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Circolo Miani » News Correnti » Page 111

Comune Sveglia !

» Inviato da valmaura il 30 July, 2020 alle 2:24 pm

Vara un Piano regolatore per antenne e ripetitori.

Dopo aver inutilmente richiesto per ben due volte attraverso uno studio legale al Comune di Trieste l’emissione di una moratoria per la sperimentazione del 5G nel nostro territorio, ora sollecitiamo l’amministrazione comunale a varare nel più breve tempo possibile un Piano regolatore che disciplini le zone della città dove possano essere posizionate antenne e ripetitori della telefonia mobile.
Atto che deve c
ontemperare il costituzionale principio della massima precauzione a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, con le esigenze degli operatori telefonici di garantire una copertura del segnale.
Cosa per altro, parzialmente e con esasperante lentezza, avvenuto per i ripetitori delle radio e delle televisioni: da Conconello a Chiampore (Muggia).
Non è possibile che oggi proliferi ed anzi aumenti il Far West, la caccia libera su dove posizionare potenti ripetitori (sopra ricreatori, dinanzi a scuole, a pochi metri da strutture sanitarie, in mezzo a zone densissimamente abitate, addirittura a poche decine di metri di distanza l’uno dall’altro facendo così scattare l’effetto “cumulo” dei campi elettromagnetici già ora per le frequenze 3/4G).
Oltretutto si assiste anche in città all’aumento di persone sensibili alle radiazioni prodotte da questi impianti, e che si ammalano (elettrosensibilità) sempre di più di patologie che rendono la loro vita un calvario.
Inoltre il Comune deve pretendere dalle aziende proprietarie di questi impianti, anche a sollievo di eventuali responsabilità penali e civili ascrivibili ai pubblici amministratori con danno economico per tutta la comunità, la sottoscrizione di una dichiarazione che asseveri e garantisca l’assoluta innocuità della tecnologia da loro installata e che impegni le aziende stesse a rispondere in futuro di ogni eventuale danno arrecato a salute, qualità della vita ed ambiente.
Su questo il Circolo Miani non mollerà di un millimetro perché incapacità ed interessi politici non possono mettere a repentaglio la nostra salute.




Interessante !

» Inviato da valmaura il 29 July, 2020 alle 1:06 pm

“Perché l’America non può essere come l’Italia? Lì non ci sono incapaci”: il premio Nobel Krugman promuove la gestione Covid di Roma

In un editoriale sul New York Times, non senza qualche stereotipo sugli italiani allergici alle regole, l'economista riconosce i meriti dell'Italia e del suo governo durante la pandemia. "Il malato d'Europa? E allora cosa si dovrebbe dire degli Usa? Possiamo solo invidiare gli italiani"
Magari avessimo fatto come l’Italia. La considerazione che unisce un riconoscimento alla gestione dell’emergenza Covid nel nostro paese e il rammarico per come la vicenda viene affrontata negli Stati Uniti, è del premio Nobel per l’Economia Paul Krugman.
Nel suo ultimo editoriale sul New York Times, l’economista punta il dito contro la Casa Bianca per come sta agendo di fronte alla pandemia. Negli Usa infatti i contagi non accennano a diminuire e viaggiano ormai sopra i 75mila nuovi casi giornalieri. “Perchè l’America di Trump non può essere come l’Italia?” si chiede Krugman. “Qualche giorno fa – scrive l’economista – il Times ha pubblicato un articolo su come l’amministrazione Trump sia riuscita a fallire completamente nella risposta al Coronavirus. Il pezzo ha confermato quello che chiunque abbia seguito la debacle sospettava”.
Ma su una cosa, prosegue Krugman, non avevamo ancora riflettuto. “il ruolo centrale svolto dall’esperienza dell’Italia”. “L’Italia è stato il primo Paese occidentale ad avere una grande ondata di contagi. Gli ospedali erano sopraffatti e il bilancio iniziale delle vittime terribile. Poi è stato raggiunto il picco ed è iniziato un ripido calo. I funzionari della Casa Bianca erano convinti che anche l’America avrebbe avuto lo stesso percorso. E invece no”, prosegue l’editoriale del Nyt. L’amministrazione Trump infatti, continua Krugman, non ha preso le misure necessarie perché questo accadesse.
“A questo punto possiamo solo guardare speranzosi al successo dell’Italia nel contenere il Coronavirus: ristoranti e bar sono riaperti, se pur con delle restrizioni la vita è ripresa in modo normale e il tasso di mortalità in Italia è un decimo di quello negli Stati Uniti”.
“Nonostante Donald Trump si vanti di aver dato la migliore risposta al coronavirus nel mondo e qualche sostenitore credulone possa anche crederci, la mia opinione è che la nostra gestione del virus ha fallito completamente rispetto a quella della Germania, ad esempio. Non è sorprendente che la disciplina e la competenza tedesche abbiano dato i loro risultati. Ma come è possibile che l’America abbia fatto peggio dell’Italia?”, si chiede Krugman scadendo in qualche stereotipo sul nostro Paese come quello dei “cittadini non noti per la disponibilità a seguire le regole”. Subito dopo un tentativo, non riuscitissimo, di correzione: non mi lascio andare a facili stereotipi, nonostante i suoi problemi l’Italia è uno stato serio e sofisticato, non un Paese da operetta come a volte viene raccontato. Certo, i suoi cittadini non sono famosi per il rispetto delle regole né la burocrazia per la sua efficienza. Struttura demografica e debolezza economica sono altri fattori penalizzanti nella lotta al Covid.
I MERITI DEL GOVERNO – Cosa ha salvato dunque l’Italia secondo Krugman? Il fatto di non avere un governo incapace come quello guidato da Donald Trump.
Le autorità italiane hanno infatti saputo muoversi in fretta e con decisione per gestire la situazione, hanno introdotto un blocco severo e sono state giustamente prudenti nelle riaperture.
I risultati positivi di questa strategia sono sotto gli occhi di tutti. Gli Usa avrebbero dovuto seguire questo esempio, scrive l’economista, mentre la Casa Bianca ha spinto per una rapida riapertura senza ascoltare gli avvertimenti degli esperti. Anche gli errati messaggi sull’inutilità dell’uso delle mascherine hanno contribuito a far precipitare la situazione. La scommessa di Trump di ignorare i pericoli si è dimostrata disastrosa, sia da un punto di vista sanitario che economico sociale. Milioni di famiglie stanno per esaurire i sussidi per la disoccupazione e la Casa Bianca non sta facendo nulla.
Amarissima la conclusione del commento. “Dopo tre anni e mezzo spesi a cercare di rendere l’America di nuovo grande, siamo invece diventati un paese patetico agli occhi del mondo. Possiamo solo invidiare quanto ha saputo fare l’Italia. Spesso il paese è descritto come il malato d’Europa: cosa si dovrebbe dire allora di noi americani?”.




Autorità Portuale e Circolo Miani.

» Inviato da valmaura il 28 July, 2020 alle 12:51 pm

Due ore d'incontro tra Zeno D'Agostino e Maurizio Fogar.

Abbiamo parlato delle criticità da affrontare e risolvere segnalate in più articoli su queste pagine.
Ne facciamo schematicamente un riassunto.

Intervento immediato per sostituire alla forza motore (inquinantissima) la forza elettrica con l'installo su tutte le banchine, da Porto Vecchio a Muggia, degli appositi terminali a cui le navi all'ormeggio, siano esse da crociera, petroliere o commerciali, si colleghino per alimentare i servizi di bordo. Abbattendo così anche l'inquinamento acustico molto forte soprattutto nelle ore notturne.
Presenza degli appositi filtri sui fumaioli delle navi.
SIOT. Risolvere la criticità causata dall'olezzo in uscita dai depositi, un nauseabondo tanfo di benzina marcia, che investe le zone di San Dorligo e la fascia costiera triestina. In tempi rapidi perchè la situazione si protrae insopportabilmente da anni.
Progettata nuova grande stazione e zona di manovra ferroviaria, da Valmaura-Servola-Scalo Legnami.
Studiare tutte le misure da assumere per prevenire l'inquinamento acustico e le copiose emissioni di Polveri Sottili (PM10 e 2,5).
Riapertura linea ferroviaria “transalpina” al traffico di treni container.
Intervenire il prima possibile per barrierare e ridurre il fortissimo inquinamento acustico in città (da San Giacomo ai Campi Elisi) prodotto dalle fermate, in particolare quella in corrispondenza del viadotto metallico fianco PAM, dei convogli in discesa.
Di questo ed altro, in particolare della Siot, si è parlato nel corso delle due ore di incontro che hanno dimostrato una sostanziale condivisione dei temi affrontati e messo altresì in primo piano anche l'attesa di risposte da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE).
Si è deciso di rinnovare l'incontro ai primi di settembre per fare il punto della situazione e valutare i tempi necessari, che non sono una variabile indipendente, per concretizzare le soluzioni.
Ecco, se ci si permette una considerazione, è così che si affrontano per risolverli i problemi, nell'ottica di raccogliere una sfida importante per la città ed il suo sviluppo: fare di Trieste il primo Porto Green in Italia ed un modello per l'Europa.




Anche il Tunnel di Largo Mioni !

» Inviato da valmaura il 27 July, 2020 alle 2:47 pm

Non bastava l’Ovovia ora ripescano pure il progetto della Giunta Illy di forare mezza Trieste per un tunnel che da via D’Alviano sbocchi in Largo Mioni, a metà di viale D’Annunzio.
L’ideona è di creare un anello di scorrimento in parte a senso unico (Galleria Sandrinelli) in modo che uno se da piazza Goldoni deve arrivare qualche centinaio di metri più su in viale D’Annunzio si faccia la circumnavigazione della città (Galleria Sandrinelli, Ga
lleria San Vito, via D’Alviano, nuovo Tunnel).
Ma cosa hanno in testa?
Aumento esponenziale del traffico, della percorrenza e dell’inquinamento. Oltre ad un cantiere fortemente impattante che passa sotto un intero quartiere. Ma anche aumento esponenziale degli appalti, dei soldi pubblici che diventano privati, e ….
Dunque l’apparente stupidità non ha confini politici da sinistra a destra.
A proposito come andiamo con il Tram di Opicina?



Che bravi ! Sulla Pineta di Cattinara la si butta nella peggiore politica.

» Inviato da valmaura il 26 July, 2020 alle 12:29 pm

Il Bue che da del cornuto all'Asino.

Un po' come chiamare a testimonial per abolire la pena di morte gli aiutanti del boia viennese sorridenti nella foto con il corpo di Battisti, e Filzi, appena strozzati.
Ora non ci vuole una particolare dotazione di neuroni cerebrali ma è bastevole uno scampolo di memoria per ricordare le responsabilità di chi ha deciso di radere al suolo la Pinetina. Così giusto per mettere al loro posto le cose e non fare fino in fondo la figura degli sprovveduti, che per questo basterà a breve la raccolta di firme purtroppo inutili.
Ricapitoliamo. Il progetto di rifacimento dell'ospedale di Cattinara risale all'anno 2000, dopo lungo e travagliato parto che vide l'inserimento della nuova sede dell'ospedale pediatrico Burlo Garofalo, contro il cui trasferimento si battè fino alla morte Primo Rovis, tra i pochi altri.
Il progetto esecutivo fu approvato nel 2014 e il 16 dicembre messo in pubblica gara. All'interno dello stesso era chiaramente indicato che un megaparcheggio in cemento su quattro piani per 2000 posti macchina sarebbe stato costruito nell'area occupata dalla pinetina di Cattinara.
Chi ha deciso e votato il progetto? Allora, in Comune governava il PD con il Sindaco Cosolini e la gara d'appalto è stata delibata dalla Giunta regionale guidata dalla Serracchiani, sempre PD, su proposta dell'assessora Telesca, PD idem.
Per sei anni, se prendiamo per buona la data più recente del 2014, nessuna forza politica od associazione ambientalista, tutte fiancheggiatrici del PD salvo una della destra, hanno mai aperto bocca sia nella maggioranza che dai banchi dell'opposizione (allora in Comune e Regione i 5Stelle ed il Centrodestra).
Nemmeno quando si era aperto uno spiraglio recentemente, a parti politiche invertite, con il cambio della ditta assegnataria dei lavori ed una parziale modifica progettuale degli stessi: spiffero in cui forse, ma ripetiamo assai forse, poteva essere tentato uno spostamento di pochi metri del progettato parcheggio mettendo in sicurezza la Pineta. Nemmeno allora gli attuali protagonisti della polemica politico-elettorale (si vota a Trieste e Muggia tra meno di dieci mesi) hanno aperto bocca e si sono accorti di qualcosa.
Non male per chi ha chiesto voti e prebende per amministrare al meglio la nostra comunità, dai banchi di maggioranza o minoranza poco importa.
La netta sensazione che si ricava dal loro attuale comportamento e dai silenzi decennali è che semplicemente non avessero nemmeno letto le carte, poi votate, di quello che è il più importante e oneroso cantiere della città dai tempi di Cecco Beppe.
La cosa viene a galla grazie alla battente campagna di denuncia ed informazione, quella vera non quella spacciata in città da stampa e televisioni asservite ai partiti, iniziata su queste nostre pagine e vista da decine di migliaia di lettori. Dalla sensibilizzazione promossa dal Circolo Miani che ha diffuso oltre diecimila volantini e duemila locandine anche a Cattinara con i propri volontari, dalla manifestazione promossa dal Circolo in piazza Unità e dalla decisione presa in due assemblee di giugno di promuovere un “picnic” in Pineta.
Alcuni dei residenti, ne prendiamo atto, hanno scelto invece di appoggiarsi proprio a quei politici con ambientalisti al seguito che sono i responsabili di tutto questo.
Dimenticavamo: ci vuole anche un minimo di dignità, che forse presuntuosamente noi crediamo di possedere oltre a non avere la vocazione di farci prendere per il fondo schiena o di prestarci a strumentalizzazioni partitiche.





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