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Circolo Miani » News Correnti » Page 106

FERRIERA: Cosolini = Menis = Dipiazza = Sossi.

» Inviato da valmaura il 29 May, 2016 alle 12:27 pm

Ed il “bravo” giornalista del piccolo giornale.

Prima però pubblichiamo il comunicato stampa-invito spedito venerdì alle 15 a tutte le testate giornalistiche, a partire dal piccolo giornale per l’appunto.

CONFERENZA  STAMPA – INVITO

NO FERRIERA SI TRIESTE

"Ieri in mattinata, ad una settimana dalla fine della campagna elettorale, abbiamo ricevuto una e-mail sindacale che ci invitava ad un confronto con i candidati sindaci e le RSU (rappresentanze sindacali interne) della Ferriera al circolo dello stabilimento, per il giorno dopo alle 18.

Posto che ancora non abbiamo il dono della ubiquità o, come nel caso presente, della multi ubiquità (tra le 17 e le 19 abbiamo altri due precedenti appuntamenti), non ci saremo.

Ma poiché da anni, dal 1998, noi con i lavoratori della Ferriera ci confrontiamo, parliamo e abbiamo contatti frequenti, e molti di più di quanto le sigle sindacali possono anche lontanamente supporre, mentre con i rappresentanti “ufficiali” le uniche cose che negli anni abbiamo ricevuto sono stati dinieghi accompagnati spesso da inurbane parole, francamente non abbiamo alcun interesse, posto che ne avessimo avuto il tempo, di confronti così organizzati ad una settimana dal voto.

I sindacalisti questa improvvisa esigenza di confrontarsi la potevano tirar fuori in diciotto anni di impegno del Circolo Miani e non ora.

Poi ci sono altre considerazioni altrettanto importanti. Certo bisogna conoscerle per saperle valutare: cosa che evidentemente non sanno Paolo Menis, ed i suoi supporter, Roberto Dipiazza, Roberto Cosolini e la Rosolen, nonostante la lunga, di tutti, presenza amministrativa e che dimostra una volta di più la loro insufficiente conoscenza delle problematiche legate alla Ferriera.

Le illustreremo in una Conferenza Stampa organizzata per domani mattina, sabato 28 maggio, alle ore 12 al Circolo Miani, in via Valmaura 77, relatore Maurizio Fogar di NO FERRIERA SI TRIESTE."

Ecco, ovviamente bisogna appellarsi all’intelligenza dei nostri lettori, su quella degli altri cominciamo a nutrire seri dubbi, per ragionare su come e perchè la censura della stampa scritta possa arrivare a tal punto che anche sul tema Ferriera si oscuri la lista civica che porta il nome NO FERRIERA.

La prima cosa che salta subito agli occhi è che per il piccolo giornale non sono Dipiazza, Menis, Sossi et similia il vero pericolo, l’avversario del partito degli affari e politica.

No l’accanimento nella censura si riversa sempre e solo sul Circolo Miani e conseguentemente su NO FERRIERA.

Se non si comprende questo ogni altro discorso diventa inutile.

Infatti il “bravo” giornalista di turno, il maranza, l’abituè di Arvedi ora e della Lucchini prima, che fa la cronaca di quel trappolone per bischeri spacciato per “confronto”, si guarda bene dallo spiegare ai suoi sempre meno lettori le ragioni dell’assenza di NO FERRIERA.

Ma sulle ragioni del perché, al di là degli altri impegni precedenti che non possono essere sconvolti da un invito arrivato 24 ore prima, argomenteremo a breve.

Ora ci preme farvi capire perchè quegli “ = o uguali” tra i nomi dei quattro candidati sindaci nel titolo.

Perché sulla Ferriera dicono tutti per sommi capi la stessa cosa.

Cominciamo da Cosolini. Lo ha ribadito pure giovedì in una lunga lettera sul compiacente foglio locale.

La posizione sua e del PD, ma anche del Laureni di Sel (il “capolavoro” di Marino Sossi di cinque anni fa: l’inserirlo in Giunta con delega all’ambiente) è sempre stata questa: se le emissioni non si riducono, facciamo le ordinanze per ridurre la produzione. Con l’aggiunta della sparata di Laureni nell’estate del 2011 “entro ottobre daremo il via alla revisione dell’AIA (la prima, quella concessa dalla Giunta Regionale Illy-Cosolini) alla Ferriera”.

La posizione di Menis e 5 Stelle. Da sindaco ordinerò la riduzione della produzione e chiederò alla Regione la revisione dell’AIA (la seconda)

La posizione di Dipiazza, presente al secondo corteo del 22 maggio per la chiusura dell’area a caldo, francamente incomprensibile salvo nella parte che riguarda la revisione dell’AIA.

Ed infine la posizione di Sossi, quello che con il suo voto determinante ha impedito la discussione in Aula della petizione per l’immediata chiusura dell’area a caldo promossa dal Circolo Miani e sottoscritta da oltre diecimila triestini, sostanzialmente simile a quella dei primi tre.

Ovviamente nessuno dei quattro si ricorda di essere, quale Sindaco, anche l’Ufficiale Sanitario del Comune a cui tutti, compresi i servizi sanitari e le forze dell’ordine, devono sottostare.

E nessuno sa, non conoscendo lo stato ed il funzionamento degli impianti, che la "riduzione" della produzione non serve a fermare l'inquinamento. Insomma sparano a casaccio.

La frase del sindacalista Palman, poi “Sei tu che la rovini a noi (salute e vita). Hai già cent’anni. Fino a quando vuoi vivere ancora, fino a duecento?” rivolta ad un anziano presente al “confronto” dà l’esatta misura del livello del dibattito e dell’apertura mentale del sindacato organizzatore.

Lo stesso che dal novembre 2013, da quando cioè in due conferenze stampa la Procura ha reso nota la perizia dell’Azienda Sanitaria che certificava in 83 i lavoratori deceduti per tre soli tipi di tumore in Ferriera per le mansioni che svolgevano, non ha mai aperto bocca per commentare.

Meglio a questo punto confrontarsi direttamente con il “padrone delle Ferriere”.




Il Corteo.

» Inviato da valmaura il 23 May, 2016 alle 1:17 pm

A scanso di equivoci e pessime interpretazioni due riflessioni sul corteo di ieri, 22 maggio, vanno fatte.

La prima riguarda una diminuzione dell’affluenza e della partecipazione rispetto alla precedente manifestazione.

Si possono addurre molte scusanti (dalla partita della Triestina alla bella domenica) ma una credo sia indiscutibile. Il disorientamento che ha assalito molti, ed infatti i molti che mancavano ieri erano soprattutto gli abitanti dei quartieri sopra i cinquanta anni che per quasi due decenni hanno partecipato alle manifestazioni promosse dal Circolo Miani, per la “gestione” tenuta dai promotori nei mesi tra gennaio ed oggi.

L’aver presentato ripetutamente, con un sorprendente spazio sul piccolo giornale che notoriamente dal 2000 ha sempre difeso Ferriera, affari e politica, il “confronto” con Cosolini come una vittoria storica ed un punto di arrivo mai raggiunto, oltre che una palese ed enorme non verità (di confronti con sindaci e presidenti di Regione in questi anni al Circolo Miani ed al Palasport di Chiarbola ne abbiamo fatti a decine), è stato un errore pesante.

Il confronto si fa sull’operato del sindaco di questi cinque anni non sulle promesse a due mesi dal voto.

L’averlo voluto giustificare sulla stampa locale da parte dei portavoce delle manifestazioni fino a ieri con lo scaricabarile delle responsabilità:  Cosolini, il buono che vorrebbe ma …, la Serracchiani, la cattiva, che frena, e poi gli incontri con i candidati sindaci (due su undici) Dipiazza e Menis, altri errori ed ingenuità madornali.

L’aver accettato passivamente la riabilitazione di Dipiazza, della Lega Nord and company, che portano la doppia responsabilità temporale (due mandati consecutivi in Comune di Dipiazza e due mandati alternati in Regione di Tondo) dello sfascio Ferriera con giardini annessi, altro errore.

Ma l’aver permesso che i 5 Stelle mettessero di fatto il marchio sul corteo facendo intervenire il loro big nazionale, Di Maio, è stato forse l’ultimo degli errori.

Un consiglio: minacciare disordini all’ordine pubblico è l’ultima delle cose che un organizzatore di cortei deve pensare e fare, perché porta la responsabilità oggettiva dell’incolumità dei partecipanti, e la paura per la gente è un fortissimo deterrente a farsi vedere in piazza.

Avendo concorso pubblicamente, per televisioni e scritti, ad invitare la cittadinanza alla partecipazione al corteo ci pareva d’obbligo fare queste riflessioni, giuste o sbagliate che siano.

Ora due parole sui resoconti del piccolo giornale. Cominciamo dalla dichiarazione della signora Milazzi che abita a San Vito, piazzale Rosmini, e che afferma “abito dietro piazzale Rosmini e da sedici anni nessuno ha fatto qualcosa”.

La prima domanda che sorge spontanea sarebbe di chiederle: bene da sedici anni, confidiamo, lei ha smesso di andare a votare. Altrimenti non si spiegherebbe da chi questa politica ha preso liberamente i voti.

Poi la signora ricorda male. Se si riferisce ai partiti o nuovi movimenti che sbarcano nel giardino con musica annessa a dieci giorni dal voto, ha perfettamente ragione, ma come Circolo Miani e le liste civiche dei Comitati di Quartiere è dal 2000, anno d’apertura della Sertubi, a poche centinaia di metri da Piazzale Rosmini, che abbiamo promosso decine di incontri nel quartiere (dalle assemblee nella sala parrocchiale della Chiesa di Piazzale Rosmini, a TG da Strada proprio nel giardino, a distribuzioni di migliaia di volantini e materiale informativo proprio sul BenzoApirene proveniente dalla Ferriera che i bambini del giardino respiravano a pieni polmoni). Ma forse le mamme e nonne erano troppo impegnate a firmare in trecento la petizione che chiedeva l’esclusione dei cagnetti dei pensionati da tutta l’area di piazzale Rosmini.

Come vedono i lettori, per noi di NO FERRIERA SI TRIESTE la verità e la conoscenza valgono più della ricerca del voto ad ogni costo, ma che volete noi che di Ferriera, Salute e “Rinascimento delle Periferie” ci occupiamo da vent’anni, siamo fatti così.

E veniamo alla dichiarazione rilasciata al piccolo giornale, facendo uno strappo alla decisione di non parlare mai con i lavoratori di quel foglio per la censura e la disinformazione con cui falsano questa campagna elettorale.

Maurizio Fogar ha detto queste testuali parole.

“Che appare stonato e sgradevole il tentativo di strumentalizzare elettoralmente questa manifestazione a cui gli organizzatori non sono stati capaci, o non hanno voluto, opporsi.

Che la presenza del Vicepresidente della Camera, il 5 Stelle e leader del Movimento, Di Maio era inopportuna e che sarebbe stato preferibile che invece di passeggiare per tre ore per Trieste, avesse in questi passati tre anni dedicato le stesse tre ore a portare l’emergenza Ferriera-salute in Parlamento.

Che analogamente inopportuna era la presenza di Dipiazza, sindaco per dieci anni prima di Cosolini, che nulla ha fatto per risolvere il dramma, salvo chiacchierare a ruota libera, e cosi i suoi sponsor politici della Lega Nord e del Centrodestra corresponsabili.

Che perfino la presenza al corteo di Marino Sossi era un controsenso, non solo per aver sostenuto la giunta Cosolini in cui aveva inserito un suo assessore, proprio il Laureni all’Ambiente, una tragedia, ma per aver con il suo voto determinante alla Conferenza dei Capigruppo comunali impedito la discussione in aula consiliare della petizione promossa dal Circolo Miani e sottoscritta da 10.280 triestini, un record, sull’immediata chiusura della produzione siderurgica.”

Questo senza inficiare la diversa valutazione in questi ultimi cinque anni delle responsabilità individuali e delle forze politiche che sedevano sui banchi del Comune, della Regione e in Parlamento.




Basta con questa politica (vecchia e nuova che sia)!

» Inviato da valmaura il 21 May, 2016 alle 1:26 pm

Domenica 5 giugno fermiamoli con il voto!
Un voto utile e che serve: NO FERRIERA SI TRIESTE
https://www.youtube.com/watch?v=3Oh7mX7jhKo




Piccolo di nome e di fatto.

» Inviato da valmaura il 19 May, 2016 alle 11:01 am

Abbiamo deciso, come NO FERRIERA SI TRIESTE di rifiutare al piccolo giornale locale ogni risposta a quelle domandine che rivolge di rito ai candidati ed a qualunque iniziativa, vedi lo spazietto sulla loro pagina di Facebook, da questi promossa.

Il diritto ad un minimo di informazione decente per noi non è un principio negoziabile, per tutti gli altri, compresi, ed amareggia, i 5 Stelle evidentemente si.

Il rispetto dovuto ai pur sempre meno acquirenti e lettori del foglio locale, che evidentemente chi lavora in quel giornale sembra non avere, ci impone questa scelta tanto più in una campagna elettorale falsata da questa sistematica disinformazione messa in atto da chi detiene il monopolio a Trieste della carta stampata.

Insomma si truffano i lettori elettori privandoli di un loro diritto, cioè di poter esercitare o meno la scelta di chi votare a ragion veduta. Ledendo altresì uno dei principi basilari sanciti dalla nostra Costituzione, quello che tratta del diritto-dovere dei cittadini al voto consapevole.

Per gli altri, tutti gli altri partecipanti a queste elezioni, ciò sembra apparire ininfluente. Attenzione, accettando questo andazzo di cose si sa dove si inizia ma non dove si va a finire.

E non sembra proprio una bella garanzia e presentazione per chi si candida a governare la nostra comunità.

Per noi il rispetto delle regole della democrazia non è un optional, da usare quando conviene.

Questa è la ragione, spiegata più volte ai lavoratori di quel giornale, definirli “giornalisti” ci sembra parola grossa, e che finora non ha trovato alcuna pubblicazione.

Insomma censurano anche sulla censura.

Due altre cosette dalla cronaca di oggi.

"COOP. Coinvolti ma assolti"

Sbagliano i promotori di quell’appello di alcuni soci prestatori delle defunte Coop a rivolgersi indistintamente a “tutti i candidati sindaci” e dichiarare che: “Non ci interessa lapidare alcuno”.

Come scrivemmo il 23 marzo alla promotrice: “Gentile signora, nel sottoscrivere il testo da lei inviatoci, anche quale Lista civica NO FERRIERA Si Trieste, mi consenta di aggiungere che esso è fin troppo benevolo contro una classe dirigente e politica che ha tradito, non solo i cittadini prestatori, i soci ed i dipendenti, in ultima analisi Trieste di cui le Coop erano parte della sua storia.

Questo è un capitolo che per spirito di verità e giustizia deve essere ricostruito individuando non solo le precise responsabilità individuali e penalmente rilevanti, ma soprattutto scoperchiando le storture di un sistema che colpisce e penalizza sempre gli ultimi, ed ironia della sorte usando il nome della cooperazione sociale.

Come le abbiamo già detto usi di noi per quanto possiamo dare.

Maurizio Fogar per NO FERRIERA Si Trieste.”

Pertanto, “lapidazione” a parte, il “liberi tutti” di oggi non rende un buon servizio alla causa né aiuta.

“Dalla Padella alla Brace”.

Il piccolo giornale stavolta si guarda bene dallo sponsorizzare la manifestazione di domenica prossima come fatto in gennaio martellando per dieci giorni di fila.

Anzi prepara in anticipo gli alibi e le scusanti per Ferriera e politica.

L’articolo di oggi sulle centraline, tre e non si capisce, ovvero si comprende benissimo perché la più importante: la quarta, quella di via Svevo nel giardino dell’asilo che fornisce i dati più preoccupanti sulle emissioni inquinanti, perché non sia compresa nel passaggio di consegne tra Siderurgica Triestina ed Arpa.

Comunque il passaggio alla diretta dipendenza di questa Arpa, diretta da questo direttore, per le ragioni già spiegate e scritte, non ci rassicura affatto e per niente. Anzi non vediamo alcuna differenza presente, passata e disgraziatamente futura.

Fermiamoli una volta per tutte con il voto utile, a NO FERRIERA SI TRIESTE.




Un grande bugiardo.

» Inviato da valmaura il 18 May, 2016 alle 11:36 am

No, il pudore non sanno nemmeno dove stia di casa, di etica professionale è meglio non parlare, sarebbe come bestemmiare in chiesa.
Questa campagna elettorale, lo avevamo già scritto, è una vera e propria truffa a danno dei cittadini elettori e lettori, per fortuna in vertiginoso calo, del piccolo giornale, a cui non calano invece i soldi pubblici delle provvidenze di legge sull’editoria.
E nessuna delle altre forze politiche ha la dignità di dire mezze parole su questa macelleria messicana dell’informazione.
Ne volete tre esempi? A parte che il foglio locale è riuscito a non presentare il logo di NO FERRIERA SI TRIESTE da febbraio ad oggi, contrariamente a quanto fatto con quello di tutte le altre liste partecipanti alle elezioni, l’altro giorno abbiamo ricevuto la telefonata di Elisa Lenarduzzi che voleva sapere il commento di Maurizio Fogar sulla possibile estensione dell’orario di apertura dei seggi.
Le abbiamo cortesemente spiegato le ragioni per cui rinunciavamo per principio, un principio importante per la democrazia anche a costo di perdere qualche briciola di visibilità, a rispondere a qualsiasi domanda o richiesta proveniente dal piccolo giornale per cui lavora.
Ovviamente a conferma della “linea” censoria il giorno dopo è uscita questa mezza riga: “Ad eccezione di Maurizio Fogar che non ha voluto commentare”. Senza spiegarne le ragioni.
Oggi si prosegue con il pensionando Furio Baldassi che a commento in un articolo su musica e campagna elettorale, saggio fondamentale da tesi di laurea, dopo aver sentito gli altri dieci candidati, scrive: “Ne manca ancora uno, Maurizio Fogar di No Ferriera Sì Trieste, ma gli eventi pubblici sono rari, le comunicazioni problematiche. In questo caso, allora, ci permettiamo noi di consigliarli una canzone. Visto il contesto, infatti, cosa c’è di meglio di “Smoke on the water” dei DeepPurple?”.
Facile e soprattutto eroico, vero Baldassi, sparare sulla Croce Rossa?
Ma almeno cerchiamo di non scrivere spudorate menzogne. “Comunicazioni problematiche”? Avete i nostri telefoni e cellulari da anni oltre che gli indirizzi e-mail.
Eventi pubblici sono rari”? Ogni giorno ne facciamo uno e più sul territorio, accuratamente censurati dalla vostra redazione che riceve quotidianamente le nostre pubblicazioni.
Cercate almeno di non sfottere e mentire.
Ed ora facciamo noi una domandina al Baldassi. Quanto pigli di paga al mese per fare così brillantemente il mestiere?
E chiudiamo con il Giovanni Tomasin che si è bene e presto ambientato nelle stanze del piccolo giornale e che paragona l’intervento di Fogar ieri all’università, per altro il più convintamente applaudito e senza claque al seguito, come una “arringa del Bernie Sanders alabardato”.
Peccato che lui non sia la Hillary (Clinton) o la Monica (Lewinsky) di turno, forse ne soffrirebbe di meno.
In attesa della prossima spiritosaggine del Dorigo di turno, loro “compagno di merende”, chiudiamo con “Informazione e giornalismo? Al piccolo giornale non pervenuti”.





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