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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

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Circolo Miani » News Correnti » Page 117

Se questa è informazione …

» Inviato da valmaura il 24 July, 2015 alle 1:26 pm

Sul piccolo giornale di oggi si riporta la sentenza del Tribunale di Gorizia che ha condannato, tra gli altri Corrado Antonini a nove anni di reclusione per la morte di 44 lavoratori del cantiere di Monfalcone, morte causata da mesotelioma da amianto.

Il cronista  di nera riporta che “il Tribunale ha sostanzialmente accolto le tesi dell’accusa sostenuta dalle pm Valentina Bossi e Laura Collini. Le pm avevano chiesto condanne per 80 anni e otto

mesi complessivi per i dirigenti dell’Italcantieri”.

Ora il Tribunale ha invece condannato per 111 anni, ergo 31 di più di quanto chiesto dall’accusa.

Il che porterebbe chiunque a scrivere non “sostanzialmente accolto” ma fortemente aggravato le pene richieste dai Pubblici ministeri. Ma questo passa il convento della stampa locale.

Ma c’è un altro aspetto che continua a non emergere da questa “splendida” informazione. Ovvero che per Corrado Antonini si tratta della terza pesante condanna.

Ricapitoliamo. La prima è quella del Tribunale di Venezia, tre anni condonati dall’indulto, a 2 anni e 9 mesi per la morte di 11 operai quando Corrado Antonini dirigeva la Breda.Fincantieri di Marghera. La condanna per omicidio colposo plurimo e omissioni è stata confermata dalla Corte di Cassazione con sentenza andata in giudicato il 25 maggio 2012.

La seconda è del Tribunale di Gorizia a 4 anni e 4 mesi, in primo grado, per la morte da amianto di 85 operai dei cantieri di Monfalcone e la terza è sempre del Tribunale di Gorizia, è appunto di ieri e sempre in primo grado, a 9 anni per la morte di 44 lavoratori sempre di Monfalcone.

Comune che per decisione del sindaco (PD) Altran ha deciso, il giorno prima della sentenza, di ritirare la propria costituzione di parte civile in rappresentanza della città, cosiddetta dei cantieri.

Altro “vuoto” informativo è non ricordare che dal 2005 al 2009 il suddetto Antonini è stato presidente degli industriali triestini, chiamato in chilometriche interviste dal piccolo giornale a pontificare sull’economia giuliana.

E piccolo particolare, e sarà forse proprio per il suo curriculum, che Corrado Antonini è stato recentemente nominato Vive Presidente dell’AIAD, il consorzio di Aerospazio-Difesa-Sicurezza, per il biennio 2015/16. Certi che in sicurezza è proprio un esperto.

Basta e avanza per dire che è proprio vero che la stampa locale non vive solo di Ferriera e Arvedi.




Ferriera, Grecia, Europa.

» Inviato da valmaura il 13 July, 2015 alle 11:14 am

Che ci azzeccano? Domanderete alla Di Pietro.

Eccome che ci azzeccano perché il filo conduttore è lo stesso.

In culo alle persone, all’essere umano, alla nostra vita per sacrificare tutto al business, agli affari chiaramente di pochi contro l’interesse di tutti gli altri.

In queste operazioni conta non solo la forza, l’arbitrio di chi le comanda, ma anche, soprattutto, la complicità, l’impotenza imbelle delle altre comparse che permettono che ciò avvenga.

“Fin che non si prosciugherà la Palude che aiuta, sostiene e nutre la mafia, è impensabile sconfiggerla”: Diceva il sociologo Pino Arlacchi, Vice Presidente della Commissione Antimafia, ospite a Trieste del Circolo Miani.

Quando è accaduto in Europa contro la volontà di un intero popolo, oggi quello greco, domani il nostro, dopodomani chissà, è la stessa cosa che accade qui, nel nostro piccolo, ma anche in Italia.

Poco importa che la stragrande maggioranza dei triestini, e muggesani, voglia l’immediata chiusura della Ferriera così com’è, che è peggio di come è stata, perché la politica, vista anche l’opposizione ad intermittenza ed incapace di collegarsi con la comunità, le istituzioni tutte, anche quelle che dovrebbero esercitare il controllo sul rispetto delle leggi, lasciano fare e tollerano, quando non favoriscono, gli interessi di pochissimi a danno di tutti gli altri. Facilitati in questo da una assenza sostanziale, forse solo la Rai e TeleAntenna fin che esisterà fanno eccezione, di ogni seria informazione sul territorio.

Le leggi qui diventano un optional quando esistono e se no le si cambia o interpretano a piacimento. Come la vicenda del rilascio dell’AIA da parte della Regione sta a dimostrare.

Ecco perché la battaglia, come da anni sostiene il Circolo Miani, è tutta politica.

Continuare a correre dietro a dati delle centraline, a numeri taroccati e manipolati da una vita, a norme che esistono solo sulla carta, serve solo a fare il gioco sostanziale di questi mistificatori.

Vanno delegittimati come il Circolo Miani fa da tempo rifiutando ogni coinvolgimento nelle inutili “consulte ambientali”, come poi se la vita si limitasse a questo, all’ambiente e basta.

Vanno isolati e smascherati per quello che sono. Degli incapaci, innanzitutto, che in diciassette, si 17, anni non sono riusciti a risolvere il problema, garantendo le poche centinaia di posti di lavoro ma soprattutto il futuro della nostra città, che la Ferriera blocca occupando il sito più ampio, importante, ed inquinato, della nostra provincia.

Fino a che la popolazione non capirà questo, e di conseguenza non comprenderà perché da anni, con tutti i mezzi e le strade, lecite e non, si è cercato di far tacere la nostra voce, arrivando a sette tentativi di sfratto nei confronti della sede del Circolo da parte di una Ater agli ordini oggi del PD, nulla cambierà. E le poche o tante energie finiranno sprecate senza portare al alcun risultato.

Oggi il nodo Ferriera, con quello che significa per la salute, la qualità della vita, il lavoro, è il nodo centrale del futuro di Trieste tutta. Continuare a non capirlo significa condannare la nostra città, la nostra gente ad un lento ma inesorabile declino. Certo ci si potrà continuare a baloccare con le fioriere e le zebrone di via Mazzini, ma guai andare oltre.

Ecco perché lunedì 20 luglio, portatevi l’ombrello per quel che valgono le previsioni meteo a distanza, alle ore 17 o si viene in piazza Unità davanti alla Prefettura e poi al Municipio, o meglio per tutti dedicarsi ad altro, fin che dura.

NO FERRIERA!

FINIS EUROPE

Durissimo, sul New York Times, il premio Nobel per l'economia Paul Krugman: "Le richieste avanzate dall'Eurogruppo alla Grecia sono una follia vendicativa: sono una completa distruzione della sovranità nazionale e non danno alcuna speranza. Sono un grottesco tradimento di tutto quello che significa il progetto Europeo". E ancora: "Quello che abbiamo imparato in queste ultime settimane è che essere membro dell'area euro significa che i creditori possono distruggere la tua economia se esci dai ranghi". Infine: "Il progetto europeo, che ho sempre elogiato e sostenuto, ha appena ricevuto un colpo terribile, forse fatale. E qualunque cosa voi pensiate di Syriza o della Grecia, non sono stati i greci a darlo".

 




Grecia. Le due versioni.

» Inviato da valmaura il 6 July, 2015 alle 10:31 am

Quella politicamente corretta e quella visceralmente schietta ma vietata ai minori di 18 anni.

Partiamo dalla prima compunta analisi dal linguaggio forbito.

Con la valanga di No che ha sconfessato in prima battuta i sondaggisti e gli opinionisti di mezza Europa, Italia soprattutto, il popolo Greco ha vinto per tutti noi salvando idea e dignità della vera Europa.

La Commissione UE, guidata da un personaggio assai discutibile, Juncker, coinvolto da Presidente del Lussemburgo nello scandalo dei “paradisi fiscali”, il Presidente del Parlamento Europeo, il socialista tedesco  Martin Schulz, il fighetto dandy olandese presidente dell’Eurogruppo, la cancelliera Merkel, il suo ministro delle finanze, il presidente del consiglio Matteo Renzi, per non parlare dello screditato premier spagnolo hanno usato l’Europa per cercare semplicemente di far cadere un Governo legittimamente eletto dal popolo di uno degli stati membri.

Insomma hanno tentato un golpe, o colpo di stato “bianco” ma non meno deprecabile, ed hanno clamorosamente perso. Nonostante tutte le minacce, le pressioni, le ingerenze ampiamente propagandate da una stampa vergognosa finanche il giorno delle votazioni.

Il problema dell’Europa, e non da oggi, è un paese il cui nome inizia con la lettera “G” ma che non è la Grecia. Oltre ad aver sbagliato i conti economici dell’operazione, come perfino il superfalco Presidente della Banca centrale tedesca ha dovuto pubblicamente ammettere, la Germania è oggi riuscita a resuscitare un odio antitedesco in gran parte dei popoli europei, ma anche in USA non si scherza, come non si vedeva dai tempi della seconda guerra mondiale. Un danno ingentissimo all’immagine, ma anche all’economia tedesca, che non basteranno anni per cancellare.

I danni che questi euro tecnocrati hanno combinato in queste settimane sono indiscussi. Gli investitori europei hanno perso più di 300 miliardi di euro in 48 ore, bruciati nelle borse d’Europa, altro che il miliardo e seicento milioni di cui il Governo Greco chiedeva il rinvio nel pagamento ed aspettiamo poi il dato di questo lunedì (all’apertura la Borsa di Milano perdeva oltre il 3%).

Il Fondo Monetario Internazionale dell’algida Lagarde, che francamente fa rimpiangere il puttaniere Strauss Kahn, ha ieri fatto rapida retromarcia annunciando che il debito greco andava per forza ristrutturato cancellandone almeno un terzo. Dopo aver fatto fino al giorno prima del rigore e dell’inflessibilità l’aria che respirava. Alla faccia della coerenza. E questi gestiscono l’economia mondiale!

Una Europa che doveva essere l’apoteosi della fratellanza dei popoli, del loro benessere, della crescita civile, oggi è un carrozzone autoreferenziale che tutela solo gli interessi forti, a partire da quelli delle banche. Ha avuto la spudoratezza di ignorare per cinque anni le disumane condizioni di vita a cui questa politica ha condannato popoli interi. I “fratelli” greci per primi come pure il Santo Padre Francesco li ha definiti con tutta la sua simpatia, ma anche italiani, spagnoli, portoghesi, irlandesi e via a seguire. Privilegiando solo la tenuta dei conti, una austerità irreale che ha affossato l’economia della UE: le “riforme strutturali” sulla pelle della gente reale.

In tutto questo spiace dover riconoscere che l’Italia in Europa, oggi più che mai, non conta niente e che Renzi ha perso tutte le occasioni per far pesare una nuova politica che in realtà non aveva se non nelle vuote sue parole.

Dunque GRAZIE GRECIA.

Ed ora la versione vietata ai minorenni.

Che bella domenica! Affluenza e valanga di No.

Per una volta lasciateci essere sinteticamente volgari.

1)     Gli eurostronzi ed euroservi si sono rotti le corna e il culo.

2)     I Greci hanno salvato la dignità dei popoli europei, anche per e di noi italiani.

3)     Renzi, e dunque l’Italia, non contano una minchia in Europa tant’è vero che nessuno si è sognato d’invitare lui, o, scusateci ma non riusciamo a trattenere il riso, la sua Mogherini, all’incontro di Parigi tra Merkel ed Hollande.

4)     Triste ammetterlo ma dobbiamo dare ragione a Silvio Berlusconi quando appellò Martin Schulz, socialista (?), oggi Presidente del Parlamento europeo con il termine di “kapò”. Incredibili e gravissime le sue dichiarazioni a urne aperte. Forse il PSE (Partito Socialista Europeo) dovrebbe cambiare nome, tipo Partito al servizio di  banche e multinazionali.

5)     Gli investitori europei hanno perso più di 300 miliardi di euro in 48 ore, bruciati nelle borse d’Europa, altro che il miliardo e seicento milioni di cui il Governo Greco chiedeva il rinvio nel pagamento ed aspettiamo poi il dato di questo lunedì (all’apertura la Borsa di Milano perdeva oltre il 3%).

6)     La Merkel, i suoi teutoni, ed i suoi micro governi collaborazionisti, più il cameriere fiorentino hanno portato l’Europa tutta a “sbattere contro un muro (di guano) ad occhi aperti” come Lei, con finezza femminile da “c….. i………..”, sempre Berlusconi dixit, ammonì Tsipras un’ora prima che si aprissero i seggi in Grecia. Erano andati in realtà per fare un golpe bianco: obbiettivo vero liquidare il legittimo governo greco e sono tornati scornati e mazziati, Renzi compreso. Con i sondaggisti d’accatto, anche i nostrani, che parlavano di “testa a testa o addirittura di leggero vantaggio del Si e che tutto si giocava in 40.000 voti”. In effetti è stato quasi doppiato dal trionfo del No. Che professionisti! Ma andate dal Mago Otelma piuttosto.

7)     Un Presidente della Commissione UE come Juncker, negli Stati Uniti molto probabilmente starebbe a presiedere la commissione per l’ora d’aria di Sing Sing, dopo gli scandali finanziari del “paradiso fiscale” del suo Lussemburgo.

8)     La figura di merda fatta dalla Rai di non fare uno speciale su di un Referendum che si svolgeva ad Atene ma che si leggeva Roma-Italia-Europa. Bravo il nostro, in quanto ospite a Trieste del Circolo Miani, Enrico Mentana e la sua Sette. Pessima idea per il Fatto Quotidiano spedire il suo vicedirettore Stefano Feltri a rappresentare il Si in TiVù.

9)     Questa Europa di usurai, troi(k)e e sensali non ci piace per niente. Tantomeno le sue direttive sui formaggi fatti senza latte, la cioccolata senza cacao, e cagate simili.

10) Per favore l’ultimo che esce cali l’acqua dello sciacquone del cesso.

Ed ora facciamo i seri. Le teste di cazzo dei politici che parlano di “privatizzazioni, riforme strutturali, e conti finanziari” sanno che queste politiche hanno portato il popolo greco alla miseria più nera e alla più alta mortalità infantile d’Europa?

Ultima ora! Le piddine spedite in televisione si prendono il merito del Renzi Presidente del semestre europeo che ha ottenuto anche per la Grecia (!) “più flessibilità e crescita e meno austerità”. Portategli un triplo Alkaselzer che a forza di “slurp-slurp”non c’è la fa più. Anche perché il fondoschiena di Tsipras è di nobile stazza seppur di poco inferiore a quello di Angela.




C’è Aia e Aia.

» Inviato da valmaura il 1 July, 2015 alle 11:00 am

C’è Ilva e Ferriera, c’è Emiliano presidente Regione Puglia e Serracchiani presidente, quando c’è, Regione FVG, c’è Taranto e Trieste, c’è magistratura (di Taranto) e magistratura (di Trieste), ma c’è una sola legge per il rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali!

Di ieri la notizia, sui principali quotidiani italiani, ma la stampa locale a conferma della sua piccolezza si è ben guardata dal riportarla, che a Taranto l’Ilva ha fermato i due principali altoforni per effettuare gli indispensabili lavori di manutenzione ed ammodernamento, prima, si badi bene PRIMA di sottoporsi alla pratica istruttoria del rilascio-rinnovo dell’Aia presso la Conferenza dei Servizi della Regione Puglia. Proprio per rispettare quanto prevede la legge sulle AIA.

Qui invece la Ferriera con il beneplacito della Regione, come pubblicamente ammesso dal direttore dell’apposito Servizio regionale in presenza dell’Assessore all’Ambiente Sara Vito, fa esattamente il contrario. Ovvero con gli impianti nelle condizioni che tutti, meno i politici, conoscono prosegue imperterrita a pretendere il rilascio-rinnovo dell’Aia rimandando eventualmente l’esecuzione dei lavori alle prescrizioni future, insomma a babbo morto ed Aia ottenuta “a prescindere” come ha detto l’ing.Agapito, con i controlli pubblici (Regione, Arpa e Comune) che ben conosciamo e che perfino la Procura ha dovuto, fuori tempo massimo però, dichiarare inesistenti ed inconsistenti vista anche l’assoluta inadeguatezza e vaghezza delle prescrizioni medesime.

Secondo Voi chi rispetta la legge? Taranto, la Regione Puglia e persino l’Ilva o Trieste, la Regione FVG e la Ferriera?

Quello che sta avvenendo a Trieste in Comune ed in Regione è di una gravità senza precedenti anche perché accade sotto gli occhi di tutti, meno ovviamente di quel giornalismo che si affanna a predicare bene e razzolare malissimo.

Le affermazioni di un Sindaco che per cinque anni è stato assessore regionale al Lavoro (Giunta Illy 2003-2008 e che nello stesso periodo ha guidato il cosiddetto tavolo istituzionale per la dismissione e riconversione della Ferriera) che continua imperterrito a scaricare sulla Regione “il nulla fatto in questi anni” con il vicedirettore di Telequattro Avarino a fargli estasiato il controcanto dimenticandosi di ricordargli le sue precise e pesanti responsabilità (ora capite perché in TelePD non si invitino mai Il Circolo Miani o Maurizio Fogar), aiutano a capire molte cose.

Siccome chi scrive, assieme a Romano Pezzetta, di quel Tavolo faceva parte, ricorda ancora la gioia e l’approvazione incontenibile di Cosolini alla presentazione del piano industriale della Lucchini per la Ferriera e per le ricadute occupazionali per Trieste: mezza paginetta! E infatti di lì a poco si avviava la procedura fallimentare del gruppo russo-bresciano.

Ecco sentirgli affermare che “i servolani devono pazientare ancora alcuni mesi”, bufala a parte sulla localizzazione esclusiva di Servola la Cortina d’Ampezzo dell’inquinamento domacio, ci fa venire in mente il suo ispiratore e benefattore Riccardo Illy, in versione Sindaco però, quando sul Piccolo di allora dichiarò a tutta pagina: “Ai servolani dico di portare pazienza. Entro il 2000 l’aria di Servola sarà pulita”, sticazzi e nel titolo!

A proposito è stato pubblicato il bilancio 2014 del Gruppo Arvedi (Finarvedi):

Debiti

1,6 MILIARDI (2014) 1,6 MILIARDI (2013)

Ecco a chi state rilasciando l’Aia, sempre che qualcuno in Foro Ulpiano non dia cenno di risveglio. (foto su Facebook Circolo Miani)




Ferriera: sogno o inganno e realtà.

» Inviato da valmaura il 23 June, 2015 alle 10:57 am

Basta leggere il bilancio di Siderurgica Triestina per capire come tutte le sviolinate propinate, quasi sempre a firma del maranza, sul piccolo giornale suonino stonate lontano un miglio.

I tanti milioni investiti da Arvedi nella soluzione dei problemi degli impianti, la sensibilità ambientale (pensate oggi c’è un consigliere comunale che arriva a dire Soffermandosi in modo particolare sulla questione Ferriera «problema risolto dal punto di vista occupazionale e ambientale»,”), dalla lettura del bilancio appaiono quello che realmente sono, praticamente niente rispetto anche solo a quanto calcolato dalla perizia del prof. Boscolo della Procura.

Ed i politici e gli amministratori, che hanno ricevuto a casa da noi il bilancio?

Silenzio totale, dalla Regione che ci raccontava dei lavori fatti, e si spera pagati ma che a bilancio praticamente non esistono (1milione 797.000 euro contro i venti annunciati ai quattro venti ed i 18 milioni solo per l’Altoforno della perizia della Procura) non un cenno di vita. Dal Comune idem come sopra, no anzi c’è pure qualcuno che osanna ancora oggi. Credere a Babbo Natale è pur sempre una bella cosa ma purtroppo, come per San Nicolò, la realtà è diversa.

Ecco questi sono gli amministratori a cui è stato affidato il futuro della nostra comunità. Verrebbe da dire che sono incapaci di leggere anche solo un bilancio semplificato e come possiamo sperare siano in grado di gestire i conti pubblici?

Resta il fatto che trova piena conferma quanto da noi scritto in tempi non sospetti.

Un signore di Cremona viene qui ad incassare 20 milioni netti dall’acquisto dello stabilimento, più un fido di altri 5 più venti, sempre milioni, da un istituto di primario interesse regionale (Friulia, Mediocredito FVG?), si appresta ad incassare altri cento milioni dalla Banca Europea d’Investimenti, a condizione che la nostra Regione gli conceda l’AIA, cosa per altro già annunciata prima ancora che si aprisse la dedicata Conferenza dei Servizi, che attende gli interventi economici regionali e statali promessi dagli accordi di programma, e che gli permetteranno, e lo stanno già facendo, di fare concorrenza al porto pubblico con i soldi sempre pubblici, che genialata!

Il tanto decantato laminatoio? Allo stato attuale risulta acquistato da un fallimento negli USA e pare costruito nel 1947 e riammodernato a metà degli anni Ottanta del secolo scorso. Alla faccia dell’innovazione tecnologica, delle migliori BAT possibili ed amenità varie.

E dopo tutto questo non una voce si leva dalla stampa, e ci mancherebbe qui Arvedi non ha bisogno di farsi le televisioni o di comperare giornali, si offrono gratis.

E tantomeno dalla politica e dalle amministrazioni regionali e locali, dai vari assessorati all’ambiente (iniziali minuscole di rigore), ma quel che è peggio anche dalla cosiddetta opposizione.

Intanto quello che le persone sono costrette a respirare è sotto gli occhi di decine di migliaia di cittadini, a Trieste, come a Muggia e Capodistria.

“Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?” Marco Tullio Cicerone.

Già fino a quando abuserete della nostra pazienza, delle nostre lacrime, del nostro dolore?





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