Miani.

E come diceva l’amico di Fogar, Ugo Tognazzi, nell’imperdibile film “In nome del popolo italiano” dove interpretava il ruolo di giudice, rivolto ad un primario suo amico “A voi liberi professionisti solo pene pecuniarie: le soffrireste di più”. E cioè si apre ora il momento dei processi civili dove a questi “gentiluomini e gentildonne” sarà chiesto conto in Tribunale dei danni patiti da Fogar e dal Circolo Miani.

Dovranno dunque metter la mano sul cuore, che per loro sta nella tasca situata, per i maschi, sopra la natica destra e risarcire. Lunga la lista di coloro che su Internet, sulla stampa o in pubblici commenti negli ultimi cinque anni hanno calunniato o diffamato e dunque lunghi e proficui saranno i risarcimenti chiesti ed al giudice civile spetterà di quantificarli in sentenza, maggiorati ovviamente delle spese legali.

Forse forse il Circolo Miani vedrà risolti in un colpo solo tutti i suoi problemi finanziari per i prossimi cento anni. A presto.





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