Circolo Miani - News Correnti




Home | Notizie | Articoli | Notizie flash | Foto | Video | Collegamenti | Scarica | Sondaggi | Contattaci

'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Ben svegliato fiorellino. (dal film Sister Act)
Ci riferiscono che il consigliere comunale (da 9 anni) Paolo Menis avrebbe presentato una mozione-richiesta sulla Pineta di Cattinara, ovviamente respinta.Noi gli presentiamo invece solo una semplice domanda: durante i nove anni passati quasi tutti da Capogruppo in..
(Leggi tutta la notizia)


Notizie Flash

Ferriera. Tre tromboni e due pifferi.
Ci hanno messo 22 anni per varare una soluzione che dal 2000 il Circolo Miani e Servola Respira avevano indicato, utilizzando allora i Fondi Europei disponibili per la bisogna e senza spendere una lira (si allora quella era la..
(Leggi tutta la news)


Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

Dati Accesso
Accesso Richiesto

Nome:
Pass :

Memorizza Dati

RegistratiPassword Persa?




Circolo Miani » News Correnti » Page 11

Incredibile ma vero !!!

» Inviato da valmaura il 23 May, 2020 alle 2:35 pm

Per rinfrescare la memoria all'assessore regionale all'Ambiente ed alla sua “lodata” ARPA.

Dopo la conferenza stampa al 28 dicembre del Circolo Miani, i cui ampi resoconti sono apparsi su tutte le televisioni, sul piccolo giornale e sul Primorski, il 31 pomeriggio, ci hanno messo del tempo, l’ARPA di Trieste con una lettera a firma del suo direttore Fulvio Daris ha replicato al giornale locale giustificando il perché della sparizione del dato rilevato dalla centralina di via Svevo per la giornata del 23 dicembre (terzo giorno consecutivo di sforamento dei limiti di legge per TUTTE le centraline posizionate sul territorio provinciale), di 728 per le Polveri Sottili PM10 nella media sulle 24 ore (limiti di legge: 35 europeo e 50 italiano). Dato rimasto pubblicato per l’intero 24 dicembre sul sito regionale dell’ARPA e poi sostituito nei giorni seguenti con la dicitura ND (Non Disponibile).
La tesi firmata da Daris è che loro non rendono, a loro insindacabile giudizio evidentemente, noti i dati del monitoraggio quando li ritengono “anomali”, ovvero troppo alti rispetto a quelli rilevati da altre centraline.
Prima di pubblicare il testo delle dichiarazioni inviate dal Presidente del Circolo Miani al Piccolo ieri mattina a confutazione della lettera ARPA/Daris alcune considerazioni vanno fatte.
Allora. La rete di centraline, alcune di proprietà della fallita Lucchini, tra cui proprio quella di via Svevo (istituto scolastico frequentato da oltre 800 bambini e ragazzi) posizionata all’interno del giardino dell’asilo tra una giostra e lo scivolo insomma, sono ubicate sul territorio comunale ed a Muggia a raggiera, per coprire tutta la porzione del territorio attorno alla Ferriera ed in altri punti in centro città. Quando queste segnalano dati relativamente bassi di PM10 e BenzoApirene, Benzene e quant’altro, non è che la Ferriera ha smesso di inquinare: semplicemente le condizioni meteo e dunque la direzione dei venti portano le emissioni inquinanti in direzione del mare, quindi ci vorrebbe una centralina posizionata sulla lunga diga foranea o alla peggio all’estremità del Molo Settimo. La presenza poi di una tradizionale forte ventosità, la Bora, contrariamente a quanto pensano i triestini non “pulisce” l’aria, solamente, ma decuplica l’effetto dell’inquinamento disperdendo e trasportando su tutta la provincia le emissioni.
Per tentare di giustificare la “anomalia” del dato rilevato con 24 monitoraggi orari nella giornata del 23 dicembre dalla centralina di via Svevo, Daris scrive che essa è proprietà della EcoSanitas, omettendo però di ricordare come tale azienda faccia parte del Gruppo Lucchini, ovvero della proprietà della Ferriera, e dunque se “taroccamento” dei dati ci fosse esso ovviamente dovrebbe avvenire al ribasso. Che interesse avrebbe la Ferriera a far sapere che le sue emissioni sono 15 volte superiori al limite consentito dalla legge?
Si vuole dare comunque per scontato che l’ARPA sia garante del buon funzionamento delle apparecchiature, private o pubbliche che siano, da cui trae i dati che giornalmente rende noti, altrimenti i suoi numeri sono buoni tuttalpiù per giocarseli al Lotto.
L’incredibile decisione di “tagliare le ali” o meglio di non fornire i dati e sostituirli con la dicitura ND quando a parere dell’ARPA essi siano “anomali”, pur in presenza di un corretto funzionamento delle centraline di rilevamento, ovvero realisticamente troppo alti, è di una gravità senza precedenti ed una palese violazione degli obblighi di legge di pubblicizzare, tempestivamente e quanto più estesamente possibile, i risultati dei monitoraggi, così come sono e senza aggiustamenti.
Il fatto che il direttore ARPA Trieste descriva invece questo metodo originalmente adottato dal suo dipartimento è cosa mai vista in precedenza, ma d’altronde se la credibilità dell’ARPA agli occhi dei cittadini è pari a zero una ragione ben ci sarà. Basti qui ricordare due episodi più che significativi.
Quando la magistratura udinese perquisì gli uffici della direzione della Caffaro (ex Snia) a Torviscosa, poi sequestrata e chiusa da oltre cinque anni, per aver inquinato con il mercurio perfino le lagune di Grado e Marano, rinvenne nei cassetti di una scrivania una mazzetta di fogli bianchi con la carta intestata dell’ARPA FVG, fogli che venivano riempiti ovviamente con i dati fasulli scritti dai dirigenti della Caffaro. E quando in una audizione congiunta delle Commissioni Ambiente e Sanità del Consiglio regionale intervenne il Direttore Scientifico della Direzione regionale ARPA egli affermò che responsabili principali delle emissioni di BenzoApirene nel Friuli Venezia Giulia erano le foreste di conifere dell’Alta Carnia! Ma se volete saperne di più leggetevi sul sito
www.circolomiani.it l’articolo “Orpo che Arpa”.
Stupefacente poi il finale della sventurata lettera a firma Daris ove auspica la necessità di acquisire il controllo diretto, da parte di Regione ed ARPA, dell’intera rete di centraline di monitoraggio a Trieste.
Peccato che nel febbraio 2010 il Consiglio comunale votava all’unanimità una mozione presentata dal consigliere Alfredo Racovelli nella sua veste di Presidente di turno della Commissione Trasparenza, che impegnava l’ Amministrazione comunale (Sindaco con delega all’Ambiente, Roberto Dipiazza) ad acquisire il controllo diretto, o indiretto attraverso la Regione, di tutte le centraline di rilevamento operanti a Trieste. Tondo, allora Presidente di Regione, pochi giorni dopo confermava la volontà dell’Ente in questo senso. E che a quattro anni di distanza ciò non sia avvenuto altro non è che una ulteriore conferma di quale basso livello abbia raggiunto la politica, tutta. Ma che oggi si sia costretti a leggere analogo scimmiottamento pure nella lettera ARPA firmata da Daris, francamente è troppo.
L’unica anomalia in tutta questa vicenda, che tratta della salute, della vita e della morte di decine e decine di migliaia di noi e di cui abbiamo interessato il nucleo regionale dei Noe dei Carabinieri, è proprio e solo il comportamento dell’ARPA.
Ed eccovi il testo della lettera inviata da Fogar al Piccolo in parallelo con quella di Daris.
Spettabile Redazione “Il Piccolo”
URGENTE
Avendo ricevuto notizia del comunicato inviato dal dipartimento triestino dell’ARPA si inoltrano alcune brevi considerazioni vista l’estrema gravità del contenuto della lettera a firma Daris.
“Mi auguro che chi ha la responsabilità amministrativa e politica dell’ARPA, ovvero la Presidente Serracchiani e l’Assessore regionale all’Ambiente stiano provvedendo, visto l’incredibile contenuto della missiva inviata dall’Arpa a firma del direttore distrettuale di Trieste Daris, all’immediato azzeramento della struttura ed alla rimozione istantanea dei vertici della Stessa Agenzia a partire dal direttore del dipartimento di Trieste che ha firmato la lettera. Altrimenti sarà chiaro a tutti che la Giunta regionale si assume la responsabilità di condividere tali stupefacenti affermazioni.
Tralascio di rispondere alle giustificazioni addotte nella missiva sulla non pubblicazione dei dati della stazione mobile di via San Lorenzo in Selva, peraltro l’unica testata e validata dal Ministero dell’Ambiente e le cui rilevazioni sono state sempre in sintonia con quelle realizzate dalle centraline in uso ai periti della Procura (CIGRA-Università di Trieste), per la giornata del 23 dicembre, ma anche per molte altre giornate ancora nei mesi di dicembre e novembre come preoccupantemente si evince dalla lettura delle serie storica sul sito regionale della stessa ARPA.
Si ricorda che l’obbligo della immediata e quanto più estesa pubblicizzazione dei dati sulla qualità dell’aria è sancito da una rigorosa Direttiva UE e recepita quale Legge della Repubblica italiana, che impone, senza interventi correttivi di sorta, l’informazione ai cittadini.
Si apprende invece in una missiva dove tra l’altro il responsabile Daris sbaglia pure il dato pubblicato dal suo sito: 728 e non 738, cosa che lascia stupiti per l’approssimazione tecnica con cui all’ARPA questa delicata responsabilità viene trattata, che la tabella apparsa per tutta la giornata del 24 dicembre sulle misurazioni rilevate dalla centralina di via Svevo, interessante tutta l’area di Chiarbola-Ponziana-Campi Elisi, sul sito regionale dell’ARPA FVG, non doveva essere pubblicata per “l’ anomalia” del risultato (una media, come spiega lo stesso direttore delle misurazioni orarie, 24 od almeno 18, nell’arco della giornata) consistente nell’elevato livello raggiunto e misurato: 728 di Polveri Sottili PM10 nella media delle 24 ore, dunque con picchi orari presumibilmente ancora molto più alti, rispetto ai dati raccolti da altre centraline posizionate in altre e diverse ubicazioni territoriali. Centraline per altro che hanno tutte, e sottolineiamo tutte, salvo quella fuori servizio di via San Lorenzo, comunque rilevato elevatissimi sforamenti del limite di legge (35 per l’Europa e 50 per l’Italia) pari nella media a più del doppio consentito e con Muggia a 130 di PM10 sempre nelle 24 ore, e per il terzo giorno consecutivo.
E stupisce altresì che l’ARPA non abbia tenuto conto delle condizioni meteo e della direzione dei venti per la giornata del 23 dicembre che favorivano proprio la direttrice coperta dalla stazione di via Svevo.
Ma c’è di più nella lettera ARPA non si smentisce il dato raccolto dalle apparecchiature di rilevamento della centralina di via Svevo con le plurime campionature orarie sopra citate, ma si afferma un principio del tutto originale, anzi meglio un metodo adottato dall’ARPA e che lascia esterrefatti. Ovvero quando un dato, secondo tale sistema che l’ARPA applica, risulta “anomalo” ovvero troppo diverso da quelli rilevati da altre centraline ubicate in altre e distanti località, l’ARPA semplicemente non lo pubblica sostituendolo con la dicitura ND (non disponibile), intervenendo così a mutare la realtà monitorata, rilevata e comunicata dalle centraline stesse e negando all’opinione pubblica quell’informazione garantita dalla legge. Insomma l’ARPA, a leggere quanto firmato dal Daris, farebbe una media sui dati tagliando dalla pubblicazione quelli giudicati “anomali” a suo insindacabile giudizio.
Una affermazione gravissima che mette in radicale discussione quanto finora comunicato all’opinione pubblica dall’ARPA stessa e che lascia legittimamente pensare che ogni volta, e accade assai di frequente, che appare sul sito ARPA la dicitura ND in realtà il dato non viene reso noto in quanto ritenuto “anomalo”, cioè troppo alto e pericoloso per la salute, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili. Ad assoluta conferma di quanto sia nulla agli occhi dei cittadini la credibilità dell’ARPA.”
Maurizio Fogar, Presidente Circolo Miani.

Nella foto: con Nadia Toffa davanti alla scuola di via Svevo alle spalle della centralina.

 https://www.facebook.com/circolomiani/photos/a.1497907753813521/2778754382395512/?type=3&theater





ANTEPRIMA ! Scoccimarro, l'Arpa ed il 5G.

» Inviato da valmaura il 22 May, 2020 alle 2:26 pm

Oggi l'assessore regionale all'ambiente se ne esce, probabilmente dopo la decisione del Sindaco e della Giunta comunale di Udine (moratoria per il 5G nel capoluogo friulano) che non può liquidare come “fake news”, con una rassicurazione generica quanto incompleta sulla diffusione del 5G in Friuli Venezia Giulia.
Ovviamente si rifà alla sempre vigile Arpa, quella che appena insediato aveva lodato ed addirittura “blindato”. Neppure il tempo che l'inchiostro si asciugasse e la Procura di Gorizia gli aveva rovinato la festa indagando, ma vedi un po', proprio un funzionario dell'amata Agenzia in quel di Monfalcone.
Ora se non lo ha ancora capito noi, e con noi la stragrande maggioranza dei cittadini di Trieste e probabilmente dell'intera Regione, di questa Arpa non ci fidiamo. E per essere più chiari non diamo alle sue uscite alcuna credibilità: ogniqualvolta l'Arpa dice bianco l'opinione pubblica vede nero, e viceversa. E se non andiamo errati e la memoria non ci tradisce era la stessa cosa che pensava e diceva qualche annetto fa lo stesso Fabio Scoccimarro, ma poi si sa è il ruolo che fa l'uomo.
E non è che ce l'abbiamo con l'Arpa perchè non ci piace il nome, semplicemente la storia di questa Agenzia regionale è costellata, fin dalla sua nascita ventanni orsono, da una serie di infortuni e di inchieste giudiziarie che ne ha minato ogni credibilità per i prossimi 100 anni.
Non vorremmo particolarmente insistere sulla vicenda Ferriera: ci limitiamo a ricordare l'articolo strombazzato a tutta pagina sul piccolo giornale “L'aria di Servola è pulita” due giorni prima che il Sostituto Procuratore Frezza sequestrasse il Camino e l'impianto di agglomerazione per la fuoriuscita di Diossine a livelli da record.
Ebbene si questi all'Arpa sono pure “sfortunati” nella tempistica, forse una tripla benedizione alla Chiesa degli Schiavoni potrebbe loro giovare: buttiamola sul ridere che è meglio.
Ma basta varcare il Tagliamento e come non ricordare il ritrovamento di una mezza risma di carta intestata dell'Arpa nei cassetti della scrivania del direttore della Caffaro a Torviscosa (ex Snia), perquisita, sequestrata e chiusa dai Carabinieri del NOE su mandato della Procura di Udine per avvelenamento da Mercurio, in modo che l'azienda si autocertificasse i dati taroccati.
Ma torniamo a Scoccimarro quando dichiara che: “La possibilità che la rete di telefonia mobile a 5G venga diffusa sul territorio, desta preoccupazione nei cittadini” dimostra di conoscere assai poco la vicenda di cui parla.
La questione 5G preoccupa qualcosa di più che i semplici cittadini, a partire dalla Comunità Europea, da alcuni Stati, Regioni e per finire all'Italia un, per ora, 300 Comuni, di cui oltre una decina, ultimo Udine, nella Regione che lui dovrebbe amministrare.
Poi prosegue pensando di rassicurare ma ottenendo l'esatto opposto effetto: “Anche per questo motivo, ho attivato da tempo l’Agenzia regionale per la difesa dell’ambiente, al fine di poter disporre di un monitoraggio concreto sulla eventuale diffusione a titolo sperimentale dei ripetitori 5G nel Friuli Venezia Giulia”. Come dimostrano infatti le ultime ordinanze di moratoria 5G emesse dai Comuni di Udine e Pontebba che non si sentono per nulla rassicurati dall'Arpa e lo scrivono pure.
Poi la frittata finale a conferma di quanto si muova a tentoni: “Un impegno – conclude l’assessore – che si potrebbe concretizzare con l’installazione di una rete di monitoraggio fissa su tutto il territorio, ma anche nei pressi delle zone di confine, anche in conseguenza di alcune segnalazioni secondo le quali sarebbero in atto sperimentazioni sul 5G, e rispetto alle quali ARPA FVG chiederà conferma all’ARSO, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente della Slovenia”.
Proprio il Paese che ultimo in ordine di tempo ha sospeso la sperimentazione 5G su tutto il territorio della Repubblica.
A posto siamo! Ma chi lo informa?
Forse è meglio per lui che torni “sotto traccia”.

https://oasisana.com/…/pericolo-legittimo-e-ufficiale-anch…/




Nuova puntata del “Vascello Fantasma”

» Inviato da valmaura il 21 May, 2020 alle 12:51 pm

Da qualche giorno il Riccardi ed il Dipiazza, ma per lui non è una novità che lo fa da mesi, non aprono bocca sulla questione del “vascello fantasma”.
In più arriva la notizia che da “settimane” e con diversi solleciti, due RSA avevano offerto alla Regione la disponibilità ad ospitare in sicurezza 158 (dieci in meno di quanti previsti per la “nave”) anziani positivi nelle loro strutture che si avvalgono della prestazione professionale di
una novantina di operatori triestini, altrimenti destinati alla cassa integrazione. Senza ovviamente ricevere risposta.
Poi c’è il duro atto d’accusa alla Regione da parte della Capitaneria di Porto di Trieste, dei cui permessi ed autorizzazioni l’operazione “Lazzaretto sul mare” necessita, che per bocca dell’ammiraglio Sancilio imputa all’Ente Regionale di aver fin qui fornito solo “frammentari elementi documentali” e privi di tutte le documentazioni necessarie per legge.
Solo “l’ultimo dei Mohicani” Fedriga continua a difendere a spada tratta l’operazione usando il refrain dell’obbligo per la politica di seguire le scelte dei sanitari, ribadendo che la decisione è stata dell’infausto quanto sfortunato Poggiana dell’ASS triestina. Da notare che usa a giustificazione del suo operato proprio quanto imputa al Governo ed a Conte: cioè di non decidere e di aver delegato tutto a scienza e medicina, e di aver subordinato le scelte politiche ai tecnici. Coerente l’uomo, nevvero?



Udine ferma il 5G, Trieste lo difende o tace.

» Inviato da valmaura il 20 May, 2020 alle 1:16 pm

Il sindaco e la Giunta comunale del capoluogo friulano poche ore fa hanno deciso di sospendere ogni autorizzazione all’installo di ripetitori ed antenne per la nuova tecnologia 5G su tutto il territorio del Comune di Udine, seguendo quanto già fatto da una decina di amministrazioni comunali in Regione FVG.
E più sotto ne potete ascoltare le motivazioni, che sostanzialmente stanno alla base (il principio di precauzione in assenza d
i certezze scientifiche che ne comprovino la non pericolosità per la salute dei cittadini e per l’ambiente) delle due richieste di moratoria per il 5G avanzate dal legale del Circolo Miani al sindaco di Trieste.
La differenza sta tutta qui: ovvero tra Udine, nel bene, e Trieste, nel male, di come si esercita la funzione di amministratori pubblici. Non solo il Dipiazza e la sua Giunta difendono la scelta del 5G a Trieste, ma da tutta la politica, a partire dalle cosiddette “opposizioni” dei Cinque Stelle e PD/Centrosinistra non si leva voce dissonante in città, anzi non si leva proprio alcuna voce, così come è accaduto per la mattanza degli alberi ed il degrado di giardini, aree verdi e quartieri periferici.
Tra un anno esatto i cittadini saranno chiamati al rinnovo elettorale dei Comuni di Trieste e Muggia, e magari a due settimane dal voto qualcuno, fuori tempo massimo, si sveglierà dal letargo facendosi paladino a destra e manca della difesa della salute e dell’ambiente.
Promesse che non valgono la carta su cui saranno scritte.




Fin che la barca va, lasciala andare …

» Inviato da valmaura il 19 May, 2020 alle 3:24 pm

Cantava Orietta Berti. Ed oggi dovrebbe essere la colonna sonora della grottesca vicenda del Lazzaretto galleggiante di Trieste.
Dipiazza a parte, che cambia parere ad ogni refolo di Bora, la vicenda sta assumendo aspetti grotteschi.
Dopo che finalmente è stato svelato il rapporto “riservato”, ma può esistere in democrazia qualcosa di “riservato” tra due enti pubblici, ovvero Azienda Sanitaria e Regione? Dicevamo, dopo che è stata resa n
ota la genesi di questa infelice storia, infelice non per i firmatari ma per gli anziani vittime due volte: del Covid-19 e di questi incompetenti, alcuni punti sono finalmente chiari.
La richiesta della “nave” è firmata dal “dominus”, si fa per dire, dell’ASS triestina, che oggi rimane con falangi e metatarsi bruciate dal cerino lasciatogli in mano dai politici regionali. Ma a Poggiana questo ed altro.
Ma vediamo i tempi: oramai la nave che a leggere il riservato rapporto doveva servire per sei mesi, è oramai superata dall’evoluzione dei fatti.
La Regione nel contratto parla di nolo fino al mese di luglio, dunque al massimo per due mesi e mezzo. Ed oramai è passato quasi un mese da quando avrebbe dovuto divenire operativa. Mentre i “politici” discutono, meglio di una comica, ancora dove piazzarla all’ormeggio.
Si legge nel “rapporto” che appena a metà aprile il vertice ASS, sempre lui: Poggiana, avrebbe diramato le istruzioni alle Case di Riposo su come affrontare l’epidemia ed il suo diffondersi. Dunque ad un mese e mezzo dal suo esplodere in Regione. E che dopo aver preso atto della situazione emergenziale a dispetto delle “istruzioni” inviate il vertice, cioè Poggiana, avrebbe optato per la nave.
Come scrive, a sprezzo del ridicolo la deputata Sandra Savino: “la scelta è stata presa dall’Azienda Sanitaria dopo ampia ponderazione”. Che sia stata “ampia” non c’è dubbio alcuno: i tempi ed i morti stanno lì a confermarlo. Sulla “ponderazione” ci consenta più di qualche dubbio.
Questi sono i fatti nudi e crudi, ogni altra parola non serve. Anzi ne servirebbe una sola “Scusateci”, accompagnata dalle immediate dimissioni dei responsabili, “tecnici” e politici.

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/a.1497907753813521/2776254385978845/?type=3&theater





« PrecedentePagina 1Pagina 2Pagina 3Pagina 4Pagina 5Pagina 6Pagina 7Pagina 8Pagina 9Pagina 10 • Pagina 11 • Pagina 12Pagina 13Pagina 14Pagina 15Pagina 16Pagina 17Pagina 18Pagina 19Pagina 20Pagina 21Pagina 22Pagina 23Pagina 24Pagina 25Pagina 26Pagina 27Pagina 28Pagina 29Pagina 30Pagina 31Pagina 32Pagina 33Pagina 34Pagina 35Pagina 36Pagina 37Pagina 38Pagina 39Pagina 40Pagina 41Pagina 42Pagina 43Pagina 44Pagina 45Pagina 46Pagina 47Pagina 48Pagina 49Pagina 50Pagina 51Pagina 52Pagina 53Pagina 54Pagina 55Pagina 56Pagina 57Pagina 58Pagina 59Pagina 60Pagina 61Pagina 62Pagina 63Pagina 64Pagina 65Pagina 66Pagina 67Pagina 68Pagina 69Pagina 70Pagina 71Pagina 72Pagina 73Pagina 74Pagina 75Pagina 76Pagina 77Pagina 78Pagina 79Pagina 80Pagina 81Pagina 82Pagina 83Pagina 84Pagina 85Pagina 86Pagina 87Pagina 88Pagina 89Pagina 90Pagina 91Pagina 92Pagina 93Pagina 94Pagina 95Pagina 96Pagina 97Pagina 98Pagina 99Pagina 100Pagina 101Pagina 102Pagina 103Pagina 104Pagina 105Pagina 106Pagina 107Pagina 108Pagina 109Pagina 110Pagina 111Pagina 112Pagina 113Pagina 114Pagina 115Pagina 116Pagina 117Pagina 118Pagina 119Pagina 120Pagina 121Pagina 122Pagina 123Pagina 124Pagina 125Pagina 126Pagina 127Pagina 128Pagina 129Pagina 130Pagina 131Pagina 132Pagina 133Pagina 134Pagina 135Pagina 136Pagina 137Pagina 138Pagina 139Pagina 140Pagina 141Pagina 142Pagina 143Pagina 144Pagina 145Pagina 146Pagina 147Pagina 148Pagina 149Pagina 150Pagina 151Pagina 152Pagina 153Pagina 154Pagina 155Pagina 156Pagina 157Pagina 158Pagina 159Pagina 160Pagina 161Pagina 162Pagina 163Pagina 164Pagina 165Pagina 166Pagina 167Pagina 168Pagina 169Pagina 170Pagina 171Pagina 172Pagina 173Pagina 174Pagina 175Pagina 176Pagina 177Pagina 178Pagina 179Pagina 180Pagina 181Pagina 182Pagina 183Pagina 184Pagina 185Pagina 186Pagina 187Pagina 188Pagina 189Pagina 190Pagina 191Pagina 192Pagina 193Pagina 194Pagina 195Pagina 196Pagina 197Pagina 198Pagina 199Pagina 200Pagina 201Pagina 202Pagina 203Pagina 204Pagina 205Pagina 206Pagina 207Pagina 208Pagina 209Pagina 210Pagina 211Pagina 212Pagina 213Pagina 214Pagina 215Pagina 216Pagina 217Pagina 218Pagina 219Pagina 220Pagina 221Pagina 222Pagina 223Pagina 224Pagina 225Pagina 226Pagina 227Pagina 228Pagina 229Pagina 230Pagina 231Pagina 232Pagina 233Pagina 234Pagina 235Pagina 236Pagina 237Pagina 238Pagina 239Pagina 240Prossima »


MeteoSat
Previsioni Oggi Previsioni Domani Previsioni DopoDomani
Copyright © 2005 by Circolo Miani.
Powered by: Kreativamente.3go.it - 14 July, 2020 - 11:37 am - Visitatori Totali Nr.