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'L'Eco della Serva'
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Braccia rubate all'agricoltura. A Polidò facce sognà!
Dopo le multe agli scostumati ed ai pennichellari barcolani, le ronde notturne, e le pulizie umane, ora le sanzioni ad un venditore ambulante, dotato di regolare licenza, perché prostituiva la sua merce davanti, pensate un po’, agli ingressi..
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48: Morto che parla.
Veramente qui i morti sarebbero tre, ma sintetizziamo! Sul Fatto Quotidiano online compare, absit iniuria verbis, un articolo (?) dall'oltretomba della politica velinara dedicato alla Ferriera di Trieste, dei cui reali problemi non si fa cenno alcuno.E..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 109

E’ una vergogna!

» Inviato da valmaura il 14 April, 2016 alle 10:12 am

Queste sono elezioni truffa!

Continua, e si aggrava con nuovi episodi, la truffa perpetrata a danno degli elettori.

Dopo il silenzio di tutti alla lettera inviata da NO FERRIERA SI TRIESTE alle forze politiche vecchie e nuove che partecipano a questa “campagna elettorale”.

Dopo l’aggravarsi della censura e del silenzio da parte della stampa locale e dell’emittente Telequattro sull’esistenza e sulle iniziative promosse da NO FERRIERA.

Capirete cosa varranno, a questo punto, i sondaggi SWG (la W sta per Weber, piddino e opinionista del piccolo giornale) realizzati per i loro committenti ed amici.

Ieri abbiamo assistito alla discriminazione istituzionalizzata, e quel che è più grave accettata e condivisa da Roberto Dipiazza, Paolo Menis, Alessia Rosolen e Carini, messa in atto da una “Pro Patria”, da non confondersi con la famosa squadra di pallanuoto, che ha deciso chi invitare e chi no ad un dibattito con i candidati sindaci.

L’iniziativa e la nostra esclusione non ci hanno certamente tolto il sonno, ma il fatto gravissimo è che i quattro “prescelti” presenti non abbiamo sentito il DOVERE di alzarsi ed andarsene per rivendicare un elementare diritto democratico ed una parità di opportunità nel rispetto delle regole.

Stupisce ed amareggia soprattutto il comportamento di Paolo Menis che rappresenta una forza, i 5 Stelle, che hanno nel loro dna proprio quei principi che lui invece ha rinnegato con il suo atteggiamento ieri. E con il silenzio sulla nostra lettera.

E non ci ha lasciati indifferenti neppure l’analogo comportamento di Roberto Dipiazza.

Poi sentire la Lega Nord e Carini parlare di “abbandono” delle periferie, quando queste sono da oltre trenta anni lasciate al degrado, all’assenza di servizi sociosanitari e pubblici da tutte, e ripetiamo tutte (dunque centrodestra, Lega compresa, e sinistra), le amministrazioni che hanno governato dagli anni ottanta in poi, è cosa francamente inaccettabile.

Neanche la propaganda ai tempi del MinCulPop di mussoliniana memoria.

Insomma la stessa solfa che sulla Ferriera. Ora tutti, dai 5 Stelle alla destra, aspettiamoci tra poco a qualche giorno dal voto anche l’adesione di Cosolini e del PD grazie alla tribuna generosamente offerta da improvvisati comitati locali, scoprono la necessità “impellente” di chiudere l’area a caldo.

Peccato che in questi diciotto anni, non mesi, settimane e giorni, non se ne siano accorti.

Per i boccaloni che ci credono. Altrimenti l’alternativa è una sola: NO FERRIERA SI TRIESTE !

Fabrizio De Andrè

La Canzone del Maggio

https://www.youtube.com/watch?v=fGpOn0udvXs




Le Coop e noi.

» Inviato da valmaura il 12 April, 2016 alle 12:03 pm

In tempi non sospetti, ovvero dall’operazione Torri d’Europa, correva l’anno 2000, sostenemmo che qualcosa nella gestione delle Coop non quadrava e che era difficile spiegare il brusco passaggio da bilanci in florido attivo ad un rosso così marcato e repentino.
Facemmo e scrivemmo in questi anni diversi articoli sulla totale spartizione partitocratica dei consigli di amministrazione delle Coop e delle sue collegate, divenuti tradizionalmente il “buon ritiro” dei politici non più ricandidati o ricandidabili, dalla destra alla sinistra.
Quando la situazione iniziò palesemente a deteriorarsi, si parlava allora dei primi esuberi (un eufemismo che sta per licenziamento), chiedemmo ai sindacati ed anche ad alcuni lavoratori, che a rigor di logica e delle leggi che agevolano fiscalmente la cooperazione in Italia, avrebbero dovuto anche essere soci, se avessero letto in questi anni i bilanci e perché non si fossero mossi per tempo.
In fin dei conti non era difficile ma invece fondamentale per chi da questi dipendeva economicamente e rischiava di trovarsi in strada dall’oggi al domani.
Quando la bolla scoppiò scrivemmo articoli sulla vera storia delle Coop, politicamente parlando e sul passato di alcuni suoi, in particolare uno, “uomini forti”. La cui biografia sulla stampa veniva stranamente omessa e dimenticata.
Mettemmo persino pubblicamente la sede del Circolo Miani a disposizione delle persone coinvolte che cercavano un luogo dove riunirsi.
Senza risposte non insistemmo per non dare la falsa idea che volessimo “cavalcare”, non c’erano elezioni in vista per fortuna, il dramma di 17.000 persone (i soci prestatori) e dei 600 e passa lavoratori con famiglia.
Alcune settimane fa una signora che si batte contro il concordato realizzato a sole spese dei prestatori, che per altro parteciparono in misura molto ridotta (un migliaio o giù di lì) all’unica assemblea pubblica promossa al vecchio palasport, ci ha interpellato, come lista civica NO FERRIERA SI TRIESTE, per chiedere, come a tutte le forze politiche, partiti e movimenti, anche a coloro che furono i responsabili primi, politicamente parlando, del disastro e dei mancati controlli e dell’inerzia di Regione e Comune, di sottoscrivere un pubblico appello.
La nostra risposta fu la seguente.
Gentile signora,
nel sottoscrivere il testo da lei inviatoci, anche quale Lista civica NO FERRIERA Si Trieste, mi consenta di aggiungere che esso è fin troppo benevolo contro una classe dirigente e politica che ha tradito, non solo i cittadini prestatori, i soci ed i dipendenti, in ultima analisi Trieste di cui le Coop erano parte della sua storia.
Questo è un capitolo che per spirito di verità e giustizia deve essere ricostruito individuando non solo le precise responsabilità individuali e penalmente rilevanti, ma soprattutto scoperchiando le storture di un sistema che colpisce e penalizza sempre gli ultimi, ed ironia della sorte usando il nome della cooperazione sociale.
Come le abbiamo già detto usi di noi per quanto possiamo dare.
A presto

Maurizio Fogar per NO FERRIERA Si Trieste
. 23 marzo 2016.”
Spiegammo poi ripetutamente alla signora che in campagna elettorale ovviamente tutti giureranno sul loro sangue che aiuteranno, si batteranno, eccetera. E che contava invece mettere in luce responsabilità, quasi di tutti, e meriti pregressi, assai di pochi, se si volevano aiutare veramente le persone ingiustamente coinvolte e beffate.
Ebbene ora ricordiamo a tutti che uno dei candidati della lista civica NO FERRIERA SI TRIESTE, un giovane operaio, Davide Starc, fa parte, assieme alla madre per un importo prestato di 26.000 euro, di quei 17.000 soci finanziatori ed anche di quei mille che si riunirono. Anzi fu uno dei pochissimi dei presenti a votare contro all’iniquo concordato che penalizzava le 17.000 famiglie.
Lo facciamo perché chi vuole lo possa votare per il Comune anche a tutela dei propri interessi.
Che le chiacchiere, e purtroppo anche le firme, qui stanno a zero.




NO FERRIERA SI TRIESTE.

» Inviato da valmaura il 5 April, 2016 alle 10:33 am

Finalmente un voto utile, che serve e per cui merita tornare al seggio domenica 5 giugno.
https://youtu.be/EgAEVXj_3es



Sentirsi insufficienti.

» Inviato da valmaura il 4 April, 2016 alle 10:33 am

Ci ha lasciati Massimiliano, uno giovane che lottava da tempo con il cancro.
Massimiliano ha vinto e noi abbiamo perso.
Non ci siamo mai incontrati di persona. Ci aveva scritto mesi fa poi ci siamo sentiti più volte al telefono, anche lungamente. Le ultime parole le abbiamo scambiate poco tempo fa, lui rispondeva dal CRO di Aviano dove andava per terapie. Ma era come fosse stato sempre con noi, le sue idee erano le nostre. Molto semplici. La voglia di vivere normalmente senza essere ammorbati, a casa e sul lavoro, dalle esalazioni che ti rovinano vita e salute.
Lui ha vinto perché se ne è andato con grandissima dignità, conscio di quello che purtroppo aveva, e la sua voce anche nell’ultima telefonata era calma e serena. Ci ha dato una grandissima lezione di cui non gli saremo mai sufficientemente grati.
Noi abbiamo perso e continueremo a perdere se non riusciremo ad impedire simili tragedie.
Il nostro impegno in questi 18 anni è apparso alla luce di quanto accaduto a Massimiliano evidentemente insufficiente. Ci serva da lezione per la nostra pigrizia, la nostra debolezza e timore.
E ci sia di sprone nella consapevolezza che non ci possono essere compromessi o confronti sul principio della vita e della salute. E al diavolo i nostri piccoli egoismi.

Ci ha scritto Alberto. Lo pubblichiamo.
Ciao, Sono uno studente universitario, vivo a Trieste da ormai 4 anni, sono veneto, bellunese per la precisione. Voglio solo dirvi che vi stimo e apprezzo, per quello che fate e perché lo fate anche per noi, giovani non triestini, ma parte attiva della città. Se potessi, vi voterei perché di fronte all' incapacità di chi, istituzionalmente, dovrebbe rappresentarci, siete la sola e unica sana realtà civica. Proprio stamattina riflettevo: diritto alla salute o diritto al lavoro? Non sono per niente d'accordo su chi lo definisce un mero bilanciamento tra principi costituzionali. Come si può parlare di bilanciamento di fronte alla possibilità di fare del bene per 400 persone, e quella di farlo per 220 mila persone più le generazioni future e oltre? Credo che il "vivere alla giornata", pratica ormai molto di moda, sia un lusso che la politica non può e non deve permettersi. Se la lungimiranza è saggezza nell'agire, la saggezza è l'umiltà di voler ancora imparare il secolare insegnamento della natura, il rispetto per essa perchè troppo spesso ci scordiamo che noi siamo quì sì, ma solo di passaggio. Un abbraccio FORZA! Alberto




Un Referendum di cui nessuno parla. E vuole parlare.

» Inviato da valmaura il 1 April, 2016 alle 1:26 pm

Si quello di domenica 17 aprile, quello che riguarda le trivellazioni, o meglio per porre fine a scadenza dei contratti di concessione alle “sorelle” del petrolio dell’attività estrattiva.

Come Craxi, ma decisamente non gli portò fortuna, anche l’attuale Presidente del Consiglio, Renzi, per inciso mai eletto a quella carica dal voto popolare, invita gli italiani a far fallire l’istituto referendario non andando a votare e facendo così mancare il quorum del 50% più uno dei votanti.

Non male per un Premier che spara giudizi su tutto ma che qui segue la più anonima via di fuga, rifiutandosi di entrare nel merito della vicenda posta, si badi bene, per la prima volta da un Referendum indetto su richiesta di dieci Regioni italiane.

Votando Si, contrariamente all’umano buon senso, si dice in realtà no al proseguimento indiscriminato delle trivellazioni, soprattutto nel nostro mare, alla scadenza delle attuali concessioni in essere.

Tutto sembrava filare liscio per gli amici delle sette sorelle del petrolio fino a ieri, quando è esplosa la bomba Guidi sul Governo Renzi, che ha lambito pure la “Maria Elena” (Boschi) incautamente citata, non bastassero le vicende paterne della Banca Etruria, dalla ministra dimissionaria nelle sue telefonate con il convivente e socio in affari della Total, regolarmente intercettate dalla magistratura inquirente che aveva pure chiesto l’arresto del compagno della ministra, che non è parlamentare e non gode dell’impunità.

Ora questo fatto apparentemente clamoroso ma solo per chi non ha memoria della storia recente del nostro Paese, ovvero del costante intreccio tra affari e politica con decine di casi analoghi a partire dai primi anni Sessanta del Novecento, con i boiardi del petrolio, della chimica e della siderurgia, ma anche con le ditte farmaceutiche, riapre fragorosamente la questione referendaria ridando speranze ai sostenitori del SI.

Magari avessimo a Trieste i magistrati inquirenti che conducono questa ed altre indagini.

Come diceva Martin Luther King? I have a dream.

Ovviamente NO FERRIERA Si Trieste invita triestini e muggesani ad andare a votare la domenica del Referendum e se lo credono, sostenere le Regioni proponenti votando SI.

Comunicato Stampa  -  Invito

Sabato 2 aprile, dalle ore 16 alle 19.30, in via delle Torri, lato piazza San Giovanni, secondo appuntamento settimanale dei candidati della Lista civica NO FERRIERA Si Trieste con i cittadini.

In questo punto d’incontro settimanale che accompagnerà tutta la campagna elettorale fino alle elezioni di giugno, la lista civica ogni sabato parlerà, ma soprattutto ascolterà, i concittadini sulle problematiche più sentite della nostra comunità.

Saranno distribuiti volantini e materiale informativo, verrà esposta una mostra fotografica di una quindicina di gigantografie e ci sarà l’intervento di Maurizio Fogar.

Una edizione straordinaria degli abituali TG da Strada che da anni vengono organizzati nelle strade e piazze di Trieste per affiancare i significativi risultati, una media di trentamila contatti settimanali che fa della pagina Facebook del Circolo Miani una delle più frequentate sui Social Forum.





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