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'L'Eco della Serva'
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Circolo Miani » News Correnti » Page 111

NO FERRIERA!

» Inviato da valmaura il 2 November, 2015 alle 9:49 am

NO FERRIERA!

Tutti assieme domenica 15 novembre alle ore 11 in via Valmaura 77, Trieste, al Circolo Miani.

Qui non esiste l’armiamoci e partite, ognuno faccia la sua parte con dignità.

Domenica 15 novembre decidiamo assieme cosa fare nel maggio 2016 per le elezioni comunali di Trieste e Muggia.

Partecipa e diffondi l’invito a partecipare. Dipende solo ed esclusivamente da noi.

 

La Ferriera, che piaccia o no, è dal 2000 il nodo centrale della politica cittadina.
La Ferriera non è solo una gravissima emergenza ambientale e un danno senza precedenti per la salute di lavoratori e cittadini. Ma è il tappo che frena ogni sviluppo della nostra città in particolare quello legato al rilancio del porto.
Dunque risolvere questo problema, liberando la più vasta area disponibile sul mare che Trieste ancora abbia è nevralgico per il nostro futuro. Significa anche dare prospettive certe di un lavoro dignitoso e sicuro a migliaia di triestini, a partire dai lavoratori della Ferriera.
I fondi per questa operazione ci sono, in particolare quelli della Comunità Europea, ed è gravissima la responsabilità di una classe dirigente, non solo politica, che è stata incapace da oltre quindici anni (risale al 2000 l’accordo firmato dalla allora proprietà, Lucchini, con il Governo in cui annunciava di volere chiudere lo stabilimento di Trieste) di risolvere la questione.
Quindici anni persi che sono costati sofferenze, malattie, decessi ed una qualità della vita pessima a decine di migliaia di persone (da Muggia a San Vito-Campi Elisi e Trieste intera) ed hanno aggravato il declino della città.
Per conoscere i responsabili basta scorrere l’elenco dei nomi dei Sindaci, dei Presidenti di Provincia e di Regione che si sono succeduti alla guida delle istituzioni in questi anni. Aggiungerci i dirigenti politici di maggioranza ed opposizione, parlamentari compresi, i presidenti di Confindustria ed i vertici sindacali, ed il quadro è fatto.
Tutti sapevano, come per la tragedia dell’amianto, e tutti hanno fatto finta di niente, anzi, fidando sulla connivenza della stampa locale, hanno sistematicamente mentito.
Parlare di Arpa e di Ass è come parlare della politica, i loro dirigenti sono da questa nominati.
L’anomalia tutta triestina è stata invece la sostanziale inerzia della magistratura (leggetevi su
www.circolomiani.it nella sezione articoli “Ferriera, non solo, e Procura”).
Dire No alla Ferriera significa dire si al futuro di Trieste.
Proviamo a dirlo ed a farlo? Ed allora aiutaci ad aiutarti!

Per informazioni o conferme: telefonare a 335.6140880 o scrivere a info@circolo-miani.it




Porto, volemose bene, tanto.

» Inviato da valmaura il 30 October, 2015 alle 11:26 am

Il “convegno” su "Il futuro di Trieste passa per il Porto" è stato assolutamente inutile per quanto attiene il tema che ambiziosamente, forse troppo vista la caratura di certi interventi, si proponeva.

Se l’intenzione, più che legittima e ci mancherebbe, era quella di certificare un riconoscimento reciproco e di buoni rapporti tra CLP-USB da un lato e Commissario del Porto e Sindaco dall’altro, allora sbagliati titoli e pubblicità promozionale, ma operazione riuscita.

Imbarazzo mi ha creato l’uscita iniziale di Zeno D’Agostino, dopo una introduzione di Roberto Cosolini che era stata un’ode continua alla sua venuta che aveva liberato la città da un diavolo in gonnella che guidava il Porto prima di lui, fonte di tutti i mali e peccati della città. Dispiace che di nome non faceva Eva altrimenti il cerchio si chiudeva. Al tempo: chi scrive non ha alcuna simpatia politica per l’operato della Monassi, ma non si può dimenticare che prima di lei il partito di Cosolini aveva indicato almeno due Presidenti che per dieci anni hanno retto il Porto. Dunque “mal comune mezzo gaudio”.

Ma torniamo alle prime parole dello Zeno che pressappoco suonavano così. Quando mi hanno nominato, Roma, il Ministro direttamente (e sarà un refrain che il D’Agostino userà spesso nell’ora seguente: mandato da Roma, per eseguire le leggi di Roma e le indicazioni del Ministro), da Verona sono partito per Trieste e non conoscevo nulla del Porto. Insomma ci è arrivato con il Tom Tom e ricevuta la nomina è corso subito in libreria ad acquistare una guida Touring della città. E si che di tempo per preparasi l’aveva visto che compariva già mesi prima nella terna di nomi indicati dalla Serracchiani al Ministero, come prevede l’iter per la nomina a Presidenti dell’Autorità portuale. Ma il “ragazzo” è sveglio, informale e alla mano, accattivante ed accondiscendente soprattutto verso il duo PD Serracchiani-Cosolini a cui non sa mai opporre un gentile rifiuto, non declina mai una sua presenza ad iniziativa o festa di partito. Pubblicamente ricambiato, non si sa quanto sinceramente visto le voci che girano nel “palazzo” della politica, dal sindaco Cosolini che ne auspica la nomina a Presidente terminato il suo mandato commissariale, insomma tra quattro mesi, più o meno al tempo del rinnovo elettorale del Comune. Fossi in lui farei comunque gli scongiuri.

Insomma dopo la prima ora e passa di “amorosi sensi”, dove lo Zeno riusciva francamente simpatico tanto disarmante era il suo modo di raccontarsi, alla prima domanda un po’ più ostica, da me rivoltagli, anzi due domande per la precisione, il clima improvvisamente mutava.

Gli chiedevo in sintesi se la proprietà della concessione demaniale da lui rilasciata a Siderurgica Triestina (logistica portuale della Ferriera) può a piacere transitarla a terzi fuori dalla compagine societaria del Gruppo Arvedi, visto che pur sempre di beni pubblici stiamo parlando. Domanda alla quale non ha risposto ma ha fatto semplicemente una smorfia di stupore.

La seconda: visto che citando le sue parole lui era l’inviato da Roma tenuto ad osservare le leggi e le indicazioni del Ministro di Roma, perché non aveva fatto rispettare l’allegato Uno ed unico del primo Accordo di Programma sulla Ferriera firmato a Roma anche dal suo Ministro il 30 gennaio 2014? Allegato che stabiliva l’obbligo per la nuova proprietà a venire (insomma Arvedi) di asportare a proprie spese (quantificate in dieci milioni di euro) le centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti “speciali” (gli scarti di lavorazione di Altoforno, agglomerato e cokeria) e di conferirli alle discariche per rifiuti tossici. Insomma sgomberare la collina della Vergogna su Punta Loppa, una area altamente inquinante interrata abusivamente nello specchio marino antistante lo Scalo Legnami, per permettere finalmente la costruzione della fin troppo attesa Piattaforma logistica portuale che tanti posti di lavoro, tanta ricchezza dovrebbe portare al Porto e a Trieste. Così almeno ce la hanno presentata per anni e anni.

La reazione è stata secca, quasi dura e prima ha cercato di giocare sui pochi mesi trascorsi dal gennaio 2015, poi quando gli è stato ricordato che di mesi ne erano passati 22 perché l’anno era il 2014, ha risposto come fosse Antani con una supercazzola del tipo “a me piace studiare in silenzio i problemi prima di fare annunci di prime pietre”. Perbacco uno studio a doppia velocità il suo, che poco prima aveva ammesso tra un sorriso e uno scambio di cortesie di avere imparato in fretta e bene negli otto mesi che era commissario praticamente su tutta la questione portuale, Allegato Ottavo compreso. Evidentemente l’Allegato primo ed unico sottoscritto dal suo Ministro di Roma gli era particolarmente ostico.

Va detto che dopo questa rispostina senza capo né coda, nessuno dei presenti, tantomeno al tavolo dei relatori, ha pensato bene di ricordargli che non aveva risposto. Come nessuno dei relatori si è minimamente ricordato che il Porto di Trieste non finisce a Porto Vecchio.

Ma questa è un’altra storia.

PS.1. Uscendo per le scale del fu Jolly Hotel ho rischiato una rovinosa caduta per una pacca sulla spalla quando una coppia di signori mi ha salutato con un “complimenti, è l’unico che ha parlato da vero indipendentista”.  Non credo di esserlo ma come gli applausi ricevuti prima confesso che mi ha fatto piacere, anche perché sono riuscito a restare in piedi.

PS.2. E’ proprio vero il detto che a Trieste “se no i se mati no li volemo”.

Dal sovrintendente Caburlotto sul degrado inesistente del parco di Miramare ai consiglieri Decarli e Karlsen sull’Arvedi pimpante in vena di assunzioni, ma l’elenco potrebbe essere lungo, lungo …




Ferriera e Comune. La non risposta.

» Inviato da valmaura il 24 October, 2015 alle 1:05 pm

Ci scrive, ancora a fine agosto ma l’abbiamo letta solo ora, il dott. ing. Umberto Laureni su carta intestata del Comune di Trieste in “riferimento” alla nostra segnalazione del 13 agosto, quando l’Arpa venne al Circolo Miani mentre invece la Polizia municipale no (vedere sotto l’articolo “Una e-mail vi ucciderà”), “in merito alle emissioni anomale provenienti dallo stabilimento siderurgico di Servola”.

Comincia malissimo già nell’oggetto. Noi segnalammo con precisione e cognizione di causa che le fuoriuscite di gas dall’Altoforno, non un generico “emissioni anomale dallo stabilimento”, erano quella mattina particolarmente cospicue. Si tratta di perdite di gas altamente pernicioso per la salute di lavoratori e cittadini che da mesi a centinaia di migliaia di metri cubi l’Altoforno perde in continuo ed in maniera progressiva.

Continua il dott. ing. che “da informazioni fornite (a lui) da Siderurgica Triestina”. Ecco se la partenza era negativa quanto imprecisa, il seguito è pessimo.

Lui ci ricorda che è dott. ma soprattutto ing. e, lo ricordiamo noi, che per anni, prima di andare in pensione, ha lavorato ai controlli proprio in quello “stabilimento siderurgico di Servola” meglio noto come Ferriera, per conto dell’ASS.

Dunque si presume che il dottorato in ingegneria e la sua esperienza professionale a qualcosa dovrebbero servire. A riportare acriticamente le versioni altrui sono buoni tutti. Un copia ed incolla e non occorre laurea o dottorato alcuno per farlo.

Il seguito non merita neppure il tempo delle nostre battute sulla tastiera.

Non risponde minimamente a quanto da noi segnalato, e rilevato dai due tecnici dell’Arpa.

Si limita a due righette di informazioni generiche sulla condotta tecnica dell’impianto.

E come sei io chiedessi ad uno “scusi che ora è?” e lui mi rispondesse “no grazie non ho ancora preso il caffè”. Insomma una piece teatrale surreale alla Carmelo Bene, dove non capisci una mazza ma devi comunque applaudire perché così vuole la moda intellettuale.

Ecco a cosa serve il dott. ing. Umberto Laureni che risponde su carta intestata del Comune di Trieste, a girare le “informazioni” di Siderurgica Triestina.

Solo un dubbio ci rimane: lo stipendia la collettività o la Siderurgica Triestina-FinArvedi?

Ah, nel contempo l’Altoforno continua sempre ad emettere nell’aria il gas in misura crescente e maggiore.




La legge è uguale per tutti? A Trieste pare proprio di no: la Ferriera e noi.

» Inviato da valmaura il 22 October, 2015 alle 11:11 am

Se uno di noi costruisse così a caso, nel giardino di casa sua un garage, oppure altra opera in muratura, o una veranda sul poggiolo, senza aver espletato tutte le richieste di rito alla pubblica amministrazione ed atteso, pazientemente ed anche troppo, di ricevere licenze e permessi, cosa sarebbe accaduto?

Risposta facilissima. La pronta visita della Polizia municipale, il sequestro del manufatto, una sanzione amministrativa salatissima, e questo se gli andava bene. Quando non la demolizione e la denuncia alla Procura.

Ora da mesi Arvedi e la proprietà della Ferriera, che poi sono la stessa cosa, non perdono occasione di lamentarsi sulla stampa per la lentezza burocratica delle pubbliche amministrazioni che non fa avere loro licenze e permessi per costruire il capannone dove dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, trovare pace il famoso laminatoio non proprio nuovo di zecca, o almeno così sembra.

Ed anzi attribuisce a queste, cioè alla politica, la colpa per i ritardi nella reindustrializzazione della Ferriera.

Ora, come risulta dalla foto allegata, il capannone era in realtà in costruzione già da mesi, anche da prima che la proprietà della Ferriera si lamentasse pubblicamente per il ritardo, ed ora è praticamente finito.

Ingrandendo vedrete degli omini in rosso al lavoro sul tetto oramai ultimato.

Dunque, posto che Arvedi ha ragioni da vendere quando accusa i ritardi della burocrazia italica, non diversamente però da quelli che ogni normale cittadino è costretto a subire in analoga situazione (vedi gli esempi di cui sopra), questo non lo autorizza a comportarsi appunto diversamente da quanto DEVONO fare gli altri italiani. Ovvero pazientare ed attendere l’arrivo delle regolari autorizzazioni PRIMA di iniziare i lavori e piantare il primo chiodo.

Che succede ora? Siamo gli unici ad aver visto un tanto oppure gli altri si beccavano pure le critiche e si giravano dall’altra parte? Inoltre ci è stato riferito che la proprietà Arvedi è usa a ricorrere a questi sistemi e lo avrebbe fatto anche a Cremona (primavera 2015, Comune di Sesto Cremonese) dove sarebbe incorsa in un procedimento sanzionatario estinto con una onerosa sanatoria.

Noi tanto per non sbagliare abbiamo inoltrato alle autorità (il minuscolo in questo caso ci pare proprio obbligatorio) la segnalazione/esposto qui sotto riportata.

 

Al Sindaco Roberto Cosolini

Comune di Trieste

Alla Presidente della Regione FVG Debora Serracchiani

Commissario straordinario per il sito della Ferriera

Alla Procura della Repubblica

Tribunale di Trieste

 

Si invia la presente comunicazione/esposto, per segnalare che da alcuni mesi è in corso di costruzione all’interno dello stabilimento Ferriera di Servola, e più precisamente tra il capannone dell’ex acciaieria e la costa, un imponente edificio, oramai quasi completato come si evince dalla foto (allegato 1), che dovrebbe ospitare l’impianto di laminazione.

Poiché nei mesi scorsi più volte in pubbliche dichiarazioni apparse sulla stampa locale la proprietà dello stabilimento e lo stesso cavalier Arvedi si erano lamentati dei ritardi a cui i lavori per la messa in opera del laminatoio erano soggetti a causa delle lentezze burocratiche pubbliche e del mancato rilascio di permessi ed autorizzazioni per la costruzione del capannone destinato ad ospitare l’impianto.

E poiché nel frattempo risulta chiaramente che i lavori per la costruzione continuavano ed oggi sono pressoché ultimati, come segnala pure una interrogazione parlamentare presentata dal senatore Battista (allegato 2).

Si chiede se le autorità responsabili, ed immaginiamo preposte al rilascio delle licenze e delle autorizzazioni inerenti: Comune di Trieste, Regione FVG nella persona del Commissario per il sito della Ferriera, e la stessa Procura per le eventuali violazioni di legge che dovessero prefigurarsi, siano al corrente che tale edificio è pressoché ultimato, e se le stesse abbiano nel frattempo provveduto a rilasciare dette licenze ed autorizzazioni.

Si chiede di essere informati sull’eventuale sviluppo della segnalazione/esposto in essere.

Distinti saluti.

Trieste, 21 ottobre 2015.

Maurizio Fogar

Circolo Miani

Via Valmaura 77

34148 Trieste

info@circolo-miani.it

335.6140880




Arvedi: lascia o raddoppia? E: Mamma li turchi !!!

» Inviato da valmaura il 19 October, 2015 alle 12:45 pm

Il solito maranza, detto l’eco di Cremona, riporta la notizia sulla “esternalizzazione”, che cesso di parola, delle attività logistiche portuali dalla società Siderurgica Triestina.

Siccome allo stato attuale è l’unica attività che rende, visto che notoriamente da anni la produzione “a caldo” lavora in forte perdita, i sindacati, gli stessi che evidentemente non hanno visto il recente servizio delle Iene altrimenti per pudore non aprirebbero bocca per i prossimi cento anni, sono “preoccupati”.

Ora che le attività portuali, da quando l’Autorità del Porto di Trieste ha gentilmente concesso il “banchinaggio conto terzi”, rendessero, è un fatto stranoto. Che la precedente proprietà, la Lucchini Italia, diretta negli ultimi anni dallo stesso Francesco Rosato, prima del fallimento avesse già scorporato il banchinaggio dalla Servola spa, creando la Logistica spa, è fatto che dovrebbe essere noto a tutti, ma non evidentemente al maranza ed ai sindacati.

Ora dunque nessuna novità, apparentemente. Ma c’è un ma grande come una casa.

In precedenza la Logistica spa era controllata totalmente dalla Lucchini Italia e dunque la proprietà alla fine era la stessa, appunto la titolare della concessione demaniale. Ora il punto è: la nuova società sarà una controllata della Siderurgica Triestina o dalla capofila FinArevedi?

Se si nulla quaestio, se no invece la questione appunto è grande come una casa.

Perché la concessione demaniale, trentennale o giù di lì, l’Autorità portuale la rilascia a Siderurgica Triestina (totalmente controllata da FinArvedi) e ST, per gli amici, non crediamo possa cederla o venderla a terzi a piacimento perché si tratta di beni demaniali, dunque pubblici.

Su questo sarebbe interessante conoscere il parere più che dei sindacati , del Commissario del Porto, sempre lo stesso Zeno D’Agostino, il sodale in tanti dibattiti di Cosolini e Serracchiani, con la zonta spesso di Possamai.  

E visto che il maranza insiste a parlare pure della Piattaforma logistica allo Scalo Legnami i cui lavori, contrariamente a quanto lui scrive, non è una novità e ci stupirebbe il contrario, sono bloccati dalla mancata rimozione della “collina della vergogna” di Punta Loppa, formata negli anni con l’interramento abusivo di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti “speciali”, gli scarti di lavorazione della Ferriera e che la nuova proprietà avrebbe già dovuto rimuovere al costo quantificato di dieci milioni di euro. Perché su questo, che è oggi la principale difesa degli interessi del Porto che lo Zeno rappresenta, lo stesso Commissario si ostina a tacere?

E perché il baldo maranza non glielo chiede? Già Perché?

 

Mamma li turchi !!!

"Difendiamo i confini d'Europa. Friuli Venezia Giulia, ultima frontiera".

No, non è un sequel del libro, poi fatto film, di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”, e Trieste non è “la fortezza Bastiani”.

Ma il titolo di un convegno che Fratelli d’Italia-AN tiene a Trieste questa settimana. Ora la prima domanda che ci viene in mente di fare a quella dolce persona che è Fabio Scoccimarro è: ma ci credi d’avvero o fatichi a trattenere il riso?

Innanzitutto che il Friuli Venezia Giulia non sia più da anni “l’ultima frontiera o il confine d’Europa” lo sanno anche gli scolari delle elementari da quando la UE si è allargata a 28 stati. Oggi i “confini” si sono spostati di qualche migliaio di chilometri ad Est. Alle frontiere orientali o meridionali di Grecia, Romania, Ungheria, Polonia,Slovacchia e Paesi Baltici.

Ma forse i “Fratelli d’Italia” non se ne sono accorti e non sono forti in geografia.

Il solito ritornello poi di Trieste “porta sull’Est” risale ai primi anni Sessanta del secolo scorso, ove tutti riconoscevano che non c’era apertura più auspicabilmente spalancata al fiume di denaro che arrivava al commercio locale dai compratori sloveni, croati e iugoslavi. Che in città erano i protagonisti paganti del mercato dei jeans. Oggi i “tartari” sloveni girano per Trieste su Mercedes e macchinone varie e fanno fior di affari pagando in euro, la loro e nostra moneta.

Ci sarebbe invece da sperare che a nessuno venga in mente, come purtroppo in passato più volte è accaduto, di ricordare che l’Italia è il più grande esportatore di mafie, dranghete e camorre del mondo intero.

Ma forse questo è solo il tanto atteso sequel del film più volte annunciato “Il deserto dei Tartari-parte seconda”. Ed allora il 23 ottobre tutti in fila a chiedere gli autografi agli attori protagonisti in visita a Trieste.

 





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