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Circolo Miani » News Correnti » Page 113

Ferriera: spostare l’asticella.

» Inviato da valmaura il 23 September, 2015 alle 11:22 am

Ovvero tirare a campare procrastinando i tempi. E ovviamente la colpa è sempre degli altri.

In questo caso della politica (Serracchiani) con la Regione che ritarda l’assegnazione delle concessioni (licenze) per costruire i capannoni dove dovrebbe (mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo) essere collocato il “nuovo” (oddio pare sia stato costruito nel 1947) laminatoio. Come mai visto gli ingenti lavori di rifacimento del capannone, enorme, dell’ex acciaieria, forse il terreno, la base non tiene? Una risposta sarebbe opportuna ma siamo abbastanza certi che non arriverà.

Ma l’aspetto più interessante del report arvediano ai dipendenti è sui premi produzione, ovvero sui risultati che fanno scattare questo incentivo economico. Ieri Arvedi ha semplicemente spostato in alto l’assicella per renderli operativi. Ha posto degli obbiettivi produttivi di ghisa per l’altoforno praticamente impossibili da raggiungere. Immaginiamo la gioia dei lavoratori e soprattutto la loro gratitudine verso i sindacati. Il sollievo per le sue tasche invece lo comprendiamo benissimo.

L’altro aspetto interessante è la conferma di quanto abbiamo sempre scritto e sostenuto fin dai tempi della Lucchini. E cioè che l’unico business dello stabilimento, tolte le agevolazione tariffarie per la produzione di energia elettrica, che negli ultimi anni tenevano su tutta la Lucchini Italia, con i soldi pubblici si intende, è la logistica portuale “conto terzi”.

Non a caso negli accordi di programma si insiste su questo: il raddoppio delle banchine e la messa in sicurezza della costa a spese del pubblico denaro (in fin dei conti per questo la Serracchiani è stata nominata “commissaria”). Insomma fare concorrenza al Porto di Trieste finanziati con i pubblici quattrini. Una vera genialata!

Nel frattempo il commissario dell’Autorità Portuale, Zeno D’Agostino, fortissimamente voluto dal duo PD Cosolini/Serracchiani, ben si guarda di far tutelare l’obbligo, sancito nel primo accordo di programma, quello santificato nella foto dalla presenza di mezzo Governo, di sgombero delle centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali abusivamente piazzati negli anni dalla Ferriera creando la “collina della vergogna” che si affaccia sullo Scalo Legnami, impedendo così la partenza dei lavori della piattaforma Logistica portuale per cui i fondi sono già stanziati. Bloccando così lo sviluppo del Porto, pubblico, ed impedendo l’assunzione di tante persone.

Complimenti vivissimi a lui ed a chi l’ha messo in quel posto.

Bene, Arvedi annuncia che in futuro potrebbe decidere di scorporare sotto una nuova società creata ad hoc la gestione del suo porto privato. Sai che novità: la Lucchini lo aveva fatto da anni costituendo la Logistica spa, Gruppo Lucchini.

Ultimo ma non per questo meno importante.

Slittano ancora, da dicembre ad aprile 2016, per ora, i termini di verifica per vedere se i lavori per l’abbattimento delle emissioni inquinanti sono serviti a qualcosa.

Si tranquillizzi cavaliere per ora, ad un anno dal suo arrivo ufficiale perché nei fatti qui c’era già da prima, pare proprio che “tutto” il lavoro fatto in questo senso abbia prodotto solo risultati negativi. Perseveri, alla faccia del trio Cosolini-Laureni-Serracchiani che proclamavano fino a ieri “che se a dicembre continua l’inquinamento l’area a caldo si chiude”. Dovranno nuovamente adeguarsi, ma la politica serve a questo e lei, contribuente generoso, lo sa bene.

Ovviamente finiti nel dimenticatoio, anche nella memoria del maranza e del piccolo giornale, i roboanti annunci sui due-tre, ne abbiamo perso il conto, “Ferriera Open Day” per i cittadini curiosi.

Ecco forse gli alberelli, che tenerezza, li hanno piantati per questo.




Disinformatja.

» Inviato da valmaura il 22 September, 2015 alle 12:51 pm

Un articolo per l’incontro con Cosolini in Municipio con il racconto della versione del Sindaco.

Un articolo con i “servolani esasperati” con pubblicità sulle preferenze internaute ed associative della fotografata, quelle culinarie e televisive no?

Zero spazio sull’unica notizia che conti e che esista: la mancata visita degli impianti da parte della troupe delle Iene, dopo l’invito di circostanza della proprietà Ferriera.

Qui ora vi raccontiamo i segreti, di Pulcinella, del giornalismo nostrano partendo da questi tre esempi.

Nel primo pezzo si cerca di “mettere la mani avanti” preordinando e pilotando, nei sempre meno lettori, la versione che sperano esca nel servizio televisivo a tutta tutela politica del Sindaco.

Insomma si fa quello che si può per salvare il fondoschiena del candidato PD alle prossime comunali.

Nel secondo articolo si ricalca con forza, il titolo è sempre quello che conta anche perché molti lettori al bar guardano quello e se c’è la foto, il tema Ferriera = Servola.

Una linea editoriale portata avanti dai tempi di Illy Sindaco e che serve a creare nell’opinione pubblica, puntando sul naturale egoismo e menefreghismo particolarmente accentuati nei triestini, la convinzione che se, si badi bene se, la Ferriera inquina ciò riguarda solo il rione di Servola, e neanche tutto ma solo la parte a ridosso dello stabilimento.

Dunque serve a negare la realtà senza però prendersi la responsabilità di scriverlo, dettando la linea alla politica e facendo gli interessi della proprietà di turno della Ferriera. Anzi in questi anni è stato il favore più grosso ed importante ricevuto dai Lucchini, Mordashov, Arvedi.

Meglio ancora se poi si pescano persone o gruppetti che si prestano ad avvallare, anche per semplice improntitudine ed ansia di apparire, questa strategia.

Sia nel primo caso (Cosolini) che nel secondo (“Servolani Esasperati”) non è stata certo la Nadia Toffa a parlare con il piccolo giornale, anzi lo ha appreso, sorpresa, leggendolo qui al Circolo Miani.

E veniamo al terzo episodio. Ovvero la notizia non data. Che in gergo si chiama “censura”.

Mentre nei primi due casi giornalisticamente parlando la “notizia non c’è”.

Infatti che Cosolini riferisca una sua versione rispetto a quello che i telespettatori vedranno in TiVù è appunto una “non notizia”.

Così come il fatto che la troupe delle Iene abbia intervistato qualcuno - e se no che venivano a fare in città? – senza per altro dire niente di più se non descrivere le preferenze di tizio e caio, è utile casomai per vendere qualche copia del giornale in più ad amici e parenti.

Nel terzo caso invece la notizia ci sta tutta, eccome!

Si parte dall’insicurezza, è un eufemismo, da parte del Gruppo Arvedi, che si affretta, e da Cremona, particolare da non sottovalutare, a rivolgere l’invito alla troupe della Iene a visitare lo stabilimento.

Immaginano di gestire la cosa come sempre fatto con i “mastini” dell’informazione locale che sullo stabilimento poi sanno meno di niente. Ovvero due parole di benvenuto, poi il percorso guidato con la novità dei “viali alberati”: si fa vedere quello che si vuole e tanti cordiali e riveriti saluti. Tanto nessuno, per interesse, sudditanza o per semplice ignoranza, oserà domandare qualcosa fuori dal programma della visita guidata.

Qui invece, grazie anche alla scelta delle Iene di avvalersi della collaborazione del Circolo Miani, e di Romano Pezzetta che ha condotto quegli impianti (Altoforni) per oltre trenta anni, la situazione si rovescia.

L’incipit è lo stesso: i saluti portati dall’AD di Siderurgica Triestina, Landini, ma poi tutto cambia.

Siccome da mesi le denunce del Circolo Miani hanno puntato su quella che è oggi la vera emergenza causata dalla Ferriera alla salute di cittadini e lavoratori, ovvero le cospicue, continue e crescenti perdite di gas dall’altoforno. Nadia Toffa chiede di iniziare la visita con un sopralluogo sulla bocca dello stesso altoforno.

E qui cade l’asino, fino ad arrivare al rifiuto di Landini, od almeno al rinvio all’indomani, quando in occasione della visita in Ferriera del “patron” Arvedi, in persona “pirsonalmente” come martella Catarella a Montalbano, l’impianto sarà fermato.

A quel punto la troupe delle Iene fa quello che ogni lavoratore serio dell’informazione dovrebbe fare: si alza, saluta e se ne va, senza prestarsi alle solite commedie pro Ferriera.

Dunque, qui la notizia ci sta tutta, e grande come una casa!

Il diniego della proprietà conferma che le indicazioni e le denunce del Circolo Miani erano fondate. Che quello che vedono giornalmente migliaia e migliaia di triestini e muggesani, ma non i politici ed i “giornalisti” e, spiace rilevarlo la magistratura inquirente, è la pura realtà.

Denuncia dunque le inerzie, le ignavie, perfino le volute omissioni se non le complicità che fanno di Trieste purtroppo un caso unico nel panorama nazionale del nostro sgangherato Paese.

Più notizia di così si muore!

Ecco dunque una buona ragione per tacerla, e spiace dover notare che anche la Rai stavolta ha “bucato”.

Ultimo aspetto, ma non di poco conto: siccome il comunicato è stato emesso dal Circolo Miani, e firmato dal quel vituperato di Maurizio Fogar, che si ostinano a restare ancora in vita, e non dagli amichetti di turno, una ragione in più per non dare la notizia.

Le 10.280 firme raccolte, in città non a Servola, dimostrano che a Trieste si vince mentre circoscritti nel rione si perde, perché la Ferriera colpisce la salute e la qualità della vita di tutti noi, da Muggia in qua.

Inquina come questa politica e questa “informazione”.




Una visita "lampo" !

» Inviato da valmaura il 21 September, 2015 alle 5:19 pm

Questo primo pomeriggio, alle ore 14, la troupe delle Iene, con Nadia Toffa, si è presentata all’ingresso Scalo Legnami della Ferriera su invito dell’AD di Siderurgica Triestina, Landini, per una visita allo stabilimento. Li accompagnava Romano Pezzetta del Circolo Miani e portavoce di Servola Respira, che aveva condotto per trent’anni gli altoforni sotto l’Italsider e Pittini, in veste di consulente della redazione Mediaset.

A riceverli lo stesso Landini che aveva predisposto il solito tour riservato agli ospiti, stampa compresa.

Alla precisa richiesta della Toffa di iniziare la visita dalla bocca dell’altoforno, una delle maggiori criticità esistenti in Ferriera per le continue perdite di gas e per le emissioni inquinanti, accampando varie motivazioni il Landini negava l’autorizzazione, proponendo eventualmente di rinviare il sopralluogo all’indomani quando l’impianto sarebbe stato fermato e di proseguire invece con la visita guidata.

La troupe delle Iene ha preso atto del rifiuto, anche a proposte alternative che passavano dall’affidamento della telecamera portatile ad uno degli operai al lavoro sulla bocca dell’altoforno, ed ha rinunciato a proseguire nella visita, ritenuta a quel punto sostanzialmente inutile.

Dopo un colloquio di Pezzetta con Landini, che ha illustrato al vertice aziendale le cause dell’emergenza che coinvolge l’impianto e produce le gravi emissioni inquinanti, la visita, mai cominciata, si è così conclusa.




Ferriera. Il giardiniere di Cremona.

» Inviato da valmaura il 19 September, 2015 alle 1:20 pm

Non bastavano quelli triestini, a far loro concorrenza è arrivata Siderurgica Triestina del cavalier Arvedi da Cremona.

Volendo essere macabri citando una frase di Spencer Tracy nel film “Giorno maledetto” si potrebbe dire che le piante crescono rigogliose in un cimitero, oppure sperare che, come nel Parco della Rimembranza dei “Giusti” in Israele, per ricordare la scomparsa di uno di loro si pianta un albero.

In realtà c’è assai poco da ridere. Anzi nulla.

E ne abbiamo avuto l’ ennesima riprova di cosa valgono le parole pronunciate dai rappresentanti della proprietà della Ferriera e da Cosolini, Serracchiani, Laureni e la bad company della politica, proprio stamane mentre ospitavamo la troupe delle Iene al Circolo Miani ed essa filmava in diretta le cospicue emissioni di gas multicolore ma letale dall’Altoforno e dall’impianto di Agglomerazione. Proprio quelli che il maranza nel suo articolo descrive come messi a posto.

Anzi aggiunge che “Un dipendente riferisce che la stessa cokeria è stata ridipinta con un colore verdolino. Forse la scambieranno per una pianta un po’ cresciutella.

Brutta pagina per il piccolo giornale quella di oggi.

Suona a insultante provocazione e atroce beffa per i tanti morti, lavoratori e cittadini, per i sofferenti e gli ammalati, e per tutti coloro che da Muggia a Trieste vedono la loro qualità della vita costantemente rovinata dalla “verdolina” Cockeria e da quel cumulo di ferraglia rugginosa dell’Altoforno.

Forse la più brutta per il maranza e per il suo “giornale” da molto tempo a questa parte.




Trieste. Dietro il nome nulla, o quasi.

» Inviato da valmaura il 14 September, 2015 alle 11:51 am

Sta partendo molto male la campagna elettorale triestina.

Ma prima iniziamo dalla coscienza di Zeno, non Italo Svevo ma D’Agostino, il quarantasettenne Commissario dell’Autorità portuale fortemente voluto dal duo Serracchiani-Cosolini.

Ieri nella sua ennesima uscita pubblica a fianco di uno dei due “tutori” politici, alla festa itinerante dell’Unità, nel suo lungo intervento, a parte la polemica tutta elettoralistica contro lo sciopero del sindacato di base dei portuali che si poteva risparmiare e faceva miglior figura ma si sa i “debiti” soprattutto in campagna elettorale vanno onorati, ha illustrato i punti forti dello sviluppo del porto.

Noi che non eravamo presenti dobbiamo ricorrere, con tutti i se e i ma di circostanza, al resoconto del piccolo giornale letto stamane al bar. Dunque non una parola che è una lo Zeno ha dedicato alla piattaforma logistica portuale che con il raddoppio del Molo Settimo dovrebbe costituire il trampolino per un vero rilancio della portualità giuliana.

Non capiamo. La politica, la Confindustria, gli spedizionieri, i sindacati, la stampa ci hanno fatto la testa come un pallone per venti anni o giù di li su questa benedetta Piattaforma come la panacea contro tutti i mali dell’economia di Trieste e per lo sviluppo dell’occupazione. Ora finalmente i soldi ci sono, 130 milioni stanziati, e tutto è fermo, posti di lavoro compresi. Perché?

Quando fu firmato il primo Accordo di programma sulla Ferriera il piccolo giornale imbastì una feroce campagna di stampa quasi giornaliera contro l’allora Presidente del Porto, Monassi, che non si può certo dire sprizzasse simpatia, almeno a noi, per non aver firmato, unica reproba, l’Accordo-Vangelo. Alla fine la Monassi pretese, per apporre la sua firma, che fosse inserito un allegato all’accordo dove si specificava a chiare lettere che la proprietà nuova della Ferriera avrebbe dovuto farsi carico dell’asporto delle 236.000 (il numero lo ha pubblicamente fornito sulla stampa proprio il Francesco Rosato della Lucchini-Arvedi) tonnellate di rifiuti speciali che abusivamente erano stati scaricati su Punta Loppa, o Collina della Vergogna, allo Scalo Legnami, proprio nell’area dove dovrebbe sorgere la Piattaforma logistica. E veniva quantificato pure l’impegno di spesa di cui Siderurgica Triestina-Arvedi doveva farsi carico per l’asporto: dieci milioni di euro.

La Monassi ottenne un tanto e firmò l’Accordo di programma che prevedeva, particolare non da poco, la nomina della Presidente della Regione, Serracchiani, a Commissario straordinario per l’area e dunque a controllore dell’esecuzione dell’accordo.

Bene, anzi male, malissimo: a sette mesi dalla sua nomina lo Zeno, nonostante da noi più volte pubblicamente sollecitato, non ha mai risposto sulla questione che è vitale, e così ce lo hanno descritto i corifei in tutti questi anni, per lo sviluppo del Porto che lui ora amministra.

Perché? E perché la Serracchiani gira la testa dall’altra parte?

Sarà mica che come per i silenzi della Procura, anche sugli 83 lavoratori morti per cause di lavoro, come accertato dall’Azienda Sanitaria nella sua perizia sulla Ferriera, il Commissario Zeno aspetta e tace per non turbare il rilascio dell’AIA regionale al Gruppo Arvedi. Insomma un tirare a campare per non far tirare le cuoia alla nuova proprietà: il sospetto, viste le coincidenze, è difficile che non sorga.

Ma così facendo lo Zeno rischia di danneggiare gli interessi reali del Porto che è chiamato ad amministrare: ne rallenta e tarpa lo sviluppo, impedisce l’assunzione di nuovi posti di lavoro e tiene fermo il denaro stanziato. Ed il fatto che non ne parli non fa che confermare questa ipotesi.

E veniamo ai nomi dei candidati sindaci. Senza dare giudizi personali ed a prescindere dalle nostre simpatie-antipatie, avremmo preferito che prima si parlasse di programmi. E non il solito elenco della spesa a cui nessuno crede e tantomeno legge, ma l’individuazione, come da anni sosteniamo, delle cinque, sei emergenze della città-provincia, dalla cui pronta soluzione dipende in maniera reale la vita dei nostri concittadini, il loro benessere, e la salvezza di Trieste.

Un Comune capace questo è chiamato a fare, non a disquisire, se non nel tempo libero risolti i problemi, sulla storia del mondo.

Buttiamo lì i primi quattro suggerimenti.

Salute e sanità (emergenza ospedali, dal Burlo a Cattinara e tempi d’attesa. L’assistenza sanitaria sul territorio). Rinascimento dei quartieri, anche umano, culturale e partecipativo, ora esclusi dall’attenzione tutta dedicata al “salotto buono” dove non vive quasi nessuno. Il Welfare, ovvero un massiccio intervento sociale per aiutare le migliaia di famiglie in povertà a Trieste. Il lavoro, possibilmente con imprese medio piccole che possano interagire con la cittadella della Scienza, e soprattutto il Porto. Un piano regolatore che non preveda nuove cementificazioni ma il recupero del territorio e dell’ambiente in una città che ha oltre dodicimila appartamenti sfitti e soffre però dell’emergenza casa. Per non parlare della vicenda Ferriera che va chiusa proprio per rilanciare lavoro ed occupazione e tutelare salute, qualità della vita ed ambiente.

Noi qualche idea e qualche soluzione, maturate da oltre venti anni di impegno sul territorio ce l’abbiamo (vedi programma de La Tua Trieste-Comitati di Quartiere) se a qualcuno interessa discuterne, noi siamo sempre disponibili.

Ecco su questo vorremmo sentire delle proposte da confrontare, far crescere e concretizzare in incontri e confronti pubblici con i cittadini, non fra quattro persone nelle stanze di partito, e non la sfilza di nomi di candidati sul nulla.





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