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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Supercazzola gigante AcegasApsAmga.
Che ovviamente il piccolo giornale ospita generosamente nella pagina delle Segnalazioni.Ci sorge un dubbio ma i baldi “professionisti dell’etica giornalistica” che curano quella pagina si leggono le “lettere” ricevute prima di pubblicarle?Abbiamo capito che il mittente, no, non..
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Notizie Flash

Fotonotizia.
Due titoli da prima pagina su due prestigiosi quotidiani nazionali: Il Sole 24ore dell’11 febbraio e Il Fatto Quotidiano di ieri.Ovviamente per Trieste pare non valere: né l’invito a non abbattere e piantare più alberi quanto al silenzio tombale..
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Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 113

Ma Debora Serracchiani è razzista?

» Inviato da valmaura il 13 May, 2017 alle 2:38 pm

Fino agli anni Settanta del secolo scorso, e sembra ieri, nell’allora cultura e pratica del Partito Comunista più forte d’Europa, esisteva la consuetudine che il “comunista” doveva “dare l’esempio”.

Ovvero essere un cittadino modello, primo a scuola, sul lavoro, nella solidarietà e così via.

Certo il PCI aveva, e rivendicava, una tradizione culturale “internazionalista”, anti imperialista (principalmente anti USA, era il tempo della guerra del Vietnam, ma anche l’invasione della Cecoslovacchia, dopo quella dell’Ungheria, provocò un non piccolo rigetto nei confronti della politica egemone dell’Unione Sovietica ed un distacco progressivo sancito poi da Enrico Berlinguer).

Debora Serracchiani, che non proviene dal Pci, ha esternato, crediamo senza secondi fini, più da donna impegnata in politica che da “dirigente di partito”, un suo pensiero che probabilmente è passato per la testa a gran parte dei cittadini di Trieste, e della Regione, conosciuto l’ennesimo caso di illegalità perpetrato da un richiedente asilo. E che ricordava da vicino quanto accaduto non molto tempo prima al Bar Flavia.

Probabilmente nel vecchio PCI nessuno l’avrebbe contestata perché era naturale, per i motivi sinteticamente sopra descritti, che un “accolto” dovesse comportarsi bene, anzi di più.

E’ razzismo o xenofobia dire ciò?

Noi non lo crediamo così come riteniamo non sia razzista affermare che fatte le debite percentuali in proporzione i cittadini provenienti dai Balcani e dall’immigrazione clandestina commettono, statistiche alla mano, una percentuale di reati molto significativa in rapporto al numero della popolazione. Questo è un fatto: non una opinione.

Certo questo pone una volta di più pressanti interrogativi su come, assai malamente, venga gestita l’accoglienza nel nostro Paese. Più un affare per pochi sulla pelle di molti.

Di come le politiche europee lascino l’Italia ed i paesi mediterranei sostanzialmente al proprio destino nel gestire un fenomeno di proporzioni mondiali.

E di come, anche qui statistiche alla mano, la stragrande maggioranza delle violenze contro le donne, i bambini, gli anziani, avvengano nelle italianissime famiglie.

Ma detto questo ciò non assolve, ed elimina il problema: chi è accolto od ospite deve rispettare leggi, usi e costumi del nostro Paese. Se è malato va curato. Se è un delinquente va espulso all’istante.

Su questo ha ragione chi sostiene che la sicurezza sociale oggi è un problema nodale per il nostro Paese. Lo spartiacque tra il garantire una accoglienza dignitosa, che oggi molto spesso non avviene ma che non può essere alibi giustificativo per certi fatti, e bandire paure e discriminazioni dalla nostra società. Che deve assumere però pienamente la responsabilità della solidarietà concreta e risolutiva verso quei milioni di concittadini che oggi vivono in povertà e disagio.




“Ferriera 365 giorni. Dipiazza dimettiti.”

» Inviato da valmaura il 8 May, 2017 alle 3:16 pm

“Ferriera 365 giorni. Dipiazza dimettiti.”
Trieste. Lunedì 19 giugno 2017 alle ore 18 in piazza Unità dinanzi al Municipio.
Passaparola!
Cliccare sulla scritta qui sotto per far partire il video delle Iene.
http://www.iene.mediaset.it/…/toffa-i-politici-cambiano-l%E…




Ferriera. Ignoranza o peggio?

» Inviato da valmaura il 4 May, 2017 alle 2:21 pm

Le due pagine del Piccolo di oggi sono la plastica conferma di quanto da noi scritto e detto da anni. E stranamente accuratamente censurato dalla stampa che preferisce ospitare gli amici del Sindaco che sul tema capiscono meno dell’Arpa. Sarà un caso?
Cominciamo dalle dichiarazioni di Sindaco e Sturzi, il sommo tecnico messo dalla Regione a controllare la Ferriera. L’altoforno era fermo, ha dichiarato il primo. Ni, era in fermata, ha dichiarato il secondo.
Beeeeep! Risposte sbagliate: il 18 aprile al momento della rumorosa soffiata dell’altoforno, l’impianto era semplicemente in funzione produttiva.
Basterebbe questo per ringraziare lorsignori e destinarli ad altre meno gravose mansioni. Che qui le chiacchiere, anche se generosamente ospitate e rilanciate da stampa e tivù amiche, stanno a zero. Tutta questione di fisica.
Poi continuano a quasi venti anni di distanza con il coretto degli ambientalisti di scorta a parlare di “Servola allarmata”. Mentre a Valmaura, Monte San Pantaleone, San Sabba, Aquilinia e Muggia da un lato, e a Chiarbola, Ponziana, Campi Elisi e San Vito, giusto per tenersi stretti, dall’altro, erano serenissimi e gioiosamente tranquilli.
Sono anni che Circolo Miani e Servola Respira pongono al centro della soluzione dell’inquinamento della Ferriera non i dati delle centraline, attendibili agli occhi dell’opinione pubblica come il capitan Trinchetto del fu Carosello, ma la gravissima situazione degli impianti, a partire dall’altoforno.
E non per nulla un anno fa abbiamo proposto al cavalier Arvedi, ed alle istituzioni pubbliche di ogni ordine e grado, di istituire una commissione paritetica di esperti, ma non per finta o sentito dire, a cui far visionare gli impianti dello stabilimento con i lavori asseritamente fatti.
Ed è per questo che quando Nadia Toffa e la troupe delle Iene, accompagnati dal nostro Romano Pezzetta, che per trenta anni ha condotto quegli impianti sotto l’Italsider (Iri) e Pittini, sono stati invitati a visitare la Ferriera ed hanno chiesto di salire sulla bocca dell’Altoforno, si sono visti opporre un imbarazzato rifiuto.
Ma torniamo a quanto riporta oggi il Piccolo e alle dichiarazioni di Sturzi, con un Sindaco sempre più silente.
Non ci azzeccano per nulla. Perché?
Primo, perché quello che fuoriesce dall’altoforno di estremamente pericoloso per la salute di lavoratori e cittadini è il gas, quantificabile in oltre centomila metri cubi al giorno, ed è il componente principiale anche durante le “soffiate”.
Ed il gas non “si depura” come invece scrivono sul giornale.
Come la foto a corredo non è una soffiata dalla bocca dell’altoforno ma dimostra il mancato funzionamento dell’impianto Daneco: la fumata rossa esce infatti dal foro di colata.
Secondo, oltre ad essere incomprensibile tecnicamente quanto descritto da Arpa e azienda sul giornale, e di conseguenza quanto anche da quasi undici mesi l’operato di Sindaco e sostenitori sia stato praticamente inconsistente, si annuncia il fermo per manutenzione dell’altoforno ad agosto.
L’impianto verrebbe fermato per rifare completamente la bocca del forno, come sostenuto da noi, ma anche il crogiuolo che dopo venti e passa anni deve essere sostituito.
Lavori dunque lunghi e dal costo di una ventina di milioni. Ripartirà?
Insomma spendere tanti soldi per tornare a produrre esattamente la stessa quantità di ghisa, con un impianto che procura una perdita mensile tra 500.000 euro ed un milione nei bilanci di Siderurgica Triestina, conviene ad Arvedi?
Post Scriptum. Se gli “esperti” desiderano una seria analisi sul perché accadono le “soffiate” e sul modo di evitarle, basta telefonarci o scrivere a circolomiani@gmail.com.
https://www.facebook.com/circolo.miani/videos/1644351029169192/




Dal Ministero della Salute (che non c’è).

» Inviato da valmaura il 2 May, 2017 alle 3:15 pm

Grazie al contributo di Maurizio Martini, pubblichiamo i risultati del rapporto del ministero della Salute sui 44 luoghi e siti più inquinati d’Italia. Dai tumori all’asma. Ecco che cosa rischiano oltre 6 milioni di italiani. E’ importante che la gente sappia e sia consapevole dei rischi.

Sono stati individuati dalla Valle D’Aosta alla Sicilia. E sono ben quarantaquattro i luoghi del Paese inquinati oltre ogni limite di legge. Sei milioni di persone esposti a rischio malattie, tutte mortali: tumori, malattie respiratorie, malattie circolatorie, malattie neurologiche, malattie renali.  Pubblichiamo la lista completa dei siti a rischio e la lista di malattie che gli abitanti devono temere. Tutto ufficiale, anche se scritto in burocratese.

TRIESTE

Comune di Trieste.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici, una raffineria, un impianto siderurgico e un’area portuale. La mortalità per le principali cause di decesso mostra per entrambi i generi eccessi per tutte le cause, malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e digerente. Nelle donne è evidente anche un eccesso per tutti i tumori. Il tumore del colon-retto e le malattie acute dell’apparato respiratorio sono in eccesso in entrambi i generi, l’osservato supera l’atteso tra gli uomini per il tumore della pleura e tra le donne per le malattie respiratorie acute e croniche. La relazione tra inquinamento atmosferico e tumore polmonare a Trieste è stata oggetto di due studi caso-controllo che hanno incluso solo uomini e hanno evidenziato un’associazione positiva e rischi maggiori per i residenti nel centro cittadino e nei pressi della zona industriale».

Riascoltatevi il brano “C’è un grande prato verde dove corrono i ragazzi …” https://www.youtube.com/watch?v=XMF_rNKWpO4 di Gianni Morandi




Giardini chiusi … da inquinamento “diffuso”.

» Inviato da valmaura il 29 April, 2017 alle 2:40 pm

Breve cronistoria. E’ trascorso oltre un anno da quando su iniziativa, elettoralmente suicida, del precedente sindaco Cosolini, sono state commissionate all’ASS le analisi sulle urine e all’Arpa le campionature sulla superficie dei terreni di alcune aree verdi e giardini.

Ottime iniziative peccato che per farle l’amministrazione di centrosinistra si è mossa con cinque anni di ritardo. Sempre meglio, sosterrà qualcuno, che i dieci anni precedenti a guida Dipiazza dove neppure questo era stato fatto, ma a parole invece …

Da allora sono passati tredici mesi letteralmente rubati ai bambini ed al loro diritto di giocare sui prati e nel verde, anche nei campi giochi durante la ricreazione scolastica.

Che ha fatto il Comune di Trieste in questi lunghissimi mesi pur avendo a disposizione 350.000 euro per gli interventi di bonifica urgente stanziati, una volta tanto, tempestivamente dalla Regione?

Tavoli. Si avete capito bene cinque o sei riunioni a scadenza bimestrale con Regione, Ass, e consoci, per decidere nell’ordine: come definire le cause dell’inquinamento, cosa fare e chi coinvolgere, se era il caso di rifare caratterizzazioni e campionature (come se gli inquinanti sparissero da soli o fossero stati scritti male i risultati). Morale della favola le aree verdi nel frattempo sono state lasciate più o meno nel più completo abbandono. Due transenne, qualche stampato con una mano nera appeso agli alberi col nastro da pacchi, e via andare.

La Giunta Dipiazza ed il centrodestra è riuscita nell’impresa di respingere in Comune perfino una mozione presentata dai 5Stelle in cui si chiedeva di menzionare la Ferriera tra le cause dell’inquinamento, viste per altro le risultanze inequivocabili delle analisi anche in piazzale Rosmini dove di macchine ne passano dieci all’ora e non vanno a carbonella.

Orbene Sindaco e Giunta che si sperticano in roboanti dichiarazioni quotidiane, anche se da un po’ di tempo è calato un sipario di imbarazzati silenzi che è meglio non ricordare i “cento” giorni, sul “chiudo quel cancro” domani, spalleggiati dal trio ambientalista di fiducia, sono riusciti nell’impresa di far passare la formuletta “dell’inquinamento diffuso”, et voilà la Ferriera è scomparsa.

Peccato solo che i 5Stelle non abbiano perseverato con iniziative sul territorio a tenere vivo il problema che centinaia di famiglie vivono quotidianamente, come denunciato nell’interrogazione presentata dalla consigliera di NO FERRIERA Aurora Marconi, ed approvata, in Settima Circoscrizione (da Aquilinia a Chiarbola compresa).

Poi una banalissima questioncella. A che serve bonificare se contestualmente non si eliminano le fonti dell’inquinamento?

Forse è per questo che in Comune hanno preteso di escludere la Ferriera dalle supposte cause. Istruttivo, no?

Come guardare la mappa qui sotto delle zone trovate inquinate.

Al centro ci sta esattamente la Fer….., pardon “l’inquinamento diffuso”.





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