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Circolo Miani » News Correnti » Page 104

Arvedi. Trenta mesi.

» Inviato da valmaura il 16 November, 2015 alle 11:44 am

Temiamo che l’opinione pubblica non abbia colto l’importanza, e la gravità, di questo termine temporale comunicato dalle “autorità” nell’audizione regionale di venerdì 13 novembre e che scontatamente sarà, statene tranquilli, inserito nell’Autorizzazione Integrata Ambientale che la Regione si accinge a concedere, contro ogni ragionevole evidenza, alla proprietà della Ferriera.

Trenta mesi a partire da questo novembre per ultimare i lavori in Ferriera. Crediamo non occorra aggiungere molto altro se non il fatto che, come è emerso sempre venerdì scorso, politica, istituzioni ed enti di controllo, pagati dai cittadini e non, si suppone, dalla FinArvedi, lasciano carta bianca al gruppo cremonese.

In questo senso le dichiarazioni gravi, assai perché in aperto conflitto con quanto almeno detto in precedenza da altri dirigenti dell’ARPA, a partire dal, a questo punto, rimpianto ing. Stelio Vatta, fatte dal direttore regionale dell’Arpa, Marchesi, che nel disconoscere la validità dell’unica centralina testata dal Ministero dell’Ambiente, quella di via San Lorenzo in Selva, accoglie in pieno le tesi sostenute da Siderurgica Triestina ora e dalla Lucchini prima.

Non crediamo, lo ripetiamo, che l’opinione pubblica si sia resa pienamente conto di quanto accaduto nell’audizione di venerdi 13 in Regione, nata dall’obbligo di ascoltare i promotori, Maurizio Fogar ed il Circolo Miani, della petizione sottoscritta da 10.280 cittadini.

Nulla di quanto detto e dimostrato in quella sede è servito a fare chiarezza ai vertici regionali, ed erano fatti non opinioni, che hanno poi in separata sede, tutti a partire dal duo Cosolini-Laureni per il Comune di Trieste, accolto come verità evangeliche quanto affermato dai vertici di Siderurgica Triestina.

Ai cittadini non rimane altra strada che esercitare il legittimo ricorso alla difesa personale. Esercitata nel rispetto delle leggi, che molto spesso le istituzioni ignorano e travalicano.

Per questo ieri, domenica, nell’assemblea promossa al Circolo Miani, i presenti hanno deciso di annunciare, per le prossime elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale, e delle Circoscrizioni, di Trieste e per il Comune di Muggia, chiamati al voto nel maggio 2016, la discesa in campo della lista civica NO FERRIERA-SI TRIESTE.

Si tratta di un primo ma necessario passo per liberare la città da questo inquinamento politico che, al pari di quello emesso da Ferriere e consimili, ha attentato in questi anni alla democrazia e alla solidarietà nella nostra comunità, riducendole a puro simulacro al servizio degli affari di pochi, e con la copertura della stampa locale.

Siccome sono in ballo la qualità della vita, la salute ed il futuro della nostra gente, a partire dalla garanzia del diritto ad un lavoro dignitoso e sicuro per tutti, a cominciare dal lavoratori oggi licenziati dalla Burgo e da quelli della stessa Ferriera, noi chiameremo rapidamente ad un confronto pubblico tutte le forze della nostra società (partiti, movimenti ed associazioni) su di un programma emergenziale di pochi ma necessari temi la cui soluzione non è più rinviabile se si vuole salvare la nostra Trieste, Muggia compresa.

Chi ci starà starà perché sia chiaro alle chiacchiere, alle promesse non ci crede più nessuno, a partire dai sempre meno elettori dei partiti tradizionali e non.

Se questo avverrà la nostra lista civica avrà assolto ai suoi compiti altrimenti ci conteremo nelle urne rivolgendo a tutti i nostri concittadini, soprattutto a coloro che in maggioranza hanno deciso di non votare in passato per l’inutilità conclamata del voto, di ritornare ai seggi per il voto più utile che ci sia: quello a NO FERRIERA-SI TRIESTE. Una legittima difesa della nostra vita e del nostro futuro.




NO FERRIERA! SI TRIESTE!

» Inviato da valmaura il 13 November, 2015 alle 4:41 pm

NO FERRIERA!  SI  TRIESTE!

ASSEMBLEA  pubblica.

Tutti assieme domenica 15 novembre alle ore 11 in via Valmaura 77, Trieste, al Circolo Miani.

Qui non esiste l’armiamoci e partite, ognuno faccia la sua parte con dignità.

Domenica 15 novembre decidiamo assieme cosa fare nel maggio 2016 per le elezioni comunali di Trieste e Muggia.

Partecipa e diffondi l’invito a partecipare. Dipende solo ed esclusivamente da noi.

 

La Ferriera, che piaccia o no, è dal 2000 il nodo centrale della politica cittadina.
La Ferriera non è solo una gravissima emergenza ambientale e un danno senza precedenti per la salute di lavoratori e cittadini. Ma è il tappo che frena ogni sviluppo della nostra città in particolare quello legato al rilancio del porto.
Dunque risolvere questo problema, liberando la più vasta area disponibile sul mare che Trieste ancora abbia è nevralgico per il nostro futuro. Significa anche dare prospettive certe di un lavoro dignitoso e sicuro a migliaia di triestini, a partire dai lavoratori della Ferriera.
I fondi per questa operazione ci sono, in particolare quelli della Comunità Europea, ed è gravissima la responsabilità di una classe dirigente, non solo politica, che è stata incapace da oltre quindici anni (risale al 2000 l’accordo firmato dalla allora proprietà, Lucchini, con il Governo in cui annunciava di volere chiudere lo stabilimento di Trieste) di risolvere la questione.
Quindici anni persi che sono costati sofferenze, malattie, decessi ed una qualità della vita pessima a decine di migliaia di persone (da Muggia a San Vito-Campi Elisi e Trieste intera) ed hanno aggravato il declino della città.
Per conoscere i responsabili basta scorrere l’elenco dei nomi dei Sindaci, dei Presidenti di Provincia e di Regione che si sono succeduti alla guida delle istituzioni in questi anni. Aggiungerci i dirigenti politici di maggioranza ed opposizione, parlamentari compresi, i presidenti di Confindustria ed i vertici sindacali, ed il quadro è fatto.
Tutti sapevano, come per la tragedia dell’amianto, e tutti hanno fatto finta di niente, anzi, fidando sulla connivenza della stampa locale, hanno sistematicamente mentito.
Parlare di Arpa e di Ass è come parlare della politica, i loro dirigenti sono da questa nominati.
L’anomalia tutta triestina è stata invece la sostanziale inerzia della magistratura (leggetevi su
www.circolomiani.it nella sezione articoli “Ferriera, non solo, e Procura”).
Dire No alla Ferriera significa dire si al futuro di Trieste.
Proviamo a dirlo ed a farlo? Ed allora aiutaci ad aiutarti!

Per informazioni o conferme: telefonare a 335.6140880 o scrivere a info@circolo-miani.it




“Ancora una volta la Ferriera” al discutificio di Palazzo Cheba.

» Inviato da valmaura il 12 November, 2015 alle 12:40 pm

Così inizia il pezzone del piccolo giornale di oggi sulla seduta del Consiglio comunale di ieri dove si discutevano due mozioni, la prima di Sel, od almeno di quel che ne resta, la seconda congiunta di Cinque Stelle e Pdl.

Mentre non rimane che prendere atto del profondo disprezzo che il Consiglio comunale riserva ai 10.280 cittadini che hanno firmato la petizione del Circolo Miani per l’immediata chiusura della produzione siderurgica della Ferriera e sottoscritto l’appello di Claudio Magris e Gherardo Colombo per salvare la sede del Circolo, come per altro votato all’unanimità, sindaco compreso, dal Consiglio comunale il 30 giugno 2014 e disatteso fino ad oggi. Ulteriore dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, di come la politica e le istituzioni si sputtanino da sole agli occhi dei cittadini.

La mozione che faceva propria la petizione, dopo il rifiuto di PD e satelliti (vivissimi complimenti a Patrick Karlsen visto che Galliano Fogar fondatore dell’Istituto di storia del Movimento di Liberazione del FVG, assieme appunto ad Ercole Miani a cui il Circolo è intestato, è stato uno degli animatori-fondatori della nostra associazione) di discuterla in Consiglio era stata allora firmata da alcuni Capigruppo dell’opposizione. La maggioranza, con il voto di Sossi, ne aveva respinto l’urgenza. Infatti che la comunità che questi signori amministrano continui a respirare, ad ammalarsi e morire, per loro non è motivo di “urgenza”, e morale della favola mai è stata portata in discussione in aula. E perché? Semplice perché è chiaro ai sassi che verrebbe respinta quasi sicuramente ma per farlo bisogna comunque votare ed a pochi mesi dalla campagna elettorale nessuno di lor signori vuole prendersene la pubblica responsabilità. Visto che amministratori pieni di baldanza e coraggio Trieste si ritrova.

Ma tornando all’ennesimo inconcludente discutificio di ieri sera.

La prima mozione, quella dell’equilibrista Sossi, chiedeva alla Giunta di “intervenire sul Gruppo Arvedi con un’ordinanza volta a ridurre l’andamento (?) della Cokeria visti i frequenti sforamenti dei limiti di legge delle emissioni”. Mentre come riporta sempre il piccolo giornale “La seconda mozione (Menis e Giorgi) ha chiesto un’ordinanza per chiudere l’area a caldo. Roberto Cosolini ha risposto che se entro dicembre le emissioni non saranno state ridotte promuoverà un accordo di programma per la chiusura “progressiva”.”

Vi risparmiamo il resoconto del dibattito perché triste e deprimente. Nel senso che gran parte degli intervenuti non sapeva praticamente niente su quello di cui discuteva.

E questo vale in parte anche per gli amici Menis e Giorgi. Perché oggi, insomma da oltre sei mesi, la criticità maggiore è rappresentata dalle fuoriuscite quotidiane e crescenti di gas dall’Altoforno. Inoltre esiste già una ordinanza prescrittiva della Regione che impone un limite alle sfornate della Cokeria nelle 24 ore e che nonostante questa riduzione, sempre che qualcuno ne controlli l’esecuzione e su questo abbiamo dei dubbi, gli sforamenti non sono calati ma anzi aumentati.

Gli ultimi rilevamenti: via del Carpineto: 11 novembre: PM10 56; 10 novembre: PM10 77; 9 novembre: PM10 52. Via San Lorenzo in Selva: 11 novembre: 73 (125 giornate di superamenti dei limiti di legge nell’anno in corso contro i 35 previsti dalla legge su 12 mesi), 10 novembre: PM10 85; 9 novembre: PM10 67; 8 novembre: PM10 68. Via Svevo (scuola): 11 novembre: PM10 63; 10 novembre: PM10 109; 9 novembre: PM10 78; 6 novembre: PM10 74. Ad abbundare: via Pitacco: 10 novembre: PM10 87; 9 novembre: PM10 59; 6 novembre: PM10 71. E a dimostrazione della diffusione delle PM10 anche in via TorBandena il 10 novembre: PM10 81; 9 novembre: PM10 51. E piazza della Libertà? La terza centralina, oltre a quelle di via Carpineto e Svevo, che obbligherebbe il Sindaco ad emettere l’ordinanza?

Per un punto Martin perse la Cappa, ovvero 9 novembre: PM10 59; 10 novembre: PM10 79; e 11 novembre: PM10 49. Guarda la combinazione. Per i giorni precedenti leggetevi “ND chi è costui?”

Eppoi tanto a discutere su ordinanza del Sindaco si o no, può o non può e nessuno a ricordare che nel biennio 2009-2011 il Circolo Miani aveva inondato il Comune, a partire dal sindaco Roberto Dipiazza, ed un consigliere, Maurizio Ferrara la aveva pure riassunta in una interrogazione, ma ieri se ne è dimenticato, di copie dell’ordinanza del Sindaco di Piombino che nell’ottobre 2008 aveva disposto la chiusura della Cokeria di Piombino, stessa proprietà della Ferriera, mai più riaperta.

E perché la legge italiana consente al sindaco di Piombino di fare questo e non lo consentirebbe invece a quello di Trieste? Ma tutti ieri si sono dimenticati di porre questa fondamentale domanda. E inoltre cosa vuol dire “ridurre le emissioni”? O si rientra nei parametri di legge o non vuol dire assolutamente nulla. E per chiudere non si può che apprezzare la supercazzola che neanche il Conte Mascetti in Amici Miei “Roberto Cosolini ha risposto che se entro dicembre le emissioni non saranno state ridotte promuoverà un accordo di programma per la chiusura “progressiva”.”

Vi invitiamo perciò a partecipare domenica 15 novembre alle ore 11 all’Assemblea pubblica NOFERRIERA al Circolo Miani in via Valmaura 77 Trieste. Con i saluti di Ugo Tognazzi.




ND chi è costui?

» Inviato da valmaura il 8 November, 2015 alle 12:46 pm

Semplice è la sigla che evita con il suo solo apparire che si ottemperi agli obblighi di legge sulla tutela della salute. Non è ancora chiaro? Ve lo spieghiamo meglio.

Come nelle favole: tanto tempo fa lo Stato italiano su direttiva della matrigna Europa varò una legge piccina piccina che imponeva alle Regioni, le venti nipotine dello Stellone, di promulgare i PAC (Piani d’Azione Comunale) contro l’inquinamento, dietro ordine d’importanza come scritto nella legge, da fonte INDUSTRIALE, da mobilità (traffico), da riscaldamento.

Entro dieci anni orsono Regioni e Comuni dovevano, badate dovevano, dotarsi dei PAC e delle conseguenti misure e sanzioni per sanare e punire le violazioni. Sui comuni vigilava mamma Regione e sulla Regione avrebbe dovuto vigilare nonna Procura.

Ora il Comune di Trieste non ha un PAC contro l’inquinamento industriale perché, dice il nipotino, la nonna Regione se lo è tenuto per se.

Ma comunque il PAC per la mobilità scrive che se per tre giorni di fila l’inquinamento rilevato dalle centraline di riferimento (via Svevo, via del Carpineto, ambedue in zona Ferriera, e piazza della Libertà) supera i 50 di PM10 nelle 24 ore il Sindaco, in qualità di Ufficiale Sanitario del Comune, deve, ripetiamo deve, emettere una ordinanza che ferma il traffico e/o la fonte dell’inquinamento industriale se esistesse a Trieste appunto un PAC, come previsto da legge, su quello che sempre la legge definisce il pericolo numero uno.

E se non lo fanno? E allora toccherebbe a nonna Procura intervenire.

Ma insomma torniamo a quel ND di partenza. Ecco molto semplice. Inspiegabilmente ogni qualvolta capiti che si verifichino situazioni di superamento molto alte dei valori di inquinamento rilevati dalle centraline in questione (ma funziona anche per via Pitacco e Muggia) compare, guarda che combinazione, la sigla ND al posto dei dati rilevati. E molto spesso interrompe la striscia dei tre giorni continuati che imporrebbe l’intervento del Sindaco.

La cosa continua a verificarsi da un decennio ma la nonna dovete capirla, la sua vista non è più quella di una volta e gli anni si fanno sentire, e nonostante l'esposto presentato dal Circolo Miani nel 2011 pare non accorgersene e così la storiella si ripete da tempo immemorabile senza alcun controllo o verifica su queste centraline che si bloccano ogni volta che non dovrebbero (ND per l’appunto).

Eccovi l’esempio concreto passando ai numeri. Prima una considerazione. Dal 2010 dovrebbero essere in vigore in tutti i paesi dell’Unione Europea i nuovi e più restrittivi limiti di legge che prevedono un massimo di 35 come valore giornaliero di Polveri sottili PM10 per non più di 20 giornate all’anno di superamento dei valori.

In Italia però viaggiamo ancora con i vecchi limiti ante 2010 che fissano in 50 il valore giornaliero da non superare per le PM10 ed in 35 i giorni all’anno per il superamento della media giornaliera.

Avvertenza. I numeri sono una media sulle 24 ore. Dunque ci saranno dei picchi orari molto ma molto più alti per determinare queste cifre. E non è che i viventi respirino a ore alterne.

Via San Lorenzo in Selva (l’unica centralina testata e validata a Trieste dal Ministero Ambiente).

Lunedì 2/11: PM10 67; Martedì 3/11: PM10 48; Mercoledì 4/11: PM10 75; Giovedì 5/11: PM10 98; Venerdì 6/11: PM 98; Sabato 7/11: PM10 101; (cinque giorni di sforamenti, di cui quattro consecutivi per un totale di 121 superamenti annui)

Via Svevo (giardino asilo nido). Lunedì 2/11: PM10 85; Martedì 3/11: PM10 57; Mercoledì 4/11: PM10 72; Giovedì 5/11: PM10 116; Venerdì 6/11: ND; Sabato 7/11: PM10 116; (cinque sforamenti di cui quattro giorni consecutivi di superamenti e per il quinto ecco lo ND)

Via del Carpineto. Mercoledì 4/11: PM10 51; Giovedì 5/11: PM10 74; Venerdì 6/11: Pm10 68 (anche qui tre giorni consecutivi di superamento dei limiti)

Piazza Libertà (la terza centralina di riferimento regionale e attenti allo ND). Mercoledì 4/11: PM10 64; Giovedì 5/11: ND; Venerdì 6/11: PM10 66. Così grazie allo ND di giovedì niente tre giorni consecutivi e che importa se in zona Ferriera quella è l’aria che si respira, niente ordinanze sindacali sul traffico, per altro, che sulla fonte industriale non se ne parla nemmeno.

A completamento le rilevazioni negli stessi giorni di via Pitacco: Mercoledì 4/11: PM10 58; Giovedì 5/11: PM10 77; Venerdì 6/11: ND; e Sabato 7/11: PM10 77.

E di Muggia: Giovedì 5/11: PM10 53; Venerdì 6/11: ND e Sabato 7/11: PM10 53.

Una ultima noterella. Nel 2010 (febbraio) il Consiglio comunale aveva votato all’unanimità una mozione che impegnava l’amministrazione comunale a porre sotto la sua proprietà le centraline (ancora oggi per la metà di proprietà della Ferriera e collegati). E un mese dopo il Presidente della Regione, Renzo Tondo, aveva preannunciato come Regione la stessa operazione. Morale della favola le centraline sono rimaste di proprietà della Ferriera and company.

Altro dato: quando la Procura, allora più giovane negli anni, aveva piazzato delle proprie centraline tramite il Cigra dell’Università di Trieste, queste avevano clamorosamente smentito i dati di quelle ufficiali e non, salvo trovarsi invece perfettamente in linea con quella di via San Lorenzo in Selva.

Peccato che poi la cosa si sia fermata lì e nulla sia cambiato.

Commenti da fare?

E voi pensate che abbia senso andare a dire queste cose a chi governa la Regione, visto che le inadempienze e le promesse non mantenute partono da lì come i dati sugli sforamenti che si scaricano appunto dal sito ufficiale dell’Arpa Regione Friuli Venezia Giulia?

Francamente prendermi in giro da solo non è lo sport che amo praticare.

Pertanto NO FERRIERA-SI TRIESTE. Costruiamoli assieme domenica 15 novembre alle ore 11, Assemblea pubblica al Circolo Miani, a Trieste in via Valmaura 77.

Postilla.

Di Arvedi mi fido (ma forse è lui che non si fida) – dice Cosolini al forum con il direttore e annessi al piccolo giornale – è uno dei pochi imprenditori rimasti all’antica.” Perbacco da come maneggia i contributi pubblici non sembrerebbe. Anzi è “modernissimo”, era post tangentopoli.

Ma, come recitava Carosello, la fiducia è cosa troppo seria per riporla solo sulla simpatia personale, specie quando sono in ballo la salute (vedi sopra) dei cittadini, il destino dei lavoratori e il futuro di Trieste. Forse ci vorrebbe qualcosina in più ed i conti societari del Gruppo Arvedi non aiutano per niente. Anzi. Ma forse affascinato dal sempre giovane cremonese né Cosolini, con Serracchiani, né al piccolo giornale li hanno letti.

A proposito di leggere, continuano ambedue (Cosolini e piccolo giornale) a parlare di dicembre come mese per la verifica lavori sulla riduzione emissioni inquinanti.

Non si leggono nemmeno.

Infatti se almeno leggessero i loro articoli redatti con tanto amore, per Arvedi si intende, dall’ineguagliabile maranza, si sarebbero accorti che l’uomo “all’antica” ha spostato i termini temporali ad aprile 2016, per ora. E come un vero “padrone delle Ferriere” che si rispetti non si è curato di avvertire gli “inferiori”. Ma Cosolini e Serracchiani non si dolgano troppo che anche il numero uno di Siderurgica Triestina, Landini, lo ha appreso dalla stampa come loro.

Qualcuno avverta il moderno Cosolini del cambio date. Fatelo almeno per pietà.




Giustizia a due velocità.

» Inviato da valmaura il 6 November, 2015 alle 10:45 am

Ma molto molto differenti.

Qualche vicino esempio. Arvedi, ovvero Siderurgica Triestina tira su un capannone che più grande non si può, sotto gli occhi di tutti, senza aver ottenuto (lo ammette lui più volte: l’ultima l’altro giorno) la regolare autorizzazione edificatoria (da Regione, Comune?).

Lo avesse fatto qualunque comune mortale, magari per un manufatto di due metri quadri, non sarebbero passate 24 ore senza sequestro, maximulta se non ordine di demolizione.

La segnalazione-esposto presentata dal Circolo Miani al Sindaco di Trieste, alla Presidente della Regione Commissaria per la Ferriera, ed alla Procura ci risulta tuttora inevasa e comunque non ha portato ad alcun provvedimento noto.

Ventidue mesi fa il Ministro alle Infrastrutture inserisce nell’Accordo di Programma per la riconversione della Ferriera un allegato dove esplicita l’obbligo di sgombero immediato della parte trasformata in discarica abusiva dalla Ferriera, interrando lo Scalo Legnami, ed il conferimento a discariche speciali delle centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti industriali. L’operazione viene quantificata dal Ministero in dieci milioni di euro a carico della nuova proprietà della Ferriera.

Senza questo intervento i lavori della tanto decantata piattaforma logistico portuale sono bloccati e ti saluto rilancio del Porto e di Trieste.

Sono passati appunto ventidue mesi e la situazione è come allora. Abbiamo depositato ieri l’esposto alla Corte dei Conti per verificare se il Commissario dell’Autorità portuale, il “protegè” di Cosolini, Zeno D’Agostino e Debora Serracchiani Commissaria per la Ferriera, ne portino responsabilità alcuna. Vedremo cosa accade ma nel contempo pensiamo alla salatissima multa che si becca il possessore di un cane che non ha raccolto la popò del suo animale da una aiuola.

La Procura di Trieste è stata oggetto di deposito di diversi esposti-denuncia a firme Fogar/Miani e Romano Pezzetta, uno degli ultimi si titolava “83 morti senza giustizia” e riguardava la morte per cause di lavoro accertate dall’ASS per 83 lavoratori dello stabilimento di Servola. In tutta Italia, in tutto il Friuli Venezia Giulia le cronache riportano processi analoghi, meno che a Trieste: non possiamo che prenderne atto.

L’Arpa di Cremona interviene puntualmente nei confronti delle manchevolezze dell’Acciaieria Arvedi rispetto alle prescrizioni dell’AIA lombarda e scrive, senza tanti infingimenti, della mancata collaborazione da parte dell’Azienda. A Trieste la Regione comunica che, nonostante le gravi  quanto evidenti criticità degli impianti, l’Autorizzazione Integrata Ambientale a Siderurgica Triestina sarà rilasciata “a prescindere perché così vuole la politica sancita dagli accordi di programma”. La Procura e la politica regionale, nonostante siano informati dei fatti che snaturano completamente la legge europea ed italiana che disciplina il rilascio delle AIA, non danno cenni di vita. Chissà la reazione se a fare così fosse qualche altro funzionario pubblico nei confronti delle pratiche amministrative che deve esaminare. Ci pare che a Roma stia iniziando un processino che si chiama Mafia Capitale: chiediamo conferma che non vorremmo sbagliare.

Dal maggio di quest’anno il Consiglio comunale si astiene dal portare in aula l’esame e la discussione sulla petizione sottoscritta da oltre diecimila concittadini sulla chiusura immediata dell’area a caldo della Ferriera e per salvare la sede del Circolo Miani, in conformità a quanto per altro votato all’unanimità, sindaco compreso, dallo stesso Consiglio nel giugno dello scorso anno e all’appello lanciato da Claudio Magris, Gherardo Colombo, Adriano Sofri, tra gli altri.

Se invece devono discutere dei 39 posti macchina di Largo Granatieri, apriti cielo!

Il Prefetto di Trieste dal 5 gennaio non risponde alla richiesta avanzata dal Circolo Miani di conoscere prezzo e modalità del pagamento di quanto pagato da Siderurgica Triestina/Arvedi al Commissario Governativo incaricato della vendita. La legge italiana prevede un tetto di sessanta giorni di tempo per rispondere ma la Prefettura evidentemente gode di extraterritorialità, forse si sentono già nel TLT. Figurarsi se un cittadino si comportasse così nella violazione dei tempi fissati per pagare una sanzione, finanche una banalissima multa.

Tutta questa sommaria sintesi di fatti non smentibili, e ci fermiamo qui per carità patria, sta a dimostrare e giustificare mille volte il totale distacco e la più completa sfiducia che i cittadini hanno nei confronti di istituzioni e politica. Sembra quasi che ottenere qualche foto e due titoletti, su di una stampa ancora più screditata, siano per queste ultime appagante risultato.

Quousque tandem abutere patientia nostra?

Post Scriptum. Leggiamo dal piccolo giornale l’ennesima discussione (e da quando era sindaco Illy che il Comune discute) sulla questione Ferriera. Stavolta incentrata sullo slittamento senza preavviso dei termini da dicembre ad aprile 2016 (forse) per la verifica se i lavori sul contenimento delle emissioni (che tutti così, a partire dalla proprietà, ammettono esplicitamente che ci sono) inquinanti avranno funzionato. Insomma i cittadini, lavoratori compresi, come le caviette da sperimentazione. Il bello è che i nostri amministratori non hanno il minimo senso della dignità del ruolo che ricoprono e della comunità, e ciò è infinitamente più grave, che rappresentano. Ovvero mentre Arvedi in persona comunicava lo slittamento dei termini, loro, all’oscuro del contro ordine, continuavano a ripetere urbi et orbi che “a dicembre” ci sarebbe stata la resa dei conti (Cosolini e Serracchiani). Qualcuno più prosaicamente potrebbe dire che i nostri non li “caga” nessuno ma che questi continuino a far da spalle e controfigure a questo signore che si comporta in siffatto modo, forse abituato a rapportarsi così a Cremona con la politica locale, accettando simili umiliazioni, è semplicemente grottesco. Quasi quanto l’intervista dell’AD Landini alle Iene.

Da riportare integralmente la geniale dichiarazione di quel signore che si professa assessore all’ambiente del Comune: “La proprietà ci ha informato (bontà sua) di aver portato a compimento gli interventi sull’altoforno – ha chiarito (?) da parte sua Umberto Laureni – se si rilevano ulteriori sforamenti non possiamo chiederli di farli nuovamente (lo vieta espressamente il manuale delle Giovani Marmotte). Bisognerà capire come sono stati fatti e perché ci sono state le emissioni”.

Ecco noi vorremmo tanto capire come il dott. ing. Laureni ricopra da quasi cinque anni un incarico di assessore.

E domenica 15 novembre alle ore 11 se vuoi cambiare veramente partecipa all’assemblea nella sede del Circolo Miani, a Trieste in via Valmaura 77. NO FERRIERA.





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